…più addentro di così….
Salone di Ginevra: gallery McLaren
Penso faccia piacere se pubblico qualche foto della nuova McLaren P1, insieme alle altre vetture esposte allo stand McLaren.
Purtroppo l\’iPad non consente troppi margini di manovra, e molte altre foto le ho in un altro apparecchio che è impossibile in questo momento collegare al computer. Stamani si è visto Ron Dennis allo stand McLaren, oltre che Sergio Perez e Jacques Laffite. Vorrei segnalare anche la cortesia dei responsabili della McLaren e la loro disponibilità nei confronti dei giornalisti. Sembrano proprio quelli di una popolare marca emiliana. Proprio uguali.
Rassegna stampa: Auto Modélisme n°188
Decisamente un bel numero, il 188 di Auto Modélisme (marzo 2013). Uscito da poco in Francia, ovviamente è ancora una chimera nel Bel (?) Paese. Non si poteva ignorare, nemmeno in copertina, il salone di Norimberga, che è trattato in modo molto convincente, con belle anteprima e commenti appropriati. Siamo lontani da un certo modo di affrontare le cose che in un recente passato ha fatto disamorare più di un lettore. Che sia davvero un segno di cambiamento? Si accenna anche a Rétromobile, sempre più importante anche nel nostro settore modellistico; al salone parigino, il gruppo Michel Hommel aveva uno stand e si sono visti vari collaboratori \”armeggiare\” intorno agli espositori, modellistici e non.
Torniamo al numero di marzo di Auto Modélisme: da non perdere due brevi ma interessanti interviste con Hugues Ripert e Paul Lang; simpatico l\’articolo sulle miniature della Renaut 4CV, oltre alla recensione della Ford RS200 del Rally Ypres 1986 di Ottomobile in scala 1:18. La televisione svizzera non offre gran ché (anche se ha fatto miracoli rispetto agli anni ottanta). Meno male che c\’è Canal+.
Dal Salone di Ginevra
Il lavoro \”vero\” chiama ed eccomi al Salone di Ginevra, dopo un anno di assenza. Oggi pomeriggio, passato il centro accrediti, ho potuto dare un\’occhiata in anteprima a ciò che offriva l\’edizione 2013. Ovviamente la crisi dell\’auto si respira anche qui, ma solo la presenza della McLaren P1 (mi scuserano i vari estremisti apologeti montanisti) vale il viaggio.
Modellisticamente, il Salone offre qualche spunto di interesse, ma si tratta per lo più di negozi ed espositori già visti a Rétromobile, ma ne riparleremo.
A proposito, proprio modellisticamente, il panorama attuale meriterebbe qualche commento in più. Nel nostro stagno delle rane si stanno producendo modificazioni e fenomeni indubbiamente destinati a cambiare il panorama a medio termine.
Stay tuned.
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Le Porsche 936C Joest di K-Model
| K-Model, Porsche 936C GrC Joest 9 Ore di Kyalami 1982. |
K-Model è un nuovo marchio che si è affacciato sul panorama dei cosiddetti resincast. Questa gamma è prodotta dalla giapponese Kaneko Office, che in passato aveva già commercializzato alcune edizioni speciali su base Spark, col marchio Endurance-Info. Stavolta la scelta si è orientata su una \”special\” del Pike\’s Peak e su due altre vetture, certamente più interessanti per il pubblico europeo, le Porsche 936C Joest. Si tratta verosimilmente di una produzione Spark; se così fosse sarebbe un\’anteprima, visto che Spark non ha ancora commercializzato alcuna 936C, pur avendone annunciate in catalogo già alcune versioni. Il primo modello K-Model riproduce la vettura iscritta da Joest alla 1000km del Mugello 1982, per Wollek/Pescarolo/Heyer.
| K-Model, Porsche 936C GrC Joest 1000km Mugello 1982. |
E\’ presentato in una confezione \”Bob Wollek Collection\”, che andrà a fare il paio con la serie proposta da Cartima! La produzione è numerata e limitata a 350 esemplari, e la base, la protezione in plexi e tutta la confezione sono molto più grandi della produzione Spark, versioni speciali comprese. La seconda versione (sempre limitata a 350 esemplari) riproduce invece la stessa vettura alla 9 Ore di Kyalami 1982 (Heyer/Merl/Schornstein). Il livello di finitura di questi modelli è accuratissimo, così come la pulizia di montaggio, direi addirittura un gradino sopra allo standard di Spark.
Per altre foto dei modelli e alcune anticipazioni sui programmi futuri, potete visitare la pagina Facebook di K-Model: http://m.facebook.com/kanekoietoshi?_ft_=fbid.10150660526906552
La storia di Francis Bensignor [parte 12]
Abarth e Giannini, alcune recenti realizzazioni di Carrara Models
Denis Carrara ha recentemente realizzato alcune varianti su stampi derivati dalla produzione Barnini, ma modificati e notevolmente migliorati. Iniziamo dalla Fiat-Abarth X1/9 Prototipo, di cui vi mostriamo il pre-serie di una versione ancora inedita, della Ronde de la Durance 1975 (equipaggio Darniche/Mahé):
Della X1/9 Prototipo verranno realizzate molto probabilmente altre varianti di indubbio interesse storico, come la vettura del Tour Auto.
Dopo l\’Abarth 1000 SP e la 2000 SP, ecco l\’anello mancante, ossia la 1300 SP Spider Tubolare, ricavata a partire dalla 1000, con modifica del cofano posteriore, analogo alla 2000, l\’apertura delle prese d\’aria posteriori e l\’aggiunta del tappo del serbatoio dell\’olio. La ruota di scorta sistemata nel cruscotto è una particolarità presente anche sulla 2000:
Passiamo ora a un modello che su base Barnini venne commercializzato in kit e montato sotto il marchio Ciemme43, l\’Abarth Osella PA1 Presentazione 1972; Denis Carrara riprenderà la produzione di questo modello, che sarà sicuramente accolto con favore:
In ultimo, Denis, dopo averne riacquisito gli stampi ex-Barnini, che in un primo momento erano stati ceduti ad un altro produttore, ha intenzione di riproporre le versioni Gruppo 5 su base Fiat 500. Anche in questo caso siamo in presenza di modelli \”pre-serie\”, ma la produzione verrà avviata molto presto. Si riconosceranno facilmente la Giannini 700 Gr.5 preparazione Giacomelli, che si aggiudicò il Campionato italiano 1980 (versione Mugello) e l\’altra Giannini 700 Gr5 preparata da Gattafoni che partecipò alla salita dello Spino nel 1979:
Per tutti questi modelli particolare cura sarà dedicata al montaggio ma anche alla presentazione.
Nissan Skyline R34 GT-R "V.spec II Nur" di EBBRO
| La Skyline R34 GT-R V.spec II Nur testimonia la passione dei costruttori giapponesi per la 24 Ore del Nurburgring. |
Il team Falken, uno dei maggiori protagonisti della serie nipponica N1/Super Taikyu, schierò alla 24 Ore del Nurburgring 1999 una Nissan Skyline R33 GT-R. Già in quegli anni la maratona tedesca stava diventando un punto di riferimento nel calendario dell\’endurance, e i maggiori costruttori di vetture turismo e GT vi vedevano un\’ottima occasione di promozione e anche di collaudo tecnico per il prodotto industriale. Un sesto posto assoluto premiò la partecipazione della R33, e nel 2000 il team giapponese ci riprovò, stavolta con una Toyota Supra, che tuttavia non si rivelò troppo adatta al particolarissimo circuito.
Nel 2001 la squadra, guidata dall\’ingegnere capo di Shift Tuning, Tetsuo Suzuki, decise di ripiegare ancora sulle Skyline, iscrivendo una R33 GT-R e due nuove R34 GT-R. Ed è proprio sulla R34 GT-R che rivolgeremo le nostre attenzioni; la vettura che servì da base per la preparazione in vista della 24 Ore del Nurburgring fu il modello 2000, vincitore della serie Super Taikyu. La versione destinata alla 24 Ore fu denominata \”V.spec II Nur\”. Abbastanza importanti le modifiche al motore, rispetto alla versione della Super Taikyu: cilindrata aumentata di 200cc fino a 2771cc (alesaggio portato da 73,7 a 77,7 mm e corsa incrementata di 1 millimetro), aumentata anche la pressione del turbocompressore a tutto vantaggio della coppia e della guidabilità. Le carreggiate furono allargate da 1785 a 1825mm per ospitare ruote da 11×18 con pneumatici Falken 285/35R18.
Esteticamente la \”V.spec II Nur\” si distingueva anche per fari supplementari incastonati nel paraurti anteriore e di una serie di vistose griglie di ventilazione ricavate sul cofano al posto delle due serie più piccole che caratterizzavano la versione del campionato giapponese. La spedizione del team Falken alla 24 Ore del 2001 non fu delle più fortunate, con entrambe le R34 e la R33 costrette al ritiro, un risultato che accomunò anche una quarta Skyline, una R34 iscritta da un team inglese.
La partecipazione alla gara fu ugualmente importante, perché da lì in poi il team Falken tornò puntualmente ogni anno alla 24 Ore del Nurburgring con versioni della Skyline sempre più competitive e a loro agio sulla pista dell\’Eifel. Nel 2005 la Skyline Falken sfiorò il colpo grosso, issandosi al secondo posto alle 7 del mattino, per poi finire rovinosamente la propria corsa all\’entrata dell\’Adenauer Forst, a causa del cedimento di un braccetto della sospensione. Tornando alla R34 del 2001, Ebbro ne ha recentemente fatto oggetto di una bella riproduzione in resina; le vetture degli anni successivi seguiranno, intanto concentriamoci su questo modello che offre parecchi motivi di interesse.
| L\’equipaggio della Nissan Skyline R34 GT-R alla 24 Ore del Nurburgring 2001 era composto da Hasemi / Kinoshita / Asch / Schoysman, un misto di sciovinismo giapponese e di esperienza europea. |
| La guida a destra è una delle caratteristiche delle Skyline; obbligatoria alla 24 Ore del Nurburgring la rete di protezione al vetro lato pilota. Giusta la colorazione rossa del sedile. |
| Corretta l\’altezza da terra e ottima la combinazione dei due colori con le decal centrali a formare una livrea tutt\’altro che facile da rendere con una tale definizione. |
| Il tergicristallo è realizzato in fotoincisione. Un po\’ deludente l\’antenna, che in realtà dovrebbe essere argento con una base più larga, nera. |
| Da questa inquadratura si può ammirare ancora la bellezza e la finezza dei cerchi. Le alette supplementari anteriori sono fotoincise. Del tutto soddisfacente l\’aspetto dei gruppi ottici anteriori. |
| Corretta la colorazione degli interni, con le strutture di sicurezza grigie . |
| I supporti dell\’ala posteriore sono fotoincisi. Un bel vantaggio rispetto alla plastica. |
| Applicate con cura tutte le piccole decals degli sponsor tecnici e degli sticker specifici della 24 Ore del Nurburgring (come il Gold Zack posteriore). |
| La confezione è quella classica di Ebbro: base in plastica, teca in plexi e scatola-vetrina in cartone. |
| La Skyline R34 è realizzata ovviamente con l\’approvazione ufficiale della Nissan. |
| …e anche lo sponsor BP reclama la sua parte… |
Hobby Model Expo di Novegro Spring Edition: un breve commento
Definire deludente questa edizione \”primaverile\” dell\’Hobby Model Expo a Novegro è molto facile, ma è anche la cosa più onesta da fare, cercando di trovare una definizione un minimo attinente alla realtà. Deludente per le larghe defezioni (Ripa, Tamiya, ma anche Antelmi, Arena e molti altri), deficitaria per lo scarso entusiasmo del pubblico, probabilmente distratto anche da Milano AutoClassica che si svolge al nuovo polo fieristico di Rho, deludente per il clima generale di smobilitazione che si respirava oggi nei padiglioni della rassegna milanese. La \”spring edition\” dell\’HME non è mai stata entusiasmante, troppo a ridosso com\’è di eventi quali Norimberga o Rétromobile, e stavolta le aspettative erano particolarmente limitate; ebbene le cose sono andate forse anche peggio, con un\’offerta limitata e una bassa qualità generale, oltre all\’imperante déjà-vu e al carrozzone (meno male che c\’era) dei vari war-games, RC e slot. Almeno in quel settore c\’era un minimo di fermento, anche se in tono minore rispetto ad altre occasioni. A questo quadro tutt\’altro che esaltante si è aggiunta una giornata di forte maltempo, che ha reso complicato ogni spostamento da località appena più lontane rispetto a città come Parma o Piacenza. L\’autostrada A1 è stata bersagliata da una violenta nevicata che ne ha compromesso la viabilità, a partire dal primo pomeriggio, prima da Piacenza a Modena fino Bologna, poi sul tratto appenninico verso Barberino del Mugello e Calenzano. Tornando più sullo specifico, questo HME non ha detto assolutamente niente di nuovo: sì, qualche novità, peraltro già annunciata da tempo, di Brumm, di IV Factory o di altri volenterosi che si sono accollati una trasferta comunque costosa e stavolta anche particolarmente rischiosa sotto l\’aspetto della sicurezza stradale. Per fortuna che lo stand di BBR, cui ho dedicato una gallery apposita, contribuiva, almeno in parte ad alzare un po\’ il tono che è rimasto sempre su mesto andante. Difficile citare qualcosa che abbia caratterizzato in modo nettamente positivo questa edizione dell\’HME: alcuni irriducibili come Angelo Tron o Gabriele Pantosti hanno fatto quello che hanno potuto, insieme ad altri bravi artigiani che andrebbero premiati per la loro costanza che a volte rasenta l\’irragionevole ostinazione nel continuare a credere in un mondo che obiettivamente sta cambiando alla velocità del vento.
| Va bene che non è una borsa di scambio, in cui chi prima arriva meglio alloggia, ma questo era il triste panorama dell\’entrata dell\’HME verso le dieci e mezzo di sabato 23 febbraio. |
Non vanno criticati, vanno ammirati perché la loro tenacia li porterà da qualche parte. Oggi, comunque, sembravano piuttosto scoraggiati. Del resto un ambiente come quello di stamani avrebbe fatto perdere l\’entusiasmo anche al più convinto degli ottimisti. Alcuni espositori avranno scelto Rho, ma indipendentemente da questo viene da chiedersi con quale criterio perverso (o irresponsabile) siano state organizzate due manifestazioni non dico analoghe ma comunque in diretta concorrenza nello stesso weekend e nella stessa area metropolitana. Se ciò è avvenuto per un calcolo preciso, la cosa è da biasimare; idem se ciò è avvenuto per puro caso, anzi, ancora peggio, significherebbe che si organizzano le manifestazioni indossando orgogliosamente il paraocchi. Stavolta non parlerò di modelli, di novità o di tendenze, ma mi limiterò a invitarvi a dare un\’occhiata alle gallery pubblicate in questo blog, che sono ricchissime di immagini. Del resto, senza nulla da fare (o quasi), mi sono buttato a far foto, per rendere un po\’ meno magro il bilancio di una giornata da dimenticare, almeno dal punto di vista modellistico.
Dal punto di vista umano, il discorso è diverso perché è sempre bello rivedere gli amici delle zingarate, ma la combriccola che ha rischiato più volte l\’osso del collo nel tornare da Novegro a Firenze avrebbe potuto ugualmente ritrovarsi in una buona trattoria con le gambe al sicuro sotto una tavola apparecchiata. E forse avrebbe anche speso meno.








































