E’ programmata per domenica 1° dicembre la 44ma edizione della borsa di Lyon-Charbonnières, organizzata dal Miniatures Auto-Club. La manifestazione, una delle più importanti sul territorio francese, si svolgerà come al solito presso la Salle Sainte-Luce in Avenue Lamartine a Charbonnières-Les-Bains dalle ore 9 alle 16.
Epoqu’Auto, un evento di qualità
Negli anni Epoqu’Auto, organizzato dal club delle 3A (Amateurs d’Automobiles Anciennes), ha saputo ritagliarsi uno spazio ben preciso nel non facile ambito dei saloni dedicato all’auto del passato. In altra sede abbiamo già scritto che la manifestazione all’Eurexpo di Lione rappresenta un eccellente compromesso fra quantità e qualità e l’edizione 2024 ha confermato quanto di buono era stato mostrato negli anni passati.
Su una superficie portata a 88.000 mq, hanno trovato posto numerose esposizioni tematiche: MG, che festeggia il centenario, Bertone, Hotchkiss, le Youngtimer anni ’80 e ’90, Mustang e Matra con i loro anniversari dei 60 anni, senza dimenticare gli stand Elf e Autodiva, quello della Fondazione Berliet, quello del Club PTRA o l’area Renault.
Numerosi personaggi interverranno nel corso della tre giorni all’Eurexpo. Accanto a tutto ciò, una vastissima scelta di automobilia, ricambistica e modellismo, tema quest’ultimo di cui ci occuperemo a parte.

























































MG, ovvero l’epoca d’oro dell’automobile britannica
Allestito con la collaborazione dell’MG Club de France, questa esposizione tematica presente a Epoqu’Auto ripercorre tutta la storia del marchio britannico che nel 2024 celebra i cento anni: il colpo d’occhio è straordinario, con le classiche Magnette, le tipo A e B, i modelli da competizione come la MGC Coupé o la MG Metro Gruppo B, fino ai primi anni duemila, in cui il marchio fu utilizzato sulle versioni sportive della gamma Rover.























Bertone, tutta la magia del design italiano a Epoqu’Auto
Proprietà dell’ASI, la straordinaria collezione Bertone non lascia mai l’Italia senza il permesso del governo nazionale. Al salone di Epoqu’Auto i visitatori internazionali hanno quest’anno l’opportunità di ammirare 24 pezzi di grande valore storico e tecnico in una retrospettiva che comprende vetture di produzione e concept create da questo marchio che ha saputo produrre linee rivoluzionario, soprattutto durante il periodo in cui Marcello Gandini aveva dato la sua impronta sul design. Tra le auto di produzione ricordiamo la famosa Miura, mentre tra i pezzi più curiosi si possono citare la NSU Trapeze, sviluppata nel 1973 sulla base di un brevetto depositato da Jean Celle, ingegnere lionese, la Blitz, un roadster elettrico futuristico presentato nel 1992, o la Runabout, realizzato sulla piattaforma dell’Autobianchi A112 con motore centrale, che avrebbe ispirato le linee innovative e dinamiche della Fiat X1/9.






















Aperto oggi Epoqu’auto a Lione
Una nebbia abbastanza fitta ha accolto stamani i primi visitatori della 45ma edizione di Epoqu’Auto, all’Eurexpo di Lione. Chi ha potuto è arrivato in zona la sera di ieri, alloggiando in uno dei numerosi hotel situati lungo la tangenziale. Questo soprattutto per evitare il traffico pazzesco che si forma nei tre giorni in corrispondenza con l’entrata nord. La situazione dei parcheggi dovrebbe essere stata risolta, almeno per le giornate di sabato e domenica, con l’aggiunta di aree supplementari attorno alla zona dei padiglioni.
Epoqu’Auto diventa di anno in anno più interessante. Dal punto di vista dimensionale non è certo paragonabile ad un’Auto & Moto d’Epoca, ma probabilmente è maggiore rispetto a Rétromobile. Certo che ognuna delle tre manifestazioni conserva le proprie peculiarità per giustificare una continuità nel tempo. Epoqu’Auto è un ottimo compromesso fra quantità e qualità, con costi tra l’altro più contenuti rispetto ad altre fiere di questo tipo, cosa che ha portato diversi espositori a scegliere Lione piuttosto che Parigi.
La disposizione e l’organizzazione sono ormai collaudati negli anni e a Epoqu’Auto ci si orienta piuttosto bene. Diciamo che in una buona mattinata – dalle 9 alle 13 – si riesce a vedere praticamente tutto senza troppi rimpianti ma una giornata intera resta consigliabile per essere sicuri di non aver saltato nulla d’importante.
Come al solito, ottima l’offerta modellistica. Di questo e di altro, a proposito di Epoqu’Auto, parleremo nei prossimi giorni.
















Il piccione, gli scacchi e l’Aston Martin
Il problema dei testi – di ogni testo – è che rischiano di essere letti da personaggi in tutto e per tutto simili al piccione di quella celebre storiella degli scacchi. Ricordo quando all’epoca criticavo alcuni errori madornali sui Make-Up nel forum di Miniwerks, prendendomi salve di pernacchie e insulti da gruppi di collezionisti che con tutto il rispetto fino al giorno prima si erano dedicati all’origami o all’uncinetto.
Qualche giorno fa ho sollevato un problema relativo a un Tecnomodel 1:43, non per il gusto di criticare una realtà italiana (italiana poi… ok, ci siamo capiti) peraltro carica di storia, ma solo per segnalare una quasi cronica mancanza di coordinamento fra i progetti di modelli approvati in Europa e la loro esecuzione pratica dall’altra parte del mondo, leggi Cina. Perché spesso i lettori mi chiedono come siano possibili certi errori e la spiegazione risiede quasi sempre in ragioni che se non hai lavorato per anni nel settore non è possibile neanche immaginare. La maggior parte dei lettori ha colto il nocciolo della questione; altri, com’era facile aspettarsi, l’hanno buttata in vacca, accusando tra l’altro chi critica determinati modelli di farlo solo perché non se li può permettere. Argomentazione talmente operettistica da non meritare neanche un tentativo di confutazione. Si rischierebbe l’ennesima reazione del piccione – giocatore di scacchi.
Vogliamo tornare su Tecnomodel visto che ci siamo, per dimostrare che non un solo modello (vedi quella povera 512S coda lunga di Le Mans 1970) ma più realizzazioni sono affette da errori e negligenze del tutto fuori luogo in un periodo come questo? Limitiamoci ad un altro soggetto scelto a caso, l’Aston Martin DP214 della 2000km di Daytona 1964. E proprio volendo fare un confronto con realtà simili (almeno in teoria), con una Spark in giro che ti fa i modelli a venti euro meno, tirar fuori un parabrezza del tipo che vedete sotto grida vendetta al cielo. Parabrezza, cornice, specchietti retrovisori interni e volendo anche tergicristalli. Manca anche il deflettore sul vetro laterale. Giusto un paio di cosette senza neanche andare troppo a fondo della questione. Sono queste le nuove frontiere del modellismo speciale, destinate ai collezionisti più esigenti?


Il quartetto rosso: Looksmart, BBR, Burago, edicola
testo e foto di Claudio Govoni
Ispirato da un articolo precedentemente pubblicato qui su PLIT, sono riuscito a procurarmi tutti i principali modelli in 1/43 riproducenti la Ferrari 499P vincitrice a Le Mans 2023, per poterli confrontare direttamente.
Come i lettori certamente sanno, si tratta di BBR, Looksmart, Burago e dell’edicoloso uscito nella collana dedicata ai vincitori della 24 ore di Le Mans.
I prezzi variano, ovviamente, molto.
Il più economico è l’edicoloso, che mi sono procurato per 15 euro.
Segue il Burago, a 27 euro. Per il Looksmart ho dovuto sborsare 125 euro, mentre il BBR l’ho avuto per 160.
Partiamo ora col confronto, cominciando da alcune considerazioni di carattere generale e dai dettagli che balzano subito all’occhio.
I quattro modelli sono dimensionalmente identici al millimetro.
Stessa lunghezza, larghezza, passo. Stesse dimensioni della cellula dell’abitacolo, stesse curve negli stessi posti.
Medesime dimensioni delle appendici aerodinamiche.
E’ evidente che tutti e tre i produttori (spiegherò a brevissimo perché dico tre e non quattro) hanno avuto accesso alle matematiche fornite da Ferrari e hanno di conseguenza sfornato tre (di nuovo non casuale) prodotti fortemente sovrapponibili.
Spiego ora perchè parlo di tre e non quattro produttori.
Burago ed edicoloso sono identici.
Non simili, assolutamente identici.
E’ già successo, in passato, che un produttore, ad esempio IXO, commercializzasse direttamente i medesimi modelli che forniva per una raccolta, ma solitamente arricchiva il modello destinato ai negozi con qualche particolare in più. Tre o quattro fotoincisioni, una decal in più, cose così.
In questo caso, invece, ci troviamo dinnanzi a due modelli totalmente identici. L’unica differenza è la targhetta fotoincisa in metallo sulla base del Burago, mentre sull’edicoloso è presente solo una scritta tampografata.
A livello di presentazione, BBR è senz’altro il più curato, con la usuale basetta realizzata in carbonio.
Menzione speciale, però, per Burago, che ha realizzato una scatola di cartone con un lato apribile di gran classe.
Tutti e quattro sono dotati di una teca in policarbonato di qualità discreta. sono passati, a quanto pare, i tempi in cui gli edicolosi venivano forniti con una bachechina in plastica sottilissima destinata ad ingiallire in un paio d’anni.
Restando sempre a livello generale, balza all’occhio come il colore sia uguale tra bbr e looksmart, mentre sia leggermente più arancione nel burago/edicoloso.
Da un raffronto con campioni di colore forniti da produttori specializzati, appare corretta la tinta dei primi due.
La decorazione è realizzata in decal per BBR e Looksmart, a tampografia per Burago/edicola.
Le parti in carbonio sono per i modelli speciali di nuovo realizzate tramite decal, mentre per i due diecast con plastica stampata a rilievo a simulare la trama del composito. La trovata risulta un po’ grossolana ad un esame ravvicinato, ma già a una trentina di centimetri di distanza l’effetto risulta abbastanza convincente.
La verniciatura appare di buona qualità su tutti i modelli in mio possesso.
Le pannellature dell’auto vera sono riprodotte su tutti i modelli.
Le meno convincenti appaiono quelle del BBR, non si capisce se perché riprodotte in maniera meno netta rispetto agli altri esemplari o se perché soffocate da uno strato di pittura più spesso.
Venendo all’esame del frontale, vediamo che i gruppi ottici sono riprodotti in maniera molto fedele sui due speciali, che cercano di simulare i gruppi di led usati nell’auto reale, mentre i due diecast utilizzano dei particolari in plastica meno dettagliati.
L’appendice aerodinamica anteriore è rivestita da una decal carbonio a trama fine sul BBR, mentre il Looksmart usa una decal con trama più grossa e più scura.
Burago/edicola la riproducono con la plastica stampata.
Sul cofano (purtoppo poco visibile nelle foto) è presente una piccola sonda, che viene riportata con un particolare in fotoincisione solo da BBR e Looksmart.
Al posteriore si nota come i modelli Burago/edicola manchino della sottile striscia argentata che simula il led delle luci posteriori.
Inoltre, i tubi di scarico, seppur riprodotti, sono lasciati in plastica nera, mentre su BBR e Looksmart sono verniciati in grigio metallico.
Sui due modelli in resina è anche presente il gancio di emergenza rosso, riprodotto in fotoincisione, totalmente assente dai diecast.
Uno sguardo più ravvicinato alle fiancate ci consente poi di cogliere diversi particolari.
Iniziamo parlando dalle decals.
Come già evidenziato su queste pagine, il modello di Looksmart ha un supporto per i singoli gruppi di decals un po’ più spesso rispetto al BBR e quindi più visibile.
La differenza è comunque minima e basta allontanarsi di qualche centimetro perché non si percepisca più.
Colpisce invece come le decal del BBR abbiano una definizione lievissimamente inferiore, percepibile ad esempio nel Bibendum, che appare non ben delineato come sull’altro speciale.
Inoltre il modello di Saronno mostra una piccola imperfezione anche nella posa decal. L’omino Michelin sul lato destro è un po’ più basso rispetto al lato sinistro, finendo per sconfinare con la punta di un piede nella zona carbonio.
In generale buone le tampografie anteriori dei modelli diecast.
Sulle portiere invece tirata di orecchie per Burago / edicola, che non riesce a riprodurre correttamente il colore argentato del 51 e finisce per simularlo con qualcosa che sembra una microscopica versione della vernice coi brillantini.
Le tre luci di piazzamento sono riprodotte con dei dischetti metallici nel BBR, in decal su elementi incavati nella scocca nel Looksmart e di nuovo in tampografia su Burago/edicola.
La scelta di BBR, che sembra la più raffinata, finisce per essere in realtà la meno azzeccata, perché i tre semplici dischetti fotoincisi sono poco verosimili. Peccato, in altri modelli dedicati alla 24 Ore aveva usato degli elementi più realistici.
Alla fine, l’effetto migliore lo ottiene Looksmart.
La presa per il sollevamento della vettura presente sul lato destro è riprodotta con un elemento riportato sui due speciali, con un rigonfiamento dipinto d’argento sui diecast.
Nella zona posteriore notiamo poi i ganci fermacofano.
BBR li riproduce con due fotoincisioni dipinte correttamente di nero, looksmart con decal nere e Burago / edicola con una tampografia nera / grigio scura.
Per quel che riguarda le paratie laterali dell’alettone e dell’estrattore posteriore vale quanto già detto sul carbonio.
Più piccola la trama del BBR, più grossa e scura quella di looksmart, plastica stampata per i diecast. La trama in plastica, per quel che riguarda i diecast, è presente solo sull’alettone.
Le paratie dell’estrattore sono semplicemente nere, ma liscie.
Corretta la forma dei cerchi in tutti e quattro i modelli.
I due in resina presentano il mozzo centrale metallizzato, mentre i diecast lo hanno in plastica nera, meno verosimile.
Sui due speciali sono anche presenti i dischi freni in fotoincisione, particolare assente negli altri due.
Nella zona laterale posteriore si evidenzia maggiormente il problema accennato in apertura del modello BBR
E’ la zona dove i dettagli della pannellatura scompaiono maggiormente, probabilmente “mangiati” dalla vernice.
Spostando la vista in su di qualche centimetro ed esaminando la zona dell’abitacolo notiamo che tutti i modelli riproducono correttamente i buchi di aerazione sul finestrino laterale.
BBR è l’unico modello a rappresentare le cerniere di apertura con delle fotoincisioni, tutti gli altri risolvono con delle decal o una tampografia.
Le parti trasparenti sono troppo piccole per apprezzare l’interno dell’abitacolo.
Ho provato in ogni caso a disassemblare i due modelli speciali, mentre Burago con il suo clone edicola non sono smontabili perché i fondini sono stati fissati con dei rivetti.
Nei due modelli in resina i dettagli interni all’abitacolo sono ridotti al minimo.
Sedile, volante, leva del cambio.
Sul BBR niente cinture di sicurezza, neppure in decal. Sul Looksmart sono presenti almeno due decal Sabelt, anche se risultano praticamente invisibili a modello chiuso.
Sul tetto dei due modelli in resina sono inoltre presenti le due antenne radio, più sottili sul BBR più spesse, ma con quella posteriore correttamente colorata in argento sul Looksmart.
Totalmente assenti sugli altri due.
La vista superiore ci consente ancora qualche considerazione ulteriore.
Innanzitutto, è possibile osservare la mancanza di uno dei particolari più discussi, ancorché poco visibili, nel modello Looksmart, ovvero i braccetti delle sospensioni.
Le aperture abbastanza generose li lascerebbero intravedere, anche se, in effetti, bisogna andarsi a cercare il particolare per accorgersi della sua mancanza.
Il modello BBR li riproduce in maniera dignitosa e – sorpresa – anche nei due diecast è presente un particolare in plastica che in qualche modo li approssima.
Burago e il gemello edicoloso però da questa prospettiva evidenziano una serie di piccole mancanze.
Innanzitutto, le coperture parziali delle ruote anteriori e posteriori, anziché simulare la trama del carbonio, sono semplicemente dipinte in nero opaco.
Poi le cerniere del cofano posteriore, che dovrebbero essere metà gialle e metà nere sono state dipinte interamente in nero.
Da ultimo, lo sviluppo della fascia gialla non è corretto. Dovrebbe essere a ridosso della giunzione del cofano posteriore, mentre risulta spostata notevolmente più avanti.
Errore che risulta francamente inspiegabile, considerando che tutti gli altri elementi della decorazione sono stati riprodotti nella posizione corretta.
I tergicristalli sono riportati in tutti e quattro i modelli, in fotoincisione nei due in resina, in plastica, ma sufficientemente fini sugli gli altri due.
Le griglie di aerazione antistanti il parabrezza anteriore sono riprodotte in fotoincisione nel BBR, con una decal nel Looksmart e assenti nel Burago e nell’edicoloso.
Da notare che data la trama molto sottile, il dettaglio della fotoincisione si perde un poco e, alla fine, l’effetto più realistico è forse quello ottenuto dalla decal del Looksmart.
A tal proposito mi permetto una considerazione: non sarebbe ora che anche gli automodelli adottassero per alcuni particolari le decal 3d, già da tempo in uso nel modellismo militare?
Da ultimo esaminiamo un paio di particolari residuali: gli specchietti e la pinna posteriore.
Gli specchietti sono rivestiti dalle decal carbonio sia sul BBR che sul Looksmart, mentre sui diecast sono semplicemente in plastica nera liscia, non verniciata.
Inoltre, nei due speciali presentano una superficie riflettente, mentre nei due diecast una cavità nera. Sarebbe stato più realistico almeno un tocco di vernice argentata.
La pinna posteriore, invece, simula il carbonio in tutti e quattro i modelli, con il sistema già descritto: decal per i modelli in resina, trama stampata sulla plastica per gli altri.
Giunti alle conclusioni è difficile decretare un vincitore, anche considerando la fascia di prezzo estremamente differente in cui si collocano i modelli.
Qualcuno ha definito il Burago “quasi un giocattolo”. Personalmente non concordo, è un modello onesto per la sua fascia di prezzo, nel solco di quelli che erano i vecchi Brumm.
Ovviamente il consiglio spassionato è procurarsi l’edicoloso – a patto di trovarlo a prezzi onesti e non dagli speculatori che fioriscono in rete – perché è assolutamente equivalente.
Tenendo però presente che se si vuole fare un regalo, la confezione del burago si presenta veramente bene.
Il BBR e il Looksmart sono tra loro sostanzialmente equivalenti, con punti forti e punti deboli.
Non posso negare di avere una – debole – preferenza per il Looksmart, ma nessuno dei due è un brutto modello.
Mi è stato spiegato che il Looksmart è stato prodotto da Spark. Non sono un collezionista Spark, ne possiedo solo 5 prodotti in periodi molto differenti, ma confrontandoli con quelli in mio possesso mi pare decisamente meglio rifinito, montato con più cura e con più parti riportate.
Alla fine, presumo che se uno vuole orientarsi tra uno di questi due, la scelta sia del tutto personale; non me la sento, insomma, di decretare un vincitore assoluto.
Ed è un bel problema perchè avevo intenzione di rivendere tre dei quattro modelli che ho acquistato per il confronto e invece mi trovo con due che mi piacciono entrambi.
Ultima nota di colore:
ho reperito un quinto modello in 1/43.
Si tratta di un kit in stampa 3d venduto via Facebook da un certo Mario diesse.
Ecco, questo mi sento di sconsigliarlo vivamente.
L’unico merito che ha è di essere in kit e di permettere quindi a chi è modellista e non semplice collezionista di divertirsi a montarlo.
Ma per il resto è terribile.
Con layer di stampa molto evidenti che costringono a un estenuante lavoro di carteggiatura, e del tutto privo delle pannellature (inciderle sulla resina uv non è per nulla facile: è più dura e fragile della poliuretanica) e delle griglie superiori.
Nuovi kit 1:43 di Princess of Tumult
Jérôme Douzet, creatore del marchio Princess of Tumult, ha presentato le ultime novità. Si tratta come al solito di kit speciali in resina, scala 1:43, molto dettagliati: Gordini Tipo 31S nella versione vittoriosa al Tour Auto 1954 con Jacques Pollet e Hubert Gauthier.






Frazer Nash Grand Prix stagione 1952, anno in cui il mondiale si svolse con la regolamentazione tecnica della Formula 2. La Frazer Nash fu la prima monoposto britannica a conquistare dei punti nel campionato del mondo. Il kit permette la realizzazione di quattro versioni per altrettanti GP. Questi kit hanno un prezzo di € 80 cadauno.











Infine, la Vanwall 1955, già disponibile da qualche mese. Il kit (prezzo € 100) ha le decals per realizzare una fra otto versioni diverse.




La Peugeot 806 Runabout
Conservata oggi al Musée de l’Aventure Peugeot di Sochaux, la Peugeot 806 Runabout è una concept car presentata al Salone di Francoforte 1997. Gli ultimi scampoli di bel tempo, da trascorrere tra freschi lungomare finalmente meno affollati e piacevoli uscite in barca nel weekend, ci riportano alla mente questo versatile e originale omaggio alla breve ma significativa esperienza di Peugeot nella produzione nautica, risalente esattamente ad un secolo fa.
Armand Peugeot e la passione per il mare
Nell’album dei ricordi Peugeot c’è infatti il motoscafo che, nel 1904, si aggiudica la “Coupe de Cruisers” nella classe da 6,5 a 8 metri. Un’esperienza propedeutica al successivo lancio di una piccola gamma di scafi in legno con ordinate in acacia, fasciame in pitch pine, motori marini a serbatoio separato dotati di invertitore e potenze comprese fra 5 e 50 CV, che lo stesso Armand Peugeot fece realizzare come proposta dedicata esclusivamente ai clienti della Casa del Leone.

Un’avventura che dura una manciata di anni, fino al 1928. Perché ne parliamo? Perché nel 1927 a Sochaux venne ideato e allestito il veicolo “antenato” della Peugeot 806 Runabout: il Type 177, un esemplare unico promozionale, ibrido tra auto e motoscafo, impiegato per le strade di Parigi per pubblicizzare la produzione nautica Peugeot. La passione di Armand Peugeot per il mare all’epoca è tale da creare persino una stazione balneare in Bretagna.
Strada e mare: il meglio dei due mondi
Ed eccoci al 1997: come suggerisce il nome, la PEUGEOT 806 Runabout è realizzata sull’apprezzata monovolume di fascia alta PEUGEOT 806; il nome è un omaggio ai piccoli e maneggevoli motoscafi da diporto “Runabout”, nati ad inizio 900 ed esplosi commercialmente tra gli anni 60 e 70, con una zona di guida scoperta e un “deck” posteriore, rivestito con una copertura in legno, da destinare ai passeggeri, a zona solarium o al trasporto di una esclusiva moto d’acqua coordinata, che può essere issata a bordo tramite un apposito verricello.


Il design della carrozzeria riprende ed estremizza gli stilemi tipici della produzione Peugeot di fine anni 90, uno dei periodi più fecondi nella storia del marchio per la sperimentazione e la costruzione di concept. Le linee sono tese e dinamiche, la fanaleria allungata, i tratti inconfondibilmente “felini”, impreziositi dalla verniciatura in bianco perlato.

Materiali e finiture, di altrettanto evidente ispirazione nautica, sono di alto livello, con un utilizzo esteso di teak marino e acciaio inox, cordame e tela nautica per il tendalino adibito a copertura.
L’apice dell’esclusività a bordo è raggiunto nella raffinata zona bar, allestita con strapuntini girevoli e calici in cristallo.

Sotto il cofano troviamo la motorizzazione di punta della gamma 806, l’unità V6 3.0 in alluminio a quattro valvole per cilindro con potenza di 191 CV, abbinata ad un cambio automatico a quattro rapporti “robotizzato” a controllo elettronico, per una show-car insolita e affascinante, ma perfettamente fruibile.
Aperte le iscrizioni alla Mille Miglia 2025
Si sono ufficialmente aperte le iscrizioni alla Mille Miglia, in programma dal 17 al 21 giugno 2025.
Per il terzo anno consecutivo la gara sarà suddivisa in cinque giornate e il percorso ricalcherà quello delle edizioni anteguerra, disegnando un tracciato “a otto” come quello che caratterizzò i primi dodici anni della 1000 Miglia di velocità.
La particolarità del prossimo anno sarà l’attraversamento dell’Italia da est a ovest, tragitto che collegherà i due mari unendo la sponda adriatica a quella tirrenica.
Saranno ammesse le vetture che abbiano preso parte – o abbiano completato l’iscrizione – ad una delle edizioni della 1000 Miglia di velocità (1927-1957). Per richiedere l’iscrizione le auto dovranno essere in possesso del certificato del Registro 1000 Miglia o averlo richiesto, nel qual caso potranno essere ammesse solo previo ottenimento del certificato stesso.
E’ stata introdotta per la prima volta la quota d’iscrizione young, riservata agli equipaggi under-30.
Le iscrizioni chiuderanno giovedì 16 gennaio alle ore 16 (CET). La conferma di avvenuta accettazione verrà inviata entro venerdì 4 aprile. Per chiarimenti e assistenza nella compilazione si può scrivere a participants@1000miglia.it o chiamare lo 030 231 82 11.
Sotto, alcune immagini dell’edizione 2024 della 1000 Miglia.









