All’asta la Mercedes 190E 2.3-16 pilotata da Lauda alla Champions Cup del Nürburgring nel 1984

Il prossimo 15 settembre Sotheby’s metterà all’asta a St. Moritz oltre cento veicoli d’epoca, fra i quali spicca una Mercedes 190E 2.3-16 molto particolare. Si tratta della vettura pilotata da Niki Lauda nell’evento di apertura del nuovo Nürburgring, il 12 maggio 1984. In quell’occasione la Casa di Stoccarda organizzò la “Champions’ Cup”, riservata a campioni del mondo di Formula 1 passati e presenti, oltre che ad altri piloti di livello, di F.1 e non. La gara, di 12 giri pari a circa 54 chilometri, consacrava anche l’uscita della nuova berlina sportiva 190 E 2.3-16. Con l’ambasciatore del marchio Mercedes-Benz Juan Manuel Fangio in qualità di “maestro delle cerimonie”, tra i venti partenti figuravano nove dei dodici campioni viventi di Formula 1.

L’elenco dei partenti comprendeva anche due futuri campioni del mondo di Formula 1: il primo era il veterano Alain Prost, che aveva già ottenuto 11 vittorie su 63 partenze e il secondo posto nel Campionato piloti 1983 con la Renault. Il secondo futuro campione era un coraggioso debuttante di nome Ayrton Senna. Niki Lauda, ​​campione del mondo nel 1975 e nel 1977, avrebbe ottenuto proprio nel 1984 il suo terzo titolo dopo un memorabile duello col compagno di squadra Alain Prost, prima di ritirarsi a fine 1985.

Una celebrity race con le nuove Mercedes 190E 2.3-16 inaugura il Grand Prix-Kurs del Nürburgring nel maggio 1984: qui Niki Lauda, che terminerà secondo dietro a Senna, precede Carlos Reutemann, John Watson e Alain Prost

Le 190E 2.3-16, tutte identiche tranne che per il colore della carrozzeria, furono allestite con una leggera preparazione da Gerhard Lepler di Mercedes-Benz Sport-Technik. Si prelevarono 21 esemplari direttamente dalla linea di produzione e si modificarono con sistema di scarico sportivo, assetto più adatto per la guida in pista, freni anteriori a quattro pistoncini, trasmissione finale con rapporto 4.08, roll-bar integrale imbullonato, estintore, due sedili da corsa Recaro con cinture a sei punti, pulsante “stop” sul cruscotto, cofano a sgancio rapido e ruote più larghe con pneumatici Pirelli.

Le carte presentate alla Commissione nazionale sportiva tedesca nel maggio 1984, suffragate dalla documentazione di Mercedes-Benz Classic mostrano che su queste auto vennero montati motori diversi da quelli registrati sulle schede di fabbrica.

Immediatamente dopo la Corsa dei Campioni tutte le 190E 2.3-16, tranne quella utilizzata da Lauda, che finì secondo, e da Senna, vincitore della gara, furono riconvertite alle specifiche originali e vendute a concessionari o a clienti privilegiati.

La 2.3-16 di Senna è stata conservata dal Museo Mercedes-Benz fin da nuova, mentre l’esemplare di Lauda (in color grigio metallizzato codice 702U) ha percorso strade più tortuose: la prima immatricolazione è della stessa Mercedes e risale all’aprile 1984, con targa S-HH7837. Nel febbraio del 1985 la vettura fu venduta all’imprenditore della moda Jochen Holy e immatricolata a Reutlingen (RT-VV1), ma sei mesi dopo passò a un collezionista di Mannheim e fu targata MA-RD113. Lasciò poi la Germania per finire a Vienna.

Nell’ottobre 2016, la 190E col numero 18 ha incontrato per l’ultima volta Niki Lauda, che in quella occasione ha autografato il tetto. Nel 2017, la 190E è stata sottoposta a una revisione completa presso la sede centrale di Mercedes-Benz Classic a Stoccarda, immediatamente prima di entrare a far parte, nel 2018, della Collezione Iseli. Organizzata proprio da Iseli, una “rimpatriata” delle due auto di Senna e Lauda ha avuto luogo il 16 settembre 2019, con appuntamento presso il deposito Mercedes-Benz di Sindelfingen. Era prevista la presenza di Lauda, ​​ma il pilota austriaco era mancato solo pochi mesi prima.

Con l’attuale proprietario, la 190 E 2.3-16 “Nürburgring” di Lauda è stata più volte esposta da Mercedes-Benz Classic insieme a quella di Senna e fotografata su riviste tedesche e inglesi come Evo o Petrolicius.

GP d’Italia: Ferrari a Monza con una livrea speciale

Una livrea speciale, così come le tute e i caschi di Charles Leclerc e Carlos Sainz, ma anche ospiti, trofei e automobili. In occasione della gara di casa, il Gran Premio d’Italia a Monza, la Ferrari è pronta a celebrare insieme ai tifosi il proprio DNA sportivo e il suo rapporto unico con l’Autodromo Nazionale, ma anche la storica vittoria alla 24 Ore di Le Mans colta in giugno con la 499P numero 51 guidata da James Calado, Antonio Giovinazzi e Alessandro Pier Guidi. Nel weekend di casa, la Scuderia ricorderà anche il centenario dell’Aeronautica Militare.

Livrea speciale. Questa settimana la livrea delle SF-23 avrà un tocco di giallo, uno dei colori storici dell’azienda già protagonista lo scorso anno in occasione del 75° anniversario della fondazione della Ferrari. Sulle monoposto ci sarà un riferimento che rimanda alla carrozzeria della 499P vincitrice della gara di durata più famosa del mondo, ovvero la banda gialla a forma di “V” che attraversa la carrozzeria della Hypercar. Questo riferimento, presente sul muso e sul cofano motore, legherà ancora di più due vetture che già sono accomunate da un elemento fondamentale, il Rosso Le Mans della livrea, che sulla SF-23 è in versione opaca, mentre è lucido sulla 499P. Anche i numeri di gara, il 16 e il 55, saranno in giallo sulle due monoposto, mentre le tute di Charles e Carlos, realizzate appositamente per questa occasione, avranno i tradizionali colori della Casa di Maranello – oltre al rosso, il giallo e il nero – unitamente al logo con la “F lunga” che già trova posto sull’ala posteriore. 

Storia. Nel tunnel che porta al box della squadra saranno raccontate in grafica le pietre miliari del DNA sportivo di Ferrari, del team di Formula 1 ma anche delle divisioni che vedono protagonisti i suoi clienti sportivi. Dopotutto la Scuderia venne fondata nel 1929 con lo scopo di permettere a piloti gentlemen di gareggiare ad alto livello e ancora oggi questa missione vive nel lavoro svolto dagli enti Competizioni GT – che supporta i clienti sportivi nelle corse Gran Turismo – e Corse Clienti, che organizza il Ferrari Challenge – il monomarca del Cavallino Rampante nato nel 1993 –, gli esclusivi Programmi XX e la divisione F1 Clienti.

Ospiti. Tra gli ospiti presenti nel garage e nella hospitality Ferrari a Monza ci saranno anche due dei tre eroi di Le Mans, Antonio Giovinazzi e Alessandro Pier Guidi, che porteranno in dote il trofeo della 24 Ore di Le Mans del centenario che il team Ferrari – AF Corse ha conquistato al primo tentativo grazie alla 499P numero 51, trionfatrice a 58 anni di distanza dalla vittoria del 1965 e a mezzo secolo dall’ultima partecipazione. Sarà presente anche Antonio Fuoco, pilota della vettura numero 50 – nonché autore della pole position e del giro più veloce a Le Mans – fresco del secondo posto raccolto all’Autodromo Nazionale meno di due mesi fa nella 6 Ore di Monza.

Vetture. Nella Fan Zone a ridosso del paddock sarà possibile ammirare anche tre meravigliose Ferrari, diverse tra loro ma accomunate dal DNA sportivo: la 499P numero 51 vincitrice di Le Mans, la 296 GT3, che ha già scritto una pagina di storia la scorsa primavera conquistando la vittoria assoluta nella 24 Ore del Nürburgring e la F2003-GA F.1 che vinse a Monza proprio nel 2003. Nella stessa area sarà celebrata anche la storia in comune tra la Casa di Maranello e l’Autodromo di Monza: un pannello ricorderà infatti tutti i piloti e le vetture vincenti sulla pista italiana. Si tratta di quasi duecento nomi, dal capostipite Bruno Sterzi, primo nel 1949 nella Coppa Inter Europa al volante di una 166 S, fino ad arrivare a Leonardo Del Col e Thomas Biagi, trionfatori lo scorso giugno nel Campionato Italiano GT su una 488 Challenge, passando per la memorabile affermazione di Charles Leclerc del 2019 con la SF90 di Formula 1. Un’altra Ferrari famosa, la F1-87/88C che vinse con Gerhard Berger proprio a Monza facendo doppietta con Michele Alboreto nel 1988 a pochi giorni dalla scomparsa di Enzo Ferrari, sarà presente in piazza Trento e Trieste a Monza, nell’ambito del “Fuori GP”.

Lifestyle. Il DNA sportivo della Casa di Maranello sarà celebrato anche attraverso una serie di iniziative speciali fuori dai confini della pista. Gli appassionati avranno la possibilità di scoprire una selezione di capi e accessori in edizione limitata. Puma e Scuderia Ferrari presentano infatti una collezione composta da una t-shirt e due berretti da baseball – uno per pilota – decorati con i colori tipici che accomunano le livree delle vetture di Formula 1 e della Hypercar. Ray-Ban lancia un modello di occhiali da sole in edizione limitata realizzato completamente in fibra di carbonio e caratterizzato da lenti specchiate polar di colore grigio con dettagli in rosso e giallo che rendono omaggio ai colori tipici della Scuderia.

Mostra allo store. Le iniziative realizzate in occasione del Gran Premio d’Italia includono anche un’esposizione presso il flagship store di Milano, che celebrerà il DNA sportivo di Ferrari attraverso una selezione di equipaggiamenti da gara appartenuti ad alcuni dei piloti del Cavallino più famosi, come Fernando Alonso, Felipe Massa, Kimi Räikkönen e Sebastian Vettel, fino ad arrivare a Leclerc e Sainz. L’installazione delle tute dei campioni sarà visitabile durante tutta la settimana della corsa di Monza e successivamente si trasferirà presso lo store Ferrari di Maranello.

Il 24 settembre la borsa di scambio di Gueugnon

Il prossimo 24 settembre sarà organizzata la prima edizione della borsa di scambio a Gueugnon (dipartimento francese della Saona e Loira). La manifestazione si svolgerà presso il Foyer Municipal dalle 8.30 alle 17. Una prova in più della vivacità delle borse di scambio in Francia, delle ottime occasioni per procurarsi modelli di livello a prezzi ragionevoli.

FIA-WEC, Vandoorne sostituirà Müller al Fuji

A seguito di un infortunio alla clavicola, Nico Müller non potrà partecipare alla penultima prova del FIA-WEC 2023 al Fuji e sarà sostituito da Stoffel Vandoorne, pilota di riserva della Peugeot Sport, sulla 9X8 numero 94.

Citroën Type Holidays, una rivisitazione del famoso Type H

Citroën ha scelto di presentare il suo furgone-concept con allestimento Type Holidays al Caravan Salon, uno dei principali eventi mondiali dedicati ai veicoli per il tempo libero, che si tiene a Düsseldorf dal 25 agosto al 3 settembre 2023. Questo concept rappresenta una sintesi tra un modello iconico, il Citroën Type H, e un veicolo moderno, lo SpaceTourer, e propone una disposizione degli interni che sarà presto disponibile nella rete Citroën. Il marchio si è sempre ispirato all’idea di libertà e condivisione ed è naturale che abbia scelto di rafforzare il suo impegno in questo mercato in rapida crescita, sfruttando le qualità dello SpaceTourer.

Sin dalla sua creazione, Citroën è stata una marca popolare che ha sempre lavorato per promuovere la libertà di movimento. Vanta un’autentica competenza nello sviluppo di modelli pratici, ingegnosi e accessibili che sono sinonimo di evasione e tempo libero.

La riconosciuta legittimità di Citroën nel settore del tempo libero ne fa uno dei principali protagonisti, al punto che la marca è il secondo fornitore di veicoli base per allestimento camper in Europa. Citroën ha voluto sottolineare questa competenza presentando un concept SpaceTourer sotto forma di Type H, basato sul lavoro del carrozziere italiano Caselani. Questo fedele partner di Citroën ha già creato una serie di carrozzerie «neo-retrò » per i modelli Citroën. Il suo design unico, così come il suo colore grigio, rimandano al mitico Type H di Citroën, il famoso « Tube ».

Il moderno SpaceTourer è un invito naturale a viaggiare in modo diverso, da soli o in compagnia, senza vincoli. Citroën ha esplorato il mercato dei camper in diverse occasioni con concept car come Hyphen, Rip Curl e The Citroënist.

Il veicolo offre una totale libertà di movimento, grazie soprattutto alla sua altezza inferiore a 2 metri, che gli permette di accedere ai parcheggi (in città e in spiaggia) e di essere utilizzato ogni giorno, tutto l’anno. Oggi il mercato dei camper rappresenta circa 90.000 veicoli nuovi ogni anno in Europa, più della metà di tutte le vendite di veicoli per il tempo libero.

La Van Life deve il suo successo anche ai progressi compiuti in termini di allestimento e comfort. Il Citroën Type Holidays offre tutti i vantaggi del Citroën SpaceTourer: spaziosità, comfort, silenziosità, due porte laterali scorrevoli per un accesso e una ventilazione perfetti, un vetro del portellone posteriore ad apertura indipendente e molto altro ancora.

Per l’allestimento del furgone, Citroën si è rivolta a uno dei migliori specialisti del settore: Bravia Mobil. Questa azienda slovena ha dotato il Citroën Type Holidays di tutti gli equipaggiamenti necessari per un’esperienza di viaggio ideale:

– Un tetto rialzabile che permette di rimanere in piedi nello spazio abitabile all’interno del Citroën Type Holidays e dispone di un grande letto per ospitare 2 persone in modalità notturna.

– Un sedile a panca nella seconda fila che si apre per formare un comodo letto a due piazze. Inoltre questo sedile è completamente amovibile per liberare spazio di carico.

– Due sedili anteriori girevoli verso la zona giorno del veicolo.

– Un blocco cottura completo (cucina, lavello, frigorifero)

– Un tavolo pieghevole per i pasti o il lavoro e numerosi armadi per riporre gli effetti personali.

– Un sistema di riscaldamento Webasto per garantire una temperatura ottimale a bordo.

Esposto dal 25 agosto al 3 settembre al Caravan Show di Düsseldorf – il salone più internazionale dei veicoli per il tempo libero – questo concept è il precursore di una gamma completa che Citroën offrirà nel prossimo futuro.

Belles anciennes en Bourbonnais

Si svolge in questo weekend nel dipartimento francese dell’Allier una nuova manifestazione, chiamata Belles anciennes en Bourbonnais e organizzata da EBAVA Cusset e Les Pistons d’Or Paray-sous-Briaille. Nel parco del castello di Broût-Vernet si sono dati appuntamento ieri mattina veicoli d’epoca di ogni tipo: auto, camion, mezzi militari, autobus e trattori agricoli. L’evento si concluderà questo pomeriggio con un concorso di eleganza.

Fra i pezzi più interessanti, un bus parigino del 1932, un camion Citroën trasporto botti e una Martini di Formula Renault, giusto per rendere un’idea dell’eterogeneità dei veicoli partecipanti.

Presenti anche alcuni stand di memorabilia, pezzi di ricambio e modelli. In Francia è possibile trovare cose interessanti anche in manifestazioni tutto sommato di seconda o terza fascia come questa: buona era l’offerta di documentazione ufficiale Renault, Talbot e Peugeot anni settanta-inizi anni ottanta, con prezzi abbordabilissimi e comunque molto lontani da quello che viene chiesto in Italia. Come modellismo, senza pretendere la luna, qualche pezzo dignitosissimo spuntava dalle cassette.

Al di là di tutto, l’importante è che la cultura dell’auto continui a vivere e ad essere promossa, cosa a volte tutt’altro che scontata ora che molti partiti politici e mass-media schierati sempre dalla stessa parte tendono a colpevolizzare non solo la possessione di un veicolo d’epoca ma anche tutto ciò che attiene alla sua importanza storica. Del resto manifestazioni come Rétromobile, Epoqu’Auto o Auto e Moto d’Epoca attirano decine di migliaia di visitatori, e non certo tutti vecchi bacucchi, per forse l’autostorica ha un futuro. Conservare, restaurare e utilizzare un’auto del passato è abbracciare una mentalità diversa dall’arido consumismo odierno per ridonare agli oggetti un significato. Al raduno di questi due giorni un signore ha portato la sua Renault 4CV nera: “L’hanno comprata i miei genitori nel 1950”, mi ha raccontato. “Sul sedile del passeggero mia mamma, incinta di me, è stata accompagnata all’ospedale per partorire. Con questa macchina ci ho preso la patente e tornato dal servizio militare l’ho guidata ancora per qualche anno. E’ stata poi messa in garage dov’è rimasta a lungo, finché ho deciso di restaurarla”. Un oggetto, certo. Ma un oggetto che può diventare parte di una vita.

Moto: Sportiva vs Maxi

testo e foto di Roberto D’Ilario

Il perché

Questo articolo è nato per caso, dopo una splendida giornata passata su e giù per le strade dell’Abruzzo, Lazio e Umbria. Abbiamo cavalcato due moto di segmenti diversi e filosofie opposte, eravamo curiosi di trovare un punto in comune tralasciando le prestazioni pure e focalizzandoci solo sul piacere di guida.

Il percorso

Pescara, Lago di Campotosto, Posta, Leonessa, Cascata delle Marmore, Rieti, Lago del Salto, Torano, Pescara, per un totale di 450 km. Un tragitto affascinante che attraversa il Gran Sasso, i Monti della Laga, la Valnerina e il bacino idrografico del fiume Salto. Paesaggi e scorci mozzafiato, picchi maestosi, placide distese d’acqua dove si specchiano boschi multicolori e profondi cieli azzurri. Il ristoro dell’anima tra mille e mille curve. L’asfalto, invece, alterna tratti lisci e puliti ad altri sconnessi, pieni di buche e di breccia traditrice. Un tormento per la schiena.

Le moto

Ducati Supersport 937 e KTM 1290 Adventure S, ovvero una piccola sportiva un po’ addomesticata e una maxi-enduro super-dotata e top di gamma in tutto.

Dotazioni tecniche

La Supersport è magra, leggera, svelta, appuntita, con elettronica ridotta solo alle mappature motore e al cambio. Posizione di guida un po’ rannicchiata con semimanubri “digeribili” perché non da sportiva pura. Il motore V2 è un cuore pulsante, sempre un po’ scorbutico ma regala bassi profondi e spinta piena sempre. E poi è rossa.

La KTM è alta, imponente, quasi minacciosa nel suo vestito total black con uno sprazzo di arancio, larga anche a causa delle borse laterali montate. La dotazione tecnica è fuori dal comune, elettronica a profusione, sospensioni adattive che leggono la strada in tempo reale. Pura fantascienza. Motore V2 strapotente, infinito, morbido o cattivissimo a seconda delle mappature scelte. Manubrio largo, posizione di guida ovviamente eretta, naturale e comoda.

Guida

La Ducati è sempre una Ducati e va condotta come una Ducati, guida di corpo altrimenti è meglio stare a casa. È svelta in inserimento con il suo avantreno granitico, rapida nelle uscite, preferisce traiettorie secche e veloci tipo on-off, è stabile, sincera e divertente, un godimento puro.

La 1290 sembra un pachiderma e invece fa i numeri. Il pilota, con la sua postura composta, sembra non faticare mai; la Kappona scivola tra le curve con la grazia di una danzatrice, con la ruota da 19″ predilige traiettorie dolci e rotonde ma è una bestia che può sfidare, vincendo, anche le super sportive. Guai ad incontrarla per strada.

Sensazioni

In sella alla Supersport ci si sente campioni della pista anche se si va a 50 km/h. E’ rigida, sente tutte le asperità e le sconnessioni, anche se le assorbe egregiamente; il rumore dello scarico è cattivo, appagante, brontola, scoppietta e rimbomba, il motore fa la sua parte come un’instancabile macchina da cucire. Il silenzio non è il suo forte e vibra come una dannata. Quando vede le curve però si anima di vita propria, ti chiede di spingerla, piega, accelera, frena senza soffrire, è un giocattolo che sembra divertirsi insieme a te e non scenderesti mai. Scomodina ma appagante.

La KTM sembra più educata, ci sali come un mototurista e ne scendi da pilota. E poi ci puoi caricare di tutto, borsa frigo, bevande, biscotti, l’insalata di riso, abbigliamento di ricambio e quant’altro. Qualsiasi fondo stradale ci sia lei ingoia tutto, nulla la scompone e il pilota continua beato la sua guida in poltrona. Confessiamo che, a vederla dall’esterno, è alquanto irritante.

In autostrada non c’è storia, la KTM ha una protezione aerodinamica perfetta, non vibra e con il cruise control puoi anche staccare la mano destra dal manubrio per riposarti un po’.

La Ducatina invece ti impone la posizione caricata in avanti che ti indolenzisce schiena, collo e polsi, con le vibrazioni che ti passano da una parte all’altra del corpo e il vento che non smette quasi mai di prenderti a sberle. No, l’autostrada non fa per lei.

Conclusioni

Alla fine della lunga giornata di guida siamo felici e soddisfatti, ognuno ha avuto modo di trovare il proprio piacere di guida, soggettivo e ingiudicabile. I dolori vincono 2 a 0 sul proprietario della Ducati, il compagno della KTM invece sembra bello fresco e riposato ma l’importante è essersi divertiti. Però ad ogni sosta con le moto affiancate le persone si fermano a guardare sempre e solo la Ducati. Chissà, forse perché è rossa… anche questo fa parte dei piaceri della vita.

Al Castellet primi giri per l’Alpine A424 di classe LMDh

Il progetto Alpine nell’endurance si è rivelato per la prima volta in pista questa settimana dopo diversi mesi di studi preparatori. La A424 di classe LMDh, a lungo testata al banco e al simulatore a luglio, ha percorso al Paul Ricard le sue prime sessioni, con Nicolas Lapierre, che aveva già rodato le varie componenti sull’aeroporto del Castellet. Le sessioni sono iniziate con brevi serie di giri al fine di accertarsi che tutto funzionasse correttamente. In parallelo, il motore V6 monoturbo da 3,4 litri era oggetto di una serie di rilevazioni accurate con particolare attenzione alla telemetria.

Nel corso dell’ultima giornata – giovedì – gli stint si sono progressivamente allungati, permettendo di raccogliere preziosi dati. In totale, la A424 ha percorso poco più di mille chilometri senza problemi particolari, di cui settecento il giovedì, giornata chiusa con un turno di 30 giri. Dopo Lapierre, che ha girato lunedì e martedì, si sono alternati sulla A424 Matthieu Vaxivière (mercoledì e giovedì) e Charles Milesi (giovedì). La squadra, sotto la guida di Bruno Famin (direttore di Alpine Motorsports) e Philippe Sinault (team principal Alpine Elf Endurance Team), proseguirà lo sviluppo con nuove sessioni in settembre al Motorland Aragón, il circuito situato ad Alcañiz, in Spagna.