La McLaren Hypercar per IMSA e WEC

E’ stata svelata nel corso della settimana della 24 Ore di Le Mans la maquette della McLaren hypercar che esordirà nel 2027.

La vettura risponderà al regolamento LMDh, cosa che le permetterà di gareggiare anche nell’IMSA, oltre che nel FIA-WEC.

Il programma McLaren hypercar era stato annunciato lo scorso aprile, e già allora era stato rivelato che il telaista sarebbe stata la Dallara. Lo sviluppo tecnico sarà gestito internamente e della gestione sportiva si farà carico il team United Autosports.

Il propulsore sarà un V6 biturbo progettato da McLaren Racing e McLaren Automotive e costruito da Autotecnica Motori. L’obiettivo è quello di iniziare i testi in pista nella prima metà del 2026. Una figura chiave del programma sarà James Barclay, attuale direttore di JLR (Jaguar Land Rover) Motorsport e Team principal di Jaguar TCS Racing nel Campionato FIA Formula E. Barclay si unirà alla squadra McLaren a partire dal prossimo settembre.

Storia: la Opel Corsa di Steffi Graf

Oggi il grande tennis parla italiano. Non era però la stessa cosa quarant’anni fa, nel 1985, quando Opel concluse un contratto pluriennale di sponsorizzazione con tedesca Steffi Graf – che oggi ha al suo attivo 22 titoli del Grande Slam, una medaglia d’oro ed una d’argento alle Olimpiadi, 5 WTA Finals – nella quale vedeva uno dei più validi “testimonial”.

A dire il vero, Steffi portò bene alla Opel che nel 1988 le dedicò una versione speciale della prima generazione di Corsa ed una campagna pubblicitaria su misura. Due anni dopo, nella primavera del 1990, la Casa tedesca le consegnò il primo esemplare della coupè Opel Calibra che in breve divenne una delle automobili del suo genere più vendute in Europa. Nel settembre 1991 nello stand Opel del Salone di Francoforte c’erano due “stelle” che calamitavano l’attenzione del pubblico: la Astra, la nuova vettura compatta della Casa tedesca, e Steffi Graf, la campionessa all’epoca tre volte vincitrice a Wimbledon. Per la Opel era stato naturale associare la figura della stella del tennis internazionale a quella dell’automobile che era chiamata a raccogliere l’eredità di un modello di grande successo come lo era stata la Kadett.

Puntare su Steffi, oltre ovviamente che sulla qualità del prodotto, per lanciare la nuova Astra non era però un fatto scaramantico. La Opel era da tempo vicina al mondo dello sport e del tennis in particolare. Anche, Michael Stich, il vincitore maschile di Wimbledon 1991 era legato alla Casa tedesca. E come la Graf lo sarebbe stato ancora nel 1992.

Il nuovo anno si annunciava davvero brillante per la Casa tedesca. Alla Astra la Opel aveva affidato il compito di prendere il posto di una “bestseller” come la Kadett.

Opel Corsa Steffi Spezial, 1988

«Siamo certi che la Opel Astra saprà attrarre nuovi clienti nel suo segmento» dicevano all’epoca in Opel, sintetizzando i risultati di un’approfondita analisi del mercato nazionale condotta in occasione del lancio della nuova compatta. L’immagine di marca che la Opel si era saputa creare negli ultimi anni anche attraverso la sua presenza nel mondo dello sport, la validità dell’Astra, la sua qualità ed i prezzi particolarmente concorrenziali fecero guardare a questo modello come ad una nuova importante presenza destinata a vivacizzare il segmento delle berline medie e medio-piccole.

24 Ore del Nürburgring 2025: vittoria della BMW

Finale thriller per la 24 Ore del Nürburgring 2025: la BMW M4 GT3 EVO del team Rowe vince la 53ma edizione della corsa e prevale dopo un lungo duello con la Porsche 911 GT3 R del team Manthey.

Dopo 141 giri, il brasiliano Augusto Farfus, il finlandese Jesse Krohn, lo svizzero Raffaele Marciello e il sudafricano Kelvin van der Linde sono transitati sotto la bandiera a scacchi con 1’17″810 di vantaggio sulla Porsche “Grello” di Kevin Estre, Ayhancan Güven e Thomas Preining. Sebbene la Porsche Manthey abbia effettivamente chiuso la gara in testa, è stata retrocessa in seconda posizione per una penalità di 1’40”. Il team ha inoltrato un ricorso che è stato respinto dai commissari poco dopo il termine della gara.

Per il Rowe Racing si tratta della seconda vittoria assoluta alla 24 Ore del Nürburgring, dopo quella del 2020, e il 21° successo per la BMW, marchio col record di primi posti. Van der Linde, che ha concluso la corsa, è arrivato alla terza vittoria, dopo quelle del 2017 e del 2022; per Augusto Farfus è il secondo successo dopo quello del 2010, mentre Marciello e Krohn sono alla prima vittoria. Terzo posto finale per la Porsche di Bastian Buus, Matteo Cairoli, Loek Hartog e Joel Sturm.

Nelle fasi iniziali di gara, la Porsche Manthey ha preso la testa della gara, dopo essere partita dalla pole. Sembrava tutto sotto controllo, ma Farfus prima e poi van der Linde dopo l’interruzione, sono riusciti a guadagnare molto terreno. Dopo il ritiro della Porsche Falken, ad un certo punto seconda, dell’Audi Scherer, vincitrice nel 2024, e delle due Mercedes-AMG del team Getspeed, vittime di problemi tecnici, la gara si orientava su un appassionante duello fra la BMW e la Porsche Manthey.

Dopo 100 giri entrambe le vetture incorrevano in un’Aston Martin nel corso di una fase “code-60” (limite di 60 km/h). Kevin Estre urtava l’Aston, che andava in testacoda rovesciandosi. Raffaele Marciello, al volante della BMW Rowe, riusciva ad evitare problemi.

I commissari sportivi infliggevano una penalità di 1’40” alla Porsche Grello, ma Manthey ordinava di continuare la gara, facendo subito ricordo. Al 114° giro, Farfus traeva vantaggio da un’altra fase “code-60”, sopravanzando la Porsche al Döttinger Höhe e portandosi per la prima volta in testa. Dopo sette giri, la Porsche Manthey riguadagnava la prima piazza nel corso di un pitstop. Il finale si preannunciava quindi incertissimo, col duello fra Estre e van der Linde.

Sabato sera la gara è stata interrotta per la decima volta nella sua storia, ma stavolta non per nebbia o per pioggia ma a causa di un black out originato da un sistema di condizionamento andato in tilt per il caldo eccessivo. Dall’interruzione avvenuta alle 19.45, alla ripresa della gara sono trascorse circa due ore e un quarto.

Per la prima volta dal 2001, l’intera manifestazione si è svolta senza alcuna precipitazione, con temperature che hanno raggiunto i 30°C. Dopo il disastro atmosferico del 2024, gli organizzatori avevano preso la non facile decisione di mettere in calendario la 24 Ore a fine giugno, solo una settimana dopo Le Mans. Si stima che almeno 280.000 spettatori abbiano assistito alla gara.

Di seguito, i pdf scaricabili con le classifiche assolute e di classe:

MBM-Porsche F.1 GP Solitude 1961

Massimo Martini di Firenze prosegue con le sue autocostruzioni di vetture da competizione motorizzate Porsche. Vedete in questo articolo la sua realizzazione più recente, la MBM (Monteverdi Binningen Motors) Formula 1, approntata da Peter Monteverdi.

Dopo essersi cimentato con le Formula Junior, il giovane costruttore e pilota svizzero utilizzò il suo chassis multitubolare per una Formula 1. Nelle Formula Junior, Monteverdi aveva utilizzato soprattutto motorizzazioni DKW, impiegando per le sospensioni anteriori e per altre componenti dei pezzi Porsche. Per la Formula 1 scelse il 4 cilindri boxer tipo 547 da 1498cc e debuttò al GP di Solitude del 1961, gara non valida per il Campionato del Mondo (all’epoca il calendario sportivo pullulava di prove che non davano punti per il mondiale). La sua corsa terminò con un ritiro dopo appena due giri; la vettura restò gravemente incidentata poco tempo dopo a Hockenheim. Monteverdi interruppe l’attività di pilota per concentrarsi sulla costruzione di vetture.

Si racconta che Monteverdi sotterrò il rottame della Formula 1 nei pressi della sua abitazione, che sarebbe diventata il museo ufficiale del marchio (la collezione è oggi esposta al Museo dei trasporti di Lucerna).

Della MBM-Porsche F.1 venne costruito un secondo esemplare che non corse mai.

La realizzazione di Massimo Martini è come sempre molto precisa e proporzionata, con tanti dettagli, e va ad arricchire una raccolta davvero originale, fatta di tanti pezzi unici.

Charade Super Show

Lo Charade Super Show è ormai arrivato alla quarta edizione, ed è in corso di svolgimento. Iniziata stamani, la manifestazione terminerà domani sera. L’evento, che propone raduni e giri di autostoriche con animazioni e ospiti speciali, ha registrato nel 2024 un totale di 12.000 spettatori. Quest’anno l’organizzazione del circuito di Clermont-Ferrand punta ancora più in alto, con un parco vetture di buon livello e una serie di attività fra le quali il concerto di Ofenbach previsto per stasera alle 20.

Auto e moto di grande interesse storico si alterneranno sulla pista in varie sessioni. Gli ospiti attesi sono Ari Vatanen, Gérard Larrousse, Franck Montagny, Christian Sarron, Sarah Lezito, Régis Laconi, Soheil Ayari, Antoine Méo, Philippe Alliot e Alain Michel.

Svariate le Formula 1 presenti nel paddock dalla Matra Simca MS120D alla Ligier JS21, dalla Ferrari F93A fino alla AGS JH24 e alla Larrousse Lamborghini LC89. Un pubblico numeroso è arrivato in circuito stamani a partire dalle 8.30-9.

Il circuito di Charade è ormai fuori dal giro dei grandi eventi ma riesce comunque a proporre un calendario interessante: il prossimo 14 luglio, ad esempio, ospiterà il passaggio del Tour de France ciclistico. Il 3 agosto riprenderanno le domeniche della Charade Classic, col terzo incontro del 2025. Le ultime due Charade Classic della stagione si svolgeranno il 7 settembre e il 5 ottobre. Il 20 settembre è fissata la tappa del Campionato di Francia di Drift FFSA.

Presentazione del libro di Ivan Capelli

Domani 21 giugno alle ore 18.00, presso la Pista ACI di Lainate (Milano), è prevista la presentazione del libro “Quella volta che… memorie di vita e di corse”, scritto da Ivan Capelli e pubblicato da Giorgio Nada Editore.

Saranno presenti Ivan Capelli e l’editore, Stefano Nada. La presentazione si terrà nel contesto dello Young Classic Fest / ACI Storico Festival.

Due novità OttOmobile in vendita flash

Un paio di giorni fa OttOmobile ha annunciato la vendita flash di due nuovi modelli: la Volkswagen Golf GTI rivisitata da Khyzyl Saleem (1:18, art. OT476, edizione in 3000 esemplari) e la Fiat 131 Abarth Alitalia Rally Portogallo 1978 Alen/Kivimaki (1:12, art. G093, edizione in 999 esemplari).

I primi ordini confermati partiranno il 25 giugno.

Le novità di giugno di Le Mans Miniatures

Alcune interessanti novità per il marchio Le Mans Miniatures che alla fine di giugno commercializza il primo modello della serie Critérium du jeune pilote, collezione di mini-vetture riprodotte in 1:18. Come soggetto inaugurale è stata scelta l’Alpine A220 presentata nel 1968, al 55° Salone di Parigi, fabbricata da Broual per la Renault. Nell’occasione venne organizzato un piccolo-circuito per promuovere la vetturetta, sulla quale si alternarono anche Henri Pescarolo, Patrick Depailler, Marie-Claude Beaumont e Jean-Pierre Beltoise.

Sempre in scala 1:18, uscirà la Bugatti T32. Già riprodotta da Le Mans Miniatures in 1:32, il modello 1:18 sarà proposto nella versione #6 di Friedrich del GP ACF Tours 1932 (foto di apertura). Presenti i figurini del pilota e del meccanico. Verrà commercializzata anche una versione generica (foto sotto), provvista di foglio decals che permetterà la realizzazione delle altre tre vetture della gara, la n°6, la n°11 o la n°18.

Su questa versione il cofano è asportabile ed è possibile ammirare la riproduzione del motore. Le Bugatti T32 in 1:18 saranno vendute anche col marchio Pantheon ma senza pilota né meccanico a bordo. La versione generica sarà comunque venduta con due figurini di meccanici, intenti a lavorare sulla vettura.

Infine, restando in tema Bugatti, a seguito di una richiesta costante e anche all’uscita recente delle T59 Roi des Belges e ora delle T32, è prevista una riedizione del figurino 1:18 di Ettore, in completo tre pezzi e impermeabile. Sarà aggiunta una piccola base rotonda per migliorare la stabilità nell’esposizione.