Seguire il ritmo di Spark è praticamente impossibile. Ci limitiamo, il più spesso possibile, a riportare alcune delle novità più interessanti o particolari. Nella serie US e tedesca sono annunciati, per il quarto trimestre 2019, dei modelli destinati a piacere anche al pubblico extra-americano. La Porsche 914/6 IMSA ha già fatto il suo esordio nella gamma TSM e ora riappare nel catalogo Spark in versione 24 Ore di Daytona 1980 (Koll/Cook/LaCava, referenza US058); vi è poi la March 86G IMSA che partecipò con i colori Momo alla 150 laps di Rime Rock nel 1986 (piloti Roe/Moretti, referenza US050). Segnaliamo infine la referenza SG376, BMW 3.5 CSL Turbo Gr5 6 Ore di Silverstone 1976 (Peterson/Nilsson).
WEC a Spa-Francorchamps. Spotter\'s guide parte 4 (LMGTE-Am)
Concludiamo questa spotter\’s guide del FIA-WEC a Spa con la classe Am della categoria LMGTE (foto David Tarallo).
| 70 – Ishikawa/Beretta/Cheever (Ferrari 488 GTE) |
| 56 – Bergmeister/Lindsey/Perfetti |
| 86 – Wainwright/Barker/Preining (Porsche 911 RSR) |
| 98 – Dalla Lana/Lamy/Lauda (Aston Martin Vantage) |
| 90 – Yoluc/Alers-Hankey/Eastwood (Aston Martin Vantage) |
| 77 – Ried/Pera/Campbell (Porsche 911 RSR) |
| 61 – Companc/Cressoni/Griffin (Ferrari 488 GTE) |
| 88 – Roda/Roda/Cairoli (Porsche 911 RSR) |
| 54 – Flohr/Castellacci/Fisichella (Ferrari 488 GTE) |
WEC a Spa-Francorchamps. Spotter\'s guide parte 3 (LMGTE-Pro)
La griglia della classe LMGTE-Pro è formata da Ferrari, Porsche, Aston Martin e Ford. Foto David Tarallo.
| 71 – Rigon/Bird (Ferrari 488 GTE EVO) |
| 81 – Tomczyk/Catsburg (BMW M8 GTE) |
| 91 – Lietz/Bruni (Porsche 911 RSR) |
| 51 – Pier Guidi/Calado (Ferrari 488 GTE EVO) |
| 82 – Farfus/Da Costa (BMW M8 GTE) |
| 67 – Priaulx/Tincknell (Ford GT) |
| 66 – Muecke/Pla (Ford GT) |
| 92 – Christensen/Estre (Porsche 911 RSR) |
| 95 – Sorensen/Thiim (Aston Martin Vantage GTR) |
| 97 – Lynn/Martin (Aston Martin Vantage GTR) |
WEC a Spa-Francorchamps. Spotter\'s guide parte 2 (LMP2)
Ecco la seconda parte dei concorrenti dei prototipi, classe LMP2. Foto David Tarallo
| 31 – Gonzalez/Maldonado/Davidson (Oreca-Gibson 07) |
| 26 – Rusinov/Van Uitert/Vergne (Aurus-Gibson 01) |
| 37 – Heinemeier-Hansson/King/Stevens (Oreca-Gibson 07) |
| 28 – Perrodo/Vaxivière/Nato (Oreca-Gibson 07) |
| 29 – Van Eerd/Van der Garde/de Vries (Dallara-Gibson P217) |
| 38 – Tung/Aubry/Richelmi (Oreca-Gibson 07) |
| 36 – Lapierre/Negrao/Thiriet (Alpine-Gibson A470) |
| 50 – Creed/Ricci/Boulle (Ligier-Gibson JSP217) |
WEC a Spa-Francorchamps. Spotter\'s guide parte 1 (LMP1)
Visto che l\’iniziativa di pubblicare la spotter\’s guide di alcune gare è piaciuta, ripetiamo la cosa con il penultimo round del WEC 2018-2019, a Spa-Francorchamps. Ecco i concorrenti di classe LMP1. Foto David Tarallo
| 7 – Conway/Kobayashi/Lopez (Toyota TS050 Hybrid) |
| 8 – Buemi/Nakajima/Alonso (Toyota TS050 Hybrid) |
| 3 – Berthon/Laurent/Menezes (Rebellion-Gibson R13) |
| 1 – Jani/Lotterer/Senna (Rebellion-Gibson R13) |
| 4 – Dillmann/Webb/Ruberti (ENSO-Gibson CLM P1/01) |
| 11 – Aleshin/Petrov/Vandoome (BR Engineering-AER BR1) |
| 17 – Sarrazin/Orudzhev/Sirotkin (BR Engineering-AER BR1) |
WEC a Spa-Francorchamps. Spotter\'s guide parte 1 (LMP1)
Visto che l\’iniziativa di pubblicare la spotter\’s guide di alcune gare è piaciuta, ripetiamo la cosa con il penultimo round del WEC 2018-2019, a Spa-Francorchamps. Ecco i concorrenti di classe LMP1. Foto David Tarallo
| 7 – Conway/Kobayashi/Lopez (Toyota TS050 Hybrid) |
| 8 – Buemi/Nakajima/Alonso (Toyota TS050 Hybrid) |
| 3 – Berthon/Laurent/Menezes (Rebellion-Gibson R13) |
| 1 – Jani/Lotterer/Senna (Rebellion-Gibson R13) |
| 4 – Dillmann/Webb/Ruberti (ENSO-Gibson CLM P1/01) |
| 11 – Aleshin/Petrov/Vandoome (BR Engineering-AER BR1) |
| 17 – Sarrazin/Orudzhev/Sirotkin (BR Engineering-AER BR1) |
Fiat Croma Turbo di VartModel in 1:18, primi rendering
VartModel, il marchio italiano che debutterà in estate con una serie di modelli curbside in resina scala 1:18, ha reso noti i primi rendering del modello di esordio, la Fiat Croma Turbo i.E. I modelli, a differenza di altri prodotti analoghi, sarà prodotto completamente in Italia.
La notizia su VartModel pubblicata a suo tempo è visibile a questo link:
http://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2019/03/un-nuovo-marchio-di-resincast-in-118.html
Porsche 908/3 Joest Racing Le Mans 1976: un\'elaborazione di Massimo Martini
Rieccoci qui con le elaborazione di Massimo Martini, che ha portato a termine nei giorni scorsi l\’ennesima battaglia con i suoi rocchetti. Beh, in questo caso tanto rocchetti non erano, visto che si trattava già di una buona elaborazione fatta negli anni settanta su base Solido Porsche 917/10 Can-Am. Già all\’epoca, Martini aveva utilizzato il celebre modello Solido per ricavare la 908/3 coda lunga del 1976. In questi ultimi giorni, partendo da un modello che era particolarmente invecchiato, Martini ne ha approfittato per rifare tutto e renderlo apribile. Si è spinto anche a riprodurre una delle due portiere in posizione fissa aperta. La versione prescelta è quella classica della 24 Ore di Le Mans 1976 (piloti Kraus e Steckkoenig). La ricerca storica è stata molto precisa, tanto che sono saltati fuori alcuni particolari che erano sfuggiti anni fa a Spark quando riprodusse questo modello. Martini ha deciso di rendere il modello apribile, con dettagli completi del motore e dell\’abitacolo. E\’ stato fatto come sempre ampio uso di plasticard e di tanti altri materiali per l\’autocostruzione per tutta una varietà di dettagli.
Martini ama molto la combinazione di elementi diversi (plasticard, alluminio, resina, ottone, metallo bianco, eccetera) che a suo parere contribuiscono a rendere più realistico un modello, aggiungendo complessità all\’insieme, che deve comunque restare armonico ed equilibrato. Il risultato ci sembra in linea (anzi, superiore) alle ultime elaborazioni di Martini, in particolare la Porsche 917PA Gesipa su base Politoys di cui il blog si era occupato alcune settimane fa.
Tutto Ferrari di Leonardo Acerbi (nuova edizione ampliata)
| L\’edizione 2019 di Tutto Ferrari apre le… pagine alle concept car realizzate da Pininfarina su meccanica Ferrari. |
E\’ appena uscita la quinta edizione di un volume molto amato dagli appassionati, \”Tutto Ferrari\” (Giorgio Nada editore, € 14,90). La prima idea di realizzare un prontuario con i modelli del cavallino dalle origini alla contemporaneità risale al 2004, quando uscì la prima edizione di questo volume, che è corredato dai bei disegni di profilo di Giorgio Alisi. Altre edizioni aggiornate uscirono poi nel 2008, nel 2012 e nel 2015. Con l\’abbondante produzione ferrarista di questi ultimi anni, un\’ulteriore edizione aggiornata era oltremodo opportuna, ed ecco che la nuova pubblicazione arriva sul mercato a quindici anni dalla prima. La falsariga è sempre la stessa: una breve scheda del modello, corredata dalle caratteristiche tecniche e da un altro corto testo di curiosità e notizie supplementari. Ogni modello è accompagnato da un disegno e da una foto. Si tratta di una formula che ha avuto fortuna nel tempo, e tutto è molto chiaro e ben impaginato. Alla fine del volume troviamo una lista dei successi della Ferrari nelle gare internazionali, non solo in Formula 1 ma nelle gare di durata, del GT, le cronoscalate e così via.
La novità, a parte i modelli usciti in questi ultimi anni, è costituita dall\’aggiunta delle concept car realizzate in collaborazione con Pininfarina, che possono essere un\’ulteriore valida testimonianza dell\’evoluzione della Ferrari stessa. Si tratta in sintesi di un volume agile, chiaro ed economico, utile per acquisire le informazioni di base (e qualcosa in più) quando il tempo manca e quando non ci si fidi troppo di Internet. Buono e onesto il lavoro di ricerca. Se proprio si deve trovare un difetto, restano poco approfondite e piuttosto casuali le varianti agonistiche dei modelli GT.
A volte nel box si fa riferimentO alla produzione da corsa, come nel caso della 575 GTC, altre no. E\’ un peccato, ma probabilmente la scelta nasce dal non poter aggiungere ulteriori pagine a un volume che è già arrivato negli anni a superare le 500. Ci sentiamo in ogni caso di consigliare questo libro, che oltretutto nelle librerie del gruppo Ricordi Media Stores viene proposto con uno sconto del 15% per i possessori della tessera Più.
Una specie di non-recensione: Porsche 911 RSR Pink Pig tribute Le Mans 2018 di Spark
Era attesa da mesi. Già disponibile come modello promozionale Porsche, era stata fatta oggetto di speculazioni allucinanti, esattamente come la versione 1:18. Parliamo della Spark S7033, la Porsche 911 RSR che ha vinto la classe a Le Mans 2018, quella rosa con la decorazione-tributo alla celebre 917/20 Pink Pig del 1971. E\’ arrivata e sicuramente è al livello dei migliori Spark. Anzi, penso che proprio con questi modelli Spark riesca a dare il meglio di sé. Sicuramente un gradino sopra le Formula 1, che palesano sempre i soliti limiti, e forse anche delle vetture GT e Sport anni 70-80, meno complesse ma dove la maggiore semplicità delle linee mette in evidenza quello che oggi come oggi reputo sia uno dei limiti più irritanti degli Spark: il film trasparente, a volte estesissimo, che raggruppa più loghi nelle decals. Con la Porsche 914/6 di Le Mans 1971 (la numero di gara 69), si è raggiunto forse il massimo, con una patacca che prende quasi tutto il cofano posteriore per riunire sei elementi, di cui solo uno di una certa estensione. Per non parlare poi di modelli già datati di cui vengono proposte versioni nuove (come l\’Audi R8 Le Mans 2000 di Alboreto) con vecchie soluzioni: rivediamo quindi le cinture in decals, quando si pensava fossero state definitivamente sostituite dalle fotoincisioni. Lasciamo perdere le ruote in plastica, perché quelle a volte possono anche andare bene. Quindi niente recensione della Pink Pig 2018. Basti dire che è un tipico Spark, di quelli migliori. Ma ancora nessuno mi ha convinto che gli Spark in generale rappresentino il miglior compromesso qualità/prezzo. O meglio, lo rappresentano per il loro fabbricante, e con questo tarlo in testa avrei perso il gusto dello scrivere qualcosa di originale sulla Porsche rosa. Tendo a pensare che non abbia più molto senso continuare a recensire modelli di questo tipo, si rischia di cadere nel banale, come gli articoli di Quattroruote che parlano dei SUV. Gente, questa è la moda e questo è il collezionismo di oggi, definito anche di un certo livello, perché tacerò di quello – basso, e mi assumo la responsabilità della definizione – che alligna nei bassifondi di Facebook. Avrei potuto scriverla, la recensione della Pink Pig, in fondo che c\’entra se su cinque o sei modelli scadenti (o in parte scadenti) ce n\’è uno buono? Si dovrebbe essere contenti. No. In realtà tutta questa valanga di uscite rende tristi e perennemente insoddisfatti, si ha la sensazione di maneggiare della rena che ti scivola dalle mani. La Spark è lo specchio della parziale, diuturna insoddisfazione di tanti collezionisti di oggi, forse anche di quella di chi scrive. Ne avevo preordinati quattro, che si sono venduti senza problemi. Meglio così.


















