I protagonisti del FIA-WEC 2024: Lamborghini

E’ la prima volta che Lamborghini partecipa ufficialmente al Mondiale Endurance. La SC63 di classe LMDh, al termine di una lunga serie di test, è pronta per la stagione del debutto, che comprenderà la partecipazione di una vettura nel FIA-WEC e di una seconda auto nell’IMSA (ma l’appuntamento inaugurale a Daytona è stato saltato perché la SC63 non è stata giudicata ancora pronta). La Lamborghini ha scelto come partner sportivo l’Iron Lynx, la struttura di Deborah Mayer, che potrà contare sull’appoggio tecnico del Prema Racing, ormai uno dei punti di riferimento a livello internazionale nelle competizioni di formula e che recentemente ha dimostrato tutto il proprio valore anche in LMP2.

La Lamborghini SC63 è l’unica vettura di LMDh ad avere il telaio Ligier, una scelta che Giorgio Sanna, direttore di Lamborghini Squadra Corse ha spiegato con l’esigenza di collaborare a un costruttore dedicato a una sola vettura, in una collaborazione che sarà indubbiamente stretta. Del resto, da parte di Lamborghini, è stato spiegato più volte che la costruzione di una LMH non era una strada percorribile; da qui la scelta di puntare alla LMDh, che permette tra l’altro l’organizzazione di un programma parallelo negli Stati Uniti.

Il motore, invece, è tutto farina del sacco dell’equipe tecnica di Sant’Agata Bolognese: si tratta di un V8 biturbo da 3,8 litri, le cui turbine sono montate all’esterno sui due banchi dei cilindri.

Una sola vettura sarà iscritta nel FIA-WEC per Mirko Bortolotti, Daniil Kvyat e Edoardo Mortara. A Le Mans sarà presente la SC63 “americana”, pilotata da Romain Grosjean, Andrea Caldarelli e Matteo Cairoli, quest’ultimo proveniente dalla Porsche.

In margine all’Alfa Romeo 33/3 Brands Hatch 1971 di Solido

Come spesso accade con questi argomenti, l’articolo sull’elaborazione su base Solido dell’Alfa Romeo 33/3 (link: https://pitlaneitalia.com/2024/02/19/alfa-romeo-33-3-brands-hatch-1971/) ha suscitato un grande interesse. Marco Nolasco ci ha scritto oggi ricordando un’elaborazione simile ad opera di un quattordicenne (!) modellista torinese, Ezio Gamba, apparsa sul numero di settembre-ottobre 1971 di Quattroruotine. Foto in apertura dove la 33 appare accanto ad un’altra elaborazione di Gamba, una Porsche 917 a coda lunga su base Corgi Toys.

Ferrari One of a kind

Il Museo Enzo Ferrari di Modena ha inaugurato e aperto al pubblico il 18 febbraio la nuova mostra “Ferrari One of a Kind”, una vera e propria celebrazione dell’unicità che caratterizza ogni capolavoro che esce dai cancelli della Casa del Cavallino Rampante, grazie al lavoro svolto nei Centri Tailor Made che si trovano nella sede di Maranello, a New York e a Shanghai.

Un percorso che mostra al pubblico l’esclusività di pezzi unici, creati nel tempo con l’obiettivo di esprimere personalità, gusti e desideri dei clienti Ferrari.

Questa attenzione all’unicità rappresenta una prerogativa della produzione Ferrari sin dagli esordi. Fin dalle prime granturismo troviamo esempi di creazioni speciali fatte su singole richieste, come i gentleman drivers che selezionavano i carrozzieri per modellare le prorie vetture. Con la produzione delle prime stradali, l’approccio pionieristico di Ferrari ha consentito ai propri clienti di scegliere forma, allestimenti, materiali e finiture per la creazione di pezzi modellati in base alle esigenze. Lo stesso approccio rimane vivo oggi attraverso la vasta gamma di programmi di personalizzazione che Ferrari propone: dai programmi Atelier pensati per valorizzare la creatività e i gusti dei clienti, passando dall’ancor più esclusivo servizio Tailor Made che approfondisce le possibilità di scelta attraverso anche l’uso di materiali inediti, fino alle eccezionali creazioni one-off che portano al limite il concetto di personalizzazione realizzando dei pezzi unici in ogni singolo elemento.

“Ferrari One Of a Kind” propone per il 2024 un particolare allestimento che da un lato valorizza  al massimo le straordinarie auto esposte, spesso mai viste prima dal grande pubblico, dall’altro mostra in maniera immersiva i programmi di personalizzazione a cui hanno accesso i clienti Ferrari: il cuore della mostra sarà una parete interattiva in cui i visitatori potranno fare una esperienza fisica dei materiali, i tessuti, i colori e la vasta quantità di opzioni che il Centro Stile Ferrari mette a disposizione dei clienti desiderosi di accedere a questi programmi esclusivi.

Alcune delle vetture personalizzate in esposizione:

  • Ferrari 812 Competizione Tailor Made – Un esemplare unico nel suo genere, scelta anche come protagonista della locandina della mostra come emblema del concetto di foglio bianco che rappresenta il punto di partenza dal quale il Centro Stile Ferrari, guidato dal Chief Design Officer Flavio Manzoni, prende le mosse per la realizzazione di ogni nuovo modello. L’auto in esposizione, in particolare, rappresenta il primo esemplare di una serie limitata di 999 pezzi, ed è stata recentemente battuta all’asta durante il gala benefico organizzato a New York da Ferrari lo scorso 17 Ottobre 2023.
  • Ferrari 166 MM – Un pezzo straordinariamente elegante datato 1948, carrozzeria Touring, plasmata in ogni dettaglio secondo il gusto di Gianni Agnelli, come il particolare del bicolore blu e verde che riprende quelli della Famiglia di provenienza Savoia. Una capostipite delle vetture personalizzate Ferrari.
  • Ferrari Monza SP1 – Anno 2018, la prima della  serie Icona: le serie speciali limitate ispirate alla grandi vetture Ferrari del passato, reinterpretano quello stile senza tempo secondo canoni moderni accompagnandolo con contenuti altamente tecnologici ed elevate prestazioni. Qui in esposizione in un originale color oro, ripreso anche nei cerchi ruota e in altre componenti interne, e da una caratterizzante fascia trasversale a contrasto tipica delle livree personalizzate di alcune vetture da competizione degli anni ’50 e ‘60. 
  • Daytona SP3 Carbon Look – Secondo modello della serie limitata Icona che rende omaggio alle sport prototipo Ferrari che hanno fatto la storia del motorsport, qui realizzata in uno straordinario carbonio rubino transitional che consente particolari effetti cromatici in base alla luce solare.

I visitatori potranno inoltre accedere a un’area interattiva allestita con un car configurator speciale che consentirà di immaginare e disegnare virtualmente la Ferrari dei propri sogni.

L’esibizione sarà ravvivata nel corso di tutto il 2024 da aggiornamenti periodici che coinvolgeranno le vetture esposte per consentire di mostrare al pubblico sempre un maggior numero di pezzi unici.

I Musei Ferrari continuano a riscuotere un interesse sempre crescente verso fan e appassionati del Cavallino Rampante, tanto che nel 2023 i Musei di Modena e Maranello hanno registrato il record assoluto di visite con più di 740mila visitatori.

La mostra “One of a Kind” sarà visitabile al Museo Enzo Ferrari di Modena a partire dal 18 febbraio 2024 come tradizione, per celebrare il compleanno del Fondatore Enzo Ferrari, e sarà disponibile al pubblico fino al 17 febbraio 2025.

La livrea della Ferrari 499P di AF Corse per il FIA-WEC 2024

Alla vigilia del Prologo, la due giorni di test collettivi che darà ufficialmente il via alla stagione 2024 del FIA World Endurance Championship, AF Corse toglie i veli alla Ferrari 499P numero 83 che schiererà nella classe Hypercar. Al volante si alterneranno Robert Kubica, Robert Shwartzman e Yifei Ye (questi ultimi due, piloti ufficiali Ferrari).

La livrea della Ferrari numero 83 riprende i tratti della 499P che ha trionfato alla 24 ore di Le Mans nel 2023 ma con colori invertiti. L’Hypercar di AF Corse sarà quindi facilmente distinguibile grazie alla predominanza del giallo, arricchito da dettagli rossi.

Modelli del passato: una Fiat Dino Coupé orientale

testo e foto di Riccardo Fontana

Gli acquisti esotici, che poi sono quelli meramente riconducibili alle stranezze – e pertanto non ferreamente riconducibili ai canoni classici del modello perfetto con scatola – sanno essere invero particolarmente stuzzicanti e suggestivi.

Recentemente mi è capitato di acquistare la Fiat Dino Coupé ritratta in questo servizio, un modello made in Hong Kong risalente agli anni settanta, interessante per svariati motivi.

In primis, almeno per me, entra in gioco la fascinazione della vettura reale: adoro la Dino Fiat, perfetto e saporitissimo connubio di popolo ed elite, un qualcosa di unico che solo l’Italia degli anni sessanta e la Fiat dell’Avvocato al suo meglio potevano creare, e questo mi ha portato inevitabilmente a collezionare molti modelli ad essa inerenti – sia coupé che spider – con particolare predilezione, manco a dirlo, per gli obsoleti.

In quest’ottica, la Dino Coupé made in Hong Kong ha la duplice valenza di modello obsoleto riproducente una (gran) bella vettura e di curiosità, di quel tipico modello esotico come quelli che animavano gli Zapping di Quattroruotine che leggevo da bambino o, in età più adulta, i numeri di Passion43ème che consumavo in spiaggia in Corsica.

Il modello ha natali incerti: per quanto non vi siano scritte di sorta, a seguito di qualche (comunque non chiara nell’esito) ricerca sul web dovrebbe essere un Playart, riprodotto abbastanza fedelmente (ma non è né un Mebetoys né un Mercury, ed è bene tenerlo a mente), e curiosamente riportante un simbolo molto simile all’occhio della Mebetoys sul fondino.

Evidentemente, già quasi mezzo secolo fa, i “service” cinesi avevano il vizio discutibile di copiare in maniera ignorante, approssimativa, e senza avere la benché minima idea della vettura reale: per non saper né leggere né scrivere, non abbiamo trovato di meglio che delegare a questa gente la quasi totalità dell’attività modellistica, vendendo poi i dubbi frutti del loro operato a prezzi quadrupli rispetto a quanto all’epoca costassero i migliori modelli europei, ma questo è un altro discorso, che ci condurrebbe decisamente troppo lontano, ed esulerebbe dal tema dell’articolo. 

Il modello ha le ruote veloci ed è, come dicevamo, di media fedeltà, con alcuni tratti decisamente “anglofoni”, come il cagnolino sulla cappelliera – decisamente molto “Corgi”- ed i personaggi alla guida, nel caso specifico andati persi chissà quando.

La scala è leggermente piccola, ci sentiremmo di dire più vicina all’1:48 che all’1:43, a sottolineare ulteriormente la distanza ideologica che ancora all’epoca separava l’oriente dall’occidente e dal suo modo di intendere gli automodelli.

Nella stessa serie esisteva una Lancia Fulvia Coupé – peraltro in vendita sul medesimo banco dov’era in vendita questa Dino (e “lasciata” a causa di alcuni difetti) – decisamente meno attraente della Dino, con i fari posteriori tondi.

Il modello, che su eBay spunta quotazioni decisamente interessanti anche in condizioni ben peggiori di questo, è comunque una bella testimonianza storica degli albori della Cina del mondo dell’1:43, con tutta la distanza dai nostri standard che all’epoca sembrava incolmabile e che oggi è del tutto normalizzata, in maniera giusta o sbagliata che sia.

Chi poteva immaginare all’epoca che gli autori di – tutto sommato – dozzinali copie di modelli europei avrebbero banchettato sui cadaveri dei produttori europei?

Nessuno fortunatamente, eppure è successo.

Purtroppo…

Rassegna stampa: Renault Twingo

Nel 2023 la Renault Twingo ha festeggiato i trent’anni. E’ uscito da poco un hors-série (con copertina cartonata) realizzato da 4L Magazine – Editions Riva che ripercorre la storia completa della Twingo di prima generazione, attraverso la genesi del modello, le serie speciali e anche alcune versioni competizione come la vettura da raid e la Twin’Cup, protagonista di un monomarca low cost organizzato a partire dal 2011. Con 65 pagine ricche di foto e informazioni, l’hors-série sulla Twingo sarà molto utile sia per gli appassionati sia per gli storici. Prezzo in Francia (nelle edicole): € 13,95.

Borsa di scambio a Novegro

Domenica 25 febbraio è in programma la prima edizione 2024 della Borsa di scambio a Novegro.

ORARI INGRESSO

Domenica: 9.30-16.30

PREZZI

Giornaliero online: 6,70 euro + 1,30 euro (commissione di servizio). Giornaliero in cassa: 8 euro. Ridotto: 5 euro (militari muniti di tesserino e disabili con invalidità tra 40% e 79%, previa esibizione del relativo documento). * Omaggio: ragazzi fino ai 18 anni non compiuti e disabili con invalidità tra 80% e 100%, previa esibizione del relativo documento*

*I biglietti ridotti e gratuiti sono acquistabili unicamente in loco presso le biglietterie del Parco Esposizioni Novegro.

Accompagnatori: Nei casi in cui è previsto il biglietto gratuito per disabili con invalidità dall’80% al 100% (vedi casi sopra riportati) verrà concesso l’ingresso gratuito agli accompagnatori.

24 Ore di Le Mans 2024: la lista degli iscritti

L’Automobile Club de l’Ouest ha diramato stamani la lista ufficiale della 24 Ore di Le Mans 2024, in programma dal 12 al 16 giugno.

Tra le Hypercar si affronteranno nove marchi diversi: Ferrari, Toyota, Cadillac, Peugeot, Porsche, Alpine, Lamborghini, BMW e Isotta Fraschini. Dopo aver segnato il suo decimo successo nell’edizione del centenario lo scorso giugno, la Casa di Maranello si prepara ad affrontare una concorrenza agguerrita.

In LMP2, assente da quest’anno nel FIA-WEC, sono presenti 16 equipaggi, fra cui 6 misti di piloti professionisti e dilettanti.

Novità del 2024, la LMGT3 che rimpiazza la LMGTE. Per l’occasione, la GT3 proporrà una griglia davvero notevole, composta di 23 vetture: Aston Martin, BMW, Corvette, Ferrari, Ford, Lamborghini, Lexus, McLaren e Porsche.

Le vetture di riserva sono sette.

Ecco il documento ufficiale in pdf (scaricabile qui sotto):

Alfa Romeo 33/3 Pescarolo/De Adamich Brands Hatch 1971

testo e foto di David Tarallo

Solido non fece mai l’Alfa Romeo 33/3 in versione corta e i collezionisti ci restarono male, dovendo i meno dotati accontentarsi della coda lunga di Le Mans 1970, uscita nella serie 100 col numero di catalogo 187. I più facinorosi, però, non restarono con le mani in mano, cimentandosi in elaborazioni sempre molto coraggiose partendo dalla 33 lunga del ’70.

Abbiamo recentemente trovato un modello (bisognoso di restauri, peraltro non complicati), che testimonia in modo emblematico la capacità e anche la creatività di certi collezionisti degli anni ’70. La miniatura che vedete nelle foto fu realizzata con tutta probabilità in Francia in un periodo che ci piace immaginare immediatamente successivo alla vittoria di Henri Pescarolo e Andrea De Adamich alla BOAC 1000 km di Brands Hatch, che si disputò all’inizio di aprile del 1971 – curiosamente proprio nel periodo in cui la 33/3 coda lunga di Solido veniva commercializzata.

Malgrado ciò che potrebbero far credere le apparenze, il modello delle foto utilizza in toto gli elementi di carrozzeria della Solido 187. Il collezionista che eseguì l’elaborazione tagliò il cofano posteriore, tappando le uscite d’aria e ricavando in modo veramente mirabile la presa d’aria sul cupolino, cosa tutt’altro che facile, vista la proverbiale durezza della zamac Solido. Il cofano posteriore è stato fissato in posizione chiusa. Centralmente, rimosse la copertura del “lato passeggero” dell’abitacolo; anche per quanto riguarda la parte frontale il lavoro dovette essere lungo e complesso, con l’eliminazione dei fari, la riproduzione delle griglie sui passaruota e con la configurazione diversa della zona della presa d’aria, che richiese ovviamente una modifica – peraltro facile in questo caso – del fondino in plastica.

La decorazione venne realizzata con le solite decals di fortuna (ma il simbolo della BOAC è riprodotto a pennello), alcune delle quali sono andate perdute ma non sarà impresa ardua ricostruirle, con foglietti simili, risalenti a quegli anni. Dovranno anche essere riposizionati lo specchietto a treppiede e il gruppo delle alette posteriori, con tutta probabilità quelli del Serie 100.

Chi avrà eseguito questa elaborazione? Non ne abbiamo idea. Il modello non è firmato e proviene da una collezione nella quale si trovavano pezzi simili, che sono stati conservati abbastanza male (alcuni sembrano addirittura alluvionati). Speriamo di pubblicare qualche foto quando l’Alfa 33/3 sarà stata ripulita e restaurata come merita.

Aggiornamento del 20 febbraio 2024: la foto di un’elaborazione simile a questa uscì in un numero del 1971 della rivista Quattroruotine. Si veda il seguente link: https://pitlaneitalia.com/2024/02/20/in-margine-allalfa-romeo-33-3-brands-hatch-1971-di-solido/

Aggiornamento del 1° marzo 2024: confronto fra questo modello e l’originale Solido n°187: https://pitlaneitalia.com/2024/03/01/alfa-romeo-33-3-brands-hatch-1971-elaborazione-solido/

Ferrari svela la livrea 2024 della 499P Hypercar ufficiale

Nel giorno in cui ricorre il compleanno di Enzo Ferrari, che nacque a Modena il 18 febbraio 1898, la Casa di Maranello svela la livrea della Ferrari 499P che sarà impegnata nel FIA WEC 2024 nella classe Hypercar. Si accendono così i riflettori sulla seconda stagione iridata, che si avvierà il 2 marzo, in Qatar, che avrà protagonista la squadra Ferrari – AF Corse con le vetture numero 50 e 51.  

Tradizione e innovazione dialogano nella nuova livrea della Hypercar della Casa di Maranello, un “abito” che, mentre richiama da vicino la storia recente di una stagione 2023 che ha visto la squadra italiana conquistare la 24 Ore di Le Mans del Centenario e concludere al secondo posto in classifica Costruttori, guarda al futuro introducendo elementi innovativi. 

L’immancabile rosso, sinonimo nel mondo dell’italianità sportiva rappresentata da Ferrari, e il giallo sono i colori che enfatizzano le linee scultoree e dinamiche della vettura. 

Sul corpo della vettura prevale un rosso racing studiato ad hoc per la nuova stagione, dal tono intenso e profondo, abbinato al Giallo Modena, quest’ultimo già presente sulla livrea del 2023. Il rosso della Ferrari 499P per l’imminente stagione agonistica rielabora quello già visto sulla monoposto F2007 con quale la Scuderia Ferrari affrontò l’impegno in Formula 1 nel 2007, ma rispetto all’originale introduce elementi di novità: il risultato è una versione lucida che meglio si adatta alle esigenze di visibilità della vettura in gare che, spesso, si svolgono anche in condizioni di scarsa luce e in notturna. 

Nuovo rispetto alla precedente annata è anche lo schema compositivo studiato per le 499P numero 50 e 51. L’obiettivo principale è quello di esaltare il corpo della vettura e l’abitacolo con due blocchi di colore sfalsati, che creano un ritmo compositivo fluido, e con un design che, mescolando le due tonalità indicate, sappia esaltare linee e tridimensionalità delle geometrie. 

Aspetti ben evidenti osservando lateralmente la Hypercar: il Giallo Modena “abbraccia” per intero l’abitacolo, sottolineandone la centralità da un punto di vista fisico e simbolico, mentre linee, stilemi grafici inediti e bande orizzontali del medesimo colore contribuiscono a enfatizzare il concetto di dinamismo e velocità espandendosi sia nella parte bassa della linea – in prossimità dei passaruota posteriori – sia sulla parte superiore della pinna centrale, sia all’interno delle piastre di chiusura dell’ala posteriore. 

Il risultato è sicuramente valido. E’ necessaria comunque una puntualizzazione: nella comunicazione ufficiale Ferrari si continua a parlare di Giallo Modena a celebrare la 312 PB, il che è una specie di forzatura. In realtà la Ferrari adottava sulle 312 PB vari colori secondari per facilitare il riconoscimento delle differenti auto in corsa: nel 1973 furono utilizzati il blu, il verde e il giallo. Se si fosse realmente voluto ricordare le 312 PB sarebbe stato forse più opportuno (e storicamente corretto) servirsi del giallo – sempre di grande effetto – su una vettura e magari del verde o del blu sull’altra. Ma questo interessa probabilmente a una ristretta cerchia di fissati dell’endurance, lontani da certe logiche di marketing più che di informazione.