Karl Ludvigsen\'s fast friends. Stars and heroes in the world of cars

A differenza dei colleghi italiani, francesi o tedeschi, i giornalisti anglosassoni, siano essi britannici o nordamericani, usano pubblicare – quando abbiano accumulato sufficiente esperienza e autorità – memorie personali che spesso sono il sale di tutto ciò di cui sono stati testimoni attraverso decenni di viaggi, di incontri, di impegni e di collaborazioni. E\’ uscito abbastanza recentemente, questo volume di Karl Ludvigsen, che è una galleria di personaggi di spicco del mondo dell\’auto, che l\’autore ha potuto frequentare in tempi e in occasioni molto diverse. Si tratta quindi di una sorta di diario perché naturalmente ognuno di questi personaggi ha avuto un ruolo nella carriera di Ludvigsen. Capi d\’azienda (Ferry Porsche, Louise Piech…), designer come Giuguaro, Lapine, Pfeiffer, ingegneri come Rudolf Uhlenhaut o John De Lorean, piloti come Fangio, Andretti o Fittipaldi e giornalisti come Bernard Cahier o Paul Frère costituiscono un percorso di esperienze dirette e le loro brevi biografie non sono certo limitate ai meri fatti di cronaca ma vengono arricchite in maniera formidabile da elementi di prima mano mutuati da ricordi diretti ed episodi inediti. Chissà se Ludvigsen un giorno vorrà scrivere la propria autobiografia. 

Certamente in parte l\’ha già fatto scrivendo di queste figure cardine nel mondo dell\’auto. Anche il lettore che conosca bene le vicende legate a ciascuno di questi personaggi troverà in ogni capitolo elementi nuovi, raccontati con la precisione e la sobrietà che caratterizzano lo stile di Karl Ludvigsen, dettagliato senza essere pedante, diretto senza essere banale. Le sue origini \”scientifiche\” si sono combinate perfettamente con anni di pratica divulgativa e comunicativa. Troverete lo stesso periodare brillante e clinico di \”Porsche – Excellence was expected\”, tanto per fare un esempio, arricchito stavolta di annotazioni personali che non scadono mai nel puro gusto aneddotico o caricaturale. Un piccolo capolavoro, da consigliare a che non si accontenta di guardare le figure. 

K.Ludvigsen, Karl Ludvigsen\’s fast friends. Stars and heroes in the world of cars, Delius Klasing Verlag, Bielefeld 2019, pagg. 192, ISBN 978-3-667-11457-0, €20,00 circa. 

Focus su: Citroen C3 restyling 2020 "rouge elixir" di Norev (1:43)

Questo passa il convento e stavolta vi beccate l\’articolo su una specie di tombino come la Citroen C3 versione 2020 di Norev. Al di là dello scarsissimo interesse della vettura reale, l\’uscita di un modello come questo testimonia l\’attenzione del marchio Norev per l\’attualità dell\’automobilismo francese. 

Nemmeno i vari restyling vengono trascurati: già uscita nella prima configurazione 2016, la C3 viene ora proposta con le modifiche presentate nel febbraio del 2020. C\’è da sperare che con la recente operazione Stellantis, Norev possa dedicare la stessa attenzione ai marchi dell\’ex FCA, siano essi Fiat, Lancia o Alfa Romeo, ammesso che riescano a sopravvivere nei prossimi anni. Il fatto che Norev lavori a stretto contatto con i costruttori francesi lascia in un certo senso ben sperare. E\’ proprio nella riproduzione di vetture contemporanee che Norev riesce a dare il meglio di sé: la C3 modello 2020 può vantare linee esatte, mutuate dai file 3D forniti direttamente da Citroen, e livelli di finitura e montaggio elevati per il prezzo (in Francia modelli di questo tipo si trovano nei supermercati a prezzi variabili tra i 19,90 e i 29,90 euro). 



Nelle foto è ritratta la versione color rosso metallizzato (\”rouge elixir\” art. 155263), ma è uscita anche la colorazione azzurro metallizzato (\”spring blue\”, art.155264). Rouge elixir e spring blue sono anche le due tinte completamente nuove della gamma C3. La C3 2020 è apparsa anche nella linea 1:64. 

La terza generazione della Citroen C3, presentata nel giugno del 2016 e commercializzata a partire dal settembre dello stesso anno, è stata fatto oggetto di un restyling l\’anno scorso, che non ha certo contribuito a rendere più sobria questa vettura, disponibile unicamente con carrozzeria cinque porte. Concorrente diretta della Renault Clio e della Ford Fiesta, la C3 deriva dalla piattaforma della vecchia Peugeot 208. Prodotta in Slovacchia, la vettura è disponibile in una gamma di motorizzazioni piuttosto limitata: un solo motore diesel BlueHdi 4 cilindri 1499cc di 100 cavalli e i Pure Tech 3 cilindri benzina da 1199cc con o senza turbo, rispettivamente da 83 e 110 cavalli. La gamma 2020, oltre a qualche modifica estetica all\’esterno, è dotata di sedili di nuovo disegno e offre una maggiore possibilità di personalizzazione. 

Note sparse sulla Chevron-BMW B16 Escuderia Montjuich Le Mans 1970 di Spark (S9401)

Lo Spark uscito in questi giorni
(S9401), diversi anni dopo il Bizarre. 

L\’arrivo delle Chevron B16 nella gamma Spark non è una novità assoluta. Già diversi anni fa le tre Chevron di Le Mans \’70 erano state commercializzate da Bizarre, la numero 44 e la 49 nella gamma standard, la numero 48, motorizzata Mazda, nella serie speciale consacrata alle vetture e ai propulsori del costruttore giapponese a Le Mans. 

La Chevron-BMW B16 di Baker/Martland, 
Le Mans 1970. 



Delle tre B16 la prima a ricomparire nella produzione Spark è stata in questi giorni la numero 44, motorizzata BMW 4 cilindri 1991cc (la 49 aveva invece un 4 cilindri Ford da 1771cc) e iscritta dall\’Escuderia Montjuich per Clive Backer e Digby Martland. Le B16 erano una presenza costante soprattutto nell\’Europeo 2 litri. Il modello Bizarre (BZ310) era un classico prodotto di questo marchio: semplice, pulito, senza tanti fronzoli e con qualche dettaglio raffinato messo al posto giusto. Spark poteva contare quindi su una buona base per la riedizione di questa Chevron. Curiosamente, lo Spark presenta alcuni piccoli progressi rispetto al Bizarre. ma anche un paio di omissioni. Esaminiamole in breve: 

  • Lo Spark ha ora scritte gialle Dunlop Racing sugli pneumatici, mentre il Bizarre si limitava a semplici Dunlop. La foto di riferenza è evidentemente quella pubblicata a pagina 730 del secondo tomo di 24 Heures du Mans di Moity/Teissedre/Bienvenu. Le scritte appaiono però troppo grandi sul modello. 
  • Come sul Bizarre, lo Spark ha le coperture in plexi sui fari. Probabilmente questa vettura non le aveva. 
  • Mancherebbe una piccola freccia rotonda sul frontale, giusto un po\’ più avanti in basso dell\’adesivino blu. 
  • Sullo Spark sono stati aggiunti i rivetti lungo il bordo superiore della decal che simula l\’alluminio della scocca, sulle fiancate. 
  • Mancano, sullo Spark, i dettagli tampografati che sul Bizarre simulavano le cerniere e la linea di apertura del deflettore dei vetri laterali. 
  • Sullo Spark le cerniere delle porte (sul tetto) non sono state colorate in alluminio; le feritoie posteriori sono rimaste rosse mentre sul Bizarre avevano ricevuto una mano di nero, a simulare le aperture nella \”persiana\”. 
  • Di diverso disegno gli sfoghi trapezoidali nelle \”orecchie\” ai lati del motore, ora di forma più corretta. 
  • Aggiunta sullo Spark della piccola decal gialla sul muso (peraltro assente in qualche foto), sul lato opposto al numero di gara. 
  • Sul Bizarre era stata stampata una seconda coppia di cerniere sulla portiera, giustamente eliminata sullo Spark. 
  • Rispetto al Bizarre, lo Spark ha i bocchettoni della benzina diversi: più dettagliati, con la loro sede ovale. 
  • La carrozzeria dello Spark ha ricevuto piccole migliorie a livello di sedi di rivetti nei punti di aggancio col telaio. Credo siano state riviste anche le linee delle giunture in generale. 

Il modello Bizarre (fonte http://www.carmodel.com).

Nota aggiuntiva: questo Spark è stato assemblato in Madagascar. A dispetto dei segnali di progresso mostrati in modelli recenti, le ultimissime novità che ho ricevuto (la Simca del Monte Carlo 1973, la Alpa di Le Mans 1994 e un\’Alpine A110) non sono esenti da tante piccole imprecisioni che speravo fossero solo un ricordo. Spark dovrà ancora lavorare per ottenere una corrispondenza soddisfacente e costante fra la qualità dei modelli cinesi e quelli made in Madagascar. 

Pronta al debutto la Porsche 911 (992) GT. Anteprima in streaming il 16 febbraio

Il primo modello GT basato sull\’ultima generazione della Porsche 911 (992) è pronto al debutto. Durante il suo sviluppo è stata data molta importanza al trasferimento della tecnologia dalle competizioni automobilistiche alla guida su strada. Il risultato: prestazioni nettamente migliorate sul circuito così come nella vita quotidiana.


La nuova sportiva GT verrà presentata in anteprima mondiale il 16 febbraio 2021, alle 15.00 CET, sulla piattaforma video web Porsche News TV. L\’evento online vedrà la partecipazione, tra gli altri, del vicepresidente linee di prodotto, Frank-Steffen Walliser, del vicepresidente Auto GT, Andreas Preuninger, e degli ambasciatori del marchio Porsche Walter Röhrl e Jörg Bergmeister. La diretta sarà disponibile in tedesco e inglese al link: newstv.porsche.com

Da Remember un set di cerchi e gomme 1:43 per la Renault 5 Turbo stradale

Nella gamma di ruote di Remember si aggiunge in questi giorni la referenza W63, che corrisponde a un set di cerchi in metallo bianco (più gomme scolpite) per la Renault 5 Turbo stradale. Questo tipo di ruote si adatta anche a molte altre vetture stradali e sportive di fine anni settanta-inizi anni ottanta. In vendita al seguente  link: https://www.geminimodelcars.com/listing/945852356/white-metal-multispokes-wheels-and

Sul filo della memoria: un rettangolo giallo, il verde germoglio e due o tre Ferrari BB

Giorni fa, scattando le foto alle auto dell\’asta \”Parisienne 2021\” di Artcurial, ha attirato la mia attenzione il caratteristico adesivo rettangolare dell\’importatore Charles Pozzi applicato sul lunotto della 512BB verde germoglio, una delle vedette fra le auto stradali in vendita. I collezionisti sanno bene che la molla che scatta in certi casi può far fare alla memoria lunghi giri dai quali difficilmente si torna in poco tempo… Un adesivo, quello di Pozzi, che molti ricorderanno sulle Daytona Gr.4 di Le Mans 1972, tanto per fare un esempio. 

La BAM, a suo tempo, non lo trascurò al momento di fare la sua serie di decals per le basi Solido. La disponibilità di questa decal, riprodotta poi anche da Le Phoenix, diventò negli anni novanta una specie di segno di riconoscimento per montaggi esclusivi. Pochi potevano avere all\’epoca queste decals e la mancanza di comunicazioni a livello generale faceva sì che certi piccoli dettagli fossero impiegati proprio per dare un tocco di classe in più a modelli destinati a pochi. 

Alcuni montati realizzati per la boutique ACB di Bertrand Bigaudet portavano orgogliosamente questo \”distintivo\”, come si può osservare su una curiosa Ferrari 365 GT4/BB che già di per sé ha una storia un po\’ originale: si tratta infatti di un Century, ossia uno di quei pezzi della serie economica e semplificata che Ruf commercializzò dalla seconda metà degli anni ottanta e che non ebbero neanche troppa fortuna. 

Pur corretti nelle linee, non furono troppo apprezzati per la mancanza di finiture. Insomma, l\’idea di applicare al marchio AMR certi dettami della scuola inglese (vedi Brooklin ma anche Western) non funzionò. Questo Century, però, venne preso, smontato e completamente rivisto dallo staff di ACB. Modificate le ruote, dettagliati gli interni, trasformato e migliorato tutto quello che si poteva trasformare e migliorare. Forse \”vergognandosi\” delle origini meno nobili del solito, il montatore di ACB decise di spianare il fondino che si presenta del tutto liscio e anonimo. Il risultato fu molto simile a quello che si sarebbe ottenuto montando a regola d\’arte un kit (ricordiamo che AMR non fece la GT4/BB in scatola di montaggio; produsse invece la 512BB prima come Annecy nel 1982 e poi come X-AMR l\’anno successivo). 

Il famoso adesivino rettangolare, Jean-François Alberca non dimenticò di metterlo sulla 512BB che montò per me diversi anni dopo e che s\’ispirava a un esemplare realmente esistito, il numero di telaio 37715 del 1981. Il cerchio si chiude: la 512BB verde germoglio di Artcurial è la prova tangibile che i percorsi modellistici, anche quelli legati a dettagli che a prima vista potrebbero sembrare trascurabili, non sono mai svincolati dalle emozioni che ci regala un\’auto vera. E (per fortuna) viceversa. 



Due edizioni esclusive per il sito di Norev: Volkswagen 1303 1:18 in giallo e arancione

In edizione limitata a 200 esemplari numerati, sono disponibili due nuove edizioni esclusive per il sito web di Norev, una VW 1303 in giallo con ruote standard e una in arancione con cerchi in lega. Il prezzo di queste due Volkswagen è di € 65,00+spese di spedizione. Link per ordinarle: https://www.norev.com/fr/3327-exclu-web?orderby=quantity&orderway=desc

L\'auto da rally più cara della storia: l\'Audi Quattro Sport S1 della collezione di Lohéac venduta a oltre 2 milioni di euro

L\’Audi Quattro Sport S1, ultima
evoluzione della Quattro da rally, 
l\’unica competizione alla quale prese 
parte questo esemplare fu la Race of
Champions nel dicembre 1988 (foto
D.Tarallo).

A parte la Matra di Le Mans 1972, tra i pezzi forti della vendita Artcurial di ieri 5 febbraio vi era la collezione di vetture da rally gruppo B proveniente da Lohéac. I proprietari, l\’editore Michel Hommell e Olivier Quesnel, ex-direttore sportivo di Citroen Racing e Peugeot Sport, avevano deciso di smantellare questa eccezionale raccolta che comprendeva Lancia 037, Delta S4, Metro 6R4, Ford RS200, Audi Sport Quattro S1, Peugeot 205 T16 Evo2 e Renault 5 Maxi Turbo; insomma, il meglio del gruppo B anni ottanta. Le ragioni di questa vendita sono molteplici. Sicuramente l\’esigenza di far cassa, ma non solo. \”Contrariamente a quanto si pensi – ha dichiarato al blog Hervé Poulain, gran maestro di queste aste di Artcurial – all\’origine di collezioni come questa che si disperdono vi è nella maggior parte dei casi l\’incapacità dei proprietari di sfruttare le vetture, di godersele. 

Conosciuta con la sigla interna C201, questa
205 T16 è la madre di tutte le Evo2. Venne
guidata da Saby e Salonen (foto D.Tarallo).


La Delta S4 chassis 227 corse nel 1986
con Biasion e proseguì la propria 
carriera nei rallycross con Bruno Saby (foto D.Tarallo).

L\’età avanzata e la necessità di semplificare sono fra le ragioni di questo tipo di decisione. Viene poi l\’esigenza di non porre problemi nel caso di future successioni, in particolare quando le auto si trovano in uno stato di comproprietà. Per la vendita – aveva preannunciato Poulain – penso che la vedette della collezione sarà l\’Audi\”. E così è stato, con la Sport Quattro che ha raggiunto un prezzo finale, comprensivo di spese, di € 2.016.600, ossia due volte la stima iniziale. E\’ probabilmente l\’unica Sport S1 attualmente disponibile sul mercato. Venduta direttamente a Quesnel da Audi Sport AG, apparteneva al Manoir di Lohéac dal 1989. 

La 5 Maxi della collezione Lohéac 
fu utilizzata da Carlos Sainz, 
che ottenne un secondo posto al Rally di 
Catalunya del 1986 (foto D.Tarallo).



Anche le altre Gruppo B hanno spuntato quotazioni ragguardevoli (solo la Metro non si è venduta per il mancato raggiungimento del prezzo di riserva) a testimonianza di un trend che si era già manifestato negli ultimi due-tre anni. 

Questa Metro 6R4 fu pilotata nel 
1986 da Didier Auriol e vinse
il campionato francese rally (foto D.Tarallo).





La 205 Turbo 16 è stata venduta a € 977.440 spese incluse, record per una 205; primato nel suo genere anche per la Maxi 5, con € 667.520 spese incluse. La Delta S4 ha invece superato gli 800.000 euro spese incluse e la 037 ha sfiorato i 550.000. La RS200, infine, ha cambiato di proprietario per € 381.440, spese comprese. 

La \”015\” è la Ford RS200 che ha ottenuto
il miglior risultato nel campionato del 
mondo: terzo posto al Rally di Svezia del 1986
con Kalle Grundel (foto D.Tarallo).



In sala come su Internet la lotta è stata accesa: diversi collezionisti puntavano a portarsi a casa più di una vettura. L\’occasione di ritrovare riunite le più iconiche delle gruppo B e per giunta in condizioni di conservazione e di originalità generalmente eccezionali era ghiotta per chi poteva permetterselo. 

Recuperata da Volta nel 1990, questa 037 Evo2
dovrebbe aver corso ufficialmente e in seguito 
con la livrea Olio Fiat, pilotata da Tabaton
(foto D.Tarallo).

Non solo fondi d\’investimento e meri speculatori, ma anche – per fortuna – veri collezionisti disposti a riportare sui campi di gara queste vetture indimenticabili, che sicuramente rivedremo prima o poi nelle varie rievocazioni storiche. 

Parigi val bene una Matra: la MS670 del 1972 venduta da Artcurial a 5 milioni di euro

La Matra vincitrice a Le Mans 1972, 
esposta nei locali di Artcurial, pomeriggio
del 5 febbraio 2021 (foto D.Tarallo)

Scusate il titolaccio, ma a quest\’ora dopo una due giorni piena di chilometri e di acqua a catinelle non mi è venuto in mente nulla di meglio. Dopo tanto clamore, la vicenda della Matra della collezione di Romorantin si è conclusa con un bel duello fra due acquirenti che hanno fatto salire il prezzo finale a 5 milioni di euro più spese. Tanto? Poco? Sui social c\’è la solita guerra dei tuttologi che non mancano di suggerire soluzioni poco realistiche. Il gruppo Lagardère si era trovato, nel gennaio del 2020, a dover pagare qualcosa come 4.200.900 euro a 296 ex-dipendenti licenziati diciassette anni prima \”senza giusta causa\” – questo il verdetto definitivo. Soluzione: far fuori la Matra vincitrice di Le Mans 1972 con Henri Pescarolo e Graham Hill che costituiva il fiore all\’occhiello del museo della casa francese. L\’asta avrebbe dovuto svolgersi nel weekend di Rétromobile. Annullato il salone parigino, Artcurial ha proceduto ugualmente alla vendita, che si è tenuta ieri pomeriggio nei locali della casa d\’aste presso gli Champs-Elysées. Il blog era presente all\’evento come testata accreditata. Pare che la MS670 lascerà la Francia, ma non è ancora noto il nome del collezionista (o dell\’investitore?) che se l\’è aggiudicata. Si tratta in ogni caso di una vettura \”difficile\”, la cui quotazione è probabilmente destinata ad oscillare ben più di quella di una Porsche o di una Ferrari, magari stradali. Già mesi fa Henri Pescarolo, insieme ad ex-tecnici e meccanici del team Matra, era stato molto critico nei confronti di questa operazione. 

La carrozzeria è quella del 1973
(foto D.Tarallo)

La levata di scudi in Francia è stata vivace, pur in un periodo in cui il pensiero della gente potrebbe indugiare su ben altre emergenze, non ultima la privazione delle libertà che continua a infierire in Europa e altrove. Sia come sia, gli appassionati d\’oltralpe hanno vissuto la vendita della Matra come un affronto. L\’attaccamento a questo marchio è profondo e lo dimostrano anche i molti volumi usciti negli anni, il più recente dei quali scritto da Joly, Ronga e Cailler e edito nel 2020 da ETAI. 

Nuova gamma di accessori 1:43 di Marsh Models

Marsh Models ha in programma diversi accessori 1:43, in fotoincisione, decals e altri materiali. Il primo articolo consiste in quattro set di cavi fotoincisi per i motori Cosworth, ideali ad esempio per completare gli Spark che ne sono sprovvisti, ma anche i Tameo delle serie montate. Nella foto, i cavi sistemati su una McLaren M7A di Formula Models.