Quando a metà giugno Spark annunciò la Lancia Delta HF Integrale Evo del 1992, guardando le foto del pre-serie mi cascarono le braccia. Era evidente come i montanti laterali fossero stati trattati nella maniera peggiore che ci potrebbe attendere da un produttore di resincast, ossia con una squallida stampa sull\’acetato. A dire il vero questa tecnica, che va benissimo in altre occasioni ma è opportuna quanto il cavolo a merenda per montanti e listelli, era già stata utilizzata da alcuni produttori di modelli speciali in un passato neanche tanto recente (mi viene in mente Alezan); i marchi made in China (e recentemente made in Madagascar) ne hanno fatto comunque un uso smodato, non solo nell\’1:43, ma anche nell\’1:18 e addirittura nell\’1:12.

Io vedendo un modello dove per i montanti e le battute delle porte laterali si è usata questa tecnica, avrei voglia di lasciar da parte qualsiasi altro commento, considerando la riproduzione sbagliata, squalificata e basta. Sarebbe l\’ora che qualcuno si facesse sentire, anziché incensare sempre e comunque in modo acritico quello che arriva da Spark o da qualsiasi altro produttore. Su Facebook ci sono gruppi in cui ci si spertica in lodi per questa Delta Integrale. Il tifo nel modellismo non serve a niente. A me viene tristezza pensando all\’ennesima occasione persa.
Certo, questi modelli si venderanno bene e gli artigiani non avranno troppi motivi per gioire. Spark è in grado, anche con un prodotto non all\’altezza delle aspettative, di fare ombra a realtà troppo piccole anche come visibilità.
Già perché è anche una questione di visibilità. Se fai un modello buono con un costo competitivo e nessuno sa che lo hai fatto, puoi avere il miglior rapporto qualità-prezzo del mondo ma non lo venderai mai. Certo, se hai una visibilità massima e continui a fare ciofeche, prima o poi andrai a finire in un tombino. Ma credo che Spark sia ancora lontana da questa situazione. Fatto sta che stiamo commentando un mezzo insuccesso. Il modello è fatto bene, per carità. Le forme sono quelle, i dettagli ben curati, il montaggio impeccabile. Ecco perché certe stupidaggini fanno irritare ancora di più.
Qualche esempio, sicuramente meno evidente dell\’orrendo vetro laterale: la calandra in cui il filetto rosso interno ai \”denti\” è stato realizzato sulla retina e non sulla cornice; i fari di uguale misura (sbaglio o erano di diametro diverso, quelli esterni più grandi, quelli interni più piccoli, anche se di poco?).
Ci sono tante cose eccellenti su questa Lancia Integrale, ma mai come ora verrebbe voglia di comprare un kit e farselo montare da uno bravo, come si suol dire. Si andrà a spendere – quanto? Duecento, trecento euro, a seconda di chi vai a interpellare, ma si avrà qualcosa di esclusivo e di storicamente attendibile. Pubblico una gallery credo esaustiva su questo modello. Ulteriori commenti li aggiungeranno i lettori del blog, che non mancano e sono anche molto attenti.
Foto gentilmente inviata da Umberto Cattani, che mi ha fatto pervenire anche un\’immagine del suo kit Racing43, montato venticinque anni fa:
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