Fiat 509 S Zagato (1927)

Una delle star dell’asta organizzata da Wannenes in occasione della recente Milano AutoClassica è stata la Fiat 509 S Zagato del 1927. La vettura, telaio n.32022673 e motore n.31022707, è una delle tre 509 S carrozzate da Zagato. La vettura fu acquistata da Rigoletto Belli, concessionario Fiat di Terni e gentleman driver. L’auto fu immatricolata TR1000, targa che ha conservato fino ad oggi.
Belli esordì con una vittoria al volante della sua Fiat alla Terni-Passo Somma, venendo anche pubblicato su Auto Italiana del giugno 1926. Successivamente, nel 1927, Belli corse con la 509 S alla Coppa della Perugina (quinto), alla Terni-Passo Somma (primo), alla Vermicino-Rocca di Papa e alla Tolentino-Colle Paterno.
Successivamente, stando all’estratto cronologico, vendette la Fiat nel 1932 a Lamberto Miconi, il quale la tenne solo qualche mese. La vettura passò poi di mano in mano fin quando non fu venduta nel 1957 a Valerio Moretti, un nome noto negli ambienti di appassionati di auto d’epoca. Egli restaurò la vettura e la conservò fino al 1989. Successivamente la 509 S Zagato entrò a far parte di una collezione privata in Francia, dove però non fu mai immatricolata. Usata per brevi tragitti e saltuariamente, quest’auto ha mantenuto intatta la carrozzeria e un ottimale stato di conservazione del restauro. La vettura è marciante ed è dotata di tutta la sua documentazione, incluse le lettere fra Valerio Moretti e Angelo Tito Anselmi, fatture e foto del ritrovamento (fonte: Wannenes).

foto copyright David Tarallo / pitlaneitalia.com

Da domani sul sito ufficiale Norev due Porsche 1:18 in serie limitata

Domani alle ore 13, Norev metterà in vendita sul proprio sito due serie commercializzate in esclusiva. Si tratta di una Porsche 911 (997) Turbo in rosso metallizzato e di una 911 (997) GT2 gialla. Entrambe le serie saranno limitate a 200 pezzi numerati.

Endurance WEC: dalle Gruppo C ai prototipi ibridi

Nell’editoria italiana le analisi tecniche delle vetture endurance sono rare se non inesistenti. I pur bravissimi disegnatori come Antonio Pannullo pubblicano spesso le loro tavole su riviste di lingua inglese quali Racecar Engineering Magazine o Race Engine Technology.

Stavolta è la Giorgio Nada Editrice ad aver creduto in un progetto portato avanti dallo stesso Pannullo con l’ingegner Riccardo Romanelli e Marco Zanello. Obiettivo, ripercorrere l’evoluzione tecnica delle vetture endurance dalle gruppo C di inizi anni ottanta fin quasi ai giorni nostri, con le LMP1 e le LMP2, attraverso una serie molto nutrita di esempi concreti.

Fase per fase, vengono analizzati i regolamenti e alcune delle vetture più rappresentative per ogni epoca. Un’impresa non da poco se si considera la complessità e anche la varietà della materia. Molto interessanti i testi dove si spiegano le ragioni, non solo tecniche ma anche politiche ed economiche, delle scelte regolamentari. Il punto forte del libro, però, è indubbiamente la documentazione iconografica, con le precise analisi e i confronti fra una versione e l’altra, fra una configurazione e l’altra.

Molto istruttivi i disegni che mostrano le differenze e i punti in comune fra vetture parenti, come ad esempio l’Aston Martin AMR-One e la Pescarolo-Judd 03. Il libro non è certo completo, ma sicuramente non voleva esserlo: ogni tanto il filo si perde, soprattutto verso la fine quando, a partire dal 2016, gli autori tendono a non procedere più modello per modello ma analizzano le evoluzioni delle LMP attraverso le novità viste in alcune gare specifiche. L’analisi delle singole vetture riprende brevemente con Rebellion R13 e BR1 del 2018. C’è da dire che gli ultimissimi anni prima dell’avvento delle Hypercar sono stati abbastanza difficoltosi per il WEC, che ha cercato anche di reggere con l’escamotage delle “super season” (le stagioni doppie) in attesa che entrassero in vigore i nuovi regolamenti proprio da quest’anno. Dal ritiro della Porsche a fine 2017 al 2020 compreso le novità tecniche nella classe maggiore dei prototipi sono state pochissime, con la sola Toyota a rappresentare i grandi costruttori. Al di là di questo, peccato ad esempio che il libro trascuri abbastanza una classe che ha dato tanto come la LMP2.

Purtroppo molto piccole e poco valorizzate le immagini delle vetture reali, moltissime scattate dal fotografo milanese Massimo Campi. Questo non si proponeva certo di essere un volume fotografico ma forse per queste immagini si sarebbe potuto fare qualcosa di più.

In sintesi, Endurance WEC un’opera che tornerà utilissima a giornalisti, studiosi della storia dell’auto e anche ai modellisti, con centinaia di disegni e spiegazioni tecniche sempre molto chiare e ben redatte (i testi sono bilingui, in italiano e inglese). C’è da pensare che questo titolo, appartenente alla collana Analisi tecnica, verrà via via aggiornato negli anni ma per ora accogliamo con favore la prima edizione, che l’editore Nada ha pubblicato lo scorso mese di settembre.

Riccardo Romanelli, Antonio Pannullo, Marco Zanello, Endurance WEC, Dalle Gruppo C ai prototipi ibridi / From Group C to hybrid prototypes, Giorgio Nada editore, Vimodrone MI 2021, ISBN 978-88-7911-812-5, pagg.192 con centinaia di disegni e foto, in brossura, € 44,00

La Fiat Uno Turbo Gr.A di Pregliasco al San Remo 1986

Lo speciale montato italiano ha ancora, per fortuna, i suoi estimatori. Le varie serie limitate, quando non limitatissime, non sono sempre facili da scovare, ma gli appassionati che intendono procurarsi questi modelli hanno ormai canali diretti e riescono a tenersi informati sulle varie uscite. Dai Tron fino agli Arena passando per marchi dalla reperibilità più difficile come Remember, Madyero, Tokoloshe, Mati Model, eccetera, l’offerta è consistente.

Chi colleziona questo genere di modelli, pur apprezzando magari anche gli Spark o i Minichamps, sa riconoscere il valore del lavoro artigianale nello spirito di un tempo ed è preparato a spendere delle cifre più alte rispetto ai 65-70 euro di un resincast fatto in Cina o in Madagascar.

Segnaliamo un’edizione limitata a dieci pezzi numerati della Fiat Uno Turbo Gruppo A pilotata da Mauro Pregliasco con Cavalleri come navigatore al Rally di San Remo del 1986. L’ha commercializzata il negozio L’Aquilone di Torino. La base e il montaggio sono Mati Model. Il modello è ben dettagliato con parti fotoincise (ganci cofano, tergi…) e si caratterizza per il disegno originale dei cerchi, diverso dai soliti visti sulle Uno Turbo da rally. La scatola riporta i loghi dell’Aquilone e nella confezione è presente un certificato col numero progressivo del modello.

In ricordo di un exploit: la Tyrrell di Alboreto vincitore a Detroit nel 1983

Prima di arrivare in Ferrari, Michele Alboreto si mise in luce con la Tyrrell a motore aspirato Cosworth, con la quale ottenne due importanti successi negli Stati Uniti, a Las Vegas nel 1982 e a Detroit nel 1983. Quella di Detroit fu l’ultima vittoria in Formula 1 del V8 inglese, uno dei motori più celebri di tutti i tempi. Iniziata la stagione 1983 con una 011 molto modificata, Alboreto beneficiò successivamente della 012. Dopo il bando dell’effetto suolo integrale, le monoposto del 1983 si presentavano piuttosto diverse rispetto a quelle dell’anno precedente: sparite le pance a tutta lunghezza, la forma che andava per la maggiore era quella a freccia, con le fiancate che sfruttavano la zona a effetto suolo ancora permessa dal regolamento. A parte gli speciali, Minichamps e più recentemente una serie da edicola aveva riprodotto la 012 del 1983, ma ora Spark volge la propria attenzione sulla 011 dello stesso anno, proprio nella versione GP USA East, quello della seconda vittoria di Alboreto in Tyrrell.

Alcuni prevedono che la Spark S7286 sia destinata a diventare uno di quei modelli che su eBay finiscono a 150 o 200 euro. Difficile prevedere il destino delle singole edizioni Spark, anche perché esse paiono seguire percorsi e logiche che sfuggono a qualsiasi tentativo di classificazione. In ogni caso, chi può procurarsi questo modello ora, se lo procuri senza esitazione perché rappresenta un pezzo importante nella storia della Formula 1 per molteplici ragioni.

Si tratta di un classico Spark, con un buon rapporto qualità/prezzo. La meccanica, parzialmente a vista, è trattata con sufficiente dettaglio e con qualche finezza che i collezionisti non mancheranno di apprezzare. Peccato che Spark continui a ignorare sistematicamente i fili delle candele sui motori in vista: eppure basterebbe poco per completare un quadro già piuttosto valido.

Questa Tyrrell è comunque molto gradevole: sospensioni, ruote, gomme, assetto, spoiler, tutto è riprodotto con cura. Non manca neanche il tubicino di aria medica attaccato al casco del pilota. Ottima la verniciatura e impeccabile il montaggio. Se vi piacciono le vetture di quegli anni, la Tyrrell 011 del 1983 non può mancare nella vostra collezione. Questo modello esce contemporaneamente a un’altra Tyrrell di Alboreto, la 011 del GP d’Olanda 1982 (Spark S7281).

Due Ferrari nell’Intercontinental GT Challenge

Dopo il trionfo nella 24 Ore di Spa-Francorchamps, valida anche come prova di apertura di questa serie, Alessandro Pier Guidi, Nicklas Nielsen e Côme Ledogar affronteranno assieme a Antonio Fuoco, Alessio Rovera e Callum Ilott la 8 Ore di Indianapolis. In programma sulla configurazione Grand Prix del leggendario catino dell’Indiana dal 15 al 17 ottobre, questa prova precederà l’appuntamento finale previsto in Sudafrica, dal 2 al 4 dicembre, per la 9 Ore di Kyalami.

L’Intercontinental GT Challenge, organizzato dal 2016 da SRO Motorsport Group, propone quest’anno un calendario ridotto a tre appuntamenti che racchiude alcune tra le più difficili gare endurance del pianeta per vetture GT3.

Flat out flat broke?

Nella lista dei personaggi intervistati dal bravo Ermanno Frassoni nei suoi approfondimenti sulla storia dell’Andrea Moda Formula non poteva mancare Perry McCarthy.

L’intervista è ora disponibile sul canale Youtube Motorphone TV. Sono trentotto minuti divertenti e interessantissimi, come tutte le interviste che in questi mesi Motorphone TV ha proposto. Da guardare subito!

Peroni Race Weekend a Monza

foto copyright Actualfoto / Raul Zacchè

Quasi duecento vetture in gara nel secondo Peroni Race Weekend all’Autodromo Nazionale Monza. I piloti di undici campionati si sono dati battaglia nel fine settimana tra i cordoli del Tempio della Velocità regalando spettacolo e colpi di scena.

Carlo Tamburini è il mattatore della Coppa Italia Turismo. Il pilota della MM Motorsport, poleman del sabato, su Honda Civic FK7 taglia per primo il traguardo in gara-1 ma scivola al secondo posto per una penalizzazione della Direzione Gara che avvantaggia Federico Scionti, in corsa fuori classifica. Nella prima prova, dietro a Tamburini sono finiti Adriano Visdomini su Hyundai I30 TCR SQ (Next Motorsport) e Steven Giacon su Audi LMS TCR DSG (Tecnodom Sport). Buon risultato anche per Carlotta Fedeli, che con la sua Audi RS3 LMS DSG ottiene, grazie al nono posto assoluto, i punti necessari per vincere a Monza il campionato di categoria TCR DSG. Tamburini replica vincendo gara-2 domenica davanti a Giacon e Visdomini, questa volta a posizioni invertite rispetto al primo appuntamento.

I piloti della Coppa Italia GT Club e della serie tedesca P9 Challenge hanno corso insieme per due volte nel Tempio della Velocità. Il successo assoluto in gara-1 è andato a Fritz Kreutzpointner, alla guida di una Porsche 997 GT2. Il tedesco ha vinto in solitaria precedendo le due Lamborghini Huracan GT3 EVO di Coach Mckansy e Bernhard Löffler. Mckansy si prende invece una rivincita in gara-2 domenica pomeriggio, arrivando davanti a “Jack Crow” su Porsche 991 GT3 R Gen I e a Paul August su un’altra Huracan.

Lo stesso accorpamento sulla griglia di partenza è toccato anche a Master Tricolore Prototipi e Sports Car Challenge. Nel primo dei due appuntamenti sull’asfalto brianzolo a vincere è stato Wolfgang Payer su PRC Audi Turbo. Appena dietro di lui si è posizionato Stephan Rupp con la sua Ligier Nissan. Ha chiuso la classifica assoluta il prototipo #67 di Michele Liguori, una Norma M20 FC. Rupp ha vinto invece gara-2 davanti a Marco Fink con PRC BMW e Emanuel Pedrazza su PRC Ford, secondo e terzo al traguardo.

Giannalberto Coldani vince a Monza il campionato monomarca 1.6 Turbo Cup. Il pilota di MC Motortecnica, presentatosi nel Tempio della Velocità con 58 punti di vantaggio in classifica generale, chiude la pratica già in gara-1, arrivando primo. La scelta di partire con gomme rain, apparentemente azzardata, si rivela corretta quando ricomincia a piovere a poche curve dal via. Dietro di lui finiscono nell’ordine Mattia Lancellotti (Faro Racing) e Pierluigi Sturla (Marvic Wheels).  In gara-2 è grande battaglia, con sei auto che lottano per la vittoria fino alla fine. La spunta Alex Lancellotti, compagno di Mattia, davanti a Sturla e a Manuel Stefani (Seven Hill Motorsport). 

I 60 minuti di gara dell’Alfa Revival Cup aprono il programma della domenica. Sotto una leggera pioggia, la vittoria assoluta va a Franco Monguzzi che, dopo aver ottenuto la pole il sabato, taglia per primo il traguardo davanti a Davide Bertinelli (Scuderia AB Motorsport), entrambi con esemplari del 1971. Chiude il podio la coppia formata da Peter Bachofen e Roberto Restelli (OKP Alfa Delta Racing Team) con un’Alfa del 1968.

Massimo Ronconi e Giovanni Gulinelli, tagliando per primi il traguardo della gara del Campionato Italiano Autostoriche, ottengono il primo posto nella classifica del gruppo 3 della serie con una Porsche 930 del Team Italia. Riccardo Messa su Alpine Renault V6T, secondo sotto la bandiera a scacchi, è il vincitore nel gruppo 4. Nel gruppo 2 hanno invece prevalso Matteo e Filippo Denti con una Porsche 911 3.0 e nel gruppo 1 Matteo Panini e Andrea Pergreffi con una Ginetta G12.

Sono state due le gare della Lotus Cup Italia, serie monomarca di Lotus Exige Cup, nel fine settimana monzese. Nella prima ha trionfato Daniel Grimaldi davanti a Giacomo Giubergia e Vito Utzieri. Nella seconda, corsa sotto una pioggia battente, ha vinto Fabio Radice su Utzieri e Giubergia. Alla fine delle tre sessioni della Speed Lotus Cup, alla ricerca del giro perfetto, il più veloce è stato Mauro Rusconi su Exige 380 Sport. Dietro di lui Denis Mario Bonvini su Exige 350 PB-R e Simone D’asta su Elise. Tutte e tre le sessioni si sono disputate il sabato pomeriggio.  

I due appuntamenti della Boss GP hanno lo stesso vincitore. Marco Ghiotto, alla guida di una Dallara GP2 motorizzata Mecachrome, precede in gara-1 l’altra GP2 di Simone Colombo (MM International Motorsport) e la Benetton F1 – 8197/Judd di Ulf Ehninger (ESBA-Racing). Sul podio di gara-2 salgono invece, dietro Ghiotto, Paul O’Connel (HS Engineering) su World Series V8 – T12 e la GP2 di Thomas Jackermeier (Team Top Speed). I due finiscono quindi rispettivamente secondo e terzo.

All’Autodromo Nazionale Monza si tornerà in pista nel weekend 29-31 ottobre per il secondo appuntamento stagionale con l’ACI Racing Weekend. 

Borsa scambio a Calenzano, 3 ottobre 2021

L’ultima borsa di scambio organizzata da Agostino Barlacchi risaliva a un anno fa quando il 4 ottobre 2020 aveva avuto luogo, dopo un lungo periodo di interruzione, il tradizionale evento di Calenzano, al centro St.Art. Nel 2021, dopo un’altra lunga pausa dovuta all’ “emergenza sanitaria”, la manifestazione ha recuperato la sede storica all’Hotel Delta Florence, a pochi metri dall’uscita di Calenzano sulla A1, visto che i locali dello St.Art sono diventati un centro vaccinale. Un ritorno peraltro apprezzato dagli espositori, molti dei quali non hanno mai gradito la nuova sistemazione allo St.art, che ha ospitato per la prima volta la borsa di Barlacchi nel novembre del 2019.

Quanto all’edizione di oggi, non credo ci sia nulla di particolare da segnalare. Il numero degli espositori era più o meno quello di sempre (forse in leggero calo), con non troppi pezzi interessanti. Curiosando qua e là era possibile scovare qualche discreto affare ma anche imbattersi in proposte del tutto fuori mercato: qualche kit Racing43 a 20 euro (ottime le Celica da rally), alcuni Hotwheels in 1:24 a 50 (troppo), alcuni Spark proposti a cifre assurde (100 euro per la Porsche Carrera SF203, 80 per la Porsche 935 vincitrice di Daytona 1980 che il produttore riproduce sistematicamente ogni sei mesi!), due o tre Politoys in eccellenti condizioni, come un’Alfa Romeo Giulia GT con scatola a € 130. Insomma, anche se in piccolo, Calenzano non fa eccezione. Bisogna saper cercare. Il prossimo appuntamento con la borsa fiorentina è fissato a domenica 5 dicembre.

LaFerrari Power: si amplia la gamma di servizi post-vendita Ferrari

Ferrari presenta il nuovo servizio di garanzia estesa e manutenzione programmata LaFerrari Power dedicato ai possessori di LaFerrari e LaFerrari Aperta, novità assoluta per le supercar in edizione limitata della Casa di Maranello.

“LaFerrari Power” punta a soddisfare i clienti che desiderano conservare inalterate nel tempo le performance della prima vettura ibrida fabbricata a Maranello, dotata di sistema HY-KERS di derivazione F1. LaFerrari Power è un programma biennale rinnovabile che può essere attivato presso un qualsiasi concessionario ufficiale della rete Ferrari, indipendentemente dall’anno di produzione della vettura.

Il proprietario di LaFerrari o LaFerrari Aperta che si avvale del servizio godrà dell’estensione della garanzia di fabbrica della vettura, che include tra l’altro sistema HY-KERS e batteria ad alto voltaggio. È la prima volta che la Casa di Maranello offre ai suoi clienti una garanzia estesa di questo tipo per uno dei suoi modelli in edizione limitata, a testimonianza della qualità e affidabilità delle sue vetture.

LaFerrari Power, inoltre, comprende interventi annuali di manutenzione programmata nel corso dei quali una vasta gamma di ispezioni eseguite da tecnici formati a Maranello assicurerà il perfetto funzionamento della vettura.

Il lancio di LaFerrari Power coincide con il decennale dall’introduzione del servizio di manutenzione programmata Genuine Maintenance, disponibile per ogni nuova Ferrari di gamma fino al settimo anno dall’acquisto.