Il 7 aprile la 38ma edizione della Bourse de Belfort

Si svolgerà presso la sala comunale di Trévenans (Bourgogne-Franche-Comté, Francia) la 38ma edizione della Borsa di Belfort, organizzata dall’associazione Petites Autos de Belfort-Montbéliard.

In occasione sarà visibile un’esposizione di automodelli per in novant’anni della Traction Avant. Orario della manifestazione: 9-16. Ingresso €3.

FIA-WEC, esordio stagionale difficile per le 499P in Qatar

La squadra Ferrari – AF Corse conclude il primo round del FIA World Endurance Championship con un ottavo e un 14esimo posto alla 1812 KM del Qatar (diventati rispettivamente settimo e tredicesimo dopo la squalifica della Peugeot 9X8). Il risultato è stato ottenuto rispettivamente dalle 499P numero 50 e 51, guidate da Antonio Fuoco-Miguel Molina-Nicklas Nielsen, Alessandro Pier Guidi-James Calado-Antonio Giovinazzi.

Alla bandiera a scacchi, dopo aver completato 334 tornate, il miglior piazzamento è della 499P del team AF Corse, quinta al traguardo, condivisa dagli ufficiali del Cavallino Rampante Yifei Ye e Robert Shwartzman – entrambi al debutto nel Mondiale endurance con la Casa di Maranello – con Robert Kubica. La Hypercar Ferrari in livrea gialla, in virtù del risultato a fine gara, ha conquistato il secondo posto nella classifica FIA World Cup for Hypercar Teams, e i tre piloti hanno così potuto festeggiare salendo sul podio. Il risultato è valso all’equipaggio, iscritto con il numero 83, 15 punti per la classifica Piloti e 27 per quella riservata alla graduatoria Team.

La prova sul tracciato mediorientale, come da previsioni della vigilia, si confermava complessa per le Hypercar del team Ferrari – AF Corse. I contatti subiti, che hanno costretto i meccanici a richiamare ai box le 499P per gli interventi necessari, e le penalità comminate per alcuni errori, hanno compromesso per gli equipaggi ufficiali la possibilità di lottare per le prime posizioni, nonostante un’ottima partenza firmata da Molina e Calado.

Il team Ferrari – AF Corse saluta il Qatar con nove punti ottenuti in classifica Piloti e 12 tra i Costruttori. Il FIA WEC tornerà sotto i riflettori il 21 aprile all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola con la 6 Ore, seconda gara stagionale.

Antonio Fuoco: “La prima prova dell’anno non è stata positiva. Dobbiamo innanzitutto lavorare su noi stessi perché oggi abbiamo commesso troppi errori. Ora l’obiettivo deve essere di ripartire ancora più forti, pensando già alla prossima gara a Imola nella quale mi auguro che potremo tornare a dimostrare il nostro valore”.

Miguel Molina: “La 1812 KM è stata molto lunga e nel corso delle dieci ore sono successi tanti fatti. Siamo partiti bene, pur sapendo che il nostro passo non ci avrebbe dato molte possibilità di lottare per il podio. Alla fine siamo riusciti a conquistare dei punti che saranno preziosi nell’arco della stagione, ma in vista di Imola spero che sapremo fare di meglio per fare un grande risultato davanti ai nostri tifosi”.

Nicklas Nielsen: “Non possiamo essere soddisfatti dell’ottavo posto, anche se nel finale siamo riusciti a risalire alcune posizioni guadagnando dei punti importanti per la squadra e, forse, abbiamo concluso nella migliore posizione possibile date la circostanze. Peccato perché Miguel aveva fatto un’ottima partenza, ma nel corso della gara non siamo in grado di poter ambire a un piazzamento nelle posizioni di vertice”.

Alessandro Pier Guidi: “Prima del via sapevamo di non avere il passo per competere con le vetture in lizza per le prime posizioni e la gara ha confermato questo. Speravamo comunque di poter concludere in zona punti, ma per come si è sviluppata la corsa non è stato possibile”.

James Calado: “Concludiamo una gara difficile nella quale abbiamo commesso alcuni errori e siamo stati un po’ sfortunati a dire il vero, ma eravamo consapevoli, dopo le sessioni di prova e le qualifiche, che su questa pista non avremmo avuto molte possibilità per fare un grande risultato. Ora guardiamo al futuro sperando di tornare in pista a Imola con altre ambizioni”. 

Antonio Giovinazzi: “Sin dall’inizio la gara è stata complicata e quando abbiamo perso l’ala posteriore in seguito a un contatto, a un’ora e venti minuti dalla partenza, tutto è diventato ancora più difficile. Qui a Lusail ci mancavano velocità e passo, ma abbiamo commesso anche alcuni errori, quindi nelle settimane che ci separano dalla 6 Ore di Imola l’obiettivo sarà quello di lavorare duramente per tornare in pista con ambizioni maggiori”.

Antonello Coletta, Global Head of Endurance and Corse Clienti: “All’interno di un weekend complicato e non esente da episodi che analizzeremo accuratamente al nostro ritorno a Maranello, la prova della 499P di AF Corse rende meno amaro l’esito della gara in Qatar. Il secondo posto nella classifica per team indipendenti è un ottimo punto di partenza per la stagione e saprà dare la giusta motivazione alla squadra. Per quanto riguarda la prova delle 499P ufficiali, invece, abbiamo visto confermati i timori della vigilia, ossia l’elevata incidenza sul piano della competitività del rapporto peso-potenza che ci ha posto in una condizione d’inferiorità che ha precluso, di fatto, ogni chance di lottare per il podio. Guardando agli aspetti positivi, anche in questo caso abbiamo portato al traguardo tutte e tre le vetture, accumulando ulteriori dati e chilometri che saranno utili già a partire da Imola”.

Ferdinando Cannizzo, Head of Endurance Race Cars: “Il risultato della gara ha confermato quanto emerso già durante il Prologo e nelle simulazioni, ossia la grande differenza rispetto ad altre vetture che non ci avrebbe consentito di lottare per il podio e così è stato, al netto della splendida partenza di Molina. La gara non è stata esente da sbavature e da episodi sfortunati ma non avremmo avuto alcuna possibilità di lottare per il podio. Nonostante questo abbiamo cercato di ottenere il miglior risultato possibile per le nostre vetture anche adottando una strategia aggressiva. La gestione delle gomme, pur su una pista decisamente impegnativa, è stata ammirevole considerando che, nonostante i numerosi doppi e tripli stint sugli pneumatici, non abbiamo sofferto né degrado né usura.”

FIA-WEC in Qatar, Peugeot beffata all’ultimo giro

Il destino ha inflitto al Team Peugeot TotalEnergies un duro colpo nelle fasi finali della gara al Losail International Circuit del Qatar. La 9X8 numero 93 guidata da Jensen/Müller/Vergne ha percorso 334 dei 335 giri tra i primi tre, finendo il carburante all’inizio del penultimo giro, concludendo la gara al settimo posto. La vettura numero 94 di Di Resta/Duval/Vandoorne, invece, ha tagliato il traguardo in diciassettesima posizione.

Le 9X8 hanno avuto un inizio di gara radicalmente diverso. Dopo essersi schierato sesto sulla griglia di partenza, Nico Müller (n. 93) è risalito al terzo posto alla fine del primo giro, mentre il suo compagno di squadra Paul di Resta (n. 94) è stato mandato in testacoda alla prima curva da un altro concorrente.

Dopo due sorpassi magistrali, Nico Müller ha preso il comando della 1812 km del Qatar al sedicesimo giro. Ne è seguita una battaglia incredibilmente intensa tra la 9X8 numero 93 e la Porsche numero 6. Per quasi mezz’ora, raramente c’è stato più di un secondo tra le due Hypercar.

Mikkel Jensen, Jean-Eric Vergne e Nico Müller si sono alternati al volante per mantenere la 9X8 numero 93 in seconda posizione fino al penultimo giro, quando improvvisamente “JEV” ha rallentato in pista. La numero 93 ha continuato a procedere con l’energia elettrica per tagliare il traguardo, cosa che ha causato la sua squalifica, proprio quando il Team Peugeot TotalEnergies era sul punto di registrare la sua migliore prestazione nel FIA World Endurance Championship dopo una prestazione molto solida per tutto il fine settimana.

Al volante della numero 94, Paul di Resta ha completato uno stint di 82 giri per cercare di rientrare nella top ten. “Ho forato lentamente dopo essermi scontrato con un’altra macchina all’inizio. È deludente perché avevamo un ottimo passo”. Purtroppo, a metà gara, la numero 93 ha dovuto fermarsi ai box per 30 minuti per sostituire la batteria. Questo non gli ha impedito di concludere la gara al sedicesimo posto, raccogliendo nel frattempo alcuni dati molto utili per il futuro.

Dopo aver completato una distanza di 30.970 km e un incredibile lavoro da parte di tutto il team, la versione 2023 della Peugeot 9X8 cederà ora il passo alla versione 2024, a partire dalla 6 Ore di Imola (21 aprile), fortemente determinata a sfruttare il potenziale della vettura.

Per il 20° anniversario del concept, Heritage presenta la “500 Tributo Trepiuno”

Vent’anni fa, al salone dell’auto di Ginevra 2004, il marchio FIAT stupì tutti con la spettacolare presentazione della concept Fiat Trepiuno, una rivoluzionaria idea di mobilità urbana ideata dall’Advanced Design Studio del Centro Stile FIAT. Acclamata dal pubblico e dalla critica internazionale, la piccola vettura rappresentava un “ritorno al futuro”, reinterpretando in chiave moderna la leggendaria Fiat 500 del 1957, e al tempo stesso anticipava forme e volumi che, di lì a poco, avrebbero dato vita alla terza generazione del “cinquino”.
Per celebrare l’importante anniversario, il team di Heritage ha deciso di realizzare la 500 Tributo Trepiuno, destinata ai collezionisti di tutto il mondo, che sarà prodotta, certificata e venduta dal dipartimento che tutela e conserva il patrimonio storico dei marchi italiani di Stellantis.
L’annuncio del progetto, parte integrante del programma Reloaded by Creators di Heritage, avviene oggi attraverso una clip dove Roberto Giolito, allora a capo dell’Advanced Design Studio del Gruppo FIAT e attualmente Head of Stellantis Heritage (Alfa Romeo, FIAT, Lancia, Abarth), svela i dettagli della nuova creazione e ripercorre la sua genesi, che parte dalla 500 del 1957, passa dal concept Trepiuno del 2004 e sfocia nella 500 del 2007, uno dei più grandi successi del marchio, anche grazie al nuovo modello 100% elettrico del 2020.
La 500 Tributo Trepiuno è il nostro omaggio a un concept che ha giocato un ruolo chiave nell’evoluzione della storia contemporanea di FIATE proprio per celebrare questo importantissimo anniversario, il team Heritage mette al mondo un numero limitato di esemplari da collezione che riportano, a bordo di una 500 Hybrid moderna, l’immediatezza di quel design che fu il primo Big bang della 500 contemporanea, autentica pietra miliare nella storia ultracentenaria di FIAT e simbolo della creatività e dell’ingegno italiano entrato nell’immaginario collettivo”, dichiara Roberto Giolito.

500 Tributo Trepiuno del 2024
Nell’ambito del progetto “Reloaded By Creators”, la nuova creazione firmata Heritage nasce sulla base dell’attuale 500 Hybrid, con il chiaro obiettivo non di replicare in modo asettico forme e contenuti del concept originale, ma di realizzare una 500 speciale. Una vettura che, attraverso interventi mirati su colori e materiali, possa far rivivere quell’atmosfera magica di 20 anni fa, quando le porte del concept più accattivante del salone si aprirono al pubblico invitandolo a salire a bordo del futuro del brand e dell’intero Gruppo FIAT. All’esterno, la 500 Tributo Trepiuno si caratterizza per il candore della sua livrea bianca, ispirata alla colorazione del concept del 2004, su cui spiccano i fari posteriori con inserto rosso e i loghi con la scritta “FIAT” su sfondo blu. E il ricordo non può che andare al logo del 1999, che venne creato per celebrare il 100° anniversario del marchio. A completare la silhouette i cerchi Sport a cinque razze sdoppiate con coppetta dedicata. In un rimando cromatico di forte impatto, l’abitacolo della nuova Limited Edition di Heritage riprende il sofisticato abbinamento bicolore del concept originale. Lo dimostrano i sedili anteriori rivestiti in pelle pieno fiore bicolore bianco / rosso bruno con sellatura specifica. Lo stesso tema si scopre nei sedili posteriori, dove il rivestimento in pelle pieno fiore è di colore bianco nella seduta mentre è rosso bruno per lo schienale. A risaltare su tutti e quattro i posti il logo “Trepiuno XX” ricamato, proprio ad enfatizzare il 20° anniversario. Infine, sono di colore rosso bruno i rivestimenti dei pannelli interni, che richiamano la fascia 360° del concept, e la plancia, quest’ultima con una preziosa fascia istoriata con i disegni originali del concept Trepiuno, realizzati allora da Roberto Giolito. Ogni esemplare sarà un pezzo da collezione, tanto che ciascuna vettura sarà corredata da Certificazione di Autenticità rilasciata da Heritage.
Per maggiori informazioni è possibile scrivere al seguente indirizzo mail: heritage@stellantis.com o visitare il sito web al seguente link.

Concept car “Fiat Trepiuno” del 2004
Il 4 marzo del 2004, al Salone di Ginevra, va in scena la spettacolare presentazione della Fiat Trepiuno, una concept car compatta che svela le future scelte stilistiche del marchio. Il successo è così grande che la 500 diventa realtà nel 2007. Autentico simbolo del Made in Italy, il concept Trepiuno attingeva dal glorioso passato di FIAT, proiettando il brand italiano nel nuovo millennio e dando speranza all’intero Gruppo in un momento storico particolarmente complesso. Alla base del progetto, denominato “Small and Safe”, vi era la volontà di ricercare una sicurezza incrementata in un package ridotto. Ispirata alle forme della Nuova 500 del 1957, infatti, la Trepiuno è una moderna citycar lunga solo 3,3 metri e realizzata su un inedito e sofisticato pianale che unisce acciai alto-resistenziali all’alluminio, che assicurano una nuova concezione di assorbimento di energia in caso di urto, riducendo tutto il volume posto davanti alle ruote anteriori.
Innovativa anche nel colore di presentazione, un pionieristico bianco dedicato, e unica anche negli accostamenti interni, la Trepiuno si caratterizzava per un abitacolo dominato dal bianco con una fascia rosso bruno che avvolgeva a 360° lo spazio interno.
Ricorda Giolito: “A quella epoca la mia idea e del mio team di Advanced Design”, nato nel 2002 e composto da giovani designer provenienti da diversi ambiti, era quella di asciugare qualsiasi forma di decorazione e portare la lettura essenziale della 500, sostanzialmente legata a piani sovrapposti come la 500 di Giacosa. Ecco allora un body inferiore bombato, un anello che circonda tutto il volume che comprende il cofango, ossia il cofano avvolgente sui fianchi, e poi una bolla vetrata, che addirittura non lascia soluzione di continuità tra il parabrezza e il tetto vetrato o apribile”.
Il nome Trepiuno deriva dalla versatilità degli interni che offrono due comodi posti nella fila anteriore, un posto posteriore che guadagna spazio con l’avanzamento del sedile anteriore del passeggero più un quarto posto d’emergenza dietro al conducente. I richiami alla gloriosa Nuova 500 del ’57 sono molti ma tutti rivisitati in chiave non solo moderna ma anche futuristica, come i fari anteriori rotondi “multifunzione” accompagnati da due fanalini ulteriori con funzione di indicatori di direzione. I fari posteriori sono realizzati con schermi a cristalli liquidi che disegnano le funzioni. Il successo supera le aspettative e spinge il management FIAT ad evolvere la Trepiuno in una vettura di produzione creando così la nuova generazione del mitico “cinquino”.


Commenta Giolito: “Tra il 2004 e il 2006 avviene una grande chiamata di tutto il team di FIAT per lavorare sull’ingegneria e sul design di questo prodotto. A scendere in campo è lo stesso gruppo di designer del concept Trepiuno, sempre più coeso, che disegna una vettura di produzione che supera il prototipo in termini di piacevolezza estetica, cura dei dettagli e proporzioni generali, pur crescendo di qualche centimetro”.
Così quella concept che nell’intento del Centro Stile FIAT doveva servire per lo studio delle nuove tecnologie e degli stilemi delle future FIAT, diventa il prototipo del più grande successo commerciale di FCA del XXI secolo.

Il 14 aprile la III Borsa di Louhans

Si svolgerà domenica 14 aprile 2024 la terza edizione della borsa di automodelli di Louhans, organizzata presso la Salle de la Grenette dall’ACEVA (Association Centre Est du Véhicule Ancien), con orario 9.30-17.30.

Per ulteriori informazioni: www.aceva.fr

FIA-WEC in Qatar, la Porsche domina la gara di apertura

21ma Borsa di scambio a Sorbiers

Organizzata dal MASES (Mini Auto Saint-Etienne Sorbiers), la 21ma edizione della borsa di scambio non è stata molto fortunata. Il paese di Sorbiers, come tutta l’area di Saint-Etienne, si è trovato fra ieri notte e stamani al centro di una perturbazione proveniente da Clermont-Ferrand, che ha causato una fortissima nevicata. Espositori e visitatori hanno incontrato difficoltà notevoli non solo ad arrivare ma anche a parcheggiare nelle aree del borgo (la borsa si svolgeva nella parte vecchia di Sorbiers, nel bocciodromo J.Coignet), piene sì di parcheggi ma tutti in forte pendenza. Vi lasciamo immaginare le conseguenze, anche per chi avesse pneumatici da neve.

Detto questo, la borsa non è stata neanche nulla di eccezionale. Nella regione si svolgeva oggi un’altra borsa, ad Avermes (di cui PLIT vi aveva fornito altre volte dei reportage), e forse sarebbe stato il caso di privilegiare quella ma nessuno è indovino. C’era comunque una bella collezione di Renault 5 in vendita, incluso un bel Martoys blu, diverse Norev e qualche Solido interessante, fra cui un kit montato bene con bei dettagli ma non perfetto nella conservazione. Alcuni speciali in kit e montati anche piuttosto datati (John Day, Danhausen, Plumbies etc) emergevano da qualche banco. Il livello generale, comunque, è stato piuttosto mediocre, con una bella raccolta di Bang/Best, alcuni Eligor, pochi Solido/Verem e qualche faldone di decals non particolarmente attraenti. Interessanti alcuni Schuco della vecchia produzione (BMW, Mercedes…).

Queste manifestazioni, anche se a volte finiscono per essere deludenti per chi è abituato a ben altri scenari, sono da lodare non solo per la buona volontà mostrata dagli enti organizzatori – che nella maggior parte dei casi sono associazioni di volontariato – ma anche per il ruolo di aggregazione e di incontro che svolgono all’interno di piccole comunità dove gli avvenimenti non sono così frequenti.

Rassegna stampa: Américaines de Légende de 1950 à 2000

Le vetture americane sono conosciute per la loro diversità, la loro potenza e il loro design particolare. Molti dei costruttori hanno una lunga storia – spesso ignorata in Europa – pur avendo prodotto nel corso dei decenni alcuni dei modelli più emblematici del motorismo.

Negli anni ’50 la produzione americana imboccò la strada della motorizzazione di massa, con concetti estetici molto diversi dall’anteguerra; gli anni ’60 furono poi quelli delle pony cars e delle muscle cars, categorie nelle quali i costruttori principali ingaggiarono guerre a suon di potenze sempre maggiori. Quest’epoca, da molti considerata come la migliore dell’automobilismo americano, ebbe fine con la crisi petrolifera del 1973, alla quale comunque l’auto seppe adattarsi, creando un nuovo segmento, quello delle personal luxury cars.

Con gli anni 90 e i primi 2000, le carrozzerie assumono forme più in linea con le tendenze europee e giapponesi e – per fortuna – i motori ad alte prestazioni fanno il loro ritorno dopo i fasti degli anni ’60.

Cinquant’anni di auto americane non sono facili da raccontare. Ci ha provato – secondo noi riuscendoci – la rivista francese Collection Garage, che propone un hors-série in cui si passano in rassegna molti dei modelli americani dal 1950 al 2000. Cinque capitoli – uno per ogni decennio – per quasi 140 pagine ricche di foto, di notizie, di dati e di storia. Un ottimo strumento di consultazione, soprattutto per i non specialisti.

Costo del fascicolo, € 14,90 in Francia, € 15,90 in Italia, ammesso che lo troviate.

FIA-WEC in Qatar: Ferrari in seconda e quarta fila

Le 499P della squadra Ferrari – AF Corse scatteranno dalla seconda e dalla quarta fila alla 1812 KM del Qatar, round inaugurale del FIA World Endurance Championship, che si disputa oggi sabato 2 marzo sulla distanza delle dieci ore, con bandiera verde alle 11 (orario locale).

Le posizioni in griglia di partenza sono il risultato della Hyperpole, nella quale Antonio Fuoco ha firmato il quarto tempo con la 499P numero 50 – condivisa in gara con Miguel Molina e Nicklas Nielsen – precedendo di quattro posizioni Antonio Giovinazzi, che ha qualificato la Ferrari numero 51 dell’equipaggio completato da Alessandro Pier Guidi e James Calado.

Scatterà dodicesima, invece, la 499P numero 83 del team AF Corse portata in gara dai piloti ufficiali del Cavallino Rampante Yifei Ye – al volante in qualifica – e Robert Shwartzman, insieme a Robert Kubica.

Nel corso della Hyperpole – la sessione introdotta in tutte le prove del Mondiale endurance a partire dalla stagione 2024, riservata alle dieci vetture più veloci in qualifica –, che si è disputata prima del tramonto con una temperatura dell’aria di 20°C e dell’asfalto di 28.5°C, Fuoco e Giovinazzi hanno fermato i cronometri rispettivamente a 1’39’’976 (+0’’629 dalla Porsche di Matt Campbell, che partirà dalla pole position) e a 1’40”224. I due piloti italiani hanno concluso la Hyperpole migliorando entrambi di una posizione il risultato che avevano firmato nei 12 minuti di qualifica.

Antonio Fuoco, 499P #50

Qualifiche e Hyperpole sono state sessioni non semplici per noi durante le quali abbiamo dato il massimo. Al termine della giornata sono contento perché abbiamo potuto spingere, sfruttando tutti i minuti in pista, e migliorando i tempi sul giro. La gara? Partiremo da una buona posizione, ma sappiamo che la corsa sarà complicata e dovremo approcciarla con grande attenzione, anche considerato che qui a Lusail nelle prime quattro-cinque ore affronteremo temperature calde che nella fase finale scenderanno anche di diversi gradi.

Antonio Giovinazzi, 499P #51

Abbiamo conquistato l’accesso alla Hyperpole che non era affatto scontato, considerato che molte vetture hanno girato su tempi molto ravvicinati. Scatteremo dalla quarta fila in questa prima prova della stagione 2024 consapevoli che la gara sarà lunga e, penso, molto combattuta per le posizioni di vertice.

A febbraio Stellantis conferma la leadership in Italia nei veicoli commerciali

A febbraio i veicoli commerciali Stellantis confermano la propria leadership nel mercato italiano. In base all’elaborazione dei dati forniti da Dataforce, Stellantis ha chiuso il mese con una quota del 40,9% e volumi di vendita pari a quasi 7.500 unità.

FIAT Professional è stato il brand che ha realizzato la miglior performance con una quota del 26,2% in crescita di 0,3 punti percentuali rispetto all’analogo mese del 2023.

Il FIAT Professional Ducato, prodotto nello stabilimento di Atessa (Chieti), è il best seller del mercato dei veicoli commerciali in Italia con quasi 2.000 immatricolazioni ed una quota nel suo segmento del 26,4% in crescita di 2 punti percentuali rispetto all’analogo mese dello scorso anno. Nello stesso segmento dei Large Van, considerando anche PEUGEOT Boxer, Citroën Jumper e Opel Movano, tutti veicoli prodotti ad Atessa (CH), la quota di Stellantis è del 38,9%.

A febbraio abbiamo confermato la nostra leadership in Italia – ha dichiarato Gianluca Zampese, Direttore della Business Unit Veicoli Commerciali di Stellantis in Italia – grazie ai risultati in crescita di Fiat Professional e in particolare del Ducato fatto ad Atessa, con il supporto di tutti gli altri marchi. Ringrazio la nostra rete di vendita, che svolge un ruolo fondamentale nel saper offrire le migliori soluzioni alle esigenze complesse dei professionisti del trasporto e nella qualità del servizio di assistenza”.