Le immagini del Concorso d\'eleganza Città di Trieste, 14-16 maggio 2021

Si è svolta dal 14 al 16 maggio scorso la prima edizione del Concorso di Eleganza Città di Trieste organizzato dal Club ACI Storico, l\’Automobile Club di Trieste, e l’AAVS – Associazione Amatori Veicoli Storici, con il patrocinio dell’Automobile Club d’Italia, della FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) e della FIVA (Fédération International des Véhicules Anciens).

Tra le splendide auto in concorso, la Ferrari 250 Tour De France del 1957 ha conquistato i favori del pubblico, aggiudicandosi un premio speciale attribuito dagli spettatori triestini.

La giuria, presieduta dal Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Ing. Angelo Sticchi Damiani, composta da Lorenzo Boscarelli, Presidente dell’Associazione Italiana per la Storia dell’Automobile, David Giudici, Direttore di Ruoteclassiche, Youngtimer e AutoItaliana, Giorgio Marzolla, esperto e collezionista di auto storiche e affiancata da una commissione tecnica composta da Dino Cognolato, fra i più famosi restauratori a livello mondiale, e Sergio Schiavon, anch’egli esperto restauratore, ha poi attribuito i premi d’onore ai vincitori delle sette classi di età.

Best in Class anni ’10: la Fiat Zero del 1913, tipo di carrozzeria Torpedo Stabilimenti Farina, ritenuta la prima “utilitaria” FIAT.
Best in Class anni ’20: la Diatto 20S del 1924, carrozzeria sportiveggiante tipo Bateau, molto in voga nel decennio, che ricorda le linee di una barca. Costruita da E.Mouche a Lione.
Best in Class anni ’30: l’Alfa Romeo 6C 2300 Mille Miglia del 1938, carrozzeria Berlinetta Touring. Rappresenta l’evoluzione delle linee della carrozzeria Touring sul nuovo telaio a ruote indipendenti.
Best in Class anni ’40: l’Alfa Romeo 6C 2500 S Cabriolet Pinin Farina del 1945. Pinin Farina nel dopoguerra costruisce le auto aperte dell’Alfa. Questo esemplare è un pezzo unico prima della ripresa postbellica.
Best in Class anni ’50: la Lancia Aurelia B24 del 1955, carrozzeria Pinin Farina, nella sua versione Spider cosiddetta “America” munita di hard-top.
Best in Class anni ’60: la Ferrari 275 GTB 6C del 1965. Berlinetta, carrozzeria Scaglietti su disegno di Pininfarina. Questo esemplare è uno dei pochi costruiti in alluminio e munito di 6 carburatori doppio corpo.
Best in Class anni ’70: la Ferrari Dino 246 GT del 1972. La Dino 246 è l’evoluzione finale della Dino 206 costituita come marca nel 1968. Questa Berlinetta a due posti è realizzata dalla carrozzeria Pininfarina.

L’Alfa Romeo 6C 2300 Mille Miglia del 1938 si è poi aggiudicata anche il Trofeo “Concorso di Eleganza Città di Trieste” come vettura “Best of Show”. Piazza Unità d’Italia ha visto protagoniste anche le 10 Moto Guzzi che il Club ACI Storico ha selezionato per celebrare i cento anni del marchio dell’aquila.
In una speciale cerimonia sono state premiati i modelli: Moto Guzzi Sport 500, Moto Guzzi Sport 15 500, Moto Guzzi V7 Sport 750, Moto Guzzi Motoleggera 65 “Guzzino”, Moto Guzzi Galletto 160/175/192,Moto Guzzi MGX-21 1400.

Foto di Bruno Libero Boracco e AAVS. 

Speciale serie montata di Hervé Duband sul kit Ferrari 500TRC Modelart111 realizzato da Tameo



Il kit della Ferrari 500 TRC di Le Mans 1957, realizzato da Tameo per Modelart111 di Hervé Crozier, sarà la base per una serie di montaggi speciali a cura di Hervé Duband. Rispetto al kit di serie (e ai modelli raffigurati in queste foto, pure realizzati da Duband), i modelli di questa serie avranno ulteriori dettagli. A scelta si potrà aggiungere il cofano apribile con la riproduzione del motore. 


Credo che Modelart111 abbia fatto un\’ottima scelta nel rivolgersi a Tameo per i propri modelli. La fedeltà di riproduzione ne beneficerà molto.  


Novità Remember: Ferrari 350 CanAm NART chassis 0844 Mosport 1967 Scarfiotti


E\’ ora disponibile un nuovo modello Remember, solo montato: si tratta della Ferrari 350 CanAm chassis 0844 pilotata a Mosport nel 1967 da Ludovico Scarfiotti. Questo modello va ad arricchire una gamma già molto completa, composta da tantissime versioni della 330 P4 Spyder e Coupé e della 330 P3/4. Il modello è in vendita a questo link: https://www.geminimodelcars.com/listing/1007529972/ferrari-350-can-am-chassis-0844-nart

Com\'è fatta l\'Alfa Romeo AR51 Matta di ZetaKit (1:35)

\”Autovettura da ricognizione 51\”: 
l\’ingegner Alessio, all\’epoca direttore
generale di Alfa Romeo, la
soprannominò \”Matta\”.
 

Già uscita da qualche tempo, l\’Alfa Romeo AR51 Matta fa parte di quella serie di scatole di montaggio che ZetaKit commercializza direttamente. Il modello, in resina scala 1:35 è una \”3D print edition\”, e presenta completamente stampato con quella tecnica. Prima di tutto, una nota di merito sulla confezione: semplice ma elegante, la scatolina è tenuta chiusa da una fascetta pieghevole sulla quale sono riportate su una facciata le istruzioni di montaggio e sull\’altra alcune foto della vettura reale e la sua storia, molto ben scritta e dettagliata. 

Per ZetaKit anche la presentazione
riveste la sua importanza. 




Lo stampaggio delle varie parti è di eccezionale qualità: ad un primo controllo superficiale tutto torna alla perfezione, e non c\’è motivo di pensare che il modello non sia un puro divertimento da assemblare e anche da rifinire. Sono fornite le decals (eccellenti come definizione e realismo) per ottenere diverse versioni delle forze dell\’ordine: Polizia Nucleo Celere Questura di Cagliari, Polizia Stradale IX Zona (Lazio), III Reparto Celere II Zona (Lombardia); II Reparto mobile di Busto Arsizio ed infine Esercito Italiano VIII Reggimento Lancieri di Montebello.

Da queste poche foto si può 
apprezzare l\’alto livello di 
definizione e di precisione
delle varie componenti. 




Abbiamo già visto in giro immagini di esemplari montati come si deve, che hanno una resa eccezionale. Torneremo sicuramente in modo più approfondito sia sulla Matta stessa, sia sulle prossime realizzazioni di ZetaKit, un\’azienda che ha fatto della serietà del metodo e della ricerca tecnologica alcune delle sue armi migliori. 

Il sacchetto con le decals e l\’acetato. 

Eccellenti anche le fotoincisioni, fornite
in doppia copia. Tutto molto raffinato. 


La Fiat 131 Panorama di Furio Zoccano: un nuovo modello di Infinite Statue, progettato da ZetaKit


I modelli in scala 1:18 ispirati da film italiani famosi sono decisamente di moda. Dopo la Bianchina di Fantozzi, prodotta da Laudoracing, si può ricordare la Puma Buggy di Bud Spencer e Terence Hill del film \”Altrimenti ci arrabbiamo\”, realizzata sia da Infinite Statue sia da Laudoracing, con risultati abbastanza diversi (ognuno si sarà fatto la propria idea). Infinite Statue ha inoltre in programma l\’Alfasud di Pasquale Amitrano, uno dei protagonisti del film Bianco, Rosso e Verdone interpretato da Carlo Verdone nel 1981. 

E la stessa Infinite Statue ha da poco annunciato un\’altra vettura di quel film, la Fiat 131 Panorama di Furio Zoccano, impagabile esempio cinematografico di personalità ossessiva. Il modello, con tanto di figurino di Zoccano (Carlo Verdone) e le quattro famose valigie nel bagagliaio, sarà ordinabile direttamente sul sito di Infinite Statue. Il progetto e la prototipazione sono a cura di ZetaKit. 


Ricordiamo che la gamma Cars Legacy Collection di Infinite Statue non si limita al cinema italiano: è in fase di completamento, ad esempio, anche la Ford T di Stan Laurel e Oliver Hardy.

Da Remember un set di cerchi Campagnolo in scala 1:18 per Abarth e altre vetture sportive anni sessanta-settanta

Remember amplia la propria offerta di cerchi in scala 1:18 con un set Campagnolo, pensato soprattutto per le Abarth degli anni sessanta e di inizi settanta. Numero di catalogo W64. Il cerchio è in plastica, verniciato in alluminio, con gomme scolpite e assali di ottone. Link per l\’acquisto: https://www.geminimodelcars.com/listing/1006200944/campagnolo-wheels-and-tires-for-abarth


Le origini di una passione – di Nicola Lettieri (storie di modelli, episodio 13)

Questo episodio della rubrica Storie di modelli non lo scriverò io ma un collaboratore del blog che già conoscete bene, Nicola Lettieri. Stavolta non troverete gli speciali o i costosi obsoleti accumulati in età più matura, quando la \”coscienza collezionistica\” si è ormai sviluppata in modo consapevole. Troverete invece episodi legati all\’infanzia, utili per comprendere certi aspetti ancestrali delle nostre passioni. Buona lettura quindi.

LE ORIGINI DI UNA PASSIONE
di Nicola Lettieri

Quasi sempre i veri appassionati di automobili hanno come costante della propria vita le auto, che li accomuna e li accompagna da bambini fino ad oggi.
Avere un interesse, una passione, un hobby, purché non diventi ossessione, è un vero toccasana che contribuisce attivamente al benessere psico-fisico, contribuendo a superare stress e momenti difficili.


Ognuno di noi, sicuramente, ha una “storia collezionistica” alle spalle che si perde negli anni.
Dai racconti di mia madre e scavando tra gli album dei ricordi ho avuto la conferma di aver sempre amato le automobili, grandi e piccole.
La prima foto della mia collezione di macchinine risale al 1978 (avevo due anni), scattata nel corridoio della casa di allora dei miei genitori.
Si vedono allineate in fila, tutte le “macchinine” che mi venivano regalate e che, pur con gli inevitabili danni provocati da un bimbo di 2 anni, mostravo con orgoglio.


Mia madre mi racconta sempre che il nonno Ciro, assecondando questa mia precoce passione per le auto, quasi tutte le volte che tornava da lavoro, mi portava in dono un modellino in scala 1/24.
Di questo passo – è sempre mia madre a raccontarlo – nel giro di pochissimi anni raccolsi un centinaio di modellini, purtroppo tutti andati perduti.
La decisione di iniziare a collezionare “scientemente” modellini con un certo criterio e senza considerarli più alla stregua di giocattoli con cui inscenare incidenti e rocamboleschi inseguimenti è datata giugno 1986 ed ha la forma di una Lancia Stratos Pirelli 1/43 Bburago.
Era la Prima Comunione della mia compianta cugina Monica, e mia zia, come cadeau da distribuire agli invitati scelse modellini Bburago 1/43 per i maschietti e bamboline per le femminucce.


A me toccò la Lancia Stratos Pirelli nella sua bella scatolina gialla.
Pur essendo da sempre appassionato di automobili, in quel periodo ero distratto da Lego, Masters, Big Jim e robot vari.
Quella Stratos fu un ritorno di fiamma e, complice il cataloghino con tutte le referenze stampato sul retro della scatola, decisi di iniziare a collezionarle tutte e mettere via tutti gli altri giocattoli per dedicarmi solo alle \”macchinine\”.
Alla Stratos seguirono una Ferrari 308 Saba, una Renault 5 Turbo, una Ferrari 512 BB Ferrarelle e tantissime altre che acquistavo in bancarelle per strada \”investendo\” le 1000 Lire di paghetta settimanale di quel periodo.
Ricordo che in quel periodo qui a Napoli iniziarono a spuntare come funghi bancarelle (abusive, ça va sans dire…..) che esponevano ad ogni angolo della strada “muri” interi di Bburago in 1/43 e 1/24 che facevano la mia gioia e mi alleggerivano sin da allora le tasche.
La Stratos, col passare degli anni, finì chissà dove e non riuscii più a trovarla.
Ero convinto che fosse stata buttata via dal \”Terminator\” delle mie cose (mio padre…) in una delle sue incursioni in cantina ed avevo pensato di ricomprarne un’altra, magari su Ebay, per avere un ricordo.
Ma non sarebbe stata mai la \”mia\” Stratos, non sarebbe stata mai \”quella\” Stratos che mi fece diventare \”collezionista di macchinine\”.
Ed invece, nel giugno del 2018, nella soffitta della casa al mare, la ritrovai nelle condizioni esatte in cui l\’avevo ridotta: parabrezza e griglia posteriore scheggiati, vernice saltata in più punti, adesivi parzialmente rovinati. Ma non mi interessa, era ed è tuttora bella proprio per questo.
Una ripulita, una lucidata ed è ancora qui a far bella mostra di sé nella mia collezione.
Le Bburago, diventarono quindi una costante nella mia fanciullezza fino ai primi mesi del 1989.
Complice l\’acquisto alcuni mesi addietro del mio primo numero della rivista “Quattroruotine\” (n.2 del 1989), trovato in un negozio di modellismo ad Intra (VB), scoprii che all\’interno della Stazione Centrale di Napoli c\’era un negozio di modellismo: Alfa Model.
Riuscii, senza troppe difficoltà, a convincere nonno Ciro ad accompagnarmi lì per \”dare un\’occhiata\”.
Ricordo ancora lo stupore davanti a tutto quel ben di Dio nelle vetrine ed all\’interno, quei modellini così lucidi, perfetti, alcuni dal costo proibitivo.


Siccome nonno Ciro aveva una Fiat 500L, decisi di comprare una 500 e scelsi la Fiat 500C tetto aperto (rif. R012) della Brumm: la basetta in plastica color legno, la teca trasparente e la confezione esterna che riportava la storia e le caratteristiche tecniche della vettura. Costo, circa 10.000 Lire.
Ero felicissimo: avevo finalmente comprato il mio primo, vero, ”modellino da collezione\”.
Dulcis in fundo, la titolare del negozio mi regalò anche un cataloghino della Brumm, che mi tolse il sonno per settimane, nella spasmodica attesa di poter ritornare da Alfa Model col nonno e comprare un altro modellino, sperando di trovare quello che avevo scelto dopo settimane di ripensamenti.

Da allora, le auto ed il collezionismo di automodelli mi hanno sempre accompagnato senza soluzione di continuità per tutti gli anni a venire, consentendomi di conoscere persone con le quali sono nate solide amicizie, collezionisti stranieri e, cosa più importante anche se può apparire “patetica”, mi hanno consentito di superare alcuni momenti bui della mia vita e di poter alimentare quotidianamente il “fanciullino” che alberga in ognuno di noi.


Gli albori della Ferrari Daytona a Le Mans: un\'elaborazione di Axel Dejardins


Axel Dejardins è un modellista francese molto eclettico, che vanta una lunga esperienza nel montaggio di kit 1:43, anche molto dettagliati come i Feeling43 o i Le Mans Miniatures. Vogliamo presentare un\’interessante elaborazione su base edicola della prima Ferrari 365 GTB/4 Daytona ad essere apparsa alla 24 Ore di Le Mans. 

Non si tratta, come forse molti sapranno, della numero 58 del 1971, che partecipò giusto una ventina di giorni dopo l\’omologazione in categoria GT, ma di un\’altra vettura, la numero 16 del 1969. 


Iscritta sempre dal NART per Ricardo Rodriguez-Cavazos e Bob Grossman non riuscì a qualificarsi, vittima anche di alcune escursioni fuori pista che non le fecero certo un gran bene. L\’elaborazione di Axel è stata piuttosto radicale ed ha previsto la riproduzione dei danni riportati nel corso delle prove, simulati con del foglio di alluminio. Ne è venuto fuori un modello suggestivo, importante anche per la storia della Ferrari a Le Mans. 


I primi master dell’Alfa Romeo 1750/2000 di Mitica-Diecast (1:18)

Carmodel ci ha dato l’autorizzazione a diffondere la foto dei primi master delle Alfa Romeo 2000 e 1750 che usciranno nella gamma 1:18 Mitica-Diecast. Ricordiamo che i modelli saranno dotati di portiere anteriori apribili, sospensioni e sterzo. Della 1750 sono previste entrambe le serie, che si differenziano per minimi dettagli. 

Una nuova serie limitata Madyero: Porsche 934/5 Georg Loos 1000km Nurburgring 1976 di Toine Hezemans e Tim Schenken

E\’ appena uscita una nuova serie limitata di Madyero: si tratta di una versione piuttosto conosciuta della Porsche 934/5 Gruppo 5, la vettura del team Gelo che in configurazione Gruppo 5 prese parte alla 1000km del Nurburgring 1976 con Toine Hezemans e Tim Schenken, che conclusero secondi assoluti. Come sempre il numero di esemplari resta molto limitato. Questo il link per acquistare il modello: Porsche 934/5 Gr5 Loos 1000km Nurburgring 1976 #6 Hezemans/Schenken Madyero by Remember 1:43 factory built (geminimodelcars.com)