Alcuni Spark 1:43 fuori produzione in vendita

Alcuni Spark ormai esauriti sono in vendita nella sezione 1:43 di GeminiModelcars. I modelli sono tutti come nuovi, ancora sigillati.

Disponibilità al seguente link:

https://www.geminimodelcars.com/shop/21889459/143-scale-models

Trophée Andros, la fine di un’epoca

Trentacinque anni dopo la sua prima edizione organizzata a Serre-Chevalier, il Trophée Andros chiuderà i battenti. Lo farà il prossimo 27 gennaio a Super Besse, ultima prova della stagione 2023-2024. E’ la fine di una lunga avventura, iniziata ben 35 anni fa su iniziativa di Frédéric Gervoson e del pilota Max Mamers. Negli anni ’80 Gervoson sponsorizzava Mamers col marchio Pierrot Gourmand, prima di lanciarsi, nel 1990, in un esperimento a Serre-Chevaliers, poi, dal 1991, in qualcosa di più evoluto come formato e regolamenti, ottenuto il beneplacito ufficiale della FIA. Precedentemente, in inverno, esistevano varie corse su ghiaccio, soprattutto nella zona di Chamonix, ma c’era un vero e proprio campionato. Gervoson e Mamers decisero quindi di crearne uno e fu così che nacque il Trophée Andros, cosa che contribuì non poco alla promozione di questo produttore alimentare. Negli anni, gli organizzatori riuscirono a convincere alcuni piloti di punta a partecipare al campionato invernale su ghiaccio, da Jean-Pierre Beltoise ad Alain Prost, da Jacques Villeneuve a Sébastien Loeb. Il Trophée Andros divenne una specie di passarella di lusso, non solo per piloti affermati ma anche per campioni olimpici, giornalisti, star della televisione e perfino per alcune Miss France. Sono oltre duemila i piloti che hanno preso parte ad almeno una gara del trofeo, che arrivò ad ottenere una visibilità inimmaginabile all’inizio: basti ricordare la sortita allo Stade de France, nel febbraio del 1999.

Dal 2019 la decisione di restringere il parco partenti alle sole auto elettriche a partire dall’anno successivo aveva fatto storcere il naso a più d’uno. Si era iniziato addirittura nel 2007, con una elettrica che aveva compiuto i suoi giri di pista, per continuare fino al 2009, anno della prima gara tutta elettrica in Val Thorens.

Dal punto di vista delle prestazioni l’arrivo delle elettriche non ha creato scossoni, anzi: queste vetture sono da 1 a 2 secondi più veloci rispetto alle termiche su un giro di pista. La potenza arriva molto più rapidamente, a tal punto che alcuni piloti hanno chiesto di restare sui 300cv inizialmente programmati, al netto della capacità tecnica di arrivare senza problemi a 500.

Malgrado l’adozione di un sistema di motorizzazione alla moda, il Trophée Andros vivrà da qui fino al prossimo gennaio la sua ultima stagione. In realtà la decisione di chiudere tutto con la stagione 2023-2024 venne presa addirittura cinque anni fa. Uno dei motivi addotti dall’organizzazione è la mancanza di ghiaccio adatto sulle piste, che spesso si riducono a meri acquitrini. Le notti invernali sono oggi troppo miti per creare strati di ghiaccio sufficientemente consistenti. Questo è un dato di fatto. Che sia colpa dell’uomo – come vuole il corollario del pensiero unico – è tutto da dimostrare ma ciò che è certo è che la situazione in certi luoghi di montagna è diversa rispetto a quella di trenta o quarant’anni fa. Prima della fine, il trofeo si era dato un belletto ecologico, tanto più necessario mediaticamente quanto tutte le gare vengono disputate in luoghi di montagna, puliti e silenziosi per il resto dell’anno.

Non è detto che il Trophée Andros non si ripresenti prima o poi sotto altre spoglie e magari in altri contesti geografici, ma sicuramente non sarà con gli organizzatori originari, che hanno raggiunto una certa età (Gervoson ha oltre 70 anni, Mamers ne ha 80).

Forse è una riflessione fuori contesto ma viene da chiedersi se non sia questo il destino delle corse, di tutte le corse: prima un po’ di elettrico per salvare la faccia, poi lo stop definitivo. Chi vuol correre lo faccia in pigiamone di flanella coi videogiochi. E possibilmente senza gridare.

24 Ore di Le Mans 2023: uno studio sulla frequentazione turistica

Nel corso di una conferenza stampa organizzata ieri 22 novembre al circuito della 24 Ore di Le Mans, è stato presentato uno studio FluxVision / Sarthe Tourisme sugli spettatori della gara. Pierre Fillon, presidente dell’Automobile Club de l’Ouest, Dominique Le Mèner, presidente del consiglio dipartimentale della Sarthe e presidente del Syndicat mixte del Circuit des 24 Heures, Véronique Rivron, presidente di Sarthe Tourisme e Jean-Jacques Foignet, direttore generale di Sarthe Tourisme, hanno tenuto una conferenza stampa per presentare lo studio FluxVision / Sarthe Tourisme, che fornisce un inventario preciso della tipologia di spettatori che hanno assistito al centenario della 24 Ore di Le Mans.

Se la 24 Ore di Le Mans del 2023 ha registrato un record di 325.000 spettatori, sono state 431.967 le visite singole che hanno varcato i cancelli del circuito tra il 4 e l’11 giugno (in aumento di quasi il 50% rispetto al 2022). Questa differenza si spiega col fatto che diverse tipologie di frequentazione non sono incluse nel numero complessivo delle presenze, in particolare gli spettatori sotto i 16 anni o anche il personale accreditato (squadre, sicurezza, organizzazione, stampa ecc.). Nel dettaglio si conta la presenza di 129.216 stranieri e 302.751 francesi, di cui 119.237 provenienti dal dipartimento della Sarthe. 

Una statistica permette di rendersi conto dell’impatto della 24 Ore di Le Mans sulla Sarthe: un abitante della Sarthe su cinque si è recato sul circuito almeno una volta nella settimana. Tutte le regioni della Francia sono comunque rappresentate. Anche se quasi la metà proviene dai Paesi della Loira (44,7%), non è da meno la regione parigina, con il 15,7% degli spettatori. La 24 Ore di Le Mans raggiunge il suo apice durante il fine settimana di gara ma anche i test e gli eventi della settimana attirano il pubblico, in particolare quello della Sarthe. Fino a mercoledì, il 50% del pubblico proviene dalla Sarthe. 

L’affluenza di spettatori stranieri è stata particolarmente notevole. Dal giovedì della settimana della gara, un terzo dei visitatori proveniva dall’estero. Sono ben 66 i paesi rappresentati, rispetto ai 55 del 2022. Il carattere internazionale di questa corsa si riflette nei numeri: gli spettatori americani, ad esempio, sono stati il ​​doppio rispetto al 2022, un dato che si spiega dal riavvicinamento all’IMSA, dal peso della leggenda negli USA, dalla presenza di LeBron James come starter ufficiale dell’evento e da una NASCAR sulla griglia di partenza. Anche mercati chiave come Regno Unito, Germania e Danimarca hanno registrato una crescita significativa.  

Evento popolare, la 24 Ore di Le Mans attira tutte le generazioni sul circuito. Fatto raro da sottolineare, la distribuzione per classi di età è del tutto coerente con la popolazione francese generale. In questa nuova epoca d’oro dell’endurance i più giovani sono presenti, con oltre il 21% di minori. Notiamo anche un leggero ringiovanimento dei visitatori rispetto al 2022.

Lo studio Fluxvision / Sarthe Tourisme permette anche di ottenere dati precisi sul numero di pernottamenti nella Sarthe durante il periodo della gara. Tra il 30 maggio e il 16 giugno, la corsa ha generato 544.877 notti commerciali e non commerciali nella Sarthe e nei dipartimenti circostanti. Nel solo dipartimento della Sarthe sono stati registrati 503.252 pernottamenti (41.000 sono stati registrati fuori dipartimento, soprattutto nelle grandi città vicine (Angers, Chartres, Laval, Alençon, Tours, ecc.). Il 51% di queste notti è dovuto a clienti stranieri (279.655 notti), in aumento del 56% rispetto al 2022.

La maggioranza degli stranieri, infine, si ferma più giorni: uno spettatore straniero su due trascorre almeno 4 giorni al circuito. Interessante per l’economia locale poiché sappiamo che i clienti stranieri sono più propensi a prenotare alloggi commerciali.

In sole due settimane la 24 Ore di Le Mans ha generato l’8% di tutti i pernottamenti turistici nella Sarthe nel 2023 (dal 1° gennaio al 12 novembre).

Solido distribuirà i marchi di TSM Model in Europa

Due importanti gruppi modellistici hanno concluso un accordo per il mercato europeo. Solido, che ha al suo attivo Solido/OttOmobile, ma anche GT Spirit e HC Modelcars, è già l’importatore in Francia della gamma Jada, cosa che assicura una buona reperibilità di questi modelli sul territorio d’oltralpe. Ma la vera notizia è l’inglobamento dei marchi del gruppo TSM Model nel sistema di distribuzione europeo gestito da Solido. In questo modo i marchi Mini GT (1:64), TSM (1:43) e Top Speed (1:18) saranno gestiti da Solido per l’intera Europa, salvo l’Italia.

Fino ad ora, i prodotti di TSM Model erano importati da diverse aziende, fra cui Spark per la Francia, non senza critiche e varie complessità logistiche.

Solido ha annunciato inoltre che aiuterà TSM a sviluppare la propria offerta per l’Europa, in particolare Mini GT con una serie specifica a prezzo concorrenziale, che potrebbe – almeno in certi paesi – essere compatibile con la grande distribuzione in supermercati e centri commerciali.

Modelroom, il museo del motorismo in miniatura a Bassano del Grappa

La passione dei bassanesi per l’automobilismo sportivo vanta una lunga e prestigiosa tradizione. Lo conferma Modelroom, una sorprendente realtà forse poco nota al grande pubblico, nata dall’intraprendenza e dalla capacità tecnica di Alberto Ventrice di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza. Laureato in storia dell’arte a Venezia, Alberto è capotreno sulle tratte venete. Qui però parliamo della sua passione per le auto e per le miniature, sfociata in Modelroom a Bassano, un vero e proprio museo del modellismo motoristico.

Autentico cultore della materia, Alberto ha dato vita a questa iniziativa che rispecchia la passione di una vita. Da ragazzo coltivava il desiderio di entrare nei Carabinieri e iniziò a raccogliere diversi oggetti riguardanti l’Arma, inclusi naturalmente numerosi modelli che riproducevano i mezzi storici della Beneamata.

Una fila di vetrine all’ingresso, con le “Auto leggendarie” in scala 1:18

A un certo punto fu necessario organizzare una vetrina ad hoc fino a quando, con la conquista di una stanza tutta propria nella casa di famiglia, il 27 ottobre del 2009 Alberto iniziò a procurarsi altre vetrine, ampliando così le tematiche: Ferrari, Maserati, auto da rally, Moto Guzzi e moto da GP si unirono alla raccolta dei mezzi dei Carabinieri formando le sei sezioni iniziali del Modelroom (così venne chiamata la raccolta, che ancora oggi conserva questo nome).

La passione per l’Arma lasciò gradualmente il posto ad altre tematiche modellistiche; nel frattempo Alberto aveva accumulato una notevole esperienza su scale, marchi, materiali, esposizioni, fiere, negozi, eventi e così via. L’amore per i motori fece il resto e la raccolta crebbe, toccando rapidamente i 3000 pezzi. Pian piano Alberto iniziò a realizzare anche diorami su tema Ferrari in scala 1:43, che nel 2017, in occasione del settantesimo anniversario del Cavallino, espose con successo alla Biblioteca Civica di Bassano del Grappa.

Come nella realtà ma in scala 1:43. Una scena del Rally Monte Carlo 1979, protagonisti la Stratos di Darniche/Mahé e il furgone dell’assistenza Chardonnet

Presto il Nostro si accorse che una stanza non era sufficiente per esporre tutti i modelli col giusto criterio e la corretta visibilità di ogni pezzo. Così, il 28 febbraio 2018, in seguito al trasloco in una sede idonea, Modelroom divenne ufficialmente un museo, con due sale: lo StudioFerrari e il Modelroom originario.

Nella prima, che Alberto progettò e realizzò personalmente, trovano spazio tutte le Ferrari, dalle Formula 1 alle stradali, dalle GT alle vetture speciali fino ai prototipi. Ma ci sono anche diorami, libri e rarità di ogni genere. Il Modelroom originario ospita invece la collezione degli 1:43 raccolti all’alba di questo straordinario percorso personale.

Non poteva mancare un angolo dedicato a un illustre concittadino di Alberto, Massimo “Miki” Biasion, che ha regalato al museo anche alcuni trofei, esposti nella vetrina

Di recente sono nate la SalaStoccarda, dedicata alla Porsche con un rapido accenno alla Mercedes, e la GalleriaBMW. In entrambi i locali si trovano soprattutto modelli 1:18. All’ingresso, poi, alcune vetrine sono consacrate ai mezzi più iconici della storia automobilistica, divisi per nazione.

Vi sono anche una ricca biblioteca motoristica, una videoteca e un archivio fotografico con migliaia di foto riguardanti musei, gare, fiere, eventi, raduni, ma anche ricordi che riguardano Alberto e i tanti amici appassionati coi quali si è confrontato in tutti questi anni. In fin dei conti sia i singoli modelli sia i diorami sono lì per evocare emozioni e ricordi.

Modelroom ospita attualmente circa 6000 modelli e 12000 stampe fotografiche, con oltre 5000 fra libri, riviste e dvd: nulla è lasciato al caso, tutto è esposto e sistemato nel migliore dei modi.

Ricordiamo che Modelroom non è uno spazio pubblico ma vi si accede solo su appuntamento o invito.

Tameo annuncia la Benetton del GP del Messico 1986

Il Gran Premio del Messico 1986 fu la quindicesima gara del campionato di Formula 1 del 1986 e venne vinto da Gerhard Berger con la Benetton-BMW. Si trattò della prima vittoria in F.1 sia per il pilota austriaco sia per il team anglo-italiano. La Benetton B186, equipaggiata del motore 4 cilindri della BMW, si ricorda per la livrea molto particolare con delle “fiamme” multicolori sulle fiancate ed il cofano motore. Per la gara, visto il gran caldo ed il rischio di avere problemi di surriscaldamento, il team eliminò le caratteristiche griglie laterali dalla fiancata destra lasciando in evidenza il radiatore, il motore e tutti i cablaggi interni. 

Tameo ha annunciato il kit (catalogo TMK445) della Benetton in versione GP del Messico 1986, che permetterà di realizzare, oltre che la vettura vincente di Berger, anche quella del suo compagno di squadra Teo Fabi, che dovette ritirarsi per rottura del propulsore.

Il 6 dicembre l’anteprima del film ufficiale della 24 Ore di Le Mans 2023

Dal 2011, l’Automobile Club de l’Ouest organizza, in collaborazione con la Méga CGR di Saint-Saturnin, nei pressi di Le Mans, l’anteprima del film ufficiale della 24 Ore di Le Mans. Mercoledì 6 dicembre si potrà riscoprire l’edizione del centenario, dalla partenza, data da una delle più grandi star della storia dello sport, LeBron James, al trionfo della Ferrari, con un’affluenza record di oltre 325.000 spettatori. Questo film unico ripercorre anche l’inaspettato trionfo dell’Inter Europol Compétition nella LMP2 e la vittoria della Corvette C8.R n. 33 che, nonostante due giri di ritardo accumulati, ha conquistato la categoria LMGTE Am.

Nella sala CGR di Saint-Saturnin, mercoledì 6 dicembre, diversi piloti hanno confermato la loro presenza per condividere un momento con i tifosi, ripercorrere questa corsa passata alla storia e rispondere alle domande delle voci ufficiali della 24 Ore di Le Mans, Bruno Vandestick e Messaoud Benterki. Tra questi, interverranno sei piloti Ferrari, Antonio Fuoco, Miguel Molina, Nicklas Nielsen, Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi e due piloti del team vincitore in LMP2 (Fabio Scherer e Jakub Smiechowski). Presenti anche Julien Canal e Norman Nato, rispettivamente pilota dell’Alpine Elf Team e di MissionH24.

Questo il programma dell’anteprima al CGR di Saint-Saturnin: 18:30: sessione di autografi dei piloti; 20:00: proiezione del film; 21:45: dibattito e discussione con i piloti presenti.

Il 26 novembre la Borsa scambio a Novegro

Novegro Borsa Scambio torna all’interno del padiglione C del Parco Esposizioni Novegro nella giornata di domenica 26 novembre.

La manifestazione, che conta quattro appuntamenti all’anno sempre presso il polo fieristico di Segrate, presenta un’ampia varietà di giocattoli d’epoca per collezionisti.

Durante la fiera, nello specifico, si darà spazio a ogni tipologia di balocchi vintage senza tempo: giocattoli, bambole, miniature, action figure, modellismo (ferroviario, navale, militare, aereo e automodellismo), videogiochi, giochi da tavolo, mattoncini Lego e molto altro.

Dall’Italia e dall’Europa espositori privati propongono, scambiano e trovano rarità uniche. Il tutto con una media di circa 200 stand e oltre 2000 visitatori per ogni edizione. I prodotti in vendita sono per tutte le tasche, sia per chi è alla ricerca del pezzo difficile da reperire sia per chi vuole semplicemente scoprire (o riscoprire) il suo passato tramite questi affascinanti e immarcescibili oggetti.

I cancelli apriranno alle 9:30 e chiuderanno alle 16:30.

Acquistando il biglietto d’ingresso si potrà accedere anche a Milano Wargames nel padiglione D. 

All’Heritage Hub una tavola rotonda sulla storia della Lancia Thema

Pochi giorni fa l’Heritage Hub ha ospitato una tavola rotonda per rievocare la nascita e il successo della Lancia Thema, l’ammiraglia che dominò mercato italiano delle berline di prestigio per un decennio e sfidò a viso aperto i più blasonati brand europei. L’esclusivo incontro è soltanto l’ultimo dei numerosi appuntamenti che sempre più spesso si tengono in questa location suggestiva, ubicata nei locali dell’ex Officina 81 di Via Plava a Torino, all’interno del comprensorio industriale di Mirafiori.
Oltre che sede di lavoro e polo museale, infatti, l’Heritage Hub si propone come uno spazio aperto alla città, in cui le testimonianze e i valori storici dell’industria automobilistica possono felicemente convivere con l’intrattenimento contemporaneo e lo svolgimento, in un’area dedicata, di workshop aziendali, giornate universitarie e conferenze stampa. Per questo motivo, la location può essere concessa in uso per eventi privati o pubblici, regalando ai partecipanti un emozionante viaggio nel tempo. Per maggiori informazioni sulle disponibilità, è possibile scrivere alla casella di posta elettronica dedicata heritagehub@stellantis.com.
Inoltre, l’Heritage Hub offre delle visite guidate, della durata di circa due ore, che vengono di norma organizzate anche nelle giornate di venerdì, sabato e domenica: i biglietti per i tour sono acquistabili online.

L’evento dedicato alla Thema è stato organizzato dal gruppo CAReGIVER, un insieme di oltre 200 ingegneri, tecnici e collaudatori che hanno lavorato nella galassia Fiat nella seconda metà del secolo scorso e che continuano ad amare l’automobile nonostante molti di loro non siano più in servizio attivo.
Dopo il saluto di Roberto Giolito, Head of Stellantis Heritage (Alfa Romeo, Fiat, Lancia, Abarth) e un intervento di Paolo Loiotile, Head of Lancia Product at Stellantis, sul palco sono saliti alcuni degli artefici dell’iconica vettura Lancia di allora dando vita a un dibattito moderato dal giornalista Francesco Forleo. Al tavolo erano presenti: Beppe Perlo, Mauro Palitto, Paolo Massai, Bruno Cena, Luigi Filtri, e Vincenzo Nervi. Ciascuno di loro ha ricordato gli aspetti che seguì in prima persona, ricostruendo l’importanza del modello nato su una piattaforma condivisa con Fiat, Saab e Alfa Romeo, che rappresentò uno sforzo progettuale e manageriale di grande portata. E accanto agli oratori l’intera gamma di Lancia Thema, appartenente alla preziosa collezione di Heritage Stellantis che conta oltre 300 vetture in mostra all’HUB.

Granturismo: una parola che significa viaggiare al volante di un’automobile potente, confortevole, elegante, mai eccessiva. Come una Lancia. Uno stile che non ama esibire, ma predilige la discrezione. Una meccanica studiata per offrire prestazioni finalizzate alla sicurezza e al piacere di guida. Idee che non seguono le mode, ma semmai le anticipano, proponendo soluzioni inedite, talvolta controcorrente, capaci di precorrere i gusti dei consumatori e i tempi dell’evoluzione tecnica.
Fedele a questa missione, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta Lancia propone al mercato un modello che segna il ritorno dell’industria automobilistica italiana nel settore delle berline medio-superiori di prestigio: la Thema. Il progetto “Tipo 4”, sviluppato in comune con Saab ed esteso successivamente a Fiat per la Croma e ad Alfa Romeo per la 164, viene interpretato da Lancia, in collaborazione con Giorgetto Giugiaro, in modo molto classico: tre volumi e quattro porte, linee squadrate e pulite, grande abitabilità, comfort e prestazioni di prim’ordine. La trazione è anteriore, il motore trasversale, le sospensioni a quattro ruote indipendenti e il Cx ha un valore eccellente: 0,32. Al pubblico piace questa berlina silenziosa e signorile che in strada sfodera un temperamento agile, nonostante le dimensioni, e brillante: il successo di Thema in tutte le sue versioni è immediato. Le richieste sono tali che a un paio d’anni dal lancio, occorre incrementare i volumi produttivi e contemporaneamente mantenere una grande attenzione alla qualità.
La Thema è stata prodotta, tra il 1984 e il 1994, in 360 mila esemplari, risultando la berlina di lusso più venduta nella storia della Lancia. Nel 1986 la gamma dell’ammiraglia Lancia si completa con la Thema Station Wagon e la Thema 8.32, entrambe nate da collaborazioni con marchi prestigiosi. La prima, infatti, è realizzata con Pininfarina, che sulla base della berlina ricava una station wagon dalla linea elegante e dalla funzionalità elitaria, alla quale Lancia applica inizialmente solo motori sovralimentati (il 2.0 i.e.turbo benzina e il 2.5 TD) per sottolineare il carattere élitario della vettura. Nella realizzazione della Thema 8.32, il partner è addirittura la Ferrari, che fornisce il propulsore a 8 cilindri e 32 valvole (da qui il nome). Subito ribattezzata dal pubblico Thema-Ferrari, la vettura ha un interno lussuoso in radica e pelle, un piccolo alettone posteriore a scomparsa e grazie al tre litri di Maranello dispone di 29 kgm di coppia e raggiunge i 240 km/h di velocità massima.
Senza contare che il modello Thema propone per la prima volta le sospensioni “autolivellanti” e quelle “a smorzamento controllato”. Le prime assicurano un assetto costante alla vettura e quindi un comfort elevato e facilità di guida in ogni condizione di carico. Le seconde, adottate nell’89, sono frutto di un progetto originale e portano la Lancia all’avanguardia nel campo del controllo elettronico della dinamica delle sospensioni. Attraverso un controllo elettronico, infatti, il sistema governa sia la regolazione della flessibilità delle sospensioni posteriori, sia la taratura degli ammortizzatori e ne modifica la taratura, scegliendo di volta in volta quella ottimale. Non ultimo, su alcune versioni della Thema viene adottata anche un’altra innovazione che è una prima mondiale: i cristalli del tipo “Solextra”, capaci di ridurre il riscaldamento dell’abitacolo provocato dall’irraggiamento solare. Nell’arco dei suoi dieci anni di vita la Thema viene costruita in tre differenti serie: 1984-1988 la prima serie; 1988-1992 la seconda; 1992-1994 la terza ed ultima. La Thema 8.32 viene realizzata soltanto sulla base della prima e della seconda serie.

5000km per la prima sessione endurance dell’Alpine A424 al Motorland

Sul circuito Motorland di Aragona, interessante per il suo lungo rettifilo che consente di raggiungere velocità comparabili a quelle di Le Mans, il team Alpine ha continuato lo sviluppo della A424 con una quarta sessione di prove, la prima in formato endurance.

L’obiettivo prefissato – ambizioso per un esordio di questo genere, ossia quello di coprire 5400km in 30 ore – non è stato raggiunto ma il bilancio è largamente positivo con 5027km percorsi. Dopo le prime 8 ore senza problemi di rilievo (giusto una foratura) alcuni inconvenienti al turbo, una perdita d’olio poi di acqua e infine una panne elettrica hanno momentaneamente interrotto la marcia della vettura che poi ha proseguito il test di 30 ore.

Oltre alla valutazione dell’affidabilità del mezzo, il team ha continuato a lavorare sulla messa a punto generale in condizioni più vicine a quelle di una gara e ad acquisire sempre più informazioni sul comportamento delle gomme Michelin, sia su asfalto freddo sia nella gestione degli stint multipli.

In parallelo, una seconda A424 ha affrontato i test ufficiali IMSA nella galleria del vento Windshear in Carolina del Nord, prima tappa della procedura di omologazione in vista della partecipazione al campionato americano.