Mathieu Cesar e l’Alpine A110 art car

Alpine ha incaricato Mathieu Cesar, attore della scena contemporanea, per decorare una A110. La trasposizione è avvenuta nel suo tipico universo grafico bianco e nero. Dopo diversi mesi di lavoro, nasce la A110 Monochromatic, pensata come un’esplorazione profonda dell’eleganza e delle prestazioni. Per il quarto anno consecutivo, Alpine si affida a un artista o un gruppo di artisti per decorare una A110: nel 2021 era stato il turno di Felipe Pantone, seguito nel 2022 dall’A110 Sastruga del collettivo Obvious e nel 2023 dalla A110 Metamorphosis di Arne Quinze. L’art car 2024 sarà svelata nel corso di un evento a Parigi il prossimo 22 novembre.

Il manifesto ufficiale della 24 Ore di Le Mans 2025

Dal 1923, la storia della 24 Ore di Le Mans viene raccontata anche attraverso i manifesti ufficiali, che si sono evoluti e trasformati secondo le mode e le tendenze delle varie epoche ma che continuano a costituire un elemento fondamentale per immaginario legato alla corsa.

Spesso il manifesto è stato il frutto della collaborazione fra l’Automobile Club de l’Ouest e un’agenzia di comunicazione. Quello dell’edizione del centenario è stato invece immaginato e creato dal polo di produzione grafica della direzione comunicazione dell’ACO stessa.

Per la 24 Ore del 2025 si è scelta un’ambientazione atemporale, in cui si respira comunque un’energia moderna. Il suo stile visuale, che ricorda i vecchi manifesti realizzati con vari stili di pittura, vuole creare un legame fra generazioni, invitando al sogno e proiettando l’osservatore direttamente sulla linea di partenza. Al centro, un pilota vittorioso incarna la solitudine della sfida e la forza collettiva delle squadre, nel momento cruciale dove tutto è in gioco. La vettura a destra si ispira molto chiaramente alla Ferrari 499P, vincitrice delle edizioni 2023 e 2024.

Epoqu’Auto a Lione: il programma delle aste Osenat

Nell’ambito di Epoq’Auto, che apre le sue porte venerdì prossimo, Osenat ha programmato una serie di vendite all’asta, divise in tre sessioni.

La prima, dedicata alle vetture youngtimer, si svolgerà venerdì 8 novembre alle ore 16, con 29 lotti presentati, fra cui l’ultima vettura appartenuta a Jean-Paul Belmondo, una Renault Twingo, e una Renault 5 GT Turbo phase-2 in condizioni eccezionali.

Sabato 9 novembre alle ore 14 sarà la volta delle moto, con 70 esemplari in vendita, fra cui la Harley-Davidson Glide FX80 del 1978 appartenuta a Johnny Hallyday. Fra i pezzi più rimarchevoli, una EGLI Vincent Godet 1968 e una Vincent Rapide 1000 del 1947.

Ritorno alle auto domenica 10 novembre alle ore 14, con 75 modelli d’eccezione. Nei lotti è compresa una collezione di sette veicoli appartenenti a un appassionato di Lione che ha preferito restare anonimo, fra cui una Lagonda M35R Rapide Tourer, una Porsche 356B Cabriolet e una Citroën SD19 Cabriolet.

Qui sotto trovate i cataloghi in pdf di ciascuna vendita.

“100 anni di rivoluzioni”: una mostra dedicata a Citroën

Fondata in Francia nel 1919 da André Citroën, l’azienda ha portato sul mercato mondiale un’idea rivoluzionaria di mobilità che si è diffusa in Italia già a partire dal 1924, con la fondazione di Citroën Italia. Dalle prime auto commercializzate, tra cui la Type A, fino ai modelli che hanno segnato il design del Novecento come la Traction Avant, Citroën ha contribuito a ridefinire il concetto di automobile. La Traction Avant, con la sua innovativa trazione anteriore, fu seguita dalla mitica 2CV, una vettura che divenne simbolo della cultura popolare e incarnava l’accessibilità e la versatilità a cui il marchio si ispira ancora oggi.
Nel corso degli anni, modelli iconici come la DS e la CX hanno proseguito l’evoluzione, diventando simboli di design futuristico e di soluzioni tecniche all’avanguardia. La DS, con le sue linee uniche e le innovazioni come le sospensioni idropneumatiche, rappresentò una vera rivoluzione tecnologica, mentre la CX continuò il percorso con un profilo aerodinamico e caratteristiche di comfort che resero la gamma Citroën un riferimento. CX festeggia proprio quest’anno mezzo secolo di vita, e a CX sarà dedicato ampio spazio durante i tre giorni di mostra.

La mostra e l’omaggio a un secolo di eccellenza
La mostra “100 anni di rivoluzioni” ripercorre questa straordinaria evoluzione, ospitando veicoli storici, pannelli illustrativi e materiale d’archivio inedito, allestiti su un’area espositiva di 3.000 mq. Grazie alla collaborazione con la concessionaria De Lorenzi e i mezzi speciali firmati Caselani, la mostra integra elementi della gamma attuale di Citroën, rinnovando così il legame tra passato, presente e futuro.
 

Esperienza interattiva e programma delle giornate
L’evento, aperto dall’8 al 10 novembre, vedrà la partecipazione di Ilaria Paci del Centro di Documentazione Storica Citroën, che sabato 9 novembre guiderà i visitatori attraverso momenti interattivi sulla storia del marchio. L’iniziativa coinvolgerà inoltre i Club Storici locali, con una parata del Club Amitalie. Buffet e musica arricchiranno le giornate, creando un’atmosfera vivace e coinvolgente per gli appassionati.

La Ferrari 512S di Tecnomodel 1:43: un esempio di passo indietro

In questi ultimi tempi il marchio Tecnomodel, una volta punto di riferimento nell’ambito degli speciali, ha fatto come i gamberi. Certo, l’esigenza di delocalizzare sta giocando brutti scherzi a tutti i marchi che debbono conciliare qualità e quantità. A ciò si aggiunga che qualora non si sia in grado di sviluppare tutto il progetto dalla parte competente del mondo, si rischiano tali e tante sbandate da rendere impossibile l’uscita di un modello veramente “buono”. Un caso recente è la Ferrari 512S coda lunga di Le Mans 1970, riproposta da Tecnomodel in scala 1:43. Ora, non è che si sentisse la mancanza di una vettura di questo tipo, quindi se proprio devi farla, cerca di farla meglio degli altri o almeno pari a quelle degli altri. E’ lo stesso discorso che feci qualche anno fa quando uscì il bruttissimo Marsh Models, ma quello era ancora uno speciale “quasi-cottage”, quindi il discorso era diverso e non riguardava interazioni fra Europa e Cina.

Guardate quella mostruosa cornice del parabrezza e la forma del tergicristallo. Siamo nel 2024, non nel 1974. E’ evidente che queste aberrazioni, sempre più numerose e ovviamente non solo nella produzione Tecnomodel, siano il segnale di qualcosa che non funziona a livello progettuale, ma soprattutto di comunicazione. E in certi altri casi, se vogliamo ancora più gravi, a risentirne non sono dettagli (seppure importanti) come questi, ma addirittura le linee e le forme.

Le comunicazioni fra Italia (Francia, Germania, Olanda…) e Cina si sovrappongono, si annodano, si ingarbugliano e gli interessi degli uni fanno a pugni con le esigenze degli altri. Questo è il risultato quando certe logiche vengono portate agli estremi, in tutti i sensi. Ne riparleremo.

Un ricordo di Mauro Forghieri

di Marco Giachi

Due anni fa ci lasciava l’ingegner Mauro Forghieri, una figura unica di tecnico, ingegnere, direttore tecnico … ma anche di uomo decisamente al di sopra delle righe. La sua vicenda professionale è stata ampiamente raccontata in decine di libri e documentari disponibili in libreria e in rete ma per quelli come me, che hanno avuto la fortuna di lavorarci insieme, Forghieri (o semplicemente Mauro come lo ricordiamo noi) è più legato a episodi, aneddoti, piccole storie vissute insieme.

Io ricordo un viaggio in macchina al Paul Ricard, sarà stato l’autunno del 1990, con Carlo Nicolazzi alla guida (motorista della Lamborghini, anche lui scomparso nel 2015), accompagnati dalla musica di Paolo Conte e dai continui consigli sulla guida: “…vai troppo forte…”, “… ora vai troppo piano…”, “…la marcia è sbagliata…”, “…diceva Niki Lauda…”. Praticamente Carlo rifece l’esame di guida in quel viaggio.

Oppure una trasferta a Estoril e tre o quattro colazioni in albergo, la mattina prima di andare in pista, piene anche quelle di raccomandazioni: “…mangi troppo, la colazione deve essere leggera…”, ed il giorno dopo “…mangi poco, bisogna alimentarsi bene la mattina …”, infine il terzo giorno “… la quantità è giusta, gli alimenti sono sbagliati…”. Un corso di nutrizionista in tre giorni.

Eppure questo modo di fare, che può sembrare pedante e insopportabile a raccontarlo, aveva un fascino tutto particolare tanto era il suo carisma. E anche quando mi è capitato di parlare con qualche meccanico mi hanno confermato lo stesso rapporto con lui anche nei momenti peggiori e carichi di tensione in pista.

Erano “altri tempi”, come si dice generalmente in questi casi, quando le persone di successo si affermavano (in tutti i campi non solo dello sport) anche per le loro qualità umane e il fascino personale che riuscivano a emanare.

In questi giorni è uscita la sesta edizione del libro che rappresenta per me una “chiusura del cerchio” meravigliosa: dopo avere avuto l’opportunità di lavorarci insieme anche la soddisfazione di scrivere insieme un libro, curato dal punto di vista editoriale da Daniele Buzzonetti.

Il libro narra la storia della tecnica delle vetture di Formula 1 (molto dal punto di vista aerodinamico), dagli anni ’70 a oggi, ripercorsa attraverso ricordi e appunti originali di Forghieri (note personali, report di prove in galleria del vento…), combinati con una “rivisitazione” moderna delle vetture con gli strumenti che vengono usati per la progettazione oggi dai team. Tanto colore e “zero formule” per quanto sia un libro scritto da due ingegneri che ha riscosso sempre approvazione per il suo carattere divulgativo e premiato con il secondo posto nel “Concorso Letterario CONI Tecnica” del 2018.

Che ne è stato di Modelli Auto?

Modelli Auto non è morto. In sé la notizia potrebbe sembrare positiva, vista la tradizione di una rivista il cui esordio risale al 1993 e all’attaccamento che collezionisti e modellisti hanno dimostrato nei confronti della testata in questi ultimi anni di vicende particolarmente travagliate. Sempre proprietà di Lunasia, il periodico (ma ogni quanto esce?) sembra continuare il proprio percorso, verosimilmente per garantire a chi si era abbonato un minimo di continuità, evitando complessi e fastidiosi rimborsi. Sì, ma a che prezzo? Abbiamo avuto occasione di dare un’occhiata al numero più recente, il 154, per scoprire che se le uscite precedenti sembravano scongiurare il pericolo di ogni ulteriore peggioramento, in realtà la redazione di Modelli Auto è riuscita nell’impresa di scendere ancora più in basso. La rivista è in pratica nelle mani di un unico autore, e sebbene questo non sia un fatto del tutto inedito nella storia di Modelli Auto (accadde già nel disgraziato periodo immediatamente precedente la prima chiusura con Berto), stavolta il risultato è quanto di peggio si possa immaginare.

Che le scale grandi fossero la passione dell’illustre autore, lo avevamo intuito – e del resto lo ammette lui stesso all’inizio di uno dei suoi articoli. Ma il numero 154 appare uno sgangherato accumulo di pezzi sulle uscite in edicola di modelli in kit che oggi tanto appassionano una fascia sempre nutrita di montatori. Nulla di male, ma la completezza e la varietà vanno a farsi benedire, seppellite da caterve di uscite periodiche di blister con un cofano, due cerchi, un sedile e quattro viti. Viene anche da chiedersi quanto spenderanno alla fine i collezionisti/modellisti per mettersi in casa un modello 1:8 destinato magari a cadere a pezzi per il metal fatigue ancor prima che la raccolta finisca ma questa è un’altra storia.

Per il resto, poco altro: una balorda elaborazione di un kit 1:24, un’insulsa e inconsistente recensione di un Norev diecast, qualche banale notiziola raccattata a destra e a sinistra nel web e fine. E’ appena il caso di ricordare che i vecchi collaboratori della rivista sono stati scaricati da lunga pezza, peraltro senza che le loro fatture venissero del tutto onorate, e quindi chi è rimasto a far la guardia al bidone deve arrabattarsi senza troppe pretese.

Se quindi la prosecuzione della zoppicante vicenda di Modelli Auto servirà a chiudere gli impegni con gli abbonati senza lasciare a piedi almeno loro, che le pubblicazioni continuino pure. Ma visti i livelli raggiunti, sarebbe quasi meglio che la rivista uscisse con le pagine bianche, da riempire a cura del lettore, che almeno si divertirebbe in modo alternativo.

FIA-WEC: in Bahrain Toyota e Porsche si dividono i titoli

Si è conclusa ieri in Bahrain la stagione 2024 del FIA-WEC. Estre, Lotterer e Vanthoor hanno centrato il titolo mondiale piloti, mentre con la vittoria nella 8 Ore Buemi, Hartley e Hirakawa hanno assicurato alla Toyota il Mondiale costruttori, il quarto consecutivo, in una gara imprevedibile e incerta fin dall’inizio.

In LMGT3, dopo la vittoria Ferrari al Fuji per l’equipaggio numero 54 di Vista AF Corse, in Bahrain a trionfare è la vettura gemella numero 55 del pilota ufficiale del Cavallino rampante Alessio Rovera, di Simon Mann e François Heriau.

Qui sotto, classifica di gara e graduatorie finali di campionato.

Solido presente a Epoqu’Auto

Dall’8 al 10 novembre Solido sarà presente con un proprio stand ufficiale al salone Epoqu’Auto a Lione. Lo spazio (padiglione 3, stand I11) sarà condiviso con Majorette.

Numerose le iniziative in programma, con presentazione di nuovi modelli e animazioni. Epoqu’Auto si conferma come un appuntamento importante per marchi e produttori “ufficiali”.

Per questa 45ma edizione, la rassegna dell’Eurexpo ospiterà oltre 1500 veicoli, più di 200 moto, con la partecipazione di molti club e associazioni.

FIA-WEC, prima fila Toyota in Bahrain

Per il terzo anno consecutivo, Brendon Hartley conquista la pole position in Bahrain con la Toyota. Il marchio giapponese detiene il record di vittorie, col 75% di successi in tutta la storia del WEC. Domani il pilota neozelandese e i suoi compagni di equipaggio Buemi e Hirakawa cercheranno di essere i primi quest’anno a vincere una gara partendo dalla pole. Hartley è stato di poco più veloce di Nyck de Vries, che ha piazzato l’altra Toyota in prima fila, con Antonio Giovinazzi appena più lento, al volante della migliore delle Ferrari 499P. Jani è stato il più veloce tra i piloti delle Porsche, col quinto tempo.

In classe LMGT3, le McLaren di United Autosports con Joshua Caygill e James Cottingham hanno regolato gli avversari.

La 8 Ore del Bahrein prenderà il via domani 2 novembre alle ore 14.00 locali (12 CET).