FIA-WEC: livree “storiche” per la BMW M4 LMGT3 Evo #69

Alla notizia, gli sparkofili su Facebook sono entrati in una delle loro solite fasi di puerile eccitazione: una delle due BMW M4 del team WRT che partecipano al FIA-WEC 2026, presenterà una livrea “storica” in ogni gara del campionato.

S’inizia a Imola con la famosa decorazione “Tic-Tac” della M3 DTM, sebbene leggermente alterata (la silhouette oblunga dei celebri confetti è diventata una specie di simbolo dell’infinito per ovvie ragioni di diritti); una livrea che celebra un marchio italiano, che – lo ricordiamo – fu presente anche sulle Porsche 962C Gr.C del team Dauer.

Tutto molto carino ma perché oggi nessuno è più capace di fare qualcosa destinato a diventare un classico di domani?

Il 9 maggio la terza edizione della Firenze-Vallombrosa

E’ in calendario la terza edizione della Firenze-Vallombrosa che si svolgerà il prossimo sabato 9 maggio, promossa dalla Pro Loco Saltino Vallombrosa con il patrocinio del Comune di Reggello e del Comune di Bagno a Ripoli.

Sulla falsariga della buona riuscita delle precedenti edizioni, è stato realizzato un programma all’insegna del divertimento sui tornanti della Consuma e della cultura con visite guidate a luoghi e bellezze naturali.

La quota di partecipazione è di €120,00 a equipaggio di due persone (comprensiva di tutto: visita guidata dello storico Hotel Croce di Savoia con proiezione filmato, aperitivo al Rifugio di Monte Secchieta e pranzo all’Hotel Croce di Savoia)

FIA-WEC a Imola: the early bird

E così, per la crisi in Medio Oriente, Imola si è ritrovata pure il prologo del WEC, infilato in calendario domani 14 aprile. Il giorno cruciale per organizzarsi è diventato quindi questo lunedì, ben lontano dal weekend di gara. Sì perché sembra che i giornalisti arrivino con l’elicottero con i loro bei pass già assegnati e invece probabilmente ciò accade solo a qualche influencer che peraltro non ha un gran bisogno di informarsi troppo sui fatti. Non ne ha bisogno nel senso che non le (femminile) serve.

La particolare posizione di Imola non facilita le cose: tutto deve essere programmato ed eseguito in anticipo, comprese le operazioni di ritiro dei vari accrediti, pass parcheggio, tabard track (o pitlane) e così via. Tra una cosa e l’altra – se tutto va come deve andare – parte una mattinata.

Domani, dunque, il prologo, condito dalla possibilità di fotografare nel dettaglio le auto, quelle nuove e quelle aggiornate. Si mette del fieno in cascina che servirà per la stagione.

L’11 ottobre la prossima edizione della Borsa di scambio alla Fiera di Verona

E’ in programma domenica 11 ottobre l’80ma edizione della Borsa scambio alla Fiera di Verona (Viale del Lavoro 8, uscita casello di Verona Sud). Ingresso gratuito, orario 10-15.

Per informazioni e prenotazioni: tel. 333 5200073 e 335 7726826 / http://www.borsagiocattoliverona.it / e-mail madan@libero.it / Facebook @borsagiocattoliverona.

Il 14 novembre la prossima edizione della Mostra Borsa scambio fermodellistica di Carpi

Dopo la data del 14 febbraio, la prossima edizione della Mostra Borsa scambio fermodellistica di Carpi (Modena) è in programma per sabato 14 novembre, con orario 8-30-15.30, presso il Circolo Graziosi in Via Carlo Sigonio, 25.

Itinerario: dalla stazione FS, linea rossa, fermata Sigonio a 50 metri, vicino alla Coop.

L’ingresso è libero. Per informazioni: tel. 349 444 45 03 / e-mail dionisi194@libero.it.

Norev, una Renault 5 Alpine Excluweb

Norev amplia la propria gamma di esclusive online col lancio di una Renault 5 Alpine 1978 in scala 1:18, proposta in tiratura limitata e numerata di 300 esemplari.

Il modello riproduce una delle versioni più rappresentative della celebre compatta sportiva degli anni ’70, nata sulla base della Renault 5 e sviluppata con aggiornamenti meccanici e un’impostazione più orientata alle prestazioni. In un contesto europeo che, proprio in quel periodo, vedeva affermarsi nuove sportive accessibili come la Volkswagen Golf GTI, la R5 Alpine contribuì alla diffusione del concetto di “hot hatch”.

Il modello Norev (catalogo 185264) riproduce la configurazione del 1978 con carrozzeria color argento e una cura dei dettagli coerente con la fascia collezionistica del marchio. Tra gli elementi riprodotti figurano i cerchi in lega specifici (a “bobina”), gli interni con sedili anteriori monoblocco reclinabili, cofano motore e portiere apribili, oltre alle ruote anteriori sterzanti.

I cinquant’anni della Citroën 2CV Spot

Il 10 aprile di quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario della Citroën 2CV Spot, la prima serie limitata del marchio francese, un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria.

Un’idea nata dalla matita di Serge Gevin
La storia della 2CV Spot inizia nel 1974, nello studio del designer Serge Gevin, che presentò a Citroën due proposte stilistiche dai colori nettamente differenti. La prima giocava su contrasti scuri e sportivi. La seconda, poi scelta, proponeva un’atmosfera completamente diversa: una 2CV arancione con parafanghi bianchi, il cui tetto apribile e i pannelli porta presentavano righe arancioni e bianche ispirate alle tele dei lettini da spiaggia, evocando un’immagine solare ed estiva.
Ci vollero quasi due anni perché l’idea prendesse forma. Nel gennaio 1976, il prototipo definitivo venne fotografato sulla costa della Normandia, nel porto di Honfleur, in pieno inverno. La scelta del luogo garantiva discrezione, poiché in quella stagione pochi turisti avrebbero notato la piccola vettura arancione e bianca parcheggiata davanti alla Lieutenance. I componenti specifici vennero approvati e la produzione programmata nello stabilimento Citroën di Levallois, dove ebbe inizio alla fine di febbraio 1976.
Quanto al nome, l’auto avrebbe potuto chiamarsi “Transat”, termine coniato da Micheline Gevin che esprimeva perfettamente lo spirito balneare del progetto. Poiché il nome era già registrato in Francia, Citroën optò infine per “Spot”.
Ciò che colpisce maggiormente della 2CV Spot è la coerenza della sua identità. Ogni dettaglio è pensato per creare un insieme armonioso: la carrozzeria bicolore Orange Ténéré e Blanc Meije, il parasole a righe arancioni e bianche montato sopra i sedili anteriori, i pannelli porta con lo stesso motivo cromatico, i copricerchi in acciaio inox ripresi dalla Dyane e i sedili in tessuto jersey Orange Vénitien con sedute anteriori separate. Su ciascuna porta anteriore, un adesivo “Spot” in bianco su fascia arancione completa l’estetica.
Tecnicamente, l’auto era una 2CV4, il cui motore da 435 cc permetteva di superare i 100 km/h, con consumi di 5,4 litri, un valore particolarmente contenuto per l’epoca. Il prezzo di vendita era fissato a 13.600 franchi.
Il lancio del 10 aprile 1976 rappresentò un evento di grande rilievo. Per la prima volta, Citroën organizzò una presentazione nazionale sotto forma di concorso all’interno dell’intera rete commerciale, trasformando l’uscita in un vero evento di vendita. I primi ordini arrivarono fin dall’apertura delle concessionarie e le scorte disponibili si esaurirono in pochi giorni. I concessionari si trovarono rapidamente nell’impossibilità di soddisfare la domanda. Le ultime consegne avvennero nel maggio 1976, ad eccezione di poche unità vendute a fine giugno.
Il successo della 2CV Spot superò anche i confini francesi. A partire dall’ottobre 1976, il modello venne commercializzato in diversi Paesi europei, con una produzione dedicata presso lo stabilimento belga di Forest. Mentre Italia e Paesi del Benelux ricevettero versioni con motore 2CV4, come in Francia, gli esemplari destinati a Gran Bretagna e Svizzera furono equipaggiati col più potente 602 cc della 2CV6. Alcune decine di unità vennero inoltre vendute nei Paesi nordici. Ovunque, l’accoglienza fu immediata ed entusiasta. Questa prima serie limitata non sarebbe stata l’ultima per Citroën.
Nel 2026, due grandi eventi renderanno omaggio alla Spot.

Nationale 2CV 2026 — Villiers‑sur‑Loir, 13‑17 maggio 2026
L’associazione DeuchMil26, nella regione di Vendôme, ospiterà a Villiers‑sur‑Loir (Loir‑et‑Cher) il 31° Raduno Nazionale dei Club 2CV di Francia, organizzato sotto l’egida dell’A2CF. Sono attesi quasi 3.000 veicoli per questo evento popolare e festoso, che includerà percorsi turistici, concorsi, un villaggio espositori (con la partecipazione dell’Aventure Citroën), animazioni e ristorazione in loco. L’evento sarà aperto al pubblico il 14, 15 e 16 maggio 2026.

Epoqu’auto — Lione, 6‑8 novembre 2026
Ulteriore segno del riconoscimento di cui gode la 2CV Spot: sarà protagonista del manifesto ufficiale del salone Epoqu’auto di Lione, uno dei più importanti eventi europei dedicati al patrimonio automobilistico. Essere scelta per rappresentare un appuntamento di tale rilievo significa entrare nel ristretto novero delle auto che hanno davvero lasciato il segno. Per la Spot si tratta di un omaggio pienamente meritato: quello di una piccola vettura che, osando essere diversa, ha cambiato per sempre il modo in cui Citroën – e molti altri costruttori sulla sua scia – concepiscono il rapporto tra un marchio e i propri clienti. L’Aventure Citroën sarà presente al centro del Padiglione 5.
La 2CV Spot è visibile su www.citroenorigins.fr, il sito che raccoglie contenuti esclusivi dedicati ad alcuni dei modelli più iconici del marchio.

Walter Becchia, l’italiano dietro il motore della Citroën 2CV
Dietro la creazione della famosa utilitaria del “Double Chevron”, oltre a Flaminio Bertoni, vi fu anche Walter Becchia, un tecnico alessandrino la cui storia merita di essere raccontata. C’è molta Italia nel cuore storico di Citroën. Non solo il design dei modelli classici, opera del varesino Flaminio Bertoni, ma anche il motore della 2CV fu frutto del lavoro di un italiano: Walter Becchia, nato a Casale Monferrato nel 1896.
Becchia emigrò in Francia in giovane età, come molti italiani dell’epoca, a causa della sua opposizione al regime. In Francia trovò impiego presso Talbot-Lago, dove lavorò su motori complessi e prestazionali. Invitato nel 1939 a unirsi a Citroën, iniziò a lavorare presso la storica sede del Quai de Javel solo nel 1941. Becchia fu incaricato di sviluppare il propulsore per la futura “super-utilitaria” TPV (Toute Petite Voiture), che avrebbe dovuto essere un bicilindrico orizzontale, capace di ridurre vibrazioni e garantire un buon bilanciamento.
Lavorando in condizioni difficili durante l’occupazione nazista, Becchia si ispirò al motore di una moto danneggiata appartenente a Bertoni per progettare quello della 2CV. Analizzando e modificando il propulsore della moto, ne creò uno nuovo che fosse affidabile, potente ed efficiente. Nonostante le difficoltà della guerra, Becchia e il team Citroën riuscirono a sviluppare un prodotto davvero innovativo che, nel 1948, avrebbe motorizzato la 2CV.
Il “Tipo A” di Becchia aveva una cilindrata di 375 cc e una potenza di 9 CV, con una velocità massima di 60 km/h e un consumo di circa tre litri ogni 100 chilometri. Nei decenni successivi, fu continuamente migliorato, aumentando la cilindrata e la potenza, fino a raggiungere 29 CV e una velocità massima di 120 km/h nel 1970. Questo motore alimentò non solo la 2CV, ma anche modelli come la Ami, la Dyane, la Méhari e altre derivate, oltre a veicoli come deltaplani e mezzi militari Poncin a sei ruote.
Walter Becchia, con la sua straordinaria inventiva e determinazione, contribuì in modo significativo al successo della 2CV, lasciando un’impronta duratura nella storia dell’automobile.
Col passare degli anni, la 2CV si sviluppò con motori più potenti e divenne la base per altri modelli come l’AMI6, la Dyane e la Méhari. La crisi petrolifera degli anni ’70 e le serie speciali, come la Charleston, contribuirono a mantenere viva la popolarità della 2CV fino al 1990.

Epoqu’Auto 2026, un’anteprima

Dal 6 all’8 novembre 2026, Époqu’Auto 2026 tornerà negli spazi di Lyon-Eurexpo per la sua 47ª edizione, confermando un’impostazione ormai consolidata che unisce grandi esposizioni tematiche, presenza diffusa di club e un’ampia area commerciale dedicata al motorismo storico. L’evento, organizzato dal Club Les 3A, prevede la partecipazione di oltre 200 associazioni e circa 250 volontari, con un’affluenza stimata intorno ai 110.000 visitatori nell’arco dei tre giorni.

Il salone manterrà la propria struttura tradizionale, articolata in “plateaux” tematici dedicati a modelli e marchi che hanno segnato epoche diverse dell’automobile e del motociclismo. Accanto alle vetture esposte, sarà presente una componente commerciale con operatori specializzati nella vendita di veicoli d’epoca, ricambi e oggetti da collezione. Il programma sarà completato da animazioni, incontri e conferenze, oltre a interventi mirati al miglioramento del comfort di visita. Confermata anche l’apertura serale del venerdì fino alle 22.

Protagonista dell’edizione 2026 sarà la Citroën 2CV, scelta come modello simbolo della manifestazione. Il plateau dedicato, intitolato “2 CV séries limitées, 50 ans de couleurs”, proporrà una selezione di versioni speciali che, a partire dagli anni ’70, hanno contribuito a rinnovare l’immagine del modello attraverso livree e allestimenti distintivi, tra cui la nota versione Spot. L’omaggio si inserisce in una rilettura più ampia della 2CV come oggetto culturale oltre che automobilistico.

Tra gli altri temi annunciati figurano i quarant’anni delle BMW M3 e M4, un approfondimento su Bugatti in ambito competitivo, un focus sulla produzione Fiat legata alla “Dolce Vita”, oltre a sezioni competizione (rally, salita e circuito) con attenzione al contesto regionale. Completano il programma esposizioni Autodiva, Formula 2, Voisin nel passaggio dall’aviazione all’automobile, veicoli industriali, tra cui i 60 anni dello Stradair e sulla produzione Berliet e su diverse aree motociclistiche.

Ulteriori dettagli sulla composizione completa delle mostre tematiche e sull’apertura della biglietteria saranno comunicati a luglio.