Focus su: Tameo PWT-20, set di ruote F.1 (periodo 1981-1992)

Tameo, marchio specializzato nell’1:43, ha in catalogo anche un set di ruote e gomme pensato per le Formula 1 del periodo 1981-1992 circa.

I cerchi del set sono composti di due parti in ottone tornito, completate da una pastiglia fotoincisa piuttosto spessa. Gli pneumatici sono slick ed è compresa anche una decal con le scritte Goodyear e Eagle.

Si tratta di un articolo piuttosto interessante, che servirà anche a dettagliare modelli diecast – mi vengono in mente i vecchi e gloriosi Burago o certi Polistil – ma anche per elaborare kit in plastica più o meno recenti. Al modellista l’inventiva e la creatività non mancano mai (o almeno non dovrebbero mancare).

Queste le misure dei vari elementi:

Cerchio anteriore: diametro mm 16.00 / larghezza mm 12.95
Cerchio posteriore: diametro mm 16.00 / larghezza mm 18.12
Pneumatico anteriore: diametro mm mm 26.10 / larghezza mm 13.75
Pneumatico posteriore: diametro mm 27.10 / larghezza mm 19.50

Il prezzo al pubblico della confezione, numero di catalogo PWT-20, è di circa 18-20 euro, a seconda dei venditori.

Disponibili l’annuario e il DVD della 24 Ore di Le Mans 2021

Sono da oggi disponibili l’annuario ufficiale della 24 Ore di Le Mans 2021 e il DVD. E’ questo un appuntamento che si rinnova anno dopo anno e costituisce un must per numerosi appassionati. Ricordiamo che l’annuario esce dal 1978. Il prezzo dell’annuario è di € 49 (46,55 per i soci dell’Automobile Club de l’Ouest) e quello del DVD è di € 20 (17 per i soci). I due articoli possono essere acquistati anche nei negozi ufficiali ACO a Le Mans, Parigi, Tours e Rouen e sullo shop on line: boutique.lemans.org .

Uno strano caso: la Fiat X1/9 Prototipo 1:43 di Spark

In passato, Spark aveva già riprodotto diverse Fiat-Abarth: alti e bassi nei risultati, giudizi contrastanti. E’ sempre problematico azzeccare vetture italiane chissà perché. Recuperata la licenza di FCA S.p.A., il marchio di Ripert ha ripreso con lena la riproduzione delle auto nostrane, con un occhio particolare alle Lancia Stratos e Delta Integrale. Arriva in questi giorni invece una X1/9 Prototipo Gruppo 5, in configurazione “pronto corsa”. Nessuna versione specifica, almeno per ora, ma soltanto un’auto , come all’epoca avrebbe potuto lasciare il reparto competizioni per un test o una presentazione. Esiste un pubblico che ama queste versioni, e io stesso non le disdegno, perché le reputo spesso ancora più rappresentative nella loro genericità.

La X1/9 Prototipo è data da Spark come 1975. In realtà la vettura corse a partire dal 1974, debuttando il 30 marzo al Rally di Sicilia con Pianta/Scabini. La gara di quell’anno che i più ricordano è il Giro d’Italia, dove vennero iscritti due esemplari, per Regazzoni/Macaluso e Bacchelli/Scabini. La X1/9 Prototipo si vide anche in altri rally (4 Regioni, Alpi Orientali, 100000 Tabucchi, Coppa Liburna, Critérium des Cévennes) e – alla fine di settembre – al celebre Tour Auto, dove corsero addirittura tre macchine. Nel 1975 la vettura fece qualche altro rally francese, aprendo (vittoriosamente) la propria stagione il 16 febbraio alla Ronde Serre Chevalier con Darniche e continuando sempre con l’equipaggio Darniche/Mahé, che si aggiudicò la Ronde de la Durance, il Critérium Jean Behra e il Critérium de l’Ouest. Come andò, lo sanno tutti: la X1/9 venne sacrificata sull’altare della 131 Abarth, vettura commercialmente molto più sfruttabile dal Gruppo Fiat rispetto ad una coupé di nicchia. Sarebbero quattro o cinque gli esemplari ufficiali della X1/9 costruiti.

Il modello di Spark porta la targa TO-L65337, ossia un’immatricolazione originale, presente tutt’oggi (almeno sembra) su uno dei due esemplari sopravvissuti. Per maggiori informazioni si potrà consultare queste pagine di uno dei siti di riferimento in materia di X1/9: http://www.icsunonove.it/forum/viewtopic.php?t=129 e http://www.icsunonove.it/abarth/index.php .

Inquadrata storicamente la vettura e lo specifico esemplare, restano alcuni dubbi sul modello. Innanzitutto, perché passaruota e altri fregi sono stati riprodotti in giallo? Era questo un errore comune in passato, ma sembrava ormai acquisito che il colore corretto fosse il verde chiaro utilizzato peraltro anche nella serie da edicola. Altra incoerenza è la finitura lucida. Che Spark abbia riprodotto la X1/9 nelle condizioni in cui si trova oggi, lo testimonia la forma dello specchietto retrovisore esterno.

Per il resto, mi verrebbe da criticare l’assetto troppo basso (o la mancanza di luce tra la gomma e il passaruota), l’assenza degli staccabatteria sul cassoncino d’aerazione della fiancata destra, e lo scarso dettaglio dell’abitacolo: si notano sedili del tutto neri, mentre dovrebbero avere la seduta di un colore verde marcio e l’assenza delle cinture di sicurezza.

Alcune finezze sono invece degne di menzione, come le targhe fotoincise con le cifre in rilievo o la retina posteriore che cela in parte l’impianto di scarico.

Il livello di montaggio lascia un po’ a desiderare. Questo è un modello fatto in Madagascar e si vede, soprattutto nell’applicazione raffazzonata delle cornici dei vetri cromate o nella mascheratura non priva di sbavature delle separazioni fra giallo e rosso.

Siamo quindi in presenza di un modello un po’ enigmatico. Non certo brutto, ma forse non quello che gli appassionati di Abarth si sarebbero immaginati. Attendiamo le versioni competizione che verosimilmente Spark non tarderà a riprodurre.

Pronto il kit della Talbot Samba Rallye Gruppo B di Spirit of Racing

Finalmente pronta la Samba Rallye Gruppo B (1:43) di Spirit of Racing. Il kit, che deriva dal Mini Racing, è stato realizzato da Renato Aimaro. Le decals, disegnate da Pietro Marinelli e stampate da INKAM, arriveranno a breve, ma siamo già in grado di mostrarvi le foto con le parti complete del modello. Le versioni previste sono tre, tutte del 1984: Tour de France (Defour), 4 Regioni e Elba (Del Zoppo). Sono in programma anche serie montate, in edizione molto limitata.

Anteprima: Ford Escort RS1600 MkI Safari 1973

Prossimamente Ixo commercializzerà alcune nuove versioni della Escort MkI RS1600 in 1:18: sono infatti previste le quattro vetture ufficiali che presero parte al Rally Safari del 1973 (Makinen/Liddon, Mikkola/Davenport, Clark/Porter, Preston jr/Smith). Sarà un bello schieramento di modelli ben fatti e particolari, perché equipaggiati con gli accessori tipici del Safari, come le caratteristiche protezioni anteriori.

Pubblichiamo una gallery di un modello preserie, la vettura numero 4 (Mikkola). Ringraziamo Model Car World per la collaborazione.

Porsche 935/J Gr.5 Kreepy Krauly 9 Ore di Kyalami 1981

La 9 Ore di Kyalami è una gara particolare che ha avuto una storia che meriterebbe di essere approfondita ulteriormente, anche se non mancano volumi e articoli in materia. Nei primi anni ottanta, alcuni dei concorrenti del Mondiale Endurance facevano tappa in Sud Africa per disputare questa corsa, che si svolgeva a novembre, quando ormai la maggior parte dei campionati europei e americani era terminata.

Presentiamo brevemente un modello Spark uscito proprio in questi giorni, la Porsche 935/J Gruppo 5 che prese parte all’edizione 1981 con Giampiero Moretti, Mauricio De Narvaez e Derek Bell. La lista degli iscritti era composta di quattro raggruppamenti, a formare una griglia estremamente eterogenea: nel primo gruppo trovavano posto le vetture Gruppo 6 e le Gruppo 4/5, ossia quelle che normalmente si vedevano nel Campionato Endurance, nel DRM e nell’IMSA. La Porsche 935/J aveva abbandonato i colori abituali per assumere la decorazione dello sponsor Kreepy Krauly, un marchio molto noto in Sud Africa, specializzato in apparecchiature per la pulizia delle piscine e che in quegli anni era piuttosto attivo sulla scena del motorsport (molti ricorderanno la March-Porsche 83G che vinse a Daytona nel 1984).

Quinta in qualifica, la 935 concluse al terzo posto la 9 Ore del 1981, dietro ad altre due Porsche, la 936/81 di Mass/Joest e la 908/3 Turbo di Barth/Brunn/Martin.

La 935/J è in assoluto uno dei modelli più validi di Spark e fa probabilmente il paio con la 935 K3. Questa è una delle versioni meno conosciute e penso possa essere interessante per diversi gruppi di collezionisti, da quelli che seguono l’automobilismo sudafricano (e sono molti) a quelli specializzati in gare di durata, dagli appassionati del Gruppo 5 ai semplici amanti del marchio Porsche. Un modello che forse non andrà esaurito nel giro di cinque minuti e che potrete quindi trovare con calma quando vi capiterà l’occasione.

Le novità Spark 1:43 della settimana 50-2021

Spark ha annunciato oggi le novità in arrivo nella settimana 50-2021. Fra le cose più interessanti vi sono senza dubbio la Copersucar F6 del 1979 e una versione della celebre Porsche 962C con i colori Momo, un soggetto che riscuote sempre grande successo. A proposito della 962C, inserita nella serie americana, non ce ne sarà per tutti: le richieste sono state ben superiori alla produzione. E dire che ne hanno fatte 700, che non sono poche per una serie nazionale (l’Audi vincitrice del DTM, nella serie tedesca, sarà tirata in 1200 esemplari, ma questo è un altro discorso). Per chi voglia un modello “moderno” dopo una serie quasi infinita di riproduzioni nel passato, arriva anche la Ford vincente a Le Mans 1967.

43LM67FORD MK IV N°1 Vainqueur 24H Le Mans 1967 D. Gurney – A. J. Foyt
S3936COPERSUCAR F6 N°14 GP Afrique du Sud 1979 Emerson Fittipaldi
S5685ALPINE M63B N°61 24H Le Mans 1965 R. Bouharde – P. Monneret
S6182ALPINE A110 Sport X 2020
S6586FORD Fiesta N°3 WRCM-Sport Ford WRT Rallye Monte Carlo 2021 Teemu Suninen – Mikko Markkula
S6587FORD Fiesta N°44 WRCM-Sport Ford WRT Rallye Monte Carlo 2021 Gus Greensmith – Elliott Edmondson
S7662ALFA ROMEO Racing ORLEN C41 N°7 Sauber F1 Team GP Bahrain 2021 Kimi Räikkönen
S7663ALFA ROMEO Racing ORLEN C41 N°99 Sauber F1 Team GP Bahrain 2021 Antonio Giovinazzi
S9052ALFA ROMEO Giulietta Sport Zagato N°34 24H Le Mans 1963 G. Sala – R. Rossi
SA232ALFA ROMEO Giulietta Veloce TCR N°31 3ème Race 1 WTCR Race Macau 2019 Kevin Ceccon (400ex)
SA233ALFA ROMEO Giulietta Veloce TCR N°55 Race 1 WTCR Race Macau 2019Ma Qing Hua (300ex)
SG652AUDI RS 5 N°33 Audi Sport Team Rosberg DTM Champion 2020 René Rast (1200ex) consegna parziale
US104PORSCHE 962C N°30 2H Road America 1992 G. Moretti – J. Paul Jr. (700ex) consegna parziale

Alpine-Renault A442 300km Nürburgring 1976 Patrick Depailler

Nel 1976 l’Alpine-Renault, che era tornata alle gare sport nel corso della stagione 1973, era ormai una squadra matura, in grado di puntare in modo deciso all’obiettivo precipuo dell’intero programma, la 24 Ore di Le Mans. La A442 del 1976 era una vettura ben progettata, con un’affidabilità ormai soddisfacente, almeno per le gare più corte.

In quella stagione ’76, la Federazione Internazionale divise il Campionato del mondo in due tronconi: da una parte il Mondiale Sport con gare sprint per il Gruppo 6, dall’altra il Mondiale Silhouette per le auto del nuovo Gruppo 5, affiancate dalle GT di Gruppo 4 e da altri concorrenti più o meno occasionali.

Alla 300km del Nürburgring, prima prova del Mondiale Sport, l’Alpine-Renault schierò due esemplari della A442 con specifiche 1976, per Patrick Depailler (numero 2) e Jean-Pierre Jabouille (numero 3). Come andò, fa parte ormai della storia delle clamorose gaffe automobilistiche: Depailler, che aveva segnato la pole, e Jabouille, partito col terzo tempo, si eliminarono con un pazzesco botto alla prima curva. Reinhold Joest, con la Porsche 908/3 Turbo, ringraziò, andandosi a prendere una forse inattesa vittoria. Rolf Stommelen, con la debuttante Porsche 936 verniciata in un curioso color nero opaco, dovette accontentarsi della quinta posizione, dopo aver registrato il secondo miglior tempo in prova.

Spark, che ormai diversi anni fa aveva riprodotto la A442 1976 in versione Le Mans (S1551) esce ora con la riproduzione della vettura di Depailler al Nürburgring. Sinceramente, più che le infinite varianti delle GT3 della 24 Ore del Nürburgring e di Spa che i cacciatori di santi Graal sbandierano su Facebook, sono questi gli Spark che amo, perché mi ricordano i vecchi kit montati.

La A442 di Spark, perfettamente rifinita (è montata in Cina, non in Madagascar) è un modello interessante dal punto di vista storico, e c’è da attendersi prima o poi l’uscita della vettura di Jabouille, che si differenziava da quella di Depailler per i segni di riconoscimento rossi anziché verdi.

La resa della verniciatura tricolore gialla-bianca-nera è eccellente: il modello è bianco e giallo con la parte nera opaca resa in decals. Quando Spark ci si mette, da questo punto di vista non ce n’è per nessuno.

Il resto è corretto e gradevole. Nulla è fuori posto. Ruote, spoiler posteriore, abitacolo, rollbar, assetto: ottima resa per tutti i dettagli fondamentali e anche di più. A proposito dell’abitacolo, le cinture sono in fotoincisione (le decals per le cinture sui modelli aperti sono un ricordo di anni ormai lontani). Il cruscotto ha la riproduzione in decals della strumentazione. Molto bella la riproduzione delle parti visibili della scocca, in un alluminio opaco e della giusta tonalità che affascina i nostalgici di quei montaggi sobri ma precisi stile anni ottanta-novanta che all’epoca pagavi duecentomila lire.

Molto ben fatta l’ala posteriore, composta da elementi in resina e in fotoincisione. I cerchi sono molto sobri e personalmente li avrei visti meglio in grigio scuro piuttosto che neri. La scritta Elf anteriore avrebbe potuto avere le lettere leggermente più fini. Per il resto, il modello offre solo soddisfazione al collezionista. Posteriormente sono riprodotti i fanalini e qualche particolare della meccanica visibile fra i pannelli della coda: tubo di scarico, elementi del telaio, radiatore, cavetti.

Forse questo modello non diverrà mai raro e non farete un “investimento” ad acquistarlo. Investimento dal punto di vista economico, sia chiaro. Del resto, a mio parere, nessun modello, neanche il più raro, costituisce un investimento sicuro, tante sono le incognite legate alla domanda a lunga scadenza. Questo si sa. Ma se dai modelli cercate altro, e vi appassionano le cose ben fatte, l’Alpine A442 di Spark potrà entrare con pieni diritti nella vostra collezione dalla porta principale.

Rassegna stampa: Modelli Auto n.145

Ho fatto finta, in tutte queste rassegne stampa che escono su PLIT, di dimenticare Modelli Auto. In realtà non l’avevo dimenticato, l’ho solo lasciato da parte. Poi mi sono detto che per completezza sarebbe stato bene che il numero 145 comparisse insieme alle altre riviste e pubblicazioni normalmente recensite in questo sito. Se già prima della scomparsa di Gianfranco Berto parlare della “nostra” rivista era problematico, figuriamoci come possa esserlo ora che la rivista ha dovuto improvvisare per mesi, rischiando finanche di chiuderla lì. Il numero 145 è uscito, e il 146 è in fase d’impaginazione, poi si vedrà, ma questo è un altro discorso.

E’ stato un periodo estivo pieno di incertezze e di interrogativi. Non è bello autocelebrarsi, ma fondamentalmente il compito di Umberto Cattani e del sottoscritto è stato quello di inventarsi qualcosa, di muoversi per non cadere, esattamente come devi fare quando vai in bici. E’ stata una specie di corsa contro il tempo per trovare gli argomenti, i modelli e anche le motivazioni in momenti in cui c’era da reinventarsi una linea di lavoro che portasse da qualche parte, anche sotto l’aspetto organizzativo e logistico, anzi soprattutto sotto quegli aspetti. Si sono associati a questo sforzo l’inossidabile Bruno Boracco e il buon Piero Tecchio, con uno dei suoi montaggi d’autore (e stavolta la storia è ancora più incredibile, parla di una Maserati che ha girato il mondo).

Il resto l’ha fatto in parte la passione e forse anche una specie di incoscienza, necessaria sempre e comunque quando ti metti a scrivere qualcosa, bello o brutto che sia. Il numero 145 ci è parso un traguardo significativo e un modo per ricordare Gianfranco a poche settimane dalla sua scomparsa. E tutto sommato, mettendoci del nostro, ci siamo anche inventati cose che forse in un altro periodo non sarebbero neanche uscite. Il 145 è ormai in giro da lunga pezza. Nel frattempo, e con maggiore agio, ci siamo dedicati al 146 che credo non deluderà. Torneranno alcune firme che nel 145 non avevamo fatto in tempo a richiamare e sarà un numero molto ricco e vario. In questi mesi con Umberto c’è stato un bel dialogo (prima praticamente ognuno lavorava per conto proprio) ed è stata trovata una visione comune per portare a termine due numeri della rivista. Sono stati momenti di creatività e di fruttuoso confronto che, almeno a me, mancavano anche prima.

Sappiamo che Modelli Auto non ha l’indotto che hanno le riviste di treni e di fermodellismo all’interno della casa editrice e conosciamo anche le logiche che talora portano a prendere decisioni dure da digerire. Attendiamo con fiducia questo numero 146 che non tarderà ad arrivare. Ah, e i contenuti del 145? Ormai li conoscete, inutile tornarci sopra. Questa rassegna stampa vuole piuttosto essere l’occasione per ringraziare chi nel corso dell’estate ci ha incoraggiato ad andare avanti e a non mollare. Per loro abbiamo scritto, fatto foto (tante), didascalie, inventato titoli, sottotitoli e macinato anche parecchi chilometri, in Italia e all’estero. E per noi, questo numero 145 resterà sempre qualcosa di particolare.

Anteprima: Ford Escort RS Cosworth Repsol Rally San Remo 1996

Ixo, che ha già in catalogo la Escort RS Cosworth, produrrà a breve la versione Repsol del Rally San Remo 1996 (piloti Sainz e Thiry). Questa versione era uscita nella gamma Ixo già in 1:24.

Pubblichiamo una gallery del modello pre-serie di Thiry. Ringraziamo Modelcar Group per la collaborazione.