With Italy, for Italy: il progetto fotografico di Lamborghini diventa un libro

With Italy, for Italy”, il progetto culturale di Automobili Lamborghini lanciato lo scorso settembre sui propri canali social e pensato per valorizzare e supportare l’Italia in un momento di sfide come quello attuale, diventa un libro fotografico.

Il volume “With Italy for Italy – 21 visioni per una nuova guida”, edito da Skira, rappresenta l’atto d’amore di un’azienda per il proprio paese e si traduce in un affresco di ventun narrazioni per immagini di un patrimonio unico, impregnato di arte, storia, bellezze naturali e architettoniche, ma non solo. 

Un’Italia che è anche terra di tradizioni, eccellenze, estro, ricerca estetica e innovazioni, caratteristiche profondamente insite nel DNA del marchio del Toro.

Sono stati coinvolti venti talenti italiani della fotografia contemporanea, chiamati a interpretare una delle venti regioni insieme a venti Lamborghini del passato e del presente, ognuno secondo il proprio stile autorale. A questi artisti si è unita la grande fotografa Letizia Battaglia, a cui è stata affidata una speciale interpretazione della sua amata Palermo.

Un volume di 240 pagine che conferisce alla cultura e all’arte della fotografia il loro valore più alto e profondo, quello di trasformazione della società, attraverso la rottura dei linguaggi espressivi precedenti e la capacità di immaginare ed ispirare il futuro. 

Le immagini del libro, nella loro costante ricerca di armonia tra territori, persone e supersportive Lamborghini, accompagnano il lettore nell’esplorazione di un paese unico al mondo e nella contemplazione della sua bellezza. 

E, per confermare il valore culturale del volume, la prefazione è stata affidata a Davide Rampello, regista e direttore artistico, che coglie nel suo intervento il senso profondo del progetto di Automobili Lamborghini. 

Oltre a lui, nella prefazione, anche Stefano Guindani, art director di “With Italy, for Italy” e tra i più noti esponenti italiani della fotografia di moda e lifestyle.

Gli artisti coinvolti sono: Letizia Battaglia (Palermo), Stefano Guindani (Sicilia), Davide De Martis (Sardegna), Guido Taroni (Calabria), Gabriele Micalizzi (Puglia), Camilla Ferrari (Basilicata), Marco Casino (Campania), Roselena Ramistella (Molise), Valentina Sommariva (Abruzzo), 

Anna Di Prospero (Lazio), Wolfango Spaccarelli (Marche), Alessandro Cinque (Umbria), Gabriele Galimberti (Toscana), Piero Gemelli (Emilia-Romagna), Marco Valmarana (Veneto), Mattia Balsamini (Friuli Venezia Giulia), Simone Bramante (Trentino Alto Adige), Vincenzo Grillo (Lombardia), Chiara Mirelli (Piemonte), Alberto Selvestrel (Liguria), Fulvio Bugani (Valle d’Aosta).

Il volume è in vendita dal 10 dicembre al prezzo di €60 nelle librerie, sullo store on-line di Lamborghini (http://www.lamborghinistore.com/newsletter/locate.php?product=16032), su quello dell’editore (www.skira.net) e sulle principali piattaforme e-commerce. 

Ferrari 250 GTO 3909GT Rallye de Bourgogne 1966, una novità di Spirit of Racing Models

Spirit of Racing Models prosegue coll filone delle versioni meno conosciute della Ferrari 250 GTO proponendo la 3909GT che disputò il Rallye de Bourgogne del 1966 con l\’equipaggio Bourillot/David, conquistando un secondo posto in GT. Dopo essere stata venduta a Bourillot dalla Scuderia Filipinetti all\’indomani del Tour Auto del 1964, la 3909GT corse alcuni rally e gare in salita fra il 1965 e il 1966, prima di passare ancora di mano. La base del modello è quella dell\’edicola, le ruote sono Remember e il montaggio è a cura di Roberto Pigorini. Sono in vendita anche le sole decals, oltre alla decorazione della stessa auto al Rallye de Bourgogne dell\’anno prima. Tutta la produzione Spirit of Racing è disponibile a questo link: https://www.spiritofracingmodels.com/ . 



Porsche al Mugello e… in America: alcune trasformazioni di Massimo Martini

Abbiamo spesso presentato nel blog le elaborazioni di Massimo Martini, sempre su tema Porsche. E\’ la volta oggi di alcune vetture che hanno partecipato al Circuito Stradale del Mugello, dove la casa di Stoccarda è stata una delle protagoniste assolute, a partire dalla metà degli anni sessanta. Partendo da basi varie diecast, Martini ha realizzato le tre vincitrici del Mugello: la 904 Carrera GTS del 1964, la 906 Carrera 6 del 1966 e la 910 del 1967. A queste si è aggiunta la 910 di Steinemann e Siffert 

del 1968, anno in cui la Porsche fu battuta dall\’Alfa Romeo 33 2 litri in una gara memorabile. 

A fianco dei vincitori, una più piccola 911, quella preparata da Wicky di Jean Sage (1968). Sempre in tema 911, una vettura di Brumos pilotata dal grande Peter Gregg non ci sta male. Pubblichiamo anche qualche immagine di Porsche 914 americane, sullo stile che sarebbe piaciuto molto al povero Fabrizio Pitondo. La vettura rossa è ancora priva dei cerchi. Un \”bravo\” a Massimo per questi modelli pieni di fascino e realizzati con cura, cercando documentazione che non sempre è facile da reperire. 


Auto Modélisme continua il proprio cammino con l\'editore belga Caira

Auto Modélisme, testata del Gruppo Hommell in liquidazione, ha trovato un acquirente che proseguirà la pubblicazione. Si tratta della belga Caira Editions. Lo ha annunciato l\’ex direttore della rivista, Alan Geslin. Le uscite riprenderanno tra febbraio e marzo – troppo tardiva l\’operazione di acquisizione per assicurare un numero a partire già da gennaio. Ancora non è chiaro come si presenterà il nuovo Auto Modélisme, né con quale cadenza. Caira pubblica tra l\’altro varie testate sportive fra cui Speed Magazine, mensile automobilistico molto noto in Belgio. Secondo alcuni, Auto Modélisme potrebbe continuare come semplice allegato, una prospettiva davvero poco entusiasmante che non funziona quasi mai. Non sono note neanche le linee editoriali, che a quanto pare rischia di discostarsi non poco dall\’Auto Modélisme che abbiamo imparato a conoscere. Verosimilmente se ne saprà qualcosa in più verso fine dicembre. 

L\'Astra BM21 benna 3 assi di "nonomologati" (scala 1:87)

Nel thread precedente (leggibile a questo link) abbiamo presentato due versioni del Samecar Elefante 4×4 in due versioni di \”nonomologati\”. Contemporaneamente all\’uscita del Samecar, il marchio laziale ha presentato anche l\’Astra BM21 benna a tre assi. Mezzo concepito per i cantieri ma omologato anche per circolare senza problemi su strada, il BM21 fu una presenza familiare nel panorama italiano tra gli anni settanta e gli anni ottanta. Il modello di \”nonomologati\” è come sempre in resina, con numerosi dettagli, anche in fotoincisione. Prototipato in 3D, questo BM21 colma una notevole lacuna nella scala 1:87. Venduto solo montato, il modello ha una verniciatura uniforme e perfetta, con la corretta finitura opaca. 



Una volta che sono riuscito a liberarmi dalle migliaia di micropallini in polistirolo con i quali \”nonomologati\” usa imballare i propri modelli (metodo peraltro efficacissimo, che ha sempre evitato il minimo danno), ho potuto ammirare la pulizia di montaggio e la ricerca maniacale del piccolo dettaglio. 

Oltretutto l\’applicazione dei particolari è esente da critiche. Basterà osservare l\’alloggiamento dei fari con le due minuscole ottiche perfettamente centrate e spaziate fra loro o la sistemazione del tergicristallo fotoinciso. Tutto è equilibrato e ben concepito, in modo che anche la finitura generale non risente di eccessive tolleranze o scompensi a livello di stampaggio. Vetri e cornici sono applicati dall\’esterno, con un effetto di grande realismo. La produzione di \”nonomologati\” è disponibile a questo link: https://www.geminimodelcars.com/search?q=nonomologati


Il Same Samecar Elefante 4×4 benna e zavorrato di "nonomologati" in scala 1:87

\”nonomologati\” continua ad essere un marchio attivissimo nel settore dei modelli speciali in scala 1:87. Al produttore romano le idee non mancano di certo, e d\’altra parte sono ancora innumerevoli i soggetti inediti italiani. Alcuni collezionisti continuano a pensare che esistano solo i Fiat baffone (quelli del baffone sono un po\’ il corrispondente di quelli della Delta Integrale nel settore degli automodelli). Battute a parte, il Samecar Elefante 4×4 appena realizzato da \”nonomologati\” conferma quanto di originale si possa fare in questa scala. Si tratta di un aggeggino minuscolo, ma può essere considerato una delle sintesi più sorprendenti del livello tecnico raggiunto da \”nonomologati\”. 

Tecnologicamente avanzato, l\’Elefante non ebbe forse il successo che meritava, ma è passato alla storia per la sua concezione raffinata e per alcune caratteristiche che avrebbero fatto scuola. Il modello di \”nonomologati\” è in resina e si fa subito apprezzare per l\’eccezionale livello di verniciatura, correttamente opaca. Impeccabile il livello di montaggio, con le varie fotoincisioni e parti aggiuntive applicate senza la minima sbavatura. Vetri e cornici fanno tutt\’uno e sono sistemate con grande precisione. Fare di meglio in questa scala mi pare obiettivamente molto difficile. 

Disponibile in versione benna e zavorrata, il Same Elefante può trovare un posto privilegiato in ogni plastico dinamico ma anche in ogni collezione di mezzi pesanti, indipendentemente da un contesto ferroviario. Il Same di \”nonomologati\” è uno di quei modelli che non ci si stanca mai di guardare e che ogni volta ti mostrano un dettaglio che fino a quel momento non avevi notato: ganci, supporti, fregi, fanalini, paraspruzzi… tutto è al suo posto in un prodotto che testimonia ancora una volta la vitalità e l\’eccellenza dell\’artigianato italiano. Un tocco di originalità lo aggiunge la riproduzione della copertina di un catalogo ufficiale dell\’Elefante, incollata sulla scatola. I Same Elefante e tutti i modelli di \”nonomologati\” si possono acquistare a questo link: https://www.geminimodelcars.com/search?q=nonomologati


Due serie montate di Luca Lucini: Ferrari F40 Supercar GT 1993 e Maserati MC12 [articolo di Elio Venegoni]

Oggi Elio Venegoni ci ha inviato un testo e alcune foto su due recenti montaggi di Luca Lucini (base BBR). Le serie limitate e i montaggi singoli di Luca sono sempre degni di nota, e i modelli presentati in questo articolo non fanno eccezione. 

Luca Lucini è un modellista che non ha bisogno di molte presentazioni, nell\’ambiente delle “quattro ruotine” è infatti piuttosto conosciuto. L\’assemblatore di Saronno ha iniziato a lavorare dapprima per le più importanti ditte automodellistiche di Saronno, poi è diventato montatore ufficiale di Arena Modelli e tuttora prosegue su questa strada. E\’ stato anche un rallista in quanto navigatore di diversi piloti, per cui si può senz\’altro dire che la sua passione per le automobili sia davvero a trecentosessanta gradi!

All\’attività per il marchio di Valerio Comuzzi di tanto in tanto ne affianca una più autonoma, che lo vede artefice di piccole serie di automodelli realizzati in tiratura limitata e contraddistinti dalla consueta, elevatissima qualità. E\’ il caso, per esempio, di una abbastanza recente produzione, in scala 1/43, della Ferrari F40 guidata da Vittorio Colombo nel Campionato Italiano Supercar GT del 1993. Essendo un grande appassionato di questa vettura, quando ho saputo che Luca ne aveva realizzati alcuni esemplari non ho potuto fare a meno di acquistarne uno ed è proprio questo che andrò ad esaminare.

Montata sulla base del kit BBR – ormai pressoché introvabile – , questo modello è stato oggetto di un montaggio davvero superlativo! Al kit di partenza sono stati aggiunti degli specchietti retrovisori esterni concepiti ex novo e delle ruote anch\’esse realizzate ad hoc, che riproducono i cerchi Speedline neri montati sulla vettura di Colombo. Le decals della livrea “L\’Indipendente – Segafredo” sono state realizzate su misura.

Tutto è di alto livello, su questa F40: la verniciatura è eccellente, lucida ma non lucidissima come si usava negli anni Novanta, le decals sono applicate con cura, l\’assetto è perfetto (e sappiamo tutti quanto non sia semplice ottenerne uno esente da pecche), gli interni sono stati rifatti sostituendo il sedile di serie con uno Sparco anatomico ed aggiungendo l\’estintore, dotato di staffe di fissaggio. Anche il montaggio del motore è stato eseguito a regola d\’arte e questo era essenziale in quanto il propulsore stesso è ben visibile attraverso l\’ampia vetratura del cofano posteriore. 

Questo è forse il particolare che colpisce di più: non ha quell\’aspetto un po\’ grezzo tipico di tanti altri modelli ma sembra vero, sia pure miniaturizzato! Chissà? Forse con una goccia di benzina si metterebbe addirittura in moto!

Tutto, lo ripeto, denota assoluta maestria ed il prezzo è concorrenziale. Gli acquirenti di questo modellino sono persone esigenti che non si accontentano di qualcosa realizzato in grande serie ma chiedono quella cura, quelle attenzioni che solo un montaggio eseguito quasi su misura può regalare…

Luca ha poi messo in produzione – recentissimamente – una serie di cinque Maserati MC12 Corsa liberamente ispirate all\’esemplare di proprietà del noto collezionista Max Girardo, del quale pubblichiamo alcune immagini (ne è disponibile ancora solo una).



Anche in questo caso il montaggio è di alto livello, come sempre direi… concludendo? Luca Lucini, un nome una garanzia!

Le ragioni dei diecast 1:18 senza aperture: solo parenti poveri?

I diecast 1:18 senza aperture non sono più una novità. Anzi, a fronte di marchi come Norev, che hanno adattato una parte della loro produzione a questo tipo di configurazione, pur continuando con le normali serie apribili, altri fabbricanti come KK Scale Models ne hanno fatto il loro unico genere di prodotto. La mancanza di aperture serve prima di tutto a ridurre i costi, questo è abbastanza evidente. Eppure secondo me i diecast chiusi, che fanno storcere il naso a molto del pubblico dell\’1:18, hanno i loro pregi. Primo, la maggiore esattezza delle linee: una carrozzeria con quattro, cinque o addirittura sei aperture avrà quasi sempre delle tolleranze e delle imprecisioni, a meno che non si parli dei BBR da svariate centinaia di euro. Anche i tanto celebrati CMC non sono esenti da queste pecche praticamente strutturali. In secondo luogo siamo sicuri di voler necessariamente vedere un motore su un Norev o su qualche altra marca \”media\” ma lontana dall\’eccellenza assoluta? I diecast senza aperture debbono a mio avviso essere considerati una categoria a parte e non una sottospecie povera di quelli apribili, e questo anche nelle varie recensioni e presentazioni. 

Con un prezzo competitivo, essi possono porsi in concorrenza con i resincast come gli OttOmobile, che oltretutto non di rado presentano semplificazioni eccessive a livello di progettazione forse ancora maggiori di quelle di un diecast chiuso. Se su un OttOmobile, un GT-Spirit o un Laudoracing non si è sovente è andati per il sottile riproducendo ad esempio le cornici dei vetri laterali stampandole insieme all\’acetato, su un Norev troverete un vetro in plastica forse meno raffinato ma con tutte le sue brave cornici e battute stampate in rilievo e poi tampografate. 

Solo un gadget? Però simpatico: il "kit de nettoyage" di Solido

Anche se in Francia i governanti fanno di tutto – come in Italia – per eradicare la cultura dell\’auto e di conseguenza del collezionismo, la massa degli appassionati è ben maggiore e conta ancora su uno zoccolo duro che finirà per estinguersi ma non certo domani, come sperano i verdi e i presunti ecologisti politicamente corretti. Questo per dire che nei vari Leclerc, Auchan, Cora e Intermarché si trovano Norev e Solido a bizzeffe e non di rado è possibile acquistarli grazie a promozioni che in Italia sono fantascienza. Nei giorni scorsi, ad esempio, Leclerc offriva uno sconto del 40% in buoni acquisto valido anche sui modelli in 1:18 e in 1:43. In Francia, nei supermercati trovi anche gadget e accessori che possono jnteressare i collezionisti. E\’ il caso del kit di pulizia prodotto per il Club Solido qualche tempo fa, ormai non puù disponibile attraverso il canale ufficiale. Per inciso anche OttOmobile, proprietaria di Solido, ne ha messo in commercio uno identico con i propri loghi, anch\’esso esaurito. Il kit, custodito in una simpatica scatola cilindrica che ai più nostalgici ricorderà quelle dei modelli MRF e dei BAM-X, comprende una pompetta ad aria, un pennello morbido, un panno in microfibra e una pinzetta. Accessori utili? 

Non necessariamente, visto che ogni collezionista dovrebbe già avere un proprio armamentario di pulizia, magari anche più completo e raffinato di questo, senza contare quelli che conservano la collezione nelle scatole, al riparo quindi dalle ingiurie della polvere e delle ditate (e sono quelli che a mio parere fanno la scelta giusta). Il kit, comunque, è simpatico di suo, e può avere anche una sua funzione… scenografica in una vetrina in mezzo ai modelli oltre che un piccolo valore storico negli anni a venire. 

Porsche 911 type 911 le guide detaillé 1993-1998, un libro di Auto Forever

Quali tipi di radio erano previsti per la gamma Porsche 993 nel 1995? A cosa corrisponde l\’opzione X86? E la X56? La capote verde cedro è compatibile col millesimo 1997? A questo genere di domande è in grado di rispondere con chiarezza e sicurezza il volume di Auto Forever sulla Porsche 911 modello 993, uscito da pochissimo. Delle guide di Auto Forever ci siamo già occupati nel blog, a proposito dell\’Alfetta GT e delle BMW. Questo libro sulla Porsche è probabilmente uno dei migliori della collana. Sulla 911 sono stati scritti fiumi d\’inchiostro, ma proprio per questo orientarsi nella sterminata bibliografia disponibile è tutt\’altro che semplice. 



Oltretutto la produzione Porsche è caratterizzata da una complessità che si è fatta sempre maggiore in questi ultimi venti o trent\’anni. All\’epoca della 993 le varianti erano già tantissime e millesimo dopo millesimo le auto cambiavano puntualmente, seppure di poco. 

Agli occhi gli appassionati, però, quanto basta per non riuscire più ad orientarsi in modo corretto. La 993 è stata una 911 importante, forse addirittura quella che ha salvato la Porsche dal fallimento. Nata come modello intermedio mentre il progetto della 996 era già avviato, essa ha lasciato una traccia indelebile ed è passata alla storia come l\’ultima 911 raffreddata ad aria, per alcuni l\’ultima vera 911. Questa guida, in francese, affronta passo passo tutto lo sviluppo e la storia produttiva della 911 modello 993, con tutte le varianti, anche da competizione, basandosi su documentazione ufficiale o comunque di prima mano ed estremamente attendibile. 


E\’ una guida al restauro, ma si rivelerà preziosissima anche per gli appassionati di modellismo, che grazie ad essa potranno più facilmente giudicare una miniatura, alla luce dei tantissimi dati forniti. Dal punto di vista tecnico, la documentazione è ampia e fornisce tutti i codici motore, cambio e dà conto di ogni sviluppo anno per anno. 

Un volume così deve entrare di diritto nella biblioteca di ogni porschista ma anche, in generale, di ogni appassionato di motori. I testi sono scritti in modo gradevole e non si limitano a dare conto delle vicende tecniche e commerciali della 993, ma la collocano nel contesto economico e strategico dell\’azienda. Fortemente consigliato. 

Porsche 911 type 993, le guide detaillé 1993-1998, ed. Auto Forever, Lyon 2020, copertina cartonata, pagg. 178, € 39,00 (in Francia), ISBN 978-2-9561862-4-3