Questo fine settimana va in scena il consueto appuntamento novembrino con Milano Autoclassica, kermesse dalle velleità sempre più alte, giunta ormai ad un buon numero di edizioni.
Molti i visitatori, moltissime le auto esposte, poche se non nulle le moto, e corposo il parterre dedicato a libri e – soprattutto – automodellismo, per quanto scevro da pezzi di pregio estremo.
Tre padiglioni dunque, in cui era possibile imbattersi in qualunque cosa che potesse dipanarsi da una Fiat 14/16 HP del 1902 alla “strana coppia” costituita dalla Ferrari 296 GT3 prima alla 24 Ore del Nürburgring e dalla 499P trionfatrice in giugno all’ultima 24 Ore di Le Mans, destinata – o forse già assunta – al ruolo di auto da corsa del secolo.
Una kermesse di alto spessore quindi, con però probabilmente qualche piccolo neo in termini di organizzazione – tutt’altro che perfetta – soprattutto in relazione ai costi, tutt’altro che popolari specie per il parcheggio.
Evento ottimo quindi, da migliorare ma decisamente sulla buona strada.
Seguirà, spezzettato in più puntate, un resoconto fotografico di Autoclassica, in modo tale da rendere più leggibile la partecipazione di pubblico ed espositori ai lettori.
Il Miniatures Auto-Club Lyon Charbonnières, che opera dal 1980 sotto la guida di Michel Gonnet e Jean Albin Bonnier, è un’associazione importante nel settore del giocattolo antico e del modellismo in Francia, partecipando a diversi eventi e attività legate all’antiquariato. E’ ormai imminente il suo evento annuale di punta, Charbojouets, nei pressi di Lione.
Domenica 26 novembre 2023, dalle 9 alle 16, la sala Sainte-Luce di Charbonnières-les-Bains sarà teatro della 43ma edizione della borsa di scambio. Più di un centinaio di espositori provenienti da tutta la Francia, ma anche dalla Svizzera, dai Paesi Bassi e dall’Italia sono attesi con automobili e moto in miniatura, trenini elettrici, passando per giocattoli di latta, aerei e molto altro.
Presentato lo scorso 11 ottobre, il nuovo prototipo di MissionH24, programma in collaborazione fra l’Automobile Club de l’ouest e H24Project per promuovere l’idrogeno in competizione e in special modo alla 24 Ore di Le Mans, porterà in nome di H24EVO. Questa scelta è scaturita dalle proposte suggerite dalla comunità di MissionH24 sui social, sottoposte a una giuria composta da Pierre Fillon, presidente dell’ACO, Jean-Michel Bouresche, presidente di H24Project (entrambi vicepresidenti di MissionH24), da Richard Mille, partner di MissionH24, e da due piloti, Norman Nato e Stéphane Richelmi.
Dopo la LMPH2G (Le Mans Prototype H2 Gaz) e la H24 (H2 e 24 Heures), la H24EVO prende il proprio posto nel programma a zero emissioni dell’endurance.
MissionH24 ha come obiettivo la creazione di una categoria di prototipi a idrogeno per la 24 Ore di Le Mans. Un gruppo di lavoro composto da una decina di costruttori internazionali sta lavorando al programma da diversi anni.
Il prototipo H24EVO è destinato a correre nella Michelin Le Mans Cup del 2025, dopo un percorso di omologazione supervisionato dalla FIA. La prossima importante tappa sarà la sua apparizione alla prossima 24 Ore di Le Mans, dal 12 al 16 giugno 2024.
In occasione del “Porte Aperte” dedicato alla nuova Fiat 600e 100% elettrica, in programma il 18 e 19 novembre presso tutti gli showroom italiani, Fiat annuncia che sarà possibile ordinare anche la versione ibrida, a conferma della strategia di brand socialmente rilevante che pone attenzione anche a quei Paesi dove la transizione all’elettrico procede più lentamente.
Equipaggiata con una tecnologia ibrida MHEV “P2”, la Nuova Fiat 600 Hybrid offre un’esperienza di guida estremamente fluida e consente ai clienti di vivere anche la mobilità elettrica, non solo quando si viaggia in città a una velocità inferiore a 30 km/h, ma anche su strade urbane ed extraurbane, perfino in autostrada quando il conducente rilascia il pedale dell’acceleratore in condizioni stabili o in discesa.
I vantaggi di questa tecnologia sono minori emissioni e più rispetto per l’ambiente, meno inquinamento acustico, più comfort e divertimento. Ad esempio, in condizioni di guida normali, il motore è progettato per ottimizzare i consumi e risparmiare fino al 15% di emissioni di CO2 rispetto ad un motore termico con cambio automatico, anche grazie al Ciclo Miller, raggiungendo emissioni tra 110* e 114* g di CO2* stimati ai vertici della categoria. Inoltre, l’accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in soli 11 secondi* e l’erogazione di coppia è praticamente istantanea da parte dell’unità elettrica. Merito della sinergia tra il motore termico a 3 cilindri da 1.2 litri in grado di erogare fino a 100 CV, la batteria agli ioni di litio da 48 Volt e il nuovo cambio elettrico a doppia frizione a 6 rapporti che comprende il Motore elettrico da 21-kW, un inverter e l’unità centrale di trasmissione, che insieme forniscono la migliore ottimizzazione in termini di compattezza.
La Nuova Fiat 600 Hybrid è disponibile in due livelli di allestimento: l’esclusiva La Prima, e la versione 600 già ricca di dotazioni di serie. Quest’ultima presenta sedili in tessuto riciclato con dettagli bianchi e fascia plancia in plastica biologica nera opaca. Invece, la Nuova Fiat 600 Hybrid La Prima offre stile, tecnologia e comfort. Ricca di funzionalità di sicurezza e assistenza alla guida all’avanguardia, porta tutti i vantaggi associati alla mobilità urbana ed extraurbana con la guida assistita di livello 2. All’interno, entrambe le versioni sono caratterizzate da un’interfaccia HMI dedicata con colore specifico per il flusso di energia del Powermeter, leve del cambio al volante per consentire il cambio marcia in modalità manuale.
Dichiara Giuseppe Galassi, Managing Director Fiat e Abarth in Italia: “Il Primo Porte aperte dedicato alla Nuova 600 rappresenta un momento cruciale per Fiat, poiché accogliamo nei nostri showroom gli appassionati del bello, della tecnologia e dello stile Made in Italy. Per questo motivo, ringrazio la nostra rete di vendita per aver aderito a questo evento, con grande entusiasmo, confermando la nostra capacità di essere una squadra coesa proiettata al futuro e con il cliente sempre al centro di tutte le nostre attività. E per chi ancora non si sente pronto al passaggio ad una guida elettrica la gamma di 600 si completa con la motorizzazione ibrida, per soddisfare a pieno tutti i bisogni dei nostri clienti. Il nostro brand vuole essere rilevante a supporto della transizione elettrica per una mobilità urbana sostenibile ma anche accessibile, a tutti. Quindi 600 ha una gamma completamente elettrificata, che affianca a quella puramente elettrica, una moderna motorizzazione ibrida con un innovativo cambio automatico per supportare la domanda sul mercato italiano dove l’elettrico va più a rilento di quanto noi vorremmo. In pratica offriamo quello che ogni cliente è in grado di utilizzare veramente, senza mettere in discussione per neanche un attimo la nostra ferma volontà di voler proseguire con lo sviluppo di motorizzazioni 100% elettriche”.
Il nuovo modello prende il meglio dei mondi B e B-SUV, segnando il ritorno di Fiat nel segmento B. Nello specifico, offre dimensioni generose con una lunghezza di 4,17 metri, è dotata di 5 porte, può ospitare comodamente 5 persone e ha 15 litri di spazio interno, con il vano portaoggetti anteriore migliore della categoria e un bagagliaio con 385 litri di capacità.
Inoltre, il nuovo modello propone due pacchetti di servizi connessi: Connect One e Connect PLUS. Il primo, già incluso con l’acquisto del veicolo, offre sia servizi di assistenza e di chiamata di emergenza, sia preziose informazioni fornendo dati mensili sullo stato di salute dell’auto. Invece, il pack Connect PLUS comprende servizi di navigazione, funzionalità per gestire da remoto il veicolo tramite l’app FIAT, per monitorare lo stile di guida e altro ancora. Infine, la 600 Hybrid presenta il nuovo Trip Report, che consente di analizzare le abitudini di guida e migliorare l’impatto sui consumi, valutando il loro impatto ambientale e quello del proprio stile di guida sulla salute del veicolo.
La Nuova 600 Hybrid è offerta ad un prezzo di 19.950€ in caso di rottamazione e finanziamento con “contributo prezzo” di 2.000€. Grazie al supporto di Stellantis Financial Services, il modello beneficia di un prezzo accessibile con l’offerta dedicata al lancio, basata su una struttura finanziaria flessibile che consente al cliente di scegliere, alla fine del contratto, tra tre opzioni: sostituire l’auto, tenerla o restituirla.
Alfa Romeo prende parte al nuovo Gran Premio americano di Las Vegas con una livrea speciale creata appositamente per l’occasione dagli abili e creativi designers del Centro Stile Alfa Romeo.
Al cospetto del maestoso Aria Resort & Casino, Valtteri Bottas and Zhou Guanyu sono stati i protagonisti di alcune attività ed insieme al team Alfa Romeo hanno svelato al cospetto di numerosi appassionati la C43 vestita per l’occasione da un “abito su misura” dedicato a Las Vegas e al suo stile ammaliante e stravagante.
In dettaglio, la livrea creata dal Centro Stile Alfa Romeo è ispirata alla capitale dell’intrattenimento per eccellenza, celebre per i suoi lussuosi casinò. La vettura si presenta con una base total black in cui il rosso della livrea originale è richiamato dalle carte da gioco con i simboli del cuore e del quadrifoglio in oro metallizzato, arricchiti da alcuni tocchi in rosso.
Il Quadrifoglio che identifica le più performanti creazioni Alfa Romeo si sostituisce in questo caso al seme dei fiori sulle carte da gioco. Il numero 6, posizionato al centro delle carte con seme e cuore, è inserito come tributo ai 6 anni di collaborazione con Sauber. Le ruote si presentano nello stesso color oro metallizzato con tocchi di rosso.
La livrea non si limita solo alla vettura ma diventa protagonista anche sulle tute dei piloti Alfa Romeo. In questo caso il quadrifoglio in oro campeggia sul petto dei piloti, così come l’oro è il colore scelto per i loro nomi e i relativi numeri in gara.
Prosegue l’evoluzione dei Centri Porsche italiani per adeguarsi alla nuova identità imposta dal Marchio. “Destination Porsche” è il nome scelto dalla Casa di Stoccarda per esprimere una nuova filosofia, che vede la trasformazione dello showroom da punto vendita a “destinazione”, ovvero da luogo prevalentemente basato sul prodotto ad un’esperienza di marchio incentrata sul cliente.
Dopo Piacenza, Perugia e Treviso, è il Centro Porsche Milano Nord ad aprire le porte del nuovo showroom, proponendo un nuovo modo di vivere lo spazio fisico della concessionaria, in grado di favorire momenti di contatto. In questa concezione e configurazione, la concessionaria diventa un luogo di incontro, di eventi, di approfondimenti ma anche di semplice ritrovo tra appassionati.
“Porsche ha sempre dimostrato di saper anticipare i tempi e con “Destination Porsche” vogliamo far fede a questa lunga tradizione, proponendo un modo nuovo di concepire il punto vendita. Il Centro Porsche Milano Nord ne è l’esempio concreto: vogliamo che i nostri clienti si sentano accolti in questo nuovo spazio che rispecchia la nostra filosofia orientata all’innovazione e al concetto di lusso informale”, dichiara Pietro Innocenti, Amministratore Delegato di Porsche Italia.
Per aderire al concept “Destination Porsche”, il Centro Porsche Milano Nord – il primo dei tre Centri Porsche facenti parte di Porsche Retail Italia ad adottare la nuova Corporate Identity – ha riprogettato la struttura già esistente, dotandola di nuove funzionalità e trasformandola completamente.
I lavori di ristrutturazione sono iniziati a marzo 2023 e il risultato finale incarna appieno la dicotomia tra tradizione e innovazione tipica di Porsche. La facciata esterna in lame di alluminio si ispira alle prese d’aria della 911 e al contempo crea un’atmosfera invitante e accattivante all’ingresso; la configurazione degli interni reinterpreta abilmente l’eredità unica del Motorsport Porsche ed è caratterizzata da spazi ampi che promuovono la relazione con gli ospiti, superando i canoni delle concessionarie tradizionali.
Diverse zone tematiche accompagnano i clienti in un viaggio nel mondo Porsche: le novità di prodotto, il mondo E-Performance, la vista “dietro le quinte” dell’officina, l’usato “Porsche Approved” e l’esclusiva Fitting Lounge di Porsche Exclusive Manufaktur.
Anche il design interno degli spazi comuni è stato pensato per favorire l’esperienza del cliente: la nuova “Porscheplatz” è il simbolo di questo nuovo concetto, un’area esclusiva in cui ogni elemento, dalle cromie ai complementi d’arredo, è stato accuratamente scelto per incoraggiare la socializzazione e offrire agli ospiti momenti di svago in un’atmosfera rilassata e accogliente.
Le opere di ristrutturazione interna hanno inoltre incluso un’espansione del primo piano, che oggi ospita sale riunioni, uffici e aree relax volte a creare un’ambiente più moderno e funzionale anche per il personale del Centro Porsche.
“Destination Porsche” significa anche maggiore digitalizzazione per offrire ai clienti un’esperienza senza soluzione di continuità. Numerosi touch screen danno vita ai prodotti e ai servizi del marchio Porsche in modo interattivo.
La nuova era di Porsche vedrà, nei prossimi anni, l’adozione della formula “Destination Porsche” da parte di tutti i 31 Centri Porsche italiani.
Fino a qualche anno fa ho corso con le Slot-cars 1/32 su piste Ninco, gare di club e regionali, endurance e sprint. Non so perché, ma ho smesso di colpo e tutte le mie attrezzature giacciono in un angolo dell’armadio, a perenne monito di quanti soldi ho buttato. Ma va bene così, mi sono divertito un mondo.
La Fly Car Model non era tra le marche più performanti, usavamo le Slot-It e le NSR, ma ha una storia interessante. Fu fondata nel 1995 ad Alicante da Rafael Barrios, pilota di vetture Sport e GT negli anni ’70 che portò una ventata nuova nel mondo Slot con riproduzioni accurate e pieni di dettagli come non si era mai visto.
Due cataloghi Fly 1:43 dove vengono dettagliate le versioni della Lola T70 (che subiranno anche qualche aggiustamento) e delle Porsche 917/10 e McLaren M8B, mai entrate in produzione. A sinistra pubblicazione del 2000, a destra del 2001
Scoprii che nel 2001, per un breve periodo, l’Azienda produsse alcuni modelli statici in 1/43 e per di più con il cofano aperto e la riproduzione dettagliata del motore. Colpo di fulmine! Perché una delle mie tante fisse è proprio quella del motore a vista, retaggio d’infanzia quando esistevano i modellini con i cofani apribili e restavo ore ad ammirarli. Lo faccio ancora con le Fly e con le HPI-Racing ma questa è un’altra storia.
Parte la caccia e un po’ alla volta riesco a metterli in cantina, sono quattro Lola T70 che hanno corso in U.S.A. tra il 1966 e il 1967. Inizialmente l’intenzione di Barrios era di produrne cinque versioni, come da catalogo del 2000, ma nel catalogo del 2001 ne risultano solo quattro e inoltre in produzione sostituirono la n.98 grigia con la n. 30 blu di Dan Gurney. Nello stesso catalogo figurano altre due serie basate sulla Porsche 917-10 Turbo e McLaren M8B, mai entrate in produzione (*) forse a causa delle difficoltà economiche che portarono alla chiusura dell’azienda nel 2009, poi riaperta con lo stesso nome da altre persone.
La serie delle Lola è molto interessante, il soggetto è affascinante e per l’epoca molto curato nei dettagli. Cinture di sicurezza, motore con trombette di aspirazione, strumentazione con i cavi di collegamento, pannellature rivettate, livrea corretta, gomme scolpite e soprattutto particolari distintivi esatti per ogni versione come gli splitter, i tromboncini, roll-bar e prese d’aria. Non ultima una elegante scatola degna dei migliori modelli odierni.
Non capisco il motivo ma la serie non ebbe successo nonostante i coraggiosi presupposti. In quegli anni imperavano i Minichamps e di lì a poco sarebbe arrivata la Spark a scompigliare le carte ma per me le Lola erano un passo avanti. Oggi si trovano ancora da 50 Euro in su, la speculazione per fortuna non è partita.
Intanto mi tengo stretti i miei esemplari e quando voglio tornare bambino apro le scatole e mi sento felice.
(*) nota di David Tarallo: Pubblicando queste interessanti osservazioni di Roberto mi è venuto in mente il modello GMP della McLaren M8B, certo meno dettagliato rispetto ai Fly. Ma il GMP potrebbe eventualmente derivare da un prototipo Fly, sviluppato del tutto o in parte prima della chiusura della marca spagnola? Chissà.
Il salone Milano AutoClassica fa tredici e conferma il suo ruolo di riferimento per appassionati, collezionisti, Musei e Club del settore dell’automobilismo d’epoca. A questo prestigioso appuntamento presso la Fiera di Milano-Rho (17-19 novembre) non poteva mancare Stellantis Heritage, custode degli intramontabili valori dei marchi automobilistici italiani Abarth, Alfa Romeo, Fiat e Lancia.
Tra le tematiche che Stellantis Heritage affronterà nel suo stand a Milano AutoClassica, non c’è dubbio che Heritage Hub sia una delle principali. Parliamo dello spazio espositivo in Via Plava a Torino che ospita una collezione di oltre 300 automobili d’epoca, vetture che hanno scritto pagine importanti dell’automobilismo italiano e mondiale. Ma non solo. Anche prototipi unici, show car, un’esposizione dedicata ai propulsori d’epoca e tantissimo altro. Per tutti i visitatori di Milano AutoClassica sarà riservata una promo speciale con uno sconto del 20% sul biglietto Heritage Hub per le visite in calendario dal 20 novembre al 5 dicembre 2023.
Il secondo tema sarà Reloaded by Creators, il progetto di Heritage che prevede la vendita di un numero limitato di vetture classiche dei brand Alfa Romeo, Fiat, Lancia, Abarth: modelli storici, dall’autenticità certificata e riportati alla bellezza originaria direttamente dalla Casa Madre. Nell’ambito di questo progetto, a 25 anni dal suo debutto a Francoforte, Heritage realizza una Fiat Multipla 6×6 esclusiva da collezione, che sarà esposta per la prima volta proprio a Milano AutoClassica. Una One-Off in vendita che porta la firma del designer Roberto Giolito, ora Head of Stellantis Heritage, “papà” del modello del 1998.
E, dulcis in fundo, lo stand ospiterà due Alfa Romeo realizzate dall’Autodelta di cui quest’anno ricorre il sessantesimo anniversario(1963-2023): una Giulia TZ (Tubolare Zagato) del 1963 e un prototipo dell’Alfasud Sprint 6C del 1983. Esaminiamo in dettaglio i tre gioielli d’epoca:
Fiat Multipla “6×6” (1998) Un esordio assoluto. Si tratta infatti di una vettura usata, recuperata da Stellantis Heritage e rimessa a nuovo presso le Officine Classiche di Torino, il team di Stellantis Heritage dedicato proprio ai servizi di Certificazione di Autenticità e Restauro. Un progetto nato dalla fervida mente di Roberto Giolito, oggi Head of Stellantis Heritage, ma “papà” sia del modello presentato al Salone di Francoforte nel 1997, sia dei sei personaggi inventati per raccontare, in modo simpatico e anticonvenzionale, la vita a bordo del rivoluzionario modello Fiat, il primo del suo segmento ad offrire spazio per sei passeggeri in due file di tre sedili. Dichiara il designer: “Queste sei personalità, questi sei modi di vedere l’auto, tornano a vivere dentro e fuori dalla prima Multipla da collezione creando un tributo gioioso, in pieno stile Fiat, a un modello che, dopo 25 anni, continua ancora ad interessare il mondo e a suggerire modi nuovi di trasportare e di ospitare le persone. Ecco perché sei personaggi curiosi per sei maniere diverse di viverla, danno vita alla Multipla 6×6”.
Questi fumetti finirono sulle t-shirt e i puzzle della linea accessori del modello facendo breccia nel cuore del pubblico: dall’esploratore al bambino pilota con casco, dalla signora attraente intenta a truccarsi all’elegante manager con laptop, dal frate al giovane ribelle degli anni Settanta, ognuno a modo suo rappresentava la libertà di esprimere le proprie inclinazioni in una vettura rivoluzionaria, dal design inconfondibile e simpatico, un esempio concreto di come le sue ingegnose soluzioni potevano davvero migliorare la qualità della vita a bordo.
La livrea Turchese Bio di questa unità, che richiama gli spazi aperti e il mare, fa da sfondo al disegno complessivo dei sei personaggi applicato sul cofano e sulle fiancate, mentre i soggetti singoli sono riportati sui sedili. Il blu della parte superiore trova il suo elegante contrasto con la colorazione Grey White destinata alla parte inferiore della vettura, più precisamente su modanature, ruote e paraurti.
La vettura esposta è in vendita, nell’ambito del progetto “Reloaded by Creators”: è possibile ricevere informazioni scrivendo al seguente indirizzo mail, accedendo al sito (link) oppure rivolgendosi al team Heritage che sarà presente al Salone di Milano AutoClassica.
Alfa Romeo Giulia TZ (1963) Uno dei modelli più vincenti della gloriosa storia sportiva dell’Alfa Romeo, il primo in assoluto a essere attribuito all’Autodelta, di cui quest’anno ricorre il sessantesimo anniversario. Questa struttura, nata originariamente nel 1963 nei pressi di Udine, venne trasferita nel 1965 a Settimo Milanese per gestire l’attività agonistica dell’Alfa Romeo, in una sede fisicamente staccata dallo stabilimento produttivo e con una discrezionalità sufficiente a prendere rapidamente decisioni tecniche e sportive. Il Presidente Giuseppe Luraghi affidò all’ingegner Carlo Chiti la gestione del ritorno ufficiale dell’Alfa Romeo nelle competizioni internazionali e la Giulia TZ dimostrò immediatamente la bontà di queste decisioni: esordio in pista a Monza, in occasione della Coppa Fisa dell’ottobre del 1963, con le quattro vetture iscritte che si piazzano ai primi quattro posti. La Giulia TZ, dotata di telaio tubolare (da qui l’origine della denominazione Tubolare Zagato), del motore della Giulia, il quattro cilindri bialbero in alluminio da 1570 cc, e di una carrozzeria disegnata da Zagato, diventa subito protagonista: negli anni successivi vince la Coupe des Alpes e il Tour de Corse, si aggiudica la classe alla 24 ore di Le Mans, alla Targa Florio e al Tour de France Auto, oltre ad altre numerose competizioni. La TZ2 del 1965, considerata una tra le più belle vetture da corsa mai realizzate, evolve i concetti espressi con la precedente Giulia TZ: le prestazioni aumentano considerevolmente così come il rendimento aerodinamico e la sofisticazione della meccanica. La vettura in mostra fa parte della collezione di Stellantis Heritage ed è collocata in esposizione presso il museo storico Alfa Romeo di Arese.
Alfasud Sprint 6C (1983) Nell’ambito dell’attività di ricerca e sviluppo legata alle competizioni, nel 1982 l’Autodelta realizza un primo prototipo di un’Alfasud Sprint equipaggiata con il motore “V6” da 2,5 litri (lo stesso della GTV 6) da 158 cv, collocato in posizione centrale posteriore longitudinale: la vettura viene denominata “Sprint 6C” e, anche grazie al peso di soli 990 kg, “vola” a 215 km/h.
Le sospensioni anteriori rimangono invariate mentre al posteriore viene adottato uno schema a ruote indipendenti, le carreggiate vengono allargate, l’abitabilità è limitata a soli due posti. Plancia e cruscotto sono quelli dell’Alfasud Sprint, arricchiti con finiture pregiate. Alcuni elementi estetici della carrozzeria anticipano la nuova gamma “Sprint” presentata nell’83: gruppi ottici anteriori e posteriori, calandra, paraurti e retrovisori.
Viene poi realizzato un secondo prototipo della Sprint 6C, molto simile al primo, con un pianale predisposto ad accogliere l’albero di trasmissione della trazione integrale per un eventuale impiego agonistico nel Gruppo B dei rally: l’Alfa Romeo però decide di rimanere focalizzata sulle competizioni in pista e il secondo esemplare della Sprint 6C resta un esercizio tecnico.
Da oggi è possibile ordinare la prima serie speciale globale di gamma: Tributo Italiano. Declinata nei modelli Giulia, Stelvio e Tonale, l’esclusiva edizione rende omaggio alle origini del marchio e rappresenta la migliore espressione del know-how italiano e della sportività Alfa Romeo.
Tra le principali caratterizzazioni di Tributo Italiano, scaturite da un linguaggio stilistico ed estetico condiviso dai tre modelli, ci sono la livrea bicolore con tetto nero, il body-kit in tinta carrozzeria, la nuova bandierina tricolore sulla calotta degli specchi e le raffinate personalizzazioni interne, che esaltano la meticolosa cura dei dettagli unita alla ricerca continua della più elevata qualità. Nello specifico, Giulia, Stelvio e Tonale Tributo Italiano sono posizionate ai vertici delle rispettive gamme e sono proposte esclusivamente nelle tre colorazioni della bandiera italiana (Rosso Alfa, Verde Montreal e Bianco Alfa) abbinate al tetto nero, che su Tonale e Stelvio può essere anche apribile (optional).
A rendere unico e audace il look esterno della serie speciale contribuiscono alcuni elementi distintivi, come la griglia frontale con inserto “V” (nera per Giulia e Stelvio, in Dark Miron per Tonale) e i cerchi in lega da 21’’ per Stelvio, nuovi da 19’’ per la Giulia e quelli da 20″ per Tonale, tutti nelle versioni top di gamma ed abbinati alle sportivissime pinze freno Brembo rosse. Inoltre, a conferire un tocco di eleganza alla sportività tipica del marchio, su tutta la gamma e per la prima volta su Tonale, risalta il trattamento del body kit inferiore in tinta con la carrozzeria: inserti laterali paraurti anteriore e posteriore, archi ruota e minigonne.
Impressione accentuata ulteriormente sul C-SUV Alfa Romeo da skid plate e inserti laterali e anteriori in Dark Miron opaco, fari Full-LED Matrix adattivi e doppi terminali di scarico cromati sulla versione Plug-In Hybrid Q4.
La stessa caratterizzazione sportiva si ritrova nell’abitacolo dei tre modelli Tributo Italiano. In particolare, sui nuovi sedili sportivi in pelle nera esordisce il trattamento traforato con accenni in rosso e sui poggiatesta anteriori è ricamato l’inedito logo distintivo della serie speciale. Nuove anche le cuciture rosse su plancia, sedili e pannelli porta. In più Tonale Tributo Italiano offre la nuova fascia della plancia “carbon design” con logo Alfa Romeo con illuminazione ambientale e il battitacco in alluminio.
Inoltre, su Tributo Italiano il benessere a bordo è assicurato grazie al climatizzatore bi-zona, volante riscaldato con palette in alluminio solidali con il piantone, dalla piacevole luce ambiente, dal sistema di infotainment, dai sedili anteriori ventilati e riscaldati e da un impianto audio premium dotato di 14 altoparlanti firmato Harman Kardon, incluso subwoofer. Infine, Stelvio e Tonale offrono di serie il portellone posteriore elettrico “hands-free”.
Per quanto concerne la gamma motorizzazioni, Giulia e Stelvio Tributo Italiano sono equipaggiate con il propulsore 2.0 Turbo benzina da 280 CV oppure il 2.2 Turbo Diesel da 210 CV, entrambi con cambio automatico a 8 marce e trazione integrale Q4. A disposizione anche il Turbo Diesel da 160 CV a trazione posteriore. Invece, su Tonale Tributo Italiano il cliente può scegliere tra il brillante motore ibrido (benzina/elettrico) 1.5 da 160 cavalli con cambio automatico TCT a 7 rapporti oppure l’innovativo propulsore Plug-In Hybrid Q4 da 280 CV (disponibile a breve).
Grande cura per la dotazione tecnica che offre di serie le sospensioni attive “Dual Stage Valve”, con smorzamento a controllo elettronico, che esaltano il carattere sportivo delle tre vetture e garantiscono al cliente un’esperienza di guida unica e coinvolgente, nel pieno rispetto della tradizione Alfa Romeo. Nello specifico, il sistema AlfaActive Suspension si adatta alle condizioni di guida permettendo la scelta tra un comportamento più orientato alle prestazioni oppure al comfort. In tema di sicurezza, a seconda dei modelli, ci sono i sistemi ADAS per la guida autonoma di livello 2, la telecamera ad alta risoluzione, che offre una vista tipo drone a 360° intorno alla vettura, il Blind-Spot Detector e il Rear Cross-Path Detector, i sensori laterali e gli specchietti retrovisori esterni elettro cromici. Fare la macchine un po’ meno mastodontiche, ingombranti e claustrofobiche sarebbe la soluzione ideale per eliminare un bel po’ dei succitati gadget, ma si sa, la semplicità non fa vendere.
Secondo Alfa Romeo, la serie speciale Tributo Italiano, dunque, racchiuderebbe in sé le eccellenze del Marchio: “perfetto bilanciamento dei pesi, dinamica di guida da prima della classe, soluzioni tecnologiche e motoristiche ai vertici del segmento e quel fascino estetico, concepito per durare nel tempo, tipico del design Alfa Romeo”. Così recita il comunicato. Contenti loro, contenti tutti.
Alfa Romeo ha scelto Matera, una delle città più antiche del mondo, come suggestivo set per lo shooting della serie speciale Tributo Italiano. Famosa per i Sassi, dichiarati dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 1993, la città lucana è sospesa tra passato e futuro. Dalle vie storiche di Matera partono le tre vetture Tributo Italiano per raggiungere Milano, la capitale italiana dell’innovazione tecnologica e città natale del marchio che qui nacque il 24 giugno del 1910. E forse non tutti sanno che il nonno dell’ingegnere Nicola Romeo, fondatore del marchio italiano, era originario di Montalbano Jonico, piccolo paese in provincia di Matera.
Alfa Romeo dà seguito all’intenzione di raffigurare e contestualizzare le proprie vetture in affascinanti località italiane strettamente legate alla sua storia più che centenaria. Lo dimostrano le immagini realizzate per il centenario del Quadrifoglio a Palermo, dove il simbolo apparve per la prima volta sull’Alfa Romeo di Ugo Sivocci che vinse la Targa Florio del 1923. Così è stato anche per lo shooting dedicato alle nuove Giulia e Stelvio Quadrifoglio realizzato a Mantova e nei dintorni del lago di Garda, gli stessi luoghi toccati dalle tappe della 1000 Miglia del 1930, in cui Tazio Nuvolari si affermò per la prima volta alla guida di un’Alfa Romeo, la 6C 1750 GS Spider Zagato.
BBR ha annunciato un nuovo servizio clienti, attivo sul BBR Model Storie. Studiate le domande del pubblico, è stato introdotto un sistema di assistenza più veloce, dettagliato e personalizzato.
Adesso, per ottenere assistenza, non si dovrà più aspettare al telefono o attendere una risposta via e-mail.