In queste ore BBR sta aggiungendo nella sezione outlet del sito ufficiale di vendita online diversi modelli di vecchia produzione. Si tratta di pezzi in condizioni perfette con scatola originale, ricontrollati direttamente dal produttore. La varietà e l\’interesse dello stock merita un\’occhiata. I modelli sono disponibili a questo link: https://www.bbrmodelstore.com/English/category-outlet.aspx
Porsche 934/5 IMSA Whittington 12 Ore di Sebring 1978: serie limitata di Madyero
Utilizzando la propria Porsche 934/5 come base, Madyero ha realizzato un\’edizione limitata della vettura che prese parte alla 12 Ore di Sebring 1978 con Don Whittington e Russ Boy. Questa vettura, gli appassionati dell\’IMSA lo sapranno già, iniziò la propria storia come 934, passando presto ai fratelli Whittington, che la schierarono con varie configurazioni: 934/5, 935/77, 935 K3… Com\’era costume nell\’IMSA, le auto cambiavano spesso aspetto, confondendo non poco gli storici! Questa serie Madyero è già esaurita. The early bird catches the fly.
Da Remember la Porsche 911 Carrera RSR Turbo prototipo test Paul Ricard 1973-74
Nei giorni scorsi vi avevamo presentato una variante della Porsche 935/78 utilizzata nei test al Paul Ricard prima della stagione 1978, prodotta da Remember. Essa si aggiunge alla versione più nota, prodotta diversi anni fa. Sempre nell\’ambito delle vetture sperimentali, ecco la 911 Carrera Turbo RSR che prefigura la Turbo 2,1 del 1974. Provata a Weissach e al Paul Ricard, questa configurazione conservava essenzialmente la forma di una Carrera RSR 3.0 aspirata, ma già presentava un grosso spoiler posteriore e gli adattamenti per ospitare l\’unità turbocompressa da 2100cc.
In serie limitata, questo modello è venduto solo montato ed è disponibile a questo link: https://www.geminimodelcars.com/listing/802270492/porsche-911-carrera-rsr-turbo-prototype
European Collectible Distribution annuncia alcune novità GP-Replicas e Top Marques per l\'autunno
Sono state appena annunciate da European Collectible Distribution alcune novità GP-Replicas e Top Marques previste per il prossimo autunno. Questo il dettaglio dei modelli in programma:
GP-Replicas 1:18 Ferrari 312 B3 Formula 1 1975 Lauda e Regazzoni (ottobre 2020)
GP-Replicas 1:18 Ferrari 312 T2 Formula 1 1976 Lauda (ottobre 2020)
GP-Replicas 1:18 Ferrari F310 Formula 1 1996 Schumacher (novembre 2020)
GP-Replicas 1:18 Benetton-Renault B194 Formula 1 1994 Schumacher (settembre 2020) e Verstappen (ottobre 2020)
GP-Replicas 1:18 Williams-Renault FW14B Formula 1 1992 Patrese (settembre 2020)
GP-Replicas 1:18 Renault RE20 Formula 1 1980 Arnoux (settembre 2020)
Top Marques 1:12 Porsche 935 K3 IMSA Apple Computer Le Mans 1980 (novembre 2020)
Top Marques 1:12 Porsche 935 K3 IMSA Style Auto 24h Daytona 1981 (novembre 2020)
Top Marques 1:18 ZIL 4104 Presidenziale (settembre 2020)
Top Marques 1:18 set Bertone con Alfa Romeo Carabo e Lancia Stratos\’ concept car (settembre 2020)
Effetto coronavirus, chi può si arrangia on-line. Il meeting annuale Tekno va sul web
Il coronavirus sta modificando anche il mondo del modellismo e del collezionismo. Con tutti gli eventi (borse, meeting, esposizioni, rassegne) cancellati o rimandati, questi mesi di bella stagione stanno passando senza viaggi, senza incontri, senza esperienze dirette. Che piaccia o no, è il trionfo dell\’on-line e se non vi basta, oggi avete anche le gare automobilistiche virtuali. Dal punto di vista puramente commerciale, questo generalizzato blackout ha favorito enormemente le transazioni on-line creando forse addirittura tutta una fascia di clientela che prima non c\’era perché troppo pigra o troppo diffidente per fare acquisti su Internet. E chi ha potuto, si è organizzato anche per creare eventi che sostituissero quelli \”veri\”, cancellati per causa di forza maggiore. E\’ il caso di Tekno, un marchio molto attivo sia nel marketing sia nella capacità di aggregare gli appassionati. Il tradizionale incontro annuale, che si svolgeva in Olanda, non avrà luogo nel 2020. In compenso, sabato 30 maggio, sul sito del produttore olandese (www.tekno.nl) si svolgerà tutta una serie di piccoli eventi, fra cui offerte speciali ogni due ore, performance musicali (si collegherà in diretta il cantante Henk Wijngaard, che avrebbe dovuto partecipare al meeting dal vivo) e andate dicendo. Un modo per tenere uniti i collezionisti e anche – giocoforza – per sperimentare l\’impatto che un evento virtuale possa esercitare su una determinata categoria di utenti. E domani, quando le aggregazioni e i raduni saranno di nuovo permessi? Cosa accadrà delle borse, dei raduni, delle esposizioni? Gli organizzatori avranno nel frattempo trovato altre soluzioni, meno costose e magari anche più redditizie? Se è obiettivamente difficile immaginare una borsa di scambio virtuale, è anche vero che ormai da anni le maggiori case d\’asta organizzano le loro vendite sul web, le scuderie di Formula 1 presentano le loro vetture in streaming e certi cantanti si esibiscono da casa (ne abbiamo visti tanti altri sui balconi ma quelli più che artisti musicali erano artisti circensi). Dal punto di vista pratico, niente è impossibile o quasi. Ma forse in pochi hanno considerato le conseguenze psicologiche e sociali di un distanziamento che rischia di permanere al di là di vere o presunte pandemie.
Clausole inaccettabili: l\'organizzatore del Salone di Ginevra rifiuta l\'aiuto di stato, salta l\'edizione 2021
A seguito dell\’annullamento dell\’edizione 2020 del Salone di Ginevra a causa del coronavirus e delle sue conseguenze economiche, la fondazione incaricata della sua organizzazione ha richiesto assistenza finanziaria allo Stato di Ginevra. Il Consiglio di Stato ha proposto di concedere, a determinate condizioni, un aiuto sotto forma di prestito per un importo di 16,8 milioni di franchi. “Purtroppo – ha annunciato oggi la fondazione – siamo costretti a rinunciare a questo prestito perché le condizioni che lo accompagnano sono contrarie al nostro statuto. L\’edizione 2020 del salone non ha potuto aver luogo a causa della pandemia di coronavirus. L\’evento è stato annullato quattro giorni prima della sua inaugurazione con decisione del Consiglio federale. Ciò ha avuto l\’effetto di indebolire notevolmente la situazione finanziaria della fondazione. In questo contesto, la fondazione ha chiesto allo Stato di Ginevra un aiuto finanziario per coprire le perdite legate all\’abolizione del salone 2020 stimata in 11 milioni di franchi e preparare una nuova edizione”.
A seguito di tale richiesta, il Consiglio di Stato ha proposto di concedere alla fondazione, a determinate condizioni, un prestito di 16,8 milioni di franchi. La fondazione ha ufficialmente ringraziato il Consiglio di Stato per il disegno di legge volto a concedere questo prestito al Salone. Tuttavia, le condizioni che accompagnano questo prestito, finalizzate in particolare al completo subappalto della fiera, compresa la direzione presso Palexpo SA, non sono accettabili per la fondazione. In effetti, ha puntualizzato la fondazione, tali vincoli sono contrari agli statuti e in particolare alla ragion d\’essere dell’ente stesso da oltre 100 anni.
D\’altra parte, l\’organizzazione di un\’edizione nel 2021 è al momento molto incerta – una condizione legata alla clausola di emergenza del disegno di legge. I principali espositori hanno del resto incoraggiato a rimandare tutto al 2022. “La fondazione – proseguono gli organizzatori – sta continuando le sue ricerche per riguadagnare stabilità finanziaria il più presto possibile e per pianificare un\’edizione futura. Ricordiamo che GIMS è il più grande evento in Svizzera. Nel 2019, ha attirato oltre 600.000 visitatori e quasi 10.000 rappresentanti dei media. I benefici economici per il cantone di Ginevra sono stimati in circa 200 milioni di franchi”. A questo punto non c’è molto da aggiungere. Dietro questioni economiche, indubbiamente serie, si nascondo delle tendenze che erano in atto da anni. I costruttori hanno capito che i saloni, con le loro spese organizzative, appartengono al passato.
Il coronavirus ha fatto danni, ma li ha fatti su un sistema – quello dell’auto – già in crisi totale da molto tempo. Crediamo che a questo punto del salone di Ginevra non si sentirà più parlare e c’è da attendersi che gli organizzatori degli altri principali saloni mondiali prendano presto decisioni simili a quelle che la fondazione svizzera è stata costretta a prendere.
Foto di David Tarallo
Le due vite di una Opel Rekord di Dinky France (storie di modelli, episodio 8)
| Acquistata in Francia nel 1977, questa Opel Rekord di Dinky France ha fatto molta strada. |
- L\’Opel Rekord della Dinky France (546) è un modello che mi è sempre piaciuto. La prima la ebbi fra le mani addirittura nel 1977, all\’epoca di un viaggio in Francia, fatto con i miei. Avevo sei anni e in un negozio di Nizza trovai una serie incredibile di Dinky degli anni cinquanta e sessanta. Ricordo ancora la macchia gialla delle scatole impilate su un lungo scaffale. All\’epoca presumo che modelli di questo tipo si scambiassero più o meno con lo stesso spirito col quale i Vitesse o i Minichamps degli anni novanta cambiano di mano oggi. Oppure no? Forse all\’epoca i Dinky e i Corgi del passato ancora abbastanza recente avevano preso già più valore, in proporzione. I contatti fra collezionisti, poi, non erano così facili e ogni paese restava piuttosto isolato in se stesso. Fondamentalmente è quello che è successo a marzo e ad aprile con la quarantena ma per lo meno i collezionisti durante il blackout della democrazia hanno avuto Internet per sfogarsi. Negli anni settanta c\’era libertà, nessuno ti controllava a distanza con le app ma se volevi un modello ci mettevi mesi a trovarlo. Meglio oggi o allora? Lasciando la domanda a chi abbia voglia di trovare delle risposte, torniamo a quel negozio di Nizza. Non ho idea di come si chiamasse, ma ricordo come se fosse ora i tre modelli che i miei mi comprarono: la Rekord della Dinky, color salmone con tetto avorio, la Fiat 1200 Gran Luce, sempre di Dinky France (bianca con tetto azzurro metallizzato, ruote concave) e la Volkswagen 1200 TL della Dinky inglese, nel suo bel colore rosso.
| Tracce di qualche incontro ravvicinato con i battiscopa dell\’appartamento. L\’argento era stato poi ripreso con un pennarello a punta di vernice… |
Questi modelli non durarono a lungo nelle loro condizioni originali, perfette con tanto di scatolina. Iniziai a giocarci sulla cappelliera della nostra macchina mentre da Nizza continuavamo il viaggio verso Marsiglia. I confini, all\’epoca, erano ancora i confini: da Ventimiglia in poi cambiava il mondo e te ne accorgevi anche se avevi sei anni. Tutti i tre modelli sono arrivati fino ai nostri giorni, anche se un po\’ malconci. Alla fine del 2014 ritrovai la Rekord dentro una scatola e decisi di farla restaurare, ma non per riportarla alle condizioni originali – quello non mi interessava – ma per farle vivere una seconda vita in una realtà parallela, con una combinazione di colori mai prevista dalla Dinky. Con Christophe Hubert, specialista di restauri, decidemmo una combinazione di verde chiaro con tetto bianco.
| Rieccola al ritorno dalla Francia, con la sua nuova livrea verde chiaro con tetto bianco. |
A pensarci ora, sarebbe stato meglio farlo avorio, il tetto, ma almeno così nessuno dei due colori nuovi corrisponde al modello d\’origine. Il modello aveva anche diverse ammaccature nel metallo, che dovettero essere pareggiate e stuccate. I vetri erano in buone condizioni, per fortuna, mentre le gomme furono sostituite. Un paio di mesi più tardi, il modello tornò indietro a nuova vita restituito. Restavano al ricordo del vecchio, alcune foto fatte prima di inviarlo al restauratore. La Rekord, intanto, continuava ad affascinarmi.A Novegro avevo rinunciato all\’acquisto di un esemplare celeste, fatto quasi esclusivamente per il mercato italiano e proposto ad un prezzo molto attraente. Quello, insieme ad un paio di Fiat 1500 di Ediltoys offerti da un venditore spagnolo, sono i miei due principali rimpianti legati alla borsa di Novegro, e credo che resteranno anche gli unici, visto il futuro cupo di questo tipo di manifestazione.
| Con la referenza 546, Dinky France riciclò la Rekord in versione taxi per il mercato tedesco. Dinky Atlas ne ha fatta una replica per le sue serie recenti, ma questa è l\’originale. |
Intanto, a compensare il mancato acquisto della Rekord celeste, arrivò dopo un po\’ di tempo la versione Taxi, rara seppure non rarissima e interessante perché dimostra il tentativo di riciclare un modello vecchiotto in un mercato geograficamente delimitato come quello tedesco (la scatola riporta le descrizioni in tedesco, che non furono modificate neanche quando la Rekord Taxi venne commercializzata anche in Francia). Inutile ricordarvi di Opel Rekord Dinky molto più rare, come una tonalità di blu più scura rispetto a quella \”italiana\” e le versioni sudafricane, per le quali sono necessarie svariate migliaia di euro.
Presentata la locandina di Rétromobile 2021: in evidenza il 60° anniversario della Jaguar E-Type
I primi mezzi commerciali in 1:43 di "nonomologati" (parte 2): OM Leoncino Coca Cola
Il secondo mezzo con cui il marchio \”nonomologati\” lancia una gamma camion in 1:43 è un OM Leoncino nella vecchia livrea Coca Cola. Base di partenza è il mezzo pubblicitario delle bibite Giommi uscito in edicola. Anche per questo OM non si è trattato di una semplice riverniciatura: è stato ad esempio ricostruito integralmente il tetto con fogli di plasticard, incollati a strati, stuccati e carteggiati.
La verniciatura è alla nitro, con finitura lucida per la cabina e satinata per il resto. I dettagli in fotoincisione, le decals e le targhe sono stati creati appositamente per il modello. Completo di vetrina, avrà un prezzo al pubblico di € 120,00. Presto disponibile sul sito www.geminimodelcars.com .
L\’altro OM Leoncino di questa prima serie di mezzi pesanti 1:43 di \”nonomologati\” è visibile a questo link: https://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2020/05/i-primi-mezzi-commerciali-in-143-di.html
I primi mezzi commerciali in 1:43 di "nonomologati" (parte 1): OM Leoncino Poste Italiane
Dopo alcune edizioni limitate di automodelli di base Gamma, il marchio \”nonomologati\” fa il suo vero esordio nell\’1:43 con creazioni originali, che presenteremo in due thread separati. Il primo mezzo è un OM Leoncino Poste Italiane. La base è il modello da edicola nei colori Grunland, che molti conosceranno. Dell\’originale è rimasto ben poco. Le varie modanature sono state tolte e montate in posizioni differenti. E\’ stato inoltre aperto il vano laterale e ricostruita la carenatura delle ruote posteriori.
La verniciatura è stata eseguita con colori alla nitro. Decals, dettagli in fotoincisione e targhe sono specifici. Il modello, completo di vetrinetta, verrà proposto a € 110,00 sul sito www.geminimodelcars.com .
L\’altro modello uscito in contemporanea con questo delle Poste è visibile a questo link:
https://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2020/05/i-primi-mezzi-commerciali-in-143-di_24.html
































