FIA-WEC: Ferrari campione del mondo in Bahrain

Grazie ai risultati ottenuti nell’ultima gara della stagione, la 8 Ore del Bahrain, Ferrari conquista il titolo mondiale Costruttori nel FIA World Endurance Championship 2025, a 53 anni dall’ultimo titolo assoluto endurance.

Il successo è duplice considerato che a Sakhir arriva anche il Mondiale Piloti firmato dai piloti ufficiali Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi, che formano l’equipaggio della 499P numero 51 del team Ferrari – AF Corse, quarto al traguardo.

Un’impresa che giunge al terzo anno dal ritorno della Casa di Maranello nella top class dell’endurance e che la squadra festeggia anche grazie al terzo posto ottenuto dalla 499P gemella, la numero 50, guidata da Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen.

La 8 Ore del Bahrain termina, inoltre, con il quinto posto della 499P numero 83 del team AF Corse, affidata al pilota ufficiale Ferrari Yifei Ye, insieme a Rober Kubica e Phil Hanson. Con questo risultato il campionato, oltre a incoronare la Casa di Maranello vincitrice tra i Costruttori, consegna a Pier Guidi-Calado-Giovinazzi il primo posto, davanti a Ye-Kubica-Hanson; terzi Fuoco-Molina-Nielsen.

La gara. L’ultima prova iridata ha visto le vetture della Casa di Maranello protagoniste sin dall’inizio grazie a una prestazione superlativa dei piloti e della squadra nel complesso. Gli ottimi turni di guida e la strategia impeccabile hanno consentito alle tre Ferrari di mantenersi costantemente nelle prime posizioni. A risultato ormai acquisito, con la Ferrari pronta a laurearsi campione, nel finale Pier Guidi ha ceduto la terza posizione al compagno Nielsen, consentendo così all’equipaggio numero 50 di salire sul podio, e di concludere l’annata in terza posizione nella classifica Piloti.
 
Titoli mondiali. Per Ferrari si tratta del 24esimo titolo iridato nell’endurance includendo sia i successi assoluti sia quelli di classe, a partire dalla nascita del campionato FIA nel 1953; il Cavallino Rampante ottiene il nono titolo assoluto laureandosi campione a 53 anni di distanza dall’ultimo precedente, risalente al 1972, quando a raggiungere tale onore nel FIA World Championship for Makes fu la Ferrari 312 P, la vettura Sport Prototipo della quale la 499P ha idealmente raccolto il testimone a partire dal 2023.
Si tratta invece del primo alloro assoluto Piloti nella top class dell’endurance – dove Ferrari ha gareggiato sino al 1973, in un’epoca nella quale veniva attribuito solamente il titolo Costruttori, e di nuovo dal 2023 – quello conquistato da Pier Guidi, Calado e Giovinazzi. Per i primi due, già protagonisti di una lunga avventura sportiva con le Ferrari GT, arriva inoltre il quarto titolo tra i Piloti: quello del 2025 si somma ai tre in di classe LMGTE Pro registrati nel 2017, 2021 e 2022.
Nell’ambito del FIA WEC, istituito nel 2012, Ferrari ottiene l’ottavo titolo Costruttori – il primo assoluto – dopo quelli di classe GT del 2012, 2013, 2014, 2016, 2017, 2021 e 2022. Sale a quota sei, invece, il conteggio dei titoli mondiali Piloti, dove in classe LMGTE Pro i portacolori della Casa di Maranello hanno trionfato nel 2013, 2014, 2017, 2021, 2022 e 2025.
Il risultato eccellente nel FIA WEC consente, inoltre, di riportare a Maranello un titolo iridato Costruttori 17 anni dopo il più recente precedente, registrato in Formula 1 nel 2008 con la F2008; sono invece trascorsi 18 anni dal precedente successo assoluto tra i Piloti, che venne firmato da Kimi Räikkönen nel 2007.
 
Stagione 2025: vittorie, podi, titoli. L’annata ha visto le 499P della squadra Ferrari – AF Corse ottenere tre successi (in Qatar con l’equipaggio numero 50, a Imola e in Belgio con il 51), due secondi e tre terzi posti, oltre a tre pole position (a Lusail e a Imola con Pier Guidi-Calado-Giovinazzi, a Spa con Fuoco-Molina-Nielsen).
Un ruolino di marcia arricchito inoltre dalla tripletta a Lusail all’esordio di stagione (con la 499P numero 83 giunta seconda) e da due doppiette a Imola e Spa (considerando anche i piazzamenti della vettura in livrea Giallo Modena, che non maturava punti per la classifica iridata). AF Corse si è inoltre aggiudicato il FIA World Cup for Hypercar Teams riservato alle squadre indipendenti, e ha trionfato alla 24 Ore di Le Mans con Ye-Kubica-Hanson.
 
La storia. Ferrari nel 2025 firma il nono titolo mondiale assoluto nell’endurance, che segue quelli ottenuti nel 1953, 1954, 1956, 1957, 1958, 1960, 1961 e nel 1972; in quest’ultima stagione la 312 PB disputò dieci delle 11 gare inserite nel calendario, vincendole tutte. Sale a quota 24, invece il numero di titoli mondiali costruttori includendo quelli di classe, l’ultimo dei quali risalente al 2022 (GTE Manufacturers). Nella storia del Mondiale Piloti il conteggio sale a 6 titoli iridati Piloti, includendo quelli di classe GT, tutti tra il 2012 e il 2025.
 
Le classifiche. Ferrari termina in prima posizione con 245 punti; nella classifica Piloti Pier Guidi-Calado-Giovinazzi chiudono primi con 133 punti, davanti a Ye-Hanson-Kubica con 117, e Fuoco-Molina-Nielsen terzi a quota 98.

Epoqu’Auto a Lione: Corgi, Dinky, Mercury, Spot On, Solido, Politoys, Mebetoys, la collezione di una vita

In uno dei thread di ieri su Epoqu’Auto a Lione vi avevo promesso di parlarvi di qualcosa di eccezionale sul tema collezionistico. Ebbene, prima di proporre la consueta carrellata sui modelli, passo direttamente al clou della questione. Di recente, un noto rivenditore che abita nel sud della Francia ha acquisito la collezione di un collezionista svizzero scomparso.

La famiglia, consapevole del valore della raccolta, ha cercato gente seria e non i soliti cialtroni che avrebbero offerto due lire separando magari i modelli dalle loro scatole (qui in Italia abbiamo illustri esempi di tali arraffoni). L’eccezionalità della collezione svizzera consiste, oltre alla quantità, alla qualità di ogni singolo pezzo: in pratica il proprietario acquistava cinque o sei modelli al mese quando uscivano, controllandoli giusto una volta, per poi riporli al sicuro in una stanza. Corgi, Dinky, Solido, Mercury e ancora Mebetoys, Politoys, Spot On, Cij e così via, comprati e messi da parte senza essere più toccati, neanche per sbaglio.

Fra centinaia di modelli anche edizioni e colori rari, come la Mini Traveller Mason Paints promozionale di Dinky, edizioni per mercati esteri e così via. Ogni modello, ovviamente, completo di accessori, bigliettini, decalcomanie da applicare e così via. I prezzi praticati dal rivenditore sono più che onesti e già il giovedì sera alcuni “infiltrati” avevano acquistato alcuni dei pezzi più belli. La vendita è continuata febbrilmente già dalle prime ore di apertura. Nella mia esperienza pluridecennale, credo di non aver mai visto una cosa di questo genere.

La freschezza dei modelli, oltre che delle confezioni, è di livello assoluto. E in casi di questo tipo si può capire come già dalla fabbrica la maggior parte delle miniature uscisse con piccoli difetti. “Se non ha qualcosa non è un modello nostro”, usavano dire gli operai della Corgi Toys, ma questa è una battuta che potrebbe valere per molti altri marchi. Un colpo d’occhio quasi imbarazzante. Così è pure troppo e la presenza di un banco di questo tipo ha creato sorpresa, entusiasmo ma anche ansia e frustrazione. Abbiamo visto una R8 Gordini Dinky perfetta con le decalcomanie originali a parte proposta a € 450, un prezzo assolutamente in linea con le quotazioni attuali, salvo avere dalla sua l’arma della perfezione, degli Spot-On mai usciti dalla scatola, dei colori rari di Cij e Mebetoys, una Giulia GT Coupé di Edil Toys senza un chip e così via. Se qualcuno trovasse un solo modello di questi proposto per la vendita singolarmente, potrebbe a ragione sospettare di una falsificazione.

Ragionando per assurdo – ma, ripeto, il venditore è uno dei più affidabili e conosciuti sulla piazza – penso che sarebbe tra l’altro quasi impossibile mettersi a falsificare centinaia di modelli diversi in questo modo, riproducendo perfettamente anche vetri, decals e accessori. Dovendo concludere con una considerazione banale ma opportuna, credo che il viaggio a Epoqu’Auto quest’anno valesse già solo per questa raccolta pazzesca, la cui vendita verrà accelerata con l’aiuto di due case d’asta che si occuperanno presto di smaltirne una parte.

Epoqu’Auto a Lione: i settant’anni della Citroën DS

Colori, moda, storia: i settant’anni della DS sono celebrati ad Epoqu’Auto con un grande stand nel padiglione 5 dell’Eurexpo di Lione. Ne avevamo già parlato nell’anteprima dello scorso ottobre (https://pitlaneitalia.com/2025/10/03/citroen-ds-di-tutti-i-colori-a-epoquauto/) con l’annuncio di versioni e configurazioni rare. Si chiude l’anno celebrativo della Citroën DS e Epoqu’Auto ha riservato una bella retrospettiva finale. Gli organizzatori hanno riunito esemplari dai colori poco frequenti o originali, associando le vetture alle creazioni sartoriali di Nicolas Fafiotte, conosciuto per i vestiti di alta classe portati nelle più prestigiose occasioni, dal Festival di Cannes all’elezione di Miss France.

Più o meno… venti anni tra le due: Lancia Stratos Gruppo 5 Alitalia

Testo e foto di Marco Nolasco

Rieccomi con un confronto tra due interpretazioni lontane nel tempo, ma non nello spazio, della Lancia Stratos HF Turbo che si ritirò al Giro Automobilistico d’Italia del 1977 con Sandro Munari e Piero Sodano. Sono infatti due riproduzioni uscite ad una ventina di anni l’una dall’altra, ma entrambe giapponesi. Nella seconda metà degli anni ’70 il Giappone, complice la crisi dei marchi europei tradizionali, riforniva le nostre collezioni con molte novità che ci potevamo procurare grazie ad intraprendenti iniziative commerciali come quella dei fratelli Tron. Molte ditte si dedicarono ai pressofusi 1/43, anche alcune fino ad allora note per altri generi di modelli, come la Bandai, specializzata in scatole di montaggio in plastica, che lanciò diversi modelli in zamak con particolare riguardo alle sportive europee. Questa Stratos, numero 3 di catalogo, uscì nel 1978 e fece scalpore perché non riproduceva la “solita” Gr4 da rally, ma la più scenografica silhouette Gr5 a coda lunga. Il modello presenta tutte le caratteristiche della produzione del Sol Levante di quel periodo, è piuttosto massiccio, “di peso”, dalla verniciatura impeccabile, ma le linee non sono molto precise. Dispone di cofano anteriore asportabile e di portiere e cofano motore apribili, Lo spirito è quello del giocattolo, anche se di qualità, ma avercene avuti di modelli di quella tipologia di vetture in quegli anni! I cerchi sono correttamente rossi e il tergi è decente, ma mancano i retrovisori. Un difetto ai miei occhi piuttosto grave si nota sul muso, dove i fari inferiori fissi sono in una improponibile plastica nera e di forma errata, il che altera l’intera percezione dell’ anteriore. La confezione è anch’essa tipica di quei modelli, la
decorazione ha pretese di fedeltà, ma presenta delle lacune ed è in parte realizzata tramite verniciatura, decisamente complessa, e in parte affidata ad un foglietto di adesivi in sottile pellicola adesiva, con le forme corrette già fustellate, da applicare seguendo uno schema di posa riportato sul retro della scatola. Da notare che sono fornite delle parti in realtà già verniciate. Sul plexiglass si vede un’etichetta che pubblicizza un ciondolo portachiavi a forma di Porsche che, credo, era dato in omaggio con il modellino, ma che mi pare di non aver mai avuto.

L’altra Stratos è un più recente Kyosho del 1999. Le finiture sono ovviamente di un altro livello, come la decorazione e le linee generali e la confezione è la classica vetrinetta inserita in un involucro di cartone. Anche gli interni sono abbastanza curati; le cinture di sicurezza non sono riportate, ma sono stampate a rilievo sui sedili. Non è il massimo, ma a mio gusto meglio delle decals in stile Spark.

Epoqu’Auto a Lione: “les sapeurs pompiers”

La prossimità del museo dei pompieri Lyon-Rhône (inaugurato il 25 novembre 1971), la ricchezza delle sue collezioni e il legame stretto con la storia regionale hanno convinto il Club les 3A, organizzatore di Epoqu’Auto, a rendere omaggio alla grande famiglia dei pompieri. La selezione di veicoli storici permette di apprezzare lo sviluppo di questi mezzi di soccorso attraverso i decenni. La regione lionese, territorio d’elezione in Francia nella costruzione di veicoli antincendio fin dagli anni ’50, è stata uno dei centri nevralgici di tale sviluppo, con nomi emblematici quali Maheu-Labrosse, Mieusset o Rochet Schneider. Una ventina di mezzi sono esposti ad Epoqu’Auto, fra cui alcuni particolarmente rari o importanti, come il Camion cisterna Sinpar Castor del 1965, dalle sembianze di un Estafette ma in realtà frutto di un’ingegnosa elaborazione che combinava trasmissione integrale Sinpar, elementi meccanici Renault e pompa Guinard. Pur interessante ed efficace, il Castor risentì tuttavia della concorrenza dell’Unimog 404. Troviamo poi un Berliet Fourgon Mixte GAK 17 del 1960, destinato al servizio urbano. Progettato dallo stilista Philippe Charbonneaux, annunciava una nuova generazione di veicoli antincendio. Altro pezzo emblematico, la Peugeot 203 ambulanza del 1956, simbolo del soccorso alle persone, che rappresenta ancora oggi oltre l’80% delle missioni dei pompieri in Francia. Prodotta dalla carrozzeria Surirey per conto di Peugeot, la 203 ambulanza fu fabbricata in più di 1200 esemplari fino al 1957, prima di essere rimpiazzata dalla 403. Infine potremo citare l’autopompa Vermorel del 1910: industriale e senatore, Victor Vermorel aveva fondato nel 1893 una società di materiale agricolo prima di lanciarsi nella produzione di veicoli. A Villefranche-sur-Saône l’azienda di Vermorel arrivò a dare impiego a più di mille persone. Per proteggere la sua fabbrica, Vermorel si inventò un veicolo antincendio a metà strada Fra il mezzo agricolo e quello stradale.

In parallelo col salone Epoqu’Auto, il museo dei pompieri Lyon-Rhône apre eccezionalmente la sua collezione di veicoli situata a Vaulx en Velin. Per informazioni e prenotazioni: http://www.museepompiers.com.

Epoqu’Auto a Lione: Ligier, 55 anni di storia

Tra la metà degli anni ’70 e la metà degli anni ’90, la nazionale francese della Formula 1 fu la Ligier, marchio amato dai tifosi transalpini ma non solo. Certo, nel 1977 era arrivata la Renault, ma gli appassionati conservarono un rapporto speciale col team di Guy Ligier, personaggio che ha fatto la storia delle competizioni. Ligier riuscì a tener testa ai marchi più prestigiosi, ottenendo spesso risultati di rilievo. Pilota eclettico (rally, F.2, F.1, endurance), Guy Ligier iniziò a costruire vetture col proprio nome nel 1970: le prime auto furono delle GT e sport-prototipo, poi a partire dal 1976 venne fatto il grande salto in Formula 1. La scuderia Ligier rimase nella massima formula fino al 1996, quando venne rilevata da Alain Prost. Il primo successo nei Gran Premi arrivò in Svezia nel 1977 con Jacques Laffite, al volante della JS7. La Ligier si assicurò un totale di 9 vittorie in Formula 1, l’ultima delle quali al GP di Monaco 1995 con Olivier Panis. A parte la livrea in “bleu de France”, le Ligier condividono la sigla JS, in onore a Jo Schlesser, amico e co-pilota di Guy, deceduto nel 1968.

Appassionato di storia dell’automobilismo, fondatore del team OAK Racing e di Onroak Automotive, Jacques Nicolet ha rilevato l’attività di Guy Ligier nel 2012, assicurando la continuità del marchio nelle competizioni. Fondata nel 2018 la Ligier Automotive, Nicolet ha continuato l’attività occupandosi di varie categorie, dalla LMP alla GT, fino alla F.4.

Per rivivere oltre cinquant’anni di storia, ad Epoqu’Auto è stata allestita una retrospettiva che comprende diverse vetture provenienti dal Conservatoire de la monoplace di Magny-Cours e dalla collezione di Jacques e Elsa Nicolet.

Epoqu’Auto a Lione: giornata di apertura

Se c’è una cosa che ho imparato da Epoqu’Auto in tutti questi anni di frequentazione, è la necessità assoluta di presentarsi ai cancelli di apertura prestissimo, ben prima dell’ora ufficiale. I parcheggi dell’Eurexpo si aprono alle sette e mezzo di mattina? Ebbene, bisogna essere lì alle sette e un quarto, anche il venerdì, altrimenti si rischia di non entrare più, non tanto per raggiunto limite di capienza delle aree antistanti i padiglioni (e oltretutto io ho il parcheggio media, quindi con meno problemi), tanto per le terribili code che si formano verso tutti gli accessi praticamente fin da subito.

Detto questo, altro trucco per la stampa: anche se non esiste un orario dedicato, i pass media vengono fatti entrare già dalle otto circa. Si ha quindi la possibilità di un’ora-un’ora e mezzo di attività fotografica senza alcun disturbo, con solo gli addetti ai lavori intorno. Note forse di “costume” ma i lettori spesso vengono incuriositi da questi aspetti che quasi nessuno racconta.

Per fortuna i percorsi interni di visita sono stati razionalizzati e semplificati ed è ormai possibile compiere un primo giro generico di tutti i padiglioni occupati dalla rassegna.

Epoqu’Auto edizione 2025 non deluderà: direi che a prima vista si conferma il livello degli anni scorsi, e una sempre migliore disposizione dei tantissimi partecipanti rende appunto le cose più rapide e anche più divertenti. Fra le auto, segnaliamo i molti club di marca, i costruttori come Renault, la fondazione Berliet e le varie rassegne tematiche (bella quest’anno quella dedicata ai mezzi dei pompieri) che fanno di Epoqu’Auto un appuntamento della massima importanza.

Di ottimo livello l’offerta di ricambistica, accessoristica e stampa specializzata. Ci mettiamo anche il settore modellistico che forse non era al livello di altre annate “d’oro” (vedi 2023) ma la presenza di un elemento quasi incredibile – ve ne diremo più avanti – spariglia le carte in modo quasi imbarazzante. Curiosi? Seguite le prossime puntate. Intanto, ecco una gallery generica di oggi.

In Lyon do as the Portuguese do

“In Rome do as the Romans do”. Brian Harvey intitolò così, duecento anni fa, un mio articolo con visita alla Gamma Models di Roma, pubblicato su Four Small Wheel. Un vecchio proverbio che si adattava bene alla situazione. Parafrasandolo un po’ ci spostiamo a Lione per la vigilia di Epoqu’Auto, che apre domani mattina. E ci mettiamo pure i portoghesi (nel senso di lusitani, non di scrocconi), che da queste parti sono numerosi. Un’immigrazione non recente, di svariate generazioni. Qui come a Grenoble o nell’Alvernia, conducono vite non appariscenti, fatte di dignitosa umiltà. Alcuni, i più bravi o i più fortunati, si sono anche arricchiti, soprattutto sapendoci fare nelle ristrutturazioni immobiliari.

Essendo appassionato della cucina e dei prodotti di quelle parti, il grande supermercato Nosso, gestite da portoghesi, non poteva non attirare la mia attenzione, anche perché in questa zona industriale non è che ci sia da scialare come punti d’interesse. Il vantaggio è quello di trovarsi a due passi dall’Eurexpo. Gastronomia, vini (alcuni interessantissimi), formaggi, insaccati, dolci (perfino i cornetti con Porto e uovo: trovateli altrove…), stoviglie, posate e oggetti di varia mesticheria. Commessi vestiti con completi rosso-verdi (pantaloni, camicia, grembiule), in un’atmosfera che ti porta a centinaia di chilometri da qui, facendoti in un baleno attraversare la Spagna in diagonale per arrivare, ormai a notte fatta, nell’Algarve. Un’altra volta. Per ora accontentiamoci di quest’effetto un po’ straniante, alla faccia dell’appiattimento globalizzato.

Tornando a cose più pertinenti ai temi abituali di PLIT, appuntamento a domani con Epoq’Auto, evento irrinunciabile a livello europeo. Si annuncia un’altra bella edizione di una manifestazione decisamente in ascesa, che ha saputo giocare sul mantenimento di certi equilibri che altri saloni hanno perso da tempo.

Il calendario 2026 della Porsche Carrera Cup Italia

Tutte le tappe della prossima stagione e una nuova partnership con il mondo del karting che agevoli i talenti più giovani. La Porsche Carrera Cup Italia è già nel 2026, annata nella quale celebrerà la ventesima edizione della sua storia. Nel calendario che per il monomarca tricolore segna un anniversario speciale, Porsche Italia conferma sei appuntamenti (per un totale di 12 gare), preceduti dal test collettivo pre-campionato che quest’anno aprirà ufficialmente la stagione giovedì 2 aprile a Imola.
Lo stesso tracciato emiliano-romagnolo sarà lo scenario del primo weekend di gara, il 24-26 aprile. Seguiranno Misano a maggio, Monza a giugno e Vallelunga a inizio luglio, prima di una lunga pausa estiva. Si tornerà in pista il 18-20 settembre per la seconda visita a Misano Adriatico, alla quale seguirà il sesto e ultimo round del 23-25 ottobre al Mugello Circuit, che torna a ospitare la finalissima dopo il precedente del 2022.

La Carrera Cup Italia segue e agevola da sempre la crescita dei giovani piloti e anche nel 2026 avranno la possibilità di entrare a far parte dello Scholarship Programme a loro riservato, ma nella nuova stagione il supporto si amplia ulteriormente grazie all’accordo raggiunto con realtà di primo piano del mondo del karting. Come parte della collaborazione avviata da Porsche Motorsport e BRP-Rotax, il monomarca tricolore e il Rotax MAX Challenge Euro Trophy lavoreranno insieme proprio per promuovere lo sviluppo di talenti. Attraverso questa iniziativa i piloti della serie internazionale organizzata da WSK Promotion avranno l’opportunità di scoprire ed esplorare il percorso professionale offerto dalla Carrera Cup Italia, con maggiori dettagli che saranno resi noti nelle prossime settimane.

Calendario 2026 Porsche Carrera Cup Italia

2 aprile: Imola (test collettivo pre-campionato)
24-26 aprile: Imola
8-10 maggio: Misano *
19-21 giugno: Monza
3-5 luglio: Vallelunga *
18-20 settembre: Misano
23-25 ottobre: Mugello *

* Pre-race official test al giovedì