Ferrari al GP d’Olanda F.1

photo copyright Ferrari Media

Solido e AMR graffiti

Scartabellando altri numeri dell’Automobile Magazine, il nostro lettore Jean-Marie Callegher ci invia altre due gustose immagini, tratte dal numero di luglio 1974. Abbiamo una pubblicità dei famosi carnet di trasformazione Solido e una foto con una lunga didascalia, che illustra un paio di elaborazioni di André-Marie Ruf.

La BMW fu ricavata da una 2800CS di Märklin mentre la Porsche 911 Carrera Turbo, in configurazione test Paul Ricard pre-1974, derivava da un Mebetoys.

Nella stampa automobilistica e modellistica dell’epoca troviamo spesso notizie e dettagli sulle tante trasformazioni che Ruf completava sulle varie basi diecast. E chissà che la Porsche del Paul Ricard non sia la prima fase del lavoro di prototipazione che condusse al primo AMR?

Sulla Route Nationale 9

In uno dei miei lunghi giri sono finito a Saint Pourçain-sur-Sioule, cittadina del dipartimento francese dell’Allier, nota per i suoi vigneti ma anche per gli splendidi paesaggi negli immediati dintorni. Destinazione, recupero di alcuni pezzi che aspettavano da un po’ e che potrebbero raccontare diverse storie modellistiche. Forse ne riparlerò. Nella foto vedete una WM-Peugeot di Ampersand, che rende un po’ l’idea del tenore dei modelli.

Riprendo la Route Nationale 9, direzione Le Mayet-d’Ecole, dove c’è una piccola friterie che serve uno steak haché con frites che neanche in Belgio. Incrocio un Estafette che non sta andando a un raduno di veicoli d’epoca ma che sta semplicemente portando della frutta da un posto a un altro. In certe zone dell’Europa si respira ancora l’autenticità e la spontaneità. Del resto la provincia francese è lontana anni luce dai deliri radical chic di Parigi, che sono i deliri di Milano, di Francoforte o di Londra; no, forse Londra meno, perché Londra è ancora un pianeta a sé.

Ogni tanto mi concedo questi vagabondaggi solo parzialmente premeditati per esorcizzare l’omologazione che ti vorrebbe barricato in casa a ordinare gli Spark in pigiamone dopo aver ingurgitato una cena fatta arrivare con Deliveroo. Il senso della vita è viaggio, è luce, è incontro. Il contrario di queste cose è la morte. E’ anche scelta personale e diversificazione.

E così, proprio per diversificare al massimo, mi mangio nel giardino retrostante il mio steak haché accanto alla scatola che contiene un po’ di modelli che Spark ha già fatto, quindi che ve li posto a fare. La cameriera mi chiede, visto che tira vento e che per paura che cada dalla sedia tengo la scatola incastrata fra i piedi, se dentro ci sia qualche bestia strana. Le rispondo di sì ma non nel senso che pensa lei. Già convinta di avere a che fare con una qualche specie di bizzarro caso sociale (devono passarne diversi, fra cui due strani tipi con un’auto targata – guarda caso – dipartimento della Sarthe).

Esco con la mia preziosa scatolina, tira parecchio vento e la pressione dell’aria si sta rapidamente abbassando. Per stasera sono previsti forti temporali. Passo da Gannat, c’è un negozio di brocante ma è chiuso per pausa pranzo. Temendo di trovare anche più del dovuto, salto a piè pari anche la festa municipale di Aigueperse, con annessa maxi vendita di roba vecchia – e si sa che nella Francia di provincia nelle maxi vendite di roba vecchia si possono annidare cose interessanti di ogni tipo. Fatto un chilometro, già rimpiango di non essermi fermato ma il viaggio impone di andare avanti. Ci saranno altre occasioni.

Oggi pensavo che recuperare modelli è una ricerca del tempo perduto. In fondo nella vita uno insegue (e dice) sempre le stesse cose, per anni e anni. Le trova, può perderle, poi le ritrova in un meccanismo che a volte può avere qualcosa di magico o sovrannaturale. O forse è solo la circolarità del tempo.

L’ultima Daytona Solido per BAM fu un… Verem

Prima sul vecchio blog, poi su PLIT ci siamo occupati abbastanza spesso della Ferrari 365 GTB4 Daytona Gr.4 di Solido, anche in relazione alle decals commissionate a Cartograf dalla Boutique Auto Moto, famosissime e ancora oggi molto apprezzate1. Erano i primi anni ’80, con le edizioni fatte per BAM da Solido a facilitare il compito di chi non aveva tempo o voglia di partire da un kit o di sverniciare e riverniciare un modello della produzione standard.

Giusto un trafiletto ma comunque una testimonianza dell’epoca: la notizia dell’uscita del transkit BAM apparsa sul numero 107 (luglio 1988) di Argus de la Miniature

Esiste però un’ultimissima edizione della Daytona, nata dalla collaborazione tra la Boutique Auto Moto e Solido. In questo caso, amministrativamente, fu Verem a essere coinvolta. L’idea venne alla celebre boutique parigina a inizio 1988. Si era ormai in un’altra epoca rispetto ai vecchi fogli di decals di Le Mans. Verem era un marchio nato un paio di anni prima, voluto da Emile Véron (Ver-Em) per diversificare e ampliare l’offerta Solido sotto prospettive mai sperimentate in precedenza.

L’immagine della Daytona Interscope nella foto ufficiale della newsletter di BAM, diffusa alla stampa

Tra i primissimi modelli Verem ci furono – appunto – diversi Solido da competizione, proposti con livree alternative e spesso del tutto inedite, cosa che Solido avrebbe dovuto fare dieci anni prima ma lasciamo perdere. Risorsero dalle nebbie del passato Lola T280, Porsche Carrera 6, 911 Carrera RS, Alfa Romeo Giulia TZ, Mirage-Ford o Daytona Gr.4, per la gioia dei nostalgici e di chi aveva sempre sognato un’offerta un po’ più ampia del tradizionale kit Solido2, ad occupare gli spazi che Solido non aveva mai voluto3 saturare del tutto.

Nella sua offerta sempre più vasta e pure un po’ caotica, Verem aveva continuato a sfruttare questo filone negli anni successivi, con soggetti come la BMW 530 o le Porsche 917/10 e 935. Improvvisamente in Solido avevano scoperto che tutto faceva brodo.

A quel punto, in BAM dovettero chiedersi: “e che siamo più scemi, noi?”. La documentazione a Jean-Marc Teissedre e compagni non mancava e venne scovata una particolare versione della Daytona – oggi notissima, all’epoca praticamente sconosciuta ai più – ossia la nera Interscope pilotata alla 24 Ore di Daytona 1975 da John Woodner e Fred Philips, settimi assoluti e primi in GT e in Gruppo 4.

Una livrea bella e suggestiva, quella sì nota agli appassionati soprattutto per le Porsche 934 e 935 che non erano state trascurate dalla BAM stessa, né dalle varie Record, Starter e Provence Moulage.

La Daytona nera per BAM era commercializzata in una scatola standard Verem

L’esistenza di un marchio prêt-à-porter come Verem in questo caso facilitava le cose: la marca era stata creata anche per facilitare l’iniziativa di vari committenti più o meno ufficiali, un po’ quello che oggi fa Spark.

Le decals vennero commissionate come al solito alla Cartograf di Bologna, una scelta quasi obbligata se si voleva andare sul sicuro in termini di serietà e di qualità.

Decals Cartograf e istruzioni in bianco e nero fotocopiate e corredate anche di qualche indicazione supplementare: il tipico transkit della Boutique Auto Moto

Il modello Verem per BAM era la classica Daytona Gr.4, verniciata in nero lucido e piazzata nella scatola vetrina tipica dell’epoca, in cui erano infilate le decals e un foglietto di istruzioni che ricordava molto da vicino lo stile di quelli distribuiti anni prima per le trasformazioni di Porsche 934, 935, BMW M1 e così via.

Il transkit fu commercializzato all’inizio dell’estate e incontrò la curiosità dei collezionisti ma probabilmente non era già più il tempo per operazioni di questo tipo. Il riscontro di vendite fu buono ma non eclatante. Anche se idee simili potevano avere ancora una loro valenza, le richieste dei quantitativi minimi sia da parte di Verem sia da parte di Cartograf non giustificavano più determinati investimenti. E – sia detto per inciso – il tema Daytona non tirava mai come una 24 Ore di Le Mans.

In un’ideale vetrina la Daytona numero 0 di Future Models (qui un raro esemplare factory built perfettamente conservato) potrebbe fare da pendant col transkit BAM-Verem

Curioso tra l’altro pensare che proprio in quel periodo un produttore di kit, la Future Models di Scandicci (Firenze), aveva tirato fuori un’altra Daytona della 24 Ore di Daytona 1975, la numero 0, commercializzata sia in kit sia factory built. Fondata da Sandro Parretti, bravissimo modellista nel senso più ampio del termine, la Future Models meriterebbe presto o tardi una retrospettiva. Ce ne occuperemo.

Tornando alla Daytona Interscope, per quanto ne sappia, quello fu anche l’ultimo transkit BAM. Verem e poi ancora Solido avrebbero continuato a sfruttare uno stampo ormai carico d’anni, facendo edizioni “presentazione” o puntando sulle solite versioni di Le Mans, ancora con le onnipresenti decals Cartograf.

  1. Si veda ad esempio questo link: https://pitlaneitalia.com/2023/02/08/la-ferrari-365-gtb-4-gr-4-di-solido/ ↩︎
  2. Va ovviamente ricordato il periodo 1982-1984 che portò ai vari Solido-2, Top43 e Sport Cars, con logiche e vicende piuttosto diverse. ↩︎
  3. Sembra si trattasse proprio di una scelta precisa e premeditata, per quanto quasi incredibile e per molti versi irrazionale, almeno vista con gli occhi di oggi. ↩︎

Tappa a Sonoma per il Ferrari Challenge

La West Coast accoglie ancora una volta il Ferrari Challenge North America, questa volta per l’evento in programma al Sonoma Raceway. Questa è la seconda tappa che la serie fa in California quest’anno, dopo aver visitato il Raceway Laguna Seca a maggio. Sonoma sarà teatro del penultimo evento negli Stati Uniti per il Ferrari Challenge prima di quello che si svolgerà all’Indianapolis Motor Speedway a settembre. Mentre Indianapolis ospiterà l’atto finale del 2024 per le classi che coinvolgono le 488 Challenge Evo, le 296 Challenge concluderanno la loro stagione alle Finali Mondiali di Imola il prossimo ottobre.

70 anni di Ferrari in America. Il Sonoma Raceway, situato nel cuore della regione vinicola della California settentrionale, è stato un punto fermo del calendario del Ferrari Challenge ogni anno dal 2021 e per altri cinque anni a metà degli anni 2010.

Il round si svolge inoltre sulla scia della Monterey Car Week 2024 a Pebble Beach, che ha visto la celebrazione dei 70 anni di Ferrari in Nord America. Settanta splendide vetture sono state esposte per commemorare il 70° anniversario dell’apertura della prima concessionaria Ferrari negli Stati Uniti, un numero che è esploso negli anni successivi da costa a costa.

Situazione in campionato. La classe Trofeo Pirelli rimane senza un chiaro favorito: Dylan Medler (The Collection) e Roberto Perrina (Ferrari of Seattle) sono a pari merito in cima alla classifica con 243 punti, mentre Matias Perez Companc (Ferrari of Central Florida) è in agguato al terzo posto a soli cinque punti di distanza. Anche David Musial Jr. (Ferrari of Lake Forest) vede la vetta a portata di mano con 229 punti.

Nel Trofeo Pirelli Am, Tony Davis (Continental AutoSports) continua a insinuarsi nel forte vantaggio che Brian Cook (Ferrari of Seattle) deteneva un tempo. Cook ha ottenuto quattro vittorie nel 2024, mentre Davis ha vinto tre delle ultime quattro gare, riducendo il distacco a 10 punti dal rivale.

Nella Coppa Shell, Eric Marston (Ferrari of Westlake) si è presentato a metà stagione con cinque vittorie nelle ultime sei gare, raggiungendo un vantaggio di 32 punti nella lotta per il campionato. I suoi avversari più vicini sono Chuck Whittal (Ferrari of Central Florida) con 230 punti e Yahn Bernier (Ferrari of Seattle) con 222 punti. Nella classe Coppa Shell Am, la situazione è simile per Roger Monteforte (Ferrari of Central New Jersey), che ha ottenuto sei podi consecutivi, tra cui quattro vittorie. Monteforte ha un vantaggio di 29 punti su Steve Check (Ferrari of Rancho Mirage).

Il Sonoma Raceway segna il penultimo appuntamento per le classi del 488 Challenge Evo, che concluderanno la loro stagione 2024 all’Indianapolis Motor Speedway il mese prossimo. Massimo Perrina (Ferrari of Seattle) insegue una stagione imbattuta nel Trofeo Pirelli, con sei vittorie e sei pole position. Nella Coppa Shell, Matthew Dalton (Ferrari of Long Island) e Gerdas Venslovas (Continental AutoSports) sono a pari merito per il titolo con 191 punti a testa. 

Programma. La bandiera verde del Ferrari Challenge North America inizia sabato pomeriggio. Il Trofeo Pirelli scatterà per primo alle 15:50 ET, seguito dalla Coppa Shell alle 16:40 e dal 488 Challenge Evo alle 17:30.

Domenica, la Coppa Shell disputa la prima gara della giornata alle 16.35, con il Trofeo Pirelli alle 17.25 e il 488 Challenge Evo alle 18.15.

Tutte le gare del Ferrari Challenge saranno trasmesse in diretta streaming sul canale YouTube Ferrari e su FerrariRaces.com.

Modelli del passato: Fiat 2300S Coupé Mercury

Nei giorni scorsi abbiamo evocato la Mercury a proposito di un bel ritrovamento di modelli 1:48 in uno sperduto negozietto di provincia1 ed ecco che riparliamo della mitica casa piemontese grazie a delle foto che tra ieri e stamani ci ha inviato il nostro lettore Jean-Marie Callagher, che ringraziamo sentitamente.

La Fiat 2300S Coupé (art.23) resta uno dei più bei modelli in 1:43 della Mercury, ma – citando la Settimana Enigmistica – non tutti sanno che ne venne commercializzata anche una versione in kit, che a quanto pare restò un caso isolato. Si trattò di una prova per tastare un possibile mercato di montatori? Esigenza di ammortizzare una quantità eccessiva di stampi? Difficile dirlo con esattezza. Fatto sta che nel 1963 la Mercury mise a catalogo questa scatola di montaggio.

In realtà casi come questo se ne registrano nella storia dei vari produttori di diecast anni ’60-70: basti pensare ai Togi ma anche a Dinky e poi a Solido, anche se su quest’ultima andrebbe fatto un discorso a parte, trattandosi di prodotti abbastanza specifici, mirati a collezionisti e modellisti, con versioni esatte e alternative alla produzione standard2.

Molto dettagliate le istruzioni, scritte in un italiano elegante e corretto. La dignità tipicamente torinese che caratterizzava la produzione Mercury!

Per la storia e lo sviluppo delle varie versioni della 2300S Mercury rimando all’eccellente sito di Alberto Spano3. Inutile ripetere informazioni che possono essere reperite in modo rapido e chiaro sul sito Aessemodels.

Concentriamoci invece sul kit: notiamo che la carrozzeria è grezza4. Troviamo poi le bustine con i pezzi in plastica e la calandra trasparente. Le decals ad acqua hanno due cruscotti e due targhe identiche.

La calandra, in plastica trasparente

Quanto è raro questo kit? Diremmo abbastanza insolito anche se non introvabile. Tutto sta – come sempre – nelle condizioni di conservazione.

Il valore di un oggetto di questo tipo consiste a maggior ragione nella sua completa originalità, che è il vero discrimine tra una valutazione di mercato media e una cifra di livello assoluto. Nel suo libro Modelcars made in Italy 1900-1990, stampato nel 2003, Paolo Rampini assegna al kit una rarità di livello tre su cinque, mentre il modello standard è catalogato a due su cinque, una collocazione che ci pare realistica.

  1. https://pitlaneitalia.com/2024/08/20/time-capsule/ ↩︎
  2. In questo si vede chiaramente come Solido avesse un approccio “inconscio” di natura modellistica, pur dichiarando sempre e senza la benché minima esitazione di lavorare e produrre per il settore del giocattolo. Una sorta di schizofrenia latente che ha finito tutto sommato per accontentare bambini e adulti. ↩︎
  3. http://www.aessemodels.it/homepage.htm ↩︎
  4. Alberto Spano osserva come alcune scatole abbiano scocche verniciate: variante di origine o sostituzione successiva con carrozzerie di modelli montati, visto che il kit vale parecchio di più rispetto al modello normale? ↩︎

La Toyota GR Supra GT4 in versione EVO2

Dal lancio della GR Supra GT4 nel 2020, grazie al supporto degli organizzatori di gare e dei clienti, le vendite complessive del modello hanno superato le 120 unità. Gli sforzi dei team e dei piloti le hanno permesso di vincere gare della serie GT4 e gare internazionali in 11 paesi e regioni, ottenere più di 500 podi e diventare campione di classe in tre continenti: Asia, Stati Uniti e Europa.
Una GR Supra GT4 EVO aggiornata per la stagione 2023 presentava freni, maneggevolezza e prestazioni del motore migliorate, rendendo l'auto più facile da guidare per piloti di vari livelli di abilità. Dopo quell'aggiornamento, Toyota Gazoo Racing ha continuato a continuato ricevere direttamente preziosi feedback dai team e dai piloti. TGR ha fissato il debutto in gara della GR Supra GT4 EVO2 all'inizio della stagione 2025.
Nello specifico, le mappature dell'ABS sono state meticolosamente rimesse a punto sui circuiti in Giappone ed Europa per consentire frenate e curve ottimali in base al tipo e all'usura degli pneumatici e alle condizioni della pista. Inoltre, il tempo di scalata è stato ridotto ottimizzando la corrispondenza dei giri attraverso un aggiornamento del software, portando a un migliore controllo della decelerazione durante la frenata per una maggiore velocità in curva. Oltre a migliorare le prestazioni di raffreddamento del motore, dei freni e della trasmissione, le temperature dell'abitacolo sono state ottimizzate per rendere l'auto più facile da guidare anche in condizioni difficili, contribuendo a mantenere un elevato livello di prestazioni. Questi miglioramenti rendono la GR Supra GT4 EVO2 più facile da guidare non solo per i piloti professionisti ma anche per i piloti dilettanti.
Il debutto mondiale della GR Supra GT4 EVO2 è previsto per gennaio 2025 nella prima prova dell'IMSA Michelin Pilot Challenge, che si terrà in concomitanza con la 24 Ore di Daytona.

Le vendite e l'assistenza clienti di GT4 (vendita di pezzi di ricambio e supporto tecnico) saranno gestite da Toyota Gazoo Racing Europe GmbH in Europa, TRD U.S.A., Inc. in Nord America, Toyota Customizing and Development Co., Ltd. in Giappone e altri paesi dell'Asia (esclusa la Cina) e Toyota Motor (China) Investment Co., Ltd. in Cina.

La Porsche Carrera RSR Turbo di AMR a 160 franchi

Il carnet dell’Automobile con annunci vari. All’epoca pescare le riviste giuste e saper spulciare tutto fino all’ultima riga poteva fare la differenza. Qui la Porsche di AMR nuota nel vasto gorgo, gomito a gomito con barbecue, corsi di ballo e prodotti antigelo

Capita spesso, sfogliando vecchi periodici, di imbattersi in curiosità ormai del tutto dimenticate, come certe pubblicità che rivelano un mondo che non c’è più. Il nostro lettore francese Jean-Marie Callegher, che ricordiamo aver dato un contributo fondamentale a proposito della Porsche 917 marchiata JC77 apparsa su PLIT alcune settimane fa, ci ha inviato stamani la scansione di un annuncio pubblicato sulla rivista L’automobile dell’aprile 1975, che informa dell’uscita del primo AMR, la celebre Carrera RSR Turbo. Un modello non certo economico (160 franchi francesi), ma destinato a cambiare il panorama del settore dell’1:43. La possibilità di far punzonare le iniziali dell’acquirente sul fondino insieme al numero di serie trova riscontro in alcuni esemplari che ho visto di persona nel corso anni. Ma non dovettero essere in moltissimi ad approfittarne. In quel periodo Ruf aveva già in mente almeno uno dei modelli successivi della produzione, la Jaguar XJ berlina.

Un esemplare unico della Porsche 911 Speedster

Dal 1954, le varianti Speedster sono parte della storia di Porsche. Nella vicenda del modello 911 c’è però un vuoto. Dal 1988, con la fine della Serie G, Porsche decise di offrire una vettura a due posti di questo tipo e, dal 1989, una basata sulla 964. Ad eccezione di due esemplari unici e, molto più tardi, di un modello ricostruito nell’ambito di un restauro a cura di Porsche, non esisteva alcuna Speedster della quarta generazione della 911, la 993, all’interno gamma di serie. Luca Trazzi, un designer appassionato di Porsche e collezionista di Speedster, ha realizzato il suo sogno di avere una 911 (generazione 993) Speedster attraverso il programma Sonderwunsch. Il risultato è una vettura unica basata interamente sulla personalissima visione del designer.

“Inizialmente mi sono guardato intorno, ma non riuscivo a trovare l’auto sportiva dei miei sogni, così ho deciso di costruirla da solo”. Luca Trazzi ha fatto sua questa leggendaria frase di Ferry Porsche. E l’affermato designer milanese non si è limitato a sognare, ma è passato all’azione. Nella vasta collezione di Speedster dell’appassionato del marchio Porsche mancava una 911 Speedster della generazione 993.
Luca Trazzi si è rivolto al team Sonderwunsch di Porsche per realizzare il suo progetto. Insieme agli esperti, ha trasformato in realtà l’auto dei suoi sogni. Ci sono voluti più di tre anni per realizzare il suo esemplare unico basato su una 911 Carrera Cabriolet (tipo 993) del 1994. La due posti con il caratteristico cofano posteriore, che è stata anche sottoposta a una serie di modifiche tecniche, è stata una delle protagoniste della Monterey Car Week di quest’anno (dal 9 al 18 agosto 2024), in California.

“Ero un ragazzo quando mi sono innamorato perdutamente della Porsche Speedster. Ho dovuto lavorare sodo per potermi permettere il primo esemplare, una 1600 Super del 1955. Da allora, sono riuscito a coltivare questa mia passione, o più precisamente, la mia Speedster-mania”, racconta Luca Trazzi. “Il mio sogno era quello di completare la mia collezione con una 911 Speedster della 993. Spinto dalla passione, ho realizzato un disegno di come avrebbe potuto essere questa vettura. Volevo che questo progetto riunisse gli elementi stilistici di tutti i precedenti modelli Speedster. Infatti, sebbene questa versione di carrozzeria abbia sempre continuato a evolversi nel corso della sua storia, ha comunque conservato l’eleganza dei suoi predecessori rimanendo fedele alle sue origini.”

“In questa veste e con una gamma così ampia di modifiche, la 911 Speedster costituisce la nostra prima Factory One-Off realizzata per un cliente finale”, ha spiegato Alexander Fabig, Vice President Individualisation & Classic di Porsche. “Questo esemplare unico dimostra ciò che è possibile fare con il nostro programma Sonderwunsch, basandosi su una Porsche 911 Classic del 1994”. Il team del progetto ha persino costruito un modello in scala della Speedster.

“Avere un designer come cliente è stata un’esperienza stimolante per me. Siccome io e Luca parliamo la stessa lingua, la nostra collaborazione è stata estremamente creativa e mirata”, racconta Grant Larson, responsabile dell’area Special Project Design. “Inoltre, ha partecipato al progetto in modo attivo, fornendo suggerimenti molto specifici”.

Il progetto è iniziato con una visita agli archivi della Casa automobilistica per approfondire la storia della Speedster e trovare ulteriori idee. Luca Trazzi è arrivato a questo primo incontro con una cartella piena di bozze e schizzi e con un’idea molto chiara di come voleva realizzare la sua personalissima Speedster. Ciò corrispondeva alla filosofia che ispira i modelli Factory One-Off, secondo la quale prima che la vettura unica sia terminata, è necessario concentrarsi su un processo congiunto di sviluppo creativo dell’auto. Il cliente diventa un membro attivo del team di progetto e segue da vicino la realizzazione della sua idea dal punto di vista di un project manager.

Durante il progetto, Luca Trazzi si è recato più volte in Porsche, facendo buon uso del tesserino di riconoscimento rilasciatogli in occasione del progetto. Tra l’altro, ha assistito all’immersione della Speedster nel bagno di verniciatura catodica nel reparto dedicato in fabbrica. Si tratta di un’operazione altrimenti riservata alle auto nuove durante il normale processo di produzione. Poi è iniziato il ciclo completo di verniciatura manuale. La vernice per la carrozzeria giallo brillante non solo è stata sviluppata come tonalità specifica per il cliente, ma si distingue anche per il nome decisamente particolare, visto che è stato ripreso da quello del cane del cliente, Otto. Durante una riunione, il designer ha scelto di chiamare la vernice con il nome del suo compagno a quattro zampe, e così è nato il “Giallo Otto”.

“Il cofano posteriore, con il suo andamento concavo e convesso, ha richiesto molto lavoro nelle fasi di progettazione, ideazione e produzione”, ricorda Philipp Setter, Manager di Sonderwunsch Customer Consulting. “Ma anche in questo caso siamo riusciti a conciliare le idee progettuali di Luca Trazzi con i processi e gli standard di qualità Porsche. Dopotutto, il nostro motto in Sonderwunsch è “Voi la sognate, noi la costruiamo”.

Il cofano posteriore e il parabrezza sono tipici della Speedster e sono contornati solo da una sottile cornice nera che ne intensifica l’effetto. Altre caratteristiche degli esterni che colpiscono sono gli specchietti retrovisori esterni neri e conici, che riprendono la classica linea delle auto sportive degli anni ’60, e le luci diurne a quattro punti dei modelli Porsche moderni. La silhouette del cofano posteriore è stata completamente ridisegnata da Luca Trazzi.

La Speedster è verniciata in Giallo Otto, un giallo intenso sviluppato appositamente per la vettura. I cerchi in lega leggera da 18 pollici con design Turbo sono verniciati in nero, con profilo a contrasto in giallo. Le protezioni para-sassi nere poste davanti alle ruote posteriori sono elementi di design funzionali e caratteristiche di spicco provenienti da altre generazioni della Speedster. Sono in sintonia con le maniglie delle portiere nere e le prese d’aria dello spoiler anteriore. La Factory One-Off presenta uno stile sportivo poiché gli esperti del programma Sonderwunsch si sono ispirati allo spoiler anteriore, alle minigonne laterali e alle ali posteriori della 911 Turbo (tipo 993). Gli indicatori di direzione, le luci posteriori e la fascia luminosa sono stati reinterpretati.

All’interno della vettura dominano i rivestimenti in pelle nera con impunture decorative in giallo. Sui poggiatesta è ricamato il logo Speedster. L’elemento di spicco dell’abitacolo è costituito dalle sezioni centrali dei sedili, caratterizzate da un motivo quadrettato in giallo e nero: un capolavoro di maestria artigianale, in cui ogni singolo quadretto è stato realizzato appositamente e cucito a mano. Lo stesso motivo si ritrova nel bagagliaio anteriore rivestito in pelle, nella copertura dell’auto e nella borsa da turismo abbinata. Gli elementi in carbonio sul cruscotto, sulla console centrale e sulle leve del freno a mano e del cambio conferiscono ulteriore individualità all’allestimento interno. Anche gli schienali dei sedili sono in carbonio. Per la prima volta in una Porsche 911 del Tipo 993, i profili sottoporta in carbonio si illuminano – naturalmente in “Giallo Otto” – e recano un logo personalizzato.

A bordo è presente un modernissimo sistema di infotainment, completo di sistema di navigazione e Apple CarPlay, rappresentato dal Porsche Classic Communication Management (PCCM). Questi dispositivi sviluppati da Porsche Classic e installati in retrofit aprono le porte del mondo digitale alle auto d’epoca e contemporanee del Marchio. Anche la schermata iniziale è stata personalizzata per il cliente.

L’attenzione ai dettagli è sottolineata anche dagli interruttori degli alzacristalli elettrici, i cui simboli sono stati ridisegnati riportando il tipico profilo laterale della Speedster. Il badge “One-Off” dorato sul cruscotto attesta l’unicità della vettura.

Il motore, il telaio, lo sterzo e l’impianto frenante provengono dalla 911 Carrera RS (tipo 993). All’epoca, il boxer a sei cilindri raffreddato ad aria era il motore più potente di Porsche, con una cilindrata di 3,8 litri in grado di sviluppare 221 kW/300 CV.

Ad oggi, esistono esattamente due esemplari della 911 Carrera Speedster basati sulla generazione 993. Il primo è stato sviluppato nel 1995 dal reparto Exclusive appositamente per Ferdinand Alexander Porsche. Si tratta di un’auto di colore verde, con cerchi in lega leggera da 17 pollici e cambio Tiptronic, realizzata sulla base della carrozzeria Carrera. Questa vettura è ora esposta nel museo della Casa, in prestito dalla famiglia. Una seconda 911 Speedster (993) è stata costruita nel 2001 per l’attore americano Jerry Seinfeld prendendo spunto da una delle ultime 993 Cabriolet del 1998. La Speedster è stata consegnata all’attore di sit-com come modello 4S con larghezza Turbo, cerchi da 18 pollici e carrozzeria argentata.

La Speedster qui presentata non solo è diversa per origine, ma si distingue dai suoi predecessori anche per il suo design unico e i componenti tecnici.

Porsche reinterpreta il suo leggendario programma Sonderwunsch risalente alla fine degli anni Settanta per consentire la realizzazione di vetture personalizzate e uniche, progettate insieme al cliente e realizzate a regola d’arte da Porsche. Questa opzione di personalizzazione è disponibile per le Porsche omologate di qualsiasi età. A seconda dell’auto, gli interventi vengono eseguiti dagli esperti di Porsche Exclusive Manufaktur o di Porsche Classic

Sono tre le tappe determinanti per la realizzazione di una Factory One-Off firmata Sonderwunsch nel formato definitivo. Il processo parte dall’idea del cliente, che viene da questi comunicata a un consulente Sonderwunsch tramite il Centro Porsche di appartenenza. Se, dopo una prima valutazione, gli esperti Porsche ritengono che l’idea sia attuabile, Porsche invita il cliente a una riunione per discutere del progetto. In questa fase, le specifiche vengono elaborate insieme a progettisti ed esperti delle rispettive aree. Il cliente decide infine se proseguire e passare alla fase successiva.

La terza fase prevede lo sviluppo dei componenti e la realizzazione della vettura. I reparti di progettazione, ingegneria e sviluppo lavorano a stretto contatto con i meccanici, i carrozzieri e gli specialisti della verniciatura degli impianti di produzione Porsche. Se necessario, possono essere coinvolti anche gli specialisti del Centro di Sviluppo di Weissach o di altre aree della Casa, e possono essere utilizzate strutture di prova come i banchi di prova dei motori. L’auto dei sogni prende forma grazie a un’attività artigianale manuale che vede il costante coinvolgimento del cliente.

Luca Persiani 1984-2024

Si apprendono sempre con incredulità, certe notizie, soprattutto – ed è banale – quando una persona l’hai incontrata tante volte in pista, intervistata, apprezzata nella sua competenza tecnica e sportiva. Ci ha lasciato Luca Persiani, un pilota che l’ambiente dell’endurance conosceva bene per tanti anni di onorato servizio in varie categorie al volante di Ferrari e Lamborghini. Era nato nel 1984 ed aveva accumulato una buona esperienza con le monoposto di Formula Renault e Formula 3000 Masters prima di ritagliarsi una carriera nell’endurance, anche negli Stati Uniti; era poi diventato un apprezzato istruttore. Alla famiglia di Luca vanno le più sincere condoglianze della redazione di PLIT.

Le circostanze dell’incidente che ha causato la morte di Persiani sono ben documentate nel sito Italiaracing.net, cui vi rimandiamo senza stare a ripeterle: https://www.italiaracing.net/Addio-Luca-Persiani-Mancherai-a-tutti-noi/250935/21

Foto di apertura: Luca Persiani con la Ferrari 458 Italia GT3 alla 1000km del Nürburgring 2013, valida per la serie Blancpain. Qui sopra, Persiani al volante della Lamborghini Huracán GT3 affronta l’ultima curva del circuito alla 12 Ore di Sebring nel 2017.