Rétromobile 2023: una prima impressione

Avevamo lasciato, come giornalisti, Rétromobile nel 2019. Nel mezzo c’è stata un’ultima edizione giusto in tempo delle grandi chiusure, l’annullamento del 2021, lo spostamento a marzo nel 2022 e finalmente questa edizione 2023 che si preannunciava molto ricca. Ebbene, ad una prima impressione le attese non sono state deluse. Quello che si può percepire è una tendenza all’innalzamento generale della qualità, con massicci arrivi dei “grandi” che hanno scalzato forse un po’ i piccoli. C’è molto meno mercatino e molto più lusso, tanto per intenderci. Sotto questo aspetto potremmo dire che la vecchia Rétromobile oggi è Epoqu’Auto di Lione. Se questo sia un bene o un male lo dirà il tempo. Certo che la tendenza sembra quella. Pubblichiamo intanto una veloce gallery per poi tornare con maggior metodo su singoli temi d’interesse.

Rétromobile 2023: stasera l’anteprima per la stampa

testo e foto di David Tarallo

Aprirà oggi in anteprima per la stampa e per gli addetti ai lavori l’edizione 2023 di Rétromobile. PLIT è già sul posto e vi racconterà con quanti più dettagli (e foto) possibile questa manifestazione che ormai è una delle due o tre più importanti del mondo nell’ambito dell’automotive, non solo storico. Rétromobile negli anni è sopravvissuta ai saloni tradizionali, riuscendo oltretutto ad attirare i produttori, che ormai espongono le loro vetture d’epoca per promuovere la produzione attuale (nella maggior parte con risultati aberranti che tolgono ogni residua voglia di acquistare un Tonale quando le vedi esposto accanto a una 1900SS ma questo è un altro discorso: Stellantis, Renault e compagnia considerano Rétromobile un evento irrinunciabile, anche perché il business attorno al restauro e alla conseguente certificazione ufficiale si sta facendo sempre più interessante, non solo per chi si chiama Ferrari o Porsche. Stasera, quindi, con un po’ di fortuna, avrete i primi resoconti su Rétromobile, che si evolve come si evolve incessantemente Parigi, una città tutt’altro che ingessata, al contrario di tante altre grandi capitali europee. Attorno all’area espositiva fervono imponenti lavori di razionalizzazione e ammodernamento e c’è da capire perché il meglio – spesso – passi da qui. Dove ci sono infrastrutture c’è anche investimento e conseguentemente girano i soldi. E anche parecchi.

La mensola di Carlo Chiti

testo e foto di Riccardo Fontana

Noi di PLIT vi stiamo abituando forse un po’ troppo bene: tra speciali di livello eccelso ed obsoleti di livello forse ancora più altisonante, la carne al fuoco è, modellisticamente parlando, sempre estremamente succulenta.

Certe volte, però, capita di trovare “un perché” anche ad un modello imperfetto o infedele: non se ne capiscono bene le ragioni, eppure ci dice qualcosa di profondo, e se possiamo lo compriamo, provando un grado di soddisfazione assai poco comprensibile, spesso, anche a noi stessi.

Tempo fa, ma veramente parecchio tempo fa, avevo recuperato in un mercatino vicino a casa un’Alfa 33 TT3 della Edison Giocattoli, in scala 1:20, la celebre “blu”, che ho molto cercato senza mai, in verità, riuscire a prendere.

Almeno finché non trovai quella attualmente di mia proprietà.

Non è perfetta, è abbastanza fuori scala (1:20), mancano le parti terminali degli scarichi e qualche minuteria qua e là, eppure resta un signor modello ancora per i nostri giorni, assai fedele e tremendamente affascinante: è un modello che, letteralmente, trasuda anni ’70 un po’ dappertutto.

Forse, e dico forse, stona il blu, ma anche questo potrebbe avere una spiegazione nel fatto che, per i legami che intercorrevano tra la Edison e la Famiglia Benelli, questa 33 stranamente dipinta in blu potrebbe essere stata un tributo a “Riccardone”, al secolo Carlo Benelli, valente pilota ed imprenditore fiorentino tragicamente scomparso in un terribile incidente durante la Castione-Neviano del 1972, con una 33 V8 di colore… blu.

Ad onor del vero, va detto che “Riccardone” portava in gara non la TT3 “simil 908/03” riprodotta dalla Edison, ma la vecchia 33/3 che tanto bene si era comportata nel 1971, ed effettivamente la scelta del soggetto lascia perplessi.

Sulla 33 TT3 Shocking Line di Edison tornerà più compiutamente David, che al riguardo ne sa tremendamente più del sottoscritto.

Sabato, del tutto inaspettata, è arrivata una sorellina a fare compagnia alla Edison, sotto forma di una 33/3 in versione 1971 marchiata Marc-Toys, ovverosia AMB-Marchesini, in una scala paragonabile alla Edison (1:21).

L’ho trovata su un banco alla borsa di Piacenza, in condizioni più che accettabili se non fosse per lo specchietto e l’archetto mancanti (che morirò prima di ritrovare), e giuro che non ne conoscevo l’esistenza: è un gran bel modello, meno dell’Edison in realtà, ma comunque assai piacente e proporzionato.

Presenta una decorazione molto fedele, che la identifica come la vettura di Rolf Stommelen e Leo Kinnunen alla Targa Florio del 1971.

L’unica vera perplessità riguarda la parte posteriore, completamente carenata come sulla 33/3 del 1970, assai probabilmente “lasciata” a causa del rischio di bruttura nell’evidenziare la parte meccanica in quello che, in fondo, era solo un giocattolo.

Devo dire che l’impatto visivo dei due modelli messi l’uno accanto all’altro è veramente qualcosa di notevole: fa molto appassionato normale degli anni che furono, che prendeva ciò che capitava per il significato simbolico dell’auto reale, non tanto per avere lo Spark numero s-minchia che “oddiomimancaincollezioneoracomedormo?!”.

Era un modo più sano di collezionare o solo più barbone? Non lo so, ma a me piace: vedere queste due 33 accanto… beh, è un po’ come mi immagino che potesse essere una mensola nell’ufficio di Carlo Chiti verso il 1973, con qualche modello magari leggermente danneggiato in qualche sfuriata o in qualche spostamento.

E Parigi, in questo caso, val ben qualche mancanza…

Parigi, Au Chat Botté in boulevard Lefebvre

Parigi pullula ancora di negozi più o meno grandi di modellismo. Fra le città europee, la capitale della Francia è ancora quella più “old style”. Potremmo metterci Londra, ma anche lì, come in altre piazze, la globalizzazione si è fatta sentire. Trovandomi a Rétromobile, l’occasione è stata buona per una visita a Chat Botté in blvd Lefebvre, a due passi dalla Porte de Versailles. Il negozio, pur esponendo a Rétromobile, è aperto durante tutta la settimana con gli orari abituali. Cose particolari? Sicuramente più che da noi. Del resto è quello il succo. Uno non è che va a Parigi per cercare lo Spark numero pinco pallino, a meno che non sia uno di quelli che hanno sviluppato un’attrazione patologica e totalizzante per il marchio e allora conviene che puntino direttamente verso rue des Halles, alla BAM. Per gli altri c’è il gusto del rinvenimento archeologico. Dicevamo di Chat Botté. L’ultima volta che ci sono stato era il febbraio del 2019, dovrebbe esserci anche un articolo pubblicato nel vecchio blog. Solita cortesia, tempo rallentato tipico di un negozio specializzato tradizionale, il che fa piacere in mezzo a questo mondo che corre forsennato non si sa neanche più verso cosa. Probabilmente molti modelli rari o particolari si sono trasferiti a Rétromobile, per cui li vedrete stasera. Non mancavano però le stranezze, fra cui ciò che resta di RR Miniatures, un marchio nato oltre vent’anni fa e che per un certo tempo si mise a produrre speciali low cost nel puro spirito francese di quel periodo. Fra i soggetti più frequenti, una serie di Citroën Saxo in un po’ tutte le salse: stradali, rally, trofeo… Erano spesso piloti e sponsor a commissionare queste produzioni, che venivano comunque vendute anche ai collezionisti attraverso il negozio. Rispetto ad altre serie simili, verniciatura e livello di montaggio erano più che buoni. Gli RR Miniatures furono anche commercializzati in kit. Tra vetrine del negozio di blvd Lefebvre il vero divertimento è andare a ripescare cose che ormai quasi nessuno guarda più, simulacri di un tempo che di tanto in tanto continua a inviare i propri bagliori. Qualche vecchio Starter montato, dei kit Prestige (vale a dire Mini Racing), alcuni Norev senza scatola ma dignitosissimi. La scelta originale esiste ancora. Bene, come antipasto a Rétromobile questa visita può avere un senso. Ricordiamo che la boutique, che ringraziamo per la gentilezza e la disponibilità ad averci concesso di scattare qualche foto, ha anche un sito Internet: https://autominiature75.com/

La 2CV… di Playmobil

Frutto di una collaborazione tra i marchi Citroën e Playmobil, la Citroën 2 CV Playmobil riproduce una silhouette famosa in tutto il mondo 75 anni dopo il lancio della mitica automobile. Pensata per essere accessibile, robusta, destinata alla campagna ma altrettanto comoda in città, la 2 CV simboleggia un'epoca spumeggiante, addirittura un'arte di vivere, diventando a volte una star del cinema. Questo spirito gioioso si riflette nel colore celeste della riproduzione Playmobil e negli accessori che la completano: un contadino accompagnato dalle sue oche, dal suo maiale e dalle brocche di latte che ricordano la campagna, un'autista in abito a righe da marinaio con un look baba-cool e infine un gendarme, citazione di un famoso sergente in un popolare film francese. Un foglietto di adesivi riposizionabili permette inoltre di personalizzare il modello.

Il catalogo 2023 di Kyosho

Pubblichiamo il catalogo delle novità 2023 di Kyosho, che comprende diecast e resincast in 1:12, 1:18 e 1:43. Alcune referenze sono già note, mentre altre sono del tutto inedite, a parte le varianti di versione e di colore.

Alfa Romeo protagonista a Rétromobile

130.000 visitatori attesi, oltre 600 espositori da tutto il mondo e più di 1.000 vetture esposte: questi i numeri della 47ma edizione di Rétromobile a Parigi, il salone più antico d’Europa dedicato alle vetture classiche.
Alfa Romeo e il dipartimento Heritage di Stellantis sono protagonisti di questa importante manifestazione ospitata presso Porte de Versailles. Il dipartimento Heritage di Stellantis nasce a Torino nel 2015, con la missione di recuperare, custodire e valorizzare Alfa Romeo e il suo patrimonio storico attraverso la partecipazione a manifestazioni di settore e l’offerta di servizi dedicati agli appassionati e possessori delle vetture classiche. Presenti sullo stand, allestito per Rétromobile, due preziose auto d’epoca: l’Alfa Romeo S.Z. (1989) e l’Alfa Romeo 1900 Super Sprint (1956).

Alfa Romeo S.Z. (ES30), 1989

L’esemplare esposto è più unico che raro. Tra le prime prodotte, si tratta di una vettura “ex-works”, proveniente dal circuito di prova di Balocco, dove è stata impiegata per sperimentare differenti soluzioni. Autentica vettura “laboratorio”, è diversa in alcuni dettagli rispetto alle altre S.Z. successivamente prodotte, tanto da poter essere considerata un prototipo. Si tratta di un progetto ambizioso, denominato ES30, cioè “Experimental Sportcar 3.0 litres”, sorto dalla volontà dell’Alfa Romeo di ribadire la sua tradizione divetture sportive a trazione posteriore, utilizzando però nuove tecnologie e affidando la produzione di un migliaio di esemplari alla carrozzeria Zagato, che li assemblò nello stabilimento alle porte di Milano. Nacque così l’Alfa Romeo S.Z. (Sprint Zagato), una sportiva di razza dalle linee aggressive e inconfondibili. Montata su una sottoscocca in acciaio, la carrozzeria esterna è in materiali compositi mentre pianale e meccanica derivano dall’Alfa Romeo 75 da competizione (Gruppo A), con il motore tre litri V6 portato a 207 cavalli per una velocità massima di 245 km/h. Del tutto inedito è l’impiego dei primi sistemi di progettazione e produzione CAD/CAM, che permette di ridurre notevolmente i tempi di sviluppo ma soprattutto gli affinamenti e le modifiche in corso d’opera.
La vettura è stata smontata completamente e sottoposta a un accurato restauro nelle Officine Classiche. La carrozzeria è stata sverniciata e trattata. Gli interni sono stati completamente rigenerati secondo un approccio conservativo. Il serbatoio carburante è stato sottoposto a un intervento di pulizia con apposito trattamento. Accurati controlli hanno interessato anche il motore con un intervento di messa a punto generale. I cerchi ruote hanno beneficiato di un’accurata pulizia, preservandone l’originalità.

Alfa Romeo 1900 Super Sprint, 1956

Nel 1955, la 1900 Sprint viene sostituita dalla versione “Super Sprint”, che rimane in produzione fino al 1958 per un totale di 599 unità. Molto simile al modello che l’ha preceduta, la 1900 Super Sprint presenta il nuovo cambio a cinque velocità, sempre al volante, ma con rapporti più ravvicinati. Gli organi meccanici sono gli stessi della berlina 1900 Super T.I., con cilindrata di 1975 cm3, e due carburatori invertiti a doppio corpo. Il motore, con 4 cilindri in linea, esprime una potenza di 115 cv a 5500 giri/min per una velocità massima pari a 190 km/h.
L’impronta dell’eleganza tutta Alfa Romeo viene dal disegno della Carrozzeria Touring che, coniugato alla ricerca sui materiali, conferisce alla vettura quelle caratteristiche di leggerezza e basso coefficiente aerodinamico, ottimali anche per la migliore prestazione in gara.

Grazie al Certificato di origine emesso dall’Heritage di Stellantis – Alfa Romeo Classiche, possiamo confermare che l’esemplare esposto, appartenente a un privato, è stato prodotto il 14 luglio 1956 e venduto 3 giorni dopo, a Parigi. La tinta blu è il suo colore originale e il motore installato oggi è ancora quello di primo equipaggiamento.

Alfa Romeo Classiche

“Alfa Romeo Classiche” rappresenta una gamma di servizi che ha il preciso obiettivo di tutelare e promuovere la storia di Alfa Romeo. Il comitato di certificazione è presieduto dal CEO Alfa Romeo e dal responsabile del dipartimento Heritage, supportati dal Museo Alfa Romeo, sede dei registri di produzione e di tutta la documentazione tecnica utilizzata dal comitato per analizzare le informazioni sulle vetture esaminate.
Il programma heritage Alfa Romeo Classiche si compone del “Certificato di origine” che offre l’opportunità di scoprire la storia di ogni vettura attraverso il numero del telaio. Il servizio prevede un’accurata verifica documentale presso i registri di produzione del Marchio e il rilascio di un certificato che attesta l’anno di produzione e la configurazione originale dell’auto: specifiche del modello, matricola del motore, dettagli esterni ed interni originali.
Il “Certificato di autenticità” è il documento con il quale il marchio, supportato dal dipartimento Heritage, certifica l’autenticità dell’auto d’epoca. Per ottenere questa certificazione, ogni vettura viene sottoposta ad un rigoroso processo di ispezione e valutazione che viene effettuato dal team specializzato, constatando l’autenticità dell’auto e dei suoi componenti e il funzionamento delle principali parti meccaniche.  
Infine, il “Servizio di restauro” prevede che lo stesso team dedicato alla collezione storica Alfa Romeo sia a disposizione dei clienti privati, con servizi che vanno dalla semplice manutenzione al restauro completo. 

Lancia presente a Rétromobile

Dal 1° al 5 febbraio si svolgerà la 47esima edizione di Rétromobile, il più antico e prestigioso appuntamento europeo dedicato ai veicoli d’epoca, ospitato nel suggestivo Paris Expo Porte de Versailles. Il salone francese accoglierà più di 1.000 vetture esposte, oltre 600 espositori internazionali e sono attesi circa 130.000 visitatori. Su questo palcoscenico non poteva mancare il marchio Lancia all’interno dell’Heritage di Stellantis, il dipartimento fondato nel 2015 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il patrimonio storico dei marchi Alfa Romeo, Fiat, Lancia e Abarth, attraverso la partecipazione a manifestazioni di settore e l’offerta di servizi dedicati agli appassionati e possessori delle vetture classiche dei marchi italiani del Gruppo.

Lancia Rally 037, campione del mondo di Rally del 1983
Caratterizzata da forme “funzionali” e spigolose, sia nel frontale che nel posteriore, la Lancia Rally 037, meglio conosciuta con la sigla di progetto “037”, è una sportiva pura che incarna la famosa vittoria di Davide contro Golia. È infatti l’ultima vettura a due ruote motrici a vincere il Mondiale di Rally, nel 1983, battendo avversari potenti e dotati di trazione integrale.
Nata sulla base della Beta Montecarlo, la Lancia Rally 037 non fu pensata per essere prodotta in grandi numeri, essendo la produzione della vettura stradale unicamente propedeutica all’entrata nel mondo del Rally. La sua storia inizia nel 1982 quando venne presentata al Salone di Torino e realizzata in 200 esemplari per ottenere l’omologazione nel Gruppo B, ma solo 53 di essi furono poi allestiti per le competizioni.
Il suo esordio avviene al Rally Costa Smeralda nell’aprile del 1982 e concorre per la stagione 1983, con i colori della squadra ufficiale “Lancia Martini Racing”, dominando il Campionato Mondiale sin dalla prima gara e il Rally di Montecarlo, vinto da Walter Röhrl. In quell’anno la Lancia conquista il Campionato del Mondo, il titolo mondiale Costruttori, il secondo posto nel Mondiale Piloti con Walter Röhrl e il Campionato Europeo e Italiano.
Dotata di un motore quattro cilindri bialbero a iniezione, la cui potenza oscillava da 260 a 305 CV in base all’incremento di cilindrata (da 1995 a 2111cc), la Rally 037 si rivelò una vettura performante, leggera, scattante e con elevate doti di tenuta di strada e maneggevolezza. Merito anche della sua originale struttura mista, monoscocca e tubolare, “vestita” da Pininfarina che sviluppa una carrozzeria in grado di conferire un importante carico aerodinamico verso il suolo.

Lancia Classiche, il programma Heritage tra certificazioni e servizi unici al mondo
La 47esima edizione di Rétromobile è l’occasione per Lancia per sostenere il programma heritage “Lancia Classiche”, una gamma di servizi con lo scopo di proteggere e promuovere l’originalità e l’autenticità delle proprie vetture storiche. La commissione di certificazione è presieduta dal CEO del marchio Lancia e dal Responsabile del dipartimento Heritage, sede dei registri di produzione e di tutta la documentazione tecnica utilizzata dalla commissione per analizzare le informazioni sulle vetture esaminate.
Il programma heritage Lancia Classiche prevede due certificati, uno di origine e l’altro di autenticità, e il servizio di restauro.

“Certificato d’Origine”. Lancia offre l’opportunità di scoprire la storia di ogni vettura, attraverso il numero del telaio. Il servizio prevede un’accurata verifica documentale presso i registri di produzione del Marchio e il rilascio di un certificato che attesta l’anno di produzione e la configurazione originale dell’auto: specifiche del modello, matricola del motore, dettagli esterni ed interni originali.

“Certificazione di Autenticità”. Dopo aver analizzato in dettaglio la vettura storica presa in carico ed averne verificato i dati di produzione e le specifiche tecniche presso gli archivi aziendali, il marchio Lancia, con il supporto del dipartimento Heritage e dei principali esperti della storia Lancia, certifica l’autenticità dell’auto d’epoca. Per ottenere questa certificazione, ogni vettura viene sottoposta ad un rigoroso processo di ispezione e valutazione che constata l’autenticità dell’auto e dei suoi componenti e il funzionamento delle principali parti meccaniche.

“Servizio di Restauro”. Lo stesso gruppo che si occupa della collezione storica Lancia è a disposizione dei clienti privati, con servizi che vanno dalla semplice manutenzione al restauro completo, dalla diagnosi agli interventi di ripristino, passando per la riparazione dei singoli componenti meccanici ed estetici, fino al collaudo finale.