L’edizione 2024 del Salone di Ginevra

Il prossimo 26 febbraio, il Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra (GIMS) tornerà ad aprire le sue porte dal 2019. L’edizione 2024 del GIMS stabilirà nuovi parametri di riferimento nel modo di combinare l’esperienza espositiva nei saloni automobilistici.

GIMS 2024 vuole proporsi come un evento che offre sia ai visitatori sia agli espositori un valore più grande rispetto al passato.

Alexandre de Senarclens, Presidente della Fondazione Comitato Permanente del Salone Internationale dell’Automobile di Ginevra, dichiara: «Dopo un’assenza di quattro anni, il Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra è tornato. Siamo lieti di poter accogliere nuovamente i costruttori e i visitatori al Palexpo, con un format innovativo. Abbracciamo un percorso di ricostruzione dinamica e imprenditoriale, e l’ambizione è quella di far crescere l’evento di anno in anno».

A differenza dei saloni automobilistici tradizionali, in cui i marchi hanno gran parte della responsabilità dello storytelling e della creazione dei contenuti, GIMS 2024 vedrà gli espositori e l’organizzatore lavorare in stretta collaborazione. Oltre ad ospitare marchi di fama mondiale e le loro anteprime, il nuovo format di GIMS 2024 offre esperienze immersive su misura, sviluppate in collaborazione con i marchi per decodificare il tema della fiera: Auto.Future.Now. Questo è il concept del Salone, declinato in quattro aree tematiche: Adrenaline Zone, Design District, Mobility Lab e Next World.

Adrenaline Zone

Un’area tematica dedicata ai veicoli ad altissime prestazioni, alle edizioni limitate, agli esemplari unici “tailor-made” e al mondo del motorsport.

Design District

Uno spazio elegantemente curato che celebra l’arte e l’artigianalità del design automobilistico.

Dal 28 febbraio al 1 marzo, i visitatori del Design District potranno partecipare alle masterclass, che si terranno due volte al giorno, “Learn to Sketch with Frank” con il noto designer automobilistico Frank Stephenson.

Mobility Lab

Un parco dell’innovazione per gli operatori della mobilità, i loro partner, i fornitori di tecnologia, per informare, ispirare e mostrare le ultime scoperte e celebrare l’innovazione automobilistica che sta plasmando il futuro.

Next World

Ospitato in collaborazione con i creatori della serie Gran Turismo, Polyphony Digital, i visitatori possono sfidare se stessi e gli altri concorrenti, in un’emozionante esperienza di sim-racing. Questa iniziativa è in linea con l’impegno preso dal GIMS, di far scoprire nuove possibilità per accelerare lo sviluppo della tecnologia del futuro.

Classics Gallery – “100 anni di icone”

Per celebrare il 100° Anniversario del GIMS come Salone Internazionale dell’Automobile (creato nel 1905, ottenne l’internazionalità nel 1924), l’apposita Classics Gallery accoglierà 35 auto iconiche che hanno fatto la storia dell’automobile, molte delle quali debuttarono proprio nelle precedenti edizioni del Salone di Ginevra. Modelli come la Jaguar E-type “9600 HP” del 1961, la Porsche 901 “Quick Blue” del 1964 e la Ferrari 500 Superfast del 1964. Inoltre, per la prima volta nella storia dell’industria automobilistica, le due versioni con carrozzerie diverse della Bugatti Royale 41.111, saranno presentate insieme: la Roadster Esders e la Coupé de Ville Binder.

Media Day (26 febbraio)

La giornata media inizierà con la cerimonia di premiazione dell’ambito premio Car of the Year 2024, che celebra il suo 60° Anniversario. La cerimonia si svolgerà presso lo stand Car of the Year all’interno del salone e sarà trasmessa in diretta online e sui social media. Seguirà il programma delle conferenze stampa tenute dagli espositori, con la presentazione di 15 anteprime mondiali ed europee di nuovi veicoli.

VIP Day (27 febbraio)

Il 27 febbraio si terrà il VIP day che ospiterà il Forum Auto.Future.Now, dove i leader dell’automotive, della tecnologia e del design condivideranno idee e visioni sul futuro della mobilità. Luca de Meo (CEO Gruppo Renault), Natalie Robyn (CEO FIA), Chris Bangle (Amministratore Delegato Chris Bangle Associates), Frederic Bertrand (CEO e Team Principal Mahindra Racing), Marco Parroni (CMO Julius Baer), sono tra coloro che saliranno sul palco per affrontare vari argomenti tra i quali: elettromobilità, evoluzione del design, guida autonoma, sostenibilità. Roger Atkins, fondatore di Electric Vehicles Outlook, modererà la discussione.

Sandro Mesquita, CEO del Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra, ha affermato che: «GIMS 2024 rappresenta un modo totalmente nuovo di fare un salone dell’automobile. È più focalizzato e collaborativo che mai con ciascuno degli espositori, andando ad offrire qualcosa di unico al visitatore. Parliamo di esperienze immersive su misura, della possibilità di ascoltare e condividere le opinioni e la visione della mobilità del futuro da parte di alcuni leader del settore, oltre che ammirare le anteprime mondiali che i visitatori si aspettano dal Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra».

Lista degli espositori al 24 gennaio 2024

 1.              Automobile Club de Suisse (ACS) / Auto Gewerbe Verband Schweiz – Union Professionnelle Suisse de l’Automobile (AGVS/UPSA) / Avenergy / Routesuisse

2.              Assura

3.              Auto-i-DAT

4.              Beeway

5.              BYD

6.              Caresoft Global Ltd

7.              Classics Legends Motor

8.              DAB Motors

9.              Dacia

10.           ErreErre Fuoriserie

11.           Fédération Internationale de l’Automobile (FIA)

12.           Formula 1 Merchandising

13.           GP Motorsport

14.           Isuzu

15.           Kimera Automobili

16.           Lazareth

17.           Legends Magazine

18.           Lucid

19.           Martin Engler

20.           MG Motor

21.           Microlino

22.           Pininfarina S.p.A.

23.           Race World

24.           Renault

25.           Shenzer

26.           Silence

27.           Swiss Racing Lab

28.           Touring Club Suisse

29.           Totem Automobili

Oltre il 2024

Spinto dalla ferma convinzione che il GIMS abbia un ruolo centrale da svolgere nel panorama automobilistico mondiale, il salone è già programmato per tornare nel 2025. Le date del Salone di Ginevra saranno annunciate alla fine del GIMS 2024. GIMS Qatar tornerà a Doha nel quarto trimestre del 2025, con date che verranno comunicate a tempo debito.

Per quanto riguarda l’Italia, possiamo sottolineare come al posto dei grandi nomi più conosciuti, l’edizione del GIMS 2024 veda presenti – in aggiunta a Pininfarina – anche tre piccoli costruttori di nicchia, provenienti – o almeno con un coinvolgimento nella prima fase di impostazione del modello – dall’area torinese (ErreErre Fuoriserie, Kimera Automobili, Totem).

Edo3000v6: Porsche e Ferrari molto particolari

Non solo modelli da competizione tra le ultime realizzazioni di Edoardo Gallini. Spesso alcuni appassionati chiedono a Edoardo di realizzare il modellino in scala della loro vettura stradale che, ovviamente essendo personalizzata, non è possibile acquistare tra la produzione corrente. Uno di questi appassionati è Christian Tornatore, ex Commissario generale dell’Automobile Club de Monaco ora in pensione. L’ultima richiesta di monsieur Christian riguarda la sua attuale Porsche 911 Turbo. Il modello in scala 1:43 è stato verniciato nel colore grigio metallizzato originale Porsche dopo un’accurata rivisitazione della carrozzeria e una “pulizia” degli interni cui sono stati aggiunte, tra gli altri particolari, le cinture di sicurezza, ovviamente provenienti dal catalogo Edo3000v6 Accessories.

Un altro appassionato Porsche ha chiesto a Edoardo di realizzare la sua 911 Targa 4S. Anche per questo modello, sempre in 1:43, verniciatura nel colore originale, dettaglio degli interni, ma anche progettazione e stampa in 3D delle particolarissime ruote montate sulla macchina vera, che ha richiesto parecchie ore di lavoro al CAD.

Per quanto riguarda le auto da corsa, Edo ha realizzato per Fabrizio Fontana, noto rallista lombardo che nel 2023 ha partecipato al Campionato Italiano Gran Turismo, una piccola serie della Ferrari 488 Challange con la quale, in coppia con Stefano Gai, è stato protagonista nella categoria GT Cup ProAm. Come ormai ci ha abituato, Edoardo ha realizzato la livrea con mix di verniciature, mascherature e decal che hanno reso il modello tale e quale alla realtà. Anche in questo caso la scala è 1:43 (foto sotto e immagine di apertura).

Fiat 238 Van Servizio Corse Clienti

Ecco un’altra bella elaborazione di Fabrizio De Gennaro di cui spesso PLIT ha presentato veicoli di assistenza corse. Su base Ixo, Fabrizio ha ricavato il Fiat 238 furgone dalla livrea rosso-grigia del Servizio Corse Clienti dei marchi del Gruppo Fiat.

La base, 1:43, è un diecast Ixo, rimaneggiato e modificato: sono stati ricostruiti gli specchietti, modificati i cerchi con l’eliminazione delle coppe ed è stato aggiunto il portapacchi fotoinciso di produzione Arena. Le ruote provengono dalla classica “scrap-box” del modellista (le tasche di Eta-Beta…!) e anche le casse in legno sono state ricavate con tecniche varie e leggermente sporcate.

Le decals, di produzione SZModels, si sono adattate abbastanza bene anche se De Gennaro ha rilevato un’eccessiva trasparenza di alcuni elementi, specie la scritta Fiat laterale sullo sportello. La striscia laterale stretta è stata ricavata verniciando una decal trasparente con lo stesso punto di rosso del resto della carrozzeria, ottenendo così un risultato perfettamente omogeneo.

Il risultato è davvero accattivante, con un modello che va ad arricchire una collezione incentrata sulla storia dell’automobilismo italiano.

Brumm celebra i quarant’anni della Ferrari 126 C4

Sono passati ormai quarant’anni dalla presentazione, a inizio 1984, della Ferrari 126 C4 e dalla prima stagione di Michele Alboreto col Cavallino. L’anno successivo Brumm sorprese un po’ tutti facendo uscire la riproduzione in 1:43 delle 126 C4 di Alboreto e di René Arnoux, allontanandosi sostanzialmente da quello che era il periodo di riferimento del marchio, vale a dire i decenni considerati allora “classici” dell’automobilismo, fino agli anni ’50 – massimo inizi ’60.

La Ferrari 126 C4 della Brumm è tutt’oggi in produzione. Dopo essere stata aggiornata una prima volta nel 2010, viene ora proposta con una nuova revisione. Il 6 cilindri turbo Ferrari è stato completamente riprogettato così come il gruppo cambio-sospensioni, realizzato con svariati nuovi particolari e con le molle in metallo. Rifatti anche l’abitacolo e svariati componenti di scocca e telaio.

Brumm ha riprodotto ora la vettura con cui Michele Alboreto ottenne la sua prima in Formula 1 con la Ferrari, il GP del Belgio 1984. Disponibile anche la versione di René Arnoux; entrambe le vetture sono commercializzate con o senza pilota. La scatola del modello di Alboreto riporta inoltre una fascetta con i colori del suo casco, ispirato a quello di Ronnie Peterson.

Ad affiancare i modelli di catalogo, un’edizione in soli 200 esemplari (art. S24/01) che riproduce la 126 C4 in occasione della presentazione stampa che si teneva all’inizio di ogni stagione a Fiorano, dove poi venivano effettuate le prove prove in pista. Curioso il tentativo della Federazione Internazionale di “razionalizzare” l’assegnazione dei numeri di gara, che avrebbe dovuto avere un ordine logico: 1 e 2 alla scuderia campione del mondo, 3 e 4 alla squadra vincitrice del campionato costruttori che la Ferrari aveva conquistato nel 1983. Ricordo che quando uscì la notizia, Autosprint cercò di farla digerire agli appassionati andando a ripescare quelle (rare) volte in cui la Ferrari aveva vinto in Formula 1 con i davvero poco esaltanti numeri 3 e 4. L’idea non convinse più di tanto e prima dell’inizio del campionato si tornò alle numerazioni tradizionali, con la Ferrari che riacquisì il 27 e il 28, ormai entrati nell’immaginario dei tifosi dai tempi di Villeneuve.

Disponibile poi, in soli 100 esemplari, il cofanetto (RTS08) che riproduce la bisarca della Scuderia Ferrari al GP di Montecarlo 1984, completo delle auto di Alboreto e Arnoux, dei figurini dei piloti in piedi con i caschi, di due treni di gomme slick e degli alettoni che venivano rimossi nei viaggi. Le vetture hanno in dotazione i ruotini stretti che venivano impiegati per il trasporto, ma vi si possono agevolmente montare le gomme da gara incluse nel cofanetto. 

Mostra scambio a Treviglio, 21 gennaio 2024

testo e foto di Riccardo Fontana

Nella giornata di domenica 21 gennaio è andata in scena l’ormai consueta mostra scambio riservata a modellismo e giocattoli d’epoca presso gli spazi della fiera di Treviglio, in provincia di Bergamo.

Che dire di questo relativamente piccolo ma interessante appuntamento? Innanzitutto, occorrerebbe spendere qualche parola su di un livello generale decisamente più alto rispetto a quello delle passate edizioni (che già erano buone), ad ulteriore riprova sia della crescita verticale che sta avendo il panorama delle borse scambio dopo anni che non lasciavano presagire nulla di buono, che della buona volontà di organizzatori ed espositori, cui va certamente un’ottima parte della riuscita – ci sentiremmo di dire piena – dell’evento.

Certo, data l’esiguità degli spazi non era lecito – né ragionevole – attendersi un qualcosa che fosse alla stregua di un Rétromobile o di un Novegro novembrino, ma certamente la qualità degli obsoleti era tale da allietare anche la domenica degli appassionati più esigenti: si poteva trovare di tutto dagli ormai onnipresenti Solido e Mercury perfetti con scatola (con picchi decisamente “alti”, come ad esempio la Ferrari 750 Monza di Mercury, un modello molto raro, che veniva proposta ad una cifra ragionevolissima seppur senza scatola) ad una Ferrari 312 T2 di Toschi, a moltissime Minichamps dell’epoca d’oro svendute quasi a peso (e potremmo aprire dei mondi che, onestamente, non ci pare il caso di aprire).

Ancora una volta quindi il trend dell’offerta si eleva ad ottimi livelli anche per quanto riguarda eventi tutto sommato “defilati”, ma non per questo meno seguiti, come il parcheggio decisamente molto pieno testimoniava senza timore di smentita.

Dal 2024 Thomas Neubauer è un pilota ufficiale Ferrari

Thomas Neubauer dalla stagione 2024 è un pilota ufficiale Ferrari. Per il 24enne francese, già protagonista del Ferrari Challenge Trofeo Pirelli e vincitore nel 2022 di un’edizione delle Finali Mondiali Ferrari, si apre una nuova avventura sportiva rappresentando il Cavallino Rampante nelle competizioni in pista. Il programma del pilota sarà annunciato prossimamente.
Nato a Parigi l’8 giugno 1999, dopo le prime esperienze sportive con i kart e le monoposto di Formula Renault, a partire dal 2019 Neubauer ha debuttato nel campionato monomarca della Casa di Maranello e, parallelamente, ha iniziato la propria carriera nel GT sia con Ferrari sia con altri costruttori, concentrandosi nelle corse di durata in particolare dal 2021.

Nel Ferrari Challenge Europe il francese, nell’arco di cinque stagioni, ha partecipato a 34 gare vincendo, nella classe principale Trofeo Pirelli con la 488 Challenge Evo, il titolo di campione alle Finali Mondiali (2022). Nel monomarca, inoltre, Thomas Neubauer ha festeggiato vittorie in eventi dal particolare peso specifico, tra le quali brilla il primo posto a Le Mans nel giugno 2023, quando la serie è stata gara di supporto della 24 Ore del centenario.

Nelle ultime cinque annate Neubauer è stato incoronato campione nel GT World Challenge Europe, in classe Silver, ottenendo due titoli in Sprint Cup (2019) e in Endurance Cup (2022). In quest’ultima stagione, nella serie GT WC Europe, il ruolino di marcia del pilota ha incluso tre successi a Imola, alla 24 Ore di Spa-Francorchamps e a Barcellona; Neubauer, inoltre, è salito sul gradino più alto del podio alla 24 Ore di Dubai, e alla 24 Ore del Nürburgring in classe SP10. L’esperienza del pilota transalpino è arricchita da due partecipazioni alla 24 Ore di Le Mans (2021 e 2023), in LMGTE Am, in entrambe le occasioni al volante di una Ferrari 488 GTE.

Volanti & Tornanti: le corse di Edoardo Lualdi Gabardi

Mi è sempre piaciuto molto lo stile di Danilo Castellarin, fresco, appassionante ma anche preciso – quando si deve – nelle ricostruzioni storiche. E’ uscita l’anno scorso per i tipi dell’Automoto Club Storico Italiano una biografia di Edoardo Lualdi Gabardi, uno dei protagonisti assoluti delle corse anni ’60, in particolar modo dello cronoscalate. I lettori perdoneranno il poco elegante riferimento autobiografico ma al tema tengo in modo particolare perché Lualdi fu uno dei primissimi personaggi che mi riuscì di intervistare quando giovanissimo iniziavo una carriera che in un modo o nell’altro mi avrebbe consentito di partecipare alle vicende dall’automobilismo sportivo spesso in prima persona e in ogni caso evitando il più possibile di sbirciarle dal buco della serratura. Tra l’altro in quello stesso anno – sarà stato il 1995 o il 1996 – intervistai per Four Small Wheels diretto da Brian Harvey anche Peter Schetty, che di Lualdi parlò al momento di raccontarmi della Ferrari 212E. Vedi i casi della vita. “La 212E la prese poi Lualdi”, mi disse nel suo ancora eccellente italiano, finendo la frase quasi ridendo, come per dire: “erano in tanti a volerla ma il Vecchio la dette a lui”.

Un’immagine di un Lualdi corridore della prima ora, dal mio archivio. Con la Lancia Aurelia B21 alla Mille Miglia del 1953, disputata insieme a Leonardo Pellegatta. Qui Lualdi e Pellegatta sono ritratti sui tornanti del passo della Futa, provenienti da Firenze e diretti verso Bologna

Quello di Castellarin è un libro vivace, non sistematico: si narrano le vicende sportive di Lualdi, complete anche in virtù delle molte giornate che l’autore ha potuto trascorrere col protagonista, raccogliendo ogni tipo di ricordo, di storia, di aneddoto. Lualdi fu un privilegiato: da quando, nel 1953, riuscì ad acquistare una Ferrari 166 Spyder dal concessionario milanese di Franco Cornacchia, inaugurò una lista quasi incredibile di vetture del Cavallino, con le quali vinse – a volte stravinse – per quasi quindici anni in giro per l’Italia. E’ appena il caso di ricordare la 250 GT, la 250 GT TDF, la 250 GT SWB, le due 250 GTO (modello ’62 e ’64), la 196 SP Dino, la 250 LM, la 206 S Dino e – in ultimo – la 212E campionessa europea della montagna nel 1969 con Schetty. Prima, dopo e in mezzo, tante altre vetture, come Lancia, Maserati, OSCA, Abarth, Osella. Insomma, una carriera coi fiocchi, al livello dei professionisti. Nel libro, Castellarin non manca di inserire lunghe ma tutt’altro che peregrine digressioni su altri piloti che Lualdi lo sfidarono lealmente e lo conobbero bene, da “Noris” a “Riccardone”, da Patria a Biscaldi. La narrazione della vita agonistica di Lualdi procede quasi per flash, in un ipotetico film in cui appaiono per scomparire e poi ritornare volti noti, auto, gare, ambienti, città periferiche e posti importanti.

Ne esce fuori un affresco molto vivido dell’epoca d’oro delle salite, reso ancora più avvincente da un intermezzo composto di decine d’immagini in bianco e nero e a colori, molte delle quali mi paiono del tutto inedite. Interessante l’antologia di spezzoni di articoli dell’epoca (Auto Italiana, Autosprint, ma anche quotidiani come la Gazzetta del Mezzogiorno) che rivela un modo forse ormai inusuale, magari per certi versi ingenuo o obsoleto, di raccontare lo sport dell’automobile.

Consiglio vivamente questo volume a tutti gli appassionati di gare, un prezioso contributo alla storia dell’automobilismo italiano, che negli ultimi anni è stata valorizzata da tante eccellenti ricerche.

Danilo Castellarin, Volanti & Tornanti. Le corse di Edoardo Lualdi Gabardi. Presentazione di Piero Ferrari, Libreria Automotoclub Storico Italiano, Torino 2023, pagg. 232, copertina cartonata, € 26,00 [ISBN 978-88-98344-92-5]

Obsoleti a pezzi

testo e foto di Riccardo Fontana

Il collezionismo di automodelli è veramente quanto di più vario si possa immaginare: letteralmente ogni appassionato lo percepisce e lo vive un po’ come vuole, anche perché fondamentalmente il bisogno di collezionare dei pezzetti di vario materiale dotati di routine è diretta espressione delle più recondite sfumature del suo animo.

Sfumature, ecco: qualche maligno – probabilmente abbastanza realista – sostituirebbe il termine con “disagi” o con “insicurezze”, ma il concetto di fondo è sempre quello, il soddisfacimento di un bisogno interiore cui è difficile dare una connotazione ben precisa, e che però esiste e pulsa.

Per me la bellezza del collezionare auto (e moto) modelli viene alimentata soprattutto dal non sapere mai cosa capiterà a questo o a quell’evento, dal ritrovamento fortuito ma estremamente piacevole, che poi sarebbe riassumibile – altrettanto malignamente che sopra – con il caro vecchio concetto dello “scovare la perla in mezzo alla rumenta”, trovare il “bello ” dove nessuno guarda.

Non c’entra neanche tanto lo spendere poco, quello è diretta conseguenza del trovare modelli particolari negli anfratti più improbabili di fiere e borse, quanto proprio a quel senso di “sortie de grange” di puro respiro automobilistico o motociclistico “reale” che certi modelli sanno dare: ricordo quando trovai un’Alpine A106 della CIJ in condizioni più che accettabili in un mercatino piccolissimo, o quando durante un Viaggio in Normandia, in un Brocante permanente sulla route nationale, rimasi scioccato dal trovare appesa al muro un’Alpine A220 CIJ di quelle in scala 1:3 che montavano un motore a scoppio e si usavano negli eventi di contorno della 24 Ore di Le Mans (che ovviamente non presi, per ragioni facilmente intuibili, che fluttuano dal “dove la metto per portarmela via?” al “porto anch’io l’orologio sopra il polsino, ma il portafoglio dell’Avvocato non sono ancora riuscito a copiarlo”).

Lo stato di conservazione dei modelli è un fattore che ha iniziato abbastanza tardi e progressivamente a farsi spazio tra le mie priorità: da bambino giravo i mercatini cercando le F1 della Politoys ed ero contentissimo di trovarle anche se rotte o incomplete (tutto il mio mondo relativamente alla passione per gli obsoleti nacque dalla ricerca spasmodica della Ferrari 312 B3 in scala 1:16 della Polistil, cui poi si unì il KTM 250 del ’74 della Protar in scala 1:9), e poi scoprii tutto il mondo sterminato e super affascinante che componeva il concetto di automodello obsoleto, abbracciando una filosofia che penso mi accompagnerà a vita: imparai passo a passo come fosse decisamente meglio evitare di buttarsi sul primo rottame (a meno di non voler fare ricambi, che è sempre opera utile nonché pragmatica) ma concentrarsi piuttosto su esemplari migliori, di qualità certamente maggiore.

La scatola di fatto non mi interessava, la consideravo quasi un inutile lusso, e questo stato di cose è continuato per un bel po’ di tempo, fino praticamente agli albori della mia unione con PLIT, vero momento zero del mio essenzialmente irreversibile “infighettimento modellistico”: oggi, a meno veramente di non trovare qualcosa di più che irrinunciabile (tipo un Togi perfetto a 20€) faccio moltissima fatica a comprare modelli che non siano intonsi e con scatola, pur non arrivando ad esagerare con le pretese, ma a questo punto si pone il problema di “come guardare” ciò che è stato comprato in tanti anni di passione (che è veramente tanta roba).

Molto semplicemente, la soluzione è venuta da sé: iniziare a comprare le scatole vuote, rigorosamente originali, e cercare di “completare” quanti più modelli possibile, valorizzando al massimo quanto è stato accumulato piuttosto che darsi all’acquisto in un certo senso compulsivo di sempre maggiori quantitativi di modelli (che comunque arrivano, inevitabilmente).

È anche un buon modo per cercare di darsi una regolata, e sicuramente può dare soddisfazione, e può ricordare comunque il senso di leggerezza che inevitabilmente deve poter accompagnare questo hobby.

Può venire utile tutto, anche recuperare il classico “rottamino” a pochi centesimi al mercatino sotto casa, perché anche ricavare un modello perfetto mischiandone due imperfetti è un ottimo esercizio di passione (si vede che restauro anche auto e moto vere?).

Flessibilità dunque, e “zero menate”, ma anche criterio, sempre fondamentale da che mondo e mondo, anche nelle cose frivole e scriteriate per loro stessa natura come il collezionismo.

Vivete bene quindi, e fate ciò che vi fa sentire bene: qui nessuno vi giudicherà, perché noi siamo molto peggio di voi.

Senza nessuna eccezione.

FIA-WEC 2024: Peugeot annuncia i due equipaggi delle 9X8 Hypercar

Con l'inizio della stagione 2024 del FIA World Endurance Championship (WEC) previsto per il 24 e 25 febbraio, in occasione del prologo in Qatar, il Team Peugeot TotalEnergies entra in dirittura d'arrivo dei suoi preparativi. 

L'integrazione di Stoffel Vandoorne nel team dalla scorsa stagione è stata l'occasione per ripensare la composizione degli equipaggi delle due Peugeot 9X8 Hypercar.

Mikkel Jensen, Nico Müller e Jean-Eric Vergne faranno ora squadra sulla vettura #93; Paul Di Resta, Loïc Duval e Stoffel Vandoorne condivideranno il volante della #94.

La 24 Ore di Le Mans a Rétromobile

Anche quest'anno, il salone Rétromobile, si prepara ad ospitare uno spazio (Padiglione 1, stand M - 035) che mette in risalto la 24 Ore di Le Mans e il suo Museo. I visitatori avranno l'opportunità di scoprire due vetture eccezionali, la Porsche 919 Hybrid LMP1 e la Tank Chenard. Durante tutta la settimana del salone verranno proposte anche attività (sessioni autografi, presentazioni di prodotti su licenza, ecc.) e un concorso che permetterà di vincere la Peugeot 9X8 della Lego.

La 919 Hybrid è stata donata al Museo della 24 Ore di Le Mans dalla Porsche nel 2020. Con le sue tecnologie all'avanguardia e il suo motore ibrido, questa vettura ha segnato la sua epoca, ottenendo tre vittorie sulla Sarthe (2015, 2016, 2017).

L'altro gioiello di questa esposizione è la Chenard Tank, due volte partecipante alla 24 Ore di Le Mans nel 1925 poi nel 1937, e vincitrice del Bol d'Or Automobile 1937. È considerata il primo prototipo della storia della 24 Ore: vettura con telaio e carrozzeria specifici, dal design aerodinamico, niente più a che vedere con le roadster dell'epoca. Charles Rigoulot, che la iscrisse a Le Mans nel 1937, era considerato l'uomo più forte della terra ed era stato campione olimpico di sollevamento pesi ai Giochi di Parigi del 1924.

Martedì 30 gennaio alle 20.15 si svolgerà inoltre una conferenza stampa presso lo stand ACO. L'occasione per scoprire il programma della 24 Ore di Le Mans e i nomi degli artisti che si esibiranno nel corso della settimana di gara.