Nicolas Le Man è il nuovo direttore generale dell’Automobile Club de l’Ouest

L’Automobile Club de l’Ouest ha comunicato la nomina di Nicolas Le Man alla carica di direttore generale a partire da ieri 6 novembre 2023.

Laureato all’ESSCA, Nicolas Le Man, 52 anni, guida team di marketing e vendite in un ambiente internazionale da più di 15 anni.

Forte di una solida esperienza nella gestione della gestione pubblicitaria all’interno di prestigiosi gruppi mediatici (TF1, Eurosport International, Warner Bros. Discovery), Le Man ha precedentemente ricoperto incarichi di responsabile del controllo di gestione all’interno del gruppo Bouygues – International Building, poi direttore amministrativo e finanziario all’interno di Eurosport, acquisendo, tra l’altro, una conoscenza approfondita nei settori del controllo finanziario e della legalità societaria. Membro del comitato esecutivo dell’ACO dal 2007, è membro del comitato di gestione di Eurosport e Discovery EMEA dal 2018, in qualità di Senior Vice-President.

Al di là della sua carriera professionale, Nicolas Le Man è appassionato di auto e moto d’epoca.

All’interno dell’Automobile Club de l’Ouest, Nicolas Le Man garantirà lo sviluppo quotidiano di progetti e l’implementazione di azioni strategiche, in termini di sport motoristici, influenza dell’istituzione sul territorio nazionale e internazionale e mobilità sostenibile.

Pierre Fillon, presidente dell’Automobile Club de l’Ouest: “A nome dell’ACO e dei suoi dipendenti, vorrei dare il benvenuto a Nicolas Le Man. Il suo background, le sue esperienze e competenze sono risorse preziose per la missione che è sua responsabilità come direttore generale dell’ACO. Nicolas arriva in un contesto particolarmente favorevole per le gare endurance, e punterà quindi a sostenere la nostra istituzione nel suo sviluppo. Gli auguro il meglio per il suo nuovo ruolo.”

Roma in salsa cinese

Sono trascorsi trent’anni dall’inizio delle attività commerciali di Ferrari in Cina. Un anniversario da festeggiare con un’auto dedicata: si tratta di un esemplare unico della Roma, realizzato col programma di personalizzazione Tailor Made, dedicato ai ferraristi che vogliono rendere ancora più personali le loro Rosse.
Questa speciale Roma è stata ideata insieme al designer Jiang Qiong’er: il risultato è una livrea “Sanusilver Matte” e “Rosso Magma Glossy”, arricchita da particolari in fibra di carbonio. All’interno l’abbinamento cromatico è il medesimo, col rosso che si fa preponderante sull’argento. Sul bracciolo è presente una targhetta identificativa del trentennale, con finitura rosso, oro e giada, questi ultimi due simbolo di salute e purezza nella tradizione cinese.

BBR ha annunciato un’edizione limitata a 200 esemplari in scala 1:43 di questa vettura (catalogo numero BBRC236CHI). Poche ore dopo l’annuncio ne rimangono disponibili sullo store ufficiale BBR soltanto 70.

Il modello sarà disponibile a dicembre.

Nuove versioni da Denis Carrara della Ferrari 500 Mondial e 750 Monza

Ormai diversi anni fa Denis Carrara aveva presentato la Ferrari 750 Monza, che venne diffusa, solo montata, in alcune versioni per lo più inedite. Il modello, che fa parte della gamma D43, esce ora in altre configurazioni. La più celebre è forse la vettura bianca e blu, telaio 0510M, di Carroll Shelby e Phil Hill che si classificò seconda assoluta alla 12 Ore di Sebring del 1955.

Vettura abbastanza conosciuta, è stata però riprodotta poco (e forse solo in 1:18), spesso con errori e manchevolezze, come l’assenza del numero di gara posteriore.

La numero 2 blu è invece la 0520M appartenuta a Louis Rosier, nella versione vincitrice della 4 Ore del Forez 1955, gara su circuito che si svolgeva non lontano da St Etienne, nella stessa zona del più celebre rally.

La numero 6, invece, è la 0518M nel classico colore giallo dell’Ecurie Belge, pilotata da André Pilette al GP di Agadir del 1956.

La numero 4 blu, infine, non è una 750 Monza, bensì una 500 Mondial: in quel periodo alcuni modelli di Ferrari Sport vennero dotati di carrozzerie pressoché identiche anche se con passi diversi rispetto alla Monza (basti pensare alla 118 LM o alla 121 LM).

Questa 500 Mondial, nata come 0556MD, fu trasformata in 750 Monza nel marzo del 1955, col numero di telaio 0446M. La si conosce ormai col doppio numero 0556MD/0446M. La versione scelta da Denis Carrara è quella del Bol d’Or (GP di Parigi a Montlhéry) 1955, piloti François Picard e Paul Maret.

Questi modelli sono reperibili al seguente link: https://www.geminimodelcars.com/shop/21889459/143-scale-models

24 Ore di Le Mans: la lista degli iscritti sarà resa nota a fine febbraio

A fine febbraio verrà annunciata la lista degli iscritti della 24 Ore di Le Mans 2024. In quel periodo sarà presentata anche la versione definitiva del manifesto ufficiale, di cui vedete in anteprima un bozzetto. Al momento della pubblicazione dell’elenco dei partecipanti, saranno aggiunte nel disegno tutte le altre Hypercar che prenderanno parte all’edizione 2024 della 24 Ore, in programma dal 12 al 16 giugno.

Domani aprirà la biglietteria on line riservata ai soci dell’Automobile Club de l’Ouest, mentre dal prossimo 15 novembre i biglietti saranno disponibili per il resto del pubblico: https://ticket.24h-lemans.com/content . Sarà possibile acquistare i tagliandi anche nei punti vendita Automobile Club de l’Ouest.

“Un milione di giocattoli”

testo e foto di Riccardo Fontana

Domenica 5 novembre è andato in scena il consueto appuntamento con Un Milione di Giocattoli, iniziativa ormai storica promossa da AIGEC presso gli spazi della Fiera di Cremona.

Un ottimo successo di pubblico per questa edizione, denotabile già dal parcheggio pressoché del tutto pieno, oltreché dalla gran folla che si aggirava per i numerosi banchi all’interno, e moltissime le facce note dell’ambiente, a testimoniare quello che, nel bene e nel male, è un buon periodo per il settore, senz’altro ricco di possibilità e di “pezzi” che ormai sembravano essere destinati alla sparizione dalla scena e dal mercato.

Un parterre de roi scevro da particolari picchi d’eccellenza quindi, ma generalmente molto valido, con un gran numero di obsoleti di ottimo pregio e di giusta quotazione.

Un consiglio che – ancora una volta – ci sentiamo di dare, è quello di stare molto attenti a dove si guarda, senza mai trascurare gli anfratti più defilati ed improbabili: in una cassetta della frutta sotto ad un banco nella prima fila vicina all’entrata, perfettamente mimetizzate in mezzo ad un gruppo di edicolosi, sono sbucate una bellissima Fiat 850 Berlina di Mercury in un bel blu scuro ed una Simca 1100 in livrea Police, una Dinky Toys France prodotta in Spagna, proposte a cifre ragionevolissime (super senza scatola) soprattutto in relazione alle condizioni in cui si presentavano, invero ottime.

Pochi se non pochissimi i kit, che comunque storicamente non hanno mai particolarmente brillato per presenza tra i banchi cremonesi.

Una bella edizione dunque, particolarmente vivace e piacevole, perfettamente rispecchiante l’attuale panorama che anima gli eventi di questo tipo.

Auto e Moto d’Epoca a Bologna: un ultimo sguardo alle auto

testo e foto di Roberto D’Ilario

A bocce ferme possiamo confermare che la mostra è stata un successo, soprattutto di pubblico che ha potuto ammirare tanti pezzi di notevole interesse. Mi volevo però soffermare sulla situazione mercato e prezzi. Vado giù duro: gonfiati. Certo, per i pezzi importanti come una Miura i 2 milioni di Euro ci stanno ma per il resto siamo su livelli troppo alti per il mercato Italiano, infatti i compratori più attivi erano gli stranieri, principalmente tedeschi che da anni vengono a saccheggiare il nostro patrimonio motoristico. Gli espositori hanno le loro ragioni, gli stand costano ma il trend Italiano è troppo sopra le righe. Nel caso personale, ero molto agguerrito per un modello in particolare ma ho trovato richieste superiori di 10/15 mila Euro al normale, così sono tornato a casa con le pive nel sacco ma con il portafoglio pieno. D’altro canto, scavando perbene si trovavano belle chicche con richieste adeguate alle condizioni del mezzo e sono quelle che probabilmente sono andate via prima. Bisogna avere pazienza e occhio lungo.
I dati sulle compravendite effettive non si conoscono, ma la sensazione è che non siano stati brillanti come negli anni passati ma si sa, molti scambi avvengono dopo la mostra. Ultimo appunto, la qualità generale di auto e molto era alta in generale ma a volte sotto lo scintillio si nascondevano accrocchi improponibili e magari presi dall’eccitazione puoi ritrovarti in casa un catorcio pagato per oro. L’auspicio è che ci sia un po’ più di selezione sia per elevare la qualità dell’offerta, sia per tutelare gli eventuali acquirenti. Comunque, mi sono divertito, ho conosciuto persone simpatiche e ho imparato molto.

Gallery vetture economiche

Gallery vetture turismo

Gallery supercar

Gallery vetture da competizione

FIA-WEC: 8 Ore del Bahrein, la Toyota chiude in bellezza

L’equipaggio numero 8 della Toyota Gazoo Racing composto da Sebastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa ha guidato la gara di chiusura della stagione FIA ​​WEC in Bahrain dall’inizio alla fine. In tal modo, la Toyota ha conquistato il terzo titolo Hypercar consecutivo per la squadra giapponese con un totale di 217 punti. Buemi e Hartley hanno conquistato anche il loro quarto titolo piloti nel WEC, mentre Hirakawa ha confermato il suo secondo titolo piloti.

Il Team WRT ha festeggiato vincendo l’ultima gara LMP2 del WEC con l’Oreca-Gibson numero 41 di Robert Kubica, Rui Andrade e Louis Deletraz, che hanno conquistato il titolo in grande stile con una limpida vittoria. Kubica è transitato sotto la bandiera a scacchi ottenendo la terza vittoria della stagione e la quarta consecutiva del WRT in Bahrain. Il trionfo per la squadra belga ha assicurato a Kubica, Andrade e Deletraz il titolo piloti LMP2 dopo aver capitalizzato un lungo pit-stop in ritardo per la sorella No.31 Team WRT di Robin Frijns, Sean Gelael e Ferdinand Habsburg. Il Champions Team WRT conclude l’anno con un totale di 173 punti, 59 punti di vantaggio sull’Inter Europol Competition.

La squadra Iron Dames composta da Michelle Gatting, Sarah Bovy e Rahel Frey ha ottenuto una emozionante vittoria nell’ultima gara della LMGTE Am, che l’anno prossimo sarà sostituita dalla GT3. La Gatting ha portato ha piazzato la Porsche 911 RSR-19 numero 85 appena davanti all’Aston Martin D’Station dopo aver resistito alla pressione di fine gara. Gatting e le sue compagne di squadra Sarah Bovy e Rahel Frey hanno fatto la storia diventando il primo equipaggio tutto femminile a vincere una gara del FIA World Endurance Championship. Il successo di ieri ha assicurato loro anche il secondo posto nella classifica finale LMGTE Am dietro ai campioni del Corvette Racing.

La Volvo VESC concept car

L’articolo sulla Volvo VESC concept car del 1972 (https://pitlaneitalia.com/2023/11/03/la-volvo-vesc-del-1972/), pubblicato su PLIT qualche giorno fa, ha suscitato molto interesse, con un alto numero di visite. Il nostro lettore Pascal Husset ci segnala che Griffin Models, un dinamico marchio che si è dedicato principalmente alla Saab senza però ignorare altri soggetti come Volvo o Toyota, ha prodotto un modello in resina 1:43 della VESC, in due configurazioni. Uscita nell’aprile del 2015, questa riproduzione fu la prima Volvo della gamma Griffin. Ne vennero realizzati solo 60 esemplari, 24 montati e 36 in kit.

Ne approfittiamo per invitarvi a dare un’occhiata all’intera produzione Griffin, che ha al suo attivo una vasta gamma di accessori e che può eseguire montaggi personalizzati: https://griffinmodels.com/

Le aste Osenat in occasione di Epoqu’Auto

Per il secondo anno consecutivo, nel corso della 44ma edizione di Epoqu’Auto a Lione, Osenat Automobile organizzerà due aste. La vendita di automobili d’epoca avrà luogo domenica 12 novembre a partire dalle ore 14. Sabato 11 novembre, sempre dalle 14, si terrà l’asta dedicata alle moto, la cui prima edizione è stata un vero successo. Le vetture saranno esposte nello spazio Osenat per tutta la durata della fiera. Il modello di punta è una Metro 6R4 Gruppo B del 1986, stimata tra i 200 ed i 250.000€. Altra rarità, una Mercedes Benz 300 S coupé del 1953 consegnata nuova al re Hussein di Giordania.

Interessante una selezione di Rolls Royce: la stima più alta (130-180.000 €) è per una Silver Cloud II in versione decappottabile del 1959, appartenuta Yves Saint Laurent.

Ai lotti si aggiunge la collezione di Jacky Rollet, originario di Saint Jean de Maurienne, che aveva accumulato una quantità di veicoli di prestigio, tra cui 30 automobili, 30 moto, 10 carrozze e alcuni mezzi commerciali, tra cui una Citroën Car. La selezione presentata comprende diversi tesori prebellici.

Cataloghi dettagliati delle due aste:

https://www.osenat.com/catalogue/142162-epoquauto-la-vente-officielle?fbclid=IwAR1ckmG3QP5TPYaqK9mqbUfzG2TbsXyYoxD-U4ZfX24T11yImuzjQPyBDlY

https://www.osenat.com/catalogue/143320-epoquauto-la-vente-officielle?fbclid=IwAR1txcanemCh5BtBqlX_DZMZ00FtDBSElbQF8_2y0y5v6CTOBl5XZdww_0I

Parigi, La galerie du jouet ancien

A Parigi per motivi di lavoro, gli indirizzi per una rapida visita che mi si prospettavano in funzione della posizione dell’albergo erano tutti abbastanza allettanti. Ho scelto – dopo l’immancabile salto alla libreria Les belles lettres in boulevard Raspail (siamo nel sesto arrondissement), dove puntualmente ritrovo le mie origini filologiche – La galerie du jouet ancien, in rue des Grands Augustins. Gestita da Michel Nikolay, è un posto dove si potrebbero tranquillamente trascorrere delle giornate intere. Da qualche tempo è del tutto accessibile al pubblico la stanza accanto a quella dell’entrata, strapiena di modelli di ogni genere.

La Galerie è per tradizione un posto consacrato alle miniature classiche, tipo Dinky e Solido ma di tanto in tanto si trovano vere e proprie perle, a volte inattese: Nikolay ha trattato la collezione di Monsieur Théveneau, venuto a mancare circa un anno e mezzo fa, che in vari decenni aveva raccolto dei modelli speciali di notevole qualità: X-AMR, BAM-X, MRF, Record, MRE, Rétro Bolide e così via. La sua conoscenza diretta dei vari produttori l’avevano portato ad acquisire pezzi unici, a volte famosissimi, come gli AMR che venivano montati per poi essere fotografati sulle riviste specializzate, tipo Minis o AutoHebdo. Non si trattava di factory built “ufficiali” ma di modelli comunque fatti direttamente da AMR con scatole standard ma riconoscibili per alcuni dettagli (un giorno torneremo con maggior precisione sull’argomento). La collezione è eccezionale perché raccoglie modelli montati con quella che poteva essere considerata la cura massima all’epoca.

Michel Nikolay, genius loci della Galerie du Jouet Ancien di Saint-Germain-des-Près a Parigi

Peccato che la maggior parte di essi sia parzialmente rovinata, con scrostature, pezzi mancanti e così via. Si vede comunque ancora la magnificenza dei montaggi, semplici certo ma precisi come più non si potrebbe, che rendono al meglio lo spirito di un kit X-AMR. Vi sono poi diversi factory built MRF, tra cui la famosa Porsche 935 Gr.5 JMS di Le Mans 1977, che alla sua uscita era considerata un capolavoro assoluto (e lo è ancora, a distanza di quanto? 45 anni?). Presenti anche altri classici della produzione MRF, come la Mercedes 300 SLR di Le Mans 1955.

Quanto al nucleo centrale della Galerie, ossia il modello obsoleto stricto sensu, mai come in questo periodo il negozio è stato così fornito (lo visitai l’ultima volta nel febbraio del 2021 e l’aria che tirava era di tutt’altro tipo). Non solo le marche più in voga ma altre che si stanno affermando sempre più negli interessi di nuovi collezionisti, come Diapet, Tomica, ma anche i camion Lion e Tekno. “I Dinky inglesi – commenta Nikolay – tirano sempre, mentre quelli francesi stanno vivendo un momento di bassa domanda, anche per alcuni soggetti che non paiono più interessare le ultime generazioni di appassionati. Il modello antico va ancora, certamente, ma i gusti cambiano. Di recente i Norev in plastica, ad esempio, stanno raggiungendo quotazioni mai viste prima e anche altre marche come JRD hanno sempre più richiesta”. Per quanto qualcuno (probabilmente non in perfetta buona fede) vada dicendo da anni, il collezionismo di modelli d’epoca ha ancora delle prospettive concrete.

Oltre quella porta di legno di rue des Grands Augustins – una stretta strada nel cuore di Parigi dove trovi oggetti rari, insoliti e invariabilmente affascinanti, ci sono mondi da scoprire e centinaia di storie da raccontare.