Il programma della settimana della 24 Ore di Le Mans 2024

Stasera alle 20.30, in occasione della serata in anteprima per stampa e VIP a Rétromobile, è stato presentato il programma della settimana della 24 Ore di Le Mans 2024. Presso lo stand, dove sono esposte anche alcune vetture di eccezione come la Porsche 919 Hybrid LMP1 appartenente al Museo della 24 Ore, Pierre Fillon, presidente dell’Automobile Club de l’Ouest, ha svelato il dettaglio degli eventi in pista e nel paddock, in una conferenza stampa condotta nel solito modo brillante e simpatico da Bruno Vandestick, lo speaker ufficiale della gara (i due nella foto di apertura). Alla conferenza stampa hanno partecipato anche diversi piloti di prestigio, come Gérard Larrousse, Eric Hélary e Romain Dumas.

Qui sotto trovate tutte le informazioni sugli eventi, inclusi i quattro concerti che vedranno anche un’esibizione dei Simple Minds la sera di sabato 15 giugno. Tra le gare di contorno, il Lamborghini Supertrofeo arriva al posto del Ferrari Challenge, in grande evidenza l’anno scorso.

Rétromobile 2024: serata stampa

Rétromobile conferma la sua alta qualità in termini di vetture esposte con una selezione al livello del recente passato. Stasera, dalle ore 18 alle ore 20 si è svolta la tradizionale anteprima, che quest’anno si è aperta con un ora di anticipo rispetto al 2023. Diciamo subito che a un primo sguardo Rétromobile può creare smarrimento: non si sa veramente dove guardare e oltretutto nella serata di anteprima sono programmati alcuni eventi che non è possibile saltare, come la conferenza stampa dell’A.C.O., di cui parleremo in un altro articolo. Difficile quindi non solo coprire fotograficamente tutta la manifestazione (a quello ci si dovrà pensare necessariamente nei giorni successivi) ma anche farsi un giudizio un minimo documentato e motivato sull’effettiva qualità del plateau esposto. Ecco comunque una prima gallery non tematica, in cui cerchiamo di dare un’idea seppur vaga di ciò che è Rétromobile 2024.

Foto copyright David Tarallo/pitlaneitalia.com

La filosofia degli obsoleti

di Riccardo Fontana

Gli obsoleti, probabilmente molto più dei modelli contemporanei, rappresentano la diretta espressione umana dei loro creatori: passandosi per le mani un Solido piuttosto che un Mercury, si ha la precisa ed immediata sensazione di toccare con mano il modo di vedere la vita ed il mondo non solo dei suoi creatori materiali, ma di tutta l’organizzazione a monte e, forse, di tutta una nazione.

È un discorso che abbiamo – parzialmente – già affrontato altre volte, ed è quello cioè relativo alla personalità dei modelli, alla loro anima, e lo abbiamo affrontato in modo molto poetico ed oserei dire bonario, ma a questo punto sorge spontanea una domanda: perché ad alcuni obsoleti perdoniamo delle ingenuità che ad altri non perdoneremmo mai?

Ovvero, facendo un esempio brutale: perché una Campagnola AR 76 della Mercury ci sembra molto più dignitosa e meritevole di essere collezionata rispetto ad un Solido Cougar nonostante la perfetta parità di ruote veloci e di finiture approssimative?

In realtà questo fatto, che indubbiamente esiste, è intrinsecamente legato alla natura dei modelli in questione, ma più coerentemente al loro inquadramento storico: certi dettagli che potevano – e possono – “passare” senza problemi su un Mercury od un Polistil, non possono assolutamente essere accettabili su un Solido, e questo sia per la rispettiva storia dei due marchi che, soprattutto, per l’abitudine alla fedeltà e ad un certo modo di concepire i modelli e la loro riduzione in scala che era molto diverso nei due casi, seppur ugualmente valido e degno della massima considerazione storica.

I modelli sono spaccati di vita e fotografie della società ancor prima che (più o meno) fedeli riproduzioni in scala di veicoli realmente esistenti, e questo può spiegare efficacemente l’interesse che può nascere spontaneo e razionalmente inspiegabile per riproduzioni che, se guardate con occhio critico e scevro da emozioni, ben poco avrebbero da offrire.

Una Fiat 125 della Mercury trasuda Juventus-Torino al Comunale in una fredda e nebbiosa domenica d’inverno, così come un Norev in rhodialite catapulta su una route départementale francese degli anni sessanta, ed un Solido a Le Mans negli stessi anni, con la partenza a spina di pesce e la ruota panoramica, con la sua settimana di coloratissima festa dei motori.

Ed è per questo che, se da un lato una Campagnola o una 131 Mirafiori Mercury con le loro ruote veloci e la loro verniciatura dubbia (a far loro un complimento) appaiono più che accettabili perché trasmettono comunque la Torino degli anni di piombo ed un certo (pur dignitoso) inizio di decadenza dopo il boom economico, una 504 V6 Cougar col cammello e la palma sulle fiancate fa semplicemente schifo, diventando il doppione dei Majorette di cui nessuno avvertiva la mancanza.

E, ancora una volta, la “sindrome” che porta a collezionare i modelli obsoleti nasce, cresce, e muore tutta qui: nel desiderio irrevocabile di rincorrere il tempo perduto.

O mai vissuto.

A questo livello si inizia quasi ad abbandonare il collezionismo per addentrarsi nella filosofia, ma non è nemmeno detto che sia un male, perché fermarsi a riflettere sulle cause delle nostre pulsioni accumulatorie, di tanto in tanto, è cosa buona e giusta: rinfranca lo spirito e, in giuste dosi, può essere causa di smussamento di certi picchi estremi di acquisti dovuti a degli indubbi malesseri interiori, più o meno ben celati o confessati.

Di certo, ancora una volta, svetta solo l’estrema varietà dei motivi che possono spingere una persona adulta e (teoricamente) consapevole a collezionare automodelli, ed i non meno vari contenuti che questi si portano appresso per il solo motivo di esistere.

Rétromobile 2024: stasera l’anteprima stampa

L’inaugurazione ufficiale è prevista per domani mattina ma già oggi dalle ore 18 alle 22 Rétromobile aprirà le sue porte per l’anteprima stampa.

Pitlaneitalia, presente sul posto, cercherà come sempre di offrirvi un resoconto quanto più completo possibile di questo salone, che prevede quest’anno non meno di 130.000 presenze.

La strada per Parigi non è stata semplice, visti i numerosi blocchi di agricoltori di cui ovviamente i mass media allineati nostrani si guardano bene dal dare notizia. Manipolabili o manipolati, questi sono comunque segni concreti di un’instabilità non solo latente ma ormai abbastanza palese a un po’ tutte le latitudini. Il sistema di vita e produzione imposto dal capitalismo di stazza continentale è destinato ad alimentare disagi tra bottegai, sognatori e borghesi vecchio stampo, con grandi pasticci ovunque. Discorso interessante perché coinvolge le logiche mondialiste. Congetture se ne possono formulare tante ed è tutt’altro che un esercizio inutile. Che le dinamiche siano queste direi che è fuori di dubbio. I modi concreti, come impatteranno, potranno essere fantasmagoricamente diversi. Vedremo.

Intanto, concentriamoci su Rétromobile. Attorno e all’interno dell’area espositiva fervono giganteschi lavori di rifacimento e ristrutturazione, anche in vista delle Olimpiadi di Parigi. Una città, nonostante le grane e le contraddizioni, sempre in movimento, inquieta e stimolante come solo le grandi capitali sanno essere. Una temperatura mite e un cielo coperto d’ispirazione vagamente britannica accoglieranno i primi visitatori muniti di pass nel tardo pomeriggio.

12Art, le novità del 2024

Riceviamo dai responsabili del marchio 12Art la lista delle novità che usciranno nel corso del 2024. Si tratta di modelli resincast in scala 1:12.

12ART01080201:12Aston Martin DB4 DHC silver 1:12
12ART01080211:12Aston Martin DB4 DHC red met. 1:12
12ART01080301:12Aston Martin DB4 GT 24h LM #21 1959 1:12
12ART01080311:12Aston Martin DB4 GT Goodwood’60 blue#102
12ART13020101:12MB 350SL R107 gold met. 1:12  1971
12ART13020111:12MB 380SL R107 green met. 1:12  1983
12ART13020121:12MB 380SL R107 blue met. 1:12  1983

MotoMorfosi

di Roberto D’Ilario

Chiarisco subito il punto di partenza del mio sproloquio: sono un motociclista di vecchia data, termine politicamente corretto per mascherare il fatto accertato che sono una cariatide. Sono passato dal cinquantino ai 4 in linea, dai V-4 al V-2 attuale con cui insisto a girare a dispetto delle ossa doloranti quindi il mio pensiero può a ragione essere considerato obsoleto. Vediamo. Guardandomi in giro mi assale un crescente malessere perché noto una sorta di mutazione che sta rendendo le nuove moto sempre più simili alle auto. Soffro di allucinazioni? Forse, comunque non mi drogo e sto aprendo un baratro da cui non si esce. Posto l’uomo al centro, per me la tecnologia è di due tipi: quella buona che aiuta a migliorare la qualità della vita, quella cattiva che trasforma l’uomo in un analfabeta funzionale. Ecco, è proprio la strada che stiamo percorrendo oggi in tutti i campi perché più demandiamo i compiti alla tecnologia (elettronica in questo caso) e più diventiamo ignari su quello che succede intorno a noi e incapaci di azioni manuali e concrete. Perdiamo il controllo e il gusto di fare, un po’ come quando inventarono le calcolatrici elettroniche che ci hanno sottratto la capacità di fare calcoli impossibili con la penna o a mente. Oppure le fotocamere che non insegnano più il rapporto tra diaframma, tempi di esposizione e sensibilità della pellicola (sensore) ma capiscono tutto da sole e a noi non resta altro che premere il bottoncino che la foto viene bella lo stesso ma non sappiamo il perché. Nel nostro ambito abbiamo una pletora di ausili elettronici che ci stiamo trasformando da protagonisti della guida in passivi fruitori di servizi. Ad esempio il cambio automatico: è comodo ma ci sottrae la gioia di assaporare la guida.

“…eeeh ma con le potenze di oggi il doppia frizione gestisce il motore meglio del manuale…”. Può essere ma io voglio la leva di ferro, voglio decidere io come e quando cambiare. Dicono che l’invadenza di tanta elettronica serva a rendere più sicura la guida. Forse. Ma così deleghiamo tutto ad un chip e noi perdiamo la capacità e il gusto di guidare bene, di prevedere, di valutare e di accumulare esperienza con l’aggravante di sentirci falsamente sicuri e protetti per poi schiantarci ugualmente. Le moto stanno prendendo la stessa piega, non in senso di curva però. Santo ABS che se l’avessero introdotto prima sarebbe stato meglio, ben venga il controllo di trazione che sul bagnato ci aiuta ad evitare di vederci la ruota posteriore che ci sorpassa, ma il resto? Radar/cambio semi-attivo/sospensioni adattative/angolo cieco/ sensori di corsia/schermi a colori ecc. ecc. ma servono davvero? Non voglio i colori, voglio le lancette.

“… eeeh ma la tecnologia va avanti…” Sì, ma chi sale su di una moto deve sapere quello che fa, deve minimizzare i rischi a prescindere dai controlli, deve pensare con la sua testa e non con quella di chip, deve godersi la guida, sentire le reazioni annusare l’aria e analizzare l’asfalto, deve imparare a cambiare quando è il momento, capire come e quando aprire la manetta, imparare a frenare il giusto. La moto è fisica pura, rapporto simbiotico, è l’emanazione di te stesso quindi meno intermediari ci sono meglio è, altrimenti vai in macchina. La moto è maschia (si può dire o è patriarcato?). Vogliamo parlare di pesi e dimensioni? Sembrano SUV. Dove sono finite leggerezza e agilità? Ho l’impressione che stiano diventando sempre più impersonali, piatte, monotone e per compensare tale tristezza gli stilisti s’inventano bizzarrie estetiche inqualificabili, guardare l’ultimo EICMA per credere. Dove sono finiti lo stile, l’armonia e il bello? I colori dominanti: nero, grigio, grigio chiaro, grigio scuro, grigio topo… che noia. Motori sempre più potenti e sempre più imbrigliati dalle le mappe. Poi magari sei costretto ai 30 Km/h che neanche riesci a tenere la prima… lasciamo perdere dai.

“…eeeh ma oggi l’utente esige tutte queste cose…”. È cambiato l’utente o stanno imponendo delle scelte obbligate? L’utente compra ciò che offre il mercato in quel preciso momento e i produttori, per giustificare prezzi alti, stanno sfornando oggetti scintillanti e inutilmente complicati che però generano uno stuolo di ignoranti. Ignoranti di tecnica e di vera passione per la guida. Sui Quattroruote o Motociclismo mi perdevo tra rapporti peso/potenza, valvole al sodio, doppi alberi a camme, quadro e superquadro, curve di coppia, frizioni anti-saltellamento e quant’altro. Sono cresciuto a pane e olio motore. Oggi vedo tante persone che comprano la moto senza passione e che vogliono ritrovare lì le stesse cose che hanno nelle auto. Vedo tanti giocattoloni che promettono di essere uguali alle auto per uomini rammolliti e comodosi, senza offesa per nessuno (si può dire o non è abbastanza inclusivo?). La moto è l’ultimo baluardo di libertà e divertimento. Penso con terrore al giorno in cui cavalcheremo motori ibridi o peggio e ci lasceremo guidare passivamente dall’Intelligenza Artificiale (parole blasfeme) quando invece vorrei un ritorno alla semplicità e purezza. Lo so sto delirando, sono confuso e ho tanti dubbi, mi attirerò una marea di critiche ma perdonatemi, sono un vecchio rimbambito farneticante e aspetto paziente il giorno in cui “il mercato” mi darà ragione. Forse mai.

Asta Bolaffi del 30 gennaio

Il 30 gennaio alle 14:30 si svolgerà in Internet live un’asta Bolaffi dedicata al giocattolo d’epoca, in cui ci saranno diversi lotti di modelli obsoleti e speciali della prima ora: Colibrì, Corgi, Dinky, Matchbox e così via. Questo il link dell’evento: https://astebolaffi.it/it/auction/776/50

24 Ore di Daytona 2024: i risultati

La vittoria della Porsche 963 del Penske Motorsports nella 24 Ore di Daytona, gara di apertura del campionato IMSA 2024, può dirsi a ragione “storica”. Prossimamente ci sarà occasione di parlare approfonditamente di questa vettura e di tutto il panorama endurance. Intanto pubblichiamo il pdf con i risultati completi della gara, disputatasi lo scorso weekend.

(foto di apertura copyright Porsche Motorsport Media)

Matrix, le novità 2024

Sono numerose le novità che il marchio Matrix (resincast 1:43 e 1:18) ha annunciato per il 2024. Ecco la lista e la gallery fotografica.

MX10201-061NEW 011:43Bentley SIII Cont.Fl.Spur Mull. green 65
MX21601-063NEW 041:43Packard Eight Station Sedan red 1948
MX21805-011NEW 051:43Studebaker power Hawk green/green 56
MX21805-012NEW 051:43Studebaker power Hawk yellow/whte 56
MX40102-042NEW 031:43Alfa Romeo 6C Superflow pininf. met. red
MX40108-111NEW 061:43Aston Martin DBS The sotheby sp. blue
MX40108-112NEW 061:43Aston Martin DBS The sotheby sp. purper
MX40108-113NEW 061:43Aston Martin DBS The sotheby sp. white
MX40108-122NEW 041:43Aston Martin 2-L Sports blue met. 49
MX40108-123NEW 041:43Aston Martin 2-L Sports black 49
MX40205-042NEW 041:43Bugatti T51 Dubos Coupe black 1931
MX40205-103NEW 021:43Bugatti T57SC Roadster vdPl open 38
MX40205-104NEW 021:43Bugatti T57SC Roadster vdPl clsd 38
MX40307-013NEW 061:43Cord L-29 Phaeton Sedan black open 1931
MX40307-014NEW 061:43Cord L-29 Phaeton Sedan black closed 1931
MX40604-043NEW 031:43Ferrari 400 Superamerica P.C. red 1960
MX40604-044NEW 031:43Ferrari 400 Superamerica P.C. red clsd60
MX41001-271NEW 011:43Jaguar XJR X300 turqoise ’94-’97
MX41001-272NEW 011:43Jaguar XJR X300 black ’94-’97
MX41001-273NEW 011:43Jaguar XJR X300 Br.r.green ’94-’97
MX41308-031NEW 071:43Monteverdi HAI GTS red 1973
MX41308-032NEW 071:43Monteverdi HAI GTS silver 1973
MX41308-033NEW 071:43Monteverdi HAI GTS white 1973
MX41801-032NEW1:43Saab 900 Safari Estate blue 1981
MX41801-051NEW 031:43Saab 900 CD Turbo grey metallic
MX41801-052NEW 031:43Saab 900 CD Turbo black
MX41801-053NEW 031:43Saab 900 CD Turbo green metallic
MX41905-011NEW 011:43Toyota HJ45 Landcruiser Crew Cab grey
MX41905-012NEW 011:43Toyota HJ45 Landcruiser Crew Cab cream
MX41905-013NEW 011:43Toyota HJ45 Landcruiser Crew Cab green
MX50102-151NEW 031:43AlfaRomeo 33-2 Coupe Spec 1969, yellow
MX50102-152NEW 031:43AlfaRomeo 33-2 Coupe Spec 1969, red
MX50205-031NEW 021:43Bugatti T57C Cabrio VanVooren Shah Iran
MX50205-032NEW 011:43Bugatti T57C Cabrio VanVooren Shah Iran
MX50301-071NEW 051:43Cadillac Coupe de Ville showcar sil/gunm
MX50301-072NEW 051:43Cadillac Coupe de Ville showcar wht/blk
MX50301-073NEW 051:43Cadillac Coupe de Ville showcar gr/red
MX50304-071NEW 021:43Citroen Projet L white 1971
MX50304-072NEW 021:43Citroen Projet L silver 1971
MX51001-091NEW 021:43Jaguar E-type Coombs Frua silver ’64
MX51001-092NEW 021:43Jaguar E-type Coombs Frua black ’64
MX51502-011NEW 041:43Opel Blitz Ecurie Bonnier yellow
MX51502-012NEW 041:43Opel Blitz Ecurie Bonnier wht/yel/blue
MXDIO001NEW 031:43Diorama showroom 1
MXL0402-011NEW Q3 20241:18Daimler DE 36 Hooper Gr Goddess r/r 53
MXL0402-012NEW Q3 20241:18Daimler DE 36 Hooper Gr Goddess r/s 53
MXL1302-021NEW Q3 20241:18MB W07 Grosser Cabriolet D blue open 36
MXL1607-031NEW 031:18Porsche 911 #147 Monte Carlo 1965
MXL1607-032NEW 031:18Porsche 911 S  #219 Monte Carlo 1967
MXR40205-011NEW 041:43Bugatti T51 Dubos Paris-Nice #44 1931
MXR50108-011NEW 041:43Aston Martin 2-L Sports Le Mans gr 49
MXR51805-011NEW 051:43Studebaker power Hawk tulip Rally #55 56

Borsa di scambio a Chamalières, 28 gennaio 2024

Si svolge oggi 28 gennaio dalle 9 alle 17 presso l’Espace Simone Veil a Chamalières (a nord di Clermont-Ferrand) la 32ma edizione della borsa di scambio organizzata dalla A.F.M.C., Arverne Ferroviaire Miniature Club.

L’evento è incentrato prevalentemente sul fermodellismo, con un’offerta di ottimo livello, ma sono presenti alcuni venditori di automodelli, soprattutto obsoleti.

Stamani abbiamo potuto individuare qualche Dinky interessante a prezzi molto competitivi (come una Renault 17TS di produzione spagnola o qualche Norev in condizioni perfette) e anche una serie di Spark che i collezionisti considerano “rare” contendendosele a cifre che oltrepassano la linea della follia, come alcune Alfa Romeo 179 F.1 e roba del genere. Anche in questo caso le richieste erano ben al di sotto di ciò che si vede correntemente su eBay o su qualche gruppo Facebook. Simpatica una raccolta di Maggiolini VW, in cui si potevano trovare pezzi di un certo interesse, come qualche vecchio Gama. Limagne Miniatures ha portato, oltre ad un consistente stock di treni e accessori in tema, anche una bella selezione di camion Tekno e LBS.

Ben rappresentata la parte bibliografica e documentaria, con almeno un paio di banchi ricchi di libri, opuscoli e riviste, soprattutto di storia delle ferrovie e del trasporto urbano. Era presenta anche qualche venditore di accessori (simpatici i led per ravvivare i plastici con i relativi veicoli in 1:87), colle e materiale da costruzione.

Soddisfacente l’affluenza del pubblico, con gli appassionati che già all’ora di apertura si sono dati appuntamento nell’ampia sala per parlare, conoscersi, confrontarsi. Ed è questa una parte fondamentale nelle borse di scambio, nate e per ora sopravvissute anche per favorire i rapporti umani non mediati da un freddo schermo di computer.