Porsche Sports Cup e GT3 Cup Suisse al Mugello: una citazione americana

Si svolge questo fine settimana al Mugello il penultimo appuntamento della Porsche Sports Cup Suisse / GT Cup Suisse, che si concluderà su un\’altra pista italiana, Misano Adriatico. Al via molte vetture interessanti, in un clima che ricorda quello della Targa Tricolore Porsche dei tempi migliori. Pubblichiamo le immagini di una 911 GT3 R che potremmo definire una vettura-citazione perché si rifà alle livree celebrative Brumos viste quest\’anno nell\’IMSA e a Le Mans. Dalle strisce è sparito però il numero-feticcio 59 per lasciare il posto al 54 e al 55. Una variante interessante che potrebbe magari interessare qualche artigiano. 
(foto David Tarallo)





Disponibile a novembre il kit Tameo della Ferrari 312 B2 F.1 GP d\'Inghilterra 1972

Tameo Kits ha appena reso diffuso i rendering del kit 1:43 Silver Line SLK127, la Ferrari 312 B2 Formula 1 del Gran Premio d\’Inghilterra 1971 (Jacky Ickx o Clay Regazzoni). Nel riquadro a sinistra potete osservare due viste principali della prototipazione. 

Hai detto 500? Le elaborazioni di Fabrizio De Gennaro (parte 2, le Abarth e la Fiat 500L)

Ecco il secondo capitolo sulle Fiat 500 – Abarth 500 elaborate da Fabrizio De Gennaro su base Cararama. Presentiamo qui le Abarth in alcune serie limitate o celebrative esposte ai vari saloni e particolarmente complesse a livello di rifinitura. Tanto per fare un esempio, la Hype, vista al Salone di Ginevra 2013, ha lo scorpione a contrasto lucido-opaco sul tetto; nel modello la decorazione è stata realizzata in verniciatura con l\’aiuto di una dima. 
Ecco il dettaglio dei modelli in ordine di apparizione: 
Abarth 695 Hype Salone di Ginevra 2013
Abarth 595 Pista bicolore
Abarth 695 Tributo Maserati
Abarth 695 Cabrio bicolore
Abarth 500SS 2008
Fiat 500L Living (la versione allungata)
Fiat 500L Trekking

Hai detto 500? Le elaborazioni di Fabrizio De Gennaro (parte 1, le Fiat)

Nella sua già ultradecennale carriera, la Fiat 500 e la sorella sportiva Abarth hanno conosciuto un tale numero di varianti, versioni speciali e one-off originali che quasi si è perso il conto. Purtroppo fra i vari produttori di modelli, in tema Abarth solo BBR tra gli speciali ha azzardato qualcosa, per poi lasciar perdere, almeno per ora; quanto alla 500 normale, le cose non sono andate tanto meglio, nonostante in grande successo della vettura reale che praticamente sta tenendo in piedi da sola le sorti della scalcinatissima Fiat. Oltretutto la 500 restyling è ancora inedita, per non parlare della versione americana. Non resta quindi che arrangiarsi utilizzando alcune basi cinesi come i Cararama, che presentano linee corrette e possono quindi dare discrete soddisfazioni se si ha buona tecnica e manualità. In due puntate presentiamo alcune delle elaborazioni di De Gennaro, includendo anche un paio di varianti della 500L, che possono ugualmente interessare gli appassionati del gruppo FCA.
Ecco le prime versioni. In ordine di apparizione: 
Fiat 500 TwinAir tetto apribile
Fiat 500 by Diesel
Fiat 500 Lounge Open Edition 2007
Fiat 500 Lounge bicolore

Da Looksmart prevista una serie di Ferrari 312 B2 del 1972 in 1:43

Per il secondo trimestre 2020 Looksmart ha annunciato quattro versioni della Ferrari 312 B2 Formula 1.
Questo il dettaglio:
LSRC014 GP di Germania 1972 Jacky Ickx
LSRC015 GP del Sudafrica 1972 Mario Andretti
LSRC016 GP di Argentina 1972 Clay Regazzoni
LSRC017 GP di Francia 1972 Nanni Galli

Fiat 124 Special T Gr.2 Rally Elba di Eliomodels: il modello vicino al completamento

Sono arrivate oggi da Dalla Rosa alcune foto dei progressi sul montaggio del prossimo Eliomodels che come avevamo già più volte ricordato sul blog, è la Fiat 124 Special T Gruppo 2 Rally dell\’Elba 1976. Ecco alcune foto che mostrano la scocca già verniciata, gli assetti fatti e alcuni particolari già ultimati. Il modello dovrebbe essere completato tra la fine di questa settimana e l\’inizio della prossima. In ogni caso alcuni ritardi sono praticamente inevitabili ma non appena avremo aggiornamenti li pubblicheremo volentieri.


Ancora sulle targhe e una buccia di banana svizzera: la Ferrari 250 LM del Tour Auto 1969 di Looksmart

Decisamente il Tour Auto non porta bene a chi si accinge a riprodurre le targhe delle vetture partecipanti. Qualche tempo fa sul blog avevo ricordato la storia (tormentata) della targa di una Ferrari 275 GTB francese (articolo a questo link). Stavolta tocca a un\’altra Ferrari, quella di Rouget e Depret partecipante all\’edizione del 1969. La vettura aveva una targa svizzera (cantone di Vaud) molto particolare: la sigla cantonale e i numeri, infatti, erano rossi e non neri. I tanti produttori che hanno messo in catalogo questo modello in varie scale, compreso la 1:32 delle slot, hanno interpretato la composizione della targa, soprattutto quella posteriore, in vari modi, alcuni abbastanza fantasiosi, altri meno.

Vaud, Liberté et patrie: lo stemma è biancoverde…
…e non biancorosso. Questo casomai sarebbe lo stemma
del cantone di Solothurn, ma alla rovescia!
(Foto presa da http://www.carmodel.it). 

L\’uscita recente del Looksmart in 1:43 avrebbe dovuto mettere un punto definitivo nella questione, visto che foto dell\’auto, ormai completa, non mancano: si è per esempio avuta la conferma definitiva che lo specchio di coda era nero opaco e non rosso. Invece Looksmart ha rifatto un errore, certo piccolo, ma è uno di quei tanti scherzi da prete che artigiani, produttori di resincast, diecast e chi più ne ha più ne metta non riescono a evitare, e sono quei particolari che più si alza il prezzo più fanno la differenza. Sul modello Looksmart si sono giustamente riprodotte la sigla cantonale e le cifre della targa posteriore in rosso, ma in monocromatico rosso è andato anche lo stemma del cantone, che dovrebbe avere la parte inferiore verde, non rossa. Certo, è una questione di lana caprina, e anche facilmente rimediabile; per i più pigri vi è addirittura una decal generica per le targhe svizzere prodotta da Tin Wizard, tanto per fare un esempio. Un dettaglio quasi trascurabile, che dimostra però come spesso ci si perda in piccole cose in grado comunque di stemperare l\’entusiasmo per un modello (entusiasmo peraltro abbastanza difficile da provare osservando come Looksmart si ostini a montare gallettoni orientati tutti da una sola parte sulle 250LM, mentre su altri modelli per fortuna il problema è stato eliminato). E\’ che a volte, anziché andare avanti si va indietro, e non è solo una questione di fascia di prezzo. Del resto le targhe sono state storicamente maltrattate un po\’ da tutti, da Ruf a Piranha, da BBR a Bang/Best, da Looksmart a Provence Moulage. L\’arrosto della targa è democratico. 

La Ferrari 312 T2 Formula 1 del GP del Canada 1977 il prossimo kit di Tameo

Tameo ha annunciato che sarà disponibile in ottobre il prossimo kit della serie \”semplice\”, la Ferrari 312 T2 Formula 1 del GP del Canada 1977, la prima partecipazione di Gilles Villeneuve col cavallino. Il kit (catalogo TMK437) darà la possibilità di realizzare anche la versione Carlos Reutemann. 

Quasi trecento vetture alla Monza Historic della Peter Auto

E\’ nella cornice carica di storia di Monza che si è tenuta in questo weekend la Monza Historic, la penultima tappa delle serie diPeter Auto. In totale, quasi 300 vetture al via ed una velocità massima di 306.3 km/h per la Nissan R90 CK del 1990 guidata da Pierre-Alain France e Raymond Narac.
Venerdì 20 settembre, alle 9, le prime auto si sono presentate in pista. 

La serie Sixties’ Endurance ha aperto la giornata con le prove libere, che hanno fornito l’opportunità ai concorrenti di apportare le ultime modifiche prima dell’inizio delle qualifiche. Stessa procedura per le serie Classic Endurance Racing 1 & 2, The Greatest’s Trophy, Heritage Touring Cup, 2.0 L Cup e Endurance Racing Legends. Le serie Group C Racing e Coppa Geki Russo hanno iniziato, invece, direttamente dalle qualifiche.


In questo weekend le Ferrari hanno rivestito un ruolo preminente con una quindicina di vetture impegnate. 


Per quanto riguarda la serie Group C, gli spettatori hanno potuto ammirare una rara Jaguar XJR-14, prodotta in soli tre esemplari e spinta dal motore Ford V8 di Formula 1. Alla guida, la coppia Gérard Lopez / Eric Hélary, quest’ultimo vincitore della 24 Ore di Le Mans nel 1993. 


Curioso dettaglio: è con una Peugeot 905, la grande rivale della Jaguar XJR-14, che il pilota riuscì a guadagnarsi il titolo all’epoca. Gli spettatori hanno potuto ritrovare questa rivalità in pista con la presenza, sempre in questa serie, di una Porsche 905 EV1B del 1993 guidata da Dominique Guenat. È stata, ancora una volta, la Peugeot 905 ad avere la meglio sulla Jaguar XJR-14 in occasione della Monza Historic.

Il 19 ed il 20 ottobre prossimi, andrà in scena la Dix Mille Tours du Castellet, manifestazione che chiuderà la stagione 2019 delle serie Peter Auto. Per questa decima edizione, più di 750 auto saranno coinvolte: 350 in gara e più di 400 in esposizione nello spazio Club.


Toleman-Hart TG184 Formula 1 GP d\'Inghilterra Ayrton Senna di Tameo (TMB053 factory built)

Col numero di catalogo TMB053 è disponibile
la Toleman Hart TG184 pilotata da Senna al GP d\’Inghilterra 

Delle serie montate di Tameo si parla, chissà perché, sempre poco. Eppure l\’idea è valida: scegliere soggetti magari già esistenti nella gamma dei kit, cambiare la versione e realizzare delle edizioni limitate con un ottimo rapporto qualità-prezzo. Certo, se raccogliete le Formula 1 da edicola, col costo di un Tameo ci comprate quindici modelli, ma è solo questione di target. I Tameo si sovrapporrebbero casomai con gli Spark, ma il confronto regge fino a un certo punto: le Formula 1 di Spark hanno se si vuole ancora più compromessi rispetto a modelli di altre vetture, dal pilota, che non piace a tutti eppure continua imperterrito ad esserci, alla totale assenza – giusto per fare un esempio – di ogni traccia di cavetti sulle testate dei motori, che sarebbero facilmente riproducibili anche con una banale fotoincisione. Certo, anche i Tameo debbono fare i conti con gli inevitabili compromessi, ma se analizzate in modo un po\’ oggettivo un modello ben riuscito di Tameo con uno Spark potrete capire che in certi casi 180 euro sono meglio spesi rispetto ai 60 o 70 di uno Spark. Beh, anche in questo caso si tratta di scelte, includendo nella rosa delle scelte anche i Minichamps in diecast.

Le proporzioni del modello sono assolutamente azzeccate. 
Il doppio spoiler è composto di parti in metallo bianco. 

Originariamente i Tameo montati venivano prodotti anche con carrozzeria in resina, ma abbastanza presto il metallo bianco ha sostituito definitivamente la resina su queste serie factory built. L\’ultimo modello di apparizione è la Toleman-Hart TG184 Formula 1, in versione Gran Premio d\’Inghilterra; in quell\’occasione, Ayrton Senna finì terzo. Era la sua stagione di esordio, iniziata con la TG183B. La gamma Tameo ha già in catalogo diverse Toleman del 1984: la T83B del GP del Brasile (Silver Line, kit), le TG184 GP di Monaco e del Portogallo (kit della serie standard) e nella gamma montata era già uscita la vettura del GP di Monaco. Questa del Gran Premio di Inghilterra si differenzia per l\’assenza degli sponsor Candy dalle fiancate e per tutta un\’altra serie di piccoli dettagli.

Pur in una generale semplicità, i montati Tameo
sono realistici e ben fatti. Ottimo il montaggio delle
sospensioni. 
La TG184 è una monoposto che rivela buona parte della
meccanica. Tameo se l\’è cavata più che egregiamente. 

Nel corso della stagione 1984, la TG184 ebbe un\’evoluzione anche quanto agli sponsor e alle livree.
Il modello è montato su una solida base in plastica bianca, ed è ancorato in maniera perfetta mediante una vite e un largo distanziale che occupa una larga parte del fondino. In questo modo la correttezza dell\’assetto è assicurata, e anche la robustezza dell\’insieme per i lunghi viaggi in tutto il mondo con poste e corrieri. Sospensioni, spoiler e appendici varie danno un\’impressione di robustezza che su una Formula 1 fa un certo effetto.

La testata del motore Hart è in fotoincisione. Certo, qualche
compromesso è inevitabile ma a livelli più alti trovate
gli Eidolon che hanno un costo di 235 euro. 
Fotoincisioni e parti in metallo bianco convivono su questo
modello, eccezionalmente robusto per essere una F.1

Sulla correttezza delle linee non c\’è neanche da soffermarsi: Tameo è all\’avanguardia nella riproduzione delle forme di una monoposto, anzi è ormai da anni il leader incontrastato in questo settore. Quello che sorprende è il generale equilibrio delle finiture: tutto è ben concepito e montato con precisione. La verniciatura, tricolore, è praticamente perfetta.

Ottima la verniciatura; le decals sono sotto trasparente. 
Le gomme, col logo Michelin tampografato, sono
state \”rodate e non c\’è traccia della linea di stampaggio. 

Le decals sono sotto trasparente, ma siamo lontani dagli effetti caramellosi che fanno inorridire i collezionisti provenienti da paesi modellisticamente evoluti. Più che buona la meccanica, dove parti in metallo bianco, tornite e fotoincise formano una bella combinazione, impreziosita dalla fotoincisione della testata del motore Hart 415T (peccato per l\’assenza dei cavetti; in questo caso, per il prezzo, ce li saremmo aspettati). Molto preciso anche l\’abitacolo, con le cinture di sicurezza in fotoincisione, montate in posizione agganciata.

Ottimamente montato, il modello Tameo
non presenta scompensi o asimmetrie. 
Le cinture sono fotoincise in un solo pezzo. 

L\’allineamento delle ruote, fondamentale su modelli di questo genere, è perfetto, ma su alcuni esemplari abbiamo osservato una piccola asimmetria nel montaggio delle gomme posteriori sul cerchio, non sappiamo se a causa di un difetto delle gomme o se per colpa della fusione del cerchio stesso. In ogni caso siamo su valori ancora del tutto accettabili. Tornando nell\’abitacolo, il volante è provvisto di decal con la marca e con le tre viti di fissaggio al piantone. Molto bella la griglia (in vera rete di metallo) sulla pancia laterale sinistra e realistiche le protezioni dei radiatori, realizzate con la stessa tecnica. Le gomme, con il logo Michelin direttamente stampigliato e non in decal, sono state \”rodate\” fino a ottenere una superficie omogenea, priva di ogni linea di giunzione. Concludendo, se non foste in grado di montarvi da solo uno speciale di Formula 1 (cosa per nulla semplice) e doveste affidare anche un kit di gamma bassa a un montatore di medio livello, il costo totale potrebbe facilmente superare i duecento euro, con un risultato finale certamente non inferiore a quello raggiunto dai Tameo factory built.

La targhetta smaltata, incollata al bordo della base. 
La scatola riprende i colori del casco di Ayrton Senna. Come
in tutti i modelli della serie TMB, viene dato un certificato
di autenticità col numero progressivo. 

Il numero molto limitato di esemplari (68 pezzi nel caso di questa Toleman) potrebbe anche contribuire alla rarità di queste serie, che presso il fabbricante vanno quasi sempre esaurite nel giro di poche settimane. La serie, negli ultimi anni, si è arricchita di soggetti molto interessanti, quali la Ferrari 126 CK in varie versioni (ancora disponibili le vetture di Villeneuve e Pironi del GP Usa West 1981), la Arrows A2 e le Lotus 80 e 91.