Il numero 74 del notiziario del DTCA è uscito tardissimo; previsto per luglio, non è arrivato ai soci che nella seconda metà di settembre. L\’attesa è comunque sempre ripagata perché anche in assenza di una foliazione particolarmente abbondante, non mancano gli spunti interessanti e inediti. In questo numero estivo sono essenzialmente due gli argomenti di maggiore importanza: il primo lo si comprende già dalla copertina. Nel numero 73 del Journal era già stata affrontata la questione di un misterioso Bedford van nei colori Monks & Crane. La parte inferiore di un esemplare ritrovato in condizioni assai cattive era identica nel colore alla versione ufficiale Ovaltine, mentre la metà superiore del modello era in un bianco sporco, quasi avorio. Ora, un altro collezionista ha inviato le foto di un secondo esemplare, stavolta in condizioni nettamente migliori, per di più accompagnandole con una lettera scritta nel gennaio del 1999 (quindi a molti anni di distanza della serie) in cui la stessa Monks and Crane, che esiste tutt\’ora e fornisce servizi industriali ad alto livello, confermava di aver prodotto un certo numero di van Dinky Toys a scopi promozionali. La segretaria dell\’azienda, Miss Joyce McMinn, ricordava ancora bene quei modelli ma purtroppo non aveva idea di quanti esemplari fossero stati realizzati e neanche in che anno preciso.
L\’autenticità del Bedford Van Monks & Crane è quindi confermata. Resta da determinare – e chissà se e quando mai ci si arriverà – se si tratti di un modello ufficialmente ordinato alla fabbrica o semplicemente modificato \”in casa\”; insomma non è ancora chiaro se si tratti – giusto per utilizzare il linguaggio tradizionale dei modelli di antiquariato – di code 2 o code 3. Secondo argomento intrigante ,la storia della collezione di un certo Arthur Williams, un inglese che nella sua vita viaggiò molto raccogliendo diversi Dinky rari, in colori o in configurazioni inusuali. Scomparso nel 1979, la sua collezione è stata conservata per tanti anni in scatoloni, finché la famiglia non ha deciso di venderla e un membro del DTCA non ne ha rilevata una discreta parte, descritta in un bell\’articolo. Gli elementi di interesse non si fermano qui: a chiunque abbia voglia di approfondire la storia della Dinky consiglio di associarsi al DTCA.














