Old Cars e… new camions

testo di Riccardo Fontana / foto di Riccardo Fontana e David Tarallo

Dopo tanti sport-prototipi e tantissima Solido (“che palle”, inizieranno lievemente a vociare i più attenti tra i nostri lettori, ma intanto Solido l’abbiamo nominata anche qui completamente a caso, e ve la beccate in silenzio e rassegnazione) è arrivato il momento di qualcosa di completamente diverso, come ad esempio di qualche veicolo commerciale bello colorato che ci riporti agli anni ottanta ed al loro benessere, e quindi parliamo di Old Cars.

Già, Old Cars, ma perché un nome come Old Cars se il core business dell’azienda non è la produzione di auto veteran alla Rio sulle rive della Sesia ma piuttosto di Iveco Turbostar, di miliardi di (bellissimi) Daily, e di autobus e corriere tutte piuttosto contemporanee dati i tempi?

È certamente un’ottima domanda che è più che lecito porsi, ma andiamo con calma ed ordine: il marchio Old Cars nasce, per mano della famiglia Castellani, a Quarona Sesia nel 1975, ed inizialmente si dedica proprio alla riproduzione di auto veteran (o comunque d’epoca) per scopi più o meno promozionali.

Nella prima produzione troviamo delle Fiat 24 HP, delle Ford Modello T, e delle Opel Doktorenwagen, con l’aggiunta di due auto di Formula Uno degli anni cinquanta, a Maserati 250 F del 1957 e la Talbot-Lago 4500 del 1950-1951 (ndr: quest’ultima nelle foto sotto, anche insieme ad un’illustre sorella, fatta da MRF nel 1976).

Non è che si tratti propriamente di modelli esaltanti, siamo più sul livello dei Models of Yesteryears della Lesney piuttosto che su quello dei Dugu Miniautotoys, ma comunque Old Cars è nata e lotta con noi.

Quasi istantaneamente si iniziò la produzione di camion e veicoli commerciali in genere, aiutati dal fatto che proprio la Dugu – geograficamente abbastanza vicina, essendo di Varallo Sesia – stava chiudendo, ed aveva girato i suoi stampi alla nuova casa, permettendole di iniziare a produrre gli autoarticolati Fiat 130 NT, con marchio Fiat, OM o Unic che fosse, i Fiat 90 NC, e poi miriadi di camion piccoli e medi OM bellissimi, fedelissimi, ed oggi anche decisamente molto rari e quotati.

Lo stacco di livello tra le veteran e i veicoli commerciali si faceva sentire, e visto che comunque la Rio esisteva ed era in buona salute, rendendo tutto sommato di scarsa utilità l’esistenza di certi modelli, ben presto Old Cars si concentrò solo sui veicoli commerciali, con un’ovvia predilezione per il marchio Fiat – nel frattempo diventato Iveco – con cui si instaurò un rapporto di natura commerciale molto proficuo.

Si propose una Campagnola con un non so che di già visto, che altro non era se non il modello Mercury appena dismesso e rivestito con qualche cura in più e con le ruote del Daily, che fu invece la vera spina dorsale della produzione Old Cars per vent’anni.

Inizialmente, la Campagnola Old Cars era veramente assolutamente sovrapponibile alla Mercury anche come versioni: non ci vennero risparmiate neanche le giocattolosissime versioni militari, che ben poco potevano avere del modello da collezione, anche se (molto) meglio rifinite, ma col tempo si proposero delle versioni più sobrie e proprie, come le classiche di Polizia, Carabinieri e Vigili del Fuoco, che ancora alla fine degli anni novanta si sarebbero trovare bene nei negozi del nord-Italia, confermando la validità di alcuni stampi partoriti dalla Mercury in fase terminale.

Il Daily, dicevamo: uscito in contemporanea al Daily vero – quindi nel 1978 – questo bel furgoncino ha permesso ad Old Cars di vivere in discreta tranquillità, potendo essere declinato in – e non esageriamo – centinaia di versioni tutte diverse, e tutte degnissime di essere collezionate, soprattutto con gli occhi del 2024.

Cambiando la mascherina venne prodotto il Fiat Daily, l’Iveco Daily, l’OM Grinta, l’Unic Daily (per la Francia), e l’Alfa Romeo AR 8 (ecco, se già incontrare dal vivo un Grinta può essere arduo, per un AR 8 si rasenta l’impossibile), ma non solo: ogni marchio di declinato in versione corta, lunga, con ruote gemellate o no, con tetto alto o no, con finestratura o no, pick-up, a trazione posteriore semplice o 4×4 rialzato, e poi ciascuna di queste varianti fu prodotta come civile, come Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco, scuolabus, ed in migliaia di versioni promozionali commissionate dalle più svariate aziende o dai più svariati enti organizzatori di eventi, basti pensare che un Daily promozionale fu creato anche in occasione della mostra scambio di Novegro del 1981, ed è solo il primo esempio che mi viene in mente.

Ad avere la pretesa di collezionarli tutti – perché sono bellissimi, forse molto più ora che superano i quarant’anni e di Daily veri per strada se ne vedono pochi – si potrebbe riempire un appartamento e non avere comunque la certezza di aver trovato tutte le varianti, il che non è male se pensiamo alla vocazione prettamente artigianale ed alla conduzione familiare di Old Cars.

Naturalmente quando ai Daily normali si aggiunsero i Turbo Daily (ed il Turbo Grinta) Old Cars fu lesta a proporre anche queste versioni, così come fece per la seconda serie di fine anni ’80, con altre centinaia di varianti.

Parallelamente ci furono i camion, con il Turbostar a farla da padrone, e poi gli autobus, con l’Iveco 370 e tutti i suoi derivati a rappresentare pezzi di indubbia bravura, con un numero di aperture per modello che arrivò a dodici (!) ed un livello di esecuzione eccellente anche per i giorni nostri.

Si tentò, in via eccezionale, l’esperimento della scala 1:21, con un Daily (strano…) ed un Turbostar (a ri-strano…) ma restarono casi isolati, per quanto oggi questi modelli siano rarissimi e decisamente molto quotati.

Non mancarono altre produzioni, come quelle di muletti meccanici e carrelli elevatori (Fiat, stranamente), e questo fu forse il sintomo di una volontà di esplorazione di nuovi orizzonti commerciali, diversi da quelli che si erano intrapresi fino a quel momento.

A fine anni ottanta partì il filone delle bisarche della Scuderia Ferrari, che continua ancora oggi, e che ormai è l’unico punto di contatto di Old-Cars – tutt’ora esistente – con la sua vecchia produzione, visto che principalmente si occupa della riproduzione di aerei della seconda guerra mondiale, decisamente molto belli in realtà.

Ed ecco quindi la storia – a grandi linee – di un bel marchio del panorama italiano del tempo che fu (e che è) diventato “obsoleto” senza che quasi nemmeno ce ne accorgessimo, da tanto siamo stati abituati per decenni ad incontrare i suoi bei prodotti un po’ ovunque come modelli promozionali.

Il tempo passa, e noi con lui.

Modelli del passato: il Fiat 190 Turbo di Arpra Supermini

La produzione di mezzi pesanti, spesso nella scala 1:50, che è quella tipica dei veicoli industriali, è ricca di stranezze e di marchi poco conosciuti. Fra questi vi è Arpra Supermini, azienda brasiliana attiva negli anni ’80 e ’90, specializzata in autocarri, rimorchi, trattori e altre macchine operatrici che acquisì numerosi stampi europei, soprattutto Tekno. Nello stesso Brasile la REI utilizzava in quel periodo stampi Schuco, tanto per fare un altro esempio di un costume diffuso. Ma nella produzione Arpra compare anche un Iveco-Fiat 190 Turbo, commercializzato come sola motrice, che non cela l’evidente discendenza dal Forma Toys (nella foto sotto, esemplare color verde mela).

Il modello brasiliano venne prodotto in rosso, con o senza le decorazioni laterali multicolori (decals ad acqua) spesso presenti su questi veicoli. Le fusioni sono ottime, così come il livello di montaggio, con parti in plastica stampate molto bene e ruote sterzanti perfettamente operative. Si segnalano anche altre varianti minori, come il colore di alcune parti in plastica: il tubo di scarico, ad esempio, può essere rosso ma anche argento o nero.

La scatola ha la tipica aria di confezione promozionale, con i colori Fiat-Iveco ripresi sul cartone e una foto della macchina originale, che è la versione 190-30. E’ ragionevole pensare che questo modello sia effettivamente servito per scopi promozionali in un mercato – quello sudamericano – di primaria importanza per il Gruppo Fiat.

Gli Arpra Supermini sono modelli piuttosto rari, che raggiungono spesso quotazioni di un certo livello (per un Fiat 190 Turbo in condizioni perfette con scatola ci si sente chiedere dai 150 ai 180 euro, quando va bene). L’esemplare fotografato appartiene ad un collezionista francese che ha sempre lavorato nell’ambito dei trasporti e nel corso della sua lunga carriera professionale ha avuto accesso a diversi modelli in serie speciale o limitata, diffusi da marche conosciute come Lion, Tekno, NZG, Conrad o LBS, ma anche meno note come appunto Arpra.

BMW 320iS E30: un motore con qualcosa intorno

testo e foto di Roberto D’Ilario

L’ignoranza anni ’80 era facilmente realizzabile: bastava prendere il corpo di una tranquilla berlina di produzione, incastrarci dentro un motore più potente, montare spoiler codolini cerchi larghi, qualche scritta tipo 16v o Turbo e il pilota della domenica era pronto a fare lo sbruffone al bar sotto casa.

Qui no, qui si faceva sul serio: prendi la M3 nata per le corse, togli i parafangoni, riduci la cilindrata da 2.3 a 2.0 per aggirare l’IVA al 38% imposta da politici illuminati e fai felici gli Italiani e i Portoghesi.

Il qualcosa intorno è composto dalle lamiere della E30 di serie più il pacchetto M-Technic con muso e alettone tamarro q.b., quattro BBS da 14 o 15” con tipico camber negativo, volante a tre razze, cambio Getrag “dog-leg” ad innesti rovesciati e basta. Solo un occhio allenato potrebbe distinguerla da una normale 320.

Il centro dell’universo è il motore S14/B20 M-Power da 1990cc di nobili origini, ottenuto accorciando la corsa del 2.3 e portando il limitatore a 7.000 giri. Settemilagirisettemila. Senza V-Tech, senza turbo e senza inganni.

Prodotti 1.405 pezzi della serie AC a quattro porte e 2542 esemplari serie AK a due porte, molte delle quali usate e distrutte sulle piste, rally e salite, altre pasticciate dai preparatori improvvisati. Auto rara già di per sé, trovarne una in condizioni umane è ancora più difficile.

Impugni il volante scarno ed essenziale, inserisci la prima in basso e ti senti teppista in automatico, pronto ad aggredire la strada con il sangue agli occhi e i canini scoperti. Mr. Hyde ci fa un baffo.

Assetto basso e rigido, sterzo immediato e quel motore che chiede solo di cantare a squarciagola rombando come un aereo. Guidi senza filtri, senza intermediari elettronici che comandano sempre loro, buttando ogni tanto un occhio sulle lancette solo per controllare se sei al limitatore, senza luci psichedeliche o effetti fantasmagorici; nessun bip fastidioso, nessuna modalità da selezionare, nessun parametro da settare, nessun controllo. Flat-out sempre. Emozione analogica pura.

Solo tu, occhi, fondoschiena, mani e piedi che si muovono a ritmo di punta-tacco e controsterzo. Senti le gomme e le buche, il differenziale che si lamenta disperato, l’aspirazione che ingurgita aria a più non posso, il clock secco del cambio, il motore che sembra esplodere e poi più nulla. Tutto intorno scompare. Lei ti spinge ma ti avvisa, salta e scoda, mai troppa confidenza dopotutto è una bestia corsaiola da domare.  È da libidine oggi, figuriamoci 35 anni fa.

Beve come un petroliera.

Nulla di superfluo, solo l’essenziale. L’essenza della guida per chi sa apprezzare, l’apoteosi dell’inutilità per chi viaggia su elettrodomestici comodi e impersonali. Non sanno cosa si perdono. Assurdo, bisogna tornare indietro di decenni per riassaporare il piacere della guida, alla faccia del progresso.

La KK Scale ha pensato bene di riproporla in 1/18 nei colori rosso bianco e grigio metallizzato con la denominazione “BMW 320iS E30 Italo M3” al prezzo di €75 circa. Presentazione con scatola trasparente e basetta con struttura perimetrale in plastica. La linea è corretta, verniciatura abbastanza profonda con una grana metallica fine, modanature stampate sulla scocca, specchi giusti e riflettenti, vetratura trasparente, tergi in plastica proporzionati, lunotto termico presente così come il doppio scarico. Fanali in plastica trasparente, gli anteriori e i fendinebbia con un pronunciato effetto lampadina inside, i posteriori con i giusti colori e ripartizioni ma troppo estesi in orizzontale. Niente fotoincisioni, serrature solo dipinte con maniglie riportate, alloggiamento dell’antenna, loghi in decal e nel portatarga la scritta 320is E30.

Il sottoscocca è sorprendente (per il target) con riproduzione del cambio e tutta la linea di scarico, bracci oscillanti, differenziale semiassi e alloggiamento ruota di scorta.

Qualche difetto lo troviamo: scudetto sul muso squadrato, alettone con una corda troppo ampia e bordo con andamento troppo secco e tagliato. Non convincono i cerchi piatti e le gomme grosse con spalla alta che alzano troppo l’assetto oltretutto senza camber e cabrato in avanti. Però le ruote sono sterzanti…almeno un po’, con il meccanismo collegato al volante. Ohi, il volante è la cosa che più salta all’occhio perché è un quattro razze anziché il bel tre razze M-Technic con la finitura colorata sulla razza verticale. Peccato!

Gli interni sono tristemente grigi ma con tutto a posto, plancia cambio specchio retrovisore e braccioli compresi.

Parere personale, a quel prezzo ci possiamo accontentare e con un po’ di pazienza si può rimediare agli errori, magari dipingendo gli interni in pelle Kardinalrot e sostituendo volante e gomme per poter continuare a sognare il ruggito del suo quattro cilindri feroce e leggendario.

La PanDakar 2007

Fra le elaborazioni più recenti del modellista fiorentino Fabrizio De Gennaro vi è l’incredibile Fiat Panda che partecipò alla Parigi-Dakar del 2007 con Miki Biasion e Tiziano Siviero.

La base di partenza è la Panda Cross 1:43 della Norev in zamac, ottima come fedeltà di linee (speriamo regga alla famigerata tendenza all’autodistruzione che hanno i modelli di questo genere). Numerose sono state le modifiche per trasformare la vettura stradale nel prototipo da raid che fu la “PanDakar”.

Particolare attenzione è stata dedicata all’assetto alto, mentre le intricate decals sono state realizzate al computer e applicate una per una: un lavoro da certosino, se si pensa a tutte le “macchie” disseminate sulla carrozzeria. Infine la presentazione, originale, su una superficie che ricorda quella delle piste del deserto, con una semplice decorazione – destinata a chissà cosa – reperita in uno dei tanti negozietti gestiti da cinesi a Firenze!

Il risultato finale, come sempre, è eccellente e la PanDakar va ad arricchire la preziosa raccolta in 1:43 di Fabrizio, consacrata ai principali marchi italiani.

Coletta: “Il 2023 di Corse Clienti va in archivio con numeri da record”

Antonello Coletta, Global Head Endurance e Corse Clienti, ripercorre la stagione 2023 che, oltre al lancio di due nuove vetture, la Ferrari 499P Modificata e la 296 Challenge, il nono modello del monomarca del Cavallino Rampante che debutterà in pista nel 2024, è stata caratterizzata dalla partecipazione da record nei programmi non agonistici rivolti ai clienti. 

Antonello Coletta (a sinistra) insieme ad Amato Ferrari nel weekend della 6 Ore dell’Algarve, gara valida per il FIA-WEC

Coletta, nel 2023 il Ferrari Challenge Trofeo Pirelli ha tagliato il traguardo della 31esima stagione: qual è il bilancio dell’annata? 

La storia del nostro monomarca, il più longevo al mondo, rappresenta un unicum nel panorama internazionale. Dal debutto del Ferrari Challenge Trofeo Pirelli nel 1993 a oggi il campionato si è affermato a livello internazionale e anche la stagione appena conclusa conferma la bontà del nostro progetto in continua evoluzione. Il numero di iscritti alle serie Europe e North America rimane ai massimi livelli, inoltre quest’anno abbiamo assistito a una sorta di ‘rinascita’ della serie UK dopo gli anni complicati condizionati dal Covid-19, mentre la nuova serie nazionale giapponese è stata un grandissimo successo e ha catalizzato un notevole entusiasmo. 

Le 488 Challenge Evo impegnate al Mugello nelle Finali Mondiali Ferrari lo scorso autunno

Un campionato che anche quest’anno ha dato modo ad alcuni giovani piloti di dimostrare il loro valore: è il caso, per esempio, di Eliseo Donno, vincitore del Trofeo Pirelli Europe…

Un segnale positivo per il nostro monomarca che in passato è stato un trampolino di lancio per diversi piloti. Penso per esempio a Nicklas Nieslen, vincitore nel 2018 della serie europea, che dopo quella stagione entrò nel mondo delle competizioni GT con Ferrari ritrovandosi, cinque anni più tardi, tra i sei piloti che hanno gareggiato con la 499P nel FIA WEC. Un percorso di crescita possibile solo in Ferrari. 

La stagione ha visto il lancio di due nuove vetture: la 296 Challenge e la 499P Modificata che inaugura il nuovo programma Sport Prototipi Clienti. Cosa rappresentano per il futuro di Corse Clienti? 

Con la 296 Challenge, che debutterà in gara il prossimo anno nella serie Europe e North America, entriamo nel futuro del monomarca. Il nono modello nella storia del Ferrari Challenge introduce sostanziali novità. Da un punto di vista motoristico, per esempio, l’adozione del V6 derivato dalla 296 GTB è una vera svolta considerato che in precedenza le vetture Challenge avevano sempre montato propulsori otto cilindri. La 296 Challenge, in grado di erogare 700 Cv, oltre a essere la vettura più potente mai apparsa nel monomarca riscrive nuovi standard in termini di prestazioni, aerodinamica e di divertimento alla guida per il cliente. La 499P Modificata, invece, rappresenta qualcosa di unico nel panorama motoristico internazionale, una vettura in serie strettamente limitata progettata per il divertimento in pista, non in gara, dei clienti che avranno il modo di guidare un’auto molto simile a quella entrata nella leggenda vincendo Le Mans. 

Finali Mondiali Ferrari 2023 al Mugello: il maxischermo posto sulla terrazza dei box

Le Finali Mondiali al Mugello hanno concluso la stagione con numeri da record…

Numeri che testimoniamo lo stato di buona salute del nostro dipartimento Corse Clienti. In Toscana hanno gareggiato ben 103 piloti, in rappresentanza di 24 nazionalità, che si sono sfidati per il titolo iridato. Una partecipazione straordinaria, inoltre, ha interessato i programmi non agonistici per i clienti, con 19 monoposto di F1 Clienti e 56 le vetture dell’XX Programme portate in pista da 88 piloti in arrivo da 25 Paesi, mentre il Club Competizioni GT ha coinvolto 37 piloti di 14 nazionalità. Infine, vorrei ricordare come il Corso Pilota, che quest’anno ha visto l’introduzione di alcune nuove didattiche e proposte, ha raccolto ampi consensi sapendosi rinnovare. Oltre alle cifre straordinarie, questi dati sono la testimonianza dell’affetto dimostrato dai nostri clienti.

La 499P Modificata, presentata alle Finali Mondiali Ferrari 2023 al Mugello

Citroën festeggia il 150° esemplare di C3 Rally2

Il 150° esemplare di Citroën C3 Rally2 ha lasciato nei giorni scorsi la fabbrica di Versailles, alla vigilia della settima stagione di competizioni per un modello che non ha smesso di evolversi e di migliorarsi dal momento in cui è stata prodotta la prima vettura, il 1° aprile 2018.

Nel corso delle ultime cinque stagioni numerosi sono stati gli adattamenti e gli sviluppi, e ancora nel 2023 diverse evoluzioni hanno permesso alla C3 Rally2 di compiere un ulteriore, significativo, passo in avanti in termini di performance sull’asfalto e anche su terra.

Concepita fin da subito come una vettura capace di evolversi in continuazione, la C3 Rally2 è rimasta competitiva fino a oggi.

In questa stagione 2023 la C3 ha conquistato due vittorie (Monte Carlo e Croazia), un podio (Grecia) e tre quarti posti (Portogallo, Sardegna e Cile), e Yohan Rossel e il suo copilota Arnaud Dunand hanno terminato questo brillante anno al terzo posto in WRC2 nel Campionato del mondo Rally. Nel 2024, Rossel resterà al Citroën Racing per il sesto anno consecutivo e avrà un nuovo navigatore, Nikolay Gryazin.

Nell’Europeo Rally (ERC) la C3 Rally2 ha vinto tre volte con Yoann Bonato e Benjamin Boulloud alle Canarie, Andrea Crugnola e Piero Ometto al Rally di Roma Capitale e Mads Østberg e Patrick Barth in Ungheria.

Oltre Atlantico, dove la C3 Rally2 sta diventando sempre più diffusa, Ricardo Cordero jr e Marco Hernandez hanno vinto il campionato NACAM oltre al campionato del Messico, ottenendo il loro terzo titolo con Citroën. In Cile, Gerardo Rosselot e Marcelo Brizio si sono laureati campioni di RC2, mentre Pedro Heller, insieme a Pablo Olmos, ha terminato secondo in RC2 Pro.

La Citroën C3 Rally2 ha anche brillato in numerose serie nazionali. In Italia, Andrea Crugnola e Pietro Elia Ometto sono campioni per la terza volta; in Belgo, Maxime Potty e Renaud Herman hanno ottenuto il loro secondo titolo. Alle Canarie la vittoria è andata a Miguel Ángel Suárez e Eduardo Gonzalez. Il giovane Diego Ruiloba ha conquistato invece il titolo S-CER Junior in Spagna e l’equipaggio composto da Martin Surilov e Zdravko Zdravkov ha vinto in Bulgaria.

La Citroën C3 Rally2 di Rachele Somaschini in scala 1:24

Edo3000V6 design, alias Edoardo Gallini, ha recentemente realizzato una piccola serie di Citroën C3 Rally2 in scala 1/24 per Rachele Somaschini, la nota rallysta italiana che porta sulle strade europee ed italiane il suo messaggio per la ricerca sulla fibrosi cistica. I modelli sono stati realizzati in quattordici esemplari, sette del Rally delle Azzorre e sette del Rally Mille Miglia, partendo da una base Meri Kits cui Edoardo ha aggiunto o modificato particolari creati appositamente.

La spettacolare e complessa livrea della C3 di Rachele è stata ottenuta con un sapiente mix di verniciature, mascherature e decals realizzate come sempre in maniera impeccabile dal modellista lombardo. In occasione del Rally di Monza di inizio dicembre, Rachele ha fatto dono dei modelli a chi sostiene la sua attività sportiva ma soprattutto alla Fondazione fibrosi cistica. Nel paddock dell’autodromo la tenda dell’RS Team dove F.P.F. Sport assisteva la Citroën di Rachele è stata visitata dal numeroso pubblico, spesso con lunghe file in attesa per acquistare gadget, fare donazioni e selfie con la pilota e chiedendo anche chi avesse realizzato i modelli esposti in mostra. Ciliegina sulla torta, al termine del rally, che si è rivelato una gara dura e difficile con numerosi ritiri, la Somaschini si è classificata diciassettesima assoluta diventando così campionessa italiana rally. Per chi è interessato, i modelli sono realizzabili su ordinazione; potete trovare Edo3000v6 Design su Facebook e Instagram.

Cetilar Racing conferma per il 2024 il programma IMSA con la Ferrari 296 GT3

Per il terzo anno di fila il team Cetilar Racing riconferma anche per la stagione 2024 il suo programma nell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship, prendendo parte con la Ferrari 296 GT3 numero 47 a tutti i cinque appuntamenti della serie Endurance Cup.

Un impegno, quello nel campionato nordamericano, che scaturisce dalla volontà della squadra di affrontare ai massimi livelli una sfida tanto difficile quanto avvincente, sempre con il supporto tecnico di AF Corse.

Dopo avere portato all’inizio di quest’anno all’esordio assoluto la nuova vettura della Casa di Maranello, Roberto Lacorte, Antonio Fuoco e Giorgio Sernagiotto si ripresenteranno al via forti dell’importante esperienza maturata nella serie a stelle strisce. Un’esperienza iniziata nel 2022 (con la Ferrari 488 GT3 Evo 2020) e coronata subito dal successo di classe GTD messo a segno in occasione della 70ª edizione della 12 Ore di Sebring.

La classica della Florida sarà uno dei cinque round (il secondo per l’esattezza) del calendario della prossima stagione, che verrà inaugurato a gennaio dal Roar before the Rolex 24 e dalla 24 Ore di Daytona, gara in cui sarà un pilota a sua volta esperto e plurititolato come Eddie Cheever III a raggiungere il già consolidato trio Cetilar Racing.

Dopo Daytona, a metà marzo si andrà quindi a Sebring. Poi sarà il turno della 6 Ore di Watkins Glen, in programma nel fine settimana del 22-23 giugno. A settembre si correrà sul circuito di 2,4 miglia di Indianapolis: un evento che va ad aggiungersi alle grandi classiche americane. L’epilogo, come da tradizione, in occasione della Petit Le Mans di Road Atlanta che si disputerà l’11 e 12 ottobre.

La stagione 2023 non è stata facile. Ne eravamo fin da subito consapevoli, ma è servita a sviluppare la vettura per fare un passo avanti rispetto ai nostri avversari – ha commentato Roberto Lacorte – Il team Cetilar Racing è stato il primo a scendere in pista con la Ferrari 296 GT3, entrando nella storia di questa vettura e adesso puntiamo a fare sempre meglio“.

Dopo avere preso parte a cinque edizioni della 24 Ore di Le Mans (sei in tutto per Lacorte, che vi ha corso anche quest’anno), centrando il nono posto assoluto ed il settimo di classe in occasione del debutto nel 2017, ed avere disputato il Mondiale Endurance FIA WEC nel 2019, 2020 e 2021, Cetilar Racing dà un seguito pertanto alla sua storia americana che ha intrapreso per la prima volta nel 2022.

Ferrari premiata per i successi Endurance nel 2023

Nella Sala delle Armi del Foro Italico, a Roma, è andata in scena lo scorso 12 dicembre la tradizionale serata che ha visto l’attribuzione dei Caschi d’Oro di Autosprint e dei Volanti ACI per la stagione 2023. Ferrari ha ottenuto i riconoscimenti per la straordinaria vittoria alla 24 Ore di Mans e per i risultati di prestigio nel FIA WEC. Hanno ritirato i premi Antonello Coletta, Global Head of Endurance e Corse Clienti; i piloti Alessandro Pier Guidi, Antonio Giovinazzi, Antonio Fuoco, protagonisti dell’annata con le 499P del team Ferrari – AF Corse. 

Caschi d’Oro. Alla presenza di Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia, e di Andrea Cordovani, direttore di Autosprint, hanno partecipato all’evento Alessandro Pier Guidi e Antonio Giovinazzi, i piloti della 499P numero 51 saliti sul gradino più alto del podio nel quarto atto del Mondiale endurance – insieme a James Calado. Con loro il compagno di squadra Antonio Fuoco, autore delle pole position a Sebring e a Le Mans, con la vettura numero 50. I piloti hanno ritirato il Casco d’Oro di Autosprint per i risultati ottenuti, mentre il Casco d’Oro attribuito alla squadra Ferrari – AF Corse è stato consegnato ad Antonello Coletta.

Volante ACI. Il team impegnato nel FIA WEC è stato insignito del Volante ACI d’Oro per il primo posto in gara nell’edizione del Centenario della corsa endurance più famosa al mondo, valso alla Casa di Maranello la decima vittoria assoluta sul circuito della Sarthe, a mezzo secolo dall’ultima partecipazione in classe maggiore e a 58 anni dal precedente successo. I premi sono stati consegnati sul palco a Coletta, Pier Guidi e Giovinazzi.

Altri riconoscimenti. Giancarlo Fisichella, pilota ambasciatore della Casa di Maranello, insieme a Tommaso Mosca, ha ricevuto un riconoscimento attribuito da ACI per la vittoria del Campionato Italiano GT Endurance; i risultati ottenuti in carriera, inoltre, sono valsi al pilota romano il Casco Legend di Autosprint. Riconoscimenti speciali anche a Marco Pulcini ed Eddie Cheever III, vincitori con la Ferrari 296 GT3 del titolo di classe Pro-Am nell’International GT Open.

Alfa Romeo annuncia la terza edizione dei Tribe Days

In occasione della chiusura di un 2023 avvincente, Alfa Romeo coglie l’occasione di augurare buone feste annunciando la terza edizione dei Tribe Days Alfa Romeo. Il marchio chiama a raccolta gli alfisti e non solo, appassionati, collezionisti, club, semplici cultori della storia dell’automobile italiana al Circuito del Mugello, il 5 e il 6 ottobre 2024.

Dopo Monza nel 2022 e Le Mans nel 2023 Alfa Romeo sceglie come palcoscenico della terza edizione uno dei luoghi più celebri nel motorsport internazionale: il Circuito del Mugello.

La prima edizione nel 2022: in occasione del Gran Premio di F.1 a Monza Alfa Romeo ha colto l’opportunità di celebrare il legame indissolubile tra il marchio italiano ed il Circuito di Monza. Ricorreva infatti il 100° anniversario dell’Autodromo italiano sulla quale Alfa Romeo ha conquistato il primo titolo di Formula 1 della storia, il 3 settembre 1950, con la 158 “Alfetta” di Nino Farina. Alla manifestazione hanno preso parte 112 collezionisti con le loro vetture, tanti quanti gli anni del marchio, e 100 Giulia GTA, 100 come gli anni celebrati dal circuito stesso.
La prima edizione si è tenuta in due luoghi simbolici nella storia del marchio: Il Museo di Arese, e il circuito Alfa Romeo di Balocco. Memorabile la parata che ha condotto dal Museo, attraverso Milano, fino al Circuito di Monza, centinaia di Alfa Romeo di ogni epoca accolte da ali festanti di appassionati di Formula 1.

La seconda edizione 2023: Un’edizione che ha celebrato il centenario di due simboli internazionali del motorsport: un tributo ai 100 anni del Quadrifoglio che il marchio ha festeggiato a Le Mans in occasione della manifestazione “Le Mans Classic”. Il circuito francese, a sua volta, ha festeggiato il centesimo anniversario dalla 24 Ore di Le Mans. Proprio su quell’asfalto Alfa Romeo trionfò per 4 anni di seguito, dal 1931 al 1934. Tre giorni di pura passione, costellati di eventi inediti ed esperienze di guida esclusive sui circuiti di Montlhéry e Le Mans, dove sono state scritte alcune delle più belle pagine del motorismo internazionale.

Per manifestare la propria volontà di partecipare è già disponibile un’area dedicata sul sito Alfa Romeo.