Elogio della varietà: un vero modellista deve sapersi destreggiare in tutti i campi

Meri Kits, Fiat 124 Abarth Rally Monte
Carlo 1976. 

Esistono modellisti che sebbene abbiano scelto delle scale di riferimento, non amano confinarsi entro soggetti troppo definiti. In Toscana ne abbiamo diversi: sto pensando ad esempio ad Alberto Sarti di Prato, che durante la sua lunga esperienza ha affrontato praticamente di tutto, dai kit in plastica ai classici speciali in 1:43 fino ad arrivare a roba decisamente impegnativa come la Ferrari Daytona Gruppo 4 della Titan in 1:12.

Autobianchi Bianchina di Klaxon. 
Ancora una Bianchina di Klaxon. 

Su Fabrizio De Gennaro si potrebbe fare quasi lo stesso discorso, sebbene il suo centro d\’interesse tematico restino le case automobilistiche italiane; è in ogni caso un campo davvero vasto, e per questo De Gennaro ha quasi sempre privilegiato la scala 1:43, ma senza darsi per il resto troppe limitazioni in materia di tecniche realizzative. Lui affronta con lo stesso spirito il montaggio di un kit in resina o di uno in metallo bianco o un\’elaborazione più o meno radicale basata su un qualsiasi modello possa essere giudicato adatto, sia esso un diecast da edicola, un artigianale o un vecchio Mercury malmesso. In questo periodo di forzata inattività sociale, Fabrizio ne ha approfittato per scavare un po\’ nella sua fornitissima soffitta, che contiene una caterva di kit in attesa di essere montati da… quanto tempo? Venti, trenta, a volte quarant\’anni.

Kit Valerio Barnini, Fiat Abarth 695 SS Assetto Corsa. 
L\’Abarth di Barnini con la Fiat-Abarth 1000 TCR
24h Spa 1970 di Provence Moulage, soggetto poi ripreso
da vari produttori, fra cui Remember.  

Presentiamo qui una scelta dei suoi montaggi più recenti, che spaziano, come vedete, dalla Bianchina di Klaxon alle Alfa Romeo 155 Superturismo di BBR, passando per Barnini, Provence Moulage e Meri Kits. Un gusto del kit che non si è perso, e se ci si mette buona volontà, capacità tecnica e documentazione, i risultati possono essere superiori ai resincast che si trovano già montati. Certo, a volte questo tipo di modello va saputo \”leggere\”, e soprattutto bisogna essere disposti a capire delle scelte tecniche che oggi sembrano non più di moda, ma che forse assicurano una maggior tenuta nel tempo rispetto ad altre trovate moderne.

Alfa Romeo 155 TS Superturismo 1994
Antonio Tamburini, kit BBR. 
BBR seguì tutto lo sviluppo agonistico
della 155 TS di classe D2 (Superurismo). 

BBR, Alfa Romeo 155 TS Superturismo 1995
Antonio Tamburini. 
I kit BBR di metà anni novanta proponevano
già soluzioni tecnicamente avanzate rispetto alla
concorrenza. 

Riprendere in mano alcuni vecchi kit consente oltretutto di apprezzare il valore di alcuni marchi come BBR, che già a metà anni novanta riuscivano a fornire dei modelli perfetti dal punto di vista non solo della prototipazione e della qualità della resina, ma anche come facilità di montaggio, nonostante l\’abbondanza di dettagli fotoincisi e di altri pezzi aggiuntivi. Già allora quei modelli erano concepiti per un montaggio \”veloce\” e senza problemi, proprio per rendere la produzione dei factory built più veloce e fluida possibile.

Elaborazione su base edicola, OM con sponde basse. 
I camion da edicola si prestano a trasformazioni
interessanti. 

Focus sul set di cerchi e gomme per Porsche 917 1970-1971 di Le Mans Miniatures (1:24)

Il set Le Mans Miniatures ACW124010 per
Porsche 917 (1970-1971). Il costo di questo
set è di una ventina di euro. 

Le Mans Miniatures è un marchio ben conosciuto dagli appassionati di slot per la linea GTS-Séries ma anche dai montatori di kit. In scala 1:24 questo produttore, che ha sede non lontano da Le Mans, a Yvré-le-Polin nel dipartimento della Sarthe, ha una lunga tradizione. Molti ricorderanno i modelli montati in resina che venivano distribuiti dagli stessi circuiti di Spark intorno al 2008-2010. La produzione però si interruppe abbastanza presto, anche a causa della scarsa richiesta di modelli montati in quella scala. Le Mans Miniatures, però, ha continuato a produrre kit in 1:24, con vari livelli di sofisticazione, da quelli ultradettagliati a più semplici curbside. Spesso questi modelli vengono proposti anche pre-verniciati, ma la produzione è piuttosto limitata e gli stock si esauriscono piuttosto frequentemente. A lato, LMM, propone anche dei set di cerchi e gomme mutuati dai kit, che possono interessare chi monta modelli in plastica in quella scala; soprattutto i modelli più datati, come gli Heller o gli Airfix, possono necessitare di alcuni aggiornamenti e l\’offerta di Le Mans Miniatures, seppur non troppo vasta, si contraddistingue per un costo più limitato rispetto a prodotti giapponesi (ipertecnologici ma anche molto cari e difficili da reperire) e per una assoluta facilità di montaggio. Nella totalità dei casi il cerchio è stampato in una resina grigia piuttosto ben definita, anche se non priva di sbavature e parti da eliminare con un accurato lavoro di preparazione.

I cerchi calzano molto bene nella gomma. 
Le varie parti sono ben stampate
ma necessitano di preparazione. 

Tutto, comunque, è molto semplice e non richiede competenze particolari. Stampati in resina anche dischi e pinze freno, i mozzi (quando previsti) e i dadi di fissaggio. In alcuni set sono presenti estensioni in alluminio tornito, molto ben fatte, da accoppiare al cerchio in resina. Le gomme sono ben progettate, ma anch\’esse richiedono una preparazione per eliminare bavette e segni di stampaggio. Fra i set più utili vi è quello per la Porsche 917 (1970-1971), catalogo numero ACW124010. In questo caso la confezione comprende quattro cerchi con dadi di fissaggio separati, i dischi freno con relative pinze e quattro pneumatici.

Il disco freno e la relativa pinza, stampati in resina. 

Per quanto riguarda vetture dello stesso periodo, Le Mans Miniatures ha in catalogo anche i set per la Porsche 908 Coupé, per varie Matra e, avvicinandoci a periodi più recenti, per Rondeau (i classici Gotti a cinque razze da pista, che vanno bene per moltissimi modelli), BBS per vetture WSC e LMP, Audi R10 TDI LMP1 e così via.

Volvo F88 con rimorchio a due assi Hungarocamion: una delle più recenti novità di Tekno

Fedele alla scala 1:50, Tekno continua la produzione di mezzi pesanti moderni e del passato. La linea \”Classic\” è forse quella più affascinante, perché propone veicoli anni sessanta-settanta-ottanta, in livree fedeli e documentate. Ormai la produzione della Tekno è dislocata in Cina, e questo toglie forse un po\’ di fascino a questi mezzi, che restano comunque il top della loro categoria, a confronto di altre marche come ad esempio Eligor. I prezzi non sono certo popolari (i 160-170 euro sono all\’ordine del giorno), ma i dettagli restano raffinati e precisi. Fra le ultime novità nell\’ambito della serie classica, un Volvo F88 con rimorchio a due assi nei colori \”Hungarocamion\”. Tekno è solita sviluppare tematiche legate a paesi specifici o a categorie del trasporto, in una costante ricerca del pezzo inedito.

Fiat 690 tre assi Fercam in 1:87, un\'anteprima da "nonomologati"

In attesa di parlarne più diffusamente sul blog, presentiamo un\’anteprima della più recente realizzazione in 1:87 del marchio \”nonomologati\”. In questo modello si è cercato di riprodurre alcune particolarità dell\’esemplare in questione. Si tratta di un Fiat 690 tre assi scarrabile con una cassa mobile sopra il telaio. 


E\’ stata riprodotta la forma particolare del telaio con gli inviti nella parte posteriore e i piedini di stazionamento in coda. Il mezzo non presenta stranamente la tipica banda bianca posteriore, dove troviamo invece un fanalino supplementare vicino alla campana per l\’aggancio di un rimorchio. La targa è un\’immatricolazione del 3 novembre 1993 (provincia di Venezia). Da informazioni prese in rete si trattava di un mezzo ex-corriere Piccin il cui padroncino lo aveva fatto riverniciare nei colori Fercam. 


Il modello è riprodotto dall\’esemplare fotografato nel 2003. La cabina è Brekina, il telaio a tre assi è di produzione \”nonomologati\” con cassone in resina, fotoincisioni e i consueti dettagli molto precisi e raffinati. Presto questo modello sarà disponibile per la vendita. 

Quando la BMW faceva ancora auto degne di questo nome: la 318iS E36 Classe II, Siegried Stohr e un Minichamps (storie di modelli, episodio 7)

Minichamps produsse a metà anni novanta
la BMW 318iS classe II. Il modello era disponibile
in giallo e in rosso.

Qualche giorno fa mi è capitato sotto mano un vecchio modello Minichamps, la BMW 318iS classe II serie E36; uscito intorno al 1994, ossia quasi contemporaneamente alla vettura reale, esso ha fatto riaffiorare alla memoria vecchi ricordi di pista. Ma procediamo con ordine. Il modello, fatto da Minichamps soltanto in giallo o rosso, non mi risulta sia stato riedito dall\’ormai lontano periodo di metà anni novanta. Chissà che presto o tardi non ce lo ritroviamo nella serie Maxichamps. Per ora chi ne vuole uno deve cercarlo su eBay o alle borse, e non credo che avrà molta difficoltà nel reperirlo perché è un modello piuttosto comune. Era ancora il periodo in cui Minichamps non comunicava i numeri delle tirature. Misteriosamente, questa BMW si è conservata perfettamente: non una reazione del cerchio con le gomme, non una minima fioritura sulla carrozzeria. I vetri, come sui primi Minichamps, sono in acetato, a testimoniare l\’eredità artigianale del marchio. Questo modello appartiene a un lotto che Remember acquistò a suo tempo per farne un\’edizione limitata utilizzando delle decals che poi si rivelarono inadatte per questa versione particolare. Troppe le modifiche da fare, per cui le decals restarono in uno scatolone e i modelli in un altro, per anni e anni fino ai giorni nostri. Oggi queste BMW 318iS vengono vendute insieme ad altre decals Baymo per chi ami spignattare un po\’ sui modelli. Ma a me questa BMW ha fatto tornare alla memoria uno dei diversi corsi di pilotaggio cui partecipai fra l\’inizio e la fine degli anni novanta. 

A distanza di venticinque anni questo modello
si è conservato perfettamente. 

Ero spesso ospite di Stohr, soprattutto a Misano. Nel 1994 la BMW M3 della nuova serie E36 era appena uscita e faceva ormai parte del parco macchine della scuola Guidare-Pilotare, che aveva sede proprio al Santamonica di Misano. 

Molto ben riprodotta la linea della berlina
E36, con le caratteristiche appendici
aerodinamiche. 


Come vettura base, invece, la BMW 325 coupé aveva soppiantato la berlina che era stata utilizzata negli anni precedenti, in attesa della due porte. Ma di tanto in tanto, BMW Italia prestava alla scuola delle vetture un po\’ meno usuali, come la 318iS che mi ritrovai a pilotare nell\’autunno del 1994. Mi accompagnò nella sessione con quella macchina il buon Amadori, che ho ritrovato da non molto tempo su Facebook. 

Scatola prima maniera: gli appassionati del
marchio la ricorderanno molto bene. 

L\’esemplare di quella volta era di un bel rosso vivo, lo stesso scelto da Minichamps in una delle due versioni. Rispetto ai motori 3.5 e 3.0 delle \”grosse\”, il 1.8 16v da 140 cavalli della 318iS/4 aveva un respiro ben più corto e sugli allunghi di Misano si arrivava sempre facilmente al limitatore. M\’impressionarono però l\’agilità e la capacità d\’inserimento in curva, favorita dal peso limitato e da un ottimo bilanciamento telaistico. Versioni speciali, come questa, prodotta in 200 esemplari, servivano alle Case per omologare particolari aerodinamici destinati all\’impiego agonistico nella classe D2, ossia il Superturismo, la categoria che in quegli anni godeva di grandissimo successo in Europa e in altre parti del mondo. Il Minichamps giallo (sarebbe stato meglio se fosse stato rosso) ha riportato alla memoria un bel pomeriggio di autunno del 1994 in cui mi resi conto di quanto vantaggio avesse la BMW nei confronti della concorrenza italiana o francese in tema di berline sportive. Valli a vedere oggi…

E\' scomparso Giorgio Nada

E\’ scomparso oggi Giorgio Nada, storico editore automobilistico e promotore della Libreria dell\’Automobile a Milano. Per decenni Nada è stato un intelligente amministratore e ideatore di iniziative editoriali, raggiungendo i primi posti fra le case specializzate in titoli di carattere automobilistico e motociclistico. Con i libri di Giorgio Nada si sono acculturate generazioni di appassionati, che non mancavano mai di visitare con piacere il negozio LDA a Milano e di visitare gli stand ai vari saloni ed esposizioni in Italia e all\’estero. Ai figli Stefano e Sergio, che proseguono l\’attività editoriale del padre, nonché a tutta la famiglia vanno le mie più sentite condoglianze. 

Modelli di oggi e modelli del passato: uno sguardo ai rally in 1:43 a cura di Lorenzo Marsano

Testo e foto di Lorenzo Marsano

Sono quasi trentacinque anni che colleziono riproduzioni in scala 1/43 di vetture da rally.

Osservando le vetrine che accolgono la mia raccolta ho, perciò, modo di rivivere la progressiva evoluzione delle protagoniste della specialità: dalle leggendarie Gruppo B alle avveniristiche WRC Plus.
Non meno evidente, appare il continuo raffinarsi delle riproduzioni in scala: dalle Lancia 037 in pressofusione della portoghese Vitesse, con ruote in plastica e decal da applicare a parte, ai modelli montati da kit in metallo bianco, per lo più di produzione italiana, o in resina, prediletta dagli artigiani francesi.


Per proseguire, dopo una breve pausa all’inizio del nuovo millennio, con i primi diecast di manifattura cinese: fino ai resincast, con sempre maggiori dettagli in fotoincisione, protagonisti del mercato odierno.

Ringraziando David per lo spazio cordialmente concessomi, vi sottopongo alcuni confronti tra modelli di ieri e oggi, dalla mia collezione privata.
Scusandomi per la qualità non eccelsa tanto dei miei montaggi, quanto delle fotografie.

  • Spark Audi Sport Quattro S1 Gr. B Röhrl/Geistdörfer, Rally Semperit 1985 e Provence Moulage Audi Sport Quattro S1 Gr. B Röhrl/Geistdörfer, Rally Sanremo 1985;

  • HPI Racing Toyota Celica Twin Cam Turbo Gr. B Munari/Street, Rally Safari 1984 e Starter Toyota Celica Twin Cam Turbo Gr. B Kankkunen/Gallagher, Rally Safari 1985;
  • Spark Renault 5 Turbo 2 Gr. B Thérier/Vial, Rally Monte Carlo 1984 e Provence Moulage Renault 5 Turbo 2 Gr. B Sainz/Boto, Rally RACE – Costa Blanca 1984;

  • Racing 43 Subaru Impreza 555 WRC Gr. A McRae/Ringer, Rally Safari 1996 e HPI Racing Subaru Impreza WRC McRae/Grist, Rally Safari 1997.

Da Spark in 1:18 le Ford Mk.II più importanti della stagione 1966: Daytona, Sebring, Le Mans

Dopo averle riprodotte (e anche riedite) in scala 1:43, Spark annuncia una serie di Ford Mk.II in scala 1:18. Si inizierà con le versioni più importanti della stagione 1966: la vincente della 24 Ore di Daytona (Miles/Ruby), la spyder speciale GT-X1 della 12 Ore di Sebring, anch\’essa vincitrice con Miles e Ruby e le prime tre classificate alla 24 Ore di Le Mans, con McLaren/Amon, Miles/Hulme e Bucknum/Hutcherson. I cinque modelli, come al solito in resina e senza aperture, sono previsti per l\’ultimo trimestre di quest\’anno.  


Marsh Models: imminenti cinque versioni meno conosciute della McLaren M8F Can-Am

Saranno presto disponibili in kit o montate alcune alcune varianti meno conosciute della McLaren M8F, tutte in versione Can-Am:

Riverside 1972 François Cévert #22
Watkins Glen 1972 Gregg Young #2
Mosport 1974 John Cordts #6
Mosport 1973 Warren Agor #13
Watkins Glen 1972 Roger McCaig #55



Marsh ha annunciato inoltre che grazie alla riapertura, seppur parziale, del fornitore di fotoincisioni, sarà presto ripreso il lavoro sulla Dallara Wolf Can-Am in versione modificata fine stagione, mentre la configurazione di inizio stagione sarà inviata a stampare nei prossimi giorni, dopo che il master è stato completato. Nel frattempo sono arrivate le decals per la Freesbee Can-Am e la settimana prossima dovrebbero già essere pronti i pezzi in resina.

Scontro al vertice (basso di gamma): Peugeot 205 GTI di Norev Jet-Car vs MondoMotors

A sinistra, la Peugeot 205 GTI di Mondo Motors; a
destra, la Jet-Car di Norev. 

La Peugeot 205 GTI è una delle hot hatchback più amate di sempre, e le riproduzioni in scala 1:43 non sono mancate, fino dagli anni ottanta. Ricordiamo, tanto per citarne alcune, Solido, Minichamps, Norev (serie normale), Vanguards, oltre alle immancabili serie da edicola. Questo per restare nell\’ambito dei diecast. 

La 205 GTI di Mondo Motors è sprovvista di tutte le
tampografie che rendono la Jet-Car più gradevole
e realistica. Gli stampi si somigliano molto. 

Di recente, l\’offerta di Peugeot 205 GTI si è estesa anche a modelli estremamente economici: prima Mondo Motors ha immesso sul mercato una versione col tetto aperto e con i cerchi della 1.9, venduta per pochi euro nei grandi magazzini, negli autogrill e nei supermercati. 

Sulla Mondo Motors il tetto scorrevole con i suoi binari
è riportato; sul Norev le guide sono stampate in corpo
unico con la carrozzeria e il vetro, stampato
con gli altri, è inserito dall\’interno.


Pagare un modello 1:43 nuovo spendendo meno dei 4-5 euro richiesti per il Mondo Motors è quasi impossibile; in alcuni negozi gestiti dai cinesi all\’Ingromarket nei dintorni di Firenze, le partite iva possono trovare questi modelli a € 2.20 (ma per il prossimo futuro è già stato annunciato un aumento da parte del distributore). 

Il fondino della Mondo Motors è
estremamente semplificato; più dettagliato
e completo quello della Norev. 
Per il prezzo, più che soddisfacente la verniciatura
di entrambi i modelli. Quella del Norev è al
livello di prodotti ben più cari. 

Più recentemente, Norev nella sua serie economica Jet-Car ha introdotto un altro modello della 205 GTI, venduto prima in colore bianco e più recentemente in nero. 

Le ruote sono uno dei punti forti del Norev e
riproducono il disegno della versione 1600.
Molto più semplificati i cerchi del Mondo Motors,
che ricordano il disegno utilizzato sulla 1.9.

Ed è proprio fra il Jet-Car (che si trova nella grande distribuzione a 7-8 euro) e il Mondo Motors che faremo un veloce ma speriamo approfondito confronto. Due modelli \”basso di gamma\”, ideali anche per elaborazioni o magari per esporre senza troppe precauzioni in una vetrina. Si tratta di modelli che non hanno pretese particolari ma che riservano alcune piacevoli sorprese (soprattutto il Norev). 

Tutto sul Mondo Motors è all\’insegna della
semplificazione, anche se le linee generali sono
azzeccate. I fari posteriori sono stampati
in rosso. 
Il Norev è reso più gradevole dalla presenza di
filetti e scritte. I fari posteriori sono bicolori. 

Gli stampi del Mondo Motors e del Norev sembrano \”parenti stretti\”, anche se non mancano alcune piccole differenze (presenza dell\’indicatore laterale sul Mondo Motors, sparito sul Norev). 

Sul Norev, così come sul Mondo Motors, i tergicristalli
sono stampati insieme ai vetri. 
Gli interni del Norev sono molto più dettagliati di
quelli del Mondo Motors. Notare l\’indicatore
di direzione in arancione (sul Mondo Motors
è trasparente come il resto del fanale). 

A sua volta il Mondo Motors pare derivare dal Vanguards. Ricostruire le intricate strade che gli stampi cinesi prendono durante la loro storia è impresa difficile: come nel caso dei corsi d\’acqua, essi si eclissano sotto terra per poi riemergere di tanto in tanto, con caratteristiche leggermente variate secondo esigenze tecniche ed economiche. 

Guida a sinistra per il Norev, mentre il Mondo Motors
ha guida a destra. 

Volendo azzardare un giudizio, direi che per qualche euro in più vale la pena assicurarsi il Norev. Se si ha in mente qualche elaborazione più radicale che lasci ben poco dell\’originale, allora si può puntare sul Mondo Motors.