Rassegna stampa: Toutes les voitures du monde 2021-2022, L\'Automobile Magazine, Hors-Série

Dal 1979, quello con Toutes les voitures du monde è un appuntamento quasi irrinunciabile per giornalisti, operatori del settore o semplici appassionati. Questo Hors-Série resta uno degli strumenti di consultazione più utili e completi che si possano trovare sul mercato europeo. Edito dalla francese L\’Automobile Magazine è una pubblicazione di oltre 350 pagine che offre una panoramica esaustiva sulla produzione automobilistica mondiale, con particolare riferimento al nostro continente.



Marca per marca, vengono analizzati in modo veloce ma molto competente tutti i modelli in produzione, con annotazioni utilissime su anno di uscita, anni di restyling e sedi di produzione. Non mancano schede tecniche complete e foto con didascalie che integrano utilmente i testi. Viene anche affrontata, seppur in maniera meno dettagliata, la produzione di tutte le vetture non importate in Europa. 



Alcune appendici presentano una panoramica sulle concept-car uscite di recente, sui costruttori meno noti, sulle novità più interessanti (come la Ferrari 812 Competizione e Competizione A), su alcuni anniversari e così via. In Francia, Toutes les voitures du monde ha un costo di €8,90 e può essere anche acquistato on line sul sito della casa editrice oppure, tanto per fare un esempio, su journaux.fr. 



Le nuove Porsche 911 GTS della serie 992: cinque diversi modelli

A circa un anno e mezzo dal debutto sul mercato della 992, la gamma 911 si arricchisce dei modelli sportivi GTS. Dodici anni fa, Porsche ha introdotto la prima versione GTS della 911. Ora viene presentata una nuova generazione del popolare modello sportivo: più potente e visivamente inconfondibile, con una dinamica di guida superiore rispetto al passato. Il suo motore boxer a sei cilindri eroga una potenza di 353 kW (480 CV), ovvero 22 kW (30 CV) in più rispetto all\’attuale 911 Carrera S e alla precedente 911 GTS.
Cinque varianti di modello sono ora disponibili a prezzi che partono da 146.743 euro:

  • 911 Carrera GTS con trazione posteriore, in versione Coupé e Cabriolet
  • 911 Carrera 4 GTS con trazione integrale, in versione Coupé e Cabriolet
  • 911 Targa 4 GTS con trazione integrale



Il cambio a doppia frizione Porsche a otto velocità (PDK), o manuale a sette velocità, così come il telaio specifico per la GTS con sistema PASM di regolazione elettronica degli ammortizzatori e l\’impianto frenante ad alte prestazioni della 911 Turbo, garantiscono una trasmissione ottimale delle forze longitudinali e laterali. La dinamica di guida viene ulteriormente migliorata con il pacchetto Lightweight Design, che sarà disponibile per la prima volta sulla GTS e consente una riduzione del peso fino a 25 chilogrammi.


Lo stile sobrio e sportivo dei nuovi modelli è caratterizzato da elementi della carrozzeria di colore nero a contrasto e da aree scure in corrispondenza dei fari. Il nero è anche il colore dominante degli interni. I numerosi dettagli in microfibra Race-Tex creano un ambiente al contempo dinamico ed elegante. L\’ultima generazione del sistema Porsche Communication Management (PCM) apporta numerosi miglioramenti in termini di azionamento dei comandi e connettività.

Il 6 cilindri turbo da tre litri della nuova 911 GTS eroga 353 kW (480 CV). La coppia massima è di 570 Nm, con un incremento di 20 Nm rispetto al modello precedente. Per raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo, la 911 Carrera 4 GTS Coupé impiega solo 3,3 secondi con il cambio a doppia frizione Porsche (PDK) a otto rapporti, rivelandosi di tre decimi più veloce del suo predecessore. In alternativa al PDK, per tutti i modelli 911 GTS è disponibile un cambio manuale a sette rapporti con innesti particolarmente ravvicinati.

Le sospensioni, riprese dalla 911 Turbo e modificate per la GTS, soddisfano le più elevate aspettative in termini di prestazioni. Grazie al Porsche Active Suspension Management (PASM) di serie, gli ammortizzatori rispondono rapidamente alle variazioni dinamiche. Nella Coupé e nella Cabriolet, il PASM è incluso nella dotazione di serie, abbinato al telaio sportivo ribassato di 10 millimetri. Dai modelli Turbo deriva anche il concetto costruttivo con molle helper all\’asse posteriore, che consente di mantenere in tensione le molle principali in tutte le condizioni di guida. L\’estensione rimane invariata. Per la 911 Targa 4 GTS viene utilizzato il telaio della 911 Targa 4 S con PASM.

Gli specialisti hanno inoltre adattato le prestazioni di frenata alla dinamica superiore della GTS, per la quale è stato utilizzato l\’impianto frenante ad alte prestazioni della 911 Turbo. I cerchi in lega neri da 20 pollici (anteriori) e 21 pollici (posteriori) con serraggio monodado sono ripresi dalla 911 Turbo. L\’impianto di scarico sportivo di serie contribuisce a un sound ancora più emozionante, dovuto alla configurazione specifica per la GTS e all\’eliminazione di parte dell\’isolamento interno.

Tipici della 911 GTS sono i numerosissimi dettagli esterni neri o scuri. Sulla 911 Targa 4 GTS, ciò include anche l\’arco che contraddistingue il modello e la scritta Targa. Altri particolari verniciati in nero satinato sono il bordo dello spoiler, i cerchi in lega con serraggio mono-dado, le prese d\’aria del cofano motore e la scritta GTS sulle portiere e sulla parte posteriore della vettura. Il pacchetto per gli esterni che prevede l\’esecuzione di questi e altri dettagli in nero lucido può essere richiesto come optional.

Tutti i modelli 911 GTS dispongono del pacchetto Sport Design, con inserti caratteristici per il frontale, la sezione posteriore e le soglie laterali. I profili dei fari e le cornici delle luci diurne sono oscurati e la vettura è equipaggiata di serie con proiettori a LED con sistema Porsche Dynamic Light System Plus (PDLS Plus). Le luci posteriori sono esclusive per i modelli GTS.

La dinamica di guida viene ulteriormente migliorata grazie al pacchetto Lightweight Design, che sarà disponibile per la prima volta su una GTS . Si risparmiano fino a 25kg grazie ai sedili leggeri avvolgenti in plastica rinforzata con fibra di carbonio (CFRP), ai cristalli ultralight laterali e posteriori e alla batteria leggera. Sono stati rimossi anche i sedili posteriori. Tra gli altri interventi di miglioramento delle prestazioni figurano l\’asse posteriore sterzante, di serie con questo pacchetto di equipaggiamento, e ulteriori accorgimenti aerodinamici.

I dettagli sportivi dei modelli GTS caratterizzano anche l\’abitacolo, sia dal punto di vista funzionale che visivo. La leva del cambio manuale a sette rapporti opzionale è stata accorciata di 10 millimetri, consentendo rapidi cambi di marcia con un semplice movimento del polso. Sono inclusi nella dotazione standard il volante GT Sport e il pacchetto Sport Chrono con selettore di modalità, la app Porsche Track Precision e l\’indicatore della temperatura degli pneumatici. I sedili sportivi Plus di serie con regolazione elettrica a quattro vie garantiscono supporto laterale, comfort e praticità. L\’isolamento interno è stato ridotto e ciò esalta l\’acustica di guida emotiva.

Numerosi dettagli in Race-Tex mettono in risalto l\’elegante ambiente dinamico. Le sezioni centrali dei sedili, la corona del volante, le maniglie delle portiere e i braccioli, lo sportello del vano portaoggetti e la leva del cambio sono tutti rivestiti in microfibra. Con il pacchetto interni GTS, le impunture decorative sono disponibili, su richiesta, in Rosso Carminio o Rosso Pastello. Le cinture di sicurezza e la scritta GTS ricamata sui poggiatesta, il contagiri e l\’orologio Sport Chrono vengono realizzati negli stessi colori a contrasto. Gli inserti decorativi sul cruscotto e i pannelli delle portiere sono in carbonio opaco nel pacchetto interni GTS.

La nuova generazione del sistema Porsche Communication Management (PCM) presenta funzionalità aggiuntive e risulta molto più facile da utilizzare. 

Foto gallery: Michelin PLR 1972 Mille-Pattes 1972 (foto David Tarallo)



Il soggetto è abbastanza conosciuto ed è stato anche già riprodotto più volte in scala, ma può valere la pena pubblicarne una gallery. Si tratta del PLR (poids lourd rapide) “Mille pattes”, utilizzato da Michelin a partire dal 1972 come veicolo test per pneumatici di mezzi pesanti. Le forme potevano ricordare quelle della Citroen ID19 Break, ma con dimensioni davvero impressionanti: 7,27 metri di lunghezza, 2,45 di larghezza e dieci ruote: quattro davanti e quattro dietro come gomme da 205/55×16. Al suo interno erano sistemati equipaggiamenti e macchinari, molto sofisticati all’epoca, per mettere alla frusta le gomme destinate ai camion. La PLR Michelin era equipaggiata con due motori Chevrolet V8 da 350ci da 250 cavalli ciascuno; la trasmissione era sulle ruote posteriori e il cambio era un GM automatico a tre rapporti. 



I tre ponti posteriori erano derivati da quelli della Peugeot 504. La struttura del telaio era composta da longheroni, con carrozzeria in acciaio e cofano in alluminio. Le sospensioni erano a ruote indipendenti, idropneumatiche con una sfera e un cilindro per ruota e quattro sfere per la grossa ruota centrale, utilizzata per le gomme di grande diametro. Il peso raggiungeva i 9150kg e la velocità massima era di 180 km/h. Nel corso dei test, comunque, molto raramente la PLR veniva lanciata a tutta velocità: si percorrevano invece lunghe distanze a medie in ogni caso elevate, di circa 155km/h. L’equipaggio era composto da due persone: il guidatore e un tecnico che si occupava del rilevamento dei dati in cabina. La vettura è oggi esposta al Museo Michelin di Clermont-Ferrand.

Foto David Tarallo


L\'Aston Martin AMR1 Gruppo C Le Mans 1989 di Profil24 (kit 1:24) in uscita a luglio

E\’ prevista per luglio la commercializzazione del prossimo kit 1:24 di Profil24, l\’Aston Martin AMR1 Gruppo C di Le Mans 1989 (numero di catalogo P24122). Da questa referenza sarà possibile ottenere entrambe le versioni: la numero 18 Roe/Los/Redman e la numero 19 di Mallock/Leslie/Sears. 

Il Museo Michelin a Clermont-Ferrand: una gallery



Fra i musei del settore automobilistico, l\’Aventure Michelin a Clermont-Ferrand è una delle strutture più moderne e istruttive. Situato giusto dietro lo stadio Marcel Michelin, il museo consacrato alla Michelin presenta un percorso di un\’ora e mezzo-due ore (dipende da quanto si approfondiscono i numerosi contenuti multimediali) che ripercorre tutta la storia tecnica, economica e umana dell\’azienda fondata da André e Edouard Michelin nel 1886. Il museo si estende su due livelli per un totale di circa 2000mq, nei quali sono esposti automobili, documenti e un migliaio di oggetti da collezione. Presentiamo una breve gallery del museo, attualmente aperto al pubblico dopo le lunghe restrizioni dovute alla pseudo-pandemia. 


Michelin, matricule F276710: un memoriale di Jean-Michel Frixon

L’industria, la “fabbrica”, ha generato nei decenni una copiosa produzione letteraria. Per limitarsi all’Italia, basti pensare a certi scritti di Paolo Volponi (Memoriale, col suo indimenticabile Albino Saluggia), ma anche di Ottiero Ottieri o Romano Bilenchi. C’è stata, in questi autori, un’evidente elaborazione artistica che ha comunque conservato, e consegnato alla storia, le problematiche tutt’altro che letterarie di una vasta classe sociale emersa nel corso degli anni cinquanta e sessanta, al centro di laceranti conflitti politici ed economici. 

La memorialistica della fabbrica si è sviluppata anche in resoconti e diari più lontani dalla fiction, con un’onda lunga ancora oggi abbastanza diffusa nell\’Europa deindustrializzata del secolo XXI, un’epoca che sembra essere pervasa esclusivamente dall’eterea leggerezza del byte (ricordate il Calvino delle Lezioni americane?), protagonista oggi più che mai delle transazioni commerciali e finanziarie con le quali si creano immense fortune… virtuali

Giusto una settimana fa osservavo un po’ distratto l’enorme quartier generale di Michelin nel paddock di Portimao, con gli imponenti camion, i macchinari, i percorsi per gli addetti, un vero villaggio nel villaggio. 

Oggi mi sono imbattuto, in una libreria di Clermont-Ferrand, in un autore che in Francia sta diventando una specie di caso. Jean-Michel Frixon fu assunto da Michelin nel 1976. Aveva diciassette anni. La Michelin per Clermont-Ferrand è stata (e in parte lo è tutt’oggi) ciò che la Fiat è stata per Torino, la Olivetti per Ivrea, la Solvay per Rosignano e gli esempi potrebbero continuare per pagine e pagine. 

Quello scritto da Frixon, che oggi è in pensione, è un libro di memorie, composte nel breve giro di un paio di mesi. Una vita alla Michelin, rievocata – dice lui – soprattutto per lasciare una testimonianza ai suoi due figli. 

Inizialmente doveva essere giusto un testo da far circolare in famiglia, poi suo fratello, dopo averlo letto, lo ha spronato a cercare un editore. E’ stata anche abbastanza curiosa e divertente la ricerca, un po’ casuale, di una casa editrice. 

Le risposte, anche positive, non hanno tardato ad arrivare e alla fine il libro (di poco più di 200 pagine) è stato pubblicato lo scorso aprile da una piccola casa di Nîmes, Nombre7 Editions. 

Michelin, matricule F276710 è un viaggio attraverso i decenni in una realtà a volte straniante, a volte incomprensibile, altre volte accogliente e intrigante. Un rapporto con una grande azienda come quella non può essere mai banale. Non è un libro di accusa contro certe ingiustizie o certe assurdità, ma non è neanche un libro di incondizionata ammirazione. Ricordate il monologo del pensionato Novello Novelli nel film A ovest di Paperino sui quarant’anni alla Sip? Ecco, lo spirito di chi esce da realtà di questo genere deve essere un po’ questo: un cosciente stordimento che è allo stesso tempo una stanca consapevolezza e uno sguardo necessariamente distaccato su tutto. 

Jean-Michel Frixon allo spazio
culturale Leclerc di Clermont-Ferrand,
19 giugno 2021.

 

Eppure di emozioni nel libro ne passano. Ma sono emozioni pacate, filtrate già da una riflessione tutt’altro che immatura. Lo stile è semplice ma non semplicistico. Fino a pagina 40, le cose si svolgono in una quasi pacata normalità. Poi si fanno più complesse, con i personaggi ora umani, ora grotteschi che fatalmente trovi ovunque esista una gerarchia. Non una parola di troppo in questa scrittura che non vuole sorprendere o condizionare col pedale della solennità o della retorica. La capacità iconica trova il proprio compimento in un periodare breve, incisivo, mai sovraccarico. I cascami di una certa retorica memorialistica restano fortunatamente a debita distanza.  

E a livello umano, al di là della valenza documentaria del libro, quello che nell’esistenza dell’autore poteva degenerare in un avvelenato percorso di alienazione si è evoluto invece – chissà quanto sorprendentemente – in una liberatoria riconciliazione del corpo con l’anima, mediante la pratica sportiva e il contatto con la montagna. 

I camion Michelin di Portimão mi avevano annunciato che il vecchio Bib aveva in serbo per me una sorpresa letteraria. Se potete, procuratevi questo libro e leggetelo tutto d’un fiato. Ne sarà valsa la pena.

Tameo al lavoro sulla Ferrari 512M destinata alla gamma Montegrosso



Luca Tameo sta lavorando al master della Ferrari 512M del 1971, naturale evoluzione della 512S, già presente nella gamma Montegrosso. La 512M (catalogo MTG006) sarà proposta inizialmente nella versione numero 16 Le Mans 1971 (Craft/Weir, David Piper Autoracing) e avrà, come la 512S, la riproduzione del motore-cambio con cofano posteriore amovibile. Non c\’è dubbio che seguiranno numerose altre versioni. Se la 512S è stata riprodotta piuttosto bene anche recentemente, la 512M è rimasta un po\’ più nell\’ombra. In ogni caso questi kit, anche se di soggetti tutt\’altro che inediti, restano interessanti per il dettaglio supplementare che offrono rispetto a quanto si è visto in passato. 

Porsche 917 Bino-Motoradio di Wilson Fittipaldi: un\'elaborazione di Massimo Martini



La Porsche 917 di Ortiz Patino (Zitro Racing) continuò la propria carriera in Brasile con Wilson Fittipaldi, fratello di Emerson. La carrozzeria, da bianca e blu diventò gialla e vennero aggiunte varie appendici aerodinamiche. 



Questa particolare versione non sfuggi a suo tempo a DVA e a qualche appassionato di slot, ma la 917 brasiliana resta comunque poco conosciuta. Presentiamo qui un\’elaborazione realizzata da Massimo Martini, sulla base del classico kit Provence Moulage. 



Porsche: il pacchetto Touring disponibile per la nuova 911 GT3

La settima edizione della GT da 375 kW (510 CV) può essere ora ordinata con il pacchetto Touring di dotazioni che ha riscosso molto successo già con il modello precedente. Questa 911 GT3 puristica, dal peso di soli 1418 chilogrammi, viene consegnata con un cambio sportivo GT a sei marce di serie. Per la prima volta, il pacchetto Touring può anche essere abbinato al cambio a doppia frizione PDK a sette rapporti senza costi aggiuntivi.

La differenza più evidente all\’esterno è la mancanza dell\’ala posteriore fissa della 911 GT3. In questo caso è uno spoiler posteriore ad estensione automatica che garantisce la deportanza necessaria alle alte velocità e contribuisce ulteriormente alla sobrietà della vettura. 



Le rifiniture color argento in alluminio anodizzato lucido sui finestrini laterali sono un altro tratto distintivo che sottolinea l\’aspetto discreto della nuova arrivata. Il frontale è interamente verniciato nel colore della carrozzeria. Gli interni con ampie sezioni in pelle nera risultano particolarmente eleganti e sono disponibili esclusivamente per la GT3 con pacchetto Touring. La parte anteriore del cruscotto e le sezioni laterali superiori dei pannelli di rivestimento delle porte sono caratterizzate da una speciale goffratura superficiale.


Il nome \”pacchetto Touring\” risale a una variante di equipaggiamento della 911 Carrera RS del 1973. Già allora, l\’attenzione si concentrava sul design puristico della 911 e sui dettagli degli interni classici. Porsche ha rilanciato l\’idea nel 2017, riproponendo per la prima volta un pacchetto Touring per la precedente generazione della 911 GT3, la 991. Da allora, questa variante viene apprezzata in particolare dagli amanti delle auto sportive di fascia alta con una spiccata passione per la sobrietà e un piacere di guida più classico.



Sopra il potente motore spicca la griglia del cofano posteriore con il logo \”GT3 Touring\” dal design esclusivo. Le strisce di rifinitura dei finestrini laterali e i terminali dell\’impianto di scarico sportivo sono color argento. Questi elementi presentano una finitura in nero satinato nel pacchetto opzionale Touring Nero per gli esterni; in questo caso, i moduli dei fari anteriori sono oscurati.

La 911 GT3 con il pacchetto Touring ripropone anche all\’interno l\’atmosfera di un\’auto sportiva classica. La corona del volante, la leva del cambio, la calotta della console centrale, i braccioli nei pannelli delle portiere e le maniglie delle porte sono rivestiti in pelle nera. I rivestimenti parzialmente in pelle sono rifiniti con cuciture nere. Le sezioni centrali dei sedili sono rivestite di tessuto nero, così come è nero anche il rivestimento del tetto. Sui poggiatesta spiccano gli stemmi Porsche in rilievo. I battitacco e i profili decorativi del cruscotto e della console centrale sono in alluminio nero spazzolato.


Con il pacchetto Touring, Porsche offre anche la maggior parte degli equipaggiamenti opzionali della 911 GT3. Ciò include tutti i colori della carrozzeria e dei cerchi, i fari a LED con Porsche Dynamic Light System e Porsche Dynamic Light System Plus, vari sistemi di assistenza, i freni carboceramici PCCB, il sistema di sollevamento dell\’asse anteriore, tutte le varianti di sedili, il pacchetto Chrono e i sistemi audio.

Porsche Design propone inoltre per i clienti della 911 GT3 con pacchetto Touring un particolare cronografo dotato di un movimento con funzione flyback. 


Il rotore di carica richiama il design delle ruote della vettura ed è disponibile in sei diverse versioni a seconda della configurazione dell\’auto. La lunetta del quadrante grigio agata metallizzato si rifà alla finitura della carrozzeria. Il quadrante stesso ha una finitura nera opaca, mentre le lancette luminose del cronografo gialle sono in tinta con il contagiri. 



Il cronografo della 911 GT3 con pacchetto Touring avvolge il polso grazie a un cinturino in pelle realizzato con lo stesso materiale utilizzato per le auto Porsche, su cui spicca il logo \”GT3\” goffrato. Le cuciture nere con filo Porsche conferiscono al cinturino un ulteriore tocco finale. Il cronografo è prodotto dalla fabbrica svizzera di orologi dell\’azienda ed è riservato esclusivamente ai proprietari della vettura.

Nel caso della settima edizione di questa vettura sportiva ad alte prestazioni, Porsche ha trasferito la tecnologia da corsa in un modello di produzione in modo più sistematico che mai: la sospensione anteriore a doppio braccio oscillante così come l\’impeccabile schema aerodinamico con alettone posteriore a collo di cigno – escluso dal pacchetto Touring – e il singolare diffusore derivano dalla fortunatissima 911 RSR GT da corsa, mentre il motore boxer a sei cilindri da 4,0 litri con potenza di 375 kW (510 CV) è stato realizzato sulla base dell\’unità di trazione della 911 GT3 R provata e collaudata nelle gare di durata.

Nonostante la carrozzeria più larga, le ruote più grandi e caratteristiche tecniche aggiuntive, il peso della nuova GT3 è pari a quello del suo predecessore. 


Pesa 1.418 kg con il cambio manuale e 1.435 kg con il cambio a doppia frizione Porsche (PDK). Il cofano in plastica rinforzata con fibra di carbonio (CFRP), i vetri leggeri e i cerchi in lega forgiati testimoniano l\’attenzione al contenimento del peso e lo stesso vale per l\’impianto di scarico sportivo leggero.

I geni da competizione si manifestano praticamente in tutti i dettagli della nuova 911 GT3. L\’abitacolo è dotato per la prima volta di uno schermo da pista: premendo un pulsante, i display digitali a sinistra e a destra del contagiri centrale si riducono alle informazioni essenziali sulla pressione degli pneumatici e dell\’olio, sulla temperatura dell\’olio e del liquido di raffreddamento e sul livello del serbatoio del carburante. La 911 GT3 ha un selettore di modalità facilmente accessibile, posto sul volante, che facilita il passaggio veloce tra le impostazioni normali e le modalità Sport e Track personalizzabili.

Porsche propone la 911 GT3 a un prezzo base di 176.855 euro, compresa IVA e dotazioni specifiche. Il pacchetto Touring può ora essere ordinato come opzione senza costi aggiuntivi.

La seconda Ferrari 512S di Montegrosso commercializzata da fine giugno

La seconda Ferrari 512S del marchio Montegrosso (Tameo) sarà disponibile da fine giugno. Si tratterà della versione dell\’Ecurie Francorchamps della 1000km di Spa 1970 (Bell/de Fierlant). Il kit avrà il numero di catalogo MTG-005 e sarà caratterizzato dalla riproduzione del gruppo motore-cambio, esattamente come la prima 512S di Montegrosso, la vincente della 12 Ore di Sebring 1970, uscita l\’anno scorso.