Da Retromobile: SAI Collections e il nuovo catalogo 2013-2014

SAI Collections è un marchio artigianale di Saint Benoit sur Loire, specializzato in veicoli e accessori in scala 1:87. Fra le varie gamme di SAI vi è Rétro87, che conta diverse decine di modelli in kit e montati di auto, camion e autobus in metallo bianco o in resina. La scelta è vastissima: si va dalle utilitarie ai furgoni, dai camion leggeri fino al bellissimo Saviem SC10 1-4-4 e 4-4-2 autobus urbano disponibile in diverse varianti di città (RATP Parigi, Metz, Nantes, Tolosa). Vi sono poi le tematiche legate ai veicoli e alle strutture dei circhi Pinder e Amar, oltre a una serie di miniature del Tour de France ciclistico (biciclette, ciclisti, ammiraglie…), e una copiosa scelta di edizioni speciali realizzate in collaborazione con Brekina. A Retromobile, SAI Collections ha presentato il catalogo 2013/1014 che conta 136 pagine, strapiene di foto a colori e utilissime per ogni appassionato, soprattutto di veicoli commerciali. Tutti i soggetti sono legati alla produzione francese, con un\’amplissima scelta Peugeot, Citroen, Renault, Saviem, Berliet, Chausson, Simca. Lo scopo principale di questi modelli sarebbe quello di fare da cornice ai plastici fermodellistici in scala H0, ma la bellezza di certe miniature e il fatto che la maggior parte di essi sia inedita in scala 1:87 li rende appetibili anche per chi non abbia interessi specifici nei treni. Del resto l\’1:87 è una bellissima scala per i veicoli industriali, un po\’ meno per le automobili. I SAI Miniatures non sono molto conosciuti in Italia, anche se qualche negoziante ne ha fatti venire alcuni, ma senza troppa convinzione. Per chi voglia conoscere meglio la produzione di questo marchio francese, non posso che rinviare al sito ufficiale http://www.maquettes-sai.fr . Ecco una serie di foto scattate allo stand di SAI a Retromobile 2013:

Da Retromobile: presentata la nuova gamma Minialuxe

La nuova produzione Minialuxe a Retromobile. La marca è strettamente
associata alla rivista mensile Passion43ème. 

Come avevamo annunciato precedentemente, a Retromobile ha fatto il proprio debutto ufficiale la rinnovata marca Minialuxe. Abbiamo potuto scambiare alcune battute con l\’artefice principale di questa rinascita, Marc Faujanet: \”Minialuxe – ha commentato Faujanet – era una delle pochissime marche francesi a non aver avuto mai riedizioni di qualsiasi genere. L\’idea nacque qualche anno fa e con la collaborazione degli eredi dei fondatori di Minaluxe, che chiuse i battenti nel 1978, abbiamo siglato un accordo ventennale per l\’utilizzazione del marchio\”. Stavolta, però, lo zamac ha sostituito la plastica, materiale tradizionale dei vecchi Minialuxe, e si sono riprodotti modelli del passato, senza però copiare pedissequamente gli stampi originali, sebbene, a differenza dei Dinky, gli stampi originali siano sopravvissuti pressoché tutti. Con un capitale sociale di 1 milione di euro, la società Minialuxe ha deciso di seguire una strada diversa da quella intrapresa ad esempio dai nuovi proprietari del marchio Dinky Toys, che hanno puntato su un prodotto \”per tutti\”, associandosi alle edizioni Altas; nel caso di Minialuxe, invece, si è deciso per una produzione per così dire di elite, strettamente limitata e numerata, con un packaging che strizza l\’occhio sì al passato, ma che offre un qualcosa in più in termini di ricercatezza e di raffinatezza. Tre le linee previste, accomunate dagli stessi stampi: luxe, star e classic: i modelli della prima gamma avranno vetri e dettagli dell\’interno, i secondi solo i vetri, i terzi né vetri né interni.

Una panoramica della produzione 2013 di Minialuxe…
…che comprenderà tre livelli di finitura: 
con vetri e interni, con vetri solamente, senza vetri né interni, alla maniera \”classica\”. 

Ulteriori dettagli potrete trovarli sul sito ufficiale http://www.minialuxe.fr ; in questa sede preferisco fornirvi alcuni elementi originali, che non leggerete facilmente altrove. Ai giornalisti sono state mostrate alcune scocche grezze, sulle quali sono state fatte già alcune analisi per poter escludere, con una certa sicurezza, tutti quei fenomeni che hanno parzialmente rovinato la reputazione di marchi conosciutissimi e che continuano a pendere come una spada di Damocle sulla produzione di molti fabbricanti di diecast. La ricerca per dei laboratori adatti in Cina – assicura Faujanet – è stata oltremodo scrupolosa, sia per il montaggio, sia per la verniciatura, che si presenta fra l\’altro assolutamente uniforme, senza difetti evidenti e leggermente semilucida, dando ai modelli un patina di antico, che in questo caso non guasta. \”Non si può parlare di vere e proprie riedizioni – osserva Faujanet – bensì di una ripresa del marchio con prodotti di impostazione classica\”.

Il furgone Renault è una delle prossime uscite ed è da prevedere che sarà declinato in diverse varianti, tenendo conto delle esigenze di vari committenti privati. 
Le colorazioni in produzione e previste a brevissimo della Renault 5, di cui esiste anche una variante Polizia francese, così come per la D19 e per la Simca 1000 berlina. 
Volutamente non ci si è attenuti con scrupolo assoluto alle colorazioni ufficiali dell\’epoca, ma si sono scelti colori evocativi e particolarmente attraenti; del resto i vecchi Dinky e Norev non erano sempre realistici nelle loro livree. 
Una serie di Simca 1000. Prima dell\’approvazione definitiva di uno stampo, sono state necessarie diverse prove presso vari stabilimenti e parecchi saggi sulle tecniche di verniciatura. Il risultato dovrebbe mettere i collezionisti al riparo da brutte sorprese. 
In un primo momento si era pensato anche a realizzare i contorni vetro nella serie Luxe, idea poi abbandonata dopo alcuni risultati poco validi. 

\”Abbiamo sondato con attenzione il mercato e già in questi primissimi giorni di vendite a Retromobile i risultati ci stanno dando ragione\”. Ufficialmente i primi modelli saranno disponibili ad aprile, ma già a Parigi è possibile acquistare la Renault 5, la Simca 1000 e le Citroen DS19 e 2CV direttamente allo stand Minialuxe. Sarà il fascino di questo tipo di modello, sarà perché il tutto è stato studiato e concepito con  un indubbio savoir faire, sta di fatto che è difficile non resistere a queste realizzazioni, non foss\’altro che per metterne un paio in una vetrina insieme a qualche altra memorabilia.

I rivenditori riceveranno i modelli in confezioni da cinque. 

La presentazione del modello singolo (non illustrata qui) sarà composta da una scatola di cartone rosso nella quale sarà alloggiato il modello (protetto in un sacchetto di raso rosso), la scatolina di cartone (di colore variabile secondo la serie) e un fazzolettino tipo quelli per gli occhiali, per pulire il modello dalle ditate!

La Citroen 2CV fa parte del primo blocco di novità tecnicamente già consegnate ma ufficialmente in vendita da aprile. 

La produzione – come si è detto – è cinese, ma già alcune parti sono realizzate in Francia e non si esclude che si possa, in un prossimo futuro, portare tutto in Europa. \”Abbiamo scelto l\’esclusività – aggiunge Faujanet – perché non volevamo ripercorrere la strada di altri marchi, che si sono limitati a rifare i vecchi modelli, oltretutto col risultato di svalutare la produzione degli obsoleti\”.

Un campione di scocca dato ai giornalisti: la finitura è molto pulita e si è posta la massima cura per evitare reazioni spiacevoli con la verniciatura. 

Ogni stampo è punzonato all\’interno del tetto col marchio Minialuxe. Per assicurare l\’autenticità del prodotto, sulle scatole è applicato un ologramma e su ciascun fondino sarà stampigliato il numero progressivo. La produzione è limitata a 250, 500 o 1000 esemplari, secondo la versione. La maggior parte dei modelli, in ogni caso, saranno prodotti in 500 esemplari.  

Stavolta, al contrario, sarà forse la vecchia produzione Minialuxe a rivalutarsi un po\’, dopo essere stata per lungo tempo la cenerentola di Norev, Solido e Dinky France.
Nello stand Minialuxe è esposta anche una grossa parte della vecchia produzione, inclusi dei rari master in legno. Per gli appassionati del genere, ecco una serie di foto di questi modelli, conservati in condizioni eccezionali. Prima di passare alle foto, segnaliamo che il debutto della nuova serie Minialuxe è stato accompagnato dall\’uscita del primo libro che ripercorre la storia del marchio francese, a cura di Marc Faujanet, di cui ci occuperemo in uno dei prossimi post.

Da Retromobile: gallery miscellanea di modelli

Ecco qualche foto di alcuni stand modellistici, club di marca e altre associazioni che espongono riproduzioni in scala. Troverete anche alcune immagini con le più recenti realizzazioni di Jade.

Da Retromobile: lo stand di Minidelta

Lo stand di Minidelta a Retromobile è il punto di ritrovo per i collezionisti e i montatori di modelli speciali. Quest\’anno è stato spostato nel padiglione adiacente, insieme agli altri stand di modellismo, probabilmente per rendere più omogenea la distribuzione tematica. Ciò non ha certo reso entusiasta Patrick Badot, ma tutto sommato questo stand è ormai così famoso che gli aficionados ci vanno a colpo sicuro. Piuttosto, esso è ora leggermente meno visibile, e questo, secondo Patrick Badot, potrebbe costituire un problema in vista di qualche eventuale vendita a nuovi clienti. Sì, perché se i modelli speciali in 1:43 servono a coprire giusto le spese, è nel cliente magari occasionale che si confida, quello magari pieno di soldi che ti compra un De Conto da 30000 euro. E quel tipo di cliente, magari, si trovava meglio con lo stand posizionato vicino a Fiskens o ad Artcurial. A parte questo, la giornata di mercoledì è per molti versi la giornata clou, perché parecchi montatori francesi ed europei vengono a fare le consegne proprio la mattina del primo giorno, è ovvio. Si sono visti Alberca, Mike Craig, oltre ai soliti ospiti dello stand di Minidelta, da Boissou a Laugier, da Suber a MEA kits, fino ai giapponesi che fanno parte da un paio d\’anni dell\’arredamento. Niente cambia e tutto cambia. Sono sensazioni, che spesso hanno bisogno di verifiche. Forse è tornata una sana voglia di normalità, anche fra i collezionisti. Ho parlato a lungo con tanti esperti, e mi sono fatto un\’idea delle tendenze degli ultimi mesi su un certo tipo di mercato. Hervé Crozier di Avignone, ad esempio, è sempre una fonte interessantissima, oltre che una persona che stimo molto e con la quale amo scambiare opinioni. Il suo sito Modelart111 è da tempo un punto di riferimento per i collezionisti di AMR, Le Phoenix e simili. Si assiste, secondo lui, a un certo ricambio generazionale anche in un settore che sembrerebbe \”morto\” come quello degli AMR. Meno acquisti, certo, ma un interesse verso modelli che i collezionisti tradizionali e/o di lunga data avevano per lungo tempo snobbato. Sarebbero tanti i temi da affrontare, e il tempo a disposizione è sempre troppo poco (in fondo sono a Parigi, mica a ovest di Paperino – lasciatemi divertire anche un po\’). Eccovi intanto alcune foto fatte stamani allo stand Minidelta. La qualità è quella che è ma sono foto documentarie, molto, ma molto \”istantanee\”.

Patrice de Conto riesce sempre a sorprendere con le sue realizzazioni. 

Pierre Laugier di LP Créations, con i suoi modelli apribili e i \”manichini\” da carrozziere. 

Suber e Minerva43…

la Maserati 300S di Minerva43
L\’Aston Martin DBR1 di Paddock montata da Suber.
Non troppa la scelta di factory built AMR e Le Phoenix, ma qualche pezzo piuttosto bello c\’era. 
Modelli visti anche l\’anno scorso. La SWB di Stirling Moss di Le Phoenix è un esemplare particolarmente ben conservato. 
Di questi montaggi Raccoon si parlò diffusamente sul blog l\’anno scorso. Belle finiture, sicuramente dei pezzi attraenti come la 917K di Paddock, ma attenzione agli svarioni storici. 
MEA kits e i suoi originali soggetti. 
Gruppo motore e trasmissione della Ferrari 126C2 F.1, un grande classico di Vincenzo Bosica. 
Questi modelli andrebbero fatti commentare a Piero Tecchio, sicuramente più competente in materia. 
Altri montaggi Raccoon: a destra la 512 S lunga di AMR, un modello attraente, ma…?
La Lancia Delta Integrale, montata ds Raccoon. 

Questa la conoscete, inutile spenderci altre parole. 
Alcuni modelli montati da Shimoma. 

In vendita presso Patrick Badot dei bei factory built Marsh Models e Formula Models di John Shinton. 

Il kit della Porsche 917 LH di Le Mans 1970 di MFH, 

Meno modelli finiti per Boissou, alcuni progetti in corso. Sempre grande fascino per queste Bugatti,. 

Di seguito, altri modelli presenti nello stand di Minidelta. Una miscellanea dalla quale è possibile farsi un\’idea di quanto offre Retromobile. 

Chiudiamo con una vista abbastanza impietosa della nuova Ferrari 250 P di Minerva43. Oltre all\’eccessiva larghezza del modello, la vista laterale mette in evidenza diversi scompensi. Ognuno giudicherà il risultato. Peccato perché una 250 P in metallo bianco mancava nel panorama modellistico da tempo immemorabile. Per dovere di completezza, voglio sottolineare che non conosco il nome del prototipista, proprio perché non si dica che sparo sempre a zero sugli stessi. 

In preparazione Emotion Porsche 1951-1976

Dopo l\’apprezzatissimo Emotion Ferrari, uscito qualche anno fa, Maurice Louche ha completato un volume analogo, ma sulla Porsche. Intitolato Emotion Porsche 1951-1976, sarà un libro ricchissimo di foto soprattutto a colori e del tutto inedite, provenienti dall\’ampio archivio Louche. Emotion Porsche sarà disponibile da aprile-maggio al prezzo di euro 60,00. E\’ possibile prenotare il volume prima del 15 marzo 2013 al prezzo promozionale di euro 47,00 (informazioni scrivendo a contact@mauricelouche.com). 248 le pagine previste (formato 23x27cm) per 543 foto a colori e in bianco e nero. Tiratura limitata e copertina rigida come tutti i libri di Louche, che si contraddistinguono anche per la qualità della carta, della stampa e della rilegatura. Gli appassionati saranno inoltre felici di sapere che sono in preparazione i volumi Emotion Alpine 1955-1976 e Emotion Alfa Romeo 1952-1976. A Retromobile, come sempre, Louche ha il suo piccolo stand.

Da Retromobile

Riassumere Retromobile non è facile, e l\’edizione 2013 è ricca di cose interessanti, che affronterò in separata sede con dei post dedicati. Intanto questo primo post serve come breve introduzione, per annunciarvi che nel corso delle prossime ore troverete diverse notizie e foto.

Rassegna stampa: Auto Modélisme 187

AutoModélisme si sta trasformando.

Se la recensione ad AM 186 l\’avevate letta con un ritardo mostruoso, eccovi quasi in tempo reale quella relativa al numero 187 di febbraio, trovato in un qualsiasi supermercato Auchan della Francia centrale da dove scrivo in questo momento.
Auto Modélisme si sta trasformando: lasciando perdere le 9 pagine consacrate alle slot (che peraltro erano state aggiunte, non tolte, alla foliazione originaria), la rivista sembra aver accolto alcune fondamentali istanze dei lettori, tornando a contenuti che su una pubblicazione da edicola non si vedevano da molto tempo, almeno in Europa. Da quando JMT aveva lasciato la direzione della testata erano stati in parecchi a chiedersi se Auto Modélisme sarebbe riuscito a mantenere i livelli, a volte discreti, a volte buoni, del passato. Alain Geslin, il nuovo direttore, persona intelligente, si è trovato a risolvere un rebus di non facile soluzione. Conciliare le varie esigenze è difficile, seppur non impossibile. Da qualche numero, in ogni caso, la rivista del Groupe Hommell, sta diventando più specializzata, strizzando l\’occhio al modellismo pratico, concedendo maggiore spazio agli artigiani, proponendo anche contenuti un po\’ \”underground\” senza trascurare aspetti storici e meno conosciuti dei vari settori. E\’ una buona notizia, segno, una volta di più, che la qualità può far rima con la fattibilità anche a certi livelli di diffusione. Un chiaro segnale per chi voglia provarci anche dalle nostre parti, perché di cose da fare ce ne sarebbero; a volte non è neanche questione di creatività: basta pescare nel vasto mare del passato per trarne argomenti e spunti che prima erano il diavolo – o almeno così sembravano essere.

Nostalgie & Syntofer

Parlare di AMR su Auto Modélisme? Puah, roba per vecchi bavosi un po\’ perversi, ora ci sono gli Spark, fini le temps d\’AMR. Gli artigiani della resina? Lo stesso. Le elaborazioni? Attenzione, potreste farvi la bua col Minidrill. Le tecniche di costruzione? Roba da dinosauri. Bene. Se è così, è il passato che ritorna. Ce ne accorgiamo in una certa misura con questo bel numero di febbraio, che presenta diversi temi che soddisferanno gli appassionati: togliamoci subito il dente dell\’1:18, segnalando la retrospettiva sui 50 anni dell\’Alfa Romeo Giulia in questa scala e la recensione dell\’Alpine A110 16-soupapes di OttoMobile, della quale peraltro il nostro Umberto Cattani ha fornito un\’analisi ben più dettagliata (\”via, non fo per vantarmi…\”, come direbbe il poeta) proprio sul vostro affezionato blogghettino.

Ricominciamo a sporcarci le mani!

L\’articolo che più fa piacere leggere, almeno agli smanettoni anni settanta, è la bella rassegna delle elaborazioni Solido a base di Syntofer e olio di gomito, opera di Eric Keydel; tutta da leggere e da ammirare, con quelle Stratos, Ligier, Porsche Carrera Turbo, Porsche 917 Can-Am che sembrano uscire dai nostri sogni di ragazzini. Inoltre, udite-udite, un corto ma simpatico vademecum intitolato \”speciale diorama\” su come si dipingono i figurini e su come si realizzano certe parti di diorami dei box. Modelli del mese nel settore dell\’1:43, la Bentley S2 Cabriolet di Minichamps (settore stradali) e la Costin-Nathan GT di Le Mans \’67 di Spark (settore corsa). E poi qua e là commenti, notizie e foto ben confezionate. Beh, poi leggetevi anche le 9 pagine sulle slot, dai… chissà che non vi torni la voglia di tirare fuori dalla soffitta la vecchia Scalextric.

GPA a Retromobile 2013

Grandiepiccole auto ripeterà (o cercherà di ripetere) l\’esperienza dell\’anno scorso, con un reportage se non completo almeno accettabile di Retromobile, che si apre mercoledì alle ore 8 per la stampa, mentre l\’orario di apertura al pubblico è posticipato a metà mattinata. Sono tanti i temi che si potranno trattare, non ultime le tendenze del mercato dei modelli di gamma alta, o di nicchia. Già l\’anno scorso, tracciando un confronto fra Norimberga e Retromobile era saltata fuori una differenza fondamentale: la prima manifestazione è per gli industriali o per gli artigiani veramente grossi, di scala industriale (come BBR), la seconda è per i prodotti di una fascia magari ancora maggiore, per un pubblico probabilmente diverso, anche se non sono mai escluse sovrapposizioni da entrambe le parti. Retromobile, in ogni caso, è una bella occasione per tastare il polso ad un settore del mercato che durante il resto dell\’anno ama stare maggiormente nell\’ombra, senza dimenticare le altre grandi protagoniste della rassegna, le auto 1:1.
Saluti da Aubière. Domani, a Dio piacendo, si arriva a Parigi.

La storia di Francis Bensignor [parte 10]

1980, 1981 et 1982, années passées sous la bannière Tenariv, m’auront permis de toucher à des styles de prototypes variés, mais ma grande passion, comme pour Jean-Pierre, restait la compétition. 1981 et 1982 seraient riches dans ce domaine chez Tenariv.

Terminée 2 mois après la Ford Cobra Daytona, je dois reconnaître que la LOLA T 600 GTP ne présentait plus pour moi de très grosses difficultés dans sa réalisation, mais c’est une maquette dont je garde un très bon souvenir, je me suis régalé à reproduire ses formes, simples, mais originales et innovantes.

Les dessins :
La 1ère et la plus connue étant sans nul doute la Lola T600 Le Mans \’81 Edwards / Unipart,

 

Mais cette carrosserie sera déclinée en une multitude de versions…et pour moi qui me prenait de plus en plus de passion pour la compétition US, je ne pouvais qu’approuver Jean-Pierre qui une ou deux années plus tard, produisait encore quelques versions qui me réjouissaient particulièrement !

 
En septembre 1981, retour vers le classicisme, je pourrais dire simplement vers la CLASSE, tout du moins pour ce qui est du modèle…que j’espère avoir reproduit correctement…c’était la 2ème Ferrari qui passait entre mes doigts, et cette fois avec une « vraie » carrosserie ! Que les inconditionnels de la F1 me pardonnent…

FERRARI 275 P2 1965

Les dessins :

Après la Ford Cobra et la Jaguar type E, je repartais sur des formes plus …féminines qui je l’avoue m’inspiraient assez…

Suivra la FORD C100,qui allait débuter en compétition en 82 .

Et la LANCIA Martini Gr6 Le Mans 1982. Une carrosserie qui m’a beaucoup séduit dont j’adorais le contraste flancs plats / rondeurs très marquées sur sa partie avant et arrière…et la robe Martini soulignait encore le tout.

Les dessins et le résultat final :