Apre domani Model Expo Italy a Verona

Domani 9 marzo e domenica 10 si svolgerà presso Veronafiere la manifestazione Model Expo Italy, evento di punta nel settore modellistico europeo.

L’orario di apertura sia per il 9 sia per il 10 marzo è 9-19. L’entrata è prevista da Viale dell’Industria (ingresso Re Teodorico) o da Viale del Lavoro (ingresso di San Zeno).

Potete scaricare qui i pdf con la lista degli espositori e col programma eventi.

Le Ford Anglia della Dinky non sono tutte uguali

E’ vero, gli obsoleti in determinate condizioni “medie” (magari senza scatola) oggi te li tirano letteralmente dietro. Ma il mercato si è polarizzato verso la ricerca delle rarità e di esemplari di particolare pregio, come sta accadendo con le auto vere.

La Ford Anglia 105E, catalogo 155, è uno dei modelli più popolari della Dinky inglese. Prodotto dal 1961 al 1966, ha conosciuto pochissime varianti di colore, con le carrozzerie che vanno da un celeste carico a tonalità più sul grigio e rossi o celesti1.

In Inghilterra venne realizzato un promozionale in colore verde pallido, donato al personale e ai giornalisti in occasione dell’apertura della fabbrica Ford a Halewood, Liverpool, l’8 marzo 19632. Alcuni esemplari raggiunsero dei negozi selezionati, altri furono inviati per posta a collezionisti. Gli interni del modello sono rossi e la scatola è quella standard (per la Ford Anglia è stato stampato un solo tipo) ma con un pallino verde attaccato su uno dei lati di apertura, come era costume anche su altri modelli di serie. Il promozionale di Liverpool, come si immaginerà facilmente, non è un incontro facile: nel 2008, Quality Diecast Models (QDT) vendette un esemplare in condizioni piuttosto buone con scatola per 1495 sterline. Nei giorni scorsi ne è apparso un altro, stavolta messo molto meglio, che messo in asta ha raggiunto le 3703 sterline.

  1. Un caso specifico sono quelle prodotte per il mercato sudafricano, di cui si conoscono vari colori mai diffusi in Europa: beige, bianco, celestino, grigio chiaro, giallo con tetto bianco e probabilmente ce ne sono anche altre. Le varianti di stampo sono invece – come spesso succede – abbastanza numerose. Si veda ad esempio a questo link: https://dtcawebsite.com/node/5371. ↩︎
  2. Il colore di questo modello celebrativo non è casuale: esso corrisponde infatti a quello della prima vettura prodotta nell’impianto, guidata fuori dalla catena di montaggio dal sindaco di Liverpool, Alderman D.J. Lewis (la vettura esiste tutt’oggi ed è conservata al Museo di Liverpool: https://www.liverpoolmuseums.org.uk/artifact/ford-anglia-105e-saloon). Alcuni modelli Dinky di quel giorno furono montati su una basetta col nome del destinatario e la scritta The first Ford made on Merseyside 8th March, 1963. ↩︎

Carlos Sainz jr dovrà essere operato di appendicite

Mezz’ora fa, alle 12.30, la Ferrari ha comunicato che a Carlos Sainz è stato diagnosticato un attacco di appendicite e dovrà essere operato.

A partire dalle prove libere 3 e per il resto del weekend del GP di Arabia Saudita, il suo posto sarà preso dal pilota di riserva Oliver Bearman. Oliver di conseguenza non prenderà parte alla rimanente parte del round di Formula 2.

Da Autocult la Lancia Delta S4 Sperimentale

Ricordate questa elaborazione fatta dal nostro Fabrizio De Gennaro? https://pitlaneitalia.com/2022/04/18/abarth-progetto-se038-lancia-delta-s4/

Ebbene, Autocult ha appena commercializzato lo stesso modello. Certo, le idee sono libere e l’ispirazione potrebbe essere totalmente indipendente. Però ci piace pensare che PLIT sia preso anche come fonte di materiale “fresco”, come appunto questa Delta. Però ora chissà se il buon Fabrizio continuerà a passarci foto delle sue elaborazioni. Speriamo di sì.

Ciò che si può dire è che alcun resincast potrà mai competere con un lavoro del tutto artigianale, portato a termine da un bravo modellista. E poi, vuoi mettere il divertimento?

Il “lusso” cinese

Come si è scritto altre volte, il concetto di “lusso” nei modelli prodotti in Cina e in altri luoghi ove il lavoro costa ancora poco è del tutto relativo, ancora più che da noi. L’esclusività oggi è vista come qualcosa da esibire; gli status symbol sono sempre esistiti ma oggi si legano sempre più all’ostentazione acritica piuttosto che alla ricerca della vera qualità.

Qualche tempo fa mi sono sentito dire da un rivenditore che certe gamme fatte in Cina devono soddisfare i collezionisti più esigenti. “I collezionisti più esigenti – gli ho risposto – questa roba neanche la guardano ma comprano i modelli di Patrice De Conto, non i CMC”.

Il problema del controllo qualità, poi, non è mai stato del tutto risolto, neanche su prodotti di fascia di prezzo alta. Sono note le grane di verniciatura su alcuni Exoto e anche un marchio come il già citato CMC non ne è esente. Basti osservare la Ferrari 250 GT SWB della foto di apertura, proposta da Carmodel del tutto onestamente a prezzo ridotto proprio a causa del difetto.

A fronte di svariate centinaia di euro richiesti per modelli di questo tipo, i collezionisti non hanno alcuna certezza della loro durata nel tempo. Dei processi di lavorazione della zamac e di verniciatura si continuano a ignorare i criteri fondamentali perché nei laboratori cinesi tutto è opaco e nulla trapela, neanche ai committenti diretti.

Una volta André-Marie Ruf mi disse: “I miei modelli costano molto anche perché utilizzo materiali della qualità maggiore possibile”. Questo almeno nell’epoca d’oro della sua attività, poi anche lui dovette fare dei compromessi ma questo è un altro discorso.

Oggi gli acquirenti di modelli costruiti in Cina senza alcuna passione e competenza (ma anche questo è un altro discorso) avrebbero bisogno di conoscere le prassi adottate dai migliori artigiani invece di ridicolizzarli in continuazione sui gruppi Facebook, accusandoli di scarsa “raffinatezza”. Perché alla fine, se parli di qualità, dovresti sapere che questa non coincide con la presenza dei guanti in cotone che fanno figo quando apri il modello su Youtube, della pennellessa per pulire le portiere dopo che le hai aperte per l’ennesima volta o – peggio – con le scritte dorate su una scatola dalle dimensioni gigantesche.

La seconda edizione dell’OttOfest

OttOmobile, che nel 2024 festeggia i 15 anni, ha programmato sabato 25 maggio a partire dalle ore 9 la seconda edizione della giornata porte aperte, che comporterà una vendita speciale, un raduno di auto, dei concerti, un’area espositiva e molto altro ancora.

Sarà messo in vendita un modello commemorativo, ossia la Peugeot 406 Taxi in 1:18 in edizione numerata e limitata a 500 pezzi, in una speciale scatola con la vetrina.

Informazioni su https://otto-fest.fr/

La partecipazione all’evento è gratuita ma è necessaria l’iscrizione, che può essere trasmessa da questo link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSe1nPM6JmNV6VBgn8Un64VEolqTGYFq3T_P_TKyA88mwoxX-w/viewform?pli=1

A breve disponibile la Benetton B186 GP del Messico 1986 di Tameo

Il Gran Premio del Messico 1986 fu la quindicesima gara del campionato di Formula 1 del 1986 e venne vinto da Gerhard Berger su Benetton-BMW. Si trattò della prima vittoria in F.1 del pilota austriaco e del primo successo del team. La Benetton B186, equipaggiata col BMW 4 cilindri, si ricorda per la livrea molto particolare con delle “fiamme” multicolori sulle fiancate ed il cofano motore. Per la gara, viste le temperature elevate e il rischio di avere problemi di surriscaldamento, il team eliminò le caratteristiche griglie laterali dalla fiancata destra lasciando in evidenza il radiatore, il motore e tutti i cablaggi interni. Il compagno di Berger era, nella stagione 1986, il nostro Teo Fabi.
Entro il mese di marzo sarà disponibile il kit Tameo di questa particolare vettura, nella serie standard (numero di catalogo TMK445).

Charbojouets, 44ma edizione

Organizzata dal Miniatures Auto-Club Lyon Charbonnières, Charbojouets è una delle più importanti e interessanti borse del lionese. La quarantaquattresima edizione si svolgerà domenica 24 novembre, presso la Salle Sainte-Luce in avenue Lamartine a Charbonnières-les-Bains, non lontano da Lione. Orario 9-16, per informazioni: email charbojouets.mclc@gmail.com.

Salone di Ginevra 2024, le cifre dell’edizione del ritorno

Il Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra (GIMS) ha chiuso la sua 91a edizione domenica sera, 3 marzo. Più che di un ritorno si dovrebbe parlare di una vera e propria start-up, considerando tutti i cambiamenti avvenuti nel mondo automotive, ma anche all’interno della struttura organizzativa del GIMS.

Il nuovo format adottato proietta GIMS in una nuova era, dove la situazione di rapido mutamento del settore e delle sue esigenze richiedono maggiore flessibilità e agilità.

Nel dettaglio, GIMS 2024 ha ospitato 23 anteprime mondiali ed europee, accogliendo 37 espositori, tra cui 19 costruttori, che hanno svelato 23 anteprime: 13 mondiali e 10 europee.

World Premieres                                         Premieres Europee

Dacia Duster                                                  BYD Seal U DM-i

Dacia Sandrider                                            BYD Tang

Dacia Spring                                                  Denza N7 (BYD)

IM L6                                                              Yangwang U8 (BYD)

Kimera Automobili EVO38                         Erreerre Fuoriserie

MG Motor MG3 Hybrid                               LMI Beeway

Microlino Lite                                                Lucid Air Pure RWD

Motosacoche Type A                                   Lucid Air Sapphire

Pininfarina/Foxtron Model B                      Lucid Gravity

Renault 5 E-Tech 100% Electric                  Shenzer Shooting Star SZ200

Shenzer Royal Palace SZ600

Silence Ecosystem

Totem Automobili GTA Modificata

L’affluenza del pubblico

Sono stati 168.000 i visitatori che hanno percorso i corridoi della fiera nel corso della settimana di apertura. Con una tendenza in aumento, per raggiungere il picco nelle giornate di venerdì e sabato, con 40.000 ingressi, la capacità massima dei padiglioni del Palexpo.

Questo dato ribadisce la volontà del pubblico di incontrare direttamente espositori e produttori per scoprire le ultime novità, metterle a confronto e vivere le emozioni che sono una componente essenziale della passione per l’automobile.

Alexandre de Senarclens, Presidente della Fondazione Comitato Permanente del Salone Internationale dell’Automobile di Ginevra, ha dichiarato: “Sono convinto dell’importanza e della necessità di GIMS. Data la grande importanza dell’automobile nella nostra società, ora e in futuro, l’industria ha bisogno di una voce e di una piattaforma comuni per tutti i costruttori, per interagire con il pubblico e i clienti finali nel mondo reale. Alla luce dell’incoraggiante affluenza registrata in questa 91a edizione, sia da parte dei visitatori che dei rappresentanti dei media, il Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra può e deve ricoprire questo ruolo”.

Il palcoscenico automobilistico mondiale

La giornata dedicata alla stampa, iniziata con la cerimonia di premiazione del premio Auto dell’Anno 2024 assegnato alla Renault Scenic E-Tech Electric, e anche quella successiva, hanno riunito 2.000 giornalisti generando un impatto mediatico significativo in ambito internazionale. Ad oggi, più di 60 canali televisivi globali hanno fatto eco allo svolgimento di GIMS 2024 e alle novità presentate in fiera.

Il Forum “Auto.Future.Now” 2024, che si è svolto martedì 27 febbraio, ha accolto sul suo palco figure di spicco dell’industria automobilistica e degli sport motoristici, tra cui tre Amministratori Delegati di marchi presenti al Salone. Di fronte a un pubblico attento e qualificato, il futuro dell’automobile è stato discusso dal punto di vista industriale, tecnologico e sportivo.

Il traffico social di GIMS ammonta a 4.320.000 impressioni, 2.000.000 visualizzazioni video e un numero di follower e abbonati pari a 271.500. GIMS TV, canale lanciato durante GIMS Qatar 2023 con il programma quotidiano “The Daily Show”, è stato un grande successo con 230.000 visualizzazioni.

Una piattaforma unica che connette i marchi e il pubblico

Al centro di questa edizione, l’incontro tra espositori e pubblico ha assunto una nuova dimensione, più stretta e interattiva. I visitatori hanno avuto l’opportunità unica di confrontarsi direttamente con dirigenti, designer e ingegneri di un brand, scoprendo così nel dettaglio le novità dei modelli presentati e “il dietro le quinte” del settore. Questa vicinanza ha arricchito l’esperienza dei visitatori, trasformando ogni stand in uno spazio di scoperta e condivisione.

Zone tematiche che stimolano la curiosità e l’esperienza

Le quattro zone tematiche, Adrenaline Zone, Design District, Mobility Lab e Next World sono state epicentro di curiosità e hanno suscitato un forte interesse tra i visitatori. Ogni spazio, dedicato ad un particolare aspetto dell’automotive, offriva una dimensione informativa, ludica o esperienziale.

Progettata in collaborazione con il franchise di e-gaming Gran Turismo e Lamborghini, la zona Next World ha permesso ai visitatori di provare a battere il tempo stabilito dal pilota Campione Europeo di Gran Turismo, Giorgio Mangano. Più di 5.000 giocatori, di età compresa tra i 16 e gli oltre 80 anni, hanno provato le loro chance per tutta la durata del Salone.

Anche le masterclass di design automobilistico, condotte dal designer Frank Stephenson, hanno riscosso un grande successo di pubblico. Le sessioni programmate prima dell’apertura del GIMS 2024 sono state tutte prenotate in anticipo, richiedendo l’organizzazione di sessioni aggiuntive.

A queste zone tematiche si è aggiunta la “Classics Gallery” dedicata a “100 anni di icone”: un viaggio attraverso un secolo di storia automobilistica per mezzo di 40 modelli iconici, la maggior parte dei quali fu a suo tempo presentata in anteprima mondiale a Ginevra.

Sandro Mesquita, CEO del Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra, ha affermato: “Il nostro evento ha dimostrato la propria importanza, sottolineando la necessità che professionisti e pubblico si incontrino per scambiare, scoprire e vivere un’esperienza comune. Il concept espositivo, che mescola stand tradizionali e zone tematiche, è stato particolarmente apprezzato per la sua capacità di offrire un’esperienza ricca e diversificata. Questo nuovo format consente inoltre una maggiore flessibilità nell’offerta agli espositori, consentendo loro di partecipare al GIMS attraverso uno stand tradizionale personalizzato o all’interno di una determinata zona tematica, in base alle proprie necessità”.

Le date di GIMS 2025

Le date della prossima edizione del Salone di Ginevra sono già definite: dal 17 al 23 febbraio 2025. Le iscrizioni per gli espositori sono già aperte. Numerosi rappresentanti di marchi non presenti all’edizione 2024 hanno visitato il Salone e si sono confrontati con la Direzione GIMS per uno scambio di opinioni e visioni del mondo automotive, al fine di poter valutare una partecipazione il prossimo anno.

Gli organizzatori promettono un’edizione ancora più ricca e immersiva, sempre più da vivere e scoprire.

Per quanto riguarda invece GIMS Qatar, tornerà a Doha nel quarto trimestre del 2025, con date che verranno comunicate più avanti.

Austin Maestro di Hastings Classics

Il Regno Unito è probabilmente uno dei luoghi in cui una certa tradizione modellistica resta dura a morire. Il “cottage model” è nato lì, e per esso intendo il classico modello in metallo bianco prodotto da marchi artigianali quando non del tutto casalinghi. Certo, da quel filone si sono sviluppate realtà che alla fine di artigianale in senso stretto hanno conservato ben poco, ma resta uno spirito che in altri paesi è difficile trovare. Del resto il Regno Unito è sempre rimasto abbastanza separato dal resto d’Europa e in un’epoca di massima omologazione è normale che i prodotti più “esotici” arrivino da lì.

Il marchio Hastings Classics è nato nel 2019 e designa una serie di edizioni montate in 1:43 sulla scia di quelli che potrebbero essere i Pathfinder o i più recenti Crossway Models: soggetti di tradizione inglese, montati con cura ma nella classica scuola – appunto – del “cottage model”: metallo bianco, zero resina e pochissime fotoincisioni.

La concezione e la produzione degli Hastings Classics si deve a SMTS, altro marchio storico del modellismo britannico, che negli ultimi anni ha vissuto alcune difficoltà ma che è rimasto in piedi anche grazie all’acquisto nella primavera del 2020 da parte di Nicola Bulgari, proprietario dal 2015 del marchio Brooklin Models (che sta vivendo momenti ben peggiori, come molti sapranno). SMTS ha continuato a proporre kit e montati del proprio marchio, insieme ai vecchi stampi di Scale Racing Cars (SRC), che aveva rilevato nel 2003 alla chiusura del marchio, esplorando in parte anche l’1:18 (rigorosamente in metallo bianco: delle armi improprie!) e inventando qualche novità come la gamma Hastings Classics, che aveva esordito con la Hillman Hunter prima versione del 1966, auto che più inglese non si potrebbe.

Il secondo modello della serie – qualcuno riderà ma ogni paese ha i propri scheletri nell’armadio – è nientemeno che l’Austin Maestro. Saranno anche auto un po’ ridicole la cui memoria è destinata a non scindersi mai più dai loro difetti meccanici e dalle rifiniture “da venerdì pomeriggio”, come direbbero in Inghilterra ma sono soggetti che mancano. In Inghilterra un produttore può tranquillamente pensare di fare una Maestro, una Montego o una Rover 214 esattamente come qui da noi si fanno le Arna, le Duna o come in Francia si potrebbe fare una Citroën Axel. Giusto per rendere l’idea. E magari le comprano, anzi ne comprano a decine come avviene con i vari marchi che soprattutto in 1:18 vanno per la maggiore.

L’Austin Maestro di Hastings Classics è disponibile in due colori, ognuno dei quali in serie numerata e limitata a 100 esemplari. La verniciatura di questi modelli è ottima e anche il livello di montaggio è soddisfacente tranne per qualche imperfezione, tipo tracce di colla neoprenica intorno ai bordi dei vetri ma, in generale, tutto è più che soddisfacente

L’Austin Maestro di Hastings Classics – che è in configurazione HL – è per ora disponibile in due colorazioni, Azure blue (metallizzato) con blu e Targa red con interni tabacco. La prototipazione è stata fatta al computer ma rigorosamente lontano dai pastrocchi che un qualsiasi server orientale rischierebbe di farti ed è stata poi perfezionata con l’occhio del modellista sul primo prototipo uscito dalla stampa 3D. Si è poi – come d’abitudine – ricavato il master in ottone e da quello si sono fabbricate le “pizze” per la fusione in centrifuga del metallo bianco.

Per alcune osservazioni più specifiche, vi rimandiamo alle didascalie che accompagnano le varie foto di questo servizio. Basti dire che i risultati delle vendite sono stati più che soddisfacenti e i vari lotti di questo modello sono partiti via via senza grande fatica.

La disponibilità non è costante; inizialmente il prezzo al pubblico si aggirava sulle 100 sterline ed è poi salito a 120 a causa dell’aumento dei costi dei materiali. L’Austin Maestro si può reperire direttamente presso SMTS, che dispone di un eccellente servizio di vendita, spedizione e assistenza clienti.

Annunciato da tempo, il terzo modello della gamma Hastings Classics tarda ad arrivare. L’unica cosa che si sa è che sarà un’Austin Metro, non è ancora chiaro quale versione o millesimo. Tornando alla Maestro, c’è da chiedersi se non sarebbe una buona idea proporre anche alcune versioni Rover (a partire dal 1988, anno della fine di British Leyland) e la sportiva della gamma, commercializzata sotto il marchio MG dal 1982 al 1991 con motorizzazioni 1600-2000 aspirato e 2000 turbo.