A fine mese l’Hobby Model Expo a Novegro

Fervono i preparativi per l’Hobby Model Expo a Novegro, in programma da venerdì 27 a domenica 29 settembre. La manifestazione occuperà i padiglioni A, B, C, D e l’area esterna del Parco Esposizioni.

L’organizzazione ha diramato oggi una prima lista dei partecipanti, soggetta ad essere aggiornata a più riprese. L’elenco è scaricabile qui di seguito, in formato pdf.

Ciemme43, nuove Porsche 917 e Alfa Romeo 33 Prototipo

Ciemme43 ha prodotto un’altra serie di interessanti modelli 1:43. Prosegue la storia delle Alfa Romeo 33, con un paio di versioni test (Buenos Aires 1971 e 1972), oltre alla 33/3 utilizzata da “Codones” alla Coppa Nissena 1971 e alla 33TT3 ufficiale di Nanni Galli dell’Interserie 1972 a Imola.

Fra le Porsche 917, disponibili tutte le vetture Gulf Wyer che parteciparono alla 1000km di Zeltweg nel 1970-1971, inclusa la numero 33 utilizzata in prova nel ’70, cui si aggiunge una bella serie di Gesipa, Interserie e Campionato del Mondo.

Sono stati realizzati ancora alcuni esemplari della particolarissima Ferrari 512M dei test a Daytona nel gennaio 1971, di cui abbiamo già recentemente parlato su PLIT (https://pitlaneitalia.com/2024/07/15/ferrari-512m-penske-test-daytona-1971/).

Tutti questi modelli possono essere acquistati al seguente link: https://www.geminimodelcars.com/shop/21889459/143-scale-models

1000km del Nürburgring: tre Porsche 908/2 elaborate su base Starter

Dopo l’elaborazione da kit Starter della Porsche 908/2 Team Auto Usdau 1000 Km  Monza 1971 Weigel/Spoerry1, su richiesta di un cliente, Paolo Mazzoni ha continuato il lavoro, partendo sempre dal kit Starter degli anni ’80 con altre tre versioni: la #4 della 1000 Km Nürburgring 1969 Stommelen/Herrmann, la #4 della 1000 Km Nürburgring 1970 Greger/Leuze e la #5 1000 Km Nürburgring 1971 “Martini” von Hohenzollern/von Bayern.

Per l’elaborazione di questi tre modelli, Mazzoni ha seguito lo stesso percorso fatto con la 908/2 Team Auto Usdau: utilizzo di cerchi in plastica e nuovi pneumatici in gomma, fotoincisioni, calotte fari in acetato termoformati, luci. Sulla versione del 1970 è stato necessario aprire la parte posteriore del modello nella zona dietro l’abitacolo, aggiungendo un filo da 0.8 mm a riproduzione di una parte del telaio.

Sulle decals la disponibilità era ridotta al solo foglio per la versione #4 Asahi Pentax realizzate di recente da GTP Decals, di buona qualità non in serigrafia e non fustellate (particolare da non sottovalutare adesso, abituati a decals di qualità migliore e soprattutto fustellate, un tuffo nel passato con bisturi e forbici per tagliare e rifinire le decals per la loro posa). Abbastanza facile la decorazione per la versione 1969, mentre è stata totalmente da inventare quella per la versione Martini del 1971. Per questa vettura, Mazzoni ha dovuto “saccheggiare” i vari fogli decals di provenienza BBR-Zanchetti, riuscendo a ottenere un risultato più che accettabile.

  1. https://pitlaneitalia.com/2024/07/13/porsche-908-2-team-usdau-1000km-monza-1971/ ↩︎

La Simca 1000 Rallye, fra modelli e documentazione

Quando si parla di Simca 1000 Rallye l’interesse è sempre alto, non solo in Francia ma anche in altri paesi come l’Italia o la Germania, dove la vettura costituì per anni un pilastro dell’automobilismo di base, alla portata del pilota e del team amatoriale.

Dopo la pubblicazione su PLIT della gallery relativa alla 1000 Rallye 2 Team SRT 771, il nostro lettore Jean Marie Callagher ci ha inviato un po’ di interessante documentazione, automobilistica e modellistica, su questa vettura che ancora oggi affascina gli appassionati.

Nel corredo d’immagini trovate del materiale sulle Rallye 1 e Rallye 2 del 1973 (ancora con i fari rotondi) e un flyer della Rallye 3 (un solo foglietto! All’epoca andava così).

Dal punto di vista modellistico, presentiamo un kit montato all’epoca della Rallye 3 SRT 1978 venduto da GELT, che era il negozio della rivista Échappement; a complemento trovate le istruzioni del modello, che era prodotto da Mini Racing.

Nella foto di apertura, un confronto fra il GELT-Mini Racing e il ben più recente diecast di Norev.

  1. https://pitlaneitalia.com/2024/09/07/la-simca-rallye-2-srt-77/ ↩︎

Lamborghini Jota di Sakura

Testo e foto di Riccardo Fontana

I modelli giapponesi sono un pianeta ancora relativamente inesplorato, se paragoniamo i fiumi di inchiostro dedicati ai giganti del settore al – relativamente – poco che sin qui è stato dedicato al panorama nipponico dell’1:43, e per quanto molto sia (più o meno conosciuto) non c’è mai la conoscenza vera e totale di un pezzo come la si potrebbe avere di un Dinky, di un Solido o di un Mercury: i modelli giapponesi, per così dire, si imparano quando si acquistano, ed è logico che sia così, data la loro cronica scarsa diffusione dalle nostre parti.

L’acquisto saliente della borsa di Novegro di domenica 8 è stata – forse – una bella Lamborghini Jota della Sakura in scala 1:43, recuperata in extremis poco prima dell’uscita dallo spazio espositivo.

Che dire di questo modello? Innanzitutto una cosa salta inequivocabilmente all’occhio: è un simpaticissimo clone della Miura Solido Serie 100.

Certo, è stata modificata per ottenere la versione Jota resa celebre dagli esperimenti di Bob Wallace nei tardi anni sessanta, ma è e resta una derivazione stretta del Solido, e dettagli come le linee generali, le ruote (inconfondibili), le cerniere dei cofano, e soprattutto la ruota di scorta e la struttura scatolata a supporto del motore non mentono assolutamente: chi si dovere è partito dalla bella Miura di Solido, ancora oggi un must (peraltro molto quotato e molto difficile – ahimè – da trovare) per tutti i collezionisti del genere.

Per contro, nonostante le modifiche, la Miur… ehm, la Jota rispetto al Solido ha perso le ruote anteriori apribili, e nonostante delle modifiche di stampo più che buone non ha guadagnato dei parafanghi posteriori allargati, restando fondamentalmente la P400 riprodotta da Solido, quindi stretta.

Si tratta comunque di un gran bel modello, che tradisce anche nella conformazione della scatola (con il cartone interno con la scritta posta superiormente, in pieno stile tarda Serie 100-Serie 10) la sua parentela concettuale con la produzione Solido, che all’epoca era veramente il faro assoluto nel mondo dell’1:43.

Sono quelle stranezze che sono un po’ il sale di ogni collezione di obsoleti che si rispetti, cose che sono veramente in grado di raddrizzare una grigia domenica di pioggia.

È un modello questo che riporta ad un’epoca in cui i giapponesi si comportavano un po’ come i cinesi di oggi, copiando quanto di meglio veniva proposto in Europa in un determinato campo, anche se la mentalità giapponese non è mai stata – né mai sarà – nemmeno vagamente confrontabile con quella cinese: se da un lato la cultura giapponese porta per sua stessa natura ad un miglioramento – o comunque ad una caratterizzazione – quasi istantanea del prodotto con l’estremizzazione di certe caratteristiche, quella cinese è incentrata sulla copia “brutale” e spesso incompetente di quanto viene preso a modello.

E questo, per noi occidentali, è un bene, perché se i cinesi iniziassero a produrre con la mentalità giapponese – con tutte le risorse che hanno – cancellerebbero il resto del mondo in sei mesi…

Borsa di scambio a Novegro, 8 settembre 2024

E anche la domenica di Novegro è passata, con grandi rovesci e temporali. Tanta acqua ma anche tanti modelli, in un’edizione tutto sommato più che decorosa.

Ecco una gallery supplementare a complemento di ciò che è stato già pubblicato qualche ora fa.

Le tendenze degli ultimi anni sembrano confermate: molta offerta, prezzi piuttosto competitivi, forse meno affluenza di altre volte. Si può forse rilevare un fenomeno di polarizzazione: i modelli che si vendono realmente bene sono sempre più quelli in condizioni perfette con scatola, per quanto riguarda gli obsoleti; per gli speciali, il mercato meriterebbe un discorso a parte.

Novegro di oggi non era forse il luogo ideale per chi cercasse cose di chissà quale esclusività ma a saper cercare c’erano da spuntare degli ottimi affari, come alcuni kit AMR montati proposti a poche decine di euro (ideali per un lieve restauro e una fruttuosa rivendita) oppure alcuni altri AMR factory built, anche se non fra i più ambiti.

Impressioni di settembre

testo e foto di Riccardo Fontana

Novegro val ben una messa, e questo è un assioma quasi universalmente valido, soprattutto negli ultimi tempi.

A parte la contentezza data dal rivedere un amico – che di per sé è sempre una bella cosa – il tempo che non molto lasciava alla programmazione di altre attività ha fatto di quest’ultima edizione di Novegro una tappa quasi obbligata per questa domenica, e la curiosità di vedere se il trend “esplosivo” delle ultime edizioni fosse stato in grado di confermarsi era tanta.

Ebbene, il trend si è più o meno confermato: pur senza più raggiungere certi picchi – francamente anche eccessivo – tipici del recente passato, la borsa settembrina si è confermata di ottimo livello, pur essendo leggermente penalizzata dalla concomitanza con Mulhouse, che certamente non deve aver fatto bene alla pattuglia straniera sia di espositori che di pubblico.

C’era molto, ma un molto “sano”, che non faceva andare via frustrati dal non poter avere preso tutto ciò che si sarebbe voluto, e questo è forse il massimo cui si possa aspirare in una borsa di questo genere.

Oltretutto, spulciando bene si potevano trovare pezzetti di assoluto rilievo (chi scrive è tornato a casa con una Renault 4CV della Tekno e con una sontuosa Lamborghini Jota della Sakura perfetta con scatola, che a breve sarà protagonista di un articoletto a lei dedicato).

Tirata d’orecchi – stavolta – per l’organizzazione: è abbastanza inaccettabile che in un luogo come Novegro ci si senta piovere in testa camminando tra i banchi, con gli espositori costretti a coprire coi teli la merce per evitare di vedersi sciupate scatole e documentazione.

Un buon appuntamento dunque, che sicuramente è valso il viaggio.

Borsa di scambio a Novegro, 8 settembre 2024

Non sarà forse ricordata come un classico, questa edizione settembrina della borsa di scambio a Novegro, ma non sono mancati i motivi di interesse per una manifestazione che si conferma come una delle più importanti del settore, a livello italiano e anche oltre.

Certo, la concomitanza con un’altra borsa classica come quella di Mulhouse avrà sottratto un po’ di frequentazione internazionale e probabilmente anche qualche espositore nostrano, ma chi oggi ha affrontato le violente piogge per raggiungere il padiglione della manifestazione lombarda non sarà rimasto deluso.

Mancava forse quell’aura magica che ha caratterizzato alcune edizioni recenti della borsa novegrina ma la qualità degli oggetti in vendita ha ampiamente soddisfatto le aspettative. Il numero degli espositori è stato al livello degli ultimi anni – quindi ottimo – e la varietà della scelta nelle varie branche dell’automodellismo (obsoleti, speciali, kit, montati artigianali, giocattoli d’epoca) si è confermata su livelli di eccellenza.

Intanto un pensiero va a chi – a più riprese – aveva espresso l’auspicio di trovare “qualche Pocher”: ebbene, il signore è stato accontentato. Eccellenti condizioni di modelli di grande fascino (Fiat 128, 126, 132, 1500, 130, 850…) e prezzi assolutamente abbordabili costituivano una tentazione cui era piuttosto difficile resistere. Più che buona anche l’offerta degli 1:43 storici, dai Mercury ai Solido, dai Politoys ai Mebetoys, in tante declinazioni e anche in versioni piuttosto rare, come un’Alfetta Mebetoys in color ocra, purtroppo priva di scatola.

Si conferma la tendenza al rialzo – almeno come interesse, perché i prezzi più o meno si sono attestati su livelli medio-alti – per i Polistil in 1/25: una rara Fiat 127 Alitalia e anche una più comune Fiat 131 in argento metallizzato – peraltro in condizioni eccezionali – non hanno fatto molta fatica a trovare un acquirente.

Insomma, anche questa volta, cercando si sarebbe potuto trovare: penso anche a una bellissima Porsche Carrera 6 di Solido, a un’Alfa 33TT3 della Edison Shocking Line o a un Fiat 50NC Aci di Burago 1:43 praticamente mai uscito dalla scatola. Prezzi adeguati ma non esorbitanti.

Questa edizione di Novegro lascia dunque ben sperare per la prossima borsa, prevista per domenica 24 novembre.

Retr’Auvergne a Cournon, esposizione e borsa scambio di auto, modellismo e memorabilia

Si è svolta oggi 7 settembre presso la Salle polyvalente di Cournon d’Auvergne (nei pressi di Clermont-Ferrand) la 27ma edizione di Retr’Auvergne, esposizione e borsa di auto d’epoca, moto, modellismo, memorabilia e pezzi di ricambio.

Quest’anno la manifestazione è stata limitata alla sola giornata del sabato, dopo che organizzatori (Issoire Cournon Rétromobile Club) ed espositori hanno stimato più utile eliminare la domenica dal programma.

Fin dalle 8 del mattino, numerose vetture d’epoca e youngtimer si sono ritrovate nello spazio antistante alla sala, fra cui alcune Traction Avant, delle R8 Gordini, una rara Honda N360, Mercedes, BMW, Fiat, Peugeot, Renault e così via.

All’interno del padiglione, una rassegna consacrata alla Citroën 2CV e alle americane. Molto buona la scelta di documentazione, fra riviste, libri, brochure, cartelle stampa e foto.

Per quanto riguarda il modellismo, per essere un evento tutto sommato abbastanza marginale, la borsa meritava un’occhiata un minimo approfondita: certo, modelli da edicola e/o di poco conto costituivano la larga maggioranza dell’offerta, ma come accade spesso in Francia (anzi, quasi sempre), nascosti qua e là nei banchi si potevano scovare occasioni ottime quando non eccezionali, come una bella collezione di Dinky France, prevalentemente serie 500, in condizioni perfette con scatola a prezzi parecchio vantaggiosi. Torneremo sull’argomento magari in un prossimo articolo.

La Simca 1000 Rallye 2 SRT 77

photo copyright David Tarallo/pitlaneitalia.com

Nella lunga storia della Simca 1000, le versioni sportive occupano un posto importante1. Una delle versioni più rare è la SRT 77. Nel 1977 la gamma della 1000, pur risentendo indubbiamente il peso degli anni, continuava a offrire la 1000 Rallye 1 e la 1000 Rallye 2, con motore da 1284cc e con potenza rispettivamente di 60 e 83cv. Nel marzo di quell’anno, Chrysler-France commercializzò un kit “Gruppo 2” da adattare sulla Rallye 22. Alcuni pezzi meccanici ed elementi della carrozzeria (parafanghi allargati, spoiler anteriore e posteriore) erano previsti, al prezzo di 4400 franchi, mentre la vettura già pronta aveva un prezzo al pubblico di 26785 franchi, contro i 22385 franchi della Rallye 2 standard (la Rallye 1 costava invece 17810 franchi). La potenza stimata del motore della SRT 77 era di 110cv.

La Rallye 2 SRT 77 ebbe vita breve, dato che già nel gennaio del 1978 la più performante 1000 Rallye 3, che riprendeva l’estetica della SRT 77, prese il posto di tutte le Rallye 1 e Rallye 2. Prodotta in soli 1000 esemplari, la Rallye 3 era disponibile nel solo colore bianco, a 29700 franchi. Il 1978 fu l’ultimo anno per la 1000: a giugno l’intera gamma era ormai fuori produzione.

L’esemplare della gallery, in verde Racing con le caratteristiche finiture in nero opaco, è stato fotografato lo scorso 1° settembre in occasione della Charade Classic.

  1. Nel 1977, ossia alla fine della sua carriera commerciale, la Rallye 2 costituiva addirittura il 35% dell’intero parco vetture da competizione in Francia. Alla fine del decennio, i piloti aderenti al Simca Rallye Team (SRT) rappresentavano mediamente il 40-60% degli iscritti alle circa 600 gare organizzate ogni anno oltralpe. E’ ciò che emerge dalle ricerche di Hugues Chaussin, specialista di storia sportiva della Simca. ↩︎
  2. Proprio nel 1977 la Simca 1000 aveva adottato i fari anteriori rettangolari, un tentativo di ammodernare una vettura che risaliva all’inizio del decennio precedente. ↩︎