Auto Moto Turin Show dal 19 al 21 aprile 2024 a Lingotto Fiere

Un evento di cultura e mercato delle automobili, che raccoglie e reinventa la vocazione automobilistica della città di Torino: AMTS – Auto Moto Turin Show, organizzato da GL events Italia, si preannuncia un momento di incontro per appassionati, collezionisti, curiosi e professionisti del settore automobilistico e motoristico. L’evento nasce dal gemellaggio con l’omonimo show ungherese, AMTS – Auto Moto Tuning Show.

La prima edizione di AMTS è in programma dal 19 al 21 aprile 2024 negli spazi di Lingotto Fiere, per tre giorni dedicati interamente alla passione per le due e quattro ruote a 360°, dalla storia dell’auto alle ultime produzioni automobilistiche.

Si alterneranno momenti di azione, con gare ed esibizioni in pista, a momenti di approfondimento con conferenze moderate da esperti del settore.

Gli spazi del vecchio stabilimento Fiat aprono nuovamente le porte alle auto classiche, a new car e supercar, al tuning, alle  moto e alle youngtimer che oggi sempre di più coinvolgono e appassionano le nuove generazioni.

“L’automotive è una delle tante eccellenze di Torino, che non poteva rimanere senza un Salone dell’automobile, capace di valorizzare la cultura, la storia e la tradizione di questo territorio, – dichiara Gabor Ganczer, amministratore delegato di GL events Italia”.

“Il nostro impegno è proprio quello di proporre nuove manifestazioni che siano espressione delle filiere trainanti del territorio: il food and wine, l’agritech, lo sport e ovviamente l’automotive. Questo nuovo evento sarà dunque celebrativo del passato e futuristico allo stesso tempo, dedicato ad appassionati, collezionisti e giovani curiosi”.

Club, associazioni, concessionari di auto classiche e sportive, case automobilistiche, rinomati produttori e rivenditori di componenti si riuniscono negli spazi di Lingotto Fiere per mostrare le migliori vetture da collezione, presentare gli ultimi modelli all’avanguardia e scoprire le più recenti innovazioni nel dinamico settore automobilistico.

L’evento si articola in quattro aree principali:

  • area expo – mercato, con le più prestigiose vetture da collezione, gli ultimi modelli e le innovazioni del settore automobilistico, con focus sulle tendenze per i giovanissimi e le proposte green in campo automotive con la possibilità di testare in loco le auto del momento;
  • area tuning: dedicata alle auto modificate a livello estetico, meccanico, elettronico, motoristico e tanto altro.
  • area eventi, con un ricco calendario e spazi di approfondimento e incontro, per ascoltare storie e scoprire il dietro le quinte da piloti, meccanici, ingegneri, designer e personaggi del settore e incontrare esperti a cui chiedere informazioni e curiosità.
  • area experience, uno spazio esterno che si trasforma in un’arena dove la maestria dei piloti si unisce alla potenza delle macchine. Test drive, drifting, racing e show acrobatici.

Non solo motori, quindi, perché l’evento torinese si propone di raccontare le culture e le passioni che vivono e si muovono intorno alle automobili da sempre, anche grazie alle  collaborazioni con le principali realtà del territorio.

AMTS è organizzato in collaborazione con Expo Tuning Torino, l’evento di tuning indoor più conosciuto in Italia, punto di riferimento per tutti gli appassionati e le aziende di settore anche a livello europeo. L’undicesima edizione di Expo Tuning Torino è dunque ospitata all’interno di AMTS: una vetrina delle novità stilistiche e di elaborazione estetica, info entertainment e meccanica delle vetture di serie e punto di riferimento per le numerose attività che ruotano intorno al settore. Nell’ambito dell’evento tuning viene organizzato inoltre il contest Be bETTer, che dà spazio a tutti i professionisti operanti nel settore del mondo auto che vogliano mettere in gioco le loro qualità e le loro capacità d’inventiva e competenze, mostrando al pubblico come si possa creare un’auto modificata di alto livello.

Grazie alla collaborazione con Estrela Fiere, che vanta un’esperienza quarantennale nell’ambito del modellismo, del collezionismo e delle auto e moto d’epoca, viene allestita un’area mercato dedicata ai ricambi di auto storiche e da collezione.

Ampio spazio è inoltre dedicato alle Youngtimer, la grande tendenza di questi tempi, con l’esposizione di automobili con 20-30 anni di vita, appena riconosciute auto storiche, che avvicinano anche i collezionisti più giovani grazie a prezzi di vendita e di manutenzione più accessibili rispetto alle classiche Oldtimer.

Auto Moto Turin Show Lingotto Fiere Torino, via Nizza 294, 10126 Torino, dal 19 al 21 aprile 2024 (ore 9.30-19.30). https://amtstorino.it / @amtstorino / info@lingottofiere.it / tel. +39 011 66 44 111

Jenson Button torna nel FIA-WEC

Jenson Button ha confermato la propria partecipazione all’intera stagione 2024 del FIA World Endurance Championship con la Porsche 963 dell’Hertz Team Jota.

Il campione del mondo Formula 1 2009 piloterà la vettura numero 38 con l’altro britannico Phil Hanson e con danese Oliver Rasmussen. Button aveva già preso parte al WEC nella Super Season 2018/2019 con l’SMP Racing. Quest’anno aveva guidato la vettura NASCAR del Garage 56 alla 24 Ore di Le Mans, facendo anche un’apparizione alla Petit Le Mans in ottobre al volante della Porsche 963 schierata dal JDC-Miller.

La gara inaugurale del FIA-WEC 2024 si svolgerà a Doha (Qatar) l’1-2 marzo.

Nella foto di apertura, Jenson Button alla 24 Ore di Le Mans 2023 (copyright David Tarallo – pitlaneitalia.com)

Rassegna stampa: Youngtimers Hors Série #33

I tre principali costruttori francesi – Citroën, Peugeot e Renault – protagonisti di un ideale torneo con vetture di tutte le fasce, dalle utilitarie, alle piccole sportive, dalle berline alle coupé. Questo è l’Hors Série numero 33 di Youngtimers, che in oltre 110 raggruppa confronti fra concorrenti della stessa era, dagli anni settanta agli anni ottanta (seguirà presumibilmente una seconda parte con gli anni ’90 e 2000).

Tutto il materiale è assolutamente nuovo, con foto fresche e testi inediti. Si inizia con un confronto diremmo classico, tra Citroën 2 CV6 Spéciale e Renault 4GTL, per proseguire con Visa Super X / Peugeot 104S / Renault 5 TS, e poi Peugeot 104 ZS2 / Renault 5 Alpine, fino a Citroën GS 1220 Club / Peugeot 305 GR / Renault 18 GTL passando per Peugeot 604 V6 TI / Renault 30 TX, arrivando in pieni anni ’80 con Citroën CX 25 GTI Turbo 2 / Peugeot 505 Turbo Injection / Renault 25 V6 Turbo. In tutto tredici confronti pieni di storie e anche di nostalgia.

Non mancano i testa a testa fra vetture più pepate come Peugeot 205 GTI 1.9 / Renault 5 GT Turbo o Peugeot 309 GTI / Renault 11 Turbo, ma se la letteratura sulle hot hatchback in questi ultimi anni si è moltiplicata, a volte anche a sproposito, fa forse più piacere leggere di soggetti meno inflazionati come Peugeot 305 GTX, Citroën AX 14 TRS, Peugeot 405 SRI o Renault 21 TXE.

Sia come sia, ci troviamo in presenza di un prodotto editoriale di ottima qualità, confezionato con gusto e competenza, che saprà intrattenere ma anche documentare con la dovuta serietà quando, magari fra qualche anno, arriverà il momento di ritirarlo fuori dagli scaffali per verificare un particolare in una foto o per consultare un dato di produzione.

Prove, guide all’acquisto, indirizzi utili, storia, curiosità, c’è veramente di tutto. Ma da noi queste cose le fanno? Prezzo in Francia, €7,90. In Italia, € 8,90.

La 21ma edizione della borsa di scambio a Chappes

E’ già al completo la lista degli iscritti alla ventunesima edizione della Bourse d’échange Jouets et Modèles Réduits che si svolgerà alla Salle des fêtes a Chappes, nei pressi di Clermont-Ferrand, il 4 febbraio dalle ore 9 alle 16.

La borsa di Chappes è da diverso tempo uno dei principali appuntamenti collezionistici della zona. L’organizzazione si deve all’Association des Parents d’Elèves, con la partecipazione di Limagne Miniatures, che a fine 2023 chiuderà il proprio negozio proprio a Chappes, per continuare comunque l’attività esclusivamente on-line e su appuntamento.

I ricavi della manifestazione serviranno a finanziare le gite e le attività delle scuole di vicinato.

Ripulirsi la coscienza ai tempi dell’ipocrisia di massa

Probabilmente in altri paesi più “arretrati” tipo Francia e Italia non ci sono ancora arrivati ma sull’eBay tedesco è operativo un bizzarro (chiamiamolo così per non usare altri aggettivi) sistema di calcolo di redenzione a seguito dei “danni” provocati dagli acquisti degli utenti. Un bel banner con un’acquirente etnicamente orientata (poteva mancare?) ti annuncia che ora puoi espiare le tue colpe ambientali risarcendo – in parte o completamente – i chilogrammi di CO2 immessi nell’atmosfera a seguito dei tuoi acquisti.

Ogni porzione di anidride carbonica riscattata ha un costo, che viene devoluto a un’associazione incaricata di installare pale eoliche in Nuova Caledonia. E’ possibile scegliere quanto pagare e passare alla cassa come se si acquistasse un qualsiasi altro prodotto.

Gli utenti, sul proprio account di eBay.de, hanno il loro bravo “CO2-Konto”, dove sono riportati dettagliatamente tutti i “danni” compiuti con gli ordini passati nell’ultimo anno. Ci troviamo già in un mondo distopico e alcuni non lo sanno. O non vogliono pensarci.

Rassegna stampa: Les premières Classe S

Se lo scorso Hors Série di Passion Etoiles era stato consacrato alle Mercedes Roadster, Cabriolet e Coupé, col numero 5, uscito in questi giorni, si torna alle berline, ripercorrendo la storia di quelle che si possono definire le Classe S ante litteram, seguite da quelle che di fatto vennero ufficialmente chiamate così dalla Casa. Il fascicolo, di oltre 120 pagine, ripercorre la storia delle Mercedes che si pongono in questa importante fascia (che oggi non esiste neanche più).

L’ “alto di gamma” Mercedes prende il via in pratica con l’esordio del marchio, per poi svilupparsi in modo più pieno e consapevole dagli anni ’20 agli anni ’40 del XX secolo.

Dopo la guerra, il quindicennio che va dal 1950 al 1965 vede la riconquista da parte di Mercedes di quello status di esclusività e qualità rappresentato dalle varie W187, W180 o W112. Questa parte di storia viene ripercorsa a grandi linee dalla pubblicazione, che inizia la vera e propria narrazione monografica a partire dalla serie W108/109, commercializzata dall’agosto del 1965. Seguono la W116 (la prima a chiamarsi ufficialmente Classe S), la W126, la C126 (il primo coupé Classe S, che rientra quindi a buon diritto nella trattazione), e – studiate in maniera leggermente meno approfondita – la W140 e la W220.

Ogni capitolo riporta con ricchezza di dettagli caratteristiche tecniche, versioni, tipi di motore, allestimenti e numeri di produzione, facendo sufficiente chiarezza su un tema che spesso è intricato non foss’altro che per la selva di sigle e versioni apparentemente tutte uguali. Non vengono trascurati i pochi modelli da competizione (ricordate la 300 SEL 6.8 AMG?), le concept car e le carrozzerie speciali.

I capitoli principali sono intervallati da brevi e gradevoli retrospettive che riguardano la storia della Mercedes, dalla tecnica allo stile, dal marketing al costume. Il prezzo in Francia di questo speciale Mercedes è di €13,90. Non ci risulta sia distribuito in Italia.

La Peugeot 504 Coupé V6 dell’Acropoli 1980

Elio Venegoni (Spirit of Racing) ha appena presentato la sua ultima novità, il kit 1:43 in resina con parti in metallo bianco della Peugeot 504 Coupé V6 Gr.4 che prese parte al Rally dell’Acropoli 1980 con Makinen e Todt. Il kit, in serie limitata a venti esemplari, è opera di Renato Aimaro. Le decals sono INKAM, disegnate da Pietro Marinelli.

Audi Sport Italia: il diciottenne Rocco Mazzola è il primo pilota confermato per la R8 LMS GT3

La stagione 2024 per Audi Sport Italia è iniziata con quasi un mese di anticipo rispetto al calendario, con due giornate di prove libere disputatesi la settimana scorsa a Vallelunga. All’autodromo intitolato a Piero Taruffi ha fatto il suo esordio con la R8 LMS GT3 il primo dei piloti che entrano a far parte dell’organico dei quattro anelli per i Campionati GT3 Endurance e Sprint del prossimo anno: Rocco Mazzola. A dispetto della giovane età, diciotto anni compiuti lo scorso settembre, il pilota lucano ha già all’attivo due stagioni nella serie tricolore, avendo esordito nel 2022 vincendo la GT Cup Pro-Am nella serie di durata, mentre nel 2023 che si avvia alla conclusione ha terminato sesto nella serie Sprint tra gli equipaggi della GT3 Pro-Am.

Accompagnato sulla pista romana dall’appassionatissimo papà Raffaele, Mazzola ha percorso quasi la metà degli oltre 200 giri completati dalla vettura della squadra fondata da Emilio Radaelli, ottenendo buoni riscontri e rivelando una capacità di rapido adattamento al nuovo mezzo. Per Mazzola e gli altri piloti intenzionati a prendere parte ai due campionati italiani sulla R8 LMS GT3 della squadra novarese, che nel 2024 riprenderà la propria collaborazione con Tresor Competition, dietro l’angolo c’è una breve pausa. Peraltro per management della squadra e piloti la definizione dei programmi renderà ancora più intenso il lavoro al di fuori delle piste in questa breve fase invernale.

Borsa a Sorbiers il prossimo 3 marzo

Gli organizzatori della Borsa di scambio di Sorbiers (Francia) hanno annunciato che la 21ma edizione si svolgerà domenica 3 marzo 2024 dalle 9 alle 17. L’evento si terrà alla Salle Boulodrome J. Coignet (a sinistra della posta) nel centro di Sorbiers, a 8 chilometri da St Etienne.

La fine di Mercury

Se escludiamo marchi come ICIS o Edil Toys, vere e proprie meteore nel firmamento dell’1:43 scomparse prestissimo dagli scaffali dei negozi, la prima illustre vittima italiana nel panorama della crisi dell’1:43 “industriale” degli anni settanta coincide con quella che, con un pizzico di malizia date le sue origini torinesi, si potrebbe definire “la vecchia signora del die-cast italiano”: la Mercury.

Fondata nel 1932 e da sempre membro dell’indotto di Fiat e Lancia per la produzione di minuteria pressofusa da montare sulle auto vere (cardini di porte e cofani, maniglie, eccetera eccetera), la marca dell’ingranaggino ha saputo affiancare alla sua attività nel settore automotive una valida e sterminata offerta di giocattoli pressofusi, sempre molto affascinanti, che avevano come tema ricorrente la riproduzione di automobili – molto spesso Fiat e Lancia per ovvie ragioni – ma anche di cucinini e piccole casseforti, secondo una poliedricità tipica dei produttori dell’immediato dopoguerra, come ad esempio Solido e Norev, che in Francia seguirono una parabola molto simile a quella della Mercury pur con tecniche e materiali diversi.

Il successo arrise alla firma torinese, e le sue miniature in scala 1:48 motorizzarono i cortili ed i marciapiedi d’Italia così come fecero i corrispettivi reali con l’Italia, e naturale fu – all’inizio degli anni sessanta – il passaggio alla più classica scala 1:43, mantenendo ottimi consensi fino alla fine del decennio ed all’inizio del successivo.

Esattamente come accade per un Solido, un Dinky o un Norev per la Francia, osservando una Fiat della Mercury si può vedere, ma ancora più assaporare, l’Italia degli anni sessanta: in una 850 berlina si rivede la Torino degli anni del boom, gli operai che vanno allo stadio a vedere Juve-Torino la domenica, e in generale un senso di benessere che arrivava un po’ in tutti gli strati della popolazione dopo i difficili anni della ricostruzione.

Eravamo ancora i più poveri tra i “grandi” d’Europa (e lo siamo sempre stati) ma lo eravamo meno, e per qualche ragione difficile da spiegare nessun modello italiano rendeva – e rende – questa sensazione come un Mercury, che trasmette perfettamente la Torino laboriosa, rigorosa e seria di quegli anni.

Tra la fine degli anni sessanta e l’inizio dei settanta qualcosa iniziò però a cambiare: l’arrivo di concorrenti come Politoys e Mebetoys con le loro mille aperture e col loro aspetto in un certo senso più “ludico” mandarono in crisi la Mercury, che iniziò progressivamente a semplificare i suoi modelli, che rimasero comunque sempre molto affascinanti e belli.

Si introdusse la Serie 300 o Special, dicendo addio alle belle scatoline coi disegni della vettura reale in stile Dinky che avevano caratterizzato gli anni sessanta, e inizialmente la qualità restò ottima: guardando una Fiat 124 Sport Coupé o una 127 non si avverte un netto decadimento rispetto a quanto proposto pochi anni prima, se non per alcune dubbie decals “corsaiole” che talvolta venivano messe un po’ a sproposito sui modelli, ed anche le scatolette erano comunque più che decorose, seppur forse più simili a piccole confezioni per ricambi d’auto che a scatoline per modelli.

Anche questo rende l’atmosfera di una casa dedita principalmente ad operare nell’indotto Fiat e costruttrice di giocattoli a tempo perso, ma sono cose che in un’epoca di produzione cinese selvaggia sono forse un po’ troppo ostiche da capire fino in fondo, se non armati della necessaria sensibilità.

La Serie 300 scadde molto presto in una specie di gamma Burago ante-litteram, con ruote veloci (in realtà non così brutte come quelle dei Burago) e dettagli semplificati: videro la luce una bellissima Campagnola AR 76 proposta in una miriade di versioni (molte delle quali estremamente giocattolesche, ma alcune molto interessanti, come l’ACI, la civile o il trittico di Polizia, Carabinieri e Pompieri “semplici”), talmente valida come forme da essere riproposta da Old Cars fino alle porte del 2000 con solo pochissime modifiche, e poi 132, 131 Berlina a quattro porte e Panorama, Mini 90, BMW 320, e qualche camion Fiat.

Comparve anche una serie in scala 1:66, francamente di una tristezza inimmaginabile (meravigliosamente naïf la 131 Abarth in livrea Oliofiat con la roulotte), ed una oggi rarissima serie di modelli in scala 1:32, con una Ferrari 512 S Modulo e una Campagnola lunga a farla da padrone.

Ci furono anche delle moto, anche in scala 1:15 (epica la Benelli 750 6 cilindri) ma questa è un’altra storia, che sicuramente racconteremo più avanti.

Il marchio si trascinò così per quasi tutti gli anni settanta, poi nel 1978 morì, poco dopo aver presentato e prodotto il suo ultimo modello, una Fiat Ritmo quattro porte semplificata a livelli incredibili, brutta come la vera.

Vera come la vera.

E proprio per questo imperdibile.

Sì, perché nessun laboratorio cinese potrà mai fare una Ritmo più Ritmo della Mercury del 1978, o una 850 più 850 della Mercury del 1964, o una Campagnola più Campagnola della Mercury del 1976, e questo perché il modo di lavorare di un paese, l’aria che respira e l’humus in cui è immerso si ripercuotono inevitabilmente si tutto ciò che fa, anche sulle cose più marginali come i modelli, e questo si sente, anche quando sembra che non si senta.

La chiusura della Mercury, che allora forse veniva vista solo come una concorrente più cara della Burago, ha rappresentato un momento triste per la nostra tradizione nell’1:43, ma forse non poteva che andare così: di certo, però, anche quegli ultimi modelli così “poveri” e “tirati via”, a 45 anni di distanza hanno ritrovato la loro dignità, ed il merito di stare in una collezione di obsoleti che si rispetti, perché figli – seppur minori – di un’epoca che non tornerà.

testo di Riccardo Fontana / foto di Riccardo Fontana e David Tarallo / didascalie di David Tarallo