Dal 29 giugno al 2 luglio la Le Mans Classic

Torna la Le Mans Classic, in programma dal 29 al 2 luglio. Si tratta di un’edizione speciale, incentrata sul centenario della 24 Ore, festeggiato lo scorso weekend con la straordinaria vittoria della Ferrari 499P. Alla Le Mans Classic, organizzata da Peter Auto, sono attese oltre 800 vetture, ma i centri di interesse saranno come sempre anche i numerosi raduni non competitivi e la presenza di centinaia di stand di memorabilia, oggettistica e modelli che riempiranno il villaggio. Sarà presente, come di consueto, anche la casa d’aste Artcurial, che proporrà la vendita di oltre 120 lotti, fra auto, accessori e oggetti da collezione. Resterà ancora aperta inoltre l’eccezionale mostra del centenario al Museo del circuito, allestita da Peter Auto e Automobile Club de l’Ouest.

Citroën festeggia il ventesimo compleanno della C3 Pluriel

Citroën festeggia il ventesimo compleanno di un modello unico nel suo genere, la C3 Pluriel. Lanciata nel maggio 2003, appena un anno dopo la C3, questa piccola berlina a 3 porte è stata prodotta fino al 2010 in 115 097 unità nello stabilimento di Villaverde.

La C3 Pluriel è un’auto unica con un’ampia gamma di configurazioni e integra gli elementi meccanici della C3 senza scendere a compromessi in termini di comfort o di sicurezza. Questo veicolo è stato rinforzato con parti specifiche per garantire agli occupanti la stessa sicurezza di una vettura chiusa. Dispone inoltre di una serie di aiuti alla guida, come l’ABS o la frenata di emergenza. All’interno, offre tutti i comfort di una berlina, con quattro posti e un sofisticato isolamento acustico e termico, in un veicolo molto originale. Grazie all’ampio parabrezza e ai finestrini di dimensioni generose, la C3 Pluriel offre una vista panoramica in tutte le sue configurazioni. I poggiatesta aperti garantiscono un’ottima visibilità e contribuiscono al design originale della vettura.

Con questo veicolo, Citroën dimostra la sua propensione all’innovazione. La C3 Pluriel è stata eletta cabriolet dell’anno nel 2003. Questo premio distingue ulteriormente la C3 Pluriel: la cabriolet dell’anno è anche una berlina.

DALLA CONCEPT CAR AL PRODOTTO

C3 Pluriel si ispira al veicolo dimostrativo Pluriel presentato al Salone dell’Automobile di Francoforte nel 1999. Con questa vettura, Citroën intende passare dalla concept car al veicolo di serie. L’obiettivo è farlo senza perdere il carattere iniziale del concept e con il minor numero possibile di concessioni alle esigenze della produzione di massa.

Per passare dal concept al prodotto, circa 150 persone hanno collaborato allo sviluppo di soluzioni tecniche che racchiudessero il maggior numero possibile di opzioni in un unico veicolo.

UN VEICOLO DALLA MODULARITÀ AUDACE

Con C3 Pluriel, Citroën ha compiuto un ulteriore passo avanti, superando i limiti della modularità automobilistica. Questo veicolo offre una gamma di configurazioni senza precedenti, con un totale di 5 possibilità. Nella sua configurazione originale, è una berlina dalle linee fluide e dai volumi generosi. Aprendo il tetto, si trasforma in una berlina panoramica che offre una sensazione di spazi aperti.

Grazie alla capote elettrica, può essere rapidamente trasformata in una cabriolet. Tale configurazione mette in risalto le arcate e mostra la vera personalità di C3 Pluriel, creando una sensazione di libertà. Rimuovendo le arcate, C3 Pluriel può assumere la forma di una spider, una configurazione inaspettata che esalta le linee pure di questo modello.

Infine, con le arcate rimosse e i sedili posteriori ripiegati, C3 Pluriel diventa un pick-up spider con due soli sedili e un bagagliaio con portellone aperto. Quest’ampia gamma di possibilità conferisce alla vettura una personalità unica, che può essere adattata a ogni desiderio dell’automobilista. È l’auto ideale per una giornata all’insegna dell’avventura.

UNA VETTURA ORIGINALE CON IDEE ORIGINALI

Questo veicolo versatile è stato al centro di diverse iniziative originali di Citroën. Fra tutte, spicca un evento organizzato nel giugno 2003 in cui C3 Pluriel ha fatto parlare di sé. Citroën ha organizzato un festival di cortometraggi di 5 giorni chiamato “Courts Singuliers, Courts Pluriels” sul piazzale della Défense. L’evento ha assunto la forma di un cinema drive-in in cui 20 C3 Pluriel in diverse configurazioni sono state esposte sul piazzale, consentendo ai visitatori di entrare, sedersi e guardare un cortometraggio.

Un’altra idea sorprendente di Citroën: sposarsi con una C3 Pluriel. Da marzo a ottobre 2004, Citroën ha offerto ai futuri sposi la possibilità di prendere in prestito gratuitamente una C3 Pluriel durante il loro weekend di nozze. Quest’iniziativa è stata ripetuta per diversi anni e ha coinvolto nuovi modelli come la C4 e C5.

Infine, C3 Pluriel ha reso omaggio alle sue antenate. Nel 2008, in occasione del 60° compleanno della 2CV, Citroën ha commercializzato un’edizione limitata della C3 Pluriel, la Charleston, in omaggio alla 2CV Charleston, lanciata nel 1980.

Le voci della Ferrari dopo lo storico successo a Le Mans

Con la vittoria della 499P numero 51 Ferrari torna al successo assoluto nella 24 Ore di Le Mans, ottenendo la decima vittoria e la trentanovesima includendo anche i primi posti di classe. Ecco i commenti al termine del quarto round del FIA World Endurance Championship 2023.

Antonio Fuoco, 499P #50: “È un momento storico per tutto il team per la vittoria nella classe Hypercar della 24 Ore di Le Mans nell’anno del ritorno in top class dopo 50 anni. Poteva essere una gioia ancora più grande, ma purtroppo siamo stati sfortunati per un problema che abbiamo avuto durante la notte. Ora ci godiamo il momento per la squadra e pensiamo alla prossima gara”.

Miguel Molina, 499P #50: “È stata una gara difficile per me perché durante la notte ho subito un danno al radiatore e abbiamo dovuto cambiarlo e così la gara è stata compromessa. Abbiamo fatto un buon recupero e spinto con un ottimo ritmo, ma ovviamente la vittoria era impossibile da ottenere a quel punto. Credo che Ferrari abbia fatto uno straordinario lavoro, arrivare qui dopo 50 anni ed essere così competitiva tanto da vincere. Voglio fare i complimenti ad Antonio Giovinazzi, Alessandro Pier Guidi e James Calado e a tutti i componenti del team per il grande risultato. Noi abbiamo perso un’occasione per lottare per la vittoria, ma sono certo che potremo farlo la prossima volta”.

Nicklas Nielsen, 499P #50: “Siamo orgogliosi di questo risultato perché dimostra come il lavoro di questi ultimi mesi sia stato ripagato. Siamo venuti qui con una nuova vettura e abbiamo dimostrato quanto è performante. La 24 Ore di Le Mans è sicuramente speciale: devi essere veloce, ma allo stesso fortunato e questa volta, la fortuna, non è stata dalla nostra parte. Siamo comunque contenti per i nostri colleghi sulla 51 e per Ferrari”.

Alessandro Pier Guidi, 499P #51: “È incredibile, ci vuole un po’ di tempo per realizzare quello che abbiamo fatto, scrivere una piccola parte della storia di Ferrari è qualcosa di unico, specialmente da italiano: già da bambino pensavo di correre per questa casa, ora trovarsi a ottenere la vittoria assoluta a Le Mans regala sensazioni speciali. Penso che questa sera quando andrò a dormire riuscirò a capire veramente quello che abbiamo fatto”.

James Calado, 499P #51: “È una sensazione incredibile vincere questa gara, il team ha fatto un lavoro straordinario. La pista era incredibile, onestamente, è così speciale da guidare: il bilanciamento, le prestazioni, il motore, il modo in cui funziona sono stati superbi. È un grande ringraziamento a tutti coloro che sono stati coinvolti in questo progetto per far sì che ciò accadesse, e credo che questo dimostri di che pasta è fatta la Ferrari. Ovviamente ho vinto qui in GT due volte, ma questa è una differenza. È sicuramente una sensazione diversa: l’attenzione che c’è, i tifosi della Ferrari, il rosso che si vede in ogni curva. Quindi, un grande ringraziamento a tutti i sostenitori, sono molto felice“.

Antonio Giovinazzi, 499P #51: “Per me e Alessandro è una sensazione ancora più speciale. Abbiamo guidato questa vettura per la prima volta lo scorso luglio, quindi aver raggiunto questo risultato, pole e vittoria, dopo poco meno di un anno, è senza dubbio fantastico. Non era affatto scontato che ce l’avremmo fatta, ma tutta la squadra e i miei compagni hanno fatto un ottimo lavoro, ed eccoci qui oggi. Grazie alla Ferrari, che ha reso possibile tutto questo. Siamo tornati a vincere dopo 50 anni e dobbiamo essere molto orgogliosi.

John Elkann, Presidente Esecutivo Ferrari: “Oggi abbiamo vissuto una giornata indimenticabile, che dedico a tutti coloro che lavorano in Ferrari. Dopo 50 anni siamo tornati a partecipare alla massima categoria dell’endurance, che ha segnato la nostra storia e quella dello sport automobilistico. Siamo orgogliosi di avere portato l’Italia sul gradino più alto del podio della 24 Ore di Le Mans, celebrando nel modo migliore il centenario della gara più importante al mondo nella categoria. La vittoria che Antonello Coletta, Amato Ferrari e tutta la squadra Ferrari, dai meccanici ai piloti, hanno conquistato in condizioni difficili – per la stessa durata della gara, per il meteo incerto e per i nostri avversari fortissimi – deve essere di esempio per tutti noi. L’emozione che hanno regalato ai nostri tifosi in una giornata storica lega passato, presente e futuro e ci ricorda l’importanza di avere il coraggio e l’umiltà di migliorare sempre. Con entusiasmo e felicità voglio ringraziare tutti i nostri colleghi che ci hanno portato a una grande vittoria: un successo che celebriamo con i nostri tifosi e il nostro Paese”.

Antonello Coletta, Global Head of Endurance e Corse Clienti: “È una giornata fantastica quella di oggi a Le Mans, storica ed epocale in cui la Ferrari dopo 58 anni è tornata a vincere la classifica assoluta della 24 Ore. Siamo molto orgogliosi perché dopo 50 anni dall’ultima partecipazione siamo tornati nella classe più importante, la Hypercar, nell’anno del Centenario di questa gara: una serie di numeri che ci fanno rivivere la storia di questa gara che è davvero mitologica. Più di 350 mila persone sono state qui assiepate a vedere le 61 macchine, con i brand più importanti al mondo ed è anche per questo che siamo molto orgogliosi di aver vinto la classe principale. Tra l’altro con i piloti italiani, che ci hanno permesso di conquistare la pole e oggi la vittoria con due atleti su tre del nostro Paese. Quindi la Ferrari con orgoglio si è ripresa il gradino più alto del podio”.

Ferdinando Cannizzo, Head of Endurance Race Cars: “È emozionante, è una sensazione difficile da descrivere. Non mi riferisco soltanto al risultato di oggi, ma considero il lavoro svolto in questi due anni intensi. Siamo cresciuti come squadra e abbiamo imparato a fidarci gli uni degli altri. Siamo partiti da zero e siamo arrivati fino a qui. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Alla vigilia non mi sarei aspettato una vittoria, anche se abbiamo lavorato con una concentrazione e una determinazione incredibili. È stato faticoso per tutti, dedicando tanto tempo al progetto e per questo dobbiamo ringraziare le nostre famiglie. Eravamo consapevoli che si trattava della prima volta e che non sarebbe stato facile arrivare in fondo al traguardo con due vetture. Però, di ora in ora, la fiducia cresceva, e quello che avevamo pensato, studiato e programmato si è avverato. Sono stati due i momenti difficili di questa 24 Ore: il primo quando la vettura numero 50 è uscita dalla lotta per il podio per colpa di un sassolino che ha forato il radiatore. L’altro momento è stato l’ultimo pit stop della numero 51: stati attimi di grande tensione perché la vettura non ripartiva, ma eravamo pronti perché avevamo preparato la procedura di back up e quindi tutto è andato per il verso giusto”.

Amato Ferrarifondatore AF Corse: “Stiamo vivendo un momento speciale, come era possibile immaginare. In questi ultimi undici mesi è stato svolto un lavoro stupendo. Ferrari ha creduto in questo progetto e ci ha aiutato tantissimo: ha preparato un gruppo di lavoro che si è integrato con i nostri ragazzi. E questo è il risultato. I piloti erano una certezza perché con tutti loro avevamo lavorato e volutamente sono stati confermati perché conosciamo le loro qualità. Questo risultato è maturato fin dalla prima gara di Sebring, iniziato con una pole position e migliorato fino ad avere una vettura sempre più affidabile e competitiva”.

Partita la 1000 Miglia 2023

L’edizione 2023 della 1000 Miglia è partita. Alle 12:30 la prima delle auto in gara, una O.M. 665 Superba del 1927, ha aperto la via per il castello di Brescia, dove si è svolto il primo blocco di prove cronometrate. Dopo il controllo timbro in Piazza Vittoria, il convoglio ha poi lasciato Brescia per dirigersi verso l’aerobase militare di Ghedi, primo dei cinque luoghi simbolici in cui la corsa passerà in occasione del centenario dell’Aeronautica Militare.

Nel corso della prima giornata di gara gli equipaggi percorreranno circa 360 chilometri, a fronte degli oltre 2000 totali di questa inedita edizione a cinque tappe, e sono attesi all’arrivo di Cervia-Milano Marittima alle 21:30. Nei prossimi giorni i partecipanti dovranno misurarsi in 34 controlli timbro, 23 controlli orari, 144 prove cronometrate e 8 prove di media con 25 rilevamenti segreti. 1000 Miglia però, oltre ad essere sinonimo di audacia, significa anche bellezza e valorizzazione del territorio. Novità assoluta del percorso di quest’anno, il passaggio in Piemonte, che ha due precedenti soltanto nella storica gara di velocità, nel biennio 1947-48.

Poco prima dell’accensione dei motori si sono espressi così i campioni in carica Andrea Vesco e Fabio Salvinelli: “Quasi trent’anni di esperienza aiuteranno in una gara così lunga e ricca di imprevisti. Siamo sereni, la pressione è sugli avversari. Noi faremo di tutto per migliorare la prestazione dell’anno scorso”. A bordo della loro Alfa Romeo 6C 1750 SS Zagato proveranno a ripetersi anche quest’anno per regalare ad Andrea Vesco il titolo di primo pilota della storia ad aver vinto quattro edizioni consecutive della 1000 Miglia.

Al via anche – ahinoi – la quinta edizione della 1000 Miglia Green, riservata a hypercar, supercar e brand premium fullelectric, e – già meglio – il quattordicesimo Ferrari Tribute 1000 Miglia al quale sono ammesse 119 vetture della casa di Maranello costruite dopo il 1958. Quest’anno – dulcis in fundo – sarà presente nel convoglio un veicolo speciale: la Maserati MC20 Cielo del progetto del Politecnico di Milano 1000 Miglia Autonomous drive che percorrerà alcuni tratti del percorso in modalità di guida autonoma per la prima volta su strade aperte.

Rassegna stampa: Ferrari les années 2000

Gli Hors-Série annuali della rivista Enzo sono sempre piuttosto interessanti. L’anno scorso, ad esempio, la pubblicazione aveva passato in rassegna la produzione Ferrari degli anni 50. Quest’anno, passo avanti di mezzo secolo per arrivare agli anni duemila, che ridendo e scherzando appartengono ormai ad un passato neanche più recentissimo. Quel decennio rappresenta per la Ferrari un periodo chiave, in cui il marchio fece il salto definitivo nella modernità. La 360 Modena inaugurò il telaio in alluminio, poi arrivò l’eccezionale V12 tipo F140 della Enzo e della 599 GTB, tutt’oggi utilizzato, e poi innovazioni tecnologiche a raffica, dai freni carbo-ceramici al famoso “manettino”, dalla trasmissione F1 a doppia frizione alle sospensioni magnetoreologiche. Come modelli basterà citare, oltre alla Enzo, la Superamerica o la 16M, le cui quotazioni iniziano a salire decisamente. A vent’anni di distanza è possibile gettare uno sguardo più distaccato e oggettivo su quella produzione. Lo fa ora la rivista Enzo, con questo “hors-série” di 130 pagine (€ 12,90 in Francia, € 13,50 in Italia ammesso che lo troviate), che traccia la storia di tutti i modelli Ferrari dalla 360 Modena fino alla California, con prove su strada ben documentate (gli articoli principali non sono inediti). Tra l’altro si trovano approfondimenti anche sui modelli da competizione, come la 550 Maranello preparata dalla Prodrive, che partecipò alla 24 Ore di Le Mans dal 2002 al 2006. Fra un capitolo e l’altro, la cronologia si occupa di modelli meno noti, versioni speciali e limitate, concept car ed esemplari unici, e sono forse queste le parti più interessanti della pubblicazione, perché radunano modelli poco conosciuti e significativi anche per i collezionisti di modelli in scala. Chiude il quaderno una guida all’acquisto di alcune delle vetture-faro di quel decennio: 360 Modena (1999-2005), 575M Maranello (2002-2006), 612 Scaglietti (2004-2011), F430 (2004-2009), 599 GTB Fiorano (2006-2012) e California (2008-2013). Concludendo, ricordiamo gli hors-série Enzo usciti finora, tutti recensiti da PLIT: il 2021 (Ferrari anni ottanta), il già citato 2022 (Ferrari anni cinquanta) e i due speciali sulla 308 GTB (308 – 208 – 328 GTB/GTS) e sulla Testarossa (che include la 512 TR e la F512 M).

Ferrari, ma queste sono le corse

testo di Riccardo Fontana / foto di David Tarallo

E così, la Ferrari rivince la 24 Ore di Le Mans dopo cinquantotto anni dall’ultima volta: nel 1965 erano stati Jochen Rindt e Masten Gregory a portare in trionfo una 250 Le Mans iscritta sotto le insegne del N.A.R.T. di Luigi Chinetti, facendo vincere una “semi” GT di una scuderia cliente di Maranello nel primo vero episodio – se tralasciamo il 1964 per ovvie ragioni di inesperienza degli sfidanti americani – di quella che sarebbe stata nota come la guerra Ferrari-Ford.

Da quel momento, il cavallino rampante non è mai più riuscito ad arpionare il successo assoluto nella gara, quella più importante, in grado da sola di nobilitare carriere ed impegni industriali.

Perché sì, è bene ribadirlo, la 24 Ore di Le Mans, tra le molte cose, è anche La Gara più importante del mondo.

Imbattibile la Ford, imprendibile la Porsche, battibile ma comunque vincente la Matra, venne poi l’ora del disimpegno forzato dal Mondiale Marche, sacrificato sull’altare del ritorno alla competitività in Formula Uno.

C’era già stato un primo fuoco di disimpegno nel 1968, quando Enzo Ferrari polemizzò con la Federazione contro l’abbassamento della cilindrata massima dei Prototipi a tre litri, ma a fine 1973 arrivò la decisione definitiva: la Ferrari se ne sarebbe andata, e non sarebbe tornata.

Negli anni il Cavallino seppe ottenere ancora molte vittorie e buoni risultati a Le Mans, con le vittorie in Classe GT con le Daytona e le belle prestazioni con le BB, e negli anni ’90 in più di un’occasione fu vicina a compiere l’impresa con la 333SP, che ora come allora sembra costituire quasi più una fonte di imbarazzo prima che di orgoglio: un’altra rinascita in F1, l’ennesima di un calvario che a parte rari e sporadici cicli dura da settant’anni, non permetteva di diluire oltremodo le risorse della Gestione Sportiva, e i contenders ringraziarono, trionfando immancabilmente.

Sembrava che i tempi dei trionfi ferraristi sulla Sarthe fossero irrimediabilmente finiti, e destinati all’oblio, quando la notizia del grande ritorno Ferrari tra le ruote coperte bastò, sola, a ridare un moto di entusiasmo agli appassionati: serissimi i propositi, stellari gli avversari, c’era veramente tutto per sognare.

Fine dissolvenza, 11 Giugno 2023 sera: la Ferrari ha vinto.

È una Vittoria – maiuscola d’obbligo – della passione e del motorsport migliore, quello vicino alla gente, quello opposto al fighettismo aristocratico della Formula Uno e dei suoi idoli politically correct di cartapesta.

È una Vittoria che regala un futuro radioso al motorsport, un avvenire che, forse, nessuno osava più nemmeno sperare: siamo letteralmente tornati indietro di cinquant’anni, neanche fossimo sul set di Ritorno al Futuro IV.

Gli spunti d’interesse si sprecano: penso al carrozzone malamente deambulante di bibitari ed affaristi, di vecchi guerci con la cazzata troppo facile, che oggi ha preso una legnata nei denti terrificante, penso ad Antonio Giovinazzi, che masticato e malamente sputato dal suddetto carrozzone si ritrova a fare la storia, e lo stesso – seppur senza la benedizione del trionfo – può dirsi per Antonio Fuoco, che sul carrozzone non c’è neanche mai salito.

Il carrozzone, dunque: chissà la fila di persone a comprare biglietti per 3-400€ a persona per delle libere da “gustarsi” sul prato quando con 60€ ci si fa tutto il weekend – ad esempio – alla 6 Ore di Monza, con macchine meravigliose, tutte diverse, figlie di una varietà tecnica che alla Formula Uno è sconosciuta almeno dalla fine degli anni ’70, costruite dalle più grandi case del mondo, e non da bibitari e maglionari.

Potrebbe legittimamente essere il vero inizio della fine del carrozzone questo trionfo Ferrari, e per il bene dello Sport sarebbe uno scenario pienamente auspicabile.

Spiace invece – e molto – per la Toyota: per l’impegno profuso in tutti questi anni che oserei definire semi-desertici, per aver tenuto da sola in piedi il WEC, e per la superiorità dimostrata nei primi appuntamenti stagionali, avrebbe certamente meritato una vittoria, che più che una semplice vittoria sarebbe stata il proverbiale “timbro del notaio” su un quinquennio dominato, stavolta contro letteralmente il mondo.

Ma le corse, si sa, sanno essere spietate, ed a poco serve recriminare: fortunatamente, le occasioni di rivincita non mancheranno.

Giornata invero memorabile, dunque: di fatto, e senza scomodare sterili discorsi campanilistici che assai poco ci interessano, non avrebbe potuto esserci un risultato migliore.

L’Heritage di Stellantis e Alfa Romeo protagonisti della 1000 Miglia 2023

Manca solo un giorno alla partenza della 41esima edizione rievocativa della 1000 Miglia, la prova di regolarità per auto d’epoca che prenderà il via da Brescia il 13 giugno per farvi ritorno il 17, dopo aver toccato alcune delle località più suggestive d’Italia. Da sempre un po’ gara e un po’ avventura, la 1000 Miglia coinvolgerà quest’anno oltre 400 vetture d’epoca di elevato valore, di cui ben 47 appartengono al Marchio Alfa Romeo, simbolo indiscusso dell’automobilismo sportivo italiano.

Tra queste, tre esemplari della collezione aziendale, normalmente in mostra presso il Museo Alfa Romeo di Arese: la 1900 Sport Spider e la 2000 Sportiva entrambe del 1954 e la 1900 Super Sprint del 1956. Tre vetture straordinarie, appartenenti alla collezione di Heritage, il dipartimento di Stellantis dedicato alla tutela e alla promozione del patrimonio storico costituito da oltre 600 esemplari di auto d’epoca Alfa Romeo, Fiat, Lancia e Abarth.

Esaminiamo in dettaglio queste tre vetture:
 

1900 Sport Spider (1954)
Rarissima spider da corsa – prodotta in soli due esemplari – equipaggiata con un motore a 4 cilindri bialbero portato a 138 cv di potenza massima, che le consente di raggiungere i 220 km/h grazie anche a un peso di 880 chili e a un’aerodinamica particolarmente efficiente. Contraddistinta dall’innovativo design ad opera di Franco Scaglione per la carrozzeria Bertone, la 1900 Sport Spider è dotata di cambio a 5 marce e di ponte posteriore “De Dion”. Questa vettura gareggerà col numero “289”.
 

2000 Sportiva (1954)
Contrassegnata dal numero di gara “296”, è anch’essa un pezzo rarissimo di cui esistono solo due esemplari al mondo ed è caratterizzata da una livrea di colore grigio metallizzato. La 2000 Sportiva viene progettata nel 1954 per produrre una piccola serie di vetture dalle prestazioni elevate e adatte sia all’impiego su strada, sia alle competizioni della categoria “Sport”. Il motore, 4 cilindri bialbero di 2 litri con una potenza di 138 CV a 6500 giri/min, le consente di raggiungere i 220 km/h, velocità altissima per l’epoca. Inoltre la vettura dispone di cambio a 5 rapporti, sospensioni posteriori “De Dion” e carrozzeria in alluminio. La linea è filante, firmata da Bertone e realizzata di nuovo da Franco Scaglione, come per la 1900 Sport Spider.

1900 Super Sprint (1956)
Si presenta con il numero di gara “392” la 1900 Super Sprint del 1956,elegante coupé che rappresenta la declinazione “gran turismo” della 1900, “la vettura da famiglia che vince le corse”, come recitava lo slogan che la rese celebre negli anni Cinquanta. Basata sul telaio in versione corta della 1900 berlina, è equipaggiata con un motore quattro cilindri da due litri con il doppio albero a camme tipico del brand e potenza di 115 CV a 5500 giri/min. Negli anni Cinquanta era consuetudine, per i grandi designer italiani, acquistare il telaio meccanizzato da Alfa Romeo e completarlo con una carrozzeria progettata e prodotta internamente: così fece la milanese Carrozzeria Touring che, tra il 1955 e il ‘58, realizzò 858 esemplari di questa ultima serie della 1900 Sprint.

Alfa Romeo renderà disponibili, come supporto dei suoi modelli d’epoca, alcune unità dell’ultima nata Giulia “Quadrifoglio 100° Anniversario”.

Il 15 aprile 1923 il leggendario Quadrifoglio debuttò sulla versione Corsa della RL di Ugo Sivocci, portandolo alla vittoria della XIV Edizione della Targa Florio. Da allora il Quadrifoglio diventa simbolo delle Alfa Romeo nelle competizioni e identifica le più performanti realizzazioni del Marchio, non solo quelle impegnate nei circuiti di gara ma anche le più potenti ed esclusive vetture stradali. Come nel caso di Giulia e Stelvio “Quadrifoglio 100° Anniversario”, un’edizione limitata prodotta in sole 100 unità per modello e caratterizzata in modo distintivo sia dal punto di vista della meccanica che dell’estetica. Motore 2.9 V6 potenziato a 520 CV e differenziale autobloccante meccanico che ottimizza il trasferimento di coppia, aumentando stabilità, agilità e velocità in curva. Nuovi stemmi celebrativi disegnati dal Centro Stile Alfa Romeo e nuove pinze freno color oro, calandra e calotte specchio in carbonio a vista. Negli interni, nuove le cuciture a vista color oro e il badge celebrativo su plancia, mentre il volante si presenta rivestito in pelle e Alcantara con cuciture nere e inserti in fibra di carbonio.

La Ferrari vince la 24 Ore di Le Mans con Calado/Pier Guidi/Giovinazzi

Attesa da molto tempo e festeggiata dagli oltre 300.000 spettatori accorsi a Le Mans per assistere al centenario della 24 Ore, la gara di quest’anno ha mantenuto tutte le aspettative. Le Mans ha deciso di coronare la Ferrari, marca che mancava ufficialmente dal panorama endurance dal 1973. L’ultima vittoria a Le Mans del Cavallino risaliva poi al 1965, allorché la 250 LM del NART vinse con Masten Gregory e Jochen Rindt (con la partecipazione in incognito in Ed Hugus, ma questa è un’altra storia). Ieri pomeriggio alle ore 16, quando il campione di basket LeBron James ha agitato la bandiera francese e dato il via ai 62 concorrenti, tutti gli sguardi si sono rivolti alla categoria Hypercar, più numerosa che mai, con sette costruttori (Ferrari, Porsche, Toyota, Cadillac, Peugeot, Glickenhaus e Vanwall) e un buon numero di modelli al debutto. Le prime battute hanno mostrato lo stato di forma di Ferrari e Toyota. Sébastien Buemi, partito terzo, si è installato in testa con la Toyota numero 8. Le prime ore di gara sono state contraddistinte da diversi incidenti, safety car e l’arrivo di acquazzoni che hanno rimescolato le carte.

La gara ha vissuto poi del duello interminabile fra la Toyota GR010 numero 8 e la Ferrari 499P numero 51. I piloti si sono marcati in pista ma anche ai box. La corsa si è decisa a favore della Ferrari pilotata da Calado, Pier Guidi e Giovinazzi, che hanno accumulato quasi un giro di vantaggio approfittando anche di un arresto temoraneo della Toyota. E’, questo del 2023, il decimo successo assoluto del Cavallino a Le Mans, dopo quelli del 1949, 1954, 1958 e poi i sei dal 1960 al 1965. La Ferrari avrà il privilegio di conservare il trofeo del centenario, pezzo unico realizzato dalla Monnaie de Paris.

In LMP2 l’Oreca-Gibson 07 dell’Idec Sport con Paul-Loup Chatin conservava a inizio della gara il vantaggio della pole position. Dietro seguivano Robert Kubica con l’Oreca del WRT e Pietro Fittipaldi (Oreca Jota). Presto uno dei maggiori candidati alla vittoria veniva penalizzato: l’Oreca della Prema Racing doveva modificare la propria strategia di gara anticipando il primo arresto ai box a causa dei detriti recuperati sulla pista. Nel cuore della notte, un’uscita alla curva del ponte provocava il ritiro della vettura pilotata da Daniil Kvyat.

L’Oreca-Gibson 07 dell’Inter Europol Competition di Jakub Smiechowski, Albert Costa e Fabio Scherer passava in testa per non lasciare più il comando malgrado un drive-through domenica mattina e un passaggio sulla ghiaia di una via di fuga. La squadra polacca ha dato prova di affidabilità, tenendosi oltretutto lontano da situazioni potenzialmente pericolose. Una vittoria di esperienza, davanti al Team WRT, altra referenza in categoria LMP2.

In GT, l’ultima apparizione alla 24 Ore di Le Mans delle vetture di categoria GTE prima dell’arrivo delle GT3 ha dato vita a una gara intensa. La categoria LMGTE-Am è stata falcidiata da incidenti e rotture meccaniche, con 12 vetture all’arrivo su 21 partite. Diversi equipaggi, come per esempio quello delle Iron Dames composto da Sarah Bovy, Michelle Gatting e Rahel Frey, hanno lungamente battagliato per la vittoria ma l’esperienza dei piloti Corvette ha fatto la differenza.