Ferrari BR20: una nuova one-off nella produzione di Maranello

La Ferrari BR20 è l’ultima nata della serie One-Off del Cavallino rampante. La vettura entra così a far parte del gruppo più esclusivo dell’intera produzione di Maranello, vale a dire quei modelli unici che vengono approntati sulle richieste di un singolo cliente e disegnati a partire dai suoi requisiti.

La BR20 è un coupé V12 a due posti sviluppato a partire dalla GTC4Lusso, che per filosofia e approccio stilistico rimanda alle magnifiche coupé Ferrari degli anni ’50/’60 senza però cedere alla nostalgia, anzi riuscendo nell’impresa di coniugare eleganza senza tempo e sportività discreta. La vettura strizza l’occhio infatti alle proporzioni e all’eleganza tipiche di alcune tra le dodici cilindri più iconiche della storia Ferrari, tra cui la 410 SA e la 500 Superfast.

Rispetto alla GTC4Lusso vengono rimosse le due sedute posteriori per ottenere una linea più dinamica dall’accentuato effetto fastback. La BR20 è circa sette centimetri più lunga della vettura da cui è stata originata, grazie specialmente al trattamento dello sbalzo posteriore che crea una silhouette in grado di enfatizzare al massimo le proporzioni della vettura. Uno dei punti cardine del processo di design della BR20 è stata la variazione radicale del volume dell’abitacolo, grazie alla quale i designer diretti da Flavio Manzoni hanno potuto immaginare proporzioni innovative volte a creare un tema di design degli esterni di grande forza e coerenza stilistica.

La soluzione adottata per la forma dell’abitacolo crea un effetto simile a quello di una coppia di archi che lo percorre in senso longitudinale, dal montante A fino allo spoiler posteriore. Il volume posteriore degli stessi è stato scavato per creare un canale aerodinamico il cui sfogo viene celato dalla fascia posteriore nera sottostante lo spoiler. Questa reinterpretazione moderna del tema dei flying buttress caro a Ferrari lega a doppio filo la vettura agli stilemi caratteristici del Cavallino Rampante, propri sia della tradizione GT sia di quella delle vetture sportive del Marchio, come per esempio la 599 GTB Fiorano. Per alleggerire visivamente l’abitacolo la colorazione nera del tetto collega il parabrezza al lunotto, sollevato rispetto alla superficie del portellone posteriore come ad accompagnare il flusso dell’aria.

Il paraurti posteriore muscolare ben si integra in un’auto dal look aggressivo come questa; i doppi fanali posteriori dialogano visivamente con i terminali di scarico, ribassati e incastonati in un prominente diffusore aerodinamico dotato di flap attivi al sottoscocca. Anche i doppi scarichi tondi sono stati disegnati specificamente per la BR20.

I dettagli in fibra di carbonio che punteggiano la vettura sottolineano le qualità dinamiche e il livello prestazionale che questa 4×4 è in grado di offrire. I copribrancardi alti e sinuosi rendono più dinamica la sezione inferiore della fiancata ed enfatizzano gli sfoghi d’aria anteriori sul passaruota. L’ampia griglia anteriore è impreziosita da un elemento superiore in fibra di carbonio che crea una continuità stilistica con altre recenti One-Off Ferrari, mentre un inusuale doppio inserto cromato laterale sottolinea ulteriormente la dinamicità dell’anteriore.

L’identità della BR20 viene ulteriormente enfatizzata dalle stecche orizzontali della calandra che la caratterizzano notevolmente con il loro forte effetto di tridimensionalità. Innumerevoli sono gli elementi creati appositamente per questa vettura, tra cui i fanali anteriori ribassati e con luci diurne più sottili rispetto a quelli della GTC4Lusso che fanno sembrare il cofano anteriore ancor più lungo. Anche i cerchi da 20” con finiture diamantate tono su tono sono stati disegnati esclusivamente per questo modello unico.

Non sono da meno gli interni, che presentano una combinazione accuratamente studiata in accordo con il cliente di pelle in due tonalità di marrone e fibra di carbonio. I sedili rivestiti in pelle Heritage Testa di Moro presentano un motivo esclusivo sull’anteriore sulla parte di specchiature frontali e cuciture argentate a croce ricamate sulle spalle. L’abitacolo è composto da un unico volume dal parabrezza al vano di carico posteriore, per fornire agli occupanti una sensazione di leggerezza e ariosità unica nel suo genere. I rivestimenti in rovere con inserti in fibra di carbonio adornano la panchetta posteriore, le maniglie interne e il pianale reclinabile in grado di nascondere un’area di carico molto profonda.

La One-Off Ferrari BR20, progettata per un affezionato cliente del Cavallino Rampante che è stato coinvolto in ogni fase della sua creazione, rappresenta una interpretazione moderna della storica arte della carrozzeria; la vettura centra l’obiettivo di trasformare un modello esistente in modo originale ed efficace, ispirandosi e al contempo rendendo omaggio ai valori fondamentali del Marchio, vale a dire passione e innovazione.

PROGETTI SPECIALI

Il programma Progetti Speciali è volto alla creazione di vetture Ferrari uniche chiamate One-Off e caratterizzate da un design esclusivo elaborato sulla base delle richieste del cliente, che diventa così proprietario di un modello prodotto in esemplare unico. Ciascun progetto parte dall’idea del committente, sviluppata insieme a un team di designer del Centro Stile Ferrari; dopo aver definito gli aspetti di design si passa alla realizzazione di dettagliati disegni tecnici e di un modello in scala, prima di iniziare la costruzione della vettura unica. Il processo richiede oltre un anno, durante il quale il cliente viene coinvolto in tutte le fasi di sviluppo e verifica progettuale. Il risultato di questa attività è una Ferrari unica, che si fregia del logo del Cavallino Rampante ed è realizzata secondo i canoni di eccellenza che caratterizzano la produzione di tutte le auto della Casa di Maranello.

Borsa di scambio a Novegro, 28 novembre 2021

Grazie alla collaborazione di Bruno Boracco (copyright foto suo), siamo in grado di pubblicare una gallery dell’edizione della borsa di scambio a Novegro, tenutasi domenica 28 novembre 2021. A detta di molti è stata un’edizione davvero molto valida, ricca di materiale di ottima qualità e con un’affluenza soddisfacente.

Michelotti world: cento anni di un designer senza confini

Giovanni Michelotti è uno degli stilisti più ammirati nel mondo. Pur non essendo mai diventato un costruttore, il suo stile è tra i più luminosi del periodo 1950 -’70, con esempi notevoli anche durante gli anni a cavallo della guerra. Alcuni marchi (tra tutti BMW) considerano il suo apporto ancora oggi indelebile. Nel centenario della nascita, il MAUTO allestisce una importante personale dedicata al designer torinese.

Per la prima volta una porzione cospicua dell’archivio Michelotti verrà esposta al pubblico. Schizzi, disegni tecnici, piani di forma, modelli in scala saranno visibili al MAUTO, insieme a una selezione di autovetture tra le più rappresentative. Queste, insieme a documenti cartacei, filmati inediti e un suggestivo impianto scenografico, raccontano la storia professionale e umana dello stilista.

Il progetto espositivo è curato da Giosuè Boetto Cohen, con il supporto di Edgardo Michelotti, figlio del designer e custode dell’archivio privato. La mostra è visibile fino al 9 gennaio 2022.

Foto copyright Bruno Boracco

Rassegna stampa: AutoModélisme 279

E’ passato circa un anno dall’inizio della nuova gestione belga di Auto Modélisme. Difficile stabilire se questo primo giro sia stato un successo oppure no, e probabilmente non spetta neanche a noi deciderlo. I responsabili di redazione ovviamente si dichiarano soddisfatti di questo inizio. Sia come sia, questo numero 279 di novembre presenta alcuni motivi di sicuro interesse, come la storia attraverso i modelli delle vetture elettriche e con carburanti alternativi (tema di attualità, che ci piaccia o no), il montaggio di un kit Tyrrell P34 Fujimi in 1:20, condotto sul filo della storia e in parallelo col ricordo dell’omologo Tamiya uscito negli anni settanta e un delizioso pezzo sui kit in plastica Heller Cadet, anch’esso scritto e meditato sulla scia della memoria. Altre cose sono molto meno appetibili, ma tutto sommato possono essere sei euro e cinquanta ben spesi. Sono comprese, in questo numero 279, alcune fiche di Le Mans 2021 che nel numero 278 contenevano alcuni errori (una mancava del tutto). Ritorna anche la sezione delle slot, con un articolo sulle Riley alla 24 Ore di Le Mans: un modo per attirare nuovi inserzionisti. Nel 2022 Auto Modélisme annuncia dieci numeri, dopo gli otto del 2021. Ormai la strada è tracciata, con i suoi alti e i suoi bassi; fra gli elementi meno convincenti vi è sempre la grafica, troppo “infantile” e con foto troppo grandi. La sezione delle novità è sempre abbastanza corposa – nove pagine – ed è appena il caso di ricordare l’eterna diatriba fra coloro che ne incentivano la presenza, auspicandone addirittura ulteriori estensioni, e coloro che ne sentirebbero poco oppure per niente un’eventuale taglio. E puntualmente, anche nella pagina Facebook della rivista, si presenta sempre qualcuno che critica il fatto che non siano riportate tutte le novità del periodo, esattamente come i soliti ostinati che muovono le stesse critiche alla nostra Modelli Auto. Pace. In ogni caso, questo numero di Auto Modélisme potrà farvi passare qualche momento di piacevole lettura.

La nuova Chevrolet Corvette Stingray protagonista del Transatlantic Award gala dinner

In occasione della XV Edizione del Transatlantic Award Gala Dinner organizzato dall’American Chamber of Commerce Italy, il Gruppo Cavauto – socio AmCham – ha esposto all’ingresso della location milanese sede dell’evento, la nuova Chevrolet Corvette Stingray Convertible: modello simbolo per eccellenza, della produzione automobilistica Made in USA.

Per accogliere gli ospiti del Transatlantic Award Gala Dinner, è stato scelto di esporre la Convertible appena arrivata dagli Stati Uniti, nell’aggressiva livrea di lancio bicolore Amplify Orange/Jet Black con cerchi neri.

Un abbinamento che è risultato il più richiesto finora dai clienti italiani, circa 50, che hanno ordinato il primo lotto di vetture con specifiche Launch Edition. La prima Corvette ad essere consegnata in Italia, una Convertible, è andata ad un cliente di Napoli.

A listino oggi è ordinabile la nuova gamma MY22 che attualmente prevede quattro versioni, tutte con il pacchetto prestazionale Z51 incluso di serie.

La nuova Corvette Stingray è disponibile in versione Coupé e Convertible con tetto rigido elettrico. Questa icona giunta alla ottava generazione (per questo è identificata anche con la sigla C8), si presenta completamente rivoluzionata rispetto al passato, sia nel design che nella meccanica.

Infatti per la prima volta nella storia, monta in posizione centrale posteriore il motore aspirato V8 LT2 VVT da 6.2L con Active Fuel Management, in grado di erogare 482 CV (354 kW) a 6.450 giri/minuto e 613 Nm di coppia massima a 4.500 giri/minuto. Si tratta del primo modello con motore posteriore centrale, nei 68 anni di storia di questa leggendaria automobile americana.

In termini di comfort e divertimento, il nuovo motore centrale permette alla Corvette di mantenere il proprio DNA, ma allo stesso tempo consente di avere una dinamica veicolo migliore, rispetto alle generazioni precedenti.

Un’altra novità importante riguarda la trasmissione: per la prima volta il V8 della Corvette è abbinato a un nuovo cambio a 8 rapporti con doppia frizione realizzato appositamente dalla Tremec, in grado di cambiare marcia in meno di 100 millisecondi senza perdere coppia.

L’aspetto che lascia subito stupefatti, pensando alla nuova Corvette Stingray, è quello relativo al rapporto qualità/prezzo. La nuova top di gamma Chevrolet Performance Cars, offre tecnologia e prestazioni da vera supercar, con un design moderno, grintoso e aerodinamico, alla metà del prezzo richiesto per acquistare altre vetture con caratteristiche simili: meno di centomila Euro. Nel rapporto Euro/CV, la nuova Corvette non ha eguali, anche nei confronti di fuoriserie di segmento superiore.

La Corvette si distingue anche per i suoi interni allo stato dell’arte, che conciliano eleganza e sportività, con l’utilizzo di materiali pregiati come pelle e carbonio. Inoltre, spicca la sua spaziosità: dispone di due vani portabagagli, uno sotto il cofano anteriore e l’altro dietro al motore, in grado di alloggiare persino una sacca da golf.

Nell’indecisione se scegliere una Corvette Coupé o la Convertible, va detto che la prima può essere guidata anche “open air”, rimuovendo il tettuccio di tipo Targa, che può essere riposto nell’apposito scomparto nel bagagliaio posteriore. La Convertible si distingue per avere un hardtop retrattile elettrico,  che si ripone automaticamente nell’apposito vano dietro il motore in soli 16” ed è azionabile anche in movimento fino a 50 km/h.

Nella prima raccolta ordini fatta dal Gruppo Cavauto, le percentuali di Corvette Coupé e Convertible ordinate, si equivalgono. Il fatto di avere un hardtop rigido, rende la Convertible molto simile ad una reale coupé, quindi buona parte della clientela ha deciso che una vettura di questo genere debba rappresentare la massima espressione del sapersi godere la vita, anche a cielo aperto e in ogni situazione.

La Corvette Stingray è un’auto estrema, ma allo stesso tempo mantiene la sua peculiare caratteristica di poter essere guidata tutti i giorni, non solo nel fine settimana.

A questi appassionati che amano vivere la propria Corvette in coppia e in chiave più elegante e romantica, si contrappongono invece i puristi delle prestazioni e della pista. Per loro la Corvette è un’auto da single, dove si sentono piloti, e la sublimazione di questo desiderio lo si ha possedendo il Coupé dotato di pacchetto prestazionale Z51 e del Performance Data Recorder.

Le nuove Chevrolet Corvette Stingray possono essere prenotate anche  online, attraverso la piattaforma web con configuratore.

Sono disponibili 16 combinazioni di colori esterni e interni, che comprendono tre nuovi abbinamenti MY22.

I prezzi in Italia della Chevrolet Corvette Stingray partono da 90.100 Euro per la Coupé e 96.760 Euro per la Convertible, IVA inclusa, al netto di IPT e messa in strada. La garanzia prevede la copertura per 3 anni o 100.000 km.

Renault Laguna D2 BTCC 1997 Alain Menu

Non c’è niente da fare: tutte le volte che penso alla Renault Laguna del BTCC mi viene in mente Toca-1 con cui ho passato centinaia di ore di puro divertimento a perfezionare le traiettorie di Donington, Croft, Knockhill, Oulton Park, Snetterton e così via. Il BTCC 1997 fu l’anno di grazia per la Renault, che con Alain Menu riuscì a sbaragliare la concorrenza di Audi, Volvo, Nissan, Ford, Vauxhall e Honda.

Il Superturismo in Europa aveva forse già passato il periodo di massimo splendore e si avviava verso un declino abbastanza rapido che avrebbe comunque portato alla nascita dell’Euro-STC, inventato nel 2000 per salvare il salvabile. Era chiaro che il futuro delle competizioni per vetture a ruote coperte passava ormai dalle GT e non più dalla classe D2 del turismo. A nulla, o a poco, valse l’idea del Super2000 (o Superproduzione), che non riuscì mai a ripetere i fasti dei migliori anni del SuperT. In Inghilterra, comunque, il BTCC rappresentava ancora la punta di diamante della categoria, anche se uno dei principali concorrenti, la BMW, se n’era già andato.

Nel 1997 il dominio delle Renault Laguna ufficiali del team Williams Renault fu schiacciante: lo svizzero Alain Menu, che aveva sostituito Will Hoy in Renault, si aggiudicò la classifica piloti con ben 12 vittorie, laureandosi campione già a Snetterton con 6 manche di anticipo. Il suo compagno di squadra, Jason Plato, autore di tre pole position consecutive in apertura di stagione, segnò il suo primo centro a Snetterton, ripetendosi nell’ultima prova di Silverstone. Il team conquistò anche i titoli costruttori e team.

Nel 2000 e dintorni si giocava ancora al PC col CD-Rom della Codemasters. Le Laguna erano le auto più veloci, equilibrate e facili da guidare. OttOmobile ha avuto indubbiamente un’idea brillante a proporre un resincast 1:18 di questa vettura, e c’è da sperare che altre simili seguano a breve. Senza fare troppi sforzi, ad esempio, produrre la versione del 1998 (quella sponsorizzata Nescafè, tanto per capirsi) sarebbe tutt’altro che complicato. Sono sicuro che in quel di Josselin ci abbiano già pensato.

La Laguna 1:18 di OttOmobile, catalogo OT375, le cui prenotazioni si sono aperte scorso 1° settembre, è stata commercializzata esclusivamente attraverso il programma Club, ovverosia in prevendita per gli iscritti al sito. L’attesa non è stata lunghissima e il modello è arrivato nelle case dei collezionisti proprio in questi giorni.

Il sistema attuale dei pre-ordini del Club OttOmobile permette di accontentare pressoché tutti i potenziali acquirenti di un determinato modello, tarando le cifre di produzione sul numero delle richieste. E la Laguna BTCC deve aver riscosso un discreto successo, se alla fine è stato deciso di produrne… tremila! Una cifra notevole per un resincast 1:18, che probabilmente impedirà anche quelle speculazioni che si vedono puntualmente su eBay, su Katawiki o anche su Facebook ogni volta che esce qualcosa di interessante. Per carità, cose lecite, ma spesso si esagera. Del resto, se c’è chi compra è giusto che si adeguino i prezzi all’ingordigia del collezionista che vuole un determinato articolo a ogni costo.

Il modello si presenta con un colpo d’occhio notevole: appariscente nella sua livrea giallo-blu, dà immediatamente l’impressione della grinta e della forza della vettura reale. Per ragioni produttive, i due colori sono separati da un leggero solco, che facilita le operazioni di mascheratura. E’ un tratto comune a tutti i resincast prodotti in Cina: non è forse il sogno dei collezionisti più esigenti, ma attualmente è il compromesso meno peggiore che si possa concepire. Va anche detto che nel caso della Laguna, il solco è davvero poco visibile. La versione riprodotta è quella di Silverstone, gara conclusiva del BTCC 1997, dove la Laguna di Menu portava sui montanti gli adesivini Renault e Michelin che ricordavano ciascun successo stagionale. A Silverstone quasi non bastava una macchina intera per attaccarli uno dietro l’altro…

Il modello è molto equilibrato con dettagli raffinati: ganci fermacofano in fotoincisione, loghi cromati, verniciatura perfetta. Gli OttOmobile competizione in 1:18 costano € 79,90 e sarebbe irragionevole pretendere di più. Gli interni sono uno dei punti forti di questo modello: cinture di sicurezza in stoffa con fibbie fotoincise, gabbia rollbar completa, dettagli della scocca, estintore, cambio sequenziale, strumentazione specifica, rete tipo IMSA in fotoincisione… c’è tutto ed è ottimamente riprodotto. Il fondino, come d’abitudine sui resincast di questo tipo, è semplificato al massimo, col solo impianto di scarico in bella evidenza.

La qualità di montaggio è eccellente e si notano i progressi fatti da OttOmobile in oltre dieci anni di attività: l’incollaggio dei vetri in acetato è perfetto, così come l’applicazione delle decals. Il film trasparente che raggruppa i vari elementi è finissimo e forse anche in virtù del colore della carrozzeria è visibile soltanto con certe condizioni di luce e sotto determinati angoli di osservazione.

Anche le ruote O.Z. sono un piccolo capolavoro, calzate con gli pneumatici Michelin Pilot. A mio avviso l’assetto è ancora un po’ troppo alto: le ruote dovrebbero rientrare di ancora un paio di millimetri nel passaruota, ma comunque nulla di disastroso. OttOmobile ha correttamente riprodotto il camber negativo sia all’anteriore sia al posteriore. L’antenna da posizionare sul tetto è fornita a parte ed è della forma corretta, con tanto di base. Non l’ho montata sul modello in foto. A parte sono inserite anche delle decals di riserva delle scritte posteriori “Renault” e “Laguna”.

Come detto, se non l’avete prenotata a suo tempo, la Laguna BTCC non è più disponibile presso OttOmobile. Potrete comunque tentare la fortuna cercandola altrove. E’ un modello che mi sento di consigliare anche agli appassionati che abitualmente si concentrano su altre scale ma che vogliano comunque avere in collezione qualche vettura “iconica” nell’ormai popolare scala 1:18.

Lincoln Continental Mk.V (1977-1979)

La Lincoln Continental Mark V, presentata nel 1977, fu un notevole successo del marchio della Ford Motor Company, con quasi 230.000 esemplari venduti in soli tre anni di produzione. La Mk.V costituiva uno sviluppo della Mk.IV, con carrozzeria e interni abbastanza modificati. La “cinque” passò alla storia come la due porte più imponente mai prodotta dalla Ford Motor Company. Le Mk.V erano assemblate nello stabilimento di Wixom, nel Michigan, oggi ormai dismesso.

Le motorizzazioni erano dei V8 da 6,6 e 7,5 litri (400 Cleveland e 385 Lima), che erogavano rispettivamente 179 e 208 cavalli. La Continental di fine anni settanta era un coupé lussuoso e piuttosto appariscente, che riproponeva alcuni stilemi classici del decennio. Negli anni di produzione furono commercializzate anche alcune serie speciali: Luxury Group (1977-1979), Designer Series (1977-1979), Diamond Jubilee Edition (1978) e Collector’s Series (1979). Nel 1980 la vettura venne sostituita dalla Mk.VI, che ritornava su un ingombro un po’ più ragionevole rispetto agli eccessi delle serie precedenti.

Model Car Group sta per commercializzare la Continental Mk.V in scala 1:18. Una scelta molto felice, che colma un’ulteriore lacuna nella storia delle auto americane. Ricordiamo che in 1:18 la Mk.V era stata prodotta come resincast da BoS Models. Il modello MCG è invece, come di costume, un diecast in zamac, che sarà proposto inizialmente in tre colorazioni: rosso scuro metallizzato, blu scuro metallizzato e oro.

Iniziamo subito col dire che per un prodotto destinato a costare € 64,95 la Licoln di MCG è un modello più che valido. Analizziamolo un po’ più da vicino.

Esterni: il modello in nostro possesso è un pre-serie, ma tutte le finiture sono validissime, a cominciare dalla verniciatura, di un bel rosso scuro metallizzato, piuttosto uniforme e sufficientemente coprente. Molto ben trattate anche le parti cromate, con le belle ruote con i finti raggi, equipaggiate di pneumatici con fascia bianca. E’ tutto molto lussuoso, secondo uno stile tipico delle americane di quel periodo. La parte posteriore del padiglione imita la linea di un “faux cabriolet”, con un color marrone che fa da perfetta combinazione al bel rosso rubino del resto della carrozzeria.

Questo modello è una festa di tampografie, che in casi come questo contribuiscono a togliere al produttore non poche castagne dal fuoco. Alcuni loghi sono in decal cromata, mentre lo stemma che campeggia sulla barocca calandra è in fotoincisione. La griglia del radiatore, in plastica, è di una finezza sorprendente. Le vetrature sono ben progettate e calzano alla perfezione nella carrozzeria. Ben lucida e trasparente la plastica, con i listelli laterali in rilievo e “ripassati” in alluminio.

Interni: Predomina il rosso ciliegia: sedili, cruscotto, pannelli e perfino il volante sono di questo colore. Manca purtroppo la riproduzione del cielo ma tutto il resto è stato riprodotto e anche parecchio bene. Sulla plancia troviamo le incastonature con effetto marmorizzato nacré (abbiamo già utilizzato per questo modello la parola barocco?) di eccezionale realismo. Ben riprodotti anche i vari quadranti della strumentazione.

Giudizio finale: MCG si conferma un marchio leader nel settore dei diecast senza aperture, con modelli sempre originali e proposti in un’ampia gamma di colori. La Lincoln del nostro servizio è un modellone imponente, che saprà farsi ammirare in ogni raccolta 1:18.

Si ringrazia Model Car World GmbH per l’esemplare pre-serie concesso in recensione.

Ritornano i colori storici per tutti i modelli Porsche

Con le nuove opzioni Paint to Sample e Paint to Sample Plus, Porsche Exclusive Manufaktur amplia la sua gamma di colori speciali per la carrozzeria in tutte le serie di modelli.

L’accento viene posto sulla disponibilità dei classici colori Porsche, facilmente riconoscibili negli anni. In caso di richieste particolari, c’è anche la possibilità di creare tonalità su misura secondo le specifiche del cliente. “Le tinte insolite hanno caratterizzato tutta la storia del nostro Marchio e rappresentano un importante elemento di differenziazione”, spiega Alexander Fabig, responsabile del reparto Individualisation & Classic. “Con questa iniziativa, facciamo riscoprire i colori di culto ed ampliamo la già vasta gamma di tinte standard e speciali su tutte le serie di modelli aggiungendo più di 160 tonalità”.

Taycan in rosso rubino

Negli ultimi anni, la richiesta di modelli Porsche con verniciatura personalizzata è aumentata notevolmente. Con le sue nuove varianti cromatiche, Porsche Exclusive Manufaktur ha incrementato significativamente la capacità in questo ambito. Nello stabilimento principale di Zuffenhausen è stato attivato un nuovo banco di miscelazione dei colori, dove gli esperti di verniciatura miscelano diverse decine di ingredienti fino all’ultimo milligrammo per ottenere la tonalità desiderata. Ogni lotto viene ripartito su due vasche di vernice per la carrozzeria e le parti accessorie. Le aree da verniciare su una vettura sono in gran parte costituite da alluminio, plastica e compositi di carbonio/fibra di vetro. Questo mix di materiali con diversi metodi di applicazione e temperature di essiccazione del colore richiede miscele di vernice leggermente differenti a seconda del componente. Vengono realizzate delle piastre di confronto dei lotti di verniciatura che servono come campioni di riferimento del colore nella fase di ispezione finale del veicolo.

Blu marittimo per questa Panamera

Paint to Sample: si celebra il ritorno dei colori di culto
Porsche non solo sta ampliando la sua gamma di colori, ma la sta anche riorganizzando: la categoria Custom Colour è stata ribattezzata Paint to Sample. Rientrano in questa categoria tinte predeterminate che sono già state approvate a livello tecnico dagli esperti di verniciatura di Porsche. Alcuni esempi sono il Maritime Blue (Blu Marittimo), Rubystar Red (Rosso Rubino) e il Mint Green (Verde Menta). Queste opzioni cromatiche degli anni ’90 hanno acquisito uno status di culto tra gli appassionati di Porsche. In passato, erano proposte per la 911 (Tipo 964). Nell’ambito della strategia di maggiore personalizzazione adottata da Porsche, le leggendarie tonalità della carrozzeria celebrano ora un grande ritorno. Grazie all’opzione Paint to Sample, i modelli Porsche attuali possono ora essere realizzati in queste accattivanti tonalità classiche.

La gamma è molto diversificata e varia a seconda della serie del modello e del sito di produzione. Per le serie di modelli 911 e 718 sono disponibili più di 100 tonalità aggiuntive tra cui scegliere. Per la Panamera, Macan e Cayenne, ci sono più di 50 opzioni, mentre altri 65 colori completano la gamma per i clienti della Taycan.
L’opzione Paint to Sample può essere selezionata durante la configurazione di un nuovo veicolo presso i Centri Porsche e aggiunge circa tre mesi ai tempi di consegna rispetto ai colori standard. I prezzi all’interno della stessa gamma di modelli variano a seconda del derivato. Per esempio, per la maggior parte dei modelli 911 e 718 l’opzione Paint to Sample ha un costo di 9.028 euro ; per la 718 GT e la 911 Turbo, Turbo S e i modelli GT, il costo è di 10.126 euro (iva esclusa).

L’offerta sarà inserita nel Porsche car configurator dall’inizio del 2022. Successivamente verranno introdotte opzioni di ‘applicazione filtri’ online, ad esempio per famiglia di colori, e informazioni di base per ciascuna tonalità.

Paint to Sample Plus: verifica approfondita della fattibilità
Per esigenze particolari di personalizzazione del colore, Porsche Exclusive Manufaktur si spinge ancora oltre: con l’opzione Paint to Sample Plus, la verniciatura può essere scelta quasi del tutto liberamente. Questa opzione è disponibile per le linee di modelli 911, 718 e Taycan.

Porsche 718 Boxster in verde menta

La procedura è la seguente: il cliente consegna al Centro Porsche un campione del colore desiderato che può essere qualsiasi cosa, da una borsetta a un colore di smalto per unghie. Questo campione viene poi inviato a Porsche AG, dove viene effettuata una verifica di fattibilità distinta per ogni richiesta che può richiedere diversi mesi, a seconda del lavoro da svolgere.

A questo punto, gli esperti del colore di Porsche creano la formulazione. Questi specialisti sviluppano la tonalità sulla base dei componenti di vernice disponibili. Poi, in più fasi, la tinta viene ulteriormente perfezionata in modo da corrispondere al campione anche sotto fonti di luce diverse, come la luce del giorno o la luce artificiale. Successivamente, la realizzabilità del colore viene verificata in condizioni di produzione sulla carrozzeria dell’auto e sulle parti accessorie. È inoltre essenziale definire lo spessore dello strato, che consente una verniciatura stabile nel processo, riproducibile e priva di difetti. Prima di procedere con la verniciatura della vettura del cliente, il colore viene applicato su una carrozzeria di prova. Se risulta che la tonalità desiderata non può essere realizzata secondo gli standard di qualità abituali, Porsche si assume i costi della prova di fattibilità. Alcuni esempi di prezzo per l’opzione Paint to Sample Plus: 18.056 euro per la maggior parte dei modelli 911 e 718 e 20.252 euro* per la 718 GT e 911 Turbo, la Turbo S e i modelli GT.

Informazioni su Porsche Exclusive Manufaktur
Grazie a un mix perfetto di lavorazione artigianale e attenzione per i dettagli, Porsche Exclusive Manufaktur realizza autovetture estremamente personalizzate per i suoi clienti. Collaboratori altamente qualificati, con decenni di esperienza, dedicano l’attenzione più totale a ogni dettaglio, valorizzandolo attraverso una lavorazione artigianale. Gli esperti possono attingere a una vasta gamma di opzioni di personalizzazione a livello estetico e tecnico per la carrozzeria e gli interni. Per quanto riguarda i materiali e le finiture vengono rispettati gli standard più elevati. Oltre alle singole vetture dei clienti, Porsche Exclusive Manufaktur produce anche piccole serie ed edizioni limitate. In questo caso, i materiali di alta qualità vengono abbinati a moderne tecnologie di produzione per realizzare un concetto nell’insieme armonioso. I Centri Porsche forniscono consulenza sulla gamma e sulle possibilità offerte da Porsche Exclusive Manufaktur e fungono da primo punto di contatto oltre al car configurator online. Sono circa 100 i partner di Exclusive Manufaktur a disposizione dei clienti in tutto il mondo per aiutarli a soddisfare esigenze di personalizzazione specifiche. Si tratta di Centri Porsche appositamente allestiti e qualificati per la consulenza sulla gamma di prodotti Exclusive Manufaktur. È inoltre disponibile un servizio di consulenza per tutti i modelli direttamente nel cuore del Marchio, a Stoccarda-Zuffenhausen, in collaborazione con il Centro Porsche e sulla base di un numero di commessa. Lo stabilimento principale è specializzato in verniciature personalizzate: il Werk 1 vanta la più grande raccolta di campioni di colore Porsche e di veicoli campione verniciati secondo l’opzione Paint to Sample.

Sotto: blu Messico per una 911 in fase di verniciatura a Zuffenhausen. Le piastre di confronto dei lotti di verniciatura servono come campioni di riferimento del colore nella fase d’ispezione della vettura.

Rassegna stampa: Youngtimers Hors-Série #26

Se in questo periodo Gazoline esce con un Hors-Série consacrato a 40 star degli anni ottanta, la rivista Youngtimers controbatte col suo Hors-Série numero 26, che propone un’eterogenea carrellata di sportive, ancora anni ottanta: per intenderci, si va dall’Alfa Romeo 75 3.0 V6 alla Citroen BX Sport, dalla MVS Venturi 200 all’Audi ur-Quattro. Oltre 120 pagine di auto cariche di nostalgia, rimaste nel cuore degli appassionati. La redazione di Youngtimers si è impegnata come si deve, questo bisogna dirlo, producendo oltretutto alcuni saporiti confronti quali Citroen AX Sport vs Peugeot 205 Rallye 1.3, Ferrari Testarossa vs Lamborghini Countach QV, Peugeot 205 GTI 1.6 kit PTS vs Renault Super5 GT Turbo, BMW M3 E30 vs Ford Sierra RS Cosworth. Insomma, roba divertente.

Ormai il tema youngtimers è abbastanza inflazionato, ma ci sentiamo di consigliare senz’altro questo e l’altro quaderno edito da Gazoline (recensito qui: https://pitlaneitalia.com/2021/11/30/rassegna-stampa-gazoline-hors-serie-9/ ), entrambi utilissimi sia per chi abbia già una buona documentazione in materia, sia per chi desideri farsi un’idea preliminare prima di approfondire ulteriormente. Il prezzo in Francia di questo fascicolo di Youngtimers è di € 7,90.

Rassegna stampa: Gazoline Hors-Série 9

Le youngtimers sono sempre più al centro delle attenzioni dei collezionisti. Non solo le versioni sportive, simbolo di un periodo, ma anche vetture normali, riscoperte dopo anni e anni di oblio. La rivista Gazoline esce con il nono volume dei suoi Hors-Série, consacrato a una quarantina di modelli che caratterizzarono gli anni ottanta. Come ci si attende dalla redazione di questa testata, i contenuti sono di eccellente qualità, valorizzati da una grafica gradevole (un po’ old style come certe riviste britanniche, il che non guasta…) e da una documentazione originale e completa. I modelli sono analizzati in ordine alfabetico, all’interno di cinque categorie: utilitarie, compatte, berline, coupé/cabriolet e sportve: si va dall’Austin Mini alla Volkswagen Golf II GTi e GTi 16S, passando per modelli ultraconosciuti come la Panda e la Uno ma anche per auto ormai semidimenticate come la Talbot Tagora. Non ci facciamo mancare neanche le hot hatchback (Peugeot 205 GTI, Ritmo Abarth, Citroen AX Sport…) o altri modelli prestigiosi come l’Alpine A310 V6 o l’Alfa Romeo Spider III Serie. In 100 pagine avrete qualche ora di divertimento assicurato, con testi scritti in modo brillante e competente, dati tecnici e di produzione, curiosità, considerazioni e commenti vari. Il prezzo, in Francia, è piuttosto contenuto: € 5,90. Il prezzo ufficiale per l’Italia è € 8,00.