Tutt’altro che banale la selezione di Kidston a Rétromobile: fra i pezzi più pregiati due Ferrari, la 250 GT California LWB e la 250 GT SWB in configurazione Lusso.


















Tutt’altro che banale la selezione di Kidston a Rétromobile: fra i pezzi più pregiati due Ferrari, la 250 GT California LWB e la 250 GT SWB in configurazione Lusso.


















La vedette dello spazio di Girardo & Co. a questa edizione di Rétromobile 2023 è probabilmente la Ferrari 512S telaio numero 1004, certificata Ferrari Classiche. Questo chassis fece parte tra l’altro della partecipazione ufficiale alla 24 Ore di Daytona 1970. Troviamo poi una 512BB-LM, telaio 26685, partecipante alla 24 Ore di Le Mans 1979 e 1980, oggi ripristinata nella livrea dell’artista francese Jean Fougerol, e poi ancora una Ferrari 250 GT TDF e varie Ferrari GT degli anni duemila.















La londinese Fiskens è una presenza fissa a Rétromobile e anche quest’anno propone una scelta di vetture di ogni epoca, dalle Sport anni cinquanta alle Gruppo C, dalle rally anni novanta fino alle LMP di poche stagioni fa. Ovviamente va fatto un distinguo fra vetture molto restaurate e altre in condizioni originali. Alla fin fine spetta al collezionista decidere se andare su qualcosa di famosissimo ma di forzatamente poco genuino oppure portarsi a casa una Acura di LMP2 praticamente presa dall’ultima gara fatta e messa in museo.

















Giuseppe Bo (Bo-G) ha appena terminato per Spirit of Racing, il marchio di Elio Venegoni, una serie di tre Fiat-Abarth 2000 SE021 basate sul modello 1:43 da edicola. La carrozzeria è stata riverniciata e sono stati aggiunti alcuni dettagli come il tappo serbatoio. Modificati, ove la documentazione storica lo richiedeva, alcuni altri particolari come i rollbar. Le decals sono specifiche. Le miniature, che fanno parte della serie “Models on demand” sono disponibili nelle seguenti versioni: n.606 Pilone, Rieti-Terminillo 1971, n.9 Hezemans, Paul Ricard 1971, n.12 Merzario, Vallelunga 1971. Il prezzo di ciascun modello, che sarà montato su basetta in plastica con vetrina di plexiglass, è di € 80 più spedizione. Per informazioni: e-mail eliovenegoni@gmail.com

L’Automobile Club de l’Ouest è presente in grande spolvero a questa edizione di Rétromobile. In occasione del centenario della 24 Ore di Le Mans, l’ACO ha presentato nel padiglione 1 un’esposizione tematica dedicata ai marchi francesi che nei decenni si sono illustrati nella gara della Sarthe. Nel padiglione 2 (non fotografato qui) è stato approntato un altro stand che descrive le innovazioni tecnologiche a Le Mans fino all’apparizione del prototipo a idrogeno Mission H24 2024.















Pierre Laugier e Frédéric Suber sono delle presenze fisse a Rétromobile. Evolutisi sul filo degli anni, questi due artigiani propongono spesso lavori di ottimo livello, partendo per lo più da kit esistenti in commercio. Laugier prosegue il proprio percorso con i modelli 1:43 disdegnare le scale più grandi, e i suoi montaggi ci paiono sempre molto convincenti ed equilibrati. Certo, come tutte le “personalità” può piacere o meno, ma è sempre interessante osservare il risultato del suo lavoro.







Quanto a Suber, pur non avendo abbandonato l’1:43, si è concentrato sull’1:12 (soprattutto kit MFH) dove probabilmente ha trovato un terreno più ideale per esprimere i propri concetti di resa cromatica. Lui la definisce “alla Rembrant”: ognuno può giudicarla come meglio crede, anche se personalmente penso che in questi casi scomodare nomi di questo livello sia un po’ troppo. In ogni caso i montaggi sono molto buoni, anche se quei gallettoni alla rovescia sulla GTO stonano parecchio. Molto bella la 33TT12 che vedete nella foto di apertura.








Sarà un San Valentino speciale per tutti i tifosi della Scuderia: la monoposto Ferrari per la stagione 2023 verrà infatti svelata il prossimo 14 febbraio. Numero di progetto 675 – mentre il nome ufficiale deve ancora essere deciso –, la nuova vettura prenderà parte alla 73ma edizione del campionato del mondo di Formula 1 e sarà affidata ancora una volta a Charles Leclerc e Carlos Sainz, al terzo anno da compagni di squadra.
di Riccardo Fontana
Come pressoché sempre riguardo a ciò che scrivo, anche quella che sto per darvi in pasto è una cosa su cui rimugino da un po’, e che mi sembra, tanto per cambiare, alquanto significativa dell’insensatezza dell’attuale carrozzone della Formula Uno.
Non parlerò del Budget Cap, o almeno non lo farò in senso stretto: ne abbiamo già parlato anche sulle colonne di PLIT, e francamente l’anno passato è stato l’argomento più mainstream di un mondo già troppo mediatico e politically correct di suo.
Non ne parlerò, appunto, se non “di striscio”, perché oggi parliamo dei test nell’attuale Formula Uno.
Oggi i test sono un “mostro” inaccettabile per l’establishment al potere, e pertanto è difficilissimo svolgerne al di fuori dalle giornate collettive del pre-season e dai fugaci shake-down che sono concessi alle scuderie solo affinché abbiano almeno la certezza che le ruote delle loro “nuove creature” girino liberamente.
Soprattutto durante la stagione, la mole di test “effettivi”, da intendersi cioè come svolti in pista con macchine facenti “brum brum” o quel che emettono oggi, si riduce a zero.
E non è un eufemismo, vanno veramente a zero, le uniche concessioni vanno ai simulatori, che sono un modo direi assolutamente coreografico di risparmiare capitali per i team dati i costi astronomici che richiede la loro costruzione e, peggio ancora, qualche giro di pista con le monoposto vecchie.
Vecchie di due anni, per la precisione.
Sui simulatori ho speso tre righe e, per indole mia di cui vorrete scusarmi, mi sono già dilungato fin troppo: di fatto, le scuderie sono costrette a spendere centinaia di milioni di euro per fare in modo che degli attori porno – i piloti – facciano del sesso con una bambola gonfiabile – il simulatore.
Descrizione brutale? È possibile, ma è anche una descrizione reale: quante gomme, ricambi, e litri di benzina ed olio si potrebbero comprare col costo di un simulatore di ultima generazione?
Anzi: motori, benzina, gomme e liquido vari spesso e volentieri vengono forniti gratuitamente, se non addirittura dietro a corrispettivo pagamento, dai partners alle scuderie.
Budget Cap, dicevamo…
Le monoposto “vintage”, invece, sono il capitolo probabilmente ancora più dolente di questa storia: si costringono le scuderie a tenere, ed a tenerle in efficienza, monoposto obsolete, rispondenti ad altri regolamenti rispetto a quelli attualmente in vigore, a volte anche con motori di fornitori diversi da quelli odierni (vedasi la McLaren o la Red Bull di qualche stagione addietro) per poter girare in pista per una quantità comunque irrisoria di km.
Budget Cap, ripetiamo…
Cosa vuol dire per un team, magari piccolo, questo simpatico scherzetto non-sense dei legislatori? In primis significa non poter vendere le auto ai collezionisti alla fine della stagione, ed anzi non poterlo fare per non una, non due, ma tre stagioni, con tutto ciò che questo comporta in termini di mancati introiti.
Punto secondo: assieme alle auto, occorre tenere, e magari produrre se si è stati un po’ sfortunati da consumarne molti durante la stagione, i pezzi di ricambio per farle funzionare senza che si trasformino in trappole mortali.
Seconda tegola sui conti, e più si è piccoli e più tutto ciò “pesa” sulle tasche.
Ora: non sarebbe meglio piantarla e far tornare le auto e i piloti a girare liberamente durante l’anno? Continuiamo a contare i pacchetti di crackers nelle ospitality per poi scordare il pragmatismo nei calzoni estivi?
Agli appassionati – ma più che altro a chi di dovere, o chi di potere – l’ardua sentenza, certo è che di contraddizioni e circostanze di dubbia intelligenza, nella massima serie targata 2023, ce ne sono finché si vuole.
Impossibile iniziare a parlare di Rétromobile senza citare subito Artcurial: anche quest’anno il dipartimento Motorcars della casa d’aste francese ha messo su un plateau di tutto rispetto. Matthieu Lamoure e Pierre Novikoff sono riusciti a conciliare qualità e quantità, con un mix notevole di vetture stradali e da competizione. La star della vendita del 2023 è sicuramente la Ferrari 250 LM telaio 5901GT, appartenente ad un collezionista francese. Decima LM costruita, la 5901GT venne consegnata nuova nel 1964 a Luigi Chinetti, importatore americano della Ferrari per un cliente di Philadelphia. Ripresa da Chinetti nel 1966, la vettura venne iscritta alla 24 Ore di Daytona come muletto ma fu impiegata in corsa. La 5901GT è una delle 250 LM meglio conservatesi. Della vasta offerta di Artcurial Motorcars a Rétromobile abbiamo già parlato in un articolo di anteprima uscito qualche giorno fa. Degna di nota è anche un’altra Ferrari, la 340 Barchetta Touring, il cui restauro è stato terminato di recente. Venduta nuova negli Stati Uniti, questa 340 ha partecipato alla 24 Ore di Le Mans e al Tourist Trophy di Goodwood nel 1951 e alla 12 Ore di Sebring nel 1953, oltre a varie altre gare negli Stati Uniti. In totale saranno quasi 240 le auto che verranno messe all’asta da venerdì 3 a domenica 5 febbraio.

























































Dalla Thinwall Special alla 500 F2, dalla 250 GTO alla 275 GTB, dalla 312 T alla 512M passando per altre vetture celeberrime, Richard Mille espone a Rétromobile una raccolta eccezionale di Ferrari storiche. Certo, sono quelle di oggi e quindi restaurate, rifatte o ricostruite, ma restano comunque un’eccellenza assoluta nel settore. Insomma, difficile trovare di meglio se si riesce a venire a patti col fatto che il tempo passa per tutti e ciò che era ieri oggi non lo è più. La certificazione di Ferrari Classiche è comunque una testimonianza che il materiale è conforme. Considerati gli accrocchi che girano, è già una bella cosa. Le forme sono quelle e danno emozioni forti. Ci saranno anche due o tre tubi e quattro viti originali e tanto basta. Il resto dovrà farlo la suggestione, per quanto un paio di Formula 1 sembrino ben conservate. In ogni caso un colpo d’occhio formidabile.














