Quando Starter faceva come Spark: una Porsche RS60 per l\'A.C. d\'Auvergne

Negli anni ottanta, ma anche negli anni novanta, non erano insolite le collaborazioni di Starter con enti, club e gruppi vari di appassionati per la realizzazione di serie limitate. Un po\’ come fa oggi Spark non solo con gli importatori nazionali ma anche con negozi, sponsor, team e organizzatori. Intorno al 1992, Starter in collaborazione con S2M63 confezionò per l\’Automobile Club d\’Auvergne (la regione in cui si trova il circuito di Charade, non lontano da Clermont-Ferrand) una serie limitata della Porsche RS60 che vinse la 6 Ore d\’Auvergne con Jo Bonnier. Il modello era ben montato e avvitato su una basetta con una elegante placca che descriveva la versione; le stesse informazioni si trovavano sull\’etichetta della scatola. Il modello della mia collezione fu preso da Paolo Tron (Milano43) che forse ci potrebbe dire qualcosa in più sulla storia di questa serie.

Curiosità: nella scatola si trovava anche un bigliettino che invitava a maneggiare con cura la RS60 blu, che – così recitava il breve testo – \”non aveva che un numero molto limitato di \’sorelle\’ \”, senza specificarne però il numero esatto.

Novità da Raceland: BMW 320 Turbo Gr.5 Rummel Mineralöl Spedition DRM Norisring 1981 Karl-Heinz Becker

Novità nella gamma 1:43 Gold Edition di Raceland in collaborazione con Spark. Con la referenza RS1735 è disponibile la BMW 320 Turbo Gruppo 5 con la quale Karl-Heinz Becker, originario della Westfalia, conquistò il quarto posto nella II Divisione del DRM al Norisring nel 1981. Becker ha avuto una carriera a dir poco sorprendente: esordì infatti ventenne nel 1964 con una Glas 1204 TS e oggi partecipa al volante di una Dallara nella FIA Boss GP-Serie. Se non è passione questa… 


Nel 1977 Becker partecipò al DRM con una BMW 320 Gruppo 5 a motore aspirato 2 litri, trasformato in turbo 1,4 litri per la stagione 1978. Ogni anno la vettura veniva modificata e migliorata, permettendo a Becker di occupare stabilmente le prime posizioni dello schieramento della II Divisione. E\’ il caso del quarto posto al Norisring dietro Lancia Beta Montecarlo e Ford Capri nel 1981, ultima stagione del DRM con le Gruppo 5 e il podio della gara successiva al Nurburgring. 


Raceland ha promosso la produzione di un bel modello in serie numerata e limitata a 500 esemplari, disponibile a questo link: https://www.raceland.de/BMW-320-Turbo-Gr.5-Rummel-Mineral%c3%b6l-Spedition-4-Div.2-DRM-Norisring-1981-Karl-Heinz-Becker-6

Contenuto sponsorizzato da www.raceland.de 

Chi tocca le italiane muore. Ce la farà Spark a salvarsi dai contachiodi?

Notoriamente i contachiodi sono quelli che fanno le pulci ai treni. Non gli sfugge niente perché – lo dice il nome stesso – passano la loro vita a contare i rivetti sui vagoni e guai se ne manca uno. Anche nell\’automodellismo abbiamo gli equivalenti dei contachiodi e ogni categoria ha le sue fissazioni.

Forse perché hanno dovuto restare a lungo digiuni di soggetti che fino a poco tempo prima solo Burago e Polistil avevano prodotto come giocattoli, i contachiodi-automobilistici italiani sono particolarmente accaniti. Sanno tutto sulle serie della A112 e mese dopo mese ti saprebbero raccontare per filo e per segno l\’evoluzione delle viti del cruscotto o delle zigrinature del gommino dei pedali. E\’ cultura anche questa, per carità.

Ma ha il problema di essere a rischio ossessione. Un affastellamento di informazioni anche dotte senza uno straccio di sintesi. Quando esce un Laudoracing si scatena l\’inferno. I contachiodi (gli lasceremo questo nome per comodità) si sguinzagliano e riempiono Facebook di filotti sempre più puntuti. Per un produttore è un rischio. All\’estero ne esistono di altre specie (per esempio sul forum di Caradisiac ci sono i wollekologi che non sono meno pedanti), ma anche in Italia sinceramente siamo messi bene. Non vi dico poi quando esce una Delta Integrale. Quella è l\’università delle vitoline e delle cuciture dei sedili. Ogni uscita dei Kyosho in 1:18 rimedia una salva di fischi e di rimostranze da fare invidia ai peggiori dilettanti della Corrida di Corrado. Pernacchie, cani sciolti, campanacci. La scusa poi è comoda: \”se fosse fatta bene la prenderei\”. Eh, no cari contachiodi, non giocate sporco. Il contachiodi è geneticamente spilorcio. Lui in realtà spera che il modello non sia fatto bene per non doverlo prendere, altrimenti sarebbe un casino tirar fuori centocinquanta euro tutti sull\’unghia. Mi si è raggelato il sangue quando ho ricevuto giorni fa la newsletter numero 56/2020 di Spark, contenente non meno di tre Delta Integrali. 
Hugo Ripert, sei impazzito? Non ti bastava fare tranquillin tranquillino le tue brave Tiga, Spice e Rondeau di Le Mans senza andar dritto verso un vespaio che non t\’immagini neanche? E così le Delta di Spark, in uscita per la fine dell\’anno, faranno compagnia a quelle di Top Marques, annunciate per l\’estate. Confesso che non ho neanche controllato se le due versioni stradali siano le stesse e se il modello provenga dallo stesso stampo. Prepariamo il divano e i pop-corn, lo spettacolo sarà di quelli che neanche nei commenti dei video del Greg su Youtube. 

Il Fiat 690 motrice e rimorchio Aia di "nonomologati" (scala 1:87)

Proseguiamo con la presentazione delle più recenti realizzazioni di \”nonomologati\”. In scala 1:87 è ora disponibile il Fiat 690 a quattro assi più rimorchio nella livrea Aia, molto elegante e classica. In questo caso la cabina deriva dal Brekina ma molte sono state le modifiche apportate, con un ampio uso di particolari fotoincisi (come il \”baffone\” sulla calandra, la scaletta laterale, le maniglie), fari ottici (inclusi i due fendinebbia gialli tondi sotto il paraurti) e altri dettagli aggiuntivi. 

Come sempre, arricchiscono il modello i bellissimi Trilex. I cassoni sono autocostruiti in alluminio da \”nonomologati\”  e sono provvisti di serrature e cerniere in fotoincisione. Il Fiat 690 Aia è disponibile a questo link: https://www.geminimodelcars.com/listing/822990289/fiat-690-4-axles-lorry-with-4-axles

Echi degli anni settanta nella Francia profonda: Mont Blanc e Injectaplastic, un mondo che non esiste più

Non sono un esperto di modelli in plastica degli anni settanta, e fino a questo momento non avevo dedicato loro neanche troppa attenzione, tranne alcune eccezioni forse ancora più antiche, come le produzioni spagnole (Paya, Rico…), alcune delle quali veramente notevoli. Per non parlare poi di alcuni splendidi pezzi nostrani come i Rivarossi e i Pocher nelle scale più grandi, che hanno raggiunto quotazioni da capogiro. Poi c\’è tutta una serie di modelli ben più modesti, italiani ma anche francesi, come i Joustra o i Mont Blanc. Ed è proprio di Mont Blanc, la Renault 5 in scala 1:16 circa, teleguidata, nella quale mi sono imbattuto durante uno dei miei giri nella provincia a sud di Le Mans. So che questo marchio produsse diverse versioni della Renault 5, più o meno contemporaneamente all\’uscita della vettura reale, fra cui una bellissima Alpine nera coi filetti rossi. Questa che ho trovato è una versione \”competizione\” di fantasia, e il numero 76 sulla scatola fa pensare all\’anno di uscita. Si tratta indubbiamente di un fondo di magazzino, visto che il modello non è mai stato tirato fuori dalla confezione. La rarità dell\’oggetto consiste in questo caso quasi unicamente nelle condizioni di conservazione. La particolarità di questo tipo di prodotti era anche la fedeltà di riproduzione. 

Non sono rari modelli anche in scale più grandi che sono stati fatti oggetto di profonde elaborazioni da parte di abili artigiani che ne hanno ricavato pezzi di grande impatto. Del resto esemplari in condizioni mediocri ma ancora integri si trovano senza troppe difficoltà a borse, mercatini e anche su eBay, e vengono via a prezzi ragionevoli. Ho deciso di prenderla, questa Renault 5, anche se esula quasi del tutto dai miei interessi principali. Sono un appassionato di obsoleti, ma delle produzioni più \”serie\”, quelle che all\’epoca erano considerate a metà strada fra un giocattolo e una miniatura per collezionisti. Questo della Mont Blanc, invece, è e resta nient\’altro che un giocattolo. Ricordo però pezzi di grande pregio prodotti proprio da Mont Blanc, come un\’affascinante Citroen SM in 1:12 con le portiere apribili. 
Esistono appassionati non necessariamente specializzati nella raccolta di questo genere di modernariato che hanno in casa qualcosa di simile. Mi viene in mente un caro amico, Pier Luigi Madiai, che nell\’aprile 2004 fotografai per un articolo su Automodélisme, insieme ad una grossa Porsche 917 filoguidata.

Ripropongo la foto in questo thread perché credo renda bene lo spirito col quale si possono collezionare anche pezzi che poco o nulla c\’entrano con lo spirito generale delle nostre raccolte e spero che Gigi non ne avrà a male se oggi, a distanza di oltre quindici anni, pubblico di nuovo questa immagine che a me pare indicativa di una passione vissuta in modo totalizzante. Quasi casualmente, insieme alla R5 di Mont Blanc ho trovato uno dei quei modelli in plastica \”da bazar\”, come li chiamano in Francia, una Simca 1100 di Injectaplastic, una marca che negli anni settanta fabbricava automobiline un po\’ semplificate ma fedeli nelle linee, in 1:43 e in scale più grandi. 


Questi erano pezzi destinati alla grande distribuzione come supermercati, bancarelle, tabaccai e simili. Del resto i Norev in plastica si trovavano, anche in Italia, dai tabaccai, ma gli Injectaplastic avevano probabilmente un prezzo ancora più basso. La confezione è in blister ancorato al cartoncino mediante delle semplici graffe in metallo. Anche in questo caso la rarità è data dalle condizioni integre delle confezione. 


Queste produzioni più piccole in materiale plastico ricordano certe marche italiane come la Grisoni di Bologna. I percorsi collezionistici sono infiniti e a volte è bello trovare i fili che legano argomenti apparentemente lontani fra loro. A voi lettori i commenti. 

Fiat 639 pulizia strade Comune di Bologna: una realizzazione "nonomologati" in 1:87


In questi giorni presentiamo le ultime novità di \”nonomologati\”. Fra queste vi è un Fiat 639 particolarmente interessante. Derivato da un kit Tommasoner, il modello riproduce un mezzo in dotazione al Comune di Bologna per la pulizia delle strade. La base d\’origine è stata modificata e migliorata con vetri a file e fanali speciali. 


Il cassone in fotoincisione è di produzione \”nonomologati\” e rivestito in legno. La produzione è stata limitatissima e in questo caso non vi saranno riedizioni. Il modello è disponibile a questo link: https://www.geminimodelcars.com/listing/809138498/fiat-639-2-axles-water-sprying-truck


Porsche 935/L IMSA Moby Dick Valvoline 24 Ore Daytona 1984: un nuova edizione limitata di Madyero


Madyero prosegue l\’itinerario attraverso le tante varianti di una sola vettura, la 935/L che corse in IMSA fra il 1982 e il 1985. E\’ la volta della configurazione con sponsor Valvoline, della 24 Ore di Daytona 1984 (AJ Foyt, Bob Wollek, Derek Bell). Il modello è proposto con cofano posteriore a coda corta. Edizione limitata, disponibile a questo link: https://www.geminimodelcars.com/listing/823345501/porsche-935-imsa-moby-dick-valvoline


Fiat Iveco 160 Vigili del Fuoco anni 90: una realizzazione di "nonomologati" in 1:87

In questi giorni pubblicheremo alcuni thread con le attuali novità di \”nonomologati\” in scala 1:87. Iniziamo con un mezzo dei Vigili del Fuoco anni 90, un OM/Fiat/Iveco tipo 160. Il modello riproduce un veicolo realmente esistito. Oltre alle solite raffinatezze tipiche della produzione \”nonomologati\”, notiamo la ricostruzione della traversa posteriore e della staffa che sorregge la ruota di scorta, completa di manovella. 

Il cassone a sponde basse è di derivazione Brekina, mentre a completamento, per dare una maggiore vivacità all\’insieme è stato aggiunto un carico d\’inferriate della Preiser. 
Il modello è disponibile a questo link: https://www.geminimodelcars.com/listing/822996619/fiat-iveco-160-vigili-del-fuoco-1990s

Un approfondimento sui modelli 1:43 di "nonomologati": OM Leoncino Poste Italiane e Coca Cola

L\’OM Leoncino delle Poste Italiane al
deposito mezzi di Via Pincherle a Roma
L\’OM Leoncino di \”nonomologati\” è stato realizzato a
partire da un modello da edicola. 

Recentemente abbiamo annunciato la produzione di alcuni soggetti in 1:43 da parte del marchio \”nonomologati\”, tradizionalmente specializzato nell\’1:87. Dopo avere debuttato nella scala 1:43 con alcune realizzazioni su base Gamma Models (Arna e Alfasud Polizia, Carabinieri e Vigili Urbani di Roma e Milano), \”nonomologati\” ha deciso di sviluppare ulteriormente la produzione con alcune elaborazioni su base edicola. Torniamo sul tema OM Leoncino, che sono stati proposti in versione Poste Italiane e Coca-Cola (rete distribuzione italiana). Come sempre, \”nonomologati\” si è ispirata a veicoli realmente esistiti, prendendo spunto da documentazione d\’epoca. 

Una fase della modifica e della preparazione. 
Apertura del vano laterale, carenatura delle ruote
posteriori e ricostruzione delle modanature. 

Il lavoro su questi mezzi è stato impegnativo, e ci sono volute ore di stuccatura, adattamento e autocostruzione con il plasticard per ottenere versioni così particolari. Il risultato è davvero convincente e i modelli sono stati dotati di tutti quegli accessori tipici degli speciali, dai fari ottici alle fotoincisioni varie per maniglie e tergicristalli e altri piccoli dettagli. La verniciatura è molto realistica. 

Fotoincisioni per i tergi e per le maniglie. 
Il portatarga è fotoinciso. L\’immatricolazione
è quella di Roma, visto che all\’epoca i mezzi postali
facevano capo al Ministero. 

Ottimo il rapporto qualità-prezzo: € 110 per il furgone postale, € 120 per il camion Coca-Cola. Pubblichiamo anche alcune immagini del lavoro di trasformazione, che saranno utili per capire tutto l\’impegno che c\’è voluto per realizzare questi modelli. 

Un classico mezzo di distribuzione italiano: l\’OM
Leoncino in allestimento Coca-Cola. 
Per un ulteriore realismo è stato aggiunto sul modello
\”nonomologati\” un bel carico di bottiglie. 

Ricordiamo che l\’intera gamma attuale di \”nonomologati\” è disponibile sul sito Geminimodelcars a questo link: https://www.geminimodelcars.com/search?q=nonomologati


Una rivista un po\' atipica: Minauto Mag\' n.74, maggio-giugno 2020

Nel panorama delle pubblicazioni di automodellismo europee, Minauto Mag\’, gestita dal gruppo del negozio alsaziano Tacot, occupa un posto particolare: a metà strada fra rivista e catalogo, esce ogni due mesi con una foliazione di 96 pagine. Minauto Mag\’ contiene solo recensioni e un paio di retrospettive, senza andare troppo sullo speciale con interviste a collezionisti o visite a produttori; manca poi una parte iconografica vera e propria, come possono essere gli articoli storici o le schede documentarie che si trovano ad esempio su Auto Modélisme e Modelli Auto. Minauto Mag\’ è piuttosto utile perché raggruppa le novità del mainstream, ed in questo rende un servizio specifico che su altre riviste è un po\’ inutile; Modelli Auto, penso opportunamente, ha deciso di cassarle tout court per non togliere spazio vitale ad altri argomenti più creativi. Nel numero di maggio-giugno 2020, che è il 74mo della serie, Minauto Mag\’ si occupa come retrospettiva dei cinquant\’anni della Citroen SM, recensendo tutti i modelli usciti nelle varie scale, insieme ad una storia riassuntiva della vettura reale.

Troviamo poi un omaggio a Sir Stirling Moss, con i modelli delle sue vetture e un piccolo speciale sulla Peugeot 306, che introduce una recensione al Maxichamps. Se un pregio Minauto Mag\’ deve averlo, è quello delle recensioni oneste. Molti avranno in mente certe riviste, soprattutto tedesche, che sembrano più degli house organ che delle pubblicazioni giornalistiche. La recensione della 306 di Maxichamps mette in evidenza diverse incoerenze, e anche le piccole note che accompagnano le varie segnalazioni (stile Auto Modélisme) non risparmiano spesso critiche assolutamente documentate e motivate.

Con un prezzo di € 7,80 in Francia, Minauto Mag\’ può essere un utile complemento ad altre testate, anche se non credo possa del tutto rimpiazzarle. Ricordiamo che l\’editore di Minauto pubblica una serie di guide molto complete con liste di tutte le uscite automodellistiche dagli anni settanta a oggi. Sono ormai usciti sette volumi, molto utili per chi abbia bisogno di strumenti di consultazione pratici e veloci.