Lucchini-BMW S287 Cefalù-Gibilmanna 1987 Mauro Nesti: una serie limitata di Mario Carafa

Nel 1987 Mauro Nesti si laureò campione
europeo della montagna con una Lucchini
motorizzata BMW 2 litri. 
Mario Carafa prosegue con le sue serie limitate di Sport-Prototipo, confermando che anche nell\’1:43 esistono ancora ampi spazi di manovra per soggetti inediti e interessanti. Attendendo ulteriori novità, che vi annunceremo a tempo debito, Carafa ha realizzato la Lucchini S287 motorizzata BMW 2000 che Mauro Nesti pilotò nel 1987 (telaio ufficiale 041). Nesti è normalmente associato al nome Osella, ma nella carriera del campione pistoiese trovarono posto anche altri marchi, dalla Chevron degli anni settanta, alla Lucchini, fino alla Breda.
La versione scelta da Carafa è quella della
Cefalù-Gibilmanna, dove Nesti ottene la vittoria. 

Nel 1987, Nesti si associò proprio a Lucchini e anche se non si trovò mai completamente a proprio agio, riuscì a conquistare un altro dei suoi titoli europei della montagna, primeggiando in varie classiche della categoria, fra cui la salita Cefalù-Gibilmanna, che è la versione riprodotta. Dopo quella stagione Nesti tornò all\’Osella, in un ambiente tecnico e umano che conosceva meglio e che probabilmente trovava più congeniale. Il modello di Mario Carafa si contraddistingue per tanti dettagli autocostruiti, aggiunti intorno alla carrozzeria in resina di cui ha realizzato anni fa il master. Uno dei due modelli fotografati in questo articolo è andato a un collezionista svizzero, a testimonianza che spesso l\’interesse per l\’automobilismo nostrano arriva… da fuori. 

Molti i dettagli autocostruiti. 
Ricco di piccoli particolari l\’abitacolo. 


DNA Collectibles annuncia la Volvo 164E 1972 in scala 1:18

A quanto pare i collezionisti di modelli 1:18 avevano avanzato numerose e ripetute richieste per avere una riproduzione della Volvo 164 E. DNA Collectibles ha annunciato oggi l\’uscita di questo modello, già in preordine sul sito ufficiale del produttore svizzero. 

Un nuovo modello della serie This Way Up nella gamma Tameo: Brabham BT33 F.1 1970

La gamma This Way Up è stata assorbita da Tameo, che via via sta riproponendo modelli e accessori apparsi nel catalogo del produttore sudafricano ma che erano ormai esauriti da tempo. Il prossimo kit, disponibile a partire dalla fine di agosto, sarà la Brabham-Ford Cosworth BT33 F.1 vincitrice del GP del Sudafrica 1970 con Jack Brabham (art. TWU030). Attendiamo questo kit, e i successivi di TWU, con grande interesse. 

Abarth l\'irresistibile fascino dello Scorpione: un libro a cura di Daniele Buzzonetti

I libri sull\’Abarth sono stati numerosi in questi ultimi anni e alcuni si sono rivelati davvero validi e utili nell\’aggiungere materiale inedito a una storia sempre complessa da raccontare com\’è quella del marchio torinese. Artioli 1899 è un editore che da tanto tempo ha un legame speciale con l\’automobilismo e in catalogo ha recentemente inserito diversi volumi incentrati sull\’automobilismo soprattutto emiliano. Questo libro, curato da Daniele Buzzonetti e uscito di recente, vuole raccontare le vicende essenziali dell\’Abarth e lo fa in modo abbastanza originale, affrontandole per temi e scegliendo come fil rouge alcuni fra i modelli più importanti, senza peraltro trascurare del tutto gli altri. 


Non è un catalogo ragionato (per quello ci sono pubblicazioni autorevoli e considerate ormai canoniche) ma nelle oltre 300 pagine del volume si troveranno foto interessanti, testi chiari e ben verificati – in italiano e in inglese – schede tecniche e informazioni che vanno ben al di là di un\’essenziale infarinatura. Consiglierei quindi questo libro anche a chi possiede già sull\’Abarth una certa documentazione, perché vi troverà sicuramente qualcosa di nuovo o di insolito. 


Interessante, ad esempio, la testimonianza di Mario Poltronieri sulla sua esperienza al volante delle vetture da record, o alcuni approfondimenti sulle concept car, come la 2000 di Giugiaro presentata a Bruxelles nel 1969 o sulla Coupé 1600 firmata Italdesign del Salone di Torino 1969. Le foto di queste vetture saranno particolarmente utili a chi volesse montare in modo corretto i kit di Yow Modellini, tanto per fare un esempio. Insomma, un contributo abbastanza serio da meritare attenzione e anche una piacevole lettura, ricca di aneddoti e di spunti intriganti. 

Abarth – L\’irresistibile fascino dello Scorpione / The irrisistible attraction of the Scorpion, a cura di D.Buzzonetti, Artioli 1899 editore, Modena 2019, pp. 322, copertina cartonata, € 55,00 (ISBN 978-88-7792-168-0)

Rassegna stampa: Autosprint Gold Collection n.5/2020 Endurance top model

Una delle inevitabili scelte che Autosprint ha dovuto fare per sopravvivere è stata quella di seguire la linea dell\’approfondimento storico. Articoli retrospettivi sono presenti ormai in pianta stabile nell\’edizione settimanale, ma è stata creata anche un\’iniziativa ad hoc, chiamata \”Gold Collection\”. Non è una novità, ne abbiamo recensiti già diversi numeri, spendendo per lo più parole positive. Il numero 5/2020 della Gold Collection vuole ripercorrere la storia dell\’endurance attraverso fatti, vetture, gare, personaggi. Un compito problematico, forse troppo per le 130 pagine concesse. Mario Donnini è di rigore in questi casi, e il suo apporto è garanzia di serietà e anche di originalità, il che è essenziale anche quando si affrontano temi storici. Iniziamo però dalle foto, che purtroppo non sono gran ché, nel senso che sono state scelte immagini bellissime ma proprio per questo già ultra-famose. Peccato. 


Gli argomenti sono vari e capisco che dev\’essere stato tutt\’altro che facile sceglierli per doverne scartare tanti altri, altrettanto meritevoli d\’attenzione. Ma l\’essenziale c\’è: le gare più belle (Sebring, Daytona, Le Mans, Targa Florio…), le vetture più significative (Porsche, Ferrari…) e anche l\’occhiata al passato recente con l\’epopea scritta da Audi negli anni duemila era doverosa. Tutto bene, dunque, ma l\’impressione – almeno stavolta – è quella di trovarci di fronte ad una pubblicazione fatta per chi è nato negli anni novanta o per una platea di lettori con una cultura automobilistica piuttosto limitata. 


Nei testi, scritti per varie occasioni in periodi diversi, Donnini fa parecchio il Donnini, rischiando di diventare la caricatura di se stesso, e lo dico con dispiacere perché il Donnini al grado zero io lo adoro. 
Forse le cose più intriganti sono proprio quelle sul passato più recente, dove l\’autore può dire qualcosa di inedito essendo stato spesso testimone diretto. Belli e straordinariamente evocativi restano alcuni capitoli come quello sul Gruppo 5, ma permane un\’idea di discontinuità. In ogni caso, per 5 euro, questo supplemento potrà entrare di sicuro nella biblioteca degli appassionati. 


Un plauso, comunque, va sempre ad Autosprint e alla sua redazione per lo sforzo enorme che sta conducendo in un paese con un mercato editoriale da terzo mondo. 

La Porsche Carrera RSR di George Dyer: due edizioni limitate di Madyero

Il maggiore exploit della famosa Porsche 911 Carrera RSR gialloblu di George Dyer fu senza dubbio la vittoria alla 12 Ore di Sebring del 1977. Ma quella vettura ha avuto una lunga carriera, con diverse configurazioni, passando da un aspetto di Carrera RSR più o meno normale e arrivando ad assomigliare più o meno a una 935, con un\’ultima carrozzeria molto vicina a quelle viste sulle 934/5 Andial. Madyero ha utilizzato le sue basi Carrera RSR per realizzare la versione molto conosciuta di Sebring 1977 e una variante meno nota, di Road Atlanta 1976 dove la vettura aveva uno spoiler posteriore simile a quello di una Porsche 935. 

Il modello è stato montato con grande cura, incluso l\’intricato rollbar che si sviluppava trasversalmente e che nell\’1:43 di Madiai è composto da ben otto pezzi. Queste due serie limitate sono disponibili al link https://www.geminimodelcars.com/search?q=Dyer

Non solo 1:43. Alcuni soggetti 1:18 in vista del Rallylegend prodotti da Racing43


Il Rallylegend 2020 si disputerà, anche se – pare – a porte chiuse. In vista di questo evento che incontra da tanti anni il favore degli appassionati, Racing43 propone alcune vetture in scala 1:18, disponibili sia in kit sia come montati, con la decorazione di varie edizioni. Andiamo dalla famosissima Fiat 131 Abarth di Diana alla Lancia Delta HF di Cairoli fino alla Peugeot 306 Maxi, ancora di Diana. 


Porsche 935 K1 Gr5 Kremer-Rodenstock 1976: una novità di Remember

La Porsche 935 approntata dai fratelli Kremer nel 1976, nota impropriamente come K1, è un soggetto che ogni tanto si eclissa per molti anni per poi riapparire sotto vesti varie (kit, montati, eccetera). La versione con i fari alti è stata riprodotta abbastanza recentemente da Spark, tanto per citare un produttore moderno, senza dover rifare una storia che va da MRE a FDS passando per Starter e compagnia varia. La configurazione a fari bassi sponsorizzata da Rodenstock e pilotata da Albrecht Krebs nella parte finale del 1976 è quella ora prescelta da Remember che propone un\’edizione limitata di modelli montati. Tre le versioni, tutte disponibili a questo link: https://www.geminimodelcars.com/search?q=K1

Porsche 917K Salzburg Le Mans 1970 Fujimi 1:24, un montaggio di Massimo Martini

Massimo Martini, apprezzato modellista fiorentino, specializzato nell\’1:43, ha recentemente messo mano a kit in plastica in scala più grande, alcuni dei quali sono stati presentati nel blog. E\’ oggi la volta di una Porsche 917K in 1:24 di Fujimi, recentemente riedita, che Martini ha completato con molti dettagli, quali cinture di sicurezza e particolari meccanici. Anche se il modello non si presta a troppi voli pindarici per via della riproduzione appena abbozzata del motore, il lavoro di Martini è ugualmente apprezzabile perché valorizza ciò che Fujimi metteva a disposizione, ricavandone una riproduzione davvero convincente. 


Nuova serie di Porsche 917K Zitro 1970-1971 nella gamma Fast by Ciemme43

500km Imola 1970, Vaccarella/Martin

Fast by Ciemme43 arricchisce ulteriormente la gamma di Porsche 917 con una serie di modelli che riproducono la vettura del team di Jamie Ortiz-Patino (Zitro Racing), che corse fra il 1970 e il 1971. Lo chassis 025 (almeno così pare) esordì con una carrozzeria completamente bianca, riprodotta da Remember, ma poi fu aggiunta la caratteristica doppia striscia blu che gli appassionati conoscono bene. 

1000km Buenos Aires 1971, Martin/Brea


La 917 Zitro è rimasta comunque sempre un po\’ nell\’ombra e piuttosto trascurata dai marchi modellistici. Se non andiamo errati, il primo modello fu quello della Sport Cars, su base Solido; una specie di transkit permetteva la realizzazione delle versioni Le Mans e Buenos Aires 1971. Attraverso non molte altre riproduzioni arriviamo al Brumm e allo Spark, abbastanza recenti. 

Coupes du Salon Montlhéry 1970, Martin

Ben venga quindi la serie Fast by Ciemme43, che tiene conto di tutta una serie di gare completamente ignorate in passato, dalla 1000km di Parigi e Coupes du Salon Montlhéry 1970 alla 500km di Imola 1970, dalle prove di campionato mondiale a Buenos Aires, Spa e Monza 1971 all\’Interserie di Imola nello stesso anno (questa particolare versione aveva come sponsor anche il popolare negozio Reno Racing di Bologna, il cui adesivo nero e giallo è stato accuratamente riprodotto in decal). 

Per il momento è stata lasciata da parte la versione Le Mans, più conosciuta. Una curiosità: a Montlhéry e a Imola nel 1970 fu Nino Vaccarella a pilotare la vettura, insieme a Dominique Martin. 

Imola Interserie 1971, Martin
1000km Monza 1971, Martin/Pillon

Ricordiamo che questi e altri modelli di Fast by Ciemme43 possono essere acquistati al seguente link: https://www.geminimodelcars.com/search?q=Ciemme43 . 

1000km Paris Montlhéry 1970, Vaccarella/Martin
1000km Spa-Francorchamps 1971, Martin/Pillon