In un contesto di grande lusso e raffinatezza, nel paddock del Mugello la Ferrari ha esposto la gamma completa di vetture stradali. Un intero padiglione ospita la quasi totalità delle auto, mentre esternamente sono esposte le edizioni limitate: 812 Competizione, 812 Competizione A, Monza SP1, Monza SP2.
Come già in passato, in occasione delle Finali Mondiali Ferrari al Mugello, è stato approntato nel paddock un padiglione destinato ad una eccezionale esposizione di alcune tra le vetture da competizione più significative nella storia della casa di Maranello. Il colpo d’occhio è notevole: una quarantina di pezzi sono esposti in ordine cronologico e per temi. La parte del leone la fanno le Formula 1, con una serie di monoposto dalla 312 B3 del 1974 fino alla F10 del 2010, passando per delle vere e proprie leggende come la 312 T4 del 1979, la 126 C del 1981 e la 126 C2 del 1982. Non mancano alcune vetture che hanno fatto la storia della Ferrari nelle competizioni sport e GT: 330 P4 Coupé e Spyder, 250 LM, 250 GT TdF e così via. Nell’atrio del padiglione sono esposti alcuni trofei conquistati quest’anno dalla Ferrari, come quelli della vittoria di categoria a Le Mans e del successo assoluto alla 24 Ore di Spa. Presenti anche le protagoniste di queste vittorie.
Delle foto recenti di vetture storiche – si sa – è meglio non fidarsi troppo. Esistono però degli esemplari particolarmente ben conservati e che nel corso degli anni non hanno cambiato gran parte delle loro caratteristiche e dei loro dettagli. Ritrovarle e fotografarle è quindi meno inutile rispetto ad altre volte in cui ci si trova al cospetto di ricostruzioni radicali che nulla hanno a che vedere con l’auto originale. Alle Finali Mondiali Ferrari al Mugello si è rivista la 348 GT/C LM chassis 97553 che disputò la 24 Ore di Le Mans 1994. Acquistata dal Ferrari Club Espana, questa vettura fu utilizzata nel corso della stagione 1994, debuttando nel BPR. A Le Mans registrò il primo piazzamento di una Ferrari dal 1982. La 348 fu conservata da Carlos de Miguel, direttore di Repsol Competition. Nel 1998 de Miguel e Quintano disputarono la 4 Ore di Jarama del 1998. L’auto venne venduta una prima volta nel 2007 e una seconda volta nel 2017, col nuovo proprietario austriaco che l’impiegò frequentemente in eventi ed esposizioni. Nel 2019 la 348 Repsol ha vinto il primo premio di classe al concorso Chantilly Arts & Elegance.
Fra le novità 1:43 Spark previste nei prossimi giorni vi sono anche alcune riedizioni delle vincitrici di Le Mans, che il marchio di Ripert ripropone periodicamente, segno che la domanda per soggetti di questo tipo è tutt’altro che esaurita. Ecco una gallery completa di quello che ci si attende in un prossimo futuro:
Tra le F.1 storiche presenti al Mugello in occasione delle Finali Mondiali Ferrari, vi è la F1/89 (639) telaio 106, portata in pista dallo svizzero Lange. Potete leggere la storia della vettura a questo link: https://ferraris-online.com/cars/1989-ferrari-f1-tipo-639-106/
Sono in corso al Mugello le giornate delle Finali Mondiali Ferrari. Da settimane l’organizzazione aveva lavorato per approntare tutte le strutture che occupano l’intero paddock dell’autodromo toscano. Notevole come sempre il colpo d’occhio, anche se mancherà il grande pubblico: è stato infatti deciso di ospitare solo i Ferrari Club e i dipendenti della Ferrari, oltre che una rappresentanza della stampa. Ciononostante, è presente un eccezionale padiglione dove sono esposte una quarantina di vetture storiche di grande valore, dalle Formula 1 ai prototipi fino alle Gran Turismo.
Pitlaneitalia vi proporrà presto alcune gallery dove potrete ammirare molte delle vetture presenti al Mugello.
Foto, trofei e tute da competizione sono i ricordi tipici di una carriera nel mondo dei motori. Paolo Barilla, vincitore assoluto a Le Mans nel 1985 al volante di una Porsche 956 di sua proprietà, ha scelto invece un modo diverso e molto più dinamico di ricordare il suo più grande successo sportivo: in occasione del suo 60° compleanno, è stato il primo cliente a realizzare un progetto di auto insieme a Porsche Exclusive Manufaktur nell’ambito del nuovo programma Sonderwunsch (in italiano “Desideri Speciali”).
Il progetto, denominato “l’auto dei sogni”, ha visto la partecipazione attiva di Porsche Italia, che ne ha seguito da vicino ogni fase di avanzamento. Centralità del cliente e lavoro di squadra sono i valori messi in campo dalla filiale italiana della Casa di Zuffenhausen nel corso dei tre anni impiegati per la realizzazione della vettura, rendendo possibile l’avversi di un sogno.
L’imprenditore italiano voleva progettare una Porsche 911 GT3 (992) unica, basata sulla vettura con cui aveva vinto a Le Mans, ed essere coinvolto direttamente nella sua creazione. Oltre alla caratteristica livrea da competizione in tinta Summer Yellow, con l’aggiunta di bianco e nero, quest’auto speciale riporta sul cofano e sulle portiere il numero 7 della fortunata gara. Anche altri particolari, come l’ala posteriore e la leva del cambio, sono stati reinterpretati e in parte sviluppati autonomamente. “Al centro del brand Porsche si colloca l’esperienza esclusiva per il cliente”, sostiene Alexander Fabig, responsabile Personalizzazione e settore Classic di Porsche AG. “Ecco perché il programma Sonderwunsch, notevolmente ampliato, costituisce un’altra pietra miliare a supporto dell’ ‘entusiasmo dei clienti’ nel mondo. E questo progetto automobilistico è il fiore all’occhiello del lavoro di personalizzazione svolto da Porsche Exclusive Manufaktur”.
“Negli anni ottanta ho avuto la possibilità di guidare la straordinaria Porsche 956, un’auto iconica quanto a prestazioni ed estetica”, racconta Paolo Barilla, ex pilota e vicepresidente del noto gruppo alimentare italiano. “La trasposizione di alcuni elementi in una moderna GT3 ripropone quel ricordo in maniera emozionante e vitale – tanto per me quanto per le persone che mi sono vicine”.
Come spiega Alexander Fabig, responsabile Personalizzazione e Classic di Porsche AG, “la collaborazione con Paolo Barilla ha rappresentato un progetto molto speciale anche per Porsche. Perché non solo la 911 GT3 realizzata artigianalmente è una vettura fortemente personalizzata, ma anche il suo processo di progettazione è unico”.
Unica sotto tutti i punti di vista Una delle particolarità di questa 911 GT3 è la sua vistosa finitura esterna che si declina nella tonalità Summer Yellow, con l’aggiunta del bianco e nero, e che riproduce il motivo a strisce della storica auto da corsa. Sono verniciati in Summer Yellow anche il sotto-paraurti anteriore e gli anelli di rifinitura dei fari. Il design dei cerchi mono-dado trae ispirazione dai cerchi della Porsche 956. Quando venivano usati nelle gare, questi erano dotati di prese d’aria lamellari di colore bianco. Si è dunque optato per il bianco per i cerchi anteriori della 911 GT3, mentre l’asse posteriore è verniciato in una moderna tonalità dorata.
Anche le estremità dello spoiler posteriore richiamano la linea e la geometria del loro storico predecessore. I campioni dei componenti sono stati inizialmente sviluppati mediante prototipazione rapida. Naturalmente, bisognava mantenere le prestazioni aerodinamiche e, in particolare, l’equilibrio tra l’asse anteriore e quello posteriore, così si è pensato di coinvolgere nel progetto, fin dall’inizio, gli ingegneri aerodinamici addetti allo sviluppo della 911 GT3 di serie. L’ala posteriore modificata è stata testata nella galleria del vento per verificarne le caratteristiche di flusso. Sulle fiancate dell’auto spicca la sigla “PB 60”, a indicare le iniziali e l’età di Paolo Barilla. Lo stile di questo logo è ispirato alla grafica del principale sponsor della storica vettura vincitrice a Le Mans.
Nell’abitacolo domina il nero, come ci si può aspettare da un’auto da corsa. I batti-tacco e gli inserti decorativi gialli sul cruscotto lato passeggero presentano un logo concepito espressamente per il cliente. Il logo abbina il codice 956, il logo “Le Mans 1985” e il profilo stilizzato dell’auto da corsa. Sui poggiatesta sono ricamati questo logo e il tracciato del 1985. La leva del cambio ricorda la sfera di magnesio della 956 da corsa e costituisce un elaborato manufatto realizzato su misura: la parte superiore è stata ricavata per fresatura da un blocco di alluminio e la superficie è stata sottoposta a sabbiatura.
Dai disegni iniziali alle ultime rifiniture nel giro di tre anni All’interno del nuovo programma Sonderwunsch, il cliente ha assunto il ruolo di responsabile del progetto. In quanto membro del team di progetto, composto da esperti di Porsche Exclusive Manufaktur e del reparto di progettazione Porsche Style, Barilla ha partecipato in prima persona alla creazione dell’auto dei suoi sogni. Ci sono voluti in tutto tre anni per completare il processo, dai primi schizzi di progettazione fino alla verifica della fattibilità tecnica e alla costruzione. Il lavoro di sviluppo è iniziato partendo dal modello GT3 precedente, dato che la 992 si trovava ancora nella fase di sviluppo di serie.
“Spesso durante questo progetto avremmo avuto buone ragioni per dire ‘Non funzionerà’ o ‘È troppo complicato’ “, ha commentato Philipp Setter, responsabile della Consultazione con i Clienti per il programma Sonderwunsch di Porsche Exclusive Manufaktur. “Una volta che abbiamo deciso di accettare la sfida, ci siamo spinti oltre i limiti e siamo riusciti a ottenere molto. Grazie alla sua visione chiara e alla sua capacità di gestire tempistiche strette e processi decisionali, Paolo Barilla si è dimostrato il cliente e il project manager ideale per questo ambizioso progetto”.
Summer Yellow: dalla speciale cartella colori “Colour of Choice Plus” “Il contatto diretto con il cliente è quanto di meglio un designer possa avere”, afferma Grant Larson. Insieme a Harm Lagaay, Grant Larson ha progettato la prima Boxster e attualmente è il responsabile dei progetti speciali di Porsche Style. “Lavoro per Porsche perché è qui che si progettano le auto dei sogni. Ma i progetti Sonderwunsch si collocano in una dimensione diversa: lo scambio di idee con il cliente è di grande soddisfazione e ci aiuta a capire meglio quali sono i desideri dei nostri clienti, a beneficio del nostro lavoro quotidiano”.
La sfida più grande per Larson è stata quella di trasferire i motivi grafici da un’auto da corsa estremamente piatta e squadrata alle forme più arrotondate dell’attuale 911. “A livello geometrico si tratta di auto molto diverse”, ha spiegato Larson. “Non si poteva trasferire il layout in rapporto 1:1”. Inizialmente, ha lavorato in modalità digitale al computer. Successivamente, le linee sono state proiettate su una scocca di prova mediante un dispositivo laser e sono state opportunamente dipinte. La vernice di prova è stata applicata tre volte prima che il designer Larson e il responsabile del progetto Barilla si ritenessero soddisfatti. Anche la tonalità gialla e calda doveva essere scelta con cura per essere in sintonia con il modello storico e per risultare d’effetto sia con la luce artificiale che con quella naturale diurna. Il team ha infine optato per il colore Summer Yellow ripreso dalla vasta cartella colori “Colour of Choice Plus” di Porsche Exclusive Manufaktur.
“Inizialmente avrei voluto spostare i numeri di gara sulle portiere, collocandoli più verso il centro della striscia bianca, ma Paolo Barilla ha insistito che il “7” doveva essere molto vicino al bordo, proprio come sulla sua auto da corsa”, ricorda Larson. Nella fase di progettazione, ha piazzato sulla sua scrivania un modello in scala 1:43 dell’auto da corsa per trarne ispirazione.
Un membro a tutti gli effetti della famiglia Porsche Paolo Barilla si è recato presso lo stabilimento Porsche tre volte durante la fase di ideazione, per partecipare attivamente al progetto dalla fase di definizione delle specifiche fino al suo completamento. Durante la fase di realizzazione ci sono state consultazioni frequenti per telefono, e-mail e videoconferenza, seguite da ulteriori visite che Paolo Barilla ha effettuato utilizzando il suo tesserino personale di accesso alla fabbrica. “Paolo Barilla ha apprezzato molto questo dettaglio”, dice Setter. “Quando il tesserino Porsche gli è stato consegnato di persona, è entrato ufficialmente a far parte del team e della nostra famiglia Porsche”.
È diventato inoltre un addetto ufficiale alla produzione perché Barilla stesso ha eseguito personalmente la flangiatura del cambio sul motore sulla sua vettura unica, utilizzando un avvitatore a controllo di coppia. “Esperienze autentiche come queste sono in definitiva ciò che rende Porsche unica”, sottolinea Setter. “I nostri clienti sono persone che in genere hanno visto e provato molte cose, ma per progetti di queste dimensioni cerchiamo sempre di aprire qualche porta in più che altrimenti rimarrebbe chiusa, e per una buona ragione.”
Il programma Sonderwunsch di Porsche Porsche Exclusive Manufaktur e Porsche Classic si occupano della valorizzazione e del restauro di auto sportive uniche combinando un sapiente lavoro artigianale all’attenzione per i dettagli. Nell’ambito della sua strategia di Co-Creation, la casa automobilistica sportiva propone ora una nuova interpretazione del suo leggendario programma Sonderwunsch risalente alla fine degli anni ’70, che consentirà in futuro di progettare vetture personalizzate e uniche, ideate con la partecipazione del cliente e prodotte in modo professionale da Porsche. L’espansione di questa offerta prevede sia il Factory Commissioning, per le richieste di colori e materiali individuali del cliente direttamente durante la produzione, sia il successivo Factory Re-Commissioning e Factory One-Off, una volta che la vettura è stata consegnata al cliente. Mentre il Factory Re-Commissioning è finalizzato anche alla realizzazione di colori e materiali personalizzati, il Factory One-Off consiste in un nuovo sviluppo tecnico sistematico. A seconda dell’età del veicolo, sono gli esperti tecnici di Porsche Exclusive Manufaktur o di Porsche Classic a occuparsi della realizzazione.
Porsche Exclusive Manufaktur in sintesi Porsche Exclusive Manufaktur realizza a Zuffenhausen vetture personalizzate molto esclusive basandosi su una perfetta combinazione di maestria artigianale e alta tecnologia. Personale altamente qualificato, con decenni di esperienza, dedica la massima attenzione ad ogni singolo dettaglio, esaltandolo attraverso una lavorazione artigianale. Gli esperti hanno a disposizione una vasta gamma di opzioni di personalizzazione estetica e tecnica per la carrozzeria e gli interni. Ne sono esempi tangibili i pacchetti Sport Design, che offrono un design personalizzato dei cerchi e delle finiture interne, nonché l’ampia gamma cromatica “Colour of Choice Plus” per tutti i modelli Porsche. Porsche Exclusive Manufaktur soddisfa i più alti standard in termini di qualità dei materiali e lavorazione. Oltre alle singole vetture dei clienti, Porsche Exclusive Manufaktur produce anche piccole serie ed edizioni limitate. In questo caso, i materiali di alta qualità vengono abbinati a moderne tecnologie di produzione per realizzare un prodotto nell’insieme armonioso.
Segnaliamo alcune novità e riedizioni della gamma Ciemme43 (modelli montati in resina, scala 1:43). Fra i modelli nuovi, vi è la Porsche 917K del Team Fittipaldi in versione Copa do Brasil Interlagos 1972. Interessante anche la 917 telaio 030 con gli snorkel in versioni test Weissach 1971. Si rivede poi un’altra 917 particolarmente rara e richiesta, la vettura di David Piper che disputò le prove della 24 Ore di Daytona nel 1970.
Ciemme43 ha prodotto anche alcuni kit delle proprie 917, normalmente vendute solo montate.
L’Autodromo Internazionale del Mugello è pronto ad ospitare dal 16 al 21 novembre le Finali Mondiali Ferrari, l’evento con cui la Casa di Maranello celebra la conclusione della stagione agonistica 2021. Un anno da ricordare per il Cavallino Rampante, sia per la partecipazione alle gare del Ferrari Challenge Trofeo Pirelli, quanto per i successi raccolti nelle gare GT, impreziositi dai Titoli Mondiali Piloti e Costruttori del FIA World Endurance Championship appena conquistati in Bahrain.
Ferrari Challenge. Sul tracciato toscano scenderanno in pista oltre 75 vetture del Cavallino Rampante per disputare gli appuntamenti conclusivi delle serie Europe e North America del Ferrari Challenge Trofeo Pirelli, nonché il primo round della serie Asia Pacific. In palio ancora diversi titoli, a cominciare da quello del Trofeo Pirelli della serie continentale, che vede in lizza Michelle Gatting (Iron Lynx) e Niccolò Schirò (Rossocorsa). Nel Challenge Europe, le ultime due gare decreteranno anche i campioni del Trofeo Pirelli Am e della Coppa Shell, mentre Willem Van der Vorm (Scuderia Montecarlo) ha già raggiunto l’obiettivo tra gli Am a Spa-Francorchamps. Nella serie statunitense, Cooper MacNeil (Ferrari of Westlake), Jason McCarthy (Wide World Ferrari), Dave Musial Jr. (Ferrari of Lake Forest) e Lisa Clark (Ferrari of Beverly Hills) si sono aggiudicati i titoli di campioni del Ferrari Challenge North America nel Trofeo Pirelli, Trofeo Pirelli Am1, Coppa Shell e nella Ladies Cup prima della trasferta italiana. Ancora vacanti, invece, i titoli nel Trofeo Pirelli Am2 e nella Coppa Shell Am. Riparte dopo un anno di assenza a causa della pandemia la serie Asia Pacific che, al Mugello, metterà in scena il suo primo dei tre appuntamenti del calendario 2021.
Finali Mondiali. Lungo i 5.245 metri dei saliscendi fiorentini si assegneranno anche i titoli di campione del mondo del Trofeo Pirelli e della Coppa Shell, in una competizione nella quale i protagonisti dei tre campionati si daranno battaglia l’un contro l’altro. Appuntamento, come da tradizione, nella giornata di domenica.
Attività non agonistiche. Oltre alle 488 Challenge Evo del monomarca, al Mugello daranno spettacolo anche 8 monoposto di F1 Clienti e gli oltre 40 esemplari del Programma XX. Non mancheranno ovviamente neppure le vetture del Club Competizioni GT, con oltre 24 unità in pista, tra cui nove 488 GT Modificata.
Ferrari show. La manifestazione vivrà il suo momento clou nella giornata di domenica con la tradizionale esibizione delle monoposto della Scuderia Ferrari e le 488, nelle versioni GTE e GT3 Evo 2020, guidate dai piloti ufficiali di Ferrari Competizioni GT, reduci da importanti successi nei più prestigiosi campionati a ruote coperte per uno spettacolo che coniugherà la passione Ferrari in tutte le sue declinazioni. Nell’area paddock, invece, sarà possibile ammirare durante tutta la durata dell’evento una quarantina di esemplari della storia di Ferrari nel mondiale di Formula 1 e nelle competizioni GT, comprese le vetture campioni nel FIA WEC, GT World Challenge Europe Endurance Cup powered by AWS e DTM.
Pubblico. A causa delle restrizioni dovute alla diffusione del Covid-19, l’evento si svolgerà a porte chiuse ma per sottolineare la vicinanza del Cavallino Rampante ai suoi tifosi, sugli spalti saranno presenti gli Scuderia Ferrari Club, oltre che i dipendenti della Casa di Maranello.
Copertura. Chi non potrà assistere alla manifestazione potrà seguire le fasi più importanti dell’evento gratuitamente, in diretta streaming con commento inglese dal canale YouTube di Ferrari. Tutte le notizie, i video, le immagini e il live timing saranno a disposizione sul sito dedicato alle Finali Mondiali: finalimondiali.ferrari.com In Italia, tutte le gare saranno trasmesse in diretta sul canale Sky Sport Action, incluse le due gare di domenica che assegneranno l’alloro mondiale.
Programma. Dopo le prime giornate dedicate ai test e alle prove libere, da venerdì i piloti si sfideranno per la vittoria nelle gare della Coppa Shell (alle ore 12:45) e del Trofeo Pirelli (alle 14:40), ripetendosi nella giornata di sabato con medesimi orari. Domenica, alle 10:15 la Finale Mondiale della Coppa Shell, seguita alle 11:30 da quella del Trofeo Pirelli. Lo show prenderà invece il via alle 12:30.