testi e foto di Renato Scotti Di Uccio
I modelli in plastica mi hanno sempre affascinato per gli spessori minimi, per il livello di precisione e per il fatto che siano quasi sempre tutti apribili (una mia fissa!).
Ho letto i bellissimi articoli che sono stati qui pubblicati e mi complimento con gli estensori che mostrano una profonda preparazione sull’argomento: una lettura che mi ha arricchito di tante conoscenze.
Ho però sofferto perchè ero lontano dai miei modelli e non potevo andare a riguardarmeli!
Ho quasi tutti quelli di cui avete parlato … ma ne ho anche altri!
Ho provato a inserire qualche commento ma non ci sono riuscito per cui ho trasformato le mie considerazioni in un altro articolo che ho scritto appena rientrato a casa, finalmente a contatto con le mie “creature”. Lo trasmetto a David Tarallo, sperando possa trovare posto in questa rubrica, confidando nella sua pazienza e “umanità”!
Lo scrivo perché anch’io, come ha già detto qualche altro appassionato, ritengo che non si possa concludere l’argomento senza citare i Kato e il Fujimi (che mi risulta abbia fatto solo una Diablo ma aspetto che qualcuno mi dica che c’è qualche altro modello da cercare!).
…E poi ci sono quelli in plastica non apribili… ma altrettanto dettagliati, anche se non altrettanto “sottovalutati” (visti i prezzi che ci sono in giro): parlo degli Enterbay (o Garage Models).
Tutti modelli che fanno parte della mia collezione ma di cui vorrei saperne di più. Intanto ricapitolo con voi le mie (poche) conoscenze.
Kato, già citata da Guilherme nel commento all’articolo di Marco, produceva ottimi trenini quando, nel 1999, decise di cimentarsi nel settore delle auto, commercializzando due bellissime riproduzioni:
Kato NISSAN FAIRLADY Z (detta anche 300 ZX)
Kato Toyota Supra RZ MKIV
Precise nei dettagli e molto precise negli incastri. Le fessure di cofano e portiere sono praticamente inesistenti tanto che per aprirli io adopero del nastro adesivo con cui posso “prenderli” senza rovinare i margini.



La Nissan è stata realizzata in rosso, in bianco e crema, la Toyota in grigio, rosso, blu metallizzato e nero. Ne ho viste con guida a destra e a sinistra: direi che le 300 ZX hanno la guida a sinistra e le Fairlady la guida a destra. Non ho documenti o cataloghi che lo confermino ma dalle ricerche che ho fatto è altamente probabile questa differenza.


Fujimi Diablo
Di questa marca purtroppo so molto poco. Le mie ricerche la descrivono come la ricordavo: solo come produttrice di kit è associata a TSM per una serie di modelli Ferrari in metallo in varie scale.
La Diablo dovrebbe essere qualcosa di sperimentale o il risultato dell’inglobamento di qualche casa più piccola che l’aveva in produzione.
In verità, si tratta di un modello interessante ma non a livello della qualità di tutti gli altri modelli descritti in questo e nei precedenti articoli. Gli spessori sono sempre molto esigui, così come le fessure delle parti mobili ma la precisione del montaggio e delle cerniere difetta. Il modello è estremamente fragile e il colore non nasconde per nulla il materiale con cui è costruito.
Per quanto ne so, questa Diablo è stata fatta in giallo e in rosso.
Da avere in collezione… solo perché è l’unica Diablo tutta apribile.




In questa disamina voglio ricordare, ma solo di sfuggita, anche i kit in plastica, che in scala 1/43 sono una vera rarità: qualche Monogram, Airfix, Heller e più recentemente i Dreamcar che hanno realizzato un paio di Ford ed un paio di Lamborghini, meritevoli di considerazione.



Ma i Kit in plastica non fanno parte di questo specifico argomento, anche se hanno un loro perché e stanno ritornando in commercio (per il momento solo in UK).
Voglio concludere proprio con dei “finti” kit: gli Enterbay.
Questa marca è stata un’altra bella meteora nell’ambito della realizzazione di auto in plastica!
Si tratta di un’azienda di giocattoli di Hong Kong, all’inizio famosa per le sue action figure militari e delle arti marziali: soggetti realistici che potevano essere trasformati in diversi costumi e pose nel film.
Nel 2009 è entrata nel mercato dei modellini di auto in scala 1/43 e ha adottato una strategia davvero singolare per superare la licenza esclusiva Mattel per i modelli Ferrari finiti in 1:43: commercializzare semi-kit già verniciati, da assemblare con giunti a clip.
La finitura è pari a quella di modelli di alta gamma con una plastica di ottima qualità.
Purtroppo non sono apribili, pur avendo la meccanica e gli interni molto ben realizzati.
Molto belli anche i cerchi (Challenge per la 599), i fari e le luci posteriori, i loghi Ferrari adesivi in metallo, e le ruote sterzanti.
Elencare i modelli Enterbay usciti non mi è facile perché non ho cataloghi; dalle ricerche effettuate ho ricavato questa lista che potrebbe anche essere incompleta:
F430 spider: nera
F430 scuderia: gialla, bianca, blu metallizza, rossa
F430 Coupe: rossa, blu metallizzata
F430 Challenge: rossa
599 Fiorano: rossa, amaranto, bianca
Fanno parte della mia collezione i tre modelli base in una sola versione.
Come d’abitudine, non ho saputo resistere ed ho messo mano alla 599 per esaltarne la qualità dei dettagli, sfruttando gli esigui spessori dell’ottima plastica. Ho “ritagliato” con un bisturi il cofano anteriore per renderlo apribile consentire di ammirare la riproduzione del motore! Non è escluso che (trovando un altro modello) mi cimenti anche nel “ritaglio” di portiere e cofano bagagliaio…








Sperando di non essermi dilungato troppo ed augurandomi di aver citato quante più notizie utili sull’argomento (confidando nel vostro aiuto nei commenti se c’è altro da dire), chiudo con un piccolo filmato che mette a confronto alcune Ferrari: una 599 di serie della Ixo (in metallo), la 599 della presentazione a Ginevra della Enterbay (elaborata), una 599 HSE ottenuta dal modello Ixo e la versione Hy-Kers elaborata da un modello in plastica di MJX technics, a dimostrazione che… il futuro della “mobilità” è delle auto elettriche!










































