A parte il bieco intento pubblicitario che ha influenzato anche il titolo, ossia la promozione delle inquietanti versioni elettriche di oggi, questo Hors Série di AutoHebdo si contraddistingue per una più che buona qualità dei contenuti, presentati in una sostanziale completezza della narrazione storica.
Mancavano pubblicazioni di questo tipo, ossia da edicola, consacrate alla sola R5 Turbo e questo fascicolo (diffuso in Francia a € 11,90) potrà accontentare una larga fascia di pubblico più o meno specializzato.
In cento pagine tonde tonde si ripercorrono le vicende di una vettura che probabilmente andò anche oltre le aspettative della casa costruttrice. Fra testimonianze dirette (piloti, preparatori, team manager) e riproposizioni di vecchi articoli di AutoHebdo, ne esce una monografia agile ma tutt’altro che superficiale, anzi ricca di risvolti inediti e di foto di eccezionale interesse. Si passa ovviamente dall’epoca delle prime Gruppo 4 all’omologazione in Gruppo B, con le versioni di metà anni ’80, non dimenticando le configurazioni speciali come quelle destinate alla Coppa Europa, al Production francese, ai rallycross o addirittura all’IMSA.
In cauda venenum, se volete farvi del male, potrete anche leggere delle attuali R5 Turbo 3E, tanto in quella direzione hanno deciso di andare e in quella direzione ci porteranno, è inutile che vi facciate illusioni. E se è questo il rétour d’une légende, ne paragonerei gli effetti finali a quelli di una peperonata fredda ingurgitata sul far della notte.
E’ morto Peter Wright, e chi è costui chiederanno in molti? E’ “semplicemente” colui che ha introdotto l’effetto suolo in Formula 1, una figura di riferimento per tutti coloro che per lavoro o passione hanno a che fare con l’aerodinamica delle vetture da competizione. Lui sosteneva che altri prima di lui avevano capito l’importanza dell’aria che passa “sotto” la vettura, in particolare Jim Hall con la sua Chaparral 2J ma quella era una “fan car” come la Brabham BT 46. In entrambe la depressione sotto il fondo era ottenuta con delle ventole che generavano una specie di vuoto sotto la vettura.
L’effetto suolo di Peter Wright era molto più evoluto nel senso che la bassa pressione era ottenuta con la forma stessa della carrozzeria senza il bisogno di ventole azionate da fonti di energia esterne. L’idea fu messa in pratica nella Lotus 78 che gareggiò nel 1977 ma ancora necessitava di ulteriori sviluppi e non lasciò un grande segno; per l’anno successivo la Lotus allestì il modello 79 che cambiò la storia delle auto da corsa per sempre. L’elemento vincente fra la 78 e la 79 fu l’introduzione delle famose “minigonne” che creavano un sigillo laterale eliminando in questo modo i trafilaggi di aria indesiderati verso il fondo. Affinché si inneschi il cosiddetto effetto suolo bisogna che l’aria sotto la vettura abbia una velocità elevata e questo si ottiene con un diffusore posteriore che “richiama” una grande portata d’aria sotto il fondo il quale, a sua volta, è sagomato a forma di profilo alare rovesciato in modo da generare una sezione ristretta nella quale l’aria aumenta la propria velocità e diminuisce la pressione per il Teorema di Bernoulli. La presenza delle minigonne garantisce che la sezione di passaggio effettiva sia effettivamente quella ottimale. Tutto questo meccanismo divenne chiaro con il lavoro di Wright e con i suoi studi condotti principalmente alla galleria del vento dell’Imperial College a Londra mezzo secolo fa; oggi tutti i progettisti delle Formula 1 attuali passano ore e ore a sagomare il diffusore posteriore ed il bordo laterale del fondo lavorando su questi stessi principi ancora di assoluta validità.
E’ disponibile un nuovo modello 1:18 di Norev Excluweb, la Porsche 911 (964) Speedster 1994 in verde menta con interni neri. Edizione in 200 esemplari numerati, catalogo 187131, prezzo € 99,90 direttamente dal sito ufficiale Norev.
Cadillac Racing ha annunciato per il 2026 una serie di aggiornamenti aerodinamici per le V-Series.R LMDh nella classe GTP del WeatherTech SportsCar Championship, dove sono schierate tre vetture, e per il FIA-WEC, dove il marchio americano è rappresentato dall’Hertz Team Jota.
La versione Evo della Cadillac avrà un’ala posteriore ridisegnata e verranno eliminati le due alette sull’anteriore.
Tre auto prenderanno parte ai test ufficiali IMSA a Daytona, previsti oggi e domani.
Nella foto di apertura, una Cadillac V-Series.R del team Jota alle verifiche della 24 Ore di Le Mans 2025.
Si svolgerà domenica 30 novembre dalle ore 8.30 alle 18 presso la sala Laurent-Grillet la 13ma edizione della Borsa di scambio a Dompierre-sur-Besbre (dipartimento dell’Allier, Francia). Per ulteriori informazioni: www.retromobiledompierre.sitew.fr .
Far rivivere il mito della Lancia 037 non era impresa facile. L’italiana Kimera ci si è messa d’impegno (ne abbiamo parlato qui: https://pitlaneitalia.com/?s=Kimera) con un sorprendente restomod, presentando nel 2022 la EVO37, dotata di motore 4 cilindri biturbo da 2150cc e 505 cv, rifatto ispirandosi all’originale ma con l’aiuto di innovative tecniche 3D e carrozzeria in fibra di carbonio sistemata su una struttura della Lancia Beta Montecarlo con doppi ammortizzatori posteriori. La trasmissione è di derivazione Audi-Lamborghini, la trazione è posteriore. Il peso si aggira sui 1000 kg. Solo 37 esemplari della EVO37 sono stati costruiti (è stata diffusa anche una versione in livrea Martini, con una potenza di 550 cv e con un look decisamente rallystico). Nel febbraio 2024 è stata la volta di una configurazione ancora più spinta, la EVO38 a trazione integrale, con potenza portata a 600 cavalli. La Kimera ha dichiarato un aumento di peso contenuto in un centinaio di chili. Produzione limitata a 38 esemplari.
E’ proprio la EVO38 che è stata fatta oggetto di una riproduzione in 1:18, realizzata da Tecnomodel in esclusiva per Miniminiera, in due versioni, oro e rosso, in serie limitata a 150 esemplari per colore.
Dopo il modello in 1:18, BBR ha annunciato una serie 1:43 della Ferrari 360 Modena Challenge Stradale, modello proposto nella serie Built, montata e confezionata quindi interamente in Italia.
Varie le tinte e le livree in programma: Rosso corsa, Argento Nuerbugring, Nero DS e Giallo Modena, con o senza la striscia tricolore.
Subito dopo l’arrivo della 8 Ore del Bahrain, sabato sera alle 22:00, lo staff tecnico del Team Peugeot TotalEnergies è tornato al lavoro per preparare le due 9X8 per i test del giorno successivo. La notte è stata estremamente breve per i meccanici e gli ingegneri, ma a metà mattinata le vetture erano pronte ad accogliere i loro piloti per la giornata: Mathias Beche, Nick Cassidy, Malthe Jakobsen e Alex Quinn.
Jakobsen ha avuto il compito di stabilire un tempo sul giro di riferimento con gomme medie con la #94 prima che Nick Cassidy prendesse posto dietro al volante. Il neozelandese, che aveva già provato la 9X8 ad Austin, ha completato una trentina di giri e ha fatto registrare il quinto tempo della mattinata (1’50″436). Nel frattempo, Alex Quinn e Mathias Beche hanno condiviso la #93, completando ciascuno 17 giri. Nel pomeriggio, Malthe Jakobsen ha svolto un programma di sviluppo al volante della #94.
Alex, Mathias e Nick si sono alternati alla guida della #93. Il neozelandese ha fatto segnare il secondo miglior tempo della sessione (1’49″376), mentre entrambi i rookie hanno completato alcuni giri competitivi.
Sono disponibili i kit Marsh Models (resina, 1:43) della Porsche 908/2 Flounder coda lunga (MM357, foto di apertura) e della Maserati 200S (MM358). Qui di seguito la lista delle versioni. Seguiranno a breve i factory built.
MM357B5 #5 Elford/Herrman Imola 500 1969 rtd
MM357B7 #7 Ahrens/Lins ” ” rtd
MM357B20 #20 Redman/Siffert Le Mans 1969 rtd
MM357B27 #27 Marko/Lins Le Mans 1970 3rd
MM357B50 #50 Larrouse/Lins Monza 1000km 14th
MM358B15 #15 Jo Bonnier Elaintarhanajo 1957 1st
MM358B23 #23 Ulf Norinder Nassau 1958 8th
MM358B24 #24 Lundgren/Hammarlund Swedish GP 1957 rtd