Trattori e macchinari agricoli d\'epoca nella rievocazione storica della battitura del formentone. La chiusura delle celebrazioni del Diotto a Scarperia.

Oggi si chiudono le celebrazioni del Diotto di Scarperia, iniziate lo scorso 18 agosto e che hanno avuto il loro culmine con le giornate rinascimentali il 31 agosto-1 settembre e con la finale del palio, che si è giocata domenica 8 settembre. Oggi pomeriggio, nella piazza dei Vicari di Scarperia, si è svolta come di costume ormai da oltre vent\’anni la rievocazione della \”battitura del formentone\” (spiga del granturco). Ogni volta è l\’occasione per ammirare macchine agricole e trattori d\’epoca perfettamente funzionanti. La sfogliatura e la sgranatura delle spighe viene eseguita con un\’apposita macchina, che collegata ad un trattore trasferisce l\’adeguata potenza per la lavorazione. Si procede gettando dentro la tramoggia, con un canestro, le spighe del granturco complete di \”cartocci\”. Il macchinario separa la granella dai cartocci e dai torsi in tre mucchi separati. Dai due lati escono il formentone e i torsi, mentre i cartocci vengono espulsi dal retro della macchina.

Il formentone ormai battuto veniva lasciato per almeno tre giorni steso nell\’aia a seccare al sole. Poi lo si spulettava, sempre nell\’aia, per eliminare le impurità del chicco e successivamente lo si sistemava in un apposito staio. La dimostrazione a Scarperia consiste nel mostrare alcune delle fasi più importanti della battitura nel XIX secolo. Come allora, a fine giornata si festeggiava il pesante lavoro con una merenda in piazza fra contadini, dove si serviva polenta al sugo di carne accompagnata da un buon bicchiere di vino rosso.

In memoria di Bruno Brida

Bruno Brida a Le Mans, giugno 2014

E\’ mancato oggi pomeriggio Bruno Brida. Giornalista specializzato nel settore dell\’automobile, Bruno aveva avuto una più che quarantennale carriera. Laureato in ingegneria, era stato redattore di Quattroruote, caporedattore di Autoruote 4×4 e caporedattore in alcune testate quotidiane locali come la Gazzetta di Crema e la Gazzetta di Monza. Personalmente l\’avevo conosciuto nel 1997, all\’inizio della mia lunga collaborazione con Paddock. La sua esperienza superiore alla media si rivelava in ognuna delle lunghissime telefonate che ci scambiavamo periodicamente per decidere gli articoli e fare il punto sulle idee per i numeri a venire. Aveva una visione larga delle cose, era spesso avanti coi tempi. Voleva innovare ma senza sacrificare la tradizione del buon giornalismo. Se in una delle chiacchierate riuscivi a fare tuoi almeno due o tre spunti, potevi essere a posto per i mesi successivi. Osservava e sapeva analizzare con una chiarezza che non ho ritrovato spesso in altri giornalisti del settore. Al Motor Show di Bologna lo seguivi e ti bastavano due o tre sue commenti per capire che aria tirava. Nel 2008 la redazione per la quale lavoravo si accordò per una collaborazione con una grande casa che correva a Le Mans; ogni anno, puntualmente, era il caos. L\’edizione in cui fu presente in loco – nel 2011 – faticammo un terzo e ottenemmo risultati nettamente migliori perché aveva saputo allontanare dalla nostra postazione tutte le inutili complicazioni che ci assorbivano energie fisiche e mentali, sapendo mediare in modo efficace con la redazione in Italia. Gliela ricordai spesso, l\’utilità di quel suo intervento, e mi viene in mente una sera spensierata del giugno 2014 in cui festeggiamo il mio compleanno in un bistrot di Mulsanne. Forse non ha avuto il tempo di mettere in pratica alcune sue intuizioni; forse non ha neanche trovato chi potesse o volesse rischiare qualcosa in più rispetto ai compassati compitini dell\’informazione tradizionale (\”con quello che ti permetterebbe Internet!\”, diceva), ma notavi sempre in lui l\’entusiasmo di imboccare strade nuove.

Sul campo di gara, nel 2011

Una persona segna la tua vita quando sei in grado di ricordare esattamente certe frasi, che si conficcano come frecce in un tronco d\’albero. \”La Formula 1 è uno spettacolo ormai decotto\”, commentò dieci anni fa in una delle nostre riunioni. \”Decotto\”. Era l\’aggettivo giusto che mi risuonò nel cervello per giorni e che ancora oggi ricordo in maniera limpida. \”Bella questa nuova Honda; ok ma di nuovo che apporta? I costruttori non hanno più idee\”. E questa fu la sua chiosa a uno scenografico stand di uno dei tanti saloni in cui i giornalisti più che alle auto erano interessati a conoscere l\’orario dei cocktail previsti per le varie presentazioni. Di sicuro Bruno era stato uno dei primi a rendersi conto, in Italia, che il \”sistema\” dell\’informazione automobilistica (e non solo) andava cambiato, e che non si trattava di un lusso ma di una necessità. Alla sua famiglia vanno le mie più sincere condoglianze.

Calenzano, si cambia: dal 17 novembre la borsa abbandona la sede del Delta Florence per il centro St.Art

Gli organizzatori della borsa scambio a Calenzano hanno diffuso un comunicato che riguarda lo spostamento della sede già a partire dal prossimo 17 novembre:

La ruota dello scultore israeliano Dani Karavan,
uno degli inconfondibili simboli di Calenzano. 


Dopo 25 anni la tradizionale Borsa del giocattolo si sposta con gli appuntamenti già in programma per il 2019 del prossimo 17 novembre dall\’Hotel Delta Florence al Centro Eventi ST.ART di Via Garibaldi 7 rimanendo sul territorio dove era nata e anzi si colloca nel centro della sua cittadina di Calenzano. Uno spostamento che non farà sentire minimamente il rimpianto del quarto di secolo trascorsi al Delta Florence, l\’albergo ormai conosciuto da tutti, all\’uscita dell\’autostrada A1 e divenuto un\’icona del collezionismo con la Borsa del giocattolo d\’epoca. Gli organizzatori della borsa hanno voluto trovare una soluzione alternativa logisticamente interessante e di facile reperibilità sia da parte degli affezionati espositori e pubblico formato da collezionisti o semplici curiosi che ogni anno affollano per ben quattro appuntamenti la Borsa chiamata e conosciuta come la \’Wall Street\’ del giocattolo (addirittura…, n.d.r.). Il centro eventi ST.ART si trova a un chilometro dall\’uscita autostradale A1 per coloro ch arrivano dal nord o dal sud, è servito dalla linea tranviaria n°1 da Piazza Stazione a Firenze fino a Rifredi Via Vittorio Emaniele e poi proseguendo con la linea Ataf n°2 fino al capolinea di Calenzano a due passi dalla sede del Padiglione ST.ART di Via Garibaldi. La nuova sede di grande prestigio e fornita di ampi locali, è collocata nel centro di Calenzano con numerosi comfort con la vicinanza di parcheggi, bar, ristoranti, negozi, alberghi e si pone al servizio anche di coloro che vorranno trascorrere un fine settimana nella cittadina della piana fiorentina ricca di storia e di risorse enogatronomiche. Certi non mancherete di seguirci, vi ringraziamo e vi aspettiamo già il prossimo 17 novembre 2019 nella nuova sede e con gli appuntamenti del 2020 che riportiamo di seguito: 

  • CONCORSO INTERNAZIONALE riservato al soldatino \”Frammenti di storia\”, 14-15/3/2020
  • SALONE DEL SOLDATINO E DELLA BAMBOLA, 15/3/2020
  • BORSA DEL GIOCATTOLO D\’EPOCA, 10/5/2020
  • BORSA DEL GIOCATTOLO D\’EPOCA EDIZIONE STRAORDINARIA 13/9/2020
  • BORSA DEL GIOCATTOLO D\’EPOCA, 15/11/2020

Borsa scambio a Calenzano, 15 settembre 2019


La borsa di settembre a Calenzano, definita \”straordinaria\” (ma in realtà la fanno ogni anno) non è mai stata il massimo della vita e neanche quest\’anno le cose sono andate diversamente. Nonostante ciò, per chi abita dalle parti di Firenze, un salto all\’Hotel Delta Florence non è mai sconsigliato, perché si possono sempre trovare alcune cose interessanti nascoste fra molti oggetti poco significativi. Non molti giocattoli d\’epoca (praticamente assenti i pezzi in latta di un certo pregio), obsoleti pochi – con l\’eccezione di alcuni Politoys, Mercury e Dinky, non troppi diecast d\’epoca e scarsa scelta di soggetti realmente rari e/o in ottime condizioni. 

La borsa di Calenzano ha forse bisogno di essere riconsiderata e pensiamo che gli organizzatori, vista la loro serietà e competenza, staranno già pensando a qualcosa di diverso per il prossimo futuro. 

Del resto un tavolo a € 60,00 non è proprio economico, se si considera che una per borsa come quella di Aachen, per uno spazio di superficie analoga sono sufficienti 36 euro. Giusto per fare un esempio. In ogni caso, a ben guardare, a Calenzano si potevano concludere affari interessanti, stando però molto attenti all\’autenticità di certi modelli, perché a un certo punto c\’è venuto un sospetto piuttosto fondato, che stavolta lasceremo cadere, in attesa di affrontare l\’argomento in un thread più generico, dedicato a questo tema. 


Che dire? Calenzano, a prescindere, è sempre una bella occasione per incontrare Agostino Barlacchi, una persona di grande cultura e raffinatezza di gusti, vera e propria autorità nel settore del giocattolo d\’epoca. Di lui e dei suoi simpaticissimi quaderni gastronomico-modellistici riparleremo forse a breve.  


I cinquant\'anni della Michelotto festeggiati al Mugello nel weekend del 14-15 settembre

Fondata a Padova nel 1969, la Michelotto è ormai riconosciuta come una realtà di punta nel panorama mondiale delle competizioni. Nel 1978 la Michelotto presentò la sua prima vettura da competizione, la Ferrari 308 GTB preparata in Gruppo 4 e destinata ai rally. Da allora è stato tutto un succedersi di auto di grande successo e competitività, dalla F40 alla 333SP, per proseguire con la lunga teoria delle Ferrari GT che da anni corrono a Le Mans e nei principali campionati endurance. Nel 2017 è stata creata \”Solo Michelotto\” una particolare organizzazione destinata a promuovere attività in pista e a mettere in contatto fra di loro piloti, collezionisti e team manager legati al marchio. 

Il mezzo secolo dell\’azienda viene festeggiato questo weekend al Mugello con un raduno che vede la partecipazione di diversi esemplari, inclusa la 308 GTB Gruppo 4 nei colori Pioneer. 


Diverse 333 SP presenti, e poi 360 Modena, 430 GT, 458 Italia, 488 e così via. Un colpo d\’occhio eccezionale, in un evento comunque non aperto alla stampa (vi saranno immagini ufficiali diffuse da un\’unica agenzia designata dall\’organizzatore). E\’ stato comunque possibile scattare alcune foto per documentare un evento importante nella stagione dell\’autodromo toscano. 
(foto David Tarallo)


Lungo il Circuito del Mugello: un giro con le autostoriche nella campagna toscana

Il Mugello, si sa, è terra di motori e praticamente non passa weekend senza qualcosa d\’interessante dentro o fuori il circuito permanente. In questo weekend, ad esempio, si svolge all\’autodromo il raduno per i cinquant\’anni di Michelotto, evento chiuso alla stampa, ma gli appassionati hanno altre possibilità per ammirare auto interessanti: è in corso oggi un giro organizzato da alcuni amatori, fra cui Luca Raddi e il Ruote Classiche Club Prato, che prevede un percorso lungo il vecchio tracciato del Circuito Stradale del Mugello (abbiamo già avuto modo di parlare di un bel libro dello stesso Raddi, uscito qualche tempo fa, di cui potete leggere la recensione a questo link: http://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2019/01/lungo-il-circuito-del-mugello-stradale.html ).
Le autostoriche iscritte all\’evento hanno ripercorso stamani le storiche strade del Giogo e della Futa, facendo varie soste per ammirare panorami bellissimi e monumenti importanti. Piace notare come la partecipazione sia stata molto \”democratica\”, con vetture più o meno costose, ma tutte tecnicamente e storicamente degne di nota. Purtroppo accade spesso che in alcune associazioni si facciano antipatiche discriminazioni fra auto da ricchi e auto da poveri; viene in mente un famoso club storico fiorentino, il decano nel settore, di cui vi risparmiamo il nome ma che forse non faticherete a identificare. E\’ ormai costume che chi possiede una Fiat degli anni sessanta o settanta non venga considerato degno di partecipare a manifestazioni di un certo livello, il che è un peccato per varie ragioni. Tornando al raduno di oggi, pubblichiamo una gallery gentilmente fornita da Fabrizio De Gennaro, che ringraziamo per la collaborazione.


 

La Toleman del 1984 di Senna, novità nella gamma montata di Tameo

E\’ disponibile da pochi giorni un altro modello montato di Tameo (art.TMB053). E\’ la Toleman-Hart TG184 Formula 1 pilotata da Ayrton Senna al GP d\’Inghilterra 1984. La gamma TMB si arricchisce così di un\’altra monoposto importante nella storia della Formula 1. Speriamo di poter recensire presto uno di questi modelli, perché, ad un prezzo piuttosto contenuto, rappresentano una buona alternativa ad altri prodotti forse più economici ma leggermente meno curati ed esclusivi. 

Da Madyero la Porsche 935 IMSA Gelo 24 Ore Daytona 1979 Wollek/Ickx/Gregg

Questa serie limitatissima di Porsche 935 montate da Madyero è già esaurita e non ci saranno altre edizioni, ma vale lo stesso la pena presentarla per l\’interesse storico. Alla 24 Ore di Daytona del 1979 il team di Georg Loos iscrisse due 935/77A con dichiarate ambizioni di vittoria: il supporto fornito direttamente dalla casa madre e lo schieramento dei piloti permetteva lecite speranze, nonostante una concorrenza molto agguerrita, che poteva contare su altre 935 molto ben preparate negli Stati Uniti e in Europa. La vettura numero 1 venne iscritta per Wollek/Ickx/Gregg, mentre la numero 2 era stata riservata sempre allo stesso Wollek con Schurti e Fitzpatrick. Dopo un\’ottima qualifica (secondo posto per la 2, terzo posto per la 1), le auto dovettero abbandonare per la stessa causa: rottura delle valvole del motore, lasciando la vittoria alla 935 del team Interscope. Madyero ha riprodotto per il momento la numero 1 ed è probabile che in un futuro sarà approntata anche una piccola serie della numero 2.

Tutta la decorazione è stata realizzata a mano con dime e con altre decals reperite da varie fonti. Il risultato è un modello molto particolare, perché rappresenta una versione \”americana\” di un\’auto che normalmente correva in Europa. Specifici alla versione Daytona i due fari supplementari e la particolare protezione alla griglia del radiatore. Un modello che è piaciuto ai fan di Bob Wollek e agli appassionati di endurance in genere.

Da Edo3000v6 un altro utile accessorio: set cinture di sicurezza in scala 1:24

Edoardo Gallini ha appena presentato un nuovo accessorio nella sua gamma Edo3000v6 un set di cinture di sicurezza in scala 1:24 (art ED-013), composto da fibbie fotoincise di alta qualità, strisce adesive fustellate in blu, verde, rosso, nero e un foglio decals non fustellato contenente parecchi marchi conosciuti. Questo set di cinture completa l\’offerta già presente in 1:43, 1:18, 1:20 e 1:12.
Queste nuove cinture, così come tutti gli altri accessori Edo3000v6, sono in vendita su www.geminimodelcars.com .
Link alle cinture 1:24: https://www.geminimodelcars.com/listing/736094705/high-quality-124-scale-seatbelts

Collaborazione fra BAT e McLaren per prodotti d\'avanguardia; Mika Hakkinen a Milano per la presentazione del dispositivo "glo"


British American Tobacco (BAT) ha annunciato lo scorso 9 settembre il lancio di glo nano, l\’ultimo dispositivo del brand glo, marchio di punta dell’azienda per i prodotti a tabacco riscaldato (THP) in Italia. glo nano è lo strumento più sottile della gamma glo di BAT e offre un\’eccellente praticità, dicono gli organizzatori dell\’evento. In concomitanza con il lancio del nuovo prodotto in Italia e per celebrare la partnership con McLaren, BAT ha anche presentato per la prima volta a livello globale un’edizione limitata del dispositivo, realizzata in co-branding con la scuderia.
Glo nano, assieme all\’edizione limitata realizzata con McLaren, sono stati presentati nel corso di un evento esclusivo al glo Studio in Viale Gorizia a Milano, “Be Unstoppable”, alla presenza del due volte campione del mondo di F1 Mika Häkkinen e di personaggi del mondo dello sport, della musica e dello spettacolo. Durante l’evento si è tenuta anche un’avvincente sfida al simulatore di Formula 1 tra Mika Häkkinen e gli ospiti.

All’evento hanno partecipato tra gli altri anche Eleonora Pedron, Fabio Troiano, Giulia Bevilacqua e Melania Dalla Costa, che si sono cimentati con le diverse esperienze all’interno del glo Studio, accompagnati dalla musica degli Shapeshifters, il duo britannico di musica house,  composto da Simon Marlin e Max Reich e dal dj Mousse T.

La collaborazione di BAT con McLaren a livello mondiale si fonda su tecnologia avanzata e innovazione. 
La partnership pluriennale, che testimonia l\’impegno della BAT nella riduzione del danno da fumo, è incentrata sull’accelerazione della sua “Transforming Tobacco Agenda”, basata sull’impegno a fornire ai fumatori adulti un ampio portafoglio di prodotti a potenziale rischio ridotto (PRRP\’S) come glo, alternative a base di tabacco e/o di nicotina che possano offrire un domani migliore ai loro consumatori.

Il nuovo dispositivo co-brandizzato McLaren è solo il primo passo di un\’intesa tecnologica molto più ampia. BAT sta lavorando a stretto contatto con McLaren Applied Technologies, collaborando e condividendo competenze tecnologiche in aree di comune interesse tra cui la tecnologia delle batterie, materiali all’avanguardia e design. BAT prevede infatti di integrare alcuni di queste competenze per migliorare ulteriormente i suoi prodotti e la sua offerta ai consumatori nei prossimi mesi e anni.