Ford Escort Gr.2 Lefebvre Championnat de France de la Montagne 1974

Nuova realizzazione personalizzata di Edoardo Gallini, alias Edo3000V6: la Ford Escort gruppo 2 con la quale Jean-Claude Lefebvre vinse il campionato francese di velocità in salita nella categoria turismo preparato nel 1974. Lefebvre è stato un pilota molto eclettico: corse in pista, in salita e nei rally, dove si distinse sia come pilota che come navigatore. Fece parte della squadra ufficiale di Ford France, Opel France e Peugeot. È con la casa del leone che ottenne i suoi migliori risultati: contribuì come pilota allo sviluppo della piccola 104 ZS, ma fu come navigatore che raggiunse il suo miglior risultato, quando nel 1978, navigando Jean-Pierre Nicolas sulla Peugeot 504 V6 ufficiale, vinse il Safari Rally. Divenne poi uno dei massimi dirigenti di Peugeot Sport.

Jean-Claude ha chiesto a Edoardo di realizzare in scala 1/43 la sua Ford Escort Twin Cam con la quale vinse il campionato francese di corse in salita. Non essendo disponibile alcun kit della vettura, Edoardo è partito da un die-cast. Gli interni sono stati rifatti con la consueta meticolosità dal modellista lombardo, mentre all’esterno è stato aggiunto lo spoiler anteriore. Grazie alla buona documentazione fotografica, Edoardo ha realizzato le decals. Problema non da poco, invece, è stata la verniciatura, poiché il particolare colore viola scuro non era disponibile presso nessun produttore. Edoardo lo ha realizzato “in proprio” con un sapiente mix di tinte e, dopo qualche prova mostrata ogni volta a Lefebvre — l’unico, ovviamente, che poteva dire quale fosse la giusta tonalità — ha provveduto alla verniciatura finale. Considerando la base di partenza, il risultato è davvero ottimo.

Novità di Le Mans Miniatures

Le Mans Miniatures attende a breve la consegna di un nuovo modello slot 1:32, l’Aston Martin DBR1 vittoriosa alla 1000km del Nürburgring nel 1959, svoltasi giusto due settimane prima di un ulteriore, importantissimo successo per la casa britannica, quello alla 24 Ore di Le Mans. E’ interessante, osservando i due modelli, comprendere quante modifiche fossero state apportate fra una gara e l’altra (ultima foto della gallery qui sotto).

Per quanto riguarda i figurini in 1:18, è prevista la riedizione dell’Enzo Ferrari che, associato al figurino di Alfred Neubauer (ancora disponibile), permette di ricostituire la famosissima foto di queste due leggende dell’automobilismo.

Dal 20 al 22 settembre la Mostra Scambio Auto e Moto d’Epoca a Rizziconi (RC)

Si svolgerà dal 20 al 22 settembre 2024 la seconda edizione della Mostra Scambio Auto e Moto d’Epoca, a cura del Vespa Club Rizziconi (Reggio Calabria). La manifestazione si terrà presso il Centro commerciale “Porto degli Ulivi”, con ingresso gratuito per visitatori ed espositori. Contatti: tel. 349 2926288.

Cambio di data per l’edizione settembrina della Borsa di Woluwe

Gli organizzatori della storica borsa di Woluwe (Bruxelles) hanno comunicato un cambio di data per l’edizione di settembre, che si svolgerà il 15 e non il 22.

Brumm e il GP d’Italia a Monza

In occasione del Gran Premio d’Italia a Monza è stato realizzato da Brumm un modello in serie limitata per “La F.1 del Modellismo”, messo in vendita in occasione del Gran Premio d’Italia nel negozio situato all’interno del circuito e successivamente nello shop on line. Il modello è dedicato alla celebre vittoria di Clay Regazzoni al Gran Premio d’Italia 1970, cui seguì un’indimenticabile invasione di pista.

Una collaborazione, quella fra Brumm e F.1 del Modellismo, che si rinnova anno dopo anno: si iniziò nel 2019 con Ferrari 312 T4 tributo alla vittoria di Jody Schekter al Gran Premio d’Italia nel 40esimo anniversario, proseguendo poi nel 2020 con il modello dell’Alfetta 159 guidata da Kimi Raikkonen, nel 2021 con la Ferrari 126 C4 di Michele Alboreto in occasione della dedica della curva Parabolica, nel 2022 con la Ferrari 126 C2 di Mario Andretti per il 40esimo anniversario della pole al Gran Premio d’Italia 1982 ed infine nel 2023 con la riproduzione della scultura di Fangio con la sua Mercedes W196, che si trova all’ingresso del paddock, per commemorare i suoi cinque titoli di campione del mondo di Formula 1. Tutti i modelli sono stati realizzati in serie limitata di 100 pezzi numerati.

Edo3000V6 e l’ultima Ferrari da rally

Antonio Forato, ottimo gentlemen driver e grande appassionato, tra il 2007 e il 2011 partecipò a parecchi rally al volante di una splendida Ferrari. La macchina era una F430 F1, ovvero quella con il cambio al volante, ed era preparata seguendo alla lettera il regolamento Rally GT, dalla vicentina Ram Autoracing, allora come oggi officina autorizzata Ferrari sia per vetture stradali che da competizione. Con questa vettura Forato ottenne dei risultati molto lusinghieri nel corso degli anni, soprattutto nel 2010 quando partecipò alla International Rally Series, un campionato organizzato dalla CSAI (ai tempi quella che è adesso ACI Sport) basato sui rally-ronde. Forato giunse spesso a podio preceduto soltanto dalle WRC, e comunque conquistò a fine stagione il titolo RGT. Ma è comunque al Monza Rally Show che si poteva assistere a indimenticabili evoluzioni della 430. Gli organizzatori della gara brianzola inserivano in gara anche la categoria GT che ammetteva al via non solo le RGT ma anche vetture dei vari trofei di marca. Forato si trovò a lottare quindi con lo squadrone delle Lotus Exige di Stefano D’Aste, grande tecnico e pilota, vetture bellissime ma molto lontane da una RGT. Forato riuscì a vincere la categoria solo nel 2008 giungendo secondo tutti gli altri anni. Vale la pena comunque ricordare che nel 2010 e nel 2011 Antonio Forato partecipò con la stessa vettura anche al Campionato Italiano Velocità in salita vincendo la categoria GT in entrambe le occasioni.

Edo3000V6, alias Edoardo Gallini, ha realizzato la 430 F1 che ha partecipato al Monza Rally Show del 2011, ultima partecipazione di questa vettura ad un rally. La base di partenza è un die-cast: l’abitacolo è stato modificato con l’aggiunta delle leve del cambio al volante, del freno a mano idraulico, delle cinture di sicurezza. All’esterno sono presenti ganci traino, ganci fermacofano, staffe portafari in fotoincisione. Tutti gli accessori fanno parte del “catalogo” di Edo3000V6.

Ovviamente Edoardo ha realizzato anche le decals. Per chi volesse realizzare il modellino Edo mette a disposizione quanto necessario, ovvero le sole decals oppure le decals e tutti gli accessori. È possibile comunque richiedere anche la realizzazione del modello pronto per la vetrina. Potete contattare Edoardo a questo indirizzo: info@edo3000v6.com

Attenzione alle sbandate!

di Renato Scotti di Uccio

Perché collezioniamo?

La risposta più semplice e più vera, senza orpelli pseudo-psicologici, è: “Perché ci piace!

Questa risposta è molto meno banale di quanto appaia.

Ma non voglio parlare di questo. Voglio solo ricordare che molto spesso il piacere è proprio quello di riguardare le proprie collezioni con occhio critico per godere ancora una volta di quella entusiastica (fanatica? accanita…? fate voi), ricerca del particolare che caratterizza tutti i modellisti/collezionisti.

Nel fare questo, mi sono imbattuto nella Ferrari 250 LM che ha partecipato al Tour de France nel 1969, quella con la ruota di scorta sul cofano posteriore, per intenderci.

Tra le mani ho il mio vecchio Best (versione Lorenzi) che confronto con le foto del mio archivio e con quelle che trovo sul web. Così mi imbatto in un interessante vecchio articolo (del 2019) su Pitlane.com che parla del “nuovo” modello della Looksmart che riproduce questa stessa vettura1.  

Bellissimo articolo, di quelli che leggo con maggiore attenzione (è vero, sono malato!).

Il modellino nell’articolo è giustamente apprezzato per la qualità della riproduzione ma viene comunque segnalato un piccolo errore nei colori della targa: non dei numeri ma di solo un piccolo scudetto!

Roba da “stra-malati”! Bellissimo!

Da qui sono scattate le ricerche per capire come fosse realmente quella targa posteriore e quella anteriore (che non veniva menzionata nell’articolo)! Ricerche nei siti di targhe (che frequento spesso perché anche io sono maniaco della precisione delle targhe) e nessun esempio di targhe svizzere di quell’epoca con numeri rossi. Eppure le foto della vettura da competizione ci sono, forse un po’ sbiadite ma ci sono.

Inoltre mi fido di David per cui cambierò le targhe al mio vecchio Best/Lorenzi, visto che anche la stessa Best ne ha fatto una versione aggiornata (anzi, più di una).

Da questa ricerca però è scaturita una ben più “grave” considerazione a proposito dei modelli di Looksmart, che sono sempre stati da me considerati tra i più belli e precisi in circolazione… fino a quando non mi sono fermato a guardarli con occhio più attento.

In questo caso Looksmart sembra essere scivolata su una buccia di banana, ma purtroppo in altri casi ha proprio preso delle sbandate rovinose, tanto da finire decisamente fuoristrada!

Ne cito quattro perché sono gravi e la cosa mi dispiace molto, proprio per la stima che ho sempre avuto nei confronti di questa marca.

Cominciamo dal più banale:

Ferrari 250 LM presentazione al salone di Parigi: Il modello in scala è molto ben fatto ma ha i sedili di colore diverso dal blu tipico dei sedili delle Ferrari dell’epoca.

Poco male, direte voi, potrebbe trattarsi della riproduzione dell’auto restaurata. OK… ma andrebbe detto. Invece viene venduta come riproduzione “press version” Parigi del 1963.

Purtroppo il secondo caso è più grave:

Ferrari 250 LM berlinetta speciale Pininfarina: il modello in scala ha il passo identico a quello delle altre 250 LM della stessa casa per cui è sbagliato di almeno 5 mm.

Infatti la Stradale Pininfarina (#6025) aveva un passo di 2600 mm, invece di 2400 mm.

Un’altra Stradale, realizzata su una vettura competizione (#5995) esiste, ha il passo 2400 mm e la sua linea è ben diversa da quella di Pininfarina (non solo per i dettagli).

Il modellino Looksmart appare bello e pulito… ma purtroppo anche in questo caso non è quello della vettura che intende riprodurre (a prescindere dai galletti delle ruote a raggi se siano posizionati nel modo giusto o sbagliato)! Infatti l’errore del passo condiziona molto la linea dell’auto.

Ancora più grave il terzo caso.

Ferrari Mondial T: l’errore colpisce tutta la famiglia delle Mondial t, sia coupè che spider.

La fiancata è completamente sbagliata perchè la linea dei passaggi ruota è uguale a a quella del modello precedente (Mondial 3.2) con un risultato completamente diverso da quella dell’auto vera, ben visibile nelle foto.

Non è un particolare di poco conto, perchè la caratteristica dell’ultima versione delle Mondial è proprio la scomparsa dei piccoli allargamenti sui passaggi ruota, sostituiti da una complessiva bombatura dei parafanghi.  Un disegno completamente nuovo della fiancata che alleggerisce e ingentilisce la linea di tutta l’auto.

Quello che fa dispiacere (e induce a pensar male) è che il modellino così fatto riprende le linee della precedente 3.2 cambiando solo la presa d’aria della fiancata.

Per fortuna mi sembra che il modello non sia più in produzione ma sarebbe bello se Looksmart facesse un modello corretto, offrendo uno sconto a tutti coloro che riportano indietro quello sbagliato.

Che bella azione di marketing sarebbe!

Infine cito quello che onestamente mi fa più ridere e che spero sia già stato corretto.

Infatti non ho acquistato il modellino e parlo solo delle foto che appaiono nei negozi on-line…

Ferrari 250 LM vincitrice alla 1000 Km di Parigi nel 1966: è sbagliata solo una “piccola” cosa all’interno dell’abitacolo mentre il resto è veramente ben fatto!

Un errore “piccolo” ma “visibile”: il modellino ha la guida a sinistra anziché a destra!!! Pazzesco!

Potrebbero essere foto pre-serie: infatti ci sono foto con l’unico tergi anteriore talvolta a destra e talvolta a sinistra… ma sempre con la guida a sinistra!

Speriamo davvero per la Looksmart che siano foto pre-serie ma in tal caso dovremmo veramente porci qualche dubbio sulla professionalità di tutta la filiera commerciale!

Mi scuso se mi ripeto. Queste considerazioni sono quelle di un innamorato che ancora ama (la marca, i suoi modellini, le sue scelte) ma che non può fare a meno di soffrire quando vede che esigenze commerciali, di qualunque genere esse siano (economie di scala, rapidità di realizzazione dei prototipi o altro), inficiano il lavoro di tanti bravi prototipisti.

David nell’articolo citava Codolo che spesso ha apportato qualche modifica alle sue produzioni, così come spesso ha fatto Best.

Bravissimi davvero per quello che hanno corretto …e speriamo che riguardino anche altri modelli che hanno in produzione.

Altri costruttori non sono stati così umili nell’ammettere sbagli. Si badi bene: non sto parlando della dimenticanza di qualche decal (che pure capita) o della mancanza di piccoli dettagli (pure questi comunque importanti).

Sto parlando di errori gravi, che colpiscono non perché i modelli siano brutti ma proprio perché le vetture che riproducono sono diverse.

Amici costruttori, siete nati con le nostre stesse passioni che avete saputo coltivare molto più e meglio di noi collezionisti.

Per tale motivo continuate a seguire, leggere, approfondire quello che noi malati vi segnaliamo.

Siete i nostri “pusher”, ci fidiamo di voi, non “viviamo” senza le vostre “somministrazioni”, non “tagliate in malo modo” la “roba” che ci vendete!!!

“E tu, David, nostro Vate, tira fuori quella targa che raccogliesti da bambino2 sulle strade di Francia senza sapere quanto sarebbe stata importante oggi, per tacitare anche gli ultimi scettici!

Ora mi rimetto al lavoro per correggere la mia vetusta Ferrari LM di Best/Lorenzi… bene attento a non modificare i fari anteriori che sul Best sono senza cupolette.

Sul modello Looksmart le cupolette ci sono e David ha elegantemente già risposto in merito dicendo che, pur non essendoci foto che le ritraggano “non si può escludere che ci siano state”. 

In altri momenti mi sarei fidato di Looksmart… ora i miei dubbi si sono rafforzati!

  1. https://pitlaneitalia.com/2019/09/23/ancora-sulle-targhe-e-una-buccia-di-banana-svizzera-la-ferrari-250-lm-del-tour-auto-1969-di-looksmart/. ↩︎
  2. Nota di David: O Renato, dammene degli altri di anni, tanto mi sento poco vecchio… ↩︎

Formula 1, Geronimo La Russa (ACI Milano): “Il GP di Monza anche dopo il 2025”

“Il Gran Premio d’Italia e l’Autodromo di Monza sono un’occasione unica e inimitabile per promuovere le eccellenze della Brianza, della Lombardia e, più in generale, di tutto il nostro Paese. Dobbiamo unire tutte le forze in campo per fare in modo che Monza continui a essere protagonista indiscusso del Campionato mondiale anche dopo il 2025. Un obiettivo che, ne sono certo, riusciremo a raggiungere perché questa pista è la storia della Formula Uno e l’entusiasmo degli appassionati che affollano le nostre tribune ha davvero pochi eguali nel resto del mondo”.

Lo ha detto Geronimo La Russa, presidente dell’Automobile Club di Milano, che nel 1922 realizzò il circuito monzese, intervenendo alla presentazione della 95esima edizione del Gran Premio d’Italia. Nel ringraziare tutti i lavatori che materialmente hanno realizzato i lavori di ammodernamento della pista “consentendoci di proporre un ‘Tempio della Velocità’ che si è rifatto il look con una veste rinnovata e ancora più avvincente”, Geronimo La Russa ripensando alle recenti Olimpiadi di Parigi e guardando ai Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026 ha lanciato la proposta di “unire le forze per far sì che l’Autodromo, con il Parco e la Villa Reale, diventi luogo iconico da visitare durante tutto il periodo che, a partire dal prossimo anno, ci accompagnerà verso le Olimpiadi Invernali con aperture speciali e ed eventi che richiamino a Monza turisti e chi non ha mai avuto il piacere di conoscere queste realtà”.

foto copyright Actualfoto (Raul Zacchè)

Modelli del passato: Small Wheels, Ferrari 275 GTB/4 1:43

Sono inconfondibili i modelli speciali inglesi dalla fine degli anni ’70 all’inizio degli anni ’90: marchi come Western Models, Brooklin, SMTS, tanto per citare solo i più famosi, si fecero apprezzare per una produzione molto particolare, fatta di metallo bianco, pochi dettagli e una generale robustezza che li rendeva probabilmente gli eredi neanche troppo lontani dei Dinky e dei Corgi. Del resto, alcuni prototipisti di questi speciali avevano lavorato nel settore diecast e la “mano” si riconosceva eccome. Di fronte alla delicata raffinatezza della scuola francese e tutto sommato anche di quella italiana, gli speciali inglesi potevano sembrare un po’ grossolani, e probabilmente lo erano. Ma il colpo d’occhio era sempre d’effetto, con linee corrette e – nei factory built – verniciature e finiture di ottimo livello.

Insomma, questi modelli o li ami o li detesti. Certo, oggi non avrebbe molto senso ostinarsi a continuare su quella linea, tant’è vero che i marchi britannici hanno vissuto una certa crisi per non aver saputo (o piuttosto potuto) adeguarsi all’evoluzione dei processi di prototipazione e di produzione.

Del resto, adattare semplicemente i dettami della vecchia scuola alle esigenze moderne, magari accrocchiando qualche fotoincisione qua e là rischia di far smarrire definitivamente la strada di casa. Questi sono modelli che rendono con i tergicristalli nichelati, ruote in metallo e senza tutto quell’affastellarsi di dettagli che tutto sommato non rendono neanche sui ben più blasonati AMR.

Il modello di questo articolo è una Ferrari 275 GTB/4, factory built di Small Wheels. Il marchio venne fondato nel 1983 da Dave Evans e Sue Pinnington, che commissionarono a Western una serie di 1:24 venduti in kit e montati: pezzi veramente pregevoli, ancora oggi molto ambiti e difficili da trovare in condizioni perfette. Small Wheels aggiunse poi una gamma in 1:43, derivante dal marchio Classic43, che Evans e Pinnington avevano rilevato da Brian Harvey di GPM1. Nel 1989, Small Wheels venne acquistata dalla stessa Western che continuò a usare il nome come sotto-marchio2.

La gamma Small Wheels in 1:43 fu piuttosto ricca, con una netta predilezione per soggetti britannici, ma non mancarono vetture di altri paesi come Stati Uniti e l’onnipresente Ferrari, un nome che tirava sempre e comunque. Ma era pur sempre una Ferrari in salsa britannica, con tanto di guida a destra e naturalmente targa del posto.

I factory built della 275 GTB/4, uscita nel 1989, erano venduti in una selezionata gamma di colori: rosso, ovviamente, e argento. La 275 GTB/4 in Italia non venne particolarmente apprezzata, ma nel corso degli anni l’Equipe Tron di Loano, poi Milano43 di Paolo Tron la trattarono con continuità. Come GTB/4 l’appassionato dell’epoca aveva a disposizione l’ottimo kit Tron, il cui master si deve a Luca Tameo, e come modello montato si poteva cercare il giapponese CAM, che aveva un costo esorbitante. Come diecast, alla fine 1985 era uscito il Box Model e molti si accontentavano di quello.

Ma la 275 GTB/4 “inglese” di Small Wheels possedeva un fascino tutto suo, esotica esattamente come può esserlo una Ferrari vera con la guida a destra e magari il simbolino del RAC fissato alla calandra. Te l’immagini parcheggiata in qualche prato a Brands Hatch o a Oulton Park oppure davanti alla sede del BRDC a Silverstone.

Come sempre, tutto sta nel collocare storicamente ogni modello, requisito fondamentale per apprezzarlo e per

  1. I master di Classic43 si dovevano a Richard Stokes mentre le fusioni vennero realizzate in un primo momento da Brooklin, poi da Western. ↩︎
  2. Amministrativamente, Small Wheels Ltd continuò a vivere come un’azienda a parte. Sulle confezioni dei modelli si leggeva che Small Wheels era “an associated company to Western Model Cars”. ↩︎

Sabato 7 settembre il Circuito del Garda

Sabato 7 settembre sarà disputato il Circuito del Garda, abbinato alla Tenzone d’Estetica Dannunziana. Organizzazione di Automobile Club Brescia e Club della Mille Miglia “Franco Mazzotti”.

Informazioni e iscrizioni sono disponibili su www.circuitodelgarda.it