Preparativi della Borsa di Arnage

Si svolge domani nel centro di Arnage la tradizionale borsa di dicembre. Per chi è abituato a vedere il paese invaso da torme d’inglesi, danesi, tedeschi e olandesi ubriachi, lo stacco invernale è notevole. A parte il normale traffico di un sabato di avvento, trovi posto al parcheggio del Super-U, puoi entrare in un ristorante senza fare due ore di coda e imboccando le stradine del centro non trovi nessuna Caterham contromano. Può avere i suoi vantaggi ma vuoi mettere col fascino di giugno, quando Arnage è uno dei cuori pulsanti della 24 Ore?

La borsa di scambio, che aprirà alle 9 per continuare fino alle 16, è organizzata da LR Promotion, che fa capo a Lionel Robert, promoter e noto pilota. Tra le borse nei dintorni di Le Mans, quella di Arnage è quella – dicono – che riserva le maggiori sorprese, ospitando venditori che di solito non vedi neanche nelle altre manifestazioni nei dintorni. Da notare la partecipazione di Bruno Allinand, che non manca di partecipare a borse come quella di Arnage per consegnare ordini e incontrare i clienti abituali. Appuntamento a breve con un reportage completo.

La 911 GT3 90 F. A. Porsche

“Se si considera la funzione che un oggetto deve svolgere, di solito la sua forma si rivela da sé”: questo era il credo stilistico di Ferdinand Alexander Porsche, conosciuto come F. A. Porsche. Già con la leggendaria 911 aveva realizzato la sua visione di una riduzione all’essenziale che non scendeva a compromessi. Nel 1972, insieme al fratello Anton-Peter, fondò lo studio di design che venne ribattezzato Porsche Design. Gli oggetti che creò in questo studio divennero rapidamente classici del design moderno, come l’orologio da polso Chronograph I e gli occhiali da sole P’8478 con lenti intercambiabili. L’11 dicembre 2025, F. A. Porsche avrebbe compiuto 90 anni.

Per celebrare l’occasione, gli esperti del programma Sonderwunsch hanno realizzato, in collaborazione con il figlio minore del designer, Mark, uno speciale modello commemorativo: la 911 GT3 90 F. A. Porsche. Un esemplare di questa vettura sarà destinato a Mark Porsche, mentre gli altri 89 saranno disponibili per i clienti di tutto il mondo. “Sono certo che mio padre avrebbe apprezzato davvero questa 911 speciale”, ha dichiarato Mark Porsche. “Grazie a numerosi dettagli siamo riusciti a includere in questo emozionante progetto tutte le preferenze personali di mio padre. La vernice F.A. Greenmetallic realizzata appositamente per questo modello ricorda l’Oak Green Metallizzato della sua 911. Il tessuto F.A. Grid Weave utilizzato per i sedili richiama il motivo della sua giacca preferita”.

La 911 GT3 90 F. A. Porsche potrà essere ordinata a partire da aprile 2026 al prezzo di 366.327 euro1. L’offerta comprende un’esclusiva edizione speciale del leggendario Chronograph 1 e uno speciale borsone da viaggio Porsche Design. La produzione del modello esclusivo inizierà nella seconda metà del 2026, una volta che gli acquirenti avranno ultimato le rispettive configurazioni personalizzate. Il modello da collezione si basa sulla 911 GT3 con pacchetto Touring, la versione più discreta della sportiva stradale. Il motore flat-six ad aspirazione naturale da 4,0 litri sviluppa una potenza di 375 kW (510 CV) e una coppia motrice di 450 Nm.

Tonalità della carrozzeria realizzata dagli esperti del programma Paint to Sample Plus ispirato al verde della 911 di F. A.
Il nome dell’esclusiva tonalità pensata per la carrozzeria del modello celebrativo è F. A. Greenmetallic. Gli esperti del programma Paint to Sample Plus l’hanno realizzata in collaborazione con la famiglia Porsche, ispirandosi all’iconico Oak Green Metallizzato della 911 guidata a suo tempo da F. A. Porsche. A partire dal 2026, tutti i modelli Paint to Sample e Paint to Sample Plus recheranno un contrassegno esclusivo sul montante anteriore e questo modello commemorativo sarà il primo a sfoggiare il nuovo segno di riconoscimento.

Un’altra caratteristica peculiare dell’esterno dell’auto, non disponibile sulla 911 GT3 con pacchetto Touring, sono i cerchi Sport Classic verniciati in nero satinato lucido. Ispirati ai classici cerchi Fuchs, presentano dettagli raffinati come il meccanismo di serraggio centrale e lo stemma storico del 1963 sui copri-mozzo. Sulla griglia del cofano posteriore è posizionato un badge placcato in oro galvanizzato con il logo “90 F. A. Porsche”.

Il tessuto speciale utilizzato per gli inserti centrali dei sedili riprende il motivo di una giacca di F.A. Porsche
Impunture decorative color Gesso e inserti centrali dei sedili realizzati nello speciale tessuto F. A. Grid Weave completano i rivestimenti in pelle Club color Tartufo, creando un’atmosfera speciale l’interno dell’auto in ricordo di F. A. Porsche. Il tessuto F. A. Grid Weave viene utilizzato anche all’interno del vano portaoggetti, per l’astuccio portadocumenti e per il tappetino reversibile del vano bagagli. Il motivo del tessuto è ottenuto dall’intreccio di fili di cinque colori diversi: nero, verde, marrone tartufo, crema e rosso bordeaux. “È il motivo che caratterizzava le giacche preferite di mio padre. Come la sua matita, la pipa e il posacenere, anche queste giacche fanno parte dei miei ricordi d’infanzia e sono indissolubilmente legate allo studio dove lavorava a casa”, spiega Mark Porsche.

L’orologio Sport Chrono, collocato nella parte superiore del cruscotto, si ispira al Chronograph I originale, realizzato come esemplare unico per F. A. Porsche. Un altro elemento di spicco all’interno dell’auto è il pomello del cambio in multistrato di noce a poro aperto, su cui è stata applicata una targhetta con la firma incisa di F. A. Porsche. Un’altra targhetta placcata in oro che riporta la riproduzione della firma, la silhouette originale della 911 e la scritta “One of 90” sul profilo decorativo del cruscotto identifica ogni esemplare della 911 GT3 90 F. A. Porsche quale pezzo da collezione a tiratura limitata di raro valore. Inoltre, il vano portaoggetti nella console centrale reca lo stesso motivo in rilievo presente sullo stemma del cofano del bagagliaio.

Edizione esclusiva del Porsche Design Chronograph 1
Gli acquirenti della GT3 in edizione speciale riceveranno una versione esclusiva del Chronograph 1, per il quale è stato utilizzato un materiale luminescente a base di Super-LumiNova® speciale per lancette e indici che riprende l’aspetto del radio o del trizio invecchiato e crea un effetto “patina”. Lo straordinario fascino vintage di questo segnatempo è esaltato dallo storico logo Porsche Design sulla chiusura del bracciale e sulla corona. Le iniziali sono visibili sopra il datario a ore 3. Di solito, in quella posizione viene collocato il logo Porsche Design, ma F. A. Porsche fece aggiungere le sue iniziali al suo cronografo personale, che ora appartiene alla sua famiglia. Il rotore del movimento automatico ha la stessa forma e lo stesso colore delle ruote dell’auto da collezione. Il numero dell’edizione limitata (XX/90) e la firma di F. A. Porsche sono incisi al laser sul fondello dell’orologio. A differenza dell’originale, la cassa è realizzata in titanio ultraleggero, resistente e ipoallergenico, ma, come il suo storico predecessore del 1972, è rivestita in nero.

In alternativa al bracciale in titanio di colore nero, il segnatempo si può indossare anche con il cinturino in pelle, incluso nella confezione. La pelle e il filato delle cuciture decorative riprendono i materiali utilizzati per gli interni dell’auto sportiva. Grazie al sistema di sostituzione rapida “quick change”, il cinturino può essere sostituito facilmente e senza l’ausilio di attrezzi. Come tutti gli orologi Porsche Design, anche questo cronografo è certificato COSC, a garanzia della massima precisione. Il cronografo è realizzato a mano presso il laboratorio di orologeria Porsche di Grenchen, in Svizzera.

Questo speciale orologio da polso si ispira al «Chronograph 1 – 1972 Limited Edition», presentato da Porsche Design nel 2022 in occasione del suo 50° anniversario. Riproduce nei minimi dettagli il modello originale, ma è all’avanguardia dal punto di vista tecnico. Dietro a questo orologio c’è una storia, che racconta come l’allora giovanissima Porsche Design avesse ricevuto il suo primo ordine da Porsche AG per un orologio destinato ai dipendenti meritevoli e a coloro che festeggiavano un anniversario. L’ordine iniziale era di 20 pezzi. Il design si ispirava al cruscotto della Porsche 911, sempre chiaramente leggibile anche in condizioni estreme. F. A. trasferì le caratteristiche estetiche e funzionali del cruscotto all’orologio con quadrante nero opaco, indici e lancette bianchi fluorescenti e una vistosa lancetta dei secondi di colore rosso. Il Chronograph I fu il primo orologio da polso nero al mondo e divenne in breve tempo un classico, oltre che un simbolo dei principi di design funzionale applicati da F. A. Porsche.

Borsone da viaggio secondo lo stile dell’auto
Oltre all’orologio Porsche Design Chronograph 1 – 911 GT3 90 F. A. Porsche, il pacchetto esclusivo comprende anche uno speciale borsone da viaggio di dimensioni generose, che riprende i materiali e lo schema cromatico degli interni dell’auto da collezione. Il borsone è infatti realizzato nella stessa pelle color Tartufo utilizzata all’interno della vettura e presenta impunture decorative color Gesso. La fodera della tasca anteriore del borsone è in tessuto F. A. Grid Weave, lo stesso che si trova nelle fasce centrali dei sedili, mentre lo scomparto principale è foderato in microfibra di alta qualità. Sulla tasca esterna del borsone è inoltre ricamato lo stemma con il logo dell’anniversario, che riprende quello presente sul cofano posteriore della vettura.

Ritorno di un oggetto iconico: lo slittino sportivo Porsche Junior
In occasione di questo anniversario, fa il suo ritorno un altro oggetto iconico disegnato da F. A. Porsche: lo slittino Porsche Junior. Questo slittino sportivo a forma di scodella era stato proposto da Porsche negli anni ’60, in particolare per i fan più giovani. Fu molto apprezzato anche da F. A. Porsche e dai suoi figli, come testimoniano le foto degli album di famiglia. La nuova edizione è realizzata in fibra di carbonio, un materiale collaudato nelle corse automobilistiche e nel campo dell’ingegneria automobilistica, che rende la slitta particolarmente leggera. Un’anima in kevlar garantisce ulteriore stabilità. Al pari dell’auto, lo slittino Porsche Junior è disponibile in edizione limitata a 90 esemplari e viene proposto nello speciale colore degli esterni F. A. Greenmetallic. Il cuscino del sedile dello slittino è rivestito nello stesso tessuto F. A. Grid Weave utilizzato per la 911 GT3 90 F. A. Porsche.

Brevi cenni su F. A. Porsche e Porsche Design
Ferdinand Alexander Porsche nasce l’11 dicembre 1935. Cresce in un contesto contraddistinto da un forte orientamento alla tecnologia e da un marcato spirito pionieristico. F. A. trascorre gran parte della sua gioventù nella tenuta di Schüttgut, a Zell am See. Fin da piccolo sviluppa una grande passione per il design, studia per un breve periodo presso la rinomata Scuola di Design di Ulm e, nel 1957, inizia a lavorare come stagista nel reparto modellistica di Porsche. Nel marzo 1961, questo reparto viene scorporato dalla divisione di progettazione delle carrozzerie e passa sotto il controllo dello “Studio” F. A. Porsche. Sotto la guida del giovane manager, vengono create la 901/991, il bolide di Formula Uno 804 e la Porsche 904 Carrera GTS. Quando tutti i membri della famiglia abbandonano l’attività operativa all’interno di Porsche KG, diventata una società per azioni a responsabilità limitata, nel 1972 F.A. Porsche e suo fratello Hans-Peter fondano a Stoccarda una propria società, che chiamano Porsche Design.

Due anni dopo, la sede dello studio di design viene trasferita a Zell am See, vicino alla tenuta di Schüttgut. Nei decenni successivi, F.A. Porsche disegna numerosi accessori classici come orologi da polso meccanici, occhiali, accendini e pipe, nonché strumenti di scrittura, che conquistano fama mondiale con il marchio Porsche Design. Allo stesso tempo, insieme al suo team, F.A. progetta una vasta gamma di prodotti industriali, elettrodomestici e beni di consumo per clienti di fama internazionale con il marchio Design by F.A. Porsche. F.A. Porsche si spegne il 5 aprile 2012, a Salisburgo.

Lo studio di design di Zell am See, che oggi porta il nome di Studio F. A. Porsche in onore del suo fondatore, continua ancora oggi a essere il cuore pulsante del marchio Porsche Design. Nel rispetto della visione di F. A. Porsche, tutti i progetti realizzati continuano a seguire la sua filosofia progettuale atemporale e funzionale, invece che le tendenze effimere.

Disponibile a fine dicembre il kit Tameo in 1:24 della Ferrari 312 T F.1 1975

Dopo mesi di impegnativo a fine mese uscirà il kit Tameo in scala 1:24 della Ferrari 312 T 1975. Il modello (catalogo TLK005) riproduce la versione del Gran Premio d’Italia vinto da Clay Regazzoni dove, grazie al terzo posto, Niki Lauda si laureò campione del mondo piloti con una gara d’anticipo. 

Questo nuovo kit, composto dal oltre 400 pezzi, è realizzato in metallo bianco, con parti in resina, fotoincisioni e pneumatici realizzati in gomma vera. A proposito di pneumatici, si è resa necessaria la fabbricazione di un nuovo stampo per realizzare queste nuove coperture, che riporteranno sulla spalla la scritta tampografata “GoodYear”.

Il kit è stato progettato con le parti di carrozzeria che si smontano come sull’auto vera lasciando visibili dettagli interni, il telaio e il motore 12 cilindri boxer col cambio trasversale, caratteristica delle Ferrari serie T.

FIA-WEC: il Team Peugeot nomina Emmanuel Esnault come Team Principal del programma Hypercar

ll Team Peugeot TotalEnergies ha nominato Emmanuel Esnault come Team Principal del programma Hypercar del Campionato Mondiale FIA di Endurance. In questo ruolo chiave di leadership, Esnault supervisionerà tutte le attività operative, rafforzando l’organizzazione mentre la squadra si prepara per la stagione 2026.

Con una solida esperienza in molteplici discipline del motorsport, Emmanuel Esnault porta con sé una notevole competenza tecnica e manageriale. La sua esperienza all’interno di organizzazioni di alto livello durante tutta la carriera, incluse McLaren in Formula 1 e Lamborghini Iron Lynx nelle gare Endurance sarà una risorsa importante per il futuro della Peugeot nel FIA-WEC.

Ferrari Tribute 1000 Miglia 2026: aperte le iscrizioni

Sono aperte le iscrizioni per l’edizione 2026 del Ferrari Tribute 1000 Miglia.

Come da tradizione, il tracciato di gara, che per il secondo anno avrà la caratteristica forma “a otto” ispirata alle prime dodici edizioni della storica competizione, ricalcherà quello della 1000 Miglia 2026.

La prima giornata prenderà il via da Desenzano del Garda, percorrendo le sponde del Lago di Garda e toccando Vicenza e Padova, per chiudersi tra i colli Euganei ad Abano Terme. Il secondo giorno la corsa attraverserà l’Italia da est a ovest, con passaggi a Ferrara e Modena, sosta pranzo a Reggio Emilia, e proseguirà verso Montecatini Terme, terminando la tappa a Pietrasanta. La Piazza del Campo di Siena ospiterà le auto all’avvio della terza tappa, prima di dirigersi verso Chianciano Terme per la pausa pranzo. Dopo aver superato i Laghi di Bolsena e Vico, le Ferrari raggiungeranno Roma, accolte sulla pedana di Via Veneto. Il quarto giorno le auto risaliranno verso nord passando per Assisi e Gubbio, con sosta pranzo a Fabriano. Il percorso continuerà attraverso San Marino e Rimini fino a Cervia. La quinta e ultima tappa, ricalcando il percorso storico della 1000 Miglia, partirà da Cervia, attraverserà Ferrara e Mantova, e, dopo l’ultimo pranzo a Lonato del Garda, si concluderà a Brescia, con il traguardo finale.

Con la formula Gold è possibile partecipare lunedì 8 giugno al “Warm Up Ferrari Tribute 1000 Miglia 2026”, una giornata di training con prove di navigazione, cronometrate e di media. E per chi desidera soggiornare in hotel 5 stelle esclusivi, da quest’anno si potranno acquistare le formule Prestige e Prestige Plus.

Il manifesto ufficiale del GP di Monaco 2026

E’ stato presentato ieri il manifesto ufficiale del GP di Monaco, che si svolgerà dal 4 al 7 giugno. Dalla prossima edizione della gara, Louis Vuitton diventa sponsor principale, dopo una collaborazione con l’AC di Monaco, durata dal 2021 al 2024. Negli anni scorsi, Louis Vuitton ha preparato anche uno speciale trofeo, per i vincitori Max Verstappen (2021, 2023), Sergio Pérez (2023), Charles Leclerc (2024) e Lando Norris (2025).

Vent’anni fa le Peugeot 107 e 1007

Nel 2005 Peugeot porta sul mercato due modelli profondamente diversi tra loro ma accomunati da un intento chiaro: ridefinire la mobilità urbana. La Peugeot 107 e la 1007, presentate nello stesso anno, rappresentano infatti due interpretazioni opposte di cosa possa essere un’auto compatta da città. Una punta sulla leggerezza, sulla semplicità e sulla concretezza; l’altra sulla tecnologia, sull’innovazione e su un concetto di comfort quasi premium. Due approcci divergenti, specchio di un’epoca in cui il mercato delle utilitarie sta cambiando forma.


Peugeot 107: la citycar “pura”, leggera ed essenziale

La Peugeot 107 nasce da un progetto internazionale – il programma B-Zero – sviluppato insieme a Citroën e Toyota. Dalla collaborazione con la Casa giapponese eredita soprattutto l’affidabilità e una rigorosa ottimizzazione dei processi produttivi, mentre Peugeot ci mette la sua esperienza in materia di motori compatti e design pratico. Il risultato è una citycar semplice e intelligente, lunga poco più di tre metri e quaranta e pesante appena 790 kg, pensata per districarsi nel traffico con una disinvoltura quasi da scooter.

Il motore più diffuso è il tre cilindri 1.0 da 68 CV, brillante e parsimonioso, capace di consumi inferiori ai cinque litri ogni cento chilometri. L’alternativa diesel, il 1.4 HDi, è più rara ma apprezzata per la coppia generosa e l’efficienza. La Peugeot 107 convince anche per la sicurezza – con airbag multipli, ABS, ESP e una struttura rinforzata – e per quella solidità generale che spesso sorprende chi dalla categoria si aspetta solo minimalismo.

La formula, semplice ma riuscita, ha funzionato per quasi un decennio di produzione e continua a funzionare oggi nel mercato dell’usato, dove la Peugeot 107 è tra le preferite da neopatentati, pendolari urbani e famiglie in cerca di una seconda auto economica e infaticabile. È una citycar “vecchia scuola”, leggera e onesta.


Peugeot 1007: mini-monovolume che prova a reinventare la città

Ben diversa è la filosofia della Peugeot 1007, lanciata nel medesimo anno ma animata da ambizioni decisamente più audaci. Ispirata al prototipo Sesame del 2002, la 1007 introduce nel segmento delle compatte una soluzione mai vista prima: due porte laterali scorrevoli, azionate elettricamente e utilizzabili come unico accesso all’abitacolo. Un’idea che porta nella dimensione della citycar la praticità delle monovolume, trasformando ogni parcheggio stretto in un non-problema.

Il design, firmato Pininfarina, è quello di una piccola monovolume dalle forme alte e squadrate ma con una certa eleganza di marca: la grande “bocca” anteriore e i fari a goccia richiamano l’identità Peugeot di quegli anni. La sigla a “doppio zero” centrale segna l’inizio di una nomenclatura dedicata a modelli fuori dagli schemi, una sorta di sottolineatura di quanto la 1007 fosse diversa da tutto il resto della gamma.

Diversa è anche l’impostazione interna: sedili posteriori indipendenti, scorrevoli e removibili, kit cromatici Cameleo per personalizzare l’abitacolo, finiture premium e una sicurezza da riferimento, certificata dalle cinque stelle EuroNCAP. L’offerta motoristica, ben più ampia e potente di quella della Peugeot 107, comprende benzina e diesel da 1.4 e 1.6 litri, con la possibilità – sulle versioni superiori – di avere il cambio 2-Tronic elettroattuato.

Un contenuto tecnico e qualitativo importante per la Peugeot 1007. Più di una citycar in senso classico, quasi una monovolume. Quando uscì di produzione nel 2010, non ebbe un’erede diretta.


Due filosofie, due pubblici diversi

Le Peugeot 107 e 1007 incarnano due modi di interpretare la città. La prima è l’essenza dell’utilitaria: leggera, economica, immediata. La seconda è un esercizio di stile e innovazione.

Eppure, al di là delle differenze, c’è un punto comune fondamentale: entrambe sperimentano, ciascuna a modo suo, una nuova idea di auto compatta. La Peugeot 107 lo fa tornando all’essenzialità e alla leggerezza; la 1007 portando nella città un’inedita dose di tecnologia e modularità. A vent’anni dal debutto, la 107 resta un riferimento tra le citycar economiche e affidabili, mentre la 1007 si sta trasformando in un oggetto ricercato dagli appassionati, simbolo di un periodo di grande creatività. Due filosofie opposte, due destini diversi, ma un’unica ambizione: reinventare la mobilità urbana del nuovo millennio.

Fiat Tipo 1T Taxi 1920

Delle nuova Serie blu di Officina942, consacrata ai modelli turismo 1:43, abbiamo già parlato su PLIT, col bel confronto di Marco Nolasco fra vetture Fiat anni ’20-301. La più recente uscita del marchio torinese è la Fiat Tipo 1T Taxi, in distribuzione proprio in questi giorni.

Come sapete, sia la Serie rossa sia la blu hanno adottato la scala 1:43, che rende i modelli appetibili a una più larga fascia di collezionisti, seppur inevitabilmente “di nicchia”. Del resto, ogni referenza è prodotta in una cinquantina di esemplari.

Nella Serie blu (1:43) di Officina942 trovano spazio le vetture da turismo. La Fiat Tipo 1T Taxi (1920) è la novità più recente. Insieme al modello viene fornita la riproduzione della caratteristica colonnina telefonica dell’epoca

La Fiat 1T Taxi fu presentata nel 1920: destinata al trasporto pubblico, era equipaggiata dal motore 4 cilindri in linea da 1847cc (70×120) tipo 51A, quello montato sulla Zero e sulla 1A. La distribuzione era a valvole laterali. Con un rapporto di compressione di 4,2:1 propulsore erogava una potenza di 18cv che permetteva una velocità massima di circa 60 km/h. L’alimentazione era a pressione, con carburatore Fiat; cambio a 4 marce più retromarcia con comando a leva laterale. La 1T pesava a vuoto 1500kg, che salivano a 1850 a pieno carico, con 4 passeggeri e bagagli. La vettura, di cui furono costruiti circa 2000 esemplari fino al 1922, conobbe un uso piuttosto ampio, in Italia ma anche a Londra, a Parigi o a New York.

Come al solito molto raffinata la confezione, che riprende motivi grafici dell’epoca. A differenza dei modelli della Serie rossa (competizione), quelli della Serie blu non sono accompagnati dal libretto con foto e notizie storiche, peraltro reperibili nei numerosi saggi e volumi pubblicati da Alessandro Sannia, titolare del marchio Officina942

L’idea di includere la 1T Taxi nella propria produzione è stata senz’altro valida e originale, e anche in questo caso Officina942 se l’è cavata egregiamente nel riprodurre le linee squadrate della carrozzeria e del padiglione. Il modello, come tutti gli 1:43 di Officina942, è in metallo bianco, stampato da Racing 43. Tutto rimanda direttamente ai Dinky degli anni ’50, e qualcuno provi a dire che sono invecchiati. Non sono invecchiati, sono diventati dei classici. I resincast cinesi invecchieranno, e li butteranno in discarica (già iniziano a farlo).

Quello di Officina942 è un modo, anche coraggioso, di rivendicare un’essenzialità che si perde quando ci si ostina a inseguire in modo ossessivo il minimo particolare, finendo per allontanarsi dalle regole auree dell’equilibrio.

Sulla 1T Taxi, ma anche sulla recente Fiat 515 (che è un altro piccolo capolavoro), così come sulle vetture da competizione della Serie rossa, tutto è puro, ed è ciò che resta di un raffinato processo di decantazione: o-ring per gli pneumatici, cerchi in alluminio tornito, pochi pezzi che combaciano in modo preciso. A proposito degli o-ring, sul Taxi 1T il colore bianco è storicamente corretto, visto che la Fiat iniziò a utilizzare gomme nere solo verso il 1926-27.

Lasciamo i commenti alle didascalie di ciascuna immagine, ricordando che il prezzo al pubblico per i modelli 1:43 della Serie blu è di € 48,00. Nel corso del 2026 la produzione Officina942 si arricchirà ulteriormente con soggetti stradali e da competizione.

In attesa di recensire presto un’altra novità, invitiamo i lettori di PLIT a sostenere la candidatura di Officina942 nei Model Car Hall of Fame awards2.

  1. https://pitlaneitalia.com/2025/09/30/berline-fiat-anni-20-30/ ↩︎
  2. Si può votare a questo link: https://www.modelcarhall.com/vote/ ↩︎

FIA-WEC 2026, la lista provvisoria degli iscritti

E’ stata diramata ieri la lista provvisoria degli iscritti all’edizione 2026 del FIA-WEC. In categoria Hypercar, assenti come previsto le Porsche 963 dopo che è definitivamente tramontata l’ipotesi di un programma semiufficiale gestito da Proton in sostituzione di Penske, arrivano le due Genesis (Hyundai). Le vetture della classe top saranno quindi 17, con la conferma dei marchi presenti l’anno scorso: Ferrari, Toyota, Alpine, Peugeot, Aston Martin, BMW, Cadillac.

In categoria GT (classe GT3) troviamo 18 vetture, in rappresentanza di Ferrari, Porsche, Aston Martin, McLaren, BMW, Corvette, Mercedes-AMG, Ford, Lexus.

Brumm, le novità di fine anno

Brumm ha appena presentato alcune novità per la fine del 2025, che è stato l’anno del 70° anniversario della Fiat 600 e del 120° della nascita del suo creatore, l’ingegner Dante Giacosa.

Nella serie speciale (catalogo S25/23), Brumm ha preparato un cofanetto con una Fiat 600 prima serie del 1955 in verde chiaro 361, con Giacosa e una figura femminile abbigliata secondo la moda del tempo. Serie limitata di 200 pezzi numerati. Per l’occasione, il modello della 600 è stato sottoposto a un nuovo aggiornamento, dopo quello del 2009.

Oltre al set S25/23, sono disponibili – nella gamma standard – una versione in blu chiaro (R247-05), una in verde chiaro (R247-07) e due inedite combinazioni bicolore, verniciate con particolare accuratezza, mediante mascheratura precisa e aerografo: blu chiaro con tetto avorio (R247-05B) e verde chiaro, sempre con tetto avorio (R247-07B).

Oltre a queste 600 particolari, è uscita una Ferrari 512BB-LM in configurazione galleria del vento di Grugliasco, con i caratteristici filettini sulla carrozzeria, utilizzati per le prove aerodinamiche. Numero di catalogo R210B.

Infine, tornano in produzione tre modelli di Formula 1, con o senza pilota: la Mercedes W196C GP di Francia 1954 Juan Manuel Fangio, la Ferrari D246 GP di Gran Bretagna 1958 Mike Hawthorn e la Cooper T53 GP di Gran Bretagna 1960 Jack Brabham. Le finiture sono state aggiornate ed è stata realizzata una scatola specifica “world champion”, con una fascetta che riproduce una bandiera a scacchi.