FIA-WEC: confermati i primi due piloti per il rookie test

Dal 2015, il WEC Rookie test ha offerto a promettenti piloti la possibilità di misurare il proprio potenziale al volante di vetture di livello assoluto. Negli anni sono diversi i nomi di giovani piloti che si sono affermati anche grazie a questa iniziativa: possiamo citare, tra i più recenti, Robert Shwartzman, Norman Nato e Julian Andlauer, che hanno approfittato della positiva uscita nel rookie test 2023 per lanciarsi con pieno successo nella classe Hypercar quest’anno.

Fra poche settimane toccherà a de Gerus e Henrion che a Sakhir potranno beneficiare di un’opportunità davvero ghiotta. Il 3 novembre, dopo la gara conclusiva del FIA-WEC, Henrion proverà l’Hypercar del costruttore che si laureerà campione, mentre de Gerus salirà sulla Porsche 911 GT3 R del Manthey PureRxcing.

Entrambi i piloti partecipano attualmente alla European Le Mans Series. De Gerus occupa la terza posizione in classe LMP2 con il team IDEC Sport, dopo aver raggiunto il podio di recente a Spa. Primo pilota dell’isola Réunion a partecipare alla 24 Ore di Le Mans, il 21enne è terminato terzo nell’ultima edizione, vincendo tra l’altro il riconoscimento Goodyear Wingfoot per aver segnato i migliori tempi con lo stesso set di gomme.

24 Ore di Le Mans 2024: con l’Oreca-Gibson 07 della IDEC Sport, de Gerus ha ottenuto il 17° posto assoluto e terzo di LMP2. De Gerus ha condiviso la guida con Paul Lafargue e Job van Uitert

Henrion è invece l’attuale leader di classe LMP3 nell’ELMS con il Team Virage. Il francese, che ha la stessa età di de Gerus, ha vinto a Barcellona ed è salito sul podio a Imola. Henrion ha conquistato la vittoria nella Liglier European Series due anni fa, aggiungendo al proprio palmarès il trofeo LMP3 della Le Mans Cup.

Mille Miglia 2025: il 3 ottobre la conferenza stampa di presentazione

E’ programmata per il 3 ottobre alle 11.30 la conferenza stampa di presentazione della Mille Miglia 2025, presso la Sala del consiglio al Palazzo della Loggia di Brescia. La conferenza stampa potrà essere seguita anche in streaming attraverso il seguente link: https://1000miglia.it/streaming-live/

Modelli del passato: Ferrari Dino 246 GT/GTS di Western Models

Su PLIT ci siamo occupati sempre abbastanza raramente di Western Models, uno dei marchi storici dell’automodellismo britannico. La lacuna è notevole, tanto più che Western ha rappresentato per interi decenni uno dei punti di riferimento per chi necessitasse di stampaggi in metallo bianco di qualità. Sarà quindi opportuno ripercorrere per intero la storia di questo produttore, così com’è stato fatto in passato con altri marchi, dedicandogli una monografia. Intanto, giusto in due righe presentando uno dei modelli classici della gamma, possiamo riassumere dicendo che Western nacque nel 1974 su iniziativa di tre collezionisti, Mike Stephens, Brian Garfield-Jones e Ken Wooton. Dopo un incoraggiante debutto con una Mercedes 540K, Western Models espanse rapidamente la propria produzione di modelli in kit e montati in 1:43 ma anche in 1:24, avviando numerose collaborazioni per lo stampaggio in metallo bianco conto terzi. Il rapporto con Danhausen costituisce sicuramente il capitolo più importante in questo senso. Ritiratisi abbastanza presto gli altri due soci, fu Mike Stephens, insieme alla moglie Joyce, a portare avanti l’azienda, prima fra Redhill e Epsom nel Surrey, poi a Taunton nel Somerset. E’ appena il caso di ricordare come nella Western si formarono tecnici e prototipisti di valore, fra cui John Allen e Keith Williams, che negli anni ottanta fondarono la SMTS a Hastings. Dopo lo spostamento di tutta la produzione di Danhausen in Cina, Western Models fu costretta a un radicale ridimensionamento dei programmi. La gamma Western andò comunque avanti per un bel pezzo. L’attività, ulteriormente ridotta nei primi anni Duemila, chiuse definitivamente nel 2010.

Nell’era degli affastellatori seriali di cineserie, i modelli Western sembreranno inevitabilmente vecchi (o invecchiati). Sia. Però, essi rispecchiano forse più di ogni altro marchio lo spirito britannico del white metal. Fusioni belle robuste, dettagli limitati, niente fotoincisioni, parti nichelate e verniciate: l’effetto è inconfondibile e li pone in linea di diretta discendenza dai Dinky, passando ovviamente per gli anelli intermedi delle prime sperimentazioni artigianali, che gli inglesi stessi amano chiamare “cottage models”, e non c’è neanche da spiegarne il motivo.

Nel 1983, Western Models era forse al suo apogeo, e i modelli che sfornava erano massimamente apprezzati, non solo in ambito britannico ma anche in paesi come la Germania, l’Olanda o il Belgio, che avevano per certi versi una sensibilità simile a quella dei collezionisti del Regno Unito. Alla ricerca di popolarità, i marchi inglesi non esitavano a proporre sempre più vetture del continente, in primis Ferrari, che era un marchio che “tirava” a prescindere. L’idea di tirar fuori la Dino 246 fu valida, anche perché a quell’epoca non è che il mercato offrisse tante alternative: nell’ambito degli speciali, quasi contemporaneamente uscì la giapponese CAM, che era diffusa quanto una mosca bianca e che costava più o meno come la vera. La X-AMR era ancora di là da venire. Chi amava la resina poteva sempre orientarsi sul Record, uscito alla fine del 1982. C’erano poi in giro il Tomica Dandy, piuttosto bellino ma con le caratteristiche tipiche dei diecast dell’epoca, e il Sakura, commercializzato nel 1977, che cominciava quindi già ad accusare il peso degli anni, per non parlare della GTS di Norev, uscita nel 1974 e sfruttata dalla marca francese fino alle barbe, come di costume.

La Dino di Western fu proposta in tutte e due le configurazioni, berlinetta GT e “targa” GTS. Disponibile in kit e montata, la Dino inglese ebbe un buon successo di vendite. Oggi non è un modello raro ma come sempre la difficoltà consiste – per i montati – di reperire un esemplare in condizioni perfette con scatola e imballaggio originali. I modelli factory built della GT dovrebbero essere tutti rossi, mentre per la GTS si scelse il secondo colore più adatto a una Ferrari, ossia il giallo. I contorni vetro non erano dipinti ma in compenso altri dettagli erano trattati con cura. Belle ad esempio le ruote realizzate con una soluzione tipica dell’epoca: cerchio tornito e pastiglia centrale in metallo bianco. Il fondo della vettura presentava alcuni dettagli finemente incastrati al telaio. Di ottimo effetto i quattro scarichi nichelati. Per buona parte degli anni ’80, la Dino di Western costituì una scelta più che decente per chi volesse inserire in collezione quella che ancora oggi resta una delle vetture stradali più belle della storia del Cavallino. Arrivarono poi AMR (con prezzi decisamente più alti, specie per quanto riguardava i factory built), poi negli anni ’90 fu la volta del Dinky-Matchbox e dell’Heco – ai due poli opposti della fascia di prezzo! – per proseguire col Bang, un ottimo modello alla portata di quasi tutte le tasche.

A distanza di tanti anni, però, il Western resta una limpida testimonianza del gusto inglese, che richiede una certa immedesimazione per essere compreso appieno, ma in fondo il bello del collezionismo non consiste anche in una ricerca storica di ciò che si cela dietro ogni oggetto, il tutto accompagnato dalla curiosità e da un pizzico di fantasia?

Epoqu’auto 2024, ancora più spazio alle Youngtimers

Il crescente interesse per i modelli degli anni ’90 e 2000 non fa che crescere. Gli organizzatori del salone Époqu’auto hanno deciso quest’anno di dare più importanza alle Youngtimers. Con una superficie portata a oltre 350 m², la sezione Youngtimers saprà rispondere all’entusiasmo che suscita. In totale verranno presentati 16 modelli attorno al tema delle auto giapponesi. Questa panoramica dell’industria automobilistica giapponese sarà suddivisa in diverse sotto-sezioni.
I visitatori potranno scoprire le “Key Car”, piccole city car giapponesi. In mostra ci saranno un’AutoZam AZ1 M2 1015 del 1994, una Tommy Kaira del 1997, una Honda Beat decappottabile del 1994, una Daihatsu Copen decappottabile del 2010 e una Nissan Figaro Coupé del 1991.
Il secondo spazio sarà dedicato a un piccolo focus Mazda con 3 vetture: la 787B prototipo che vinse Le Mans nel 1991. Ma anche la rarissima serie limitata Mazda MX-5 Le Mans, con i colori della 787B e infine una Mazda RX7.
La terza area sarà dedicata ai modelli prevalentemente sportivi, come una Honda NSX Spider, una Subaru SVX con motore 6 cilindri ma anche una Toyota Century del 2010, l’unica vettura giapponese dotata di motore V12.
Venerdì 8 novembre alle 16, le Youngtimers saranno al centro di una vendita all’asta esclusiva organizzata da Osenat, con una ventina di auto presentate. Sul parcheggio P4, inoltre, centocinquanta posti saranno riservati alle Youngtimer giapponesi di oltre vent’anni. I proprietari potranno partecipare contattando in anticipo il club Japan Days, co-organizzatore di questa operazione.

Il circuito di Le Mans eletto monumento preferito dai francesi per il 2024

(foto copyright media Automobile Club de l’Ouest)

A pochi giorni dalla 41esima Giornata Europea del Patrimonio, l'annuncio è stato ieri sera da Stéphane Bern nel corso del programma trasmesso su France 3. Il circuito di Le Mans ha vinto la finale contro altri 13 prestigiosi monumenti in lizza.

Da molti anni il Circuito della 24 Ore è il fiore all'occhiello del suo territorio, accogliendo ogni anno più di un milione di appassionati di corse automobilistiche provenienti da tutto il mondo. Questo titolo è un grande riconoscimento della sua eccezionale eredità, sia a livello locale che nazionale, e dell'attaccamento di tutti coloro che lo sostengono.

Questa elezione è il risultato di una mobilitazione eccezionale dei sostenitori, del dipartimento, della regione, di tutti gli amanti del circuito.

Questo fine settimana l'ACO accoglierà i visitatori al Museo della 24 Ore in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio.

Il 21 e 22 settembre 2024, il Museo 24 Ore propone prezzi particolarmente vantaggiosi: 7€ invece di 9€ per gli adulti e 4€ invece di 7,50€ per i ragazzi dai 10 ai 18 anni.

Premio giornalistico “ASI Classic Motor Press Award 2025”

L’Automotoclub Storico Italiano ha istituito il premio giornalistico “ASI Classic Motor Press Award 2025” destinato ai giornalisti professionisti e pubblicisti iscritti all’Ordine.

L’iniziativa intende riconoscere ai professionisti dell’informazione il prezioso ruolo di divulgazione della cultura del motorismo storico come memoria dell’ingegno meccanico, del design e dello stile italiano, valori indiscussi nell’epopea della mobilità e della connessione di mondi per lo scambio di conoscenze ma anche distintivo del concetto di Made in Italy apprezzato nel mondo.

ASI Classic Motor Press Award” è organizzato e promosso da ASI con il patrocinio della Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI)Unione Stampa Sportiva Italiana (USSI), e Unione Italiana Giornalisti Auto (UIGA).

Il premio si compone di quattro sezioni: carta stampata, TV, radio e podcast, web.

Presentati i calendari regionali 2025 del Ferrari Challenge Trofeo Pirelli

Dopo aver comunicato nelle scorse settimane gli appuntamenti che caratterizzeranno la stagione 2025 dei campionati internazionali del Ferrari Challenge Trofeo Pirelli Europe e North America, Ferrari toglie i veli sui calendari delle tre serie regionali Australasia, Japan e United Kingdom.
Il carattere sempre più internazionale del monomarca del Cavallino Rampante è accompagnato da numeri record di partecipanti e da un sempre maggiore interesse per questo campionato, rivolto tanto ai giovani talenti che vogliono intraprendere la carriera nelle competizioni a ruote coperte, quanto per i gentleman driver.

Challenge Australasia. La nuova serie regionale, annunciata negli scorsi mesi, propone un calendario che si sviluppa su cinque appuntamenti, disputati in concomitanza con gare iconiche o serie di prestigio. Il debutto è previsto a Bathurst, nel weekend dove andrà in scena anche la leggendaria 12 ore, dal 31 gennaio al 2 febbraio. Phillip Island, dal 4 al 6 aprile, Sydney, dal 2 al 4 maggio, e The Bend, dal 5 al 7 settembre, vedranno le 296 Challenge sfidarsi come gare di supporto del GT World Challenge Australia. In mezzo a questi appuntamenti, dal 28 al 29 giugno, i protagonisti del monomarca saranno protagonisti ancora sul tracciato di Sydney per il quarto round.

Challenge Japan. La terza stagione della serie regionale giapponese propone 5 appuntamenti su alcune delle piste più iconiche del territorio nipponico dove si registrerà il debutto, anche in questo caso, della 296 Challenge.
Il via del campionato, che sta crescendo nei numeri dei partecipanti e nell’interesse del pubblico, sarà ad aprile, dal 4 al 6, sul circuito di Suzuka, in occasione del Gran Premio di Formula 1. Secondo impegno per i piloti a maggio, dal 23 al 25, sul circuito di Autopolis, per poi passare al doppio appuntamento al Fuji. Il primo dei due sarà dal 20 al 22 giugno nell’ambito dei Ferrari Racing Days, per poi replicare dall’11 al 13 luglio. Conclusione della serie, infine, dall’8 al 10 agosto sul tracciato di Okayama.

Challenge UK. A Silverstone, durante l’ultimo appuntamento stagionale, sono stati ufficializzati gli eventi che vedranno protagoniste, per la prima volta, le 296 Challenge, dopo il debutto continentale e oltreoceano. Il primo impegno sarà in realtà in terra spagnola, sul circuito di Navarra, dal 25 al 27 aprile. Esordio nel Regno Unito il 16 e 17 maggio a Oulton Park per poi raggiungere Brands Hatch dal 20 al 22 giugno.
Prima della pausa estiva le 296 Challenge saranno impegnate sul circuito di Donington Park (26-27 luglio), mentre l’ultimo appuntamento della settima stagione della serie britannica è in programma nell’ambito dei Ferrari Racing Days a Silverstone dal 5 al 7 settembre.

Le Mans Classic 2025: svelato il manifesto ufficiale

Dopo un’edizione record nel 2023 che ha celebrato il centenario della 24 Ore di Le Mans, torna nel 2025 la Le Mans Classic, che si svolgerà dal 3 al 6 luglio.

E’ stato presentato oggi il manifesto ufficiale della Classic, la cui 12ma edizione si preannuncia spettacolare come sempre. E’ una BMW M1 ad occupare l’affiche, con un casco integrale sfumato in secondo piano. In alto, lo slogan “Remonter le temps”. Tutto molto semplice ed efficace.

Tameo annuncia il kit della Ferrari 312 F.1 GP del Belgio 1966

Il 12 giugno 1966 si corse a Spa-Francorchamps il Gran Premio del Belgio, secondo appuntamento della stagione di Formula 1, dopo la vittoria di Jackie Stewart a Monaco, nella gara inaugurale. La gara partì sotto un cielo carico di pioggia: Surtees prese subito il comando, ma a metà del primo giro, nei pressi di Burnenville, il gruppo ritrovò davanti una vera tempesta. Il pilota inglese della Ferrari ne uscì indenne; Bonnier, Spence, Siffert, Hulme, invece, finirono fuori pista, mentre Rindt dopo un pauroso testacoda al Masta riuscì a evitare le barriere proseguendo la gara. Delle 18 vetture partire, solo in sette passarono sul traguardo del primo giro. La gara terminò con la vittoria di Surtees, che conquistò il suo terzo “hat trick” della carriera, condividendo il podio con Jochen Rindt e Lorenzo Bandini.
Tameo ha annunciato il kit 1:43 della Ferrari di Surtees. Inserito nella gamma Silver Line, il modello sarà disponibile prossimamente, col numero di catalogo SLK138.

La Borsa Scambio di Verona

Irrinunciabile appuntamento autunnale con una manifestazione classica, la Borsa di scambio di Verona, che giunge alla 76ma edizione. La sede sarà come di consueto presso la Fiera di Verona, in Viale del Lavoro, 8 (uscita casello di Verona Sud). Nella locandina riprodotta in apertura troverete tutti i dettagli supplementari per notizie e informazioni.