Fiat Ritmo 75CL Gruppo 2 di Carrara Models: alcuni aggiornamenti

Una delle due rinnovate versioni del Giro d\’Italia 1978
della Fiat Ritmo 75CL Gr.2 di Carrara Models. 

Denis Carrara ha ripreso il proprio lavoro su un modello già uscito tempo fa ma che non è stato forse diffuso come meritava: stiamo parlando della Fiat Ritmo 75CL Gruppo 2, inizialmente prodotta nelle due classiche versioni del Giro d\’Italia 1978, la gara di debutto di questa vettura. Su questa particolare versione, l\’artigiano fiorentino ha perfezionato alcune modifiche a seguito del reperimento di ulteriore documentazione. Sembra strano ma su un\’auto famosa come questa esisteva ancora qualche lacuna. Si è scoperta ad esempio la presenza anche all\’epoca – e non solo su un esemplare sopravvissuto – di un tappo della benzina ricavato sul portellone e una scritta Abarth in bianco posizionata sul paraurti posteriore. Denis Carrara ha eseguito queste modifiche e integrazioni sui montaggi più recenti, usciti in novembre, provvedendo anche ad aggiungere altri piccoli particolari, come la superficie riflettente dello specchietto in luogo della semplice verniciatura e il bottone di apertura del vetro posteriore laterale.

Inedita la versione del Rally di Monza 1978. 
Alcuni piccoli particolari distinguono questa vettura dalla
configurazione del Giro d\’Italia. 

Alla seconda edizione delle vetture si è affiancata l\’uscita della configurazione Rally di Monza 1978 in entrambe le versioni nera e arancione; presentiamo qui alcune immagini della numero 10, vincitrice del rally con Fabrizio Tabaton. La Ritmo del Rally di Monza aveva quattro fendinebbia, l\’antenna al centro del tetto, i paraspruzzi posteriori e una piccola protezione in alluminio sul passaruota allargato. Si tratta di modelli di alta qualità, venduti solo montati e destinati a un pubblico selezionato e competente.

I modelli sono montati su una basetta in legno con lussuosa teca
in plexiglass; a richiesta è disponibile la scatola di legno
interamente fabbricata a mano. 

Le Mans Miniatures: si torna all\'1:43 con un coffret di quattro figurini

Le Mans Miniatures ha appena annunciato l\’uscita di un set comprendente figurini già dipinti di famosi piloti, in scala 1:43. Si tratta di Juan Manuel Fangio, Jim Clark, Jo Siffert e Pedro Rodríguez. Pur non arrivando alla qualità di altri prodotti, siamo in presenza di riproduzioni estremamente gradevoli, ed è facile pensare che a questi ne seguiranno altre.

Rassegna stampa: Modelli Auto n.129 (terzo trimestre 2017)

Non è mai facile recensire una rivista alla quale si collabora in modo massiccio, né d\’altra parte desidero troppo svelarne i contenuti per non compromettere la sorpresa di chi deve ancora leggerla. Modelli Auto del terzo trimestre 2017 appare con un po\’ di ritardo in questa rassegna stampa e a questo punto molti l\’avranno già acquistata e letta con attenzione. A mio parere la rivista, che ha ripreso le pubblicazioni qualche anno fa dopo un breve periodo di interruzione, sta raggiungendo un ottimo equilibrio di contenuti. In un mondo in cui è sempre più importante distinguere l\’informazione del web da quella su carta stampata, Modelli Auto si sta ritagliando un ruolo preciso, senza appunto voler inseguire a tutti i costi le tendenze della rete. Oggi una rivista cartacea, se vuole sopravvivere, deve proporre qualcosa di diverso da ciò che si trova su Internet; i testi debbono essere concepiti ad hoc (a sua volta i siti Internet con testi originariamente scritti per la carta stampata sono difficilmente leggibili, e quasi sempre è vero anche l\’inverso) e anche le foto possono o debbono avere un taglio diverso.

Questo per fortuna l\’editore di Modelli Auto l\’ha capito e ha avuto il coraggio di lasciare molto spazio all\’inventiva dei collaboratori, che è una cosa piuttosto rara. Oggi Modelli Auto è una rivista molto meno paludata, molto meno \”ufficiale\”, dove i lettori possono anche trovare commenti, spunti e qualche provocazione, il che non guasta. L\’ultimo numero propone una bella scelta fra articoli collezionistici, tecnici, curiosità e le abituali recensioni, fatte però con uno spirito un po\’ innovativo: i modelli più o meno sono sempre gli stessi, diventa quindi difficile scrivere cose nuove sui resincast che si assomigliano praticamente tutti come tecniche progettuali e costruttive?
E\’ difficile se si affronta il lavoro con una mentalità vecchia, senza l\’intenzione di fornire al lettore qualche piccola idea supplementare, un invito alla riflessione, un consiglio su qualcosa a cui magari non aveva pensato. Questo è l\’indirizzo editoriale di Modelli Auto in questo periodo, ed è ovviamente lo spirito con cui la redazione si prepara ad affrontare il 2018.
Si sente ancora dire in giro (sempre meno, per fortuna) che su Modelli Auto manca la \”lista delle novità\”. Con tutto il rispetto per queste opinioni, chi dice una cosa del genere a mio avviso dimostra di non aver capito gran ché il carattere della rivista. Si fa un confronto immediato con Auto Modélisme, senza comprendere che le due testate sono complementari. Auto Modélisme da sempre dedica una nutritissima sezione alle novità, e pur essendo un mensile spesso non riesce a tener dietro alle uscite che si affastellano settimana dopo settimana; se ha difficoltà un mensile (tra l\’altro battuto in partenza dal web) figuriamoci cosa potrebbe fare un trimestrale.

E poi che significato avrebbe una lunga teoria di fotine, magari prese dai siti, con una breve didascalia? Quali i criteri per includere un marchio e lasciarne fuori altri? In base all\’interesse? Forse si potrebbe fare una selezione delle novità più \”interessanti\”, ma interessanti per chi? Per un pubblico che padroneggia sempre di più Internet e che trova tutto ciò che gli serve sui siti o sui social? Il processo riporterebbe la rivista indietro di dieci anni, a scapito di tutti quei contenuti dei quali si è discusso sopra, tenendo conto che la foliazione è limitata, a differenza del web che ha una capacità di ricezione infinita dei contenuti. A volte si critica per il gusto di criticare, ma ciò che conta è che Modelli Auto faccia la propria figura tra le riviste del settore, con la propria personalità e le proprie scelte editoriali che la distinguono da una concorrenza sempre più appiattita verso il copia-incolla del comunicato stampa.

Rassegna stampa: AutoModélisme n.239 novembre 2017

 Che Henri Pescarolo sia un personaggio ancora molto amato in Francia lo testimonia il fatto che AutoModélisme di novembre torna sulle sue auto dedicando al \”team verde\” la terza parte di una retrospettiva iniziato qualche mese fa. Altro pezzo tematico in questo numero è la descrizione di una raccolta molto particolare, comprendente tutte le vetture che presero parte al Grand Prix de ACF del 1906: una ricostruzione più fedele possibile nata da un\’idea di Alain Marie una decina di anni fa, in occasione del centenario della corsa. Sempre interessante l\’articolo sul montaggio di un kit in plastica: si parla stavolta della Ferrari 126 C2 Formula 1 in scala 1:20 della Fujimi. I settant\’anni della Ferrari continuano ad essere celebrati con una panoramica sui modelli stradali più rappresentativi in scala 1:18. Tutto sommato si tratta di un numero gradevole, completato dalla solita appendice sulle slot, che a mio avviso costituisce una lettura divertente anche per chi normalmente si occupa di modellismo statico.

Perché si colleziona? Uno spunto di riflessione

Spesso nel blog si è parlato delle ragioni di una collezione. Esse sono molteplici e si intrecciano fra loro, anche in relazione alla personalità del singolo. A volte, per fare una battuta, dico che sarebbe utile scrivere un libro sulle tante manie dei collezionisti di automodelli che ho conosciuto nell\’arco di tre decenni e passa.

Cosa ne verrebbe fuori? Sicuramente il tema finirebbe per trascendere il tema un po\’ ristretto dell\’automodellismo per abbracciare altri campi, fino forse a sovrapporsi – presumo inutilmente – a diverse opere già pubblicate da illustri psicologi e psichiatri. Si colleziona per tante ragioni, certo, ma le radici di una collezione, sia essa di automodelli, di monete o di francobolli in fondo sono sempre le stesse. Vorrei segnalare un articolo uscito in rete all\’inizio di quest\’anno, che propone tra l\’altro alcune letture che gli appassionati potrebbero affrontare per conoscersi un po\’ meglio. E\’ un paradosso dire che una delle funzioni estreme del collezionismo potrebbe essere l\’approfondimento della propria personalità?

Sia come sia, il testo dell\’articolo, in inglese, lo trovate a questo link: https://coinweek.com/education/want-stuff-eight-views-psychology-collecting/

Non è il solito articoletto da rivista estiva; si propongono otto interpretazioni diverse del collezionismo in generale, con riferimento alla raccolta di monete, che per certi aspetti è abbastanza simile ad alcune branche del collezionismo di automodelli. Ho l\’impressione che estirpare l\’impulso al collezionismo in certi soggetti sia come cercare di eliminare la gramigna dai giardini; tanto vale allora cercare di convivere alla meno peggio con la \”malattia\” (anche senza virgolette) approfondendone il più possibile le pieghe psicologiche che sono indubbiamente interessanti.

La Fiat 126 EL di Welly in scala 1:24

Nella gamma Welly in scala 1:24 è comparsa da un po\’ di tempo una riproduzione abbastanza anomala, se comparata alle scelte del produttore cinese: si tratta della Fiat 126, un modello che fin da subito ha suscitato un grande interesse nei collezionisti italiani. Va però detto innanzitutto che questo modello non riproduce una versione \”classica\” della 126, bensì la variante \”EL\”, prodotta e commercializzata in Polonia. La 126 EL degli anni novanta è una delle ultime versioni della city car Fiat prima della sostituzione definitiva con la Cinquecento, con cui condivideva tra l\’altro parte della meccanica. E\’ quindi una 126 piuttosto particolare, quella proposta da Welly in una scala che pare anche leggermente più grande dell\’1:24. In ogni caso, per il prezzo molto basso (poco meno di € 20,00) e per alcuni indubbi pregi, il modello può collocarsi benissimo in qualsiasi collezione dedicata alle vetture italiane. Proponiamo qui una gallery dedicata a un esemplare di un bel rosso, ricordando che esistono altre colorazioni, come il bianco e il verde.
La Fiat 126 di Welly è un modello molto gradevole, che non delude. Non c\’è da sorprendersi se ad esempio il distributore Balocco Model di Cesena, che si è approvvigionato stavolta da Speidel Modellauto GmbH, uno dei due importatori di Welly per Germania, Olanda, Belgio e Austria, ha esaurito più volte le scorte di una miniatura che continua a essere piuttosto richiesta, a testimonianza del fatto che certe scelte sono sempre premianti. Potremmo sperare di avere presto anche l\’erede della 126, vale a dire la Cinquecento?

Oggi anche i prodotti più economici hanno un aspetto molto
meno \”giocattolesco\” rispetto al passato. La Fiat 126 EL di Welly
presenta forme corrette e un buon livello di finitura, soprattutto
se si considera il basso prezzo. 

Il modello ha tre aperture: il motore è riprodotto in modo
ovviamente un po\’ semplificato. 

Diversi i dettagli riportati e piuttosto belli i gruppi ottici. 
Le porte si aprono e si chiudono agevolmente, grazie a un
meccanismo a molla. Le cornici del parabrezza e del lunotto
posteriore sono tampografate, così come le maniglie e i filetti
laterali. Anche le sigle Fiat e 126 EL sono in tampografia. Lo
specchietto retrovisore ha la sua superficie riflettente. 
Più che decoroso l\’interno, coi pannelli delle portiere; la strumentazione
è riprodotta in decal. Non mancano la pedaliera e lo specchietto retrovisore. Leva del
cambio e freno a mano sono realizzati come pezzi separati, a tutto
vantaggio del realismo.  

I paraurti di questa versione della 126 sono noti al pubblico
italiano perché ricordano molto da vicino quelli della \”Bis\”,
commercializzata nel nostro Paese. 

Più che sufficiente la qualità della verniciatura; belli i cerchi
e le gomme, col battistrada corretto. Le ruote sono sterzanti
e con loro si muove (in maniera abbastanza approssimativa,
dobbiamo dire) anche il piccolo volante a due razze. 

Supercar moderne: GT-Autos, un\'alternativa economica

 Forse non molto conosciuto dalle nostre parti, il marchio GT-Autos, appartenente al produttore generalista Welly, è una gamma di modelli contemporanei che offrono un rapporto qualità-prezzo particolarmente vantaggioso. Si tratta di diecast dalle linee particolarmente azzeccate e con dettagli di buon livello, per certi versi paragonabili a fasce di prezzo nettamente più alte (in questo caso ci si aggira sui 30 euro). In alcuni casi sono presenti tergicristalli fotoincisi e altre piccole raffinatezze di questo genere. Molto ben realizzate le verniciature, con finizioni \”matt\” o metallizzate; realistici i cerchi, provvisti di gomme specifiche. Ogni modello è presentato su una base in plastica nera provvista di targhetta identificativa e vetrinetta in plexiglass. In questo thread pubblichiamo le foto di un paio di Lamborghini Aventador LP700-4 (viola opaco e bianco nacré) e Pagani Huayra in rosso metallizzato. Questi modelli possono costituire una buona alternativa per chi desideri mettere in collezione vetture dei nostri giorni senza spendere cifre nettamente più alte con le gamme premium.

Esposizione di Dinky Toys presso l\'Amersham Museum (Regno Unito)

Dal Dinky Toys Collectors Association ricevo questo comunicato che diffondo volentieri:

Amersham Museum Opens New Dinky Toy Exhibition
Amersham Museum\’s extensive collection of Dinky Toys will be on display
for the first time this autumn. From 18th October visitors to the museum
will be able to see the museum\’s collection of over 150 toys, on display
together for the first time.

The museum was given the majority of the collection in 2006, when it was
transferred from Wandsworth Museum. Originally amassed by local resident
Chris Salaman, the vehicles were purchased from Butler\’s toy shop in old
Amersham in the late 1950s and early 1960s when he was a child. The
collection includes cars, heavy goods vehicles and military vehicles and is
complemented by a large number of Meccano magazines and Dinky booklets
which advertised the toys.

There are toys manufactured at the main Binns
Road factory in Liverpool as well as those produced in France. There are
also some modern replicas of both the British and French models.
Visitors to the exhibition can explore the collection, share their Dinky
memories and try to order the cars in chronological order on the Dinky
timeline. Younger visitors can participate in Dinky themed craft
activities. On Saturday 11th November there will be a special Dinky Day,
with activities, talks and an opportunity to meet Chris and find out about
his collection.
The exhibition runs Wednesday-Sunday 12 -4.30pm from 18th October to Sunday
26th November.

The museum is open Wednesday – Sunday and Bank Holiday Mondays, 12 noon –
4.30pm. Admission is £3 adults, children free. Many of the activities for
families are free after admission.
Enquiries should be directed to Emily Toettcher, Curator on 01494 723700.
Amersham Museum
49 High Street, Amersham, Bucks HP7 0DP 01494 723700
www.AmershamMuseum.org www.amershamhistory.info
Company Number 1790935 Charity Number 288865

Cinque versioni della Saab 96 V4 da rally fra i programmi di Tecnomodel (1:18)

Non solo Ferrari sport-prototipo: fra i programmi di Tecnomodel vi è – un po\’ a sorpresa – la Saab 96 V4 in diverse versioni rally. Il modello, in resina scala 1:18, è previsto nelle seguenti varianti: RAC Rally 1974 n.2 Blomqvist/Sylvan (TMD1880A), RAC 1974 n.17 Rainio/Letho (TMD1880B), Rally Svezia 1975 n.1 Blomqvist/Sylvan (TMD1880C), Rally Svezia 1976 n.4 Eklund/Cederberg (TMD1880D), Rally Svezia 1976 n.2 Blomqvist/Sylvan (TMD1880E). Ciascuna versione sarà limitata a soli 75 esemplari. L\’uscita del modello è prevista verso fine novembre.

Rassegna stampa: Dinky Toys Collectors\' Association, The Journal, issue no.67 (October 2017)

Non consiglierò mai abbastanza un\’iscrizione al DTCA (Dinky Toys Collectors\’ Association) agli appassionati di modelli obsoleti, ma purtroppo, vista l\’ignoranza della maggior parte dei collezionisti italiani, ho paura che queste resteranno parole al vento. In ogni caso, l\’ultimo numero del 2017 della rivista del club si presenta con diversi contenuti di grande interesse: possiamo citare una bella retrospettiva sulla De Soto Fireflite (n.192), accompagnata da una sintetica ma completa storia del marchio De Soto. Molto utile anche il confronto fra le quattro scatole del modello, avvicendatesi nel periodo 1957-1963, ma anche in questo caso immagino che al collezionista italiano medio importi quanto il Processo del lunedì, visto che nella stragrande maggioranza dei casi egli è uso risolvere il problema alla radice, acquistando esemplari senza scatola perché costano meno.

Da segnalare un ritrovamento di un \”display stand\” anni cinquanta, con relative istruzioni: i materiali di esposizione e promozionali riservati ai negozi sono molto rari, specie in condizioni perfette e completi di scatola originale e istruzioni. Da leggere anche una risposta – in chiave critica – di Chris Instance ai due articoli sui Foden pubblicati nei numeri precedenti da Rob Van der Hoort: questioni metodologiche e storiche. Chi ha detto che sui Dinky è stato ormai scoperto tutto?
Quello che consiglio a chiunque si accinga a iniziare una collezione di automodelli, qualsiasi essa sia, è di affrontare la cosa con la massima preparazione, di non accontentarsi di restare alla superficie, di informarsi, leggere, girare, confrontare, non essere mai sazio di particolari nuovi. E alla fine non è tanto l\’accumulo di notizie assorbite a generare vera cultura (quelle si dimenticano facilmente) quanto l\’aver presente le fonti giuste per ricercarle in caso di necessità.