Fleming e Sartingen campioni alle Finali Mondiali Ferrari al Mugello

La prima Superpole della storia del Ferrari Challenge Trofeo Pirelli ha avuto per protagonisti i sei più veloci piloti di ogni classe nella sessione di qualifica del mattino, determinando le griglie di partenza delle Finali Mondiali Ferrari, le gare che domani, sul circuito del Mugello, decreteranno i campioni iridati 2023. Thomas Fleming (HR Owen – FF Corse) è risultato il più veloce tra i piloti del Trofeo Pirelli, a cui si sono aggiunti anche quelli del Trofeo Pirelli Am, che vedrà partire dal primo posto Brian Cook (Ferrari of Seattle). Miglior prestazione nella Coppa Shell per Ernst Kirchmayr (Gohm – Baron Motorsport) e per Martinus Richter (MERTEL Motorsport) nella Coppa Shell Am.

Il tradizionale ed atteso Ferrari Show ha visto la passerella, tra l’entusiasmo del pubblico, oltre che di alcune monoposto di Formula 1 del recente passato, delle 499P protagoniste della stagione del FIA World Endurance Championship, con l’esposizione del Trofeo conquistato nell’edizione del Centenario della 24 Ore di Le Mans, e della 296 GT3 vincitrice della 24 Ore del Nürburgring. Il circuito di Scarperia ha tenuto a battesimo le due nuove vetture della Casa di Maranello, presentate ufficialmente durante la serata di gala di sabato: la 499P Modificata, la sport prototipo in serie limitata per l’uso non competitivo e la 296 Challenge, che debutterà in gara dalla stagione 2024 del monomarca del Cavallino Rampante.

Finale Mondiale Trofeo Pirelli. È Thomas Fleming a conquistare il titolo di campione delle Finali Mondiali 2023 del Trofeo Pirelli, dopo una prova condotta sempre in testa dalla pole position e conclusa anche con il miglior tempo sul giro in 1’51”136. In una gara che ha visto l’esposizione della bandiera rossa e l’ingresso della Safety Car per il ripristino della pista dopo alcuni contatti senza conseguenze per i piloti, il giovane britannico è riuscito a precedere il campione europeo della serie, Eliseo Donno (Radicci Automobili), mentre terzo si classifica l’ex pilota di Formula 1, Adrian Sutil (Gohm – Baron Motorsport).

Nel Trofeo Pirelli Am, Franz Engstler completa una straordinaria doppietta, conquistando il titolo iridato dopo il campionato europeo e replicando, così, il bis fatto registrare lo scorso anno nella Coppa Shell. Il secondo posto è del canadese Marc Muzzo (Ferrari of Ontario), protagonista della serie nordamericana, mentre terzo si classifica Nobuhiro Imada (Rosso Scuderia), del campionato giapponese.

Finale Mondiale Coppa Shell. Il vincitore della serie europea della Coppa Shell 2023, Axel Sartingen, conquista anche il titolo mondiale, dopo una gara avvincente, conclusa in regime di Safety Car, entrata per il rispristino della pista dopo l’uscita senza conseguenze di Christian Kinch (Gohm – Herter Racing), e la penalizzazione di 5 secondi per superamento dei limiti della pista del poleman Ernst Kirchmayr (Gohm – Baron Motorsport), passato per primo sotto il traguardo con il giro più veloce in gara in 1’54”206, e retrocesso al sesto posto. Ad accompagnare Sartingen sul podio sono l’americano David Voronin (Foreign Cars Italia), secondo, e Fons Scheltema (Kessel Racing), terzo.

Il campione del mondo della Coppa Shell Am è Martinus Richter che, partito dalla pole position, ha mantenuto la testa fino alla bandiera a scacchi, facendo registrare anche il miglior crono sul giro. Serrata la sfida alle sue spalle, in una prova caratterizzata dall’ingresso due volte della Safety Car, che ha compattato il gruppo fino all’ultimo giro. Ad avere la meglio, in una corsa che ha contato alla fine 116 sorpassi, è stato Stefano Marazzi (Rossocorsa), secondo, davanti a Paolo Scudieri (Sa.Mo.Car).


Ferrari Show. Al termine delle gare, il pubblico del Mugello ha assistito al Ferrari Show che, come tradizione, ha chiuso le Finali Mondali. Ad aprire lo spettacolo sono state le 296 GTB del Corso Pilota, che hanno poi lasciato spazio alle ultime due nate della Casa di Maranello: la 499P Modificata, guidata da Olivier Beretta, e la 296 Challenge, con al volante Andrea Bertolini. Ad accompagnarle in pista tre monoposto Formula 1: una F60 e due esemplari della SF70-H e SF70-H, condotte rispettivamente da Giancarlo Fisichella, Antonio Fuoco e Antonio Giovinazzi. Ai piloti Alessio Rovera, Davide Rigon e Lilou Wadoux, invece, il compito di completare alcuni giri sul tracciato toscano con la 296 GT3 e la 488 GTE.

Il circuito del Mugello è stato inoltre una passerella per le due 499P protagoniste del FIA World Endurance Championship, con tanto di cambio pilota e simulazione rifornimento ai box tra James Calado e Alessandro Pier Guidi sulla numero 51 e tra Nicklas Nielsen e Miguel Molina sulla numero 50.

Lo schieramento finale delle vetture sul rettilineo principale, alle spalle del Trofeo del Centenario della 24 Ore di Le Mans, è stato omaggiato con il sorvolo di un elicottero dei Carabinieri paracadutisti Tuscania, con la calata dei militari in uniforme e il dispiegamento della bandiera Tricolore, per poi lasciare spazio al soprano Maria Claudia Donato, che ha emozionato il pubblico cantando l’Inno Nazionale.

Premiazioni. Sabato si è svolta anche la serata di gala in una cornice impreziosita dall’esposizione di alcune auto iconiche, stradali e da corsa, della Casa di Maranello. Nel corso dell’evento sono state presentate al pubblico la 296 Challenge, il nono modello nella storia del Ferrari Challenge Trofeo Pirelli, che debutterà in gara dalla stagione 2024 a partire dalle serie Europe e North America, oltre alla 499P Modificata, vettura da pista in serie strettamente limitata, riservata ai gentlemen drivers per un uso non competitivo e derivata dalla Hypercar che ha trionfato alla 24 Ore di Le Mans nel FIA World Endurance Championship. In omaggio a questo storico trionfo è stata esposto sul palco anche il trofeo attribuito al Costruttore vincitore sul Circuit de la Sarthe lo scorso giugno, alla presenza di Benedetto Vigna, Ferrari Chief Executive Officer, Enrico Galliera, Ferrari Chief Marketing and Commercial Officer, Antonello Coletta, Ferrari Global Head Endurance e Corse Clienti, Ferdinando Cannizzo, Ferrari Head of Endurance Race Cars, e Amato Ferrari, AF Corse Founder e dei piloti protagonisti della stagione iridata.

Premiati nella serata anche i vincitori della serie Europe, North America, Japan e UK del Ferrari Challenge Trofeo Pirelli, con l’annuncio della sede delle prossime Finali Mondiali 2024, che si svolgeranno dal 16 al 20 ottobre presso l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola.

Successo di pubblico e di partecipanti per la prima bolognese di Auto e Moto d’Epoca

Grande successo per la prima bolognese di Auto e Moto d’Epoca. I numeri parlano chiaro: 13 padiglioni per 235.000 mq, 14 case motoristiche, oltre 7000 auto e moto d’epoca, pienone di visitatori nei 4 giorni di apertura, moltissimi i giovani, raddoppiato il pubblico della giornata inaugurale dedicata a collezionisti ed esperti del settore con una presenza del 35% di stranieri.

Dopo 39 anni a Padova, il risultato del trasferimento nella nuova sede di BolognaFiere è stato sorprendente. Raddoppiati gli spazi, che hanno permesso di portare a Bologna i più importanti espositori di auto d’epoca, youngtimer e instant-classic a livello mondiale, con una qualità altissima delle auto e moto esposte. Tanti gli appassionati non solo dall’Europa ma anche dagli Stati Uniti che hanno ammirato un’offerta di mercato davvero molto vasta. Grande successo di pubblico anche per il salone dedicato alle due ruote, 15.000 mq che hanno ospitato moto storiche, da corsa, da collezione.

Dopo i primi due giorni dedicati ad appassionati e collezionisti, non si è tirato indietro il pubblico del weekend che ha affollato i padiglioni della fiera, in un viaggio nel tempo partito tra i capolavori della storia dell’auto dei principali musei europei per passare attraverso le auto e moto iconiche del passato e i modelli unici delle case produttrici. E ancora curiosità e chicche: la prima auto costruita da Enzo Ferrari, la Ferrari di Clint Eastwood e la Ducati con cui Lucio Dalla tornava a casa dopo i concerti.

“Il passaggio a Bologna è stato coronato da un sorprendente successo di espositori e pubblico – dichiara Mario Carlo Baccaglini, organizzatore di Auto e Moto d’Epoca – e dalla conferma che la cultura e il mercato delle auto e moto storiche coinvolgono una vasta comunità di appassionati, italiani e stranieri. Grazie ad un lavoro immenso e coordinato, è stato possibile portare ad Auto e Moto d’Epoca esemplari di qualità, unici nel loro genere, capaci di soddisfare i gusti e la passione di professionisti e giovani collezionisti. Grande soddisfazione anche per le due ruote, a cui per il primo anno abbiamo dedicato un intero padiglione, con modelli strepitosi e chicche esclusive. L’importante presenza delle nuove generazioni e degli stranieri ci porta a riconoscere Auto e Moto d’Epoca quale crocevia tra l’Europa e la Motor Valley, e ci posiziona come la fiera più significativa del panorama europeo”.

Appuntamento alla 41º Edizione di Auto e Moto d’Epoca, dal 24 al 27 ottobre 2024 a BolognaFiere.

Le Finali Mondiali Ferrari 2024 si svolgeranno a Imola

La prossima edizione delle Finali Mondiali Ferrari si svolgerà nell’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola dal 16 al 20 ottobre 2024. Si tratta di un ritorno, a due anni di distanza, dall’ultima apparizione: il circuito emiliano-romagnolo, infatti, era stato teatro delle Finali Mondiali nel 2022.

La prima volta, invece, sul tracciato che porta il nome del fondatore e del figlio della Casa di Maranello risale al 1998, quando la protagonista in pista era la F355 Challenge.

Il prossimo anno invece vedremo in azione la nuova Ferrari 296 Challenge, svelata al Mugello in questi giorni, durante le attuali Finali Mondiali 2023. Nello stesso weekend in Toscana sono stati premiati i campioni del Ferrari Challenge Trofeo Pirelli 2023 e sono state celebrate la Ferrari 499P, vincitrice dell’ultima edizione della 24 Ore di Le Mans nel FIA World Endurance Championship e la Ferrari 296 GT3, prima al traguardo nella 24 Ore del Nürburgring.

Presentata oggi la Ferrari 296 Challenge

È stata presentata la Ferrari 296 Challenge, la vettura che a partire dalla stagione 2024 diventerà il nono modello utilizzato dalla Casa di Maranello nel Ferrari Challenge Trofeo Pirelli, campionato monomarca giunto alla sua trentaduesima edizione.

La vettura rappresenta un sensibile passo in avanti per la serie del Cavallino Rampante: l’aumento progressivo della qualità e della competizione all’interno dello schieramento dei concorrenti ha fatto sì che il team di sviluppo della 296 Challenge potesse spingersi ad apportare modifiche ancor più profonde al modello di derivazione rispetto al passato, attingendo a piene mani all’impareggiabile esperienza dell’Azienda nel mondo degli sport motoristici.

La 296 Challenge, pur confermandosi nel solco della tradizione delle vetture sviluppate per i gentlemen drivers, compie così un ulteriore balzo in direzione della sua controparte, la 296 GT3, rispetto a quanto avvenuto per i precedenti modelli che hanno partecipato alla serie monomarca della Casa di i Maranello, indirizzandosi anche a quei piloti che aspirano ad un futuro nelle competizioni GT.

La filosofia che ha portato alla 296 Challenge rappresenta una vera e propria evoluzione del concetto di vettura destinata a competere nel Ferrari Challenge: un ulteriore passo in avanti rispetto a un’auto derivata dalla produzione – con modifiche contenute rispetto al modello stradale – a vettura sottoposta a una serie di profondi interventi al fine di ottimizzarne l’utilizzo in pista. Questo cambio di paradigma ha permesso al gruppo di lavoro di realizzare un prodotto per certi versi estremo, in grado di stabilire nuovi standard in termini di prestazione assoluta nonché di costanza e ripetibilità della prestazione stessa durante tutto l’arco di una sessione di prova o di una gara.

Per la prima volta nella storia del campionato monomarca la nuova Ferrari 296 Challenge adotta un propulsore V6, mentre in precedenza tutti i modelli che erano stati protagonisti della serie erano mossi da un motore V8. Il principale cambiamento rispetto alla 296 GTB, ma in linea con la 296 GT3, riguarda il propulsore che è stato de-ibridizzato per ridurre il peso ed è stato spinto al limite dei 700 Cv, raggiungendo una potenza specifica record per il segmento (234 Cv/l). Sul fronte aerodinamico, invece, la 296 Challenge adotta soluzioni derivate dalla 296 GT3 che hanno permesso di raggiungere valori di carico verticale estremi e senza precedenti. A questo risultato contribuiscono l’inedito l’S-Duct che convoglia l’aria verso il radiatore centrale per uscire attraverso uno sfogo sul cofano, il layout dell’ala posteriore a “collo di cigno” (un altro elemento che richiama il lavoro già svolto per la 296 GT3), e una serie di dispositivi che massimizzano la stabilità del carico aerodinamico al variare delle condizioni di assetto.

È stato inoltre completamente riprogettato l’impianto frenante, adottando per la prima volta i dischi CCM-R PLUS, tecnologia derivata dalle applicazioni sportive più estreme; l’introduzione di questa innovazione, insieme all’evoluzione per l’utilizzo in pista dell’ABS EVO Track adottato sulla 296 GTB, ha permesso di raggiungere un livello di performance e ripetibilità della frenata inimmaginabile finora. A questo contribuiscono anche i nuovi pneumatici Pirelli che sono stati appositamente sviluppati per questo modello. La 296 Challenge è così in grado di migliorare di ben 2’’ il tempo sul giro registrato all’Autodromo internazionale del Mugello rispetto alla 488 Challenge Evo – presentata alle Finali Mondiali svoltesi sul medesimo circuito toscano nel 2019 e che aveva debuttato nella stagione 2020 – e di mantenere costante la prestazione durante tutta la gara.

MOTOPROPULSORE
In fase d’impostazione del progetto è stato deciso di de-ibridizzare il gruppo motopropulsore come sulla 296 GT3, eliminando motore elettrico e batteria ad alto voltaggio e lavorando sul V6 biturbo per incrementarne la potenza fino a raggiungere i 700 Cv. Tale approccio ha consentito di limitare il peso della vettura e ridurre la complessità dell’insieme, fattori fondamentali per le applicazioni in pista.

La nuova architettura ha comportato lo sviluppo di una linea di scarico specifica più lineare e posizionata nella parte alta del vano motore. La sua forma riduce la contropressione del 30% e contribuisce in modo significativo all’aumento della potenza. Il GPF – Gasoline Particulate Filter usato sulla vettura stradale è stato rimosso, mentre rimane il catalizzatore ad alta permeabilità utilizzato normalmente in ambito racing.

Rispetto al motore della vettura stradale, quello della 296 Challenge prevede una serie di modifiche per sfruttare la minore contropressione. La velocità massima dei turbocompressori è stata aumentata del 10% a 180.000 giri/min, incrementando la pressione di sovralimentazione dello stesso valore, e l’avvio della scintilla è stato anticipato, fornendo un leggero aumento della pressione nella camera di combustione. Il risultato è un aumento di potenza di 37 cv rispetto alle 296 GTB e GTS stradali, con la stessa coppia massima erogata, leggermente più bassa nella gamma dei giri.

L’aumento della potenza del V6 ha richiesto una protezione termica aggiuntiva nel vano motore con un isolamento specifico per il turbo. La de-ibridizzazione del motopropulsore ha inoltre comportato l’introduzione di un compressore aria condizionata e di uno start generator da 12 V trascinati dall’albero motore per mezzo di un comando a cinghia dedicato, che svolge così la duplice funzione di avviatore per il motore termico e di alimentatore-mantenitore dell’impianto elettrico a 12 V.

Grazie alla sua potenza specifica di ben 234 Cv/l, il motore termico della 296 Challenge stabilisce il nuovo record per una vettura Ferrari di derivazione stradale, e dimostra quanto sia centrale per l’Azienda il trasferimento di tecnologia – dalla strada alle corse, e dalle corse alla strada – per sviluppare costantemente i propri prodotti.

DINAMICA VEICOLO
L’impianto frenante della Ferrari 296 Challenge rappresenta un nuovo riferimento in termini prestazionali grazie, per la prima volta a livello mondiale, all’adozione della tecnologia CCM-R PLUS per i dischi freno con diametro di 408 mm all’anteriore e 390 mm al posteriore). Tale soluzione deriva direttamente dall’esperienza nelle applicazioni sportive più estreme, come la Formula 1, e si pone in una posizione di assoluta preminenza rispetto agli altri freni carboceramici presenti nel mondo delle competizioni.

La tecnologia produttiva utilizza carbonio a fibra lunga orientato secondo le tre dimensioni che consente di ottenere un sensibile incremento di resistenza (+100%) e conducibilità termica (tre volte superiore) rispetto alla tradizionale soluzione CCM. Le superfici frenanti sono rivestite con uno speciale strato ceramico in carburo di silicio (SiC), che determina un aumento della resistenza all’usura e una eccellente stabilità del coefficiente di attrito nelle condizioni di utilizzo più estreme.

Il raffreddamento del disco è garantito da un complesso layout di canali di ventilazione, la cui geometria è stata ottimizzata grazie all’utilizzo delle più innovative tecniche di calcolo CFD. La vita utile del disco CCM-R PLUS arriva a circa tre volte quella del CCM, senza perdita prestazionale nell’intero arco d’impiego dello stesso.

Il sistema di controllo ABS EVO Track brake-by-wire, introdotto sulla 296 GTB, è stato specificamente evoluto sulla 296 Challenge nell’ottica dell’utilizzo specifico su pista. Il sistema sfrutta le informazioni provenienti dal sensore 6w-CDS (Chassis Dynamic Sensor a sei vie), che permette di ottenere un valore molto preciso della velocità, di determinare il target di slittamento di ciascuna delle ruote e di ottimizzare la distribuzione di frenata. Questo permette di sfruttare al meglio la forza longitudinale degli pneumatici, sia in condizioni di frenata in rettilineo sia in curva (con un miglioramento medio del 6% solo considerando il posteriore), quando l’asse posteriore è soggetto a un naturale compromesso tra prestazione di frenata longitudinale e stabilità laterale.

La maggior accuratezza delle stime consente inoltre di massimizzare la ripetibilità della manovra riducendo le dispersioni dovute a tolleranze dei componenti o naturali variabilità di condizioni dovute, ad esempio, alla temperatura dell’asfalto. Il lavoro congiunto di questa versione di ABS EVO Track e dell’innovativo impianto frenante con dischi CCM-R PLUS permette alla 296 Challenge di raggiungere prestazioni finora impensabili sia in termini di decelerazione media che di ripetibilità delle prestazioni, esaltandone così il comportamento in pista.

La 296 Challenge è equipaggiata con nuovi pneumatici Pirelli, per i quali la fase di progettazione ha comportato l’uso di tecnologie di simulazione avanzate e quasi un anno di sviluppo, inclusi una serie di diversi cicli di verifica su circuiti internazionali. L’utilizzo di una ruota anteriore più larga con un canale da 11″ ha permesso a Pirelli di sviluppare un pneumatico pensato per una migliore aderenza in curva, una minore usura e a una maggiore consistenza nel corso di una gara.
 
AERODINAMICA
Lo sviluppo aerodinamico della 296 Challenge ha avuto come target l’implementazione del know-how acquisito sulle vetture da pista a ruote coperte quali la 296 GT3, raggiungendo valori di carico verticale senza precedenti per la categoria monomarca Ferrari.

L’obiettivo primario – vale a dire l’ottenimento di una configurazione in cui il carico verticale fosse facilmente sfruttabile in circuito – è stato raggiunto limitando al minimo le variazioni di carico verticale e bilanciamento sia in condizioni di rettilineo che di percorrenza curva. Questa peculiarità consente di mantenere un elevato grado di maneggevolezza e predicibilità delle risposte alle alte velocità, garantendo al tempo stesso prestazioni estreme ma anche divertimento di guida.

Il layout dell’impianto di raffreddamento è stato messo a punto sulla base della scelta architetturale di de-ibridizzare la vettura. La soluzione adottata per posizionamento e disposizione delle masse radianti è condivisa con la 296 GT3: il radiatore acqua per il circuito di alta temperatura è collocato all’anteriore, mentre davanti a esso è posizionato il condenser per il circuito HVAC. Al posteriore vengono mantenuti i due intercooler e i filtri aria motore della controparte stradale.

All’anteriore, il radiatore di alta temperatura è servito da una presa d’aria posizionata nella regione centrale del paraurti: ciò consente di ottenere la massima portata di raffreddamento possibile in condizioni dinamiche. L’aria calda in uscita viene portata verso l’alto e fatta sfogare sul cofano anteriore attraverso un convogliatore di uscita. Questa soluzione di derivazione GT3 aumenta la portata di raffreddamento e mantiene chiuso il fondo della vettura, regione fondamentale per la generazione di carico verticale a elevata efficienza.

Lo sfogo sul cofano è dotato di opportune alettature che ottimizzano la fuoriuscita di aria in sintonia con l’apertura di evacuazione del condotto S-Duct, posta immediatamente dietro lo sfogo del convogliatore di uscita del radiatore. Il paraurti posteriore è stato ripensato rispetto alla 296 GTB: le dimensioni dell’apertura sono state incrementate notevolmente per garantire la corretta estrazione dei flussi caldi in condizioni statiche e dinamiche.

Un corposo lavoro è stato dedicato alla messa a punto della fluidodinamica dei condotti di ventilazione dell’impianto frenante. All’anteriore le prese di ventilazione sono state collocate sul paraurti, ai lati della bocca di alimentazione del radiatore acqua, mentre al posteriore le esigenze di raffreddamento hanno portato a una soluzione con ingressi separati. Una parte di aria viene infatti prelevata da una presa ricavata sul brancardo, mentre un’altra da un’apertura sulla carrozzeria posteriore, davanti allo spoiler.

La 296 Challenge è in grado di generare oltre 870 Kg di carico verticale alla velocità di 250 km/h, con l’ala nella posizione di massima incidenza. L’incremento di carico verticale è quindi del 18% rispetto alla 488 Challenge Evo. Il progetto aerodinamico è stato focalizzato sulla ricerca della prestazione ma anche della guidabilità del pacchetto; per raggiungere questi due obiettivi è stata minimizzata la sensibilità di carico e bilanciamento aerodinamico alle altezze da terra, all’imbardata e al rollio.

Il carico sull’asse anteriore viene generato in gran parte da splitter e parte anteriore del fondo, mentre l’aerodinamica della zona posteriore è dominata dall’ala fissa a incidenza regolabile. Il fondo anteriore è stato concepito per il funzionamento in effetto suolo, puntando a mantenere un flusso stabile anche ad altezze da terra molto ridotte.

La zona centrale è dominata dall’S-Duct, condotto che collega il fondo con il sovrascocca per massimizzare l’efficacia del diffusore centrale e ridurre la sensibilità del bilanciamento aerodinamico al beccheggio della 296 Challenge. Oltre a determinare uno sfogo per l’aria che alimenta il diffusore centrale, infatti, il condotto crea un collegamento tra il fondo, ambiente che lavora in prossimità del suolo, e il sovrascocca, zona dove la pressione risulta molto più costante al variare delle condizioni operative.

Il fondo vettura nella zona centrale è sollevato: l’allontanamento dal terreno permette il corretto funzionamento del diffusore centrale durante le manovre che portano l’anteriore a bassa altezza da terra, ad esempio in condizioni di frenata a fine rettilineo, determinando una coerenza molto maggiore del carico esibito in pista.

Ai lati dell’ingresso dell’S-Duct sono presenti due rampe di diffusione che creano espansione verticale. Alle estremità dello splitter sono state concepite due ali laterali che introducono per la prima volta su una vettura da competizione a ruote coperte il concetto doppio-elemento di ispirazione F1 che determina una minore sensitività del carico alle variazioni di assetto.

Dietro l’S-Duct tre coppie di sciabole introducono vorticità sul fondo e generano espansione laterale, forzando aspirazione locale e di conseguenza carico ad elevata efficienza. La zona laterale dello splitter è stata pensata per l’attivazione del fondo e la gestione dei flussi a valle. In particolare, le paratie laterali liberano vorticità concentrata per garantire una corretta gestione della scia ruota anteriore.

La generazione di carico sull’asse posteriore è deputata in gran parte all’ala fissa dotata di incidenza regolabile in sette posizioni. Ciò consente di settare il livello di downforce e bilanciamento in base alle esigenze specifiche del circuito sul quale la vettura è chiamata a cimentarsi. Sulla 296 Challenge vengono introdotti due piloni alari che sostengono l’ala sul lato superiore del profilo. Tale soluzione minimizza l’interferenza aerodinamica sulla zona inferiore del profilo, che genera gran parte del carico ed è più sensibile ai disturbi.

Le bandelle laterali sono dotate di appendici che generano carico e migliorano il funzionamento della parte del profilo in corrispondenza del bordo inferiore. L’ala lavora in sintonia con il diffusore posteriore e con il fondo, che nella zona posteriore è dotato di due coppie di generatori di vortici.

Il paraurti posteriore è stato rivisto rispetto alla 296 GTB: il profilo esterno, dall’andamento verticale, è stato ottimizzato per ridurre la resistenza all’avanzamento della vettura. Sui lati sono state ricavate due aperture che consentono di evacuare l’aria dai passaruota posteriori e indirizzarla verso la zona di scia. Tale soluzione consente di ottimizzare il funzionamento del fondo posteriore e di ridurre la resistenza della vettura, aumentandone così l’efficienza aerodinamica complessiva.

INTERNI E SICUREZZA
Gli interni della 296 Challenge sfruttano l’esperienza maturata sia nel campionato monomarca sia nelle gare riservate alle vetture GT. L’apprezzato design del volante della Ferrari 488 Challenge Evo è stato riproposto introducendo migliorie e interventi ad hoc. Tra le principali differenze sulla nuova vettura spicca il posizionamento delle barre a Led dei giri motore, rimossa dal volante e collocata al di sopra dello stesso, nel quadro strumenti digitale, per garantire una migliore leggibilità. Il cockpit, inoltre, è stato aggiornato con una nuova disposizione dei comandi sulla plancetta, ideata affinché le funzioni più utilizzate siano sempre a portata di mano.

A vantaggio del comfort, le bocchette dell’aria condizionata, di forma circolare, assicurano un flusso ottimale, orientabile in ogni direzione, mentre il sedile, derivato da quello adottato sulla 296 GT3, è stato sviluppato per garantire una migliore ergonomia in particolare nella zona della testa, delle spalle e dei gomiti. Mentre nel rispetto degli standard previsti dalle competizioni FIA internazionali la struttura di sicurezza è stata studiata nel dettaglio, facendo ricorso alle tecnologie di calcolo più sofisticate.
 
EQUIPAGGIAMENTI OPZIONALI

SEDILE PASSEGGERO
È possibile prevedere l’installazione del sedile passeggero nel caso in cui si voglia avere la possibilità di avvalersi del supporto in pista di un istruttore o per far vivere a un ospite l’emozione di un giro di pista a bordo della 296 Challenge. Il sedile passeggero può essere facilmente rimosso per riportare la vettura in condizione di gara.

ANTENNA LTE
L’antenna LTE abilita la funzionalità Marshalling (invio di comunicazioni dalla direzione gara direttamente su quadro strumenti) e sarà obbligatoria per le vetture che partecipano al campionato Ferrari Challenge. Ulteriori funzionalità potranno essere abilitate in una fase successiva.

SILENZIATORI DI SCARICO
Per le piste soggette a limitazioni di rumore è stato sviluppato un silenziatore specifico, che può essere montato facilmente sulla linea di scarico base, semplicemente rimuovendo i due codini finali.

FERRARI CHALLENGE
La 296 Challenge farà la propria apparizione a partire dalla stagione 2024 quando la vettura sarà protagonista del Ferrari Challenge Trofeo Pirelli nelle serie internazionali Europe e North America; a partire dall’annata sportiva successiva, invece, è atteso il debutto anche nelle serie nazionali UK e Japan. La 296 Challenge rappresenta, come anticipato, il nono modello nella storia del monomarca del Cavallino Rampante la cui prima edizione venne organizzata nel 1993. Nella linea del tempo della serie – che rappresenta il campionato monomarca più longevo tra quelli esistenti nel panorama internazionale – si sono succeduti i modelli 348 Challenge (1993-95), F355 Challenge (1995-2001), 360 Challenge (2000-2006), F430 Challenge (2006-2011), 458 Challenge (2011-2013), 458 Challenge Evo (2014-17), 488 Challenge (2017-2019) e 488 Challenge Evo (2020-).
FERRARI 296 CHALLENGE – SCHEDA TECNICA
MOTORE TipoV6 – 120° – turbo – carter secco
Cilindrata totale 2992 cm3
Alesaggio e corsa 88 mm x 82 mm
Potenza massima700 cv @ 7500 giri/min.
Coppia massima740 Nm @ 6000 giri/min.
Potenza specifica234 cv/l
Regime massimo8500 giri/min.
Rapporto di compressione9,4:1
DIMENSIONI E PESI
Lunghezza 4602 (4851*) mm
Larghezza 1958 mm
Altezza 1159 (1231*) mm
Passo 2600 mm
Carreggiata anteriore 1715 mm
Carreggiata posteriore 1647 mm
Peso a secco 1330 kg
Capacità serbatoio 140 l
PNEUMATICI E CERCHI
Anteriore280/680 ZR19 J11
Posteriore300/720 ZR19 J12
FRENI
Disco anteriore 408 x 233 x 38 mm
Disco posteriore 390 x 265 x 32 mm
TRASMISSIONE E CAMBIO
Cambio F1 a doppia frizione 7 rapporti
CONTROLLI ELETTRONICI
TC/e-Diff, EPS, ABS EVO/EBD
* incluso sbalzo ala posteriore

Ferrari 499P Modificata, svelata la sport prototipo in serie limitata

Per celebrare lo storico ritorno nella top class delle corse endurance a partire dalla stagione 2023, durante le Finali Mondiali Ferrari all’Autodromo Internazionale del Mugello Ferrari ha presentato la 499P Modificata, una vettura in serie strettamente limitata per l’uso non competitivo in pista. La 499P Modificata è una versione con modifiche sostanziali della 499P, che ha trionfato alla 24 Ore di Le Mans del Centenario, lo scorso mese di giugno, che ha l’obiettivo di stabilire un nuovo punto di riferimento per le emozioni di guida in pista.
 
Ideata per un pubblico di clienti selezionato, la 499P Modificata rappresenta un nuovo tipo di progetto per Ferrari: un prodotto sviluppato da una vettura da competizione, e non da un modello di produzione, che non è soggetto ai limiti imposti da un regolamento tecnico. Sebbene la 499P Modificata sia basata sulla 499P, il fatto di non dover rispettare i parametri sportivi e tecnici del FIA WEC ha permesso al team di ingegneri Ferrari di introdurre una serie di modifiche significative che aumentano le emozioni di guida e rendono le prestazioni della vettura più accessibili.
 
Le principali modifiche tecniche che differenziano la 499P Modificata dalla 499P riguardano l’assale elettrico e le quattro ruote motrici che si possono attivare sin dalle basse velocità; la funzionalità “Push to Pass” che consente ai piloti di ottenere 120 kW di potenza aggiuntiva; gli pneumatici specifici sviluppati da Pirelli; la ricalibrazione completa dell’assetto della vettura, nonché dei suoi controllori elettronici e delle mappature del motore.
 
L’abitacolo rimane invece monoposto, e il telaio conserva la stessa ritualità di ingresso e uscita della 499P, permettendo ai clienti d’immedesimarsi negli equipaggi della #50 e della #51 che alla 24 Ore di Le Mans hanno firmato il successo, la Hyperpole e il giro veloce in gara.
 
L’evidente derivazione dalla 499P rende la 499P Modificata la vettura a ruote coperte più prestazionale mai offerta dalla Casa di Maranello per l’utilizzo non competitivo in pista, nell’ambito del nuovo programma Sport Prototipi Clienti che, dal 2024, si affiancherà all’esistente F1 Clienti. Il programma consentirà ai possessori di 499P Modificata di partecipare a una serie di eventi organizzati in circuiti internazionali, ogni anno, contando sull’assistenza in pista e la manutenzione Ferrari.
 
MOTOPROPULSORE
 
Il powertrain ibrido della 499P Modificata combina un motore termico dislocato in posizione centrale-posteriore e un motore elettrico sull’asse anteriore. Il sistema può erogare a terra una potenza massima di 640 kW (870 cv), in quanto non è limitato dai regolamenti FIA-ACO. L’unità a combustione interna (ICE) condivide l’architettura del propulsore montato sulla 296 GT3, ma è stata sottoposta a una completa rivisitazione da parte degli ingegneri Ferrari finalizzata allo sviluppo di soluzioni dedicate e all’alleggerimento complessivo.
 
Una caratteristica specifica è il fatto che il sei cilindri a ‘V’ della 499P Modificata sia di tipo portante e quindi svolga una preziosa funzione strutturale, rispetto alle versioni che equipaggiano le granturismo da competizione, dove il motore è montato sul telaietto della vettura.
 
La seconda anima del motopropulsore è rappresentata dall’ERS – Energy Recovery System – che ha una potenza massima di 200 kW (272 cv), un motore elettrico dotato di differenziale la cui batteria si ricarica nelle fasi di decelerazione e frenata. Il pacco batterie con tensione nominale di 800V beneficia dell’esperienza maturata in Formula 1. Il motopropulsore è accoppiato a un cambio sequenziale a sette rapporti.
 
ARCHITETTURA
 
Realizzata a partire da un telaio monoscocca in fibra di carbonio, la 499P Modificata si caratterizza per soluzioni all’avanguardia come le sospensioni a triangoli sovrapposti di tipo push-rod e il sofisticato impianto frenante che integra un sistema brake-by-wire che consente all’assale elettrico anteriore di recuperare energia in frenata.
 
Anche il setup meccanico (molle e ammortizzatori laterali e centrali, barre antirollio) è stato appositamente studiato per massimizzare il divertimento di guida e garantire un comportamento della vettura prevedibile in ogni condizione. Con la stessa filosofia sono state messe a punto le mappe motore e quelle di guidabilità; sono state sviluppate, inoltre, specifiche logiche di controllo trazione per facilitare la gestione della coppia motrice al limite di aderenza ed è stata infine introdotta una specifica logica di assistenza alla partenza.
 
Rispetto alla 499P, la 499P Modificata adotta pneumatici specifici sviluppati da Pirelli per esaltarne le doti e massimizzarne il divertimento di guida in ottica non competitiva, privilegiando la facilità di riscaldamento e l’aderenza costante rispetto alle prestazioni di picco.
 
DINAMICA VEICOLO
 
La rimozione dei vincoli regolamentari stabiliti nel FIA WEC ha consentito di inserire nuovi contenuti sulla 499P Modificata.
 
Un aspetto prioritario è la fruibilità dell’asse elettrico anteriore disponibile già a basse velocità (sulla 499P l’assale anteriore è limitato all’uso superati i 190 km/h), permettendo quindi al guidatore di beneficiare del controllo di trazione su quattro ruote. Tale soluzione offre benefici in termini di prestazioni e di guidabilità, permettendo di sfruttare il grip aggiuntivo offerto dalla trazione anteriore e di ottimizzare la distribuzione della coppia motrice tra gli assali. L’effetto è quello di una vettura ancor più pronta e precisa in uscita di curva, che agevola il lavoro del conducente nell’individuare le traiettorie migliori, e che innalza la confidenza nella guida di una vettura capace di prestazioni straordinarie.
 
Un’altra modifica possibile grazie all’assenza di vincoli regolamentari è stata quella legata all’introduzione del sistema “Push To Pass”, che permette al pilota di beneficiare di una potenza pari a 120 kW (163 cv), in aggiunta ai 520 kW (707 cv) normalmente disponibili, per un periodo limitato di tempo durante il giro. Tale sistema permette di raggiungere così la potenza massima di 640 kW (870 cv). La logica è concettualmente analoga a quella introdotta sulle Formula 1 nel 2009 tramite il sistema KERS.
 
Il sistema è attivabile dal pilota tramite un tasto posto sul retro del volante; il surplus di potenza viene rilasciato solo quando l’acceleratore è spinto al massimo e per una durata non superiore a 7 secondi per ogni attivazione. Il numero di attivazioni massime per giro dipende dalla tipologia del tracciato e dal bilancio energetico della batteria: il sistema si disattiva automaticamente al di sotto di una determinata soglia di carica per poi riattivarsi quando la batteria torna sufficientemente carica grazie al recupero di energia.
 
La 499P Modificata è equipaggiata con pneumatici specifici – nelle misure 310/710-18 all’anteriore e 340/710-18 al posteriore – sviluppati da Pirelli a partire da simulazioni virtuali. Basandosi sulle normative FIA, il disegno slick presenta una struttura dedicata e una mescola del battistrada che deriva dalla tecnologia impiegata in F1, con l’obiettivo di esaltare le doti di guida della vettura e massimizzarne il divertimento in ottica non competitiva, privilegiando la fruibilità della prestazione attraverso un’ottimizzazione della fase di warm up (più veloce) e un degrado limitato della prestazione massima durante l’utilizzo su più giri (long run). È stata introdotta, inoltre, una specifica “Rain” dedicata, con disegno del battistrada e mescole ottimizzati per massimizzare la sicurezza di guida in condizioni di semi-wet e full-wet.
 
STILE
 
Il design della 499P Modificata è stato definito in collaborazione con il Centro Stile Ferrari diretto da Flavio Manzoni, esalta la propria tecnica ed aerodinamica attraverso forme semplici e sinuose, espressione esplicita del DNA Ferrari.
 
La carrozzeria è plasmata a partire da una superficie piana, da cui si sviluppano armoniosamente pance laterali e passaruota. Questi ultimi sono caratterizzati da ampie aperture sulla superficie con lo scopo di ridurre la pressione all’interno dei vani ruota. I gruppi ottici conferiscono carattere ed espressività al frontale richiamando da vicino, nella configurazione stilistica, gli stilemi estetici che rendono immediatamente riconoscibile una vettura Ferrari.
 
Il posteriore è la massima espressione del connubio tra tecnica, aerodinamica e design. Una sottile pelle di carbonio riveste le funzioni, lasciando ruote e sospensioni completamente a vista. La coda è caratterizzata da una doppia ala orizzontale, con profili superiori accuratamente studiati per garantire il carico aerodinamico necessario. L’ala inferiore ospita inoltre una barra luminosa che caratterizza il design del posteriore con un gesto deciso e minimalista. Sul tetto della vettura, infine, è disposta una presa d’aria multipla per l’alimentazione dell’aspirazione del motore V6 e per il raffreddamento della batteria e del cambio.
 
SPORT PROTOTIPI CLIENTI
 
Nella storia del Cavallino Rampante sono numerose le vetture che hanno partecipato alle corse endurance, ottenendo risultati di prestigio nel panorama sia delle vetture GT sia degli Sport Prototipi. Dalla fondazione dell’Azienda sino al 1973, Ferrari ha conquistato nove successi assoluti alla 24 Ore di Le Mans, ai quali ha fatto seguito il decimo trofeo arrivato quest’anno con la 499P.
 
Il desiderio di celebrare una storia così intensa e vincente nell’endurance ha spinto Ferrari a sviluppare una vettura esclusiva come la 499P Modificata, un modello nato nel solco della leggenda. A partire dal 2024 l’offerta del dipartimento Corse Clienti si arricchirà con il programma “Sport Prototipi Clienti”, con il quale i proprietari della 499P Modificata potranno contare sull’assistenza completa di Ferrari per quanto riguarda la manutenzione della vettura e il supporto – tecnico e logistico – per l’utilizzo in pista in eventi dedicati.
499P MODIFICATA – SCHEDA TECNICATELAIO E SOSPENSIONI
Telaio Monoscocca in fibra di carbonio
Sospensioni Triangoli sovrapposti, tipo push-rod
MOTORE ENDOTERMICO
Tipo V6 – 120° – Carter secco
Cilindrata totale 2994 cm3 
ASSALE ANTERIORE ELETTRICO
Potenza massima 200 kW (272 cv)
Velocità di attivazione non vincolata da regolamenti
POWERTRAIN
Potenza massima, ICE e assale elettrico* 640 kW (870 cv)
PNEUMATICI E CERCHI
Anteriore 310/710-18 Posteriore 340/710-18
TRASMISSIONE E CAMBIO
Cambio sequenziale a sette rapporti
CONTROLLI ELETTRONICI
Controllo di trazione, sistema brake-by-wire
* Con sistema ‘Push to Pass’ attivo

Le Ferrari speciali al Mugello

Le Finali Mondiali Ferrari al Mugello sono state l’occasione per ritrovare alcune delle più recenti realizzazioni speciali, sia in serie limitata sia in esemplare unico. Nel paddock sono esposte in un unico stand la SP1 Monza, la SP3 Daytona, la KC23, la SP8 e le SF90XX Stradale e Spider. Photo gallery copyright David Tarallo / pitlaneitalia.com

Il FIA-WEC al Mugello? Perché no?

Stamani Paolo Poli, Direttore generale e Amministratore delegato dell’Autodromo del Mugello, ha incontrato una selezione di giornalisti italiani per fare il punto della situazione sulla struttura che l’anno prossimo compirà il mezzo secolo (alcune iniziative per celebrare l’anniversario sono in fase di studio). Diversi i temi toccati, fra cui l’importanza della pista per l’economia del territorio non solo mugellano ma fiorentino.

Le Finali Mondiali Ferrari in programma in questi giorni costituiscono un appuntamento fondamentale per l’attività del circuito. “Abbiamo cercato di ampliare il calendario agonistico – ha commentato Poli – e già dal 2024 al Mugello si svolgerà una gara della European Le Mans Series. La struttura ha già dimostrato un ottimo livello di organizzazione, questo lo si è visto anche col Gran Premio della Toscana di F.1 del 2020. Per riportare la Formula 1 al Mugello la strada è lunga, anche perché c’è da far fronte alla concorrenza storica di tracciati come Monza e Imola, che tra l’altro rappresentano territori di grande importanza culturale ed economica”.

Paolo Poli, direttore dell’Autodromo del Mugello, a colloquio con una selezione di giornalisti nella tarda mattinata di sabato 28 ottobre

Ma l’arrivo dell’ALMS nel 2024 potrebbe essere il preludio di una gara del FIA-WEC al Mugello? “L’dea è quella”, ha risposto Poli. Con l’ACO stiamo dialogando molto”. Anche in questo caso uno degli ostacoli potrebbe essere costituito dal fatto che il calendario del WEC prevede già una tappa in Italia: in generale Monza, nel 2024 Imola a causa dei lavori sulla pista brianzola. La presenza della Ferrari nel WEC potrebbe comunque fare da “spinta” per l’inserimento in calendario di una seconda gara in Italia. “L’idea – ha spiegato Poli – è quella di poter programmare l’evento entro due-tre anni, magari sulla base di un’alternanza con l’altra pista italiana”. Resta anche da capire quanto il WEC saprà proporsi come realtà solida dal punto di vista regolamentare e sportivo. La speranza è che questa volta non vengano ripetuti gli errori che in passato hanno portato a una balcanizzazione del panorama endurance, con conseguenti crisi, più o meno lunghe. Ma questo è un altro discorso. Sia come sia, il Mugello si è confermata in questi anni come una struttura che non ha ormai più nulla da invidiare ai migliori circuiti d’Europa.

All’incontro di stamani ha partecipato anche il Presidente dell’autodromo, Roberto Benelli, sempre in gran forma. Molti lo ricordano ancora quando, con lo pseudonimo di “Robertino”, partecipava negli anni sessanta a numerose gare in pista e in salita. Benelli è stato a lungo una presenza importante nell’associazionismo motoristico toscano (lo ricordiamo attivissimo nella Scuderia Piloti Fiorentini ancora alla fine degli anni ’90), prima di ricoprire la prestigiosa carica all’interno del CDA dell’autodromo.

Foto in apertura: le strutture dell’autodromo del Mugello viste dalla zona della curva Bucine.

Auto e Moto d’Epoca a Bologna: più qualità o quantità?

Auto e Moto d’Epoca è uno di quegli eventi che meriterebbe di essere trattato con metodo e sistematicità: i temi, numerosissimi, si incrociano e avrebbero bisogno di essere criticamente ordinati secondo schemi meno casuali delle semplici gallery che si affastellano giorno dopo giorno. Il tempo, però, è limitato, così come le energie e non sempre è possibile far emergere, specie nel caso di un evento come questo, i tratti salienti che permettano a chi non ci è stato di farsi un’idea abbastanza precisa dell’insieme. Speriamo tuttavia che queste e altre foto pubblicate sul PLIT possano dare almeno un’immagine vaga di ciò che si trova in questi giorni a Bologna, invogliando – perché no? – qualcuno a vincere la pigrizia e andarci di persona. La quantità è sempre notevole ma – lo abbiamo già scritto – c’è l’impressione che si stia pian piano privilegiando la quantità. Non che questi due elementi siano per definizione incompatibili fra loro, ma arriva il momento di fare delle scelte a volte anche impopolari, per abbracciare con maggiore convinzione l’una o l’altra tendenza. Oggi come non mai, determinare una corretta strategia significa far passare un messaggio chiaro e facilmente intellegibile a espositori e pubblico. Chi resta nella zona sfuocata finisce per far fatica a continuare a vendere il proprio evento, e in questi ultimi mesi di esempi interlocutori (non facciamo nomi) ne abbiamo visti. Diremmo in generale che Auto e Moto d’Epoca edizione 2023 si è saputa collocare nell’amplissimo panorama delle manifestazioni “vintage” con una proposta sempre ricca, ma salendo qualche gradino verso l’eccellenza dei contenuti. Orientamento peraltro riscontrabile anche nei settori paralleli – e tutt’altro che secondari – della ricambistica, della documentazione e del modellismo.