Ultimate Supercar Garage a Rétromobile 2026

Si è aperta ieri 29 gennaio 2026 alle 10 la rassegna Ultimate Supercar Garage, spin off di Rétromobile al padiglione 4. Ultimate Supercar Garage è una mostra dedicata alle sportive contemporanee, e vede la partecipazione di marchi noti (Ferrari, Bugatti, Lamborghini, Maserati, Alfa Romeo, Aston Martin, Pagani, Bertone…) e meno noti, come accadeva nel recente passato in occasione dei saloni tradizionali, ormai quasi spariti dal panorama europeo. Ultimate Supercar Garage è nato per essere un punto d’incontro fra design, innovazione e prestazioni. Vedremo se l’iniziativa avrà successo e sarà confermata anche nei prossimi anni. A fianco dell’esposizione di vetture è presente una sezione “lifestyle” con oggettistica varia, fra cui i modelli prodotti da Amalgam, di cui parleremo in separata sede.

Rétromobile 2026, le BMW Art Car a Le Mans

L’anno scorso si è celebrato il cinquantennio della prima BMW Art Car, la 3.0 CSL decorata da Alexander Calder che corse alla 24 Ore di Le Mans. La storia affascinante alla base di questa avventura è stata raccontata più volte, addirittura in un album a fumetti1.

In occasione dell’anniversario, la BMW ha organizzato un world tour2, di cui Rétromobile costituisce una delle tappe. Ecco quindi, riunite a Parigi, le sette BMW art car che hanno preso alla 24 Ore di Le Mans, dalla CSL di Calder fino alla Hypercar delle Mehretu, che ha disputato la corsa nel 2024.

All’apertura dell’esposizione, ieri intorno alle 20 è intervenuto anche Hervé Poulain, l’ideatore di un’iniziativa che sulle prime venne bollata da parecchie testate giornalistiche (non dimentichiamolo) come una semplice trovata pubblicitaria. La contemporaneità è spesso una pessima consigliera.

Il potere dinamico dei colori non stanca mai e l’insieme delle auto di Calder, Stella, Lichtenstein, Warhol, Holzer, Koons e Mehretu è ovviamente qualcosa che va oltre la rievocazione di un fatto sportivo, continuando ad ammaliare con il loro messaggio artistico, ora rappacificante, ora trasgressivo, rivoluzionario, innovativo o provocatorio.

  1. https://pitlaneitalia.com/2024/06/10/24-heures-du-mans-1975-1978-lart-dans-la-course/ ↩︎
  2. https://pitlaneitalia.com/2025/09/29/il-bmw-art-car-world-tour-a-retromobile/ ↩︎

Rétromobile, la storia dei rally

Una delle esposizioni tematiche più interessanti a Rétromobile 2026 è quella sulla storia dei rally, organizzata in collaborazione con la Fondazione Macaluso.

Attraverso vetture di grande qualità e pedigree si ripercorre un cinquantennio di gare. Ford Cortina Lotus, Lancia, Fiat-Abarth, Toyota, Lancia, Alpine, Renault e Peugeot forniscono un colpo d’occhio raro in uno spazio dal profondo potere evocativo.

Rétromobile 2026: uno sguardo d’insieme

Dopo l’anteprima per la stampa e per gli addetti ai lavori, si è aperta ufficialmente stamani alle 10 la cinquantesima edizione di Rétromobile alla Porte de Versailles di Parigi. La manifestazione si conclude il 1° febbraio.

Sarà sicuramente un evento da ricordare, con uno spazio espositivo ancora maggiore, nei padiglioni 7.1, 7.2, 7.3 e 4. La qualità è certamente eccezionale – basti pensare alle esposizioni tematiche sulle vetture da rally o sulle BMW Art car a Le Mans – così come il numero e la consistenza degli espositori. Difficile trovare qualcosa di meglio a livello mondiale.

Dal punto di vista logistico, la scelta di spostare la rassegna su uno schema a tre livelli (pian terreno, primo e secondo piano) ha reso il tutto più fruibile e più razionale, riducendo il rischio di perdersi qualcosa. Le indicazioni non sono sempre chiare, ma tutto sommato l’organizzazione è come al solito eccellente.

Dopo quella di ieri, qui trovate una seconda gallery generica.

M24, presentato a Rétromobile il progetto del nuovo museo di Le Mans

In occasione del salone Rétromobile, l’Automobile Club de l’Ouest (ACO) e Richard Mille hanno svelato una trasformazione storica: il Museo delle 24 Ore di Le Mans diventerà, a maggio 2026, l’M24 – Museo dello Sport Automobilistico. Un progetto ambizioso che punta a ridefinire il modo di raccontare il motorsport, trasformando il museo in un’esperienza culturale ed emozionale di livello internazionale.

Il nuovo M24 è stato presentato da Pierre Fillon, Presidente dell’ACO, insieme a Richard Mille, a Fabrice Bourrigaud, Direttore Cultura & Patrimonio dell’ACO, e a Frédéric Audevard, architetto del progetto, alla presenza di Mohammed Ben Sulayem, Presidente della FIA. Un momento simbolico che segna una svolta nella valorizzazione dell’eredità di Le Mans e, più in generale, della storia dell’automobilismo sportivo.

«Il M24 nasce da una doppia constatazione: da un lato un patrimonio unico al mondo, dall’altro una nuova aspettativa del pubblico», ha spiegato Pierre Fillon. «Oggi non si viene più soltanto a guardare auto allineate: si vuole capire, sentire, immergersi, vivere una storia».

Nato dalla partnership avviata nel 2022 tra l’ACO e Richard Mille all’interno della società MACO, il progetto si inserisce nella continuità di una tradizione museale iniziata nel 1961 e rinnovata nel 1991. Con una superficie portata a 8.600 metri quadrati, il futuro museo punta a diventare un punto di riferimento globale nel settore del patrimonio automobilistico, senza rinunciare all’identità unica delle 24 Ore di Le Mans.

Alla base dell’M24 c’è una convinzione precisa: la storia si trasmette davvero solo attraverso l’esperienza. Non più semplici esposizioni statiche, ma un racconto fatto di destini umani, sfide tecnologiche, successi, cadute e rivoluzioni che hanno segnato lo sport e la società.

«Le Mans non è solo una gara: è un mito vivente», ha sottolineato Richard Mille. «Il M24 non guarda al passato con nostalgia, ma con ambizione, facendo dialogare eredità e futuro».

Il museo potrà contare su una delle collezioni più ricche al mondo nel campo del motorsport. Saranno esposti oltre 120 veicoli, insieme a prototipi unici, oggetti rari e archivi storici che coprono più di un secolo di competizioni. Tra i pezzi simbolo presentati figura anche la tuta Toleman indossata da Ayrton Senna nel 1984.

La scenografia, firmata da Raphaël Daguet, propone un percorso immersivo articolato in due grandi aree: una dedicata all’epopea della 24 Ore di Le Mans e all’Endurance, fulcro del racconto, e una seconda rivolta alle altre grandi discipline, dalla Formula 1 al rally, passando per IndyCar e cultura automobilistica americana.

Grazie a suoni, immagini, contenuti interattivi e testimonianze umane, il visitatore viene proiettato “dentro la corsa”. Ogni vettura racconta una storia: dalla Bentley 3 Litres vincitrice nel 1924 alla Ford GT40 del 1965, dalla Matra 670B alle Hypercar moderne, dalla Ferrari F2002 di Michael Schumacher alla Lancia Stratos.

«Non vogliamo sommare automobili, ma raccontare storie», ha ribadito Richard Mille. «Esporre pezzi d’eccezione come opere d’arte, capaci di suscitare emozione e meraviglia».

Anche l’architettura gioca un ruolo centrale nel progetto. L’edificio, progettato da Frédéric Audevard, combina tradizione e innovazione, ispirandosi al mondo dell’automobile con l’uso di alluminio, linee fluide e percorsi che richiamano l’aerodinamica. Ampio spazio è riservato alla luce naturale, elemento chiave per valorizzare le collezioni.

L’M24 è stato concepito fin dall’inizio secondo criteri di sostenibilità, con tetti verdi, gestione ottimizzata delle acque piovane e materiali durevoli. La costruzione coinvolge 23 aziende, in gran parte locali, contribuendo allo sviluppo economico del territorio.

«È uno dei progetti più concreti del nostro impegno in materia di responsabilità sociale», ha spiegato Fillon. «Un’iniziativa patrimoniale, economica e umana, profondamente radicata nel territorio».

Il museo sarà inoltre uno spazio in continua evoluzione. Accoglierà regolarmente nuovi pezzi grazie a prestiti internazionali, come la Porsche 959 vincitrice della Dakar 1986 concessa dal Porsche Museum, e ospiterà circa due mostre temporanee all’anno.

L’obiettivo è superare i 300.000 visitatori annui nei primi anni di attività e affermarsi come una delle principali destinazioni culturali e turistiche d’Europa legate al motorsport. Grazie a spazi modulabili e sale attrezzate, il M24 diventerà anche il nuovo polo B2B del circuito di Le Mans, ospitando eventi, conferenze e seminari in un contesto leggendario.

«Il M24 sarà un luogo dove queste storie continueranno a vivere», ha concluso Richard Mille. «Un posto in cui un bambino potrà innamorarsi di un’auto e magari decidere un giorno di diventare ingegnere, pilota o designer».

Il progetto ha già raccolto il sostegno di partner di primo piano. Durante la conferenza stampa sono stati annunciati Rolex, Goodyear, CA Mobility e Michelin, a testimonianza della portata culturale e simbolica dell’iniziativa.

Con il M24, l’ACO e i suoi partner danno vita a un museo capace di mettere in dialogo memoria e innovazione, passato e futuro, patrimonio ed emozione. Un nuovo punto di riferimento per raccontare, ispirare e tramandare la grande storia del motorsport alle generazioni presenti e future.

L’inaugurazione è prevista per il 28 maggio.

Rétromobile 2026: anteprima

Ufficialmente, Rétromobile apre domani alle 10 ma dalle 18 alle 22 di oggi si è tenuta la tradizionale anteprima riservata alla stampa e agli addetti ai lavori. Una delle principali novità di questa cinquantesima edizione di Rétromobile è il cambiamento di ubicazione: la rassegna, ulteriormente ingrandita, viene ospitata ai padiglioni 7 e 4. Al numero 7 l’esposizione si svolge su tre livelli (pian terreno, primo e secondo piano), mentre il padiglione 4 è riservato alla rassegna sulle supercar che si apre il 29 gennaio mattina.

Indubbiamente l’effetto è strano per l’occhio abituato a una distribuzione diversa sui vari padiglioni, con la galleria che collegava le due parti dell’esposizione. Forse così è tutto più razionale e più facilmente raggiungibile.

Dal punto di vista qualitativo, direi che siamo sui livelli degli anni passati, con grandi protagonisti come Gooding Christie’s, Fiskens o Girardo & Co. che hanno portato pezzi eccezionali sui quali torneremo in modo più dettagliata. Si sta attuando forse ancora di più quella polarizzazione verso l’eccellenza assoluta che non è necessariamente un bene. Non mancano comunque proposte di livello più basso, anche come categorie di vetture, altrimenti si rischierebbe di perdere ciò che in questo momento sta tirando parecchio, ossia il mercato delle youngtimer.

Dal punto di vista della documentazione, direi che si confermano gli standard abituali; anche il modellismo “tiene”, con i soliti habitué (prima fra tutti la Galerie du Jouet Ancien). Non deluderà sicuramente il pubblico, questa Rétromobile 2026. Appuntamento con i vari approfondimenti che troverete nei prossimi giorni.

Rétromobile 2026

“Non è gran che ma almeno c’è gente”. Il tassista s’è quasi scusato quando siamo arrivato a Issy-les-Moulineaux che in realtà è un posto strategico per chi deve coprire Rétromobile. Non è lontano dal centro espositivo (ci si arriva più che bene a piedi), costa meno rispetto a Parigi – e a Parigi è praticamente incollato – e tutto sommato è anche più tranquillo. C’è tutto quello che serve prima e dopo gli orari lavorativi all’interno dei padiglioni della fiera. Tanto, a meno di avere il tempo che non ho (almeno quest’anno), non c’è modo di visitare la città, quindi meglio una scelta di questo tipo.

Ovviamente piove con temperature che puntano sul gelido. La vista da qui fa parecchio città industriale tedesca anni ma pazienza. Ha ragione il tassista, un po’ di vita c’è.

Anteprima stasera dalle 18 alle 22. PLIT cercherà di raccontarvi quest’edizione del cinquantenario che si preannuncia molto densa.

Per gli appassionati del settore, in mancanza di meglio, pubblichiamo come immagine di apertura quella di una bel tram urbano. O extraurbano? O suburbano? Ma è davvero un tram?

A dopo.

Bottegafuoriserie a Ultimate Supercar Garage con Alfa Romeo e Maserati

Quest’anno, in occasione della 50a edizione di Rétromobile, Parigi è pronta ad accogliere Ultimate Supercar Garage, il nuovo evento interamente dedicato alle supercar moderne, ospitato presso la hall 4 del Paris Expo Porte de Versailles e in programma dal 29 gennaio al 1° febbraio 2026.

All’appuntamento sarà presente Bottegafuoriserie il progetto creativo che unisce Alfa Romeo e Maserati e che condivide con il nuovo evento parigino gli stessi valori fondati sulle super sportive e sugli esemplari unici, tra personalizzazione, ricerca estetica e prestazioni.

Dopo l’annuncio della nascita di Bottegafuoriserie lo scorso novembre, è questo il primo vero e proprio palcoscenico dell’inedito programma che coniuga i due brand. Cuore dell’esposizione, quattro vetture che incarnano esclusività e personalizzazione: Alfa Romeo Nuova 33 Stradale, Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Luna Rossa, Maserati MCXtrema e Maserati GT2 Stradale.

Al centro dello stand, ad unire fisicamente le quattro vetture, il cuore pulsante di Bottegafuoriserie con la creazione di un salotto esclusivo dove approfondire le quattro anime del nuovo orizzonte strategico: il mondo delle serie limitatissime (le chiamano “few-off”) di Bottega, l’universo della personalizzazione di Fuoriserie, la “Storia” come visione fondata su un’eredità fuori dal comune e “Corse”, competenza sportiva.

Borsa a Orléans

Sapevo che sarebbe stato fondamentale arrivare ad un orario antelucano per non incorrere nei tipici intoppi di eventi di forte richiamo. Il parcheggio visitatori intorno alle strutture espositive, il P5, è gratuito e facilmente raggiungibile dalla strada principale. La borsa si svolge in uno dei saloni laterali del blocco principale. Apertura prevista ora 9, alle 8 ci sono già una ventina di persone in coda. Parlano come al solito delle loro collezioni, di quello che pensano o sperano di trovare. Quello davanti a me è un appassionato di mietitrebbie o roba del genere, ha anche un giubbottino della John Deere con tanto di cappellino coordinato. Mostra filmati, snocciola dati tecnici, prezzi, prestazioni, considerazioni sui veicoli storici e roba simile. Si entusiasma e ridacchia. Penso che tutto sommato a noi appassionati di sport-prototipi endurance non è andata così male. Verso le 8.40 spunta un addetto (non un bagarino, eh) che vende già i biglietti a chi ha i contanti giusti o quasi. L’ingresso costa sette euro, prezzo onestissimo per una borsa che ormai è tranquillamente nelle prime due o tre d’Europa.

Alle nove tutti dentro. Controllo – molto educato, devo dire – di zaini e borse (il collezionista è tendenzialmente un serial killer ma non un terrorista, quindi operazione non necessaria) e vai. L’impressione è notevole. Vieni precipitato direttamente in mezzo a centinaia di banchi lungo i quali potrai fare uno struscio a serpentina per quante volte vorrai, fino a mattinata inoltrata, fino al pomeriggio, quasi fino a sera, facendo lo slalom fra orde di collezionisti e infilandoti di taglio in corridoi che si stringessero improvvisamente riuscirebbero a mandarti all’ospedale con svariate costole rotte e qualche altra frattura.

Orléans ormai non si discute. Me ne avevano parlato, e in questi ultimi anni pare sia ulteriormente cresciuta. E’ organizzata bene, con rigore ma anche con umanità. Vi si respira un’atmosfera piacevole, festiva e briosa. C’è vivacità ma non c’è caos. E’ la versione bella della borsa quando ce la immaginiamo in astratto. Certo non è tutto rose e fiori, ma ne esci davvero con un’impressione costruttiva.

Riassumere un evento con una marea di espositori come la borsa di Orléans non è facile e forse c’è chi lo farà per noi. Basterà dire che qualità e quantità si sposano alla perfezione ed è davvero complicato uscire senza rimpianti. Facile uscire invece con un sacco di rimorsi ma si sa che il collezionista sviluppa dipendenze. E lasciatelo divertire.

Orléans è parecchio centrata sugli automodelli obsoleti: quest’anno era possibile ammirare ciò che resta della collezione svizzera di cui vi abbiamo raccontato nei reportage di Epoqu’Auto a Lione, oltre che diversi altri specialisti francesi (come Au Jouet Parisien di Erwan Pirot), belgi, olandesi e anche italiani. E’ stato simpatico salutare il nostro Tiziano Gallinella qualche tempo dopo averlo incontrato a Bologna per Auto & Moto d’Epoca. Presente anche Danilo Castellarin, ma diversi altri se ne potrebbero citare. Molto, dunque, e di alto livello: qui il discriminante è davvero la sottile linea fra il notevole e l’assolutamente eccezionale. Insomma, basta cercare.

Sorvolando il giocattolo d’epoca – di cui sono poco competente e che mi sembrava peraltro poco rappresentato – l’ambito degli speciali era forse meno appariscente rispetto alla festa degli obsoleti ma comunque avvincente: bastava saper dare un’occhiata nelle vetrine dell’ex-negozio Minimini di Parigi (uno dei protagonisti della fioritura degli speciali anni ’80) per rendersi conto che a Orléans gli incontri non sono né casuali né banali: una bellissima Ferrari 365 GT/BB nera di AMR, una Kadett di Hostaro, gli Elegance prodotti da Thibivilliers, SMTS, Western e così via in una miscellanea carica di significati. A Orléans i modelli speciali non fanno la figura di vecchi e patetici relitti del passato: e ce ne sono tanti – posso garantirlo – che a uno Spark preferiscono un Automany o un JPS montato come si deve. Repetita iuvant: non ce l’ho con Spark, ce l’ho coi suoi tifosi.

Le foto – spero – parleranno più e meglio di mille altre parole. Forse torneremo sull’argomento ma intanto eccovi sufficiente materiale per farvi un’idea della portata dell’evento. Diversi espositori hanno iniziato a Orléans una lunga settimana che li porterà a Rétromobile. Altro ambiente, forse altra posta in gioco ma pur sempre un filo rosso da non perdere.

Rassegna stampa: Spirit of Le Mans n°44

Il primo numero dell’anno di Spirit of Le Mans, rivista ufficiale dei campionati ACO, è sempre incentrato sul FIA-WEC. Il numero 44 (gennaio-febbraio 2026) non fa eccezione e propone una guida semplice ma completa del prossimo Mondiale endurance. Dai prototipi alle GT, dai regolamenti sportivi a quelli tecnici, l’appassionato ha a disposizione un chiaro vademecum per comprendere i tratti salienti della serie che inizia il 22-23 marzo col prologo in Qatar.

Un ottimo acquisto, utile anche in vista di future ricerche e approfondimenti.

Costo in Francia: € 12,00 (€ 13,20 in Italia).