Pochi ricordano che a stagione 1979 inoltrata la Ferrari sperimentò a Fiorano una versione “full wing car” della T4 di Formula 1, nel tentativo di contrastare le vetture che erano state progettate da zero in funzione di un effetto suolo completo. Com’è noto, il motore 12 cilindri era l’elemento principale che impediva alla Ferrari di sfruttare appieno l’effetto di ala rovesciata lungo le fiancate. La storia di questa evoluzione della T4, ufficiosamente conosciuta come T4A, potete ritrovarla in questo breve ma completo video su Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=v4uN9p6W224&t=33s
Autocult ha annunciato il modello resincast 1:43 della vettura dei test di Fiorano (catalogo 07030), che si inserisce perfettamente nella gamma del produttore, sempre a caccia di soggetti originali o semisconosciuti.
Nell’estate 2026 il Grimaldi Forum Monaco ospiterà una grande mostra dedicata al rapporto tra il Principato e l’automobile, una storia che dura da oltre un secolo.
L’esposizione, intitolata “Monaco & l’Automobile, de 1893 à nos jours”, si svilupperà su circa 4.000 metri quadrati e presenterà una cinquantina di vetture stradali, da competizione e modelli appartenuti alla famiglia dei principi. Saranno esposte oltre venti auto vincitrici del GP di Monaco e del Rallye Monte‑Carlo, insieme a materiali provenienti dagli archivi dell’Automobile Club de Monaco.
Il percorso espositivo includerà anche oggetti, documenti, fotografie e video che raccontano il legame tra Monaco e l’automobile dalle origini fino ai giorni nostri. Accanto alle vetture saranno presentati materiali in parte mai esposti prima, con riferimenti ai concorsi d’eleganza, agli eventi ufficiali e alle competizioni che hanno segnato la storia del Principato.
La mostra era inizialmente prevista per l’estate 2020 ma era stata rinviata a causa della cosiddetta crisi sanitaria. L’edizione del 2026 rappresenta quindi il recupero di un progetto dedicato alla storia dell’automobile nel Principato, tra patrimonio storico e sport motoristico.
Qui sotto, la presentazione ufficiale della mostra, scaricabile in formato pdf.
AF Corse ha svelato la nuova livrea della Ferrari 499P numero 83 con cui prenderà parte alla stagione 2026 del FIA World Endurance Championship.
La livrea 2026 rappresenta un’evoluzione stilistica nel segno della continuità: il Giallo Modena rimane l’elemento principale e identificativo della vettura numero 83. I dettagli rossi, reinterpretati attraverso nuove geometrie, accentuano l’identità della squadra.
Confermato l’equipaggio vincitore della passata edizione della 24 Ore di Le Mans, formato da Robert Kubica e dai piloti ufficiali Ferrari Phil Hanson e Yifei Ye, che saranno nuovamente al via della classe regina Hypercar, che l’anno scorso li ha visti chiudere al secondo posto assoluto nella classifica Piloti.
HAMILTON Lewis (gbr), Scuderia Ferrari SF-26, portrait during the Formula 1 Qatar Airways Australian Grand Prix 2026, 1st round of the 2026 Formula One World Championship from March 6 to 8, 2026 on the Albert Park Circuit, in Melbourne, Australia – Photo Julien Delfosse / DPPI44 HAMILTON Lewis (gbr), Scuderia Ferrari SF-26, action during the Formula 1 Qatar Airways Australian Grand Prix 2026, 1st round of the 2026 Formula One World Championship from March 6 to 8, 2026 on the Albert Park Circuit, in Melbourne, Australia – Photo Florent Gooden / DPPI16 LECLERC Charles (mco), Scuderia Ferrari SF-26, action during the Formula 1 Qatar Airways Australian Grand Prix 2026, 1st round of the 2026 Formula One World Championship from March 6 to 8, 2026 on the Albert Park Circuit, in Melbourne, Australia – Photo Julien Delfosse / DPPI16 LECLERC Charles (mco), Scuderia Ferrari SF-26, action during the Formula 1 Qatar Airways Australian Grand Prix 2026, 1st round of the 2026 Formula One World Championship from March 6 to 8, 2026 on the Albert Park Circuit, in Melbourne, Australia – Photo Florent Gooden / DPPI16 LECLERC Charles (mco), Scuderia Ferrari SF-26, action during the Formula 1 Qatar Airways Australian Grand Prix 2026, 1st round of the 2026 Formula One World Championship from March 6 to 8, 2026 on the Albert Park Circuit, in Melbourne, Australia – Photo Eric Alonso / DPPI44 HAMILTON Lewis (gbr), Scuderia Ferrari SF-26, action during the Formula 1 Qatar Airways Australian Grand Prix 2026, 1st round of the 2026 Formula One World Championship from March 6 to 8, 2026 on the Albert Park Circuit, in Melbourne, Australia – Photo Florent Gooden / DPPI44 HAMILTON Lewis (gbr), Scuderia Ferrari SF-26, action during the Formula 1 Qatar Airways Australian Grand Prix 2026, 1st round of the 2026 Formula One World Championship from March 6 to 8, 2026 on the Albert Park Circuit, in Melbourne, Australia – Photo Xavier Bonilla / DPPI44 HAMILTON Lewis (gbr), Scuderia Ferrari SF-26, action during the Formula 1 Qatar Airways Australian Grand Prix 2026, 1st round of the 2026 Formula One World Championship from March 6 to 8, 2026 on the Albert Park Circuit, in Melbourne, Australia – Photo Xavier Bonilla / DPPI44 HAMILTON Lewis (gbr), Scuderia Ferrari SF-26, action during the Formula 1 Qatar Airways Australian Grand Prix 2026, 1st round of the 2026 Formula One World Championship from March 6 to 8, 2026 on the Albert Park Circuit, in Melbourne, Australia – Photo Julien Delfosse / DPPI44 HAMILTON Lewis (gbr), Scuderia Ferrari SF-26, action during the Formula 1 Qatar Airways Australian Grand Prix 2026, 1st round of the 2026 Formula One World Championship from March 6 to 8, 2026 on the Albert Park Circuit, in Melbourne, Australia – Photo Julien Delfosse / DPPILECLERC Charles (mco), Scuderia Ferrari SF-26, portrait podium during the Formula 1 Qatar Airways Australian Grand Prix 2026, 1st round of the 2026 Formula One World Championship from March 6 to 8, 2026 on the Albert Park Circuit, in Melbourne, Australia – Photo Eric Alonso / DPPI16 LECLERC Charles (mco), Scuderia Ferrari SF-26, action during the Formula 1 Qatar Airways Australian Grand Prix 2026, 1st round of the 2026 Formula One World Championship from March 6 to 8, 2026 on the Albert Park Circuit, in Melbourne, Australia – Photo Florent Gooden / DPPI44 HAMILTON Lewis (gbr), Scuderia Ferrari SF-26, action during the Formula 1 Qatar Airways Australian Grand Prix 2026, 1st round of the 2026 Formula One World Championship from March 6 to 8, 2026 on the Albert Park Circuit, in Melbourne, Australia – Photo Florent Gooden / DPPI
Max Verstappen prenderà parte per la prima volta alla 24 ore Nürburgring. L’olandese, quattro volte campione del mondo di Formula 1 tra 2021 e il 2024, si appresta così ad affrontare una delle sfide più impegnative dell’endurance internazionale.
Verstappen gareggerà su una Mercedes-AMG GT3 con il Mercedes-AMG Team Verstappen Racing insieme a Lucas Auer (AUT), Jules Gounon (FRA) e Daniel Juncadella (ESP). Verstappen si prepara a questa sfida già dallo scorso anno, lavorando in modo sistematico ai requisiti necessari per poter prendere il via, tra presenze in pista sulla Nordschleife e un’intensa preparazione al SimRacing.
Nel 1966, Opel avviò la produzione della Kadett B Rallye. Questa coupé, equipaggiata con una versione alimentata da un carburatore a doppio corpo del motore tipo SR di 1.100 cc, aveva un allestimento interno di tipo sportivo ed un’inconfondibile livrea, caratterizzata principalmente da cofano motore e strisce laterali e posteriori di colore nero opaco. Agli appassionati di corse piacquero le prestazioni della nuova Kadett Rallye e la funzionalità del suo allestimento. Oltre a rendere la vettura molto divertente da guidare, queste soluzioni fecero della Rallye del 1966 l’antesignana di molte sportive compatte.
Dalla catena di montaggio alle competizioni
Il primo esemplare di Opel Kadett Rallye uscì dalla catena di montaggio dello stabilimento di Bochum nel novembre 1966. In un comunicato stampa dell’epoca la versione più sportiva della gamma Kadett veniva definita addirittura come “bollente” e si scriveva che “partendo dalla Opel Kadett Coupé, la Casa tedesca ha deciso di realizzare una versione da competizione pronta per essere utilizzata nei rally e di proporla anche ad un prezzo che fosse alla portata dei clienti delle normali vetture di serie”. Opel mantenne entrambe le promesse e realizzò un’auto da rally dal prezzo d’acquisto molto conveniente.
Il motore 1.100 tipo SR (Super-Rallye) da 60 CV permetteva di raggiungere una velocità di 148 km/h. In Italia, dove fu posta in vendita al prezzo di 1.295.000 lire, era equipaggiata di serie con freni anteriori a disco, doppio circuito frenante, servofreno e pneumatici da 155-SR13 su cerchi di colore grigio argento. L’aspetto esteriore della vettura sottolineava l’intenzione di diventare una protagonista delle competizioni su pista e su strada. Anche gli interni presentavano allestimenti di chiara impronta sportiva come la finitura anti-riflesso di colore nero opaco del soffitto, delle alette parasole e della console del cambio. La dotazione di serie comprendeva volante a tre razze in metallo, contagiri, manometro dell’olio, amperometro e selettore del cambio a leva corta.
La “Rallye” garantì successi sportivi
Il nuovo modello riuscì a concretizzare immediatamente le sue ambizioni sportive. A partire dalla fine degli anni ’60, la Opel Kadett Rallye si rivelò all’altezza delle aspettative ottenendo molte vittorie a livello nazionale e internazionale. Nel solo 1968 partecipò a molte competizioni ed ai campionati rally di Grecia, Olanda e Germania, vinse la classe al Rally Lyon – Charbonnières – Stuttgart – Solitude e al Wiesbaden Rally.
Ed era solo l’inizio. L’anno seguente Kurt Waldner e Hans Vogt dimostrarono una volta di più il potenziale sportivo e l’affidabilità della Kadett conquistando la vittoria assoluta al 13esimo ADAC Tour d’Europe, un’impegnativa competizione di 14.000 chilometri attraverso l’Europa e l’Asia Minore. “Questa affermazione (…)”, scriveva un articolo dell’epoca, ”è una chiara dimostrazione dell’affidabilità di Opel Kadett Rallye. Su qualsiasi tipo di strada, attraverso i Balcani come in Medio Oriente, Opel Kadett Rallye ha fatto l’andatura”. La piccola sportiva Opel vinse molte volte la sua classe al Rallye Monte Carlo dove partecipava nella categoria delle vetture di serie. Nel 1970 l’equipaggio Ragnotti-Thimonier conquistò un notevole undicesimo posto assoluto al volante di una Kadett Rallye con motore 1.900 battendosi alla pari con le Porsche 911 a 6 cilindri.
Guida quotidiana
La piccola sportiva Opel non faceva paura solo a chi partecipava alle competizioni con vetture di maggiore cilindrata, ma si confrontava facilmente con le sue rivali anche nell’utilizzo quotidiano. Molte prove dimostrarono, ad esempio, che, sebbene la Opel Kadett Rallye fosse stata progettata per essere una vettura compatta lunga appena 4,18 metri, era in grado di trasportare comodamente quattro persone adulte anche per lunghi viaggi, cosa che molte dirette concorrenti non erano in grado di fare. Non furono quindi le sole prestazioni sportive di Opel Kadett Rallye che impressionarono subito favorevolmente il pubblico ma anche la combinazione di comportamento sportivo ed adattabilità all’uso quotidiano.
Ma i progettisti non si fermarono qui. Nell’autunno del 1967 presentarono una versione ancora più potente, equipaggiata col motore 1.9-S da 90 CV già utilizzato sulla Rekord, che aveva prestazioni da vera sportiva: da 0 a 100 km/h in 13 secondi e 168 km/h di velocità massima.
La versione LS-Rallye Coupé, presentata a fine 1968, fu un altro successo. Riconoscibile per i finestrini laterali allungati nella parte posteriore, portò ancora più avanti il caratteristico design sportivo.
Le vendite dell’Opel Kadett-B Rallye rimasero soddisfacenti per tutto l’arco della produzione, che si arrestò nel luglio del 1973 dopo oltre 100.000 esemplari prodotti nello stabilimento di Bochum.
Sono disponibili tre nuovi kit Marsh con diverse opzioni di livrea legate a partecipazioni tra anni ’60 e ’70.
Il primo è il McLaren M8C (MM330K), proposto con tre varianti: William Wonder a Mosport 1971 (11° posto), Jim Butcher a Mosport 1973 (ritirato) e John Cordts a Mosport 1971 (5°).
Arriva poi la Ford GT40 (MM360K) con sei opzioni che includono vetture viste alla 24 Ore di Daytona e alla 12 Ore di Sebring tra il 1966 e il 1967, tra cui la Brescia Racing Corse Casoni/Maglioli a Daytona 1967 e due versioni del team Essex Wire impegnate a Daytona 1966, oltre alla GT40 di Ken Miles alla Riverside 200 del 1965.
Il secondo kit della GT40, MM361K, propone tre configurazioni: la Sid Taylor Racing di Denny Hulme, vincitrice del Wills Trophy a Silverstone 1967, la Scuderia Bear (Jennings/Holquist) di Sebring 1966 e quella di Charles Lucas del GP di Silverstone 1967.
È stata inoltre diffusa la prima immagine della MM327 Pennzoil March 82G, montata da Ian Hunt (foto sotto). Le versioni factory built dovrebbero essere disponibili tra circa quattro settimane.
Se nel 1962 la produzione Mercury di modelli in 1:43 era già iniziata, ci fu ancora spazio per qualche referenza nella scala più piccola (1:45-1:48 circa), che aveva debuttato nel 1953. Con l’uscita della Fiat 1500, ad esempio, il modello n.9 (la 1300) venne convertito alla nuova versione.
A proposito della 1300/1500, col numero 35 uscì l’ultimo pezzo della serie 1:48. La Mercury non era stata, fino a quel momento, particolarmente incline a inventarsi varianti se non per alcuni mercati (basti pensare al Taxi di Berna su base Fiat 1100/103 o al Maggiolino PTT).
Utilizzando gli stampi della Fiat 1300 terza serie1, la Mercury ricavò una versione Polstrada. Si può presumere che questa scelta fosse dettata dall’esigenza di esaurire le scorte della 1300 (la cui carrozzeria si distingue da quella della 1500 per i quattro chiodini in rilievo sulla targa), nel periodo in cui era già in produzione il modello nuovo.
La scatola Provence Moulage non c’entra nulla ma ormai si è intrufolata nella foto. La Fiat 1300 Polstrada (art. 35) è l’ultimo modello in scala piccola della Mercury. Due gli accessori aggiuntivi: il lampeggiante blu trasparente con base cromata e l’antenna in plastica nera
Sia come sia, la 1300 Polstrada è un oggetto gradevole, più raro rispetto alla 1300 standard perché prodotto in meno esemplari e in un minor lasso di tempo. Sfogliando i vecchi numeri di AutoModelli, mi sono imbattuto in una retrospettiva sulla Mercury pubblicata a puntate e nell’articolo dedicato alla produzione compresa fra il 1954 e il 1962 (n.19, aprile 1984) si legge: “Una variazione sul tema della Fiat 1300 dipinta nel classico verde, con il lampeggiante blu sul tetto e delle decals ben riuscite; in complesso si presenta molto meglio della versione civile”. Chi scriveva era Paolo Adorno, che evidentemente non doveva aver apprezzato particolarmente la 1300/1500 numero 9.
Il fondino in color argento della Fiat 1300 terza serie, ossia con la sigla cancellata dopo l’uscita nella 1500. La targa era in decal, così come gli emblemi della Polstrada, piazzati sulle portiere, sul cofano e sul bagagliaio
Il fondino della Fiat 1300 Polizia Stradale è argentato mentre i cerchi possono essere piatti o bombati2. I fari posteriori sono dipinti di rosso. Un’antenna in plastica nera, piazzata bizzarramente nel bel mezzo dell’apertura del bagagliaio, completava la trasformazione. La scatola era specifica, con il codice 35 e l’aggiunta “Polizia” sotto Fiat 1300. L’imballaggio comprendeva un cartoncino forato in corrispondenza del lampeggiante per tener fermo il modello nella scatola.
Il modello fotografato nel servizio sul numero 19 di AutoModelli, già nel 1984 non era in condizioni ideali. Molto meglio ha retto l’ingiuria del tempo l’esemplare delle nostre foto
Non sono molti gli esemplari della 1300 Polstrada conservatisi in maniera ottimale. Le decals sono piuttosto fragili e hanno l’aria di essere state parecchio sottili, tutt’altro che agevoli da applicare: non mancano esemplari con decals che presentano lembi piegati e sovrapposti.
Oggi una Fiat 1300 Polizia in condizioni perfette (o quasi) completa di confezione originale può valere sui 150-170 euro. Come sempre, tutto dipende dallo stato di conservazione del modello e della scatola. A distanza di 65 anni dalla sua uscita, questo bel Mercury “piccolo” merita di essere collezionato per l’importanza storica e per l’originalità del soggetto.
Ossia quelli con la scritta Fiat 1300 cancellata dopo l’uscita della 1500. ↩︎
Gli assi sono inseriti a forza nel cerchio, che gira quindi insieme all’asse stesso e alla ruota del lato opposto. ↩︎
Auto Collection è una manifestazione dedicata al mondo dell’automobile storica, da collezione e di interesse specialistico in programma sabato 14 e domenica 15 marzo presso il Parco Esposizioni Novegro. L’evento si sviluppa nei Padiglioni A, B e C e nelle aree esterne del quartiere fieristico, coinvolgendo l’intero complesso.
All’interno dei padiglioni trovano spazio espositori commerciali e autosaloni con vetture storiche e da collezione, insieme a stand dedicati a ricambi, accessori e componenti per il restauro e la manutenzione delle auto d’epoca. Sono presenti anche club, enti e associazioni automobilistiche, oltre a editori specializzati, con un’offerta che copre sia l’aspetto espositivo sia quello informativo e commerciale legato al motorismo storico.
Le aree esterne ospitano la seconda edizione del Tuning Fest, un raduno dedicato alle auto elaborate che prevede l’esposizione di numerosi veicoli e una serie di attività organizzate, tra cui prove di scarico per motorizzazioni benzina e diesel, competizioni di stance e limbo e le relative premiazioni. Questa sezione affianca l’anima più classica della manifestazione con un’area rivolta alla personalizzazione e alla cultura tuning.
Auto Collection è aperta al pubblico in entrambe le giornate con orario continuato dalle 9:30 alle 18:30. L’accesso avviene tramite biglietto acquistabile online o direttamente in loco secondo le modalità indicate dall’organizzazione.
Torna anche nel 2026 la Mostra mercato del giocattolo d’epoca, organizzata dall’Associazione Italiana del giocattolo d’epoca e da collezione (AIGEC).
I tre eventi di quest’anno si svolgeranno il 12 aprile, il 13 settembre e l’8 novembre, presso l’Ente Fiere di Cremona in Piazza Zelioni Lanzini 1 (ingresso ovest Via de Carolis) con orario 9.30-15.30 e ingresso gratuito. Si annunciano circa duecento espositori italiani e stranieri. L’evento ha il patrocinio del Comune di Cremona.