Come ogni anno, Oreca ha prodotto un eccellente press kit in occasione della 24 Ore di Le Mans. Riservato precipuamente alla stampa, il documento è ricco di dati e informazioni che possono interessare anche i semplici appassionati. Potete scaricare il pdf qui di seguito.
Nella foto di apertura, due Oreca-Gibson 07 di classe LMP2 nella giornata test (sessione del pomeriggio) del 4 giugno a Le Mans.
Dopo la giornata di “vuoto” oggi, domani inizia il programma più intenso della dieci giorni di Le Mans. Ieri l’affluenza del pubblico in occasione della giornata test è stata notevole, tanto che a tratti si sarebbe creduto di essere già al mercoledì o al giovedì. Per alcune strutture ancora in via di completamento, altre erano aperte e operative, come il negozio Spark nella piazza principale del villaggio all’interno del circuito. Modelli a 80 euro, tanta gente che guardava, forse anche qualcuno che si sarà portato a casa qualche modello. Il fatto è che ormai, di originale, alla 24 Ore si trova poco o nulla. Magari ci saranno sorprese nel negozio ufficiale Peugeot o in quello Porsche, ma non ci si allontanerà ovviamente dalla tematica Spark.
Per una maggiore varietà di modelli, libri, foto e quant’altro bisognerà attendere la Classic a fine mese, e anche in quell’occasione ho l’idea che le cose non siano più come una decina di anni fa. Girando all’interno delle stradine dove hanno accesso solo i fotografi si ritrovano però atmosfere e colori che a Le Mans non cambiano mai. Basta provarsi a tagliare verso l’Hunadières in direzione Antarès -Hippodrome. Da lì sbuchi su un punto velocissimo dove i commissari ti fanno restare, basta stare attenti perché le auto ti sfiorano a velocità notevoli senza alcuna via di fuga. Dietro, alcuni cavalli girellano tranquilli e incuranti del frastuono. Sul vialetto che porta alla pista si affacciano alcune casette abitate da persone che per diversi giorni all’anno accettano di buon grado di essere “invase” da qualcosa di strano e particolare come una corsa di prototipi che ti attraversa il giardino. Offrono ai commissari, che conoscono bene perché di solito ogni gruppo occupa la stessa posizione anno dopo anno, bevande e torte fatte in casa.
E’ questo lo spirito di Le Mans, e ti sembra ancora di sentire il sibilo aerodinamico delle Porsche 956, delle WM-Peugeot e delle Jaguar sponsorizzate Silk Cut, il rumore di ferraglia delle Gruppo C2 tenute insieme con lo scotch e l’urlo strozzato delle Porsche 930 e delle BMW M1. E’ la Le Mans che non cambia, perché quegli alberi, quelle foreste stanno lì da decenni e sono loro i veri testimoni della storia.
L’ACO ha diffuso ieri un pdf di 150 pagine contenente una notevole quantità di dati, statistiche e informazioni storiche sulla 24 Ore di Le Mans. Potete scaricarlo direttamente qui sotto.
È di nuovo tempo di Novegro, dunque: pur scavando a fondo nei – solitamente.- ordinati file della mia memoria, non credo di aver mai partecipato all’edizione di giugno della mostra scambio prima della scorsa domenica, e francamente parlando con chi può vantare una solida esperienza in merito non nutrivo grandi speranze riguardo un grande appuntamento come, ad esempio, può essere storicamente quello di dicembre, solitamente il più ricco ed interessante dell’anno.
Molto bene, mi sbagliavo in pieno: già nei giorni immediatamente precedenti, qualche mezza voce lasciava trasparire la possibilità di un evento con ben poco da invidiare alle date più “ricche”, e nella realtà dei fatti è andata proprio così.
Nonostante qualche spazio vuoto verso il fondo del padiglione, chi ha voluto e potuto partecipare alla borsa di domenica si è trovato al cospetto di un’offerta di pezzi di assoluto pregio e valore, soprattutto in termini di modelli obsoleti: migliaia di modelli interessantissimi ed in ottime condizioni, dai Solido ai Politoys, ai Mercury, a molti Edil Toys, più moltissimi pezzi probabilmente meno mainstream ma di assoluto rilievo hanno popolato lo spazio dedicato alla fiera.
Si poteva incrociare di tutto, compresa una strepitosa Honda F1 in ottone della Kanda, in scala 1:43, risalente alla fine degli anni ’60: un modello incredibile, costosissimo già all’epoca, la cui importazione – comunque limitatissima- era legata ad un’iniziativa del Club delle Quattroruotine.
Il modello era disponibile sia in ottone grezzo che, in alternativa, con scocca dipinta con i consueti colori bianco-rozzo della Honda, che era poi la versione presente alla borsa di Novegro.
Un modello costosissimo ora come allora (probabilmente anche troppo in fin dei conti) ma di assoluta rilevanza storica e di estremo interesse.
Si poteva incontrare di tutto girando tra i banchi: da un’Abarth-Osella 2000 firmata Manou Autosport (un Factory Built, con tanto di scatoletta e numero di serie punzonato sul fondino, un modello assai evidentemente derivato dalla Lola di Bonnier di Solido, con ruote… Della Ligier JS3, sempre Solido) a modelli Idea3 (una Fiat 8V), ad una bella raccolta di Lola e Chevron 2000 montate piuttosto bene da kit M.R.E., fino ad una “magica” scatoletta a cilindro – chiarissimo sintomo di M.R.F. – contenente una meravigliosa Alpine A110 Gruppo 4 in kit, che è venuta a casa con l’autore di queste righe, tutti “incontri” confermanti l’attuale tendenza che vede un’offerta sempre più importante sul mercato di questo tipo di prodotti.
I prezzi, in genere decisamente in rialzo rispetto agli appuntamenti precedenti, meritano un discorso a parte e piuttosto articolato: girando, e guardando bene, era possibile trovare ottime cose a prezzi quasi inesistenti, ma in generale – appunto – la tendenza era assai meno minimalista di quanto non fosse nel recente passato: in particolare, si nota un certo rialzo dei Solido, che sono i modelli che più hanno subito un tangibile rialzo delle richieste dopo anni di fortissimo deprezzamento.
60-70€ per un Serie 100 degli ultimi, come una Citroën GS o una Porsche 908, e 40-50€ per un buon Serie 10 – ovviamente da intendersi completi di scatola – erano la norma, tralasciando certe esagerazioni tipiche di certi espositori che, comunque, non ci paiono particolarmente esemplificativi del mercato.
E nonostante questo rialzo, l’interesse per questo tipo di prodotti è decisamente alto, con più di qualche frequentatore avvistato con una scatola da scarpe piena di questi modelli.
Scene d’altri tempi, cicli e ricicli storici…
Lasciamo ora la parola alle immagini, certi a questo punto che le prossime edizioni, a meno di improbabili ritorni di emergenze pandemiche con ansiotoci bollettini giornalieri dei caduti a mo’ Radio Londra, non potranno che confermare il trend decisamente interessante e qualitativamente elevato di questi ultimi appuntamenti.
Il BoP introdotto nei giorni scorsi proprio alla vigilia della 24 Ore di Le Mans è riuscito a riequilibrare la situazione in Hypercar se non a rimescolare le carte E’ presto per saperlo. Fatto sta che il risultato finale della giornata test disputatasi oggi in due sessioni è all’insegna di una grande incertezza, con le prime sette vetture raggruppate in meno di un secondo. Il miglior tempo l’ha siglato la Ferrari 499P di Pier Guidi/Calado/Giovinazzi (3’29″504 nella seconda sessione). In generale i migliori tempi sono stati segnati nel pomeriggio. Secondo tempo per Estre/Lotterer/Vanthoor (Porsche 963, 3’29″648), terzo per la Toyota numero 7 sulla quale si sono alternati Conway, Kobayashi, Lopez, Buemi e Nakajima, quest’ultimo pilota di riserva (3’29″827). In LMP2 miglior tempo per l’Oreca-Gibson 07 della Jota, mentre in LMGTE-Am ha chiuso col miglior tempo la Ferrari 488 GTE Evo del JMW Motorsport. C’era curiosità sulle reali prestazioni della Camaro NASCAR che partecipa da sola in classe Innovative: ebbene, la vettura si è classificata al 41° posto assoluto col tempo di 3’53″761, lontano dalle LMP2 più lente (che girano sul 3’40”) ma 2″3 più veloce della migliore GT.
Con le sessioni test di oggi inizia l’attività in pista della settimana di Le Mans. In circuito sono programmati concerti, presentazioni e l’asta di RM Sotheby’s (venerdì 9 giugno) ma anche al di fuori l’offerta non manca.
Oggi dalle 10 alle 14 a Le Mans, fra place Henri Vaillant e avenue Georges Durand, sarà visibile la ricostruzione della storica virage de Pontlieu. Domani 5 giugno il comune di Moncé-en-Belin lancia la settimana di animazioni con un’esposizione di veicoli d’epoca e altro. Concerto alle ore 21. Sempre domani, quinta edizione di Neuville dans la course, manifestazione dedicata alle vetture inglesi, con proiezione su schermo gigante alle ore 21 del film ufficiale della 24 Ore.
Il 6 giugno il circuito apre ufficialmente le porte al pubblico. Dalle 16 alle 23 il villaggio di Ruaudin celebra i cento anni della gara e i cinquanta dalla vittoria di Henri Pescarolo e Gérard Larrousse con la Matra.
Mercoledì 7 giugno esposizione di auto d’epoca in centro a Le Mans. Dalle 9 alle 19, in place jet d’eau, davanti alla cattedrale, l’associazione Ford Racing presenta ottanta vetture che hanno partecipato alla 24 Ore.
Giovedì 8 giugno, Arnage dans la course in place Mitterrand, con l’esposizione di un’ottantina di vetture storiche.
Venerdì 9 giugno, Classic British Welcome dalle 9 alle 17 alla salle du Val-de-Vray a St Saturnin, con un evento che onorerà anche la Ferrari. Dalle 14 alle 16.30 la classica parata dei piloti nel centro di Le Mans, mentre dalle 14 alle 19, presso la curva di Mulsanne, si celebrerà il marchio Peugeot.
Garage 56 è il programma dell’ACO che annualmente invita alla 24 Ore di Le Mans vetture particolari e tecnologicamente diverse dall’ordinario. Quest’anno l’Automobile Club de l’Ouest ha deciso di assegnare l’iscrizione speciale a una vettura NASCAR. La categoria americana, così lontana dalle logiche tecniche e sportive dell’endurance, fa il suo ritorno a Le Mans dopo quarantasette anni. Nel 1976, infatti, anno delle celebrazioni del bicentenario dell’indipendenza americana, furono invitate a partecipare alla 24 Ore una Ford Torino e una Dodge Charger con motore V8 da 7 litri. L’ACO si accollò le spese di trasporto delle vetture, che fecero, com’era abbastanza prevedibile, una ben magra figura, trovandosi completamente a disagio in un contesto che nulla aveva a che fare col tipo di impiego per il quale erano state concepite.
Nel 2023 ci si riprova con una Chevrolet Camaro ZL1 schierata dall’Hendrick Motorsports per un trio di piloti veramente particolare: oltre al sette volte campione NASCAR Jimmie Johnson, guideranno la vettura Jenson Button e Mike Rockenfeller. Per la 24 Ore la Camaro è stata modificata con l’aggiunta di fari, appendici aerodinamiche per migliorare la deportanza (magari a spese della velocità di punta ma non si può avere tutto) e con l’adozione di freni in carbonio. La ZL1 in configurazione Le Mans pesa circa 180kg in meno rispetto alla NASCAR. Sempre assenti le portiere: un vero pilota NASCAR entra dal finestrino anche a Le Mans. Difficile prevedere a che livello di prestazioni la vettura si collocherà. L’obiettivo principale è quello di finire la gara.
La Porsche 911 (991) RSR-19 numero 56 (classe GTEAm) del Project 1 AO correrà la 24 Ore di Le Mans nella livrea “Rexy” che ha debuttato nella scorsa 12 Ore di Sebring sulla 911 (992) GT3 R schierata dall’AO Racing in classe IMSA GTD. Questa particolare veste si ispira a un’idea dei figli del proprietario del team, nonché pilota, PJ Hyett. Il successo incontrato dalla Rexy americana hanno spinto Hyett e il team manager-pilota Gunnar Jeannette a ripetere l’operazione sulla RSR-19 telaio WPOZZZ99ZNS199911. Del resto in questo centenario della 24 Ore di Le Mans non mancano livree speciali, più o meno appariscenti. Rexy si è vista ieri 2 giugno nel corso della prima giornata delle verifiche.