La Bugatti Tipo 35B Roadster in 1:12

Col numero di catalogo 4713 è disponibile il kit in 1:12 della Bugati T35B Roadster di Italeri.

Si tratta di una scatola di montaggio di elevata complessità, con parti in plastica e dettagli cromati, fotoincisi, sedili in pelle artificiale, pneumatici in gomma, decals in serigrafia. La meccanica è stata riprodotta integralmente.

Il kit ha un prezzo al pubblico di € 160 circa.

FIA-WEC in Qatar, photo gallery

FIA-WEC in Qatar, pole position per la Porsche

Un flash per dare la notizia della pole position della Porsche nelle qualifiche della 1812km del Qatar, prima prova del FIA-WEC 2024. Qui di seguito il pdf scaricabile con i risultati finali delle qualifiche.

Alfa Romeo 33/3 Brands Hatch 1971 elaborazione Solido

testo e foto di Riccardo Fontana

Poco tempo fa, David aveva fatto una breve disamina di una strana Alfa Romeo 33/3 magnificamente elaborata sulla base del Solido referenza 187 (relativo alle prove preliminari della 24 Ore di Le Mans 1970) per ricavarne la versione vincitrice a Brands Hatch nel1971, che di fatto era un’auto quasi completamente diversa da quella di partenza se non per una manciata di stilemi nella parte centrale del corpo vettura. (Link all’articolo: https://pitlaneitalia.com/2024/02/19/alfa-romeo-33-3-brands-hatch-1971/).

Arrivata al suo legittimo proprietario – che sarebbe chi scrive – l’occasione di eseguire un breve confronto fotografico ragionato tra il modello di partenza e quello di arrivo è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire – anche perché perdersi nelle elaborazioni del tempo che fu è sempre molto bello – e quindi eccoci nuovamente qui a tediare chi vorrà leggere con l’ennesimo articolo su roba vecchia di cinquanta e più anni: ad ognuno il suo paraocchi, d’altronde.

Chi conosce la 33/3 Solido sa che si tratta di un ottimo modello, che al pari della stragrande maggioranza dei suoi “fratelli di sangue” è ancora perfettamente in grado di reggere il confronto con prodotti molto più recenti ed avanzati concettualmente in tema di proporzioni ed esattezza delle linee, ma sa anche quanto ostico sia da modificare lo zamak di Solido: durissimo ed estremamente resistente, assai difficile da sagomare e quasi impossibile da forare, completava un quadro reso ancora più ostico da una vernice spessa e molto resistente, difficile da togliere al pari delle decals, che a loro volta non si lasciavano di certo scrostare con le unghie.

Alla luce di tutto ciò, il lavoro eseguito sul modello dallo sconosciuto modellista che lo fece all’epoca, appare ancora più incredibile: praticamente ogni millimetro della scocca è stato modificato, e se escludiamo la parte laterale della fascia centrale dell’abitacolo nulla è rimasto del modello originale, come d’altronde era ovvio che fosse, vista la lontananza aerodinamica estrema che separava le due versioni della 33 reali.

Ovunque sono state aperte grate e feritoie, dai passaruota anteriori al muso stesso, come anche è stato aperto l’abitacolo, mentre anche il grande cofano posteriore è stato – oltreché ritagliato – anche privato delle due piccole prese d’aria ai lati della gobba.

La grossa gobba sul cofano posteriore – da sempre uno dei tratti distintivi della 33 nelle sue varie versioni – è stata dotata di un verosimile foro come nella realtà, mentre lo sfogo presente nella parte sinistra è stato chiuso con una precisione invidiabile.

Il modello è a parer nostro stupendo, e questo nonostante le sue attuali condizioni siano tutt’altro che esaltanti: verrà certamente restaurato con l’aggiunta dell’alettone posteriore e dello specchietto originali, che certamente erano presenti (e che verranno “saccheggiati” da una 33 Retro-Le Mans alla prima occasione) e con delle decals quanto più in linea possibile con quelle già presenti, oltreché naturalmente con una curata e robusta pulizia generale.

E sarà, manco a dirlo, un modello ricco di fascino e di storia, peccato solo non sapere chi l’avesse fatto a suo tempo, né quali altri modelli avesse fatto, se ne avesse fatti.

E, soprattutto, peccato non potere ammirare gli eventuali altri modelli fratelli di questa bellissima 33, anche se con tutto quello che la Solido ha significato per generazioni di collezionisti e di modellisti, in giro per il mondo ci saranno migliaia e migliaia di elaborazioni di tutti i tipi simili a queste, in grado di passare inosservate ai più ma di regalare estrema soddisfazione ai meno.

A quelli, cioè, che visitano Novegro col paraocchi.

Norev: due novità 1:18 Excluweb

Sono da oggi disponibili sul sito Norev due novità 1:18 Excluweb, un Renault Estafette celeste (200 pezzi numerati, , realizzato su ispirazione diretta di un catalogo d’epoca, e la Mercedes 350 SEL utilizzata nelle occasioni ufficiali dal cancelliere tedesco Schmidt. Tutti i modelli Excluweb di Norev sono disponibili al seguente link: https://www.norev.com/fr/3327-exclu-web

Ciarpame in soffitta parte 2

testo e foto di Roberto D’Ilario

“…li farò quando andrò in pensione” frase tipica di chi, come me, accumulava kit preso dalla preoccupazione di accaparrarseli il prima possibile per poi ritrovarseli ancora intonsi in soffitta, per l’appunto. La pensione è arrivata ma loro sono sempre lì. Ne parlavo qualche tempo fa con il mio carissimo amico Willy, anche lui afflitto dallo stesso problema come presumibilmente tanti altri. Quanti scheletri ci saranno negli armadi dei modellisti? Difficile dirlo ma i produttori comunque ringraziano sentitamente, abbiamo dato il nostro contributo.

Possiamo farcene qualche idea alle borse scambio dove, come già evidenziato sulle pagine di questo sito, si vedono tanti pezzi provenienti da collezioni smantellate il che mi fa pensare ai miei eredi che dovranno liberarsi solo di un centinaio di kit 1/43 e una ventina in scale più grandi oltre alle centinaia di die-cast, accessori, decals e contorni vari. Problemi loro, ma il punto è cercare di capire il perché siano ancora lì in attesa di essere montati.

Credo che fondamentalmente sia questione di tempo o meglio del tempo che non troviamo più per pasticciare. Prima passavo pomeriggi e notti sul tavolo da lavoro, non vedevo altro e tutto il resto passava in secondo piano. Cosa è cambiato? Le priorità, la voglia, la passione, l’età, le preferenze per il mare o la moto o un bel giro in montagna? Non so, ognuno ha le sue risposte che mi piacerebbe confrontare per capire se è un problema solo mio o meno. Vorrei un giorno di 48 ore per fare tutto.

Davanti a  questo cumulo disarmante, arrivo alla seconda domanda: che farne? Venderli per liberare spazio e ricavarne qualcosa oppure continuare a tenerli nella speranza di farcela, prima o poi? Dopotutto anche i kit sono pezzi di cuore, ti ricordano i momenti, le situazioni, dove li hai comprati e le persone che hai incontrato, sono tocchi di colore nel quadro della vita quindi privarsene è dura, troppo dura. Essere o non essere, questo è il problema. Nel frattempo li contemplo, conscio di essere un vero collezionista… di kit da montare.

Svelata oggi la serie speciale Fiat Pandina

Oggi Fiat ha svelato la nuova serie speciale Fiat Pandina. La data di presentazione del 29 febbraio rende omaggio allo storico lancio della prima Panda nel 1980, che fu presentata al Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini nella stessa data. La conferenza stampa, trasmessa su YouTube (LINK), è stata tenuta da Olivier Francois, CEO FIAT e Global Stellantis CMO, presso lo stabilimento Giambattista Vico di Pomigliano d’Arco, nel Sud Italia, dove la Panda viene prodotta dal 2011.

Olivier Francois, Amministratore Delegato di Fiat e Direttore Marketing Globale di Stellantis, ha commentato: “La nuova Fiat Pandina è un omaggio all’amore degli italiani per la Panda. In effetti, “Pandina” è il soprannome con cui gli italiani l’hanno sempre chiamata. Sono orgoglioso di presentare questa serie speciale in un giorno speciale, infatti, posso anche annunciare che Panda continuerà a essere prodotta a Pomigliano d’Arco almeno fino al 2027. La storia d’amore tra Panda e l’Italia continuerà così ancora per molti anni grazie ai nuovi investimenti che l’hanno resa la più tecnologica e sicura di sempre. Oggi c’è anche un altro motivo per celebrare la Panda: abbiamo infatti deciso di aumentare la produzione del 20% per soddisfare la domanda dei clienti in Italia e in Europa. Panda continua a essere leader di mercato in Italia e leader di segmento in Europa: ed è anche l’unica ibrida di segmento A del Gruppo“.

Da quarantaquattro anni Panda significa divertimento e socialità, l’iconica e frizzante Fiat Panda è leader di mercato in Italia e in Europa, con oltre 8 milioni di unità vendute durante la sua storia. Come ogni Panda, anche la serie speciale Pandina è l’auto sociale per eccellenza, e si ispira ai valori unici di semplicità, creatività e funzionalità. Il nome è un omaggio all’amore delle persone per questa “compagna di vita” che da sempre viene chiamata con affetto “Pandina”.

Dotata di nuovi Sistemi Avanzati di Assistenza alla Guida, di un nuovo quadro digitale e di un nuovo volante, questa serie speciale è la Panda più tecnologica e sicura di sempre. Con il lancio della nuova Pandina, Fiat compie un enorme salto nel futuro, migliorando l’esperienza del cliente attraverso importanti sviluppi in termini di sicurezza e tecnologia, pur mantenendo la versatilità e l’accessibilità tipiche del suo modello iconico.
La serie speciale Pandina presenta importanti aggiornamenti in termini di ADAS, come di consueto per Fiat offrendo soluzioni semplici alle esigenze del cliente, non per la ricerca della tecnologia come è sempre stato per la Panda.

La dotazione di serie comprende nuovissime funzioni pensate per assistere il guidatore sia in città che fuori: il sistema di Frenata automatica d’emergenza, per ridurre i tamponamenti, come ad esempio nel traffico cittadino; il sistema di mantenimento della carreggiata; il Rilevatore di stanchezza per avvisare il guidatore quando è stanco. È incluso anche il Riconoscimento della segnaletica stradale, che rileva e riconosce i segnali stradali visualizzandoli sul nuovo quadro strumenti da 7 pollici completamente digitale. Passando dalla sicurezza alla praticità, i sensori di parcheggio posteriori assicurano la massima semplicità durante i parcheggi nelle affollate strade cittadine, mentre il cruise control mantiene la velocità impostata – a partire da 30 km/h – senza premere il piede sul pedale dell’acceleratore.  Gli abbaglianti automatici, poi, adattano automaticamente l’illuminazione alle condizioni del traffico, facilitando la guida notturna al guidatore. Inoltre, 6 airbag completano la dotazione di sicurezza di serie.
La maggior parte delle funzionalità è gestita da una telecamera montata sullo specchietto retrovisore interno.

La serie speciale offre ai passeggeri un nuovo quadro strumenti da 7” completamente digitale con tre diverse modalità grafiche e un volante rinnovato. La Pandina è inoltre dotata di un nuovissimo touchscreen radio DAB da 7” con Apple CarPlay e Android AutoTM.

Dal punto di vista del design, presenta una nuova fascia della plancia verniciata di bianco e nuovi sedili con monogramma e logo “Pandina” in rilievo, doppie cuciture gialle, dettagli bianchi e filato Seaqual contenente una materia prima sostenibile e completamente tracciabile ricavata da rifiuti marini.

Gli esterni sono arricchiti da dettagli giocosi come il musetto di un panda sul coprimozzo, le calotte degli specchietti retrovisori gialli, la scritta Pandina sulle modanature laterali e la serigrafia “Pandina” sul finestrino posteriore.
Oltre ai colori già esistenti – Bianco Gelato, Nero Cinema, Rosso Passione e Blu Italia – Pandina offre il nuovo Giallo Positano e nuovi abbinamenti bicolori (tetto nero a contrasto).

La nuova serie speciale Pandina sarà disponibile a partire da quest’estate nei principali Paesi europei.

GTO Legacy Tour 2024: un viaggio tra le Dolomiti

A 40 anni esatti dalla presentazione della Ferrari GTO, avvenuta il 28 febbraio 1984 al Salone dell’automobile di Ginevra, Ferrari è lieta di annunciare il GTO Legacy Tour 2024, evento esclusivo che celebra il quarantennale di una vera leggenda. La Casa di Maranello organizzerà dal 1 al 5 ottobre 2024 un’esperienza di guida riservata ai possessori della prima supercar del Cavallino Rampante nell’affascinante cornice delle Dolomiti.

Quella dedicata alla Ferrari GTO sarà la seconda edizione del Legacy Tour, dopo la prima esperienza a tema F40 svoltasi nel 2023. L’evento ha visto coinvolti 39 equipaggi in un itinerario che da Forte dei Marmi, attraverso le Alpi Apuane e le campagne toscane, è giunto a Maranello.

Il Legacy Tour 2024 avrà invece inizio in Val Rendena. L’elegante scenario delle Dolomiti accompagnerà gli equipaggi fino all’ultimo giorno, che vedrà l’arrivo dei partecipanti a Maranello. Le GTO saranno accolte nello stabilimento del Cavallino Rampante, dove i partecipanti scopriranno alcuni segreti della vettura direttamente dagli esperti di Ferrari Classiche, nonché da alcuni componenti del team di sviluppo della GTO. Le vetture saranno esposte all’interno della fabbrica e, in seguito, una parata sul Circuito di Fiorano chiuderà il GTO Legacy Tour 2024.

I possessori di GTO che desiderassero partecipare al GTO Legacy Tour possono contattare il proprio concessionario di riferimento entro fine aprile.

FERRARI GTO

La Ferrari GTO venne presentata al Salone dell’automobile di Ginevra nel 1984. La potenza del motore V8 sovralimentato, le linee muscolose scolpite da Pininfarina e la scocca in materiale composito incontrarono da subito il favore del pubblico. La GTO è stata la prima auto stradale della Casa di Maranello a montare il motore V8 in posizione longitudinale. Il propulsore è anche il primo a essere dotato di due turbocompressori. La cilindrata di 2,8 litri abbinata al numero dei cilindri le è valsa la denominazione non ufficiale di “288”, mentre il nome è un riferimento alla leggendaria 250 GTO dei primi anni Sessanta. Inizialmente, si puntava a produrne 200 esemplari volti a ottenere l’omologazione per le competizioni rallistiche dell’allora “Gruppo B”; il regolamento sportivo del campionato subì poi notevoli variazioni e la Ferrari decise di non prendervi parte. La GTO resterà per sempre nella storia come la capostipite del segmento delle supercar Ferrari che ha accolto negli anni F40, F50, Enzo Ferrari e LaFerrari, e fu apprezzata a tal punto che a fine produzione si contarono 272 unità consegnate.

Ferrari GTO – Scheda tecnica

MOTOPROPULSORE

Tipo V8 – 90° – Biturbo – Posteriore – Longitudinale

Cilindrata totale 2855,08 cm3

Alesaggio e corsa 80 mm x 71 mm

Potenza massima 294 kW (400 cv) a 7000 giri/min.

Coppia massima 496 Nm a 3800 giri/min.

Rapporto di compressione 7,6:1

Potenza specifica 140 cv/l

DIMENSIONI E PESI

Lunghezza 4290 mm

Larghezza 1910 mm

Altezza 1120 mm

Passo 2450 mm

Carreggiata anteriore 1559 mm

Carreggiata posteriore 1562 mm

Peso a vuoto 1160 kg

Capacità serbatoio 120 litri

PNEUMATICI E CERCHI

Anteriore 225/55 VR 16

Posteriore 265/50 VR 16

TRASMISSIONE E CAMBIO

Cambio manuale a 5 rapporti con frizione bi-disco

PRESTAZIONI

Velocità massima 305 km/h

0-100 km/h 4,9 s

0-400 m 12,7 s

0-1000 m 21,8 s

Ciarpame in soffitta

testo e foto di Roberto D’Ilario

La soffitta è quel luogo oscuro dove riponiamo tutto ciò che non è più utile o presentabile ma da cui non vogliamo separarci per chissà quale motivo. Nel mio caso è anche una galleria di orrori modellistici. Seguendo questo pensiero, l’altro giorno son salito su con l’intento ti tirarli fuori e fotografarli. Sono masochista.

Un insieme di metalli e plastiche opache, pezzi sparsi e gomme deformate che mi guardavano come se fossi il salvatore o il giustiziere definitivo. Mi sono seduto sul tavolo da lavoro e maneggiandoli (con cautela, sono fragili) è accaduta la magia: un salto indietro nel tempo che mi ha inondato di ricordi ed emozioni rintanati nella mia soffitta mentale. Ognuno di loro mi ha riportato al momento esatto in cui l’ho acquistato, l’ho montato o ci ho giocato sul pavimento; sensazioni, odori, sentimenti sono riemersi limpidi come cristalli provocandomi una sorta di commozione mista alla consapevolezza degli anni passati, al ricordo di chi ero e cosa pensavo all’epoca e a come si è sviluppata la mia vita. Una riflessione profonda veicolata da un semplice modellino, guarda un po’. Il ricordo di mia madre che strillava per la puzza delle vernici, le difficoltà nel montaggio, all’epoca non esisteva il cianocrilato, l’emozione di andare a comprare un modellino solo uno che agognavo da tempo, il regalo di qualche parente…tutto così, tutto di botto, tutto inaspettato.

La Matra 530 Vignale di Mebetoys presa nel 1970 a San Marino in occasione di una vacanza a Riccione, andammo con la Giulia e mi ricordo ancora la stanza dell’albergo. Mi affascinò il colore e la forma mai vista prima, fu il mio preferito per tanto tempo e guardate come l’ho ridotto. La Guzzi 8 cilindri, risento perfettamente la musica che ascoltavo mentre cercavo di ricostruire tutti i cavi e i collegamenti che riuscivo ad interpretare dalle foto sull’Enciclopedia della Moto -2 Ruote, tuttora in mio possesso. La 512 S Politoys-M regalatami da uno zio che poi a Pasqua del 1968 mi regalò anche un uovo tutto rotto perché dentro ci aveva infilato un’Alfa33. La Mini che verniciai a pennello per riprodurre quella vera dell’altro zio che lavorava al concessionario Innocenti/Mercedes. L’Abarth 2000 che sognavo anche di notte. La Kawasaki 900 regalatami dai miei compagni di scuola per il compleanno del 1978, le verniciature con il mio primo aerografo da 15.000 Lire…potrei continuare all’infinito. Troppe sono andate perdute, come una Connaught degli anni ’60 che chiamavo GonnaGut o una Jaguar E-Type rossa con un meccanismo che se la premevi a destra le ruote sterzavano a sinistra e viceversa, simulando perfettamente la dinamica vera. Non mi ricordo neanche più che marca fosse ma sicuramente era in scatola di montaggio.

Mi piange il cuore vederli così ridotti ma sono testimoni delle infantili elaborazioni di dubbio gusto e dei primi montaggi approssimativi senza internet e senza documentazione. Le smanettavo, incollavo le gomme all’esterno dei cerchi, le verniciavo, ci giocavo, le sbattevo, non avevo il concetto del collezionismo, dovevo maneggiarle e farle vivere con l’immancabile “brummmm brummmm” di accompagnamento. Ero un altro io che vive ancora dentro di me, un bambino piccolo dentro un bambino grande.

Non ho scoperto nulla di nuovo perché il vero modellismo è questo, custode di emozioni e sentimenti perduti nel tempo, fotografia di momenti, colla del puzzle della vita e se ogni scarafone è bello a mamma sua io me li tengo ben stretti insieme al mio passato.

“Fiat Pandina, fatta in Italia”

Olivier Francois, Amministratore Delegato di FIAT e Direttore Marketing di Stellantis presenta la nuova serie speciale Fiat Pandina dallo stabilimento Giambattista Vico di Pomigliano d’Arco.

Qui il LINK per seguire la conferenza il 29 febbraio alle ore 12.00.