Nuova edizione limitata di Madyero: Porsche 935 Gr.5 Kremer 6 Ore del Mugello 1977

E\’ appena uscita un\’edizione limitata di Madyero: la Porsche 935 Gruppo 5 schierata da Kremer alla 6 Ore del Mugello del 1977 per Bob Wollek e John Fitzpatrick. La vettura è poco conosciuta ma è importante perché rappresenta un\’uscita in campionato mondiale per il telaio 930 770 0903. Come sempre molto curati i dettagli, con tutte le caratteristiche tipiche della produzione Madyero. Il modello è disponibile a questo link: https://www.geminimodelcars.com/listing/863522805/porsche-935-gr5-kremer-6h-mugello-1977-3

Classic Days a Magny Cours, 29-30 agosto 2020 (gallery 2)

Ecco una gallery un po\’ più nutrita, rispetto a quella pubblicata ieri sera, sui Classic Days che si sono disputati questo weekend sul circuito di Nevers-Magny Cours. 
foto David Tarallo


Classic Days a Magny Cours, celebrati gli 85 anni della Talbot-Lago

Ottantacinque anni per il marchio Talbot-Lago, di cui si parla forse troppo poco, ma che è stata una presenza emblematica nell\’automobilismo fino agli anni cinquanta. Quest\’anno ricorre anche il settantesimo anniversario della vittoria della Talbot-Lago a Le Mans: era il giugno del 1950 e le due vetture francesi regolarono con un\’incredibile doppietta una concorrenza composta da Jaguar, Aston Martin, Cadillac e naturalmente Ferrari, la vincitrice dell\’anno precedente, la prima edizione del dopoguerra. 

Nel 1950 furono molti i campioni a scoprire per la prima volta la magia di Le Mans, da Juan-Manuel Fangio a Maurice Trintignant fino a Jean Behra. La Talbot-Lago numero 5 si classificò al primo posto, pilotata da Louis Rosier e da suo figlio Jean-Louis. 

A questa vittoria è legato una specie di enigma: si racconta infatti che Louis si accollò la quasi totalità dei turni di guida, lasciando a Jean-Louis il volante solo per una decina di minuti, giusto il tempo per riposarsi un po\’. Si disse anche che Rosier senior avesse indossato la tenuta del figlio per evitare la squalifica a causa del superamento del tempo massimo di guida. 

Tutto ciò venne smentito parecchi anni dopo la Rosier junior, ma le leggende sono dure a morire. Fatto sta che la Talbot-Lago è entrata nella storia di Le Mans con una vittoria assoluta, cosa che è sfuggita a tanti altri costruttori francesi che l\’hanno inseguita per anni, come Henri Pescarolo o Yves Courage. 


Pubblichiamo una scelta di foto dello stand speciale dedicato alla Talbot-Lago in occasione dei Classic Days a Magny Cours che si concludono oggi. 
foto David Tarallo

Classic Days a Magny Cours, 29-30 agosto 2020 (gallery 1)

Fra le pochissime manifestazioni in circuito per autostoriche scampate alla falcidia della \”pandemia\” vi sono i Classic Days a Magny Cours, in programma questo fine settimana. Rinviati da maggio, i Classic Days ce l\’hanno fatta, mentre organizzatori di manifestazioni più ampie e complesse, come la Le Mans Classic, hanno preferito rimandare tutto all\’anno prossimo. Visto che grandi alternative in questo momento non ce ne sono, ho fatto un salto al circuito di Nevers, dove mancavo dal 2002 quando ero stato inviato per il l\’Euro-STC (la settimana successiva alla gara di Superproduzione e CIVT a Binetto…). Magny Cours era ed è tutt\’ora un circuito triste nel mezzo del nulla. Artificiale e asettico, forse poteva trasmettere qualche emozione negli anni d\’oro della Formula 1. Non è neanche troppo pratico da raggiungere (dall\’uscita dell\’autostrada ci si debbono sorbire diverse decine di strade nazionali, comunque buone), ma una volta all\’interno il paddock è razionale e i servizi sono adeguati. Questi Classic Days non saranno la Le Mans Classic, ma per chi abita nel raggio di 100-200 chilometri possono costituire un buon motivo d\’interesse. Come al solito molto viva l\’attività dei vari club, che in Francia sono numerosissimi e pieni di sostenitori entusiasti. Pubblichiamo qualche foto che forse potranno mostrare il clima che si respira in eventi di questo tipo. Più immagini domani.
foto David Tarallo

Il kit Tamiya della Fiat 131 Abarth Gr4 in 1:20 di nuovo disponibile, stavolta con la livrea Olio Fiat

Su questo pre-serie i bolli del Rally del
Portogallo, che avevano come sponsor
il vino Porto, sono stati censurati. Credo
sia comunque prevista una versione Tour de Corse e
comunque non mancherà chi si metterà a stampare
decal integrative. 

Ricordate il kit Tamiya in scala 1:20 della Fiat 131 Abarth Gruppo 4? Probabilmente molti di voi ne avranno montato uno in gioventù. Io ricordo di avere avuto quello con i colori Alitalia, una delle due versioni prodotte (l\’altra era la vettura del 1980, bianca con le strisce blu, azzurre e celesti). Ora Tamiya rimette mano a quella storica scatola di montaggio e la ripropone con livrea Olio Fiat, mai realizzata all\’epoca. Le decals saranno stampate da Cartograf, una garanzia di qualità, quasi inutile sottolinearlo. Questa nuova referenza (20069) resterà in produzione per un periodo limitato, e già c\’è chi annuncia l\’uscita di decals o transkit per permettere delle trasformazioni. Oltretutto Tamiya sta recuperando alla grande il tempo perduto all\’inizio di questo 2020, quando problematiche a livello dirigenziale ne avevano rallentato l\’attività. 

Ferrari 500 TRC: Luca Tameo ha realizzato il master del prossimo kit Modelart111

I vari pezzi della Ferrari 500 TRC prototipata
da Luca Taneo, pronti per la fusione. Il modello
sarà in esclusiva per Modelart111. 
E\’ Luca Tameo ad aver creato il master del prossimo kit in metallo bianco del marchio avignonese Modelart111. Con il numero di catalogo 17 sarà disponibile la Ferrari 500 TRC nelle versioni Le Mans 1957 (numero 27, 28, 29, 61) e della rievocazione della Mille Miglia. Ci complimentiamo col titolare di Modelart111, Hervé Crozier, per aver scelto Luca, cosa che farà progredire ulteriormente il marchio. 

Disponibile il kit Tameo-This Way Up della Brabham BT33 1970

Col numero di catalogo TWU030 è ora
in commercio nella gamma This Way Up di Tameo
 il kit della Brabham BT33. 

Annunciato qualche settimana fa, è ora disponibile il kit della Brabham-Ford Cosworth BT33 Formula 1 vincitrice del GP del Sud Africa 1970 con Jack Brabham. Questo kit fa parte della serie This Way Up, marchio recentemente rilevato da Luca Tameo. 

DNA Collectibles ottiene i diritti per riprodurre le Mercedes

DNA Collectibles ha annunciato oggi di aver raggiunto un accordo per riprodurre le Mercedes. Questa è sicuramente un\’ottima notizia per i collezionisti, vista la qualità del marchio svizzero, che ha lanciato a questo proposito un sondaggio per capire con quali soggetti inaugurare la serie delle Mercedes. Malgrado una concorrenza tutt\’altro che debole, nella scala 1:18 restano ancora parecchie vetture inedite. 

Un\'occhiata alla Nissan R390 GT1 Le Mans 1997 #21 di Spark (S3577)

Con il numero di catalogo S3577 è uscita
la Nissan R390 GT1 di Muller/Taylor/Brundle
di Le Mans 1997. Le linee e le proporzioni sembrano
corrette. 

La Nissan R390 GT1 è una delle vetture più incredibili della storia dell\’endurance di fine anni novanta. Progettata dalla TWR per contrastare Porsche, McLaren e Mercedes e poi anche Toyota, la R390 GT1 si rivelò in pista un mezzo flop e la vittoria a Le Mans restò una chimera per la Nissan. Nell\’anno del debutto, il 1997, l\’unica delle tre Nissan al traguardo finì al 12° posto. Meglio andò nel 1997 con un terzo posto ma senza mai contrastare realmente le Porsche 911 GT1-98. Spark ha appena realizzato il modello della numero 21 del 1997, che pilotata da Muller/Brundle/Taylor si ritirò alla tredicesima ora per un\’uscita di pista. 

Molti i dettagli. Le antenne sono stavolta
molto fini anche se quella più lunga è
semplificata rispetto all\’originale. Non sono convinto della
lucina di riconoscimento rossa per la numero 21 (dalle foto
sembra bianca, mentre la 22 l\’aveva verde e la 23 arancione). 


Sono in programma ovviamente anche le altre due vetture (sulla numero 22 corse anche il nostro Riccardo Patrese). Modello già visto in kit (Provence Moulage, Renaissance…) e poi come diecast grazie a Tamiya e Kyosho, la R390 GT1 di Le Mans 1997 è un soggetto su cui Spark non poteva prima o poi buttarsi. Anche in questo caso commenterò il modello immagine per immagine. Tra l\’altro, nella serie per le edicole giapponesi, Spark ha già realizzato la vettura del 1998, quella con la coda lunga. 

Le uscite d\’aria posteriori mancano di profondità. D\’accordo
non poterle realizzare completamente passanti, ma la
piattezza dello sfondo nota parecchio. 
Abbastanza ben riprodotto il motore ma mancano alcuni
tocchi di colore. Saprk ha aggiunto solo dell\’argento
ai vari elementi stampati in un sol pezzo. 
Molto buona come al solito la verniciatura. Ottime
le sfumature rosse della decal. 

Mancano i tre rivetti su ciascun montante, che
potevano essere facilmente riprodotti in decal. 

Anche da questa vista si nota la sfumatura fra
il rosso e il nero, ottenuta in decal. I supporti
degli specchietti sono un po\’ troppo spessi. 

L\’aspetto complessivo è convincente. I cerchi
sono stati ben riprodotti e le gomme hanno
la scritta Bridgestone in tampografia. 

I supporti dello spoiler posteriori, così come le
paratie laterali, sono in fotoincisione. 


Com\'è la Porsche 911 GT1 Le Mans 1996 di Spark (S5602)

Forse ho parlato troppo di Spark sul blog di recente, ma del resto devo fare con quello che passa il convento. Arrivano degli Spark e parlo di Spark. Non ho molti sponsor anche se i pochi che ho mi lasciano scrivere quello che voglio. Altrimenti sarei io a cacciarli a calci nel culo. Detto questo, ecco una carrellata di foto della Porsche 911 GT1 di Spark, versione Le Mans 1996. Il modello è uscito da pochissimo nella versione numero 25 (piloti Wollek/Stuck/Boutsen). 

La prossima settimana arriverà anche la numero 26, quella di Dalmas/Wendlinger/Goodyear. Spark si era già dedicata alla 911 GT1, ma aveva riprodotto la versione più evoluta, quella che vinse a Le Mans nel 1998. 

Ora il marchio di Ripert ricomincia dal modello primigenio e sono già previste tutte le vetture che corsero con i team privati a Le Mans nel 1997, mentre la Porsche disponeva già di un aggiornamento. In tempi abbastanza recenti è stata Make Up ad aver riprodotto la 911 GT1 ufficiale di Le Mans 1996, ma siamo in tutt\’altra fascia di prezzo. 


Abbastanza lontani nel tempo altri modelli, come il Minichamps; poi andando ancora indietro si arriva ai kit in resina. Nella sua smania di riprodurre tutto, Spark non ha quindi trascurato questa vettura. Ebbene, in che modo? Direi con una correttezza formale ma con qualche superficialità. Questa non è una vera e propria recensione approfondita, come poteva esserlo quella, pubblicata nei giorni scorsi, sulla Porsche 935/L Andial di Sebring 1984. 

Nondimeno, delle sviste sicuramente evitabili balzano all\’occhio anche senza mettere il modello sotto il microscopio. Vi butto lì ciò che poteva, a mio avviso, essere realizzato con maggior cura: i codolini anteriori sono il classico trabocchetto. Make-Up non ne ha trascurato lo stacco, riproducendo anche le sedi dei rivetti. Senza arrivare a tanto, Spark poteva comunque fare meglio di ciò che vedete da soli in foto. 


La scritta Michelin in prossimità della piccola NACA laterale dovrebbe essere sulla stessa linea della presa stessa, e non al di sotto. Le paratie dell\’ala posteriore dovrebbero avere i tre rivetti di fissaggio, cosa facilissima da ottenere anche con una semplice decal, se proprio non si vogliono scomodare altri sistemi. 


L\’antenna è, per l\’ennesima volta, troppo grossa e i tergicristalli posizionati in quel modo non mi pare trovino riscontro nella documentazione, dove appaiono sempre a riposo, ossia paralleli alla linea del parabrezza. Per il resto, tutto è trattato secondo il tradizionale stile Spark, in un modello che non porta alcuna innovazione a ciò che questo marchio ha già mostrato negli anni passati. La presa per l\’attacco del sollevatore pneumatico è probabilmente errata perché Spark l\’ha riprodotta con una specie di coperchio color alluminio a filo della carrozzeria, mentre in realtà dovrebbe esserci una sorta di scasso.

Gli interni sono sufficientemente dettagliati, pur non brillando per abbondanza di particolari. Assente il rollbar. In sintesi un modello onesto, che non delude del tutto ma neppure entusiasma. Stiamo forse pretendendo troppo da Spark?