Da Heller il kit 1:24 della Peugeot 205 GTI 1.9 I serie

E’ in distribuzione in questi giorni un kit 1:24 completamente nuovo di Heller, la Peugeot 205 GTI 1.9 I Serie (art. 82705). La carrozzeria, diversamente dalla maggior parte dei kit Heller in 1:24, ha il cofano e le portiere apribili. Doppio cruscotto, con guida a destra o a sinistra. Un ricco foglio di decals con targhe di vari paesi completa questo kit, dal costo di € 34,99.

Drews Cabrio 1949: la Volkswagen di Wuppertal

E’ uscita ad ottobre la riproduzione in 1:43 della Drews Cabriolet di Autocult, in bianco o nero, vettura poco conosciuta la cui storia merita di essere raccontata.

Il giorno di Capodanno del 1945, il carrozziere Gerhard Drews fondò una propria officina con il nome di Drews Karosseriebau a Wuppertal-Oberarmen, al numero 36 di Rauental.

Per un breve periodo si mantenne svolgendo riparazioni di vario genere e, nel 1947, realizzò per la prima volta la sua idea di una moderna cabriolet 2+2 posti basata sul telaio del Maggiolino Volkswagen. Trascorsero altri due anni dal prototipo alla sua presentazione pubblica, che avvenne alla 1ª Esposizione Automobilistica della Germania Ovest a Reydt. Molti visitatori ne furono affascinati, ma allo stesso tempo gran parte di loro sapeva bene che un veicolo del genere sarebbe rimasto un sogno, soprattutto a causa dell’elevatissimo prezzo dell’epoca, appena sotto i 10.000 marchi. Per fare un confronto, nel settembre del 1949, un Maggiolino di serie costava 5.300 marchi.

Alla fine degli anni ’40, Gerhard Drews raggiunse un accordo con la Volkswagen permettendo al suo modello cabriolet di essere ordinato tramite i concessionari specializzati VW, pur continuando ad essere commercializzato anche direttamente.

Per quanto riguarda il numero di esemplari prodotti, circolano due stime vaghe e contrastanti: secondo alcuni, meno di cento unità, secondo altri più di centocinquanta. Numeri comunque troppo esigui per sostenere una produzione a lungo termine. La Drews-Karosserie di Wuppertal continuò a realizzare alcune carrozzerie fino al 1960 circa, per poi convertirsi definitivamente in un’attività di riparazione.

L’Alpine A110R Ultime

Presentata all’ultimo Salone di Parigi, l’Alpine A110 R Ultime è la versione più sportiva mai prodotta, una vera vettura da competizione omologata per la circolazione stradale. Potenza, coppia, sospensioni, pneumatici e aerodinamica: tutto è stato rivisto e perfezionato. Con 345 cavalli, la A110 R Ultime arriva a un rapporto peso-potenza eccezionale, riuscendo ad accelerare da 0 a 100 km/h in 3″8, guadagnando un ulteriore decimo di secondo nei confronti della A110 R.

Per la prima volta, un programma di ultra-personalizzazione è stato proposto ai clienti, con un processo di collaborazione diretta fra acquirente e produttore. Questa versione esclusiva della A110 sarà commercializzata in serie limitata a 110 esemplari, a partire da € 265.000 iva inclusa. Delle 110 vetture prodotte, 15 saranno in versione “La Bleue”, con verniciatura sfumata realizzata interamente a mano alla manifattura Alpine di Dieppe. Le consegne della A110 R Ultime sono previste per l’inizio del 2026.

Photo gallery: la A110 R Ultime in Orange Solaire e in Blanc Glacier fotografate a Le Mans.

Sono aperte le iscrizioni alla Mille Miglia 2026

Sono ufficialmente aperte le iscrizioni alla 1000 Miglia 2026 che tornerà sulle strade d’Italia dal 9 al 13 giugno.

Confermate, per il quarto anno consecutivo, le cinque giornate di gara; torna anche il tracciato “a otto” che riprende il percorso storico delle prime dodici edizioni della 1000 Miglia di velocità.

Come da tradizione, la settimana della 1000 Miglia prenderà il via la domenica precedente alla partenza, con due giornate dedicate alle verifiche tecniche e sportive delle vetture e alle iniziative che animeranno il cuore di Brescia, preludio alla partenza ufficiale.

Novità del 2026: sarà “in gara” il pranzo della prima giornata: le 400 vetture partecipanti, infatti, prenderanno il via nella tarda mattinata di martedì 9 giugno dalla pedana di Viale Venezia a Brescia e, attraversando la Valle Trompia e la Valle Gobbia, raggiungeranno Lumezzane, sede appunto della prima sosta pranzo. Alla ripartenza, il convoglio affronterà il Passo del Cavallo, a oltre 700 metri di altitudine, per poi scendere in Valle Sabbia e proseguire verso il Lago di Garda e Vicenza, per concludere la prima tappa a Padova.

Mercoledì 10 giugno, da Padova a Montecatini Terme la corsa attraverserà l’Italia da est a ovest: passando per Ferrara e Modena, dove è prevista la sosta pranzo, proseguendo poi verso Reggio Emilia e il Passo dell’Abetone, la giornata si concluderà tra gli eleganti edifici in stile liberty della cittadina toscana.

Giovedì 11 giugno, da Montecatini il viaggio continuerà verso la Versilia e Pietrasanta, centro internazionale dell’arte e della scultura, per poi raggiungere Siena, dove la spettacolare Piazza del Campo accoglierà gli equipaggi per la sosta pranzo. Il percorso proseguirà lungo i laghi di Bolsena e Vico fino all’arrivo a Roma, tradizionale giro di boa della manifestazione.

Venerdì 12 giugno, la risalita verso nord regalerà ai partecipanti il passaggio da Assisi, nel segno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, per poi toccare Gubbio, sede del pranzo, attraversare la spettacolare Gola del Furlo e raggiungere Rimini, ultima tappa prima della giornata conclusiva.

Sabato 13 giugno, la corsa lascerà la costa Adriatica attraversando le Saline di Cervia e di Comacchio per poi dirigersi verso Ferrara e Mantova, sede dell’ultimo pranzo in gara. Dopo circa 140 prove cronometrate, il traguardo finale di Viale Venezia a Brescia segnerà la chiusura ufficiale.

Per richiedere l’iscrizione, le auto dovranno essere in possesso del certificato del Registro 1000 Miglia (o averlo richiesto al momento dell’iscrizione; anche in questo caso, l’ammissione è subordinata all’ottenimento del certificato).

Per consultare l’elenco delle vetture candidabili e per maggiori informazioni sull’iscrizione, cliccare qui.

Le iscrizioni chiuderanno alle ore 16:00 (CET) di giovedì 15 gennaio 2026, mentre la conferma di avvenuta accettazione, con conseguente pubblicazione dell’Elenco delle vetture ammesse, verrà inviata entro il 3 aprile.

Per qualunque necessità, chiarimento o assistenza nella compilazione si può scrivere a participants@1000miglia.it o chiamare lo 030 2318211.

La Skoda Rapid Prototipo OHV

Tra le novità Autocult per lo scorso mese di ottobre, vi è stata la Skoda Rapid prototipo (catalogo 04045), modello resincast 1:43 che conferma l’originalità delle idee di questo marchio con base in Germania.

Nel 1934, Skoda lanciò il primo modello con la denominazione “Rapid”, inizialmente equipaggiato con un motore da 1195cc, un quattro cilindri raffreddato ad acqua da 31 CV; il propulsore venne successivamente portato a 1386cc. L’auto rimase in catalogo fino al 1938, quando i dirigenti pianificarono una nuova generazione.

La caratteristica principale del nuovo modello era l’adozione di un motore più potente, ma ciò non avvenne semplicemente aumentando la cilindrata: il propulsore venne completamente riprogettato. Mentre il precedente quattro cilindri utilizzava un sistema di distribuzione a valvole laterali, il nuovo era dotato di distribuzione con valvole in testa. Una soluzione all’avanguardia, soprattutto per un’auto di classe media. Da quel momento in poi furono 43 i cavalli, per una cilindrata di 1564cc.

La casa offriva l’auto con uno stile collaudato: parafanghi separati, calandra verticale e configurazioni berlina a due o quattro porte. Questa variante era probabilmente destinata a conquistare ancora la clientela abituale della linea Rapid. Tuttavia, vi furono anche seri tentativi all’interno della fabbrica di avvicinarsi a un nuovo pubblico, ossia quello attratto dal design aerodinamico. Il primo prototipo della Rapid aerodinamica prevedeva ruote posteriori carenate e un parabrezza diviso da una traversa centrale. I fari erano montati piuttosto in basso nei due parafanghi, ma alla fine tutte queste soluzioni non vennero adottate per la produzione in serie.

Il nome Rapid rimase comunque ben impresso nella memoria di Skoda, tanto che esattamente 50 anni dopo, nel 1984, Il marketing lo recuperò e dal 1984 venne usato sulla 130, conosciuta poi come Rapid 130. Dal 2010, il nome Rapid è tornato a rappresentare i modelli prodotti a Pune, in India fino al 2021 e anche in Europa, con una berlina per il mercato europeo, prodotta dal 2012 fino al 2019.

Rolls Royce Silver Cloud Cabriolet 1960 e Audi 200 (tipo 43) 1980

Saranno distribuite la prossima settimana due novità di Cult Models (resincast scala 1:18), Rolls Royce Silver Cloud Cabriolet 1960 in shell grey (CML105-1), avorio (CML105-2), shell red (CML105-3) e Audi 200 5 porte tipo 43 1980 in rosso metallizzato (CML146-1), blu metallizzato (CML146-2) e oro metallizzato (CML146-3).

Il manifesto ufficiale della 24 Ore di Le Mans 2026

Come da tradizione, è stato svelato nei primi giorni di novembre il manifesto ufficiale della 24 Ore di Le Mans, che vedete nell’immagine di apertura. Per la 94ma edizione, in programma dal 10 al 14 giugno 2026, i responsabili dell’ACO ha scelto di valorizzare la figura del pilota, in un’ambientazione dal sapore cinematografico.

Ricordiamo che da domani 4 novembre fino al 6 novembre sarà aperta la biglietteria per gli iscritti all’ACO (on line, sul circuito e nei centri ACO di Parigi, Tours e Rouen). A partire dal 7 novembre i biglietti saranno disponibili per il grande pubblico su ticket.24h-lemans.com e nei punti vendita abituali. L’anno scorso i biglietti per l’intera settimana erano andati esauriti nel giro di una giornata. Nuovi metodi di pagamento (Apple Pay e Google Pay) faciliteranno quest’anno l’acquisto dei posti. Come nel 2025, gli iscritti ACO usufruiranno di uno sconto del 5% sui pacchetti VIP (fino a due pacchetti per ogni acquisto e secondo disponibilità).

Tra le novità per il pubblico nel 2026, vi saranno nuove tribune alla Chapelle, alla Maison Blanche e nella zona Karting. Una giornata supplementare (martedì 9 giugno) sarà integrata nel biglietti “Essais”.

L’indigestione

Leggo sempre con interesse gli editoriali mensili di Modelauto Review, che ha purtroppo da anni lasciato il cartaceo per passare esclusivamente online. Nel pezzo di novembre, Maz Woolley parla di due fenomeni all’apparenza lontani ma che in realtà potrebbero essere due facce della stessa moneta. Da una parte quei recenti episodi di siti scam (vittime ne sono stati ad esempio Norev e la nostra Carmodel), contenenti decine di modelli in vendita a prezzi ridicoli, pubblicizzati addirittura su Facebook. A quanto pare qualcuno c’è pure cascato (e sia detto per inciso, Facebook non sembra fare troppe distinzioni quando si tratta di incassare i soldi di una campagna pubblicitaria organizzata da chiunque, quindi anche da organizzazioni criminali provenienti da chissà dove), segno evidente che le offerte sono parse “plausibili”. Come mai? Forse perché alcuni negozi che trattano produzione mainstream – dai diecast ai resincast fino ai kit in plastica – non si peritano, abbastanza di frequente, di lanciare offerte al limite della sostenibilità. Segno che le scorte nella pancia di certi rivenditori sono difficili da smaltire. Si è prodotto e si produce troppo. Nell’editoriale di Modelauto Review giustamente si rimarca come questi fenomeni di drastico ribasso producano un effetto positivo solo apparente e immediato; essi sono il segnale di una crisi che condurrà inevitabilmente ad una riduzione delle future uscite e anche alla chiusura di certi rivenditori. C’è da chiedersi dove finiscano quelle migliaia di resincast da 100, 120, 130 euro prodotti a getto continuo in Cina e altrove. Interesse delle fabbriche orientali è buttare fuori sempre e comunque pazienza se il mercato non assorbe. I produttori vendono, smerciano e svuotano i loro magazzini. I modelli vanno a finire nei depositi dei rivenditori dove restano per troppo tempo, a parte le edizioni più ambite o quelle più limitate. Alcuni produttori si vendono direttamente le cose migliori, riservando ai negozi solo gli scarti ma questa è un’altra storia, sulla quale si potrebbe scrivere un interessante articolo a latere e non è detto che presto o tardi non lo faremo, prove e documentazione alla mano. Una pratica legale ma disonesta che finirà per nuocere ai marchi stessi.

I collezionisti sono sollecitati oltremodo. Solo pochi impallinati riescono a infilarsi in casa decine di resincast in 1:18, roba che sostanzialmente non ha alcun valore collezionistico e che oltretutto è destinata a deperire con rapidità, visti gli scarsi controlli sulla durata e sulla qualità dei materiali utilizzati in Cina. Una corsa sfrenata che punta a colpire i lati sensibili (emozionali) dei collezionisti, che finora ci sono cascati. Ne è una prova l’ingordigia irrazionale con la quale alcuni si sono fiondati sulle offerte dei siti truffaldini di cui sopra. Oppure la famelica solerzia nel voler approfittare di occasioni collodiane è indice dell’ormai conclamata incapacità di reggere il passo nei confronti di un’offerta che viaggia a ritmi vertiginosi?

Il 16 novembre la sesta edizione della Borsa alla Moutade

Si svolgerà domenica 16 novembre presso la Salle le Domaine (ore 9-16.30), la sesta edizione della Borsa della Moutade (Chambaron sur Morge, Francia). L’organizzazione si deve all’Association Trésors d’Ô Temps Jadis.

Alfa Romeo Duetto, Alfetta e 155 GTA Stradale: montaggi di Denis Carrara

Se le serie montate standard di Denis Carrara sono rare e molto ricercate, forse i montaggi unici su basi di altri produttori sono ancora meno usuali e altrettanto ambite, se non addirittura di più.

Su PLIT vi abbiamo talora presentato alcuni di questi montaggi e ora, a distanza di parecchio tempo, tocca a una serie di Alfa Romeo recentemente completate. I montaggi seguono la numerazione extra riservata appunto ai lavori eseguiti su basi esterne.

Nelle foto, Alfa Romeo Duetto I serie “osso di seppia” e II serie “coda tronca” (entrambe Provence Moulage), III serie “aerodinamica” con hard top o capote chiusa (Record-MRF), un’Alfetta Gruppo 2 di Tron e una 155 GTA Stradale versione presentazione (con gli interni ancora da corsa) di Racing43.

Per questi modelli, nel classico rosso, è stata utilizzata la tinta Alfa originale e si sono aggiunti dettagli assenti in alcuni dei kit, come fari, scritte, terminali di scarico, specchietti e così via. In certi casi è stato necessario procedere ad un’autocostruzione, come con i retrovisori esterni sulla Duetto III Serie. Sempre sulla Duetto III che vedete nelle ultime foto, i cerchi originali formati da tornitura e pastiglia centrale in resina sono stati sostituiti con dei Carrara in metallo bianco, più realistici. Come al solito il risultato è davvero convincente, con modelli sobri, equilibrati e di ottimo realismo.