12-ART ha annunciato la commercializzazione della Mercedes 380 SL (R107) resincast 1:12 in tre colorazioni, serie limitata a 60 esemplari per variante: petrolio metallizzato (catalogo 132011), Lapis blue metallizzato (132012) e bianco (132013).





12-ART ha annunciato la commercializzazione della Mercedes 380 SL (R107) resincast 1:12 in tre colorazioni, serie limitata a 60 esemplari per variante: petrolio metallizzato (catalogo 132011), Lapis blue metallizzato (132012) e bianco (132013).





Il trasferimento dei diritti sul marchio Alpina, avvenuto il 1° gennaio 2026, segna il lancio di BMW Alpina come marchio esclusivo e indipendente sotto l’egida del BMW Group.
La fase iniziale sarà incentrata sull’attivazione del brand. I tratti distintivi di BMW Alpina risiedono in un equilibrio tra massime prestazioni e comfort di marcia superiore, abbinato a caratteristiche di guida inconfondibili. A completare l’identità del marchio contribuiscono un’esclusiva offerta di opzioni su misura, materiali personalizzati e dettagli immediatamente riconoscibili.
Alla luce della storia prestigiosa del marchio, il BMW Group si è detto pienamente consapevole della responsabilità che ne deriva ed è determinato ad aprire un nuovo capitolo all’altezza delle aspettative. Il nuovo logo ne rappresenta una prima espressione. Posizionato al centro del portellone posteriore, rafforza il carattere autonomo del nuovo marchio e ne sottolinea la personalità indipendente all’interno del BMW Group. Il design si ispira al logo anni ’70, dando vita a un segno elegante e contemporaneo.
Fiat presenta il nuovo Qubo L, progettato per soddisfare le diverse esigenze delle famiglie di oggi. Con una combinazione di praticità, flessibilità e prestazioni, il Qubo L offre una soluzione per la vita in famiglia, in città e per le uscite all’aria aperta.
Disponibile in due versioni, una a 5 posti (4,40 m) e una a 7 posti (4,75 m), la versione a 7 posti offre tre sedili singolarmente regolabili nella seconda fila e due sedili estraibili nella terza fila, con 144 possibili combinazioni di seduta.
Offre inoltre 27 vani portaoggetti e una profondità di carico fino a 3 metri grazie al sedile del passeggero anteriore abbattibile, ideale per trasportare oggetti lunghi o ingombranti.
Il Qubo L sarà disponibile in tre allestimenti: Pop, Icon e La Prima e, in termini di colori, in Bianco Gelato, Nero Cinema, Rosso, Verde Foresta e Blu Riviera.
Disponibile con cambio automatico Diesel da 130 CV o manuale Diesel da 100 CV o 130 CV, oltre un’opzione benzina da 110CV, il Qubo L offre una gamma di opzioni per soddisfare tutte le esigenze dei clienti. Con un’autonomia fino a 900 km con un pieno di carburante, il Qubo L è adatto per i viaggi a lunga percorrenza e anche per gli spostamenti urbani. Inoltre, è disponibile una variante elettrica da 136 CV per la versione a 5 posti.


Il Qubo L è un veicolo pratico, progettato anche per supportare uno stile di vita attivo. Il Magic Window, insieme al tetto in vetro multiuso Magic Top, consente di accedere al vano portaoggetti o di prelevare oggetti dal ripiano senza aprire il portellone posteriore, offrendo una sensazione di apertura e luce naturale. Inoltre, il Grip Control migliora la capacità del veicolo di gestire diverse condizioni di guida. Regolando la risposta del motore e ottimizzando la trazione, questa funzione garantisce maggiore stabilità e controllo, consentendo di guidare con sicurezza su sentieri fangosi, strade innevate o ghiaia. Infine, l’ampio portellone posteriore semplifica il carico e lo scarico di attrezzature ingombranti.
Il nuovo modello Fiat arriverà negli showroom italiani da aprile 2026.


Alfa Romeo ha presentato Giulia Quadrifoglio Luna Rossa, il primo prodotto della partnership con il team Luna Rossa.
La Giulia Quadrifoglio Luna Rossa viene realizzata partendo dalla Giulia Quadrifoglio di produzione costruita nello stabilimento di Cassino e successivamente trasformata attraverso un processo artigianale, coinvolgendo anche una selezione di partner italiani specializzati in lavorazioni di altissima qualità e innovazione.
Sviluppata all’interno dell’universo Bottegafuoriserie – il cuore creativo dedicato alla personalizzazione, alla ricerca estetica e alle performance, ed iniziativa che unisce Alfa Romeo e Maserati – Giulia Quadrifoglio Luna Rossa incarna la filosofia del Biscione: creare oggetti unici, tecnologicamente avanzati e profondamente radicati nella tradizione italiana.
Realizzata in soli dieci esemplari, già tutti venduti, la nuova serie speciale è la Giulia Quadrifoglio più estrema di sempre, grazie a una serie di interventi tecnici e a uno specifico kit in carbonio, capace di generare fino a cinque volte il carico della versione di serie mantenendo al contempo un valore di resistenza contenuto. Tutta la vettura è stata sottoposta a interventi mirati per migliorare la performance aerodinamica globale, preservando al tempo stesso l’ottimo bilanciamento originale: più carico sì, ma distribuito in modo armonioso, praticamente identico alla configurazione di serie. Questo risultato nasce da un’attenzione estrema alla gestione raffinata di ogni singolo flusso d’aria. Ogni dettaglio è stato studiato per guidare l’aria con precisione, riducendo turbolenze e sfruttando ogni vortice utile per generare stabilità ed efficienza.
La Giulia Quadrifoglio Luna Rossa genera circa 140 kg di carico aerodinamico a 300 km/h, raggiungendo un valore circa di cinque volte superiore rispetto alla versione di serie. La vettura monta il 2.9 V6 biturbo da 520 CV, abbinato al differenziale autobloccante meccanico. Questa soluzione ottimizza il trasferimento di coppia, aumentando stabilità, agilità e velocità in curva.
Il frontale è caratterizzato da appendici laterali che aumentano il carico sull’avantreno sfruttando i flussi accelerati sull’estremità del paraurti. Una coppia di profili applicati sul fondo-scocca genera inoltre un effetto ventosa con un elevato picco di carico all’anteriore grazie all’enfatizzazione dell’effetto suolo. Lungo le fiancate, le minigonne in carbonio sigillano il flusso sotto la vettura, migliorando l’efficienza globale.
Di certo, il protagonista assoluto è la spettacolare ala posteriore. Il suo doppio profilo, sostenuto da due piloni centrali, trae ispirazione dai foil degli AC75 di Luna Rossa: appendici idrodinamiche che sollevano le imbarcazioni sull’acqua. Alfa Romeo ha reinterpretato questo linguaggio, ribaltando la sezione del foil per generare forze opposte: non per volare, ma per schiacciare la vettura sull’asfalto con un’efficienza straordinaria.
La conformazione a doppio profilo nasce dall’idea di massimizzare il recupero d’energia, catturando e sfruttando il potente vortice aerodinamico che si genera dietro il montante posteriore. I tecnici Alfa Romeo hanno studiato un profilo avente incidenza variabile per incanalare questa struttura vorticosa ad alta energia, ottenendo un carico aerodinamico elevato con una superficie ridotta, massimizzando l’effetto upwash desiderato.
Il particolare disegno del doppio profilo garantisce quindi un aumento di carico aerodinamico con valori di efficienza elevatissimi, che permettono alla Giulia Quadrifoglio Luna Rossa di raggiungere 300km/h di velocità massima. Una soluzione che unisce eleganza formale e ingegneria avanzata, trasformando la complessità dei flussi in pura prestazione. L’integrazione delle soluzioni studiate dai tecnici Alfa Romeo garantisce un ottimale bilanciamento aerodinamico del 40% sull’anteriore, che contribuisce a rendere la dinamica di guida ancora più precisa.
L’estetica della serie speciale si ispira al colore dell’imbarcazione AC75 Luna Rossa che ha partecipato alla 37ma America’s Cup di Barcellona nel 2024. In dettaglio, la carrozzeria è verniciata a mano con una tinta cangiante, che riproduce l’effetto metallico dell’acciaio. Su questa base si innesta la livrea bicolore con la banda rossa laterale e la scritta Luna Rossa, simbolo del team. I loghi Alfa Romeo, posti all’anteriore e al posteriore, sono stati modificati appositamente per questa serie speciale e adottano, per la prima volta nella storia del brand, un fondo rosso. Anche i cerchi da 19” sono riverniciati con una sfumatura rossa interna, mentre tetto, scudetto e calotte degli specchietti sono in carbonio a vista, accentuando in modo inequivocabile la natura preziosa e sportiva della nuova serie speciale Giulia Luna Rossa. Infine, alcuni dei dieci esemplari presentano una livrea bicolore che enfatizza il contrasto tra la tinta metallica e gli accenti rossi. Gli interni proseguono il racconto stilistico del team di Luna Rossa, tra cui i nuovi sedili Sparco che utilizzano un rivestimento esclusivo ispirato ai materiali e alla grafica dei Personal Flotation Device utilizzati dall’equipaggio. Inoltre, la fascia della plancia ospita un film sottilissimo, uno dei molteplici strati che compongono una vela originale di Luna Rossa, fornito dal team per essere lavorato e integrato nella vettura, portando così nell’abitacolo un frammento autentico della storia di Luna Rossa. Il tutto valorizzato dall’allestimento interno in carbonio, come il tunnel centrale e il guscio dei sedili arricchiti dal logo Luna Rossa che ne fanno un pezzo da collezione.












Mercoledì 28 gennaio, dalle ore 12 alle 13, si svolgerà presso il Parc des Expositions, in occasione di Rétromobile, la presentazione ufficiale del progetto del nuovo museo del circuito di Le Mans, la cui apertura è prevista per maggio. Interverranno Pierre Fillon e Richard Mille.
Qui di seguito trovate il presskit in pdf sulla storia e sullo sviluppo della costruzione.
Il nuovo kit Tameo in scala 1:24 della Ferrari 312 T del 1975 è ora disponibile. È stato un lavoro notevole che ha richiesto tempo, energie e il massimo impegno di tutto il team Tameo negli ultimi mesi. Si tratta di un kit interamente in metallo, composto da circa 400 parti complessive. Questo modello ha richiesto la fabbricazione di un nuovo stampo per produrre i caratteristici pneumatici anni ’70 denominati “a palloncino”. Per rendere gli pneumatici veritieri, il battistrada è stato telato a mano, mentre le scritte Goodyear sulle spalle sono realizzate in tampografia bianca. Per sostenere il peso di un modello così grande, è stato necessario realizzare le sospensioni inferiori in ottone con il procedimento della microfusione. Molte minuterie, impossibili da fondere in metallo, sono state realizzate in resine di diverso tipo con la stampa 3D. In particolare, le prese aria dei freni anteriori e posteriori sono fabbricate utilizzando resina translucida, che richiede soltanto un velo di vernice color sabbia per assumere l’aspetto realistico della componente originale. Le cinture di sicurezza sono in vinile autoadesivo fustellato. Il classico parabrezza è realizzato in termoformatura, utilizzando materiale trasparente già verniciato in blu. Le parti meccaniche e tutti i dettagli del motore e del cambio sono fedelmente riprodotti per conferire al modello il massimo realismo possibile. Nonostante il grande numero di pezzi, il design del kit è stato pensato per garantire la massima semplicità di montaggio possibile e permettere anche ai modellisti meno esperti di ottenere un ottimo risultato finale.
Nel mondo dello sport e della cultura automobilistica il collezionismo di modelli è spesso considerato una naturale estensione della passione. Chi ama le corse, la tecnica, la storia dei marchi, difficilmente resta indifferente al fascino di una vettura riprodotta in scala, perfetta, definitiva, cristallizzata nel suo momento migliore. Per molti lettori di PLIT questo universo è familiare: vetrine curate, modelli rari, edizioni limitate che raccontano epoche, campionati e uomini. Ma come in ogni passione, c’è un lato oscuro che raramente viene affrontato senza imbarazzi: la sua possibile deriva patologica.
Il collezionismo, di per sé, non è un problema. È memoria, studio, piacere estetico. Diventa patologico quando il rapporto con l’oggetto cambia natura. Non è il numero di pezzi a fare la differenza, ma la dipendenza emotiva che si instaura.
Alla base di questa dinamica c’è spesso il bisogno di controllo. Il modello è l’automobile ideale: non si rompe, non invecchia (almeno in teoria), promette di non deludere. È l’opposto della realtà, fatta di budget limitati, carriere interrotte, sogni mancati. In scala ridotta tutto è ordinato, spiegabile, dominabile. Ogni nuova acquisizione sembra promettere una stabilità emotiva che però dura pochissimo. Il piacere si consuma rapidamente e lascia spazio a una nuova urgenza.
Un segnale chiaro della patologia è lo spostamento dell’attenzione dall’oggetto al gesto dell’acquisto. Il modello appena arrivato viene osservato distrattamente. Ciò che conta è averlo preso, aver chiuso una serie, avere anticipato altri collezionisti. La raccolta cresce ma il senso si svuota. Il modello diventa una casella da spuntare, non una storia da raccontare.
Il tema della serie incompleta è centrale. Nel collezionismo di modelli, fatto di stagioni, livree, evoluzioni tecniche, il “pezzo mancante” assume un valore sproporzionato. Non è più un’auto, ma un vuoto simbolico. È qui che la passione rischia di trasformarsi in ossessione.
Il mercato, specie oggi, gioca un ruolo decisivo. Edizioni limitate, tirature artificialmente basse, varianti minime vendute come indispensabili. Il linguaggio è quello dell’urgenza e della paura: “ultimo esemplare”, “mai più riprodotto”, “occasione irripetibile”. Si compra non per piacere, ma per evitare un rimpianto.
A tutto questo si aggiunge l’effetto dei social e delle piattaforme online. Collezioni esibite, confronti continui, aste seguite come gare. Il collezionismo diventa una competizione silenziosa, dove il valore personale rischia di confondersi con quello economico o simbolico della collezione. Chi ha di più sembra sapere di più, valere di più.
C’è infine una dimensione nostalgica profondamente legata allo sport motoristico. Molti modelli rappresentano l’epoca d’oro delle corse, i campioni ideali, le auto che “non torneranno più”. In miniatura tutto resta perfetto, immobile, immune al tempo. La patologia emerge quando questa realtà congelata diventa preferibile alla passione vissuta, quando il modello sostituisce l’esperienza, lo studio, il racconto (e peraltro anche questi aspetti rischiano di provocare un effetto di straniamento nelle mani di chi è troppo sensibile alle “leggende”, ai “miti” e a “re e regine” vari. La fantasia fanciullesca e appiccicosa è spesso riscontrabile in gente che le corse le ha viste in vita sua col binocolo).
Il “vero” collezionista non è quello che ha tutto, ma quello che sa scegliere, rinunciare, dare un significato a ciò che possiede. In questo senso, è possibile talvolta far traslare l’importanza dall’oggetto rappresentato all’oggetto stesso, al suo valore storico intrinseco in quanto modello. E’ ciò che riesce meglio, a chi colleziona modelli obsoleti o speciali di altre epoche. In quest’ottica, molti arrivano a conciliare meglio il possesso con la smania dell’accumulo, focalizzandosi sulla raccolta come se questa fosse una sorta di specchio dell’anima.
La ricerca della libertà attraverso una passione è un atto complicato, che nella maggior parte dei casi conduce all’opposto, ossia alla dipendenza, sorella della frustrazione. Parlare di patologia non significa attaccare il collezionismo, significa piuttosto difenderlo dall’eccesso, dalla compulsione, dalla perdita di senso.
Tra le novità 1:43 annunciate da Matrix per i prossimi giorni segnaliamo l’Alfa Romeo Alfa 6 2.5 del 1979 nei colori rosso, blu metallizzato e bronzo e la MG Metro Turbo del 1985 in bianco, rosso e nero. Si tratta di resincast in scala 1:43.
In arrivo nella stessa serie anche la Jensen 541R in argento con tetto rosso scuro, in rosso scuro e in nero, oltre a una bizzarra versione del Maggiolino stile landaulet in livrea Polizia dell’Aia.











Il Team Peugeot ha confermato gli equipaggi delle due 9X8 Hypercar che prenderanno parte al FIA-WEC 2026. Sono confermate le formazioni viste nel 2025.






Dal 1° gennaio la società pesarese M4 ha chiuso l’attività, e si occuperà solo di esaurire le scorte di magazzino. I marchi (Best Model, Art Model e Rio) saranno messi in vendita, così come gli stampi. Si conclude così una storia che era iniziata nel 1984 con la creazione di Box Model da parte di Marco Grassini e Carlo Tamburini. In un’epoca in cui i diecast faticavano non poco a fronte della continua esplosione del settore artigianale, Grassini e Tamburini dettero vita a un marchio di diecast destinato a un buon successo. Tutti ricorderanno il primo modello della gamma, la Ferrari 250 GTO 1962, tutt’oggi prodotta da Brumm.
Le strade di Grassini e Tamburini si divisero all’inizio degli anni ’90: Tamburini creò il marchio Bang, mentre Grassini fondò la società M4 con i nuovi brand Art Model e Best Model. M4 prendeva il nome dall’iniziale dei nomi di battesimo di Grassini, della moglie Mariella Della Santa e dei figli Marco e Manuela. Negli anni, Art e Best si svilupparono con tantissime versioni di modelli Ferrari ma anche di altri costruttori, fra cui l’Alfa Romeo. A marchio M4 uscì una serie di Alfa Romeo basate su stampi ex-edicola.


La vocazione di M4 era prettamente italiana, con la produzione che avveniva nel capannone di Pesaro. Marco Grassini, grande collezionista di automodelli, acquisì – si può dire per pura passione – il marchio Rio, che andò quindi ad affiancarsi ad Art Model e Best Model. Negli anni vennero introdotte alcune novità, come serie in resina, ma era la pressofusione che contraddistingueva da sempre la produzione M4. Marco Grassini venne a mancare l’11 gennaio 2016 all’età di 68 anni. L’attività venne portata avanti con coraggio dalla famiglia.
L’ultimo decennio non è stato facile, con la crescente concorrenza orientale e un mercato che si muove a ritmi vertiginosi, tritando tutto e tutti, a volte senza mostrare una specifica direzione o un senso compiuto. Per Mariella e la sua famiglia è tempo di occuparsi d’altro. La storia della M4 termina qui e siamo convinti che i suoi modelli saranno sempre più apprezzati in futuro, come puntualmente succede con marchi che in troppi danno per scontati, salvo rimpiangerli quando scompaiono dall’orizzonte.

